
Certamente all’Oratorio di Rebbio domenica 23 aprile dalle 15 alle 19 c’erano 80 persone, in massima parte migranti, provenienti da Angola, Biafra, Nigeria, Pakistan, Gambia, Senegal, El Salvador, Costa D’Avorio, Guinea Konacry,Somalia per parlare di lavoro, di diritto al lavoro, di lavoro nel mondo, di lavoro in Italia, nella prima sperimentazione della scuola civica che stanno costruendo insieme associazioni italiane e non, gruppi di volontariato, comunità ecclesiali, comunità di migranti.
È andata bene. Dopo l’introduzione di don Giusto Della valle ci si è divisi in gruppi per scambiarsi informazioni sul lavoro nei paesi d’origine dei migranti, poi per analizzare le caratteristiche, le possibilità e i pericoli del nostro mercato del lavoro e i rischi per tutti di essere sfruttati senza avere riconoscimenti né salariali, né di dignità.
Poi, dopo una pausa conviviale, tutti insieme con i due sindacalisti della Cgil Luca Fonsdituri e Paolo Gagliardi che hanno risposto ai quesiti emersi nei diversi gruppi di lavoro. E la barriera linguistica? Superata senza problemi grazie al grande desiderio di capirsi e a un’accurata traduzione in francese e inglese curata da Mark Yohana e Mbaye Diongue.
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