Il consiglio provinciale di lunedì 31 marzo 2008
È toccato al presidente Leonardo Carioni aprire la seduta consiliare di lunedì 31 marzo con il consueto attacco a quello che ha definito l’aberrante federalismo inverso. «Il sistema fiscale vigente che impone alla Provincia di restituire allo Stato 8 milioni di euro l’anno ci ha costretto ad alzare le aliquote su trapassi ed energia elettrica. Abbiamo dovuto anche eliminare importanti investimenti sulle opere pubbliche già previsti. Per questo mi auguro che il consiglio riesca a stilare un documento unitario per sollecitare il futuro governo ad istituire un reale federalismo fiscale».
Il presidente ha poi ricordato alcuni degli impegni monetizzati con il bilancio 2008: la costruzione delle strade d’accesso al nuovo Sant’Anna, i fondi a sostegno della disabilità e la conferma del Sistema turistico del lago di Como, che superati gli scandali di fine 2007 ripartirà con una nuova organizzazione in cui i finanziamenti saranno erogati dagli enti pubblici e non dai privati.
La risposta della minoranza è arrivata per bocca di Mauro Guerra, pronto a discutere e ragionare con il consiglio su un documento pro federalismo fiscale da inviare a Roma. Il capogruppo del Pd ha poi ricordato che le responsabilità di questo «bilancio dal fiato corto» vanno cercate tra chi ha governato la Provincia nei cinque anni passati, gli stessi che ora incolpano lo Stato per la difficile situazione economica.
«Oggi sono anche i conti – ha proseguito Guerra – a chiederci di ripensare alla nostra funzione. Occorre un programma destrutturante per noi e incentivante per i Comuni, nell’ottica di una Provincia che lavori come coordinatrice tra i Comuni. Certo bisognerebbe riscrivere il bilancio, noi non ne abbiamo avuto la possibilità, e presentiamo quindi solo alcuni emendamenti simbolici». Emendamenti che verranno discussi nelle sedute di martedì 1 e mercoledì 2 aprile.
Un’altra la soluzione proposta da Giancarlo Galli che vede nella liberalizzazione dell’acqua, dei trasporti e della gestione dei rifiuti la ricetta ideale per snellire le competenze provinciali. «Dobbiamo abbandonare il vecchio modello di partecipazione – ha spiegato Galli – per lasciare alla Provincia il ruolo di programmatore e controllore dei servizi, assolvendola dai compiti di gestione».
Concluso l’intervento ha preso la parola Ferdinando Marzara, presidente del consiglio, per una comunicazione: «L’Expo 2015 è stato assegnato a Milano!». Euforia tra i consiglieri, che si concedono un breve ma intenso applauso. Solo Fabio Moltrasio (Pse) e Cornelia Borsoi (Lista civica) rimangono imperturbabili, mentre Rosangela Arrighi (Pd) si esalta in un «Viva Prodi!» urlato tanto forte da risaltare tra gli applausi.
Terminata l’euforia per la vittoria meneghina si riprende a discutere di bilancio. La parola a Serafino Grassi, capogruppo di Forza Italia, che individua nei finanziamenti statali troppo bassi (circa 3 euro per abitante) la causa di questo «bilancio di sofferenza».
A chiudere il dibatto è intervenuta Rosangela Arrighi che ha ricordato con deciso piglio polemico la discussione del bilancio 2007. «Lo scorso anno a parità di contributi da versare allo Stato, l’assessore al bilancio rassicurava il consiglio sull’esistenza di risorse per ogni progetto. Ora siamo alla resa dei conti, ma i veri problemi saranno nel futuro. E le responsabilità non sono da cercare altrove ma hanno nomi e cognomi ben precisi». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]
Nelle dichiarazioni preliminari al dibattito consiliare, Vincenzo Sapere, Gruppo misto, dopo l’assegnazione dell’Expo 2015 a Milano, ha auspicato che «non ci si faccia sfuggire l’occasione e nei prossimi anni Como sia all’altezza della situazione per quello che l’evento può dare sul piano del turismo e del lavoro» trovando l’accordo di Roberto Rallo, Fi, che ha paventato la possibilità di istituire una commissione ad hoc per l’evento.
limitrofe non riescono a smaltire i propri rifiuti, quando in Lombardia sono presenti tredici termovalorizzatori e in Campania neanche uno». Una situazione che è stata documentata anche dalla trasmissione Report per Lionetti «non sicuramente una trasmissione leghista o del centrodestra». Una presa di posizione decisa anche sull’eventuale smaltimento dei rifiuti nell’inceneritore comasco motivata anche dalle emissioni nell’aria che questo comporterebbe. Per Roberto Rallo, Forza Italia, il problema è l’incapacità politica della classe dirigente, non solo campana ma anche lombarda, che non è ancora stata in grado di creare infrastrutture come la Pedemontana.
intrecciato con quello di attualità sul futuro di Alitalia, uno scalo che per i primi firmatari della Lega è una risorsa anche perché un suo eventuale declassamento potrebbe pesare sulla scelta dell’Expo 2015 che potrebbe anche andare in Turchia. Per Roberto Rallo la scelta stessa del luogo è stata sbagliata, «una cattedrale nel deserto che fosse stata fatta in Sicilia, si sarebbe detta frutto della criminalità organizzata», ma ormai «è giusto fare quadrato per difendere i soldi spesi». D’accordo con lui, «al 90 per cento», Bruno Magatti che ha sottolineato come «non potete chiederci di difendere l’indifendibile». Per Giorgio Carcano, Area 2010, Malpensa era l’unica localizzazione possibile, anche se «non ci si arriva bene e in fretta e non ha una forte compagnia aerea che dia dei servizi». Luca Gaffuri ha invece ricordato la «paralisi in termini di mobilità di scelte errate negli ultimi decenni in visione milanocentrica». Per il capogruppo dei Ds Malpensa ha le possibilità di rimanere centrale una volta finite le infrastrutture di servizio, senza fasciarsi la testa sulle prospettive di Alitalia a cui «non è più possibile dare aiuti di stato». La mozione è così passata con il voto favorevole della maggioranza e l’uscita dall’aula della minoranza, tranne l’assenso di Area 2010, e il voto contrario di Rifondazione comunista e Paco. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Una piccola polemica ha aperto il consiglio provinciale di martedì 25 marzo. I capigruppo dell’opposizione hanno lamentato livelli di approssimazione troppo alti nella bozza di bilancio presentata ai consiglieri. «Ci sono voci di bilancio della portata di uno o più milioni, composte a loro volta da più capitoli di spesa, che non sono però specificati» ha dichiarato Mauro Guerra (Pd), «già in commissione bilancio – ha rincarato Renato Tettamanti (Prc) – erano stati richiesti dei documenti più approfonditi, ma quelli a noi consegnati non aiutano ad entrare nello specifico degli ambiti di spesa, quindi chiedo un rinvio del termine per la presentazione degli emendamenti». Richiesta che non è stata accolta nella breve riunione dei capigruppo.
