
Il primo incontro, il 14 febbraio, riguarda la condizione della donna migrante durante il viaggio. Saranno relatrici Celeste Grossi delle Donne in nero e Manuela Serrentino, medica e volontaria.
Nei due seguenti incontri, martedì 28 febbraio e 14 marzo, l’attenzione si sposterà su due problematiche sociali: il ruolo che la criminalità organizzata svolge nella questione immigrazione quando il migrante arriva in Europa, di cui si occuperanno Laura Castegnaro della Rete dei servizi per la grave marginalità e Stefano Tosetti di Libera, e la ghettizzazione delle seconde generazioni, argomento che tratteranno Dina Mensah, Francesca Visone e Revelin Irabon.
Il 4 aprile Michele Luppi, giornalista, riassumerà il periodo ribattezzato “I 75 giorni della stazione San Giovanni”, per poi ragionare su come evolverà la situazione. In occasione di questo quarto incontro verrà presentata anche la testimonianza di un migrante.
Gli ultimi due incontri analizzeranno le cause e gli effetti delle migrazioni l’11 aprile con Claudio Fontana e Carlo Antonio Barberini e affronteranno il tema della veridicità delle notizie diffuse dalla stampa il 27 aprile con Andrea Quadroni, giornalista de La provincia.
Quale sarà la situazione che Como si troverà ad affrontare entro fine aprile è ora impossibile da sapere, ma è un dato di fatto che questa sia la prima iniziativa che, almeno in termini di programma, si propone di estendere l’analisi al fenomeno migratorio in quanto tale, alzando forse definitivamente lo sguardo dalla situazione comasca e dall’idea di emergenzialità non ancora sradicata del tutto dopo oltre sei mesi dai primi arrivi estivi. [P.C., ecoinformazioni]
