Stefano Tosetti

Video/ Campo libero

Un’ora e mezza in diretta per raccontare la significativa esperienza dei campi di lavoro (e di educazione alla lotta attiva contro le mafie) nei territori confiscati. Nella serata di martedì 24 novembre, organizzata da Arci Como e Libera, Viola Acciaretti, volontaria Arci, ha raccontato la sua esperienza a Castel Volturno.

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24 novembre/ Arci Como e Libera/ Campo libero

Il comitato Arci di Como e Libera contro le mafie organizzano il 24 novembre alle 18,30 una videoconferenza per raccontare i campi estivi che si svolgono durante la bella stagione nei terreni confiscati alla criminalità organizzata.

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23 settembre/ “Un padre da galera. La strada, il carcere, mio figlio” di Marco Gatti

Marco Gatti presenterà lunedì 23 settembre alle 18 Un padre da galera. La strada, il carcere, mio figlio alla Libreria Ubik in piazza San Fedele 32 a Como per parlare di carcere e non solo. Dialogherà con Stefano Tosetti. [mm, ecoinformazioni]

13 novembre/ Sandro De Riccardis presenta ”La mafia siamo noi”

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Martedì 13 novembre alle 18, alla libreria Ubik in piazza San Fedele 32 a Como, Sandro De Riccardis presenterà il suo libro “La mafia siamo noi” (Add editore, 2017). Interverrà per l’occasione anche Stefano Tosetti, referente provinciale di Libera Como, che collabora all’organizzazione dell’iniziativa.

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Presidio democratico a Como

Un centinaio di persone hanno partecipato al presidio democratico indetto dal Partito Democratico ma aperto anche ad altre forze politiche e sociali, a sostegno del presidente della Repubblica Mattarella, oggetto – dopo le recenti vicende politico-istituzionali – di pesanti attacchi da parte di Lega e Movimento 5 stelle.

Durante la manifestazione, aperta e chiusa dall’inno nazionale, sono intervenuti, oltre al segretario provinciale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, Emilio Russo di Liberi e Uguali, Giacomo Licata della Cgil di Como e Stefano Tosetti di Libera.

Già on line su ecoinformazioni i video della manifestazione di Alida Franchi.

[FC, ecoinformazioni]

Il lavoro e i diritti: dal precariato all’antimafia

La Camera del Lavoro di Como sceglie, nel 25mo anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, di declinare il ricordo nel segno del lavoro, dei diritti, della legalità e della sicurezza. Lo fa con una serata al cinema Astra di Como in cui si getta idealmente un ponte tra le sponde del Lario e la Sicilia, tra le giovani generazioni e quelle mature, tra la storia e l’attualità.

Al centro della serata -organizzata da Cgil di Como, Silp Cgil, Libera – l’efficace film Io che lavoro per un algoritmo, girato da Dario Tognocchi con la collaborazione di una  troupe formata da sei giovani studenti: un reportage centrato sulle difficoltà del lavoro attuale, spesso disumanizzato, ma al tempo stesso motore fondamentale per recuperare umanità e senso anche nei luoghi più difficili. Così, dalle storie di diritti negati o di difficoltà insormontabili a esprimersi attraverso un “mestiere”, si passa ai molti esempi che proprio nel lavoro trovano le opportunità di riscatto sociale e di relazioni liberatorie, fino agli esempi siciliani, dove la restituzione alla società dei beni confiscati alla mafia ha permesso non solo di farne delle occasioni di sviluppo economico, ma anche di innovazione, di ricerca e di sostenibilità.

Il film costituisce quindi un utile strumento di diffusione di valori e di concrete possibilità operative, elaborato secondo modelli narrativi diretti, mai banali, tutti centrati sulla valorizzazione delle esperienze personali (emblematico da questo punto di vista l’uso delle interviste, e in particolare di quella al grande leader politico e sindacale Emanuele Macaluso, testimone di quasi un secolo di lotte e idee).

Dopo la proiezione, tocca agli ospiti (Donata Patricia Costa, sostituto procuratore della Repubblica, Tribunale ordinario di Milano; Elena Lattuada, segretaria generale Cgil Lombardia; Marinella Magnoni, segreteria Cgil Lombardia; Davide Mattiello, deputato Commissione Antimafia; Daniele Tissone, segretario generale Silp Cgil; Stefano Tosetti, Libera Como), introdotti da Giacomo Licata, segretario generale Cgil Como, e coordinati da Davide Cantoni, direttore di Etv, ricucire il discorso storico di questi venticinque anni e di indicare la strada che dalla memoria dell’antimafia conduce al lavoro di oggi, ai suoi problemi e alle sue prospettive.

Molto festeggiati, come si meritano, dal folto pubblico che riempie quasi completamente il cinema, i giovani protagonisti, operatori e collaboratori del film, a dimostrazione che – anche senza essere diretti da un algoritmo – si può stare, con la storia e la politica, al passo coi tempi.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Al termine della serata, Dario Tognocchi e la troupe del film sul palco.

Dal 14 febbraio/ Studenti senza frontiere: Agli occhi dell’altro

esher-candelabroSi aprirà martedì 14 febbraio al Chiostrino artificio, in piazzolo Terragni 4 a Como, dalle 14 il ciclo Agli occhi dell’altro, sei conferenze sul tema dell’immigrazione organizzate dagli Studenti senza frontiere. L’iniziativa focalizza l’attenzione sul fenomeno migratorio, dalle cause degli spostamenti alle risposte che la società europea dà ai migranti. Non mancherà, com’è inevitabile, un approfondimento sulla situazione che si è creata dall’estate 2016 a Como, ma le conferenze si pongono l’obbiettivo di trattare l’argomento in termini più ampi. (altro…)

Libera/ Marco Tagliabue: la forza di denunciare

Marco TagliabueAlla Festa di Libera il coraggio di denunciare, la forza di ascoltare e divertirsi contro le mafie sabato 2 luglio  all’area feste di Maslianico. La pioggia non ha aiutato al festa che ha comunque raccolto molti giovani attivisti. Momento essenziale dell’iniziativa, che ha offerto anche la cucina realizzata con il sostegno dell’associazione Lambienteinvita di Maslianico con materie prime provenienti da Libera terra e ha dovuto cedere al rito della partita calcistica, è stato il dibattito La forza di denunciare. (altro…)

Porta a porta con la mafia/ L’intervista fa schifo

posta a portaEro molto combattuto e incerto su cosa pensare dell’intervista di Salvo Riina da Vespa. Perché a Corleone ci sono stato due volte e ho conosciuto chi lì ci vive, combatte e resiste, mentre a fianco ha cosa nostra. Perché ci sono ragioni per intervistarlo in tv e sui giornali e altre per non farlo. Perché parlare prima che tutto fosse successo aveva relativamente senso. Ho preferito quindi iniziare a leggere i commenti e le interviste di chi ne sa più di me o è coinvolto personalmente in questa vicenda: Salvatore Borsellino, Claudio Fava, Attilio Bolzoni, Giulio Cavalli, Manfredi Borsellino, Carlo Lucarelli, Marco Travaglio, Nando dalla Chiesa, Alfonso Sabella e poi naturalmente don Luigi Ciotti. Tutti aiutano a vedere i tanti punti di vista sulla vicenda e ragionare senza essere istintivi e frettolosi.

Ho anche guardato (a fatica) l’intervista: fa pena e schifo sentire parlare quella persona di valori, rispetto, normalità, dignità, finta ingenuità, quando la sua storia familiare è fatta di morte, omicidi, latitanza, vendetta, omertà. Di mafia, semplicemente. “Perché dovrei dire che mio padre ha sbagliato?”, dice. Perché dovrebbe essere il punto di partenza, se vuoi essere anche solo ascoltato da qualcuno.

L’intervista andava fatta, ne sono convinto. Non da Vespa, purtroppo. Stefano Tosetti [leggi l’articolo], per me questa scelta non è stata “normalizzazione”, siamo andati anche un po’ oltre, fino al ribaltamento della verità, con il racconto di uno stragista (condannato a 18 ergastoli) non in quanto tale, ma come padre premuroso, esemplare, onorabile e per di più estraneo a qualsiasi responsabilità a lui addebitata. In sintesi, è stato un bello schifo. Per me, che ho letto e conosco qualcosa di mafia e mentalità mafiose e mi è toccato vederle su Rai1 senza che venissero realmente mostrate a chi non le riesce a comprendere. Un bello schifo per il giornalismo italiano, che già di per sé non brilla purtroppo per eccellenza. Un bel godimento per i mafiosi, che hanno visto e ascoltato uno di loro parlare con tutti, raccontando quello che voleva e infangando la memoria e il dolore dei giusti.
Ringrazio però una volta ancora, in contrasto a quanto visto, la forza straordinaria e la grande dignità (questa sì, reale) dei familiari delle vittime innocenti delle mafie, dei testimoni di giustizia e di tutti quei giornalisti giornalisti che hanno perso o rischiano la vita, ma anche il proprio lavoro e i propri affetti, per raccontarci ogni giorno chi sono e cosa fanno i mafiosi in questo paese. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]

(Poi ieri sera, per concludere, la farsa nella farsa; come giustamente ha scritto Mario Portanova, “Avevano promesso una puntata riparatoria, invece a Porta a porta c’è Alfano”)

– Travaglio http://www.dagospia.com/…/travaglio-gramellini-si-schierano…
– dalla Chiesa http://www.famigliacristiana.it/…/nando-dalla-chiesa-non-fa…
– Ciotti http://www.ansa.it/…/don-ciotti-salvo-riina-usa-codice-mafi…
– S. Borsellino http://www.ilfattoquotidiano.it/…/riina-jr-a-porta…/2616316/

Finta deontologia giornalistica a favore di mafia

posta a portaLa lotta alle mafie la si fa con gesti e scelte quotidiane. In Italia il primo quotidiano del paese e la prima rete televisiva del servizio pubblico hanno fatto una scelta ben precisa: quella di normalizzare una famiglia di mafiosi, la figura del vecchio padre attraverso le parole intime e commosse del figlio, Giuseppe Salvatore Riina (peraltro reduce da 8 anni di condanna). (altro…)

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