
In queste settimane parleremo delle città al voto in Lombardia, delle nuove amministrazioni locali, di beni confiscati alle mafie, dell’associazionismo sociale, ambientale e culturale, di libri e musica, di produzioni agricole e artigianali, di finte coop, faremo concerti, chiacchiereremo con gli ascoltatori (in onda e fuori), berremo e mangeremo insieme, spesso grazie ad alcuni sponsor.
In cambio di questo chiediamo, a chi può, visto che la radio è liberamente ascoltabile, una sottoscrizione (almeno da 20 euro) per poter continuare a mantenere la nostra indipendenza, la cooperativa dei lavoratori è il maggiore azionista della società editrice. Per questo offriremo la maglietta di Zerocalcare e le chiavette con le nostra trasmissioni storiche.
E’ un momento complicato in tutto il mondo dell’editoria, e per Radio Popolare, che sopravvive grazie al 55% di entrate garantite dalle sottoscrizioni periodiche, chiamate impropriamente abbonamenti, visto che il segnale non è criptato. Per far fronte al calo pubblicitario i dipendenti e collaboratori della radio si sono tagliati del 23% per altri due anni la remunerazione, ma, soprattutto, hanno deciso di provare nuove strade per raccontare e coinvolgere gli ascoltatori.

