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Il consiglio comunale di giovedì 6 marzo 2008

Ancora in sospeso l’approvazione del progetto preliminare del nuovo palazzetto dello sport di Muggiò.

L’ormai consueto minuto di silenzio in apertura del consiglio comunale è stato dedicato giovedì 6 marzo a Pier Paolo Prizzi, uno dei fondatori della sezione comasca di Forza Italia, consigliere comunale dal ’94 al ’98 e presidente di Acsm dal 2001 al 2005, spentosi nella mattina di giovedì 6 marzo. Nelle preliminari Carlo Ghiri (Gruppo Misto) ha sollecitato l’ex compagno di partito e assessore all’ambiente Diego Peverelli a progettare una campagna d’informazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti. «Esiste un deficit culturale e d’informazione – ha spiegato il consigliere – da colmare tramite la sensibilizzazione degli anziani, dei bambini e dei giovani nelle scuole e anche delle persone straniere, pensando a una campagna in più lingue».
Donato Supino (Prc) ha invece lamentato un certo ritardo dell’amministrazione nel rispondere all’interpellanza sui contatori del gas alterata da lui presentata nella seduta del 4 febbraio. Il mese di tempo massimo per la replica, come stabilito da regolamento, è abbondantemente trascorso.
Qualcosa non va infine per Roberta Marzorati (Per Como) nei dati relativi alla gestione degli asili nido e al servizio mensa inviati dal Comune ai genitori che hanno visto aumentarne il prezzo da marzo 2008. La consigliera contesta un errato calcolo della percentuale di copertura delle rette sul totale dei costi di gestione e una stima del costo delle materie prime per il servizio mensa gonfiata.
La seduta aveva come argomento l’approvazione del progetto preliminare del Villaggio dello Sport. Il nuovo complesso dovrebbe sorgere attorno alla piscina di Muggiò e interessare un area di 60.000 metri quadri, nella quale troveranno posto tre piscine scoperte, due campi da beach volley, un palazzetto multidisciplinare, tre campi da calcetto, 2 mila metri quadri di stabili adibiti alla ristorazione e alla vendita di articoli sportivi, 700 parcheggi di cui 200 interrati e la riqualificazione della piscina olimpica.
Il costo dell’opera è stimato in circa 21 milioni di euro, dei quali 6 milioni e 630 mila arriveranno dalle casse comunali, distribuiti su 10 “rate” da 663 mila euro che l’amministrazione comincerà a pagare dal terzo anno dall’inizio dei lavori. I rimanenti fondi saranno individuati tramite il project financing, operazione per cui in cambio di uno “sconto” sulle spese di realizzazione dell’opera, l’amministrazione concede al concessionario la gestione dell’impianto e i relativi proventi. Il progetto prevede di concedere la gestione per 40 anni.
Proprio su questo punto hanno espresso preoccupazione alcuni consiglieri di minoranza chiedendo all’amministrazione la stipula di una convenzione che garantisca tariffe ragionevoli ed eviti la nascita di un impianto d’elite.
Nel suo intervento il sindaco ha espresso soddisfazione per la futura realizzazione di una grande opera che potrà restituire lustro alla zona periferica di Muggiò e fungere da attrattiva per le società sportive di tutta la provincia. L’assessore alle grandi opere Fulvio Caradonna pensa anche ad uno spazio di aggregazione sociale e ha ricordato che l’approvazione del progetto preliminare non sarà sufficiente a dare l’ok definitivo al progetto.
Sempre dai banchi della minoranza sono giunte atre critiche al progetto, Vincenzo Sapere (Gruppo Misto) ha auspicato che l’edificio adibito alle vendita di articoli sportivi rimanga tale col passare degli anni e non venga trasformato nell’ennesimo supermercato, date le sue grosse dimensioni; Donato Supino (Prc) ha chiesto che il nuovo impianto sia ricongiunto con il Campo Coni e la proposta ha trovato il parere favorevole dell’assessore.
Infine Dario Valli (Area 2010) ha chiesto che nel contratto venga inserita una clausola che preveda l’onere dell’eventuale demolizione del nuovo impianto alla concessionaria, nel caso in cui alla fine del periodo di gestione la futura amministrazione lo ritenga necessario.
La serata non ha però visto la votazione del progetto, che sarà oggetto della seduta di lunedì 10 marzo, quando l’opposizione presenterà i suoi emendamenti. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 25 febbraio 2008

Approvata, anche grazie ai voti della maggioranza, la mozione per la salvaguardia dell’area verde di Cardina, a firma di Mario Molteni (Per Como). La delibera per l’asfaltatura della strada che l’avrebbe attraversata è stata invece ritirata dalla giunta.
La seduta consiliare di lunedì 26 febbraio si è aperta con la preliminare di Pasquale Buono (Fi) che, riprendendo un articolo uscito il mese scorso su La Provincia, ha chiesto al sindaco un’urgente ordinanza per risolvere il problema dei suonatori di strada che si esibiscono di fronte agli esercizi commerciali «l’intento non è quello di eliminarli, ma di toglierli da davanti ai negozi, concedendo loro il permesso per suonare al massimo due ore al giorno». Di tutt’altro genere l’intervento di Roberta Marzorati (Per Como) che ha chiesto spiegazioni sull’originale soluzione trovata per mettere in sicurezza un tombino pericoloso dei giardini di via Brogeda: un grosso masso appuntito.Ma iscritta all’ordine del giorno c’era la mozione a firma di Mario Molteni (Per Como) sulla salvaguardia del verde della collina di Cardina, per preservarlo da eventuali nuove edificazioni. Mozione accompagnata da una petizione che ha raccolto nei mesi passati più di mille firme tra i cittadini di Sagnino e Tavernola. «L’obiettivo – ha spiegato il firmatario – è di salvaguardare uno degli ultimi polmoni verdi della città, situato in una zona a forte impatto edilizio, a ridosso dall’autostrada» sancendo lo stop di tutti i progetti edilizi e stradali che interessano la zona e impegnando l’amministrazione ad accelerare il processo di inserimento dell’area nel Parco della Spina Verde.
La proposta ha trovato una buona sponda nella maggioranza, tanto da ricevere il plauso del capogruppo di An Marco Butti (che risulta anche tra i firmatari della petizione). I consiglieri di entrambi gli schieramenti hanno però evidenziato l’incompatibilità tra la salvaguardia ambientale dell’area e il progetto di asfaltatura di una strada all’interno della stessa, oggetto della delibera successiva. All’interno dell’area verde sono infatti state costruire 5 villette, raggiungibili solo tramite una via sterrata.
«Per conciliare la conservazione del verde con il bisogno dei cittadini che lì abitano di avere una strada asfaltata – ha proposto Luca Gaffuri (Pd) – bisognerebbe ripensare alla delibera, stabilendo di asfaltare solo uno dei due tratti di strada che portano alle abitazioni». Invito accolto dall’assessore Umberto D’Alessandro che, dopo aver visto approvare la mozione da 32 consiglieri, con solo tre astensioni, ha ritirato la delibera proposta dalla giunta con l’impegno di studiare una nuova soluzione nel rispetto del verde e degli abitanti della zona.
Prima della buonanotte la seduta ha anche regalato una divertente favola, per la voce di Roberta Marzorati (Per Como), su una scuola che puzza. E puzza così tanto da impregnare col suo odore i capelli e i vestiti dei bambini che la frequentano. Peccato che fosse tutto vero, trattandosi della materna di Monte Olimpino. L’assessore Francesco Scopelliti ha ammesso la sgradevole situazione, attribuendo la colpa alla mancata lavatura delle nuove porte scorrevoli e informando il consiglio dell’impegno della ditta installatrice a sostituire le porte, montate nell’aprile 2007. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

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