Società

L’assemblea dell’associazione I Bambini di Ornella

Si è svolta venerdì 6 giugno alla Ca’ d’Industria a Como l’assemblea dell’associazione I Bambini di Ornella sono state riconfermate le cariche sociali in una serata anche di svago. Il fondatore del sodalizio Severino Proserpio ha illustrato le iniziative già avviate e quelle in progetto nella struttura di Kelle.

Una cinquantina di persone si sono ritrovate per l’assemblea annuale dell’associazione i Bambini di Ornella, attiva per l’accoglienza dei bambini di strada in Senegal, dopo un abbondante rinfresco il presidente Vittorio Bernasconi ha parlato degli sviluppi del lavoro a Kelle, in Senegal, e delle possibilità che la crescita del turismo responsabile può aprire alla sviluppo della regione. Il tutto alla luce della maggiore visibilità dell’associazione dopo il conferimento dell’Abbondino d’oro a Severino Proserpio, che ha relazionato sull’avanzamento del progetto, sullo stato dei lavori fatti e sulle proposte future, come quella del microcredito dato che «oltre all’educazione dei bambini abbandonati pensiamo anche ad un loro futuro inserimento nel mondo del lavoro». La serata è stata conclusa dal concerto dei d’AltroCanto.

Primo incontro del nascente circolo del Movimento per la decrescita felice comasco

Primo incontro, giovedì 5 giugno nella sede del Coordinamento comasco per la Pace, del nascente circolo del Movimento per la decrescita felice. I sei promotori dell’iniziativa hanno ribadito le idee che alla base del movimento fondato da Maurizio Pallante: rallentare il proprio stile di vita e dare maggiore importanza al tempo e alla socialità. Il gruppo propone una prima iniziativa pubblica martedì 10 giugno alle 20 la sala dell’Ottagono di Fino Mornasco con Massimo De Maio, coordinatore dei circoli territoriali dell’Mdf per raccontare le esperienze degli altri circoli italiani e progettare le iniziative da attuare a livello locale. Per informazioni Giuseppe Leoni tel. 031.880129 o 335.6574682, e-mail leoni.giu@tiscali.it, www.decrescitafelice.it.

Serata sul trattamento dei rifiuti a Como organizzata da Paco venerdì 30 maggio a Lora

Per gli organizzatori gran parte del sacco viola finisce nell’inceneritore, una presa in giro per le persone che si impegnano nella raccolta differenziata.

Nella sera di venerdì 30 maggio Ermanno Pizzotti e Bruno Magatti hanno presentato al pubblico, composto da una decina di interessati, le slide che Paco ha realizzato sulla tematica del trattamento dei rifiuti a Como e provincia (consultabili sul sito www.paco.co.it). Il consigliere comunale di Como ha poi illustrato la proposta di delibera firmata da altri 16 consiglieri che mira a migliorare l’appalto sui rifiuti, che non ha subito cambiamenti dal 1994 ed è carente e dispendioso. Paolo Sinigaglia ha delineato le responsabilità attribuite a Acsm ambiente per la raccolta e Econord per lo smaltimento. Attraverso le due visite fatte da Bruno Magatti allo stabilimento della Guzza di Como, ad Acsm ambiente e alla sede di Econord, si è concluso che la quasi totalità del sacco viola va nell’inceneritore come combustibile da rifiuti, a parte le bottiglie e i contenitori di plastica per i detersivi e il vetro dalle campane verdi. Inoltre per gli organizzatori della serata la piattaforma ecologica di Como, che raccoglie i rifiuti ingombranti, è dislocata in una posizione scomoda e tenuta in pessime condizioni.
La legge è chiara: l’inceneritore deve essere l’ultima scelta in mancanza di vari passaggi di riciclo. Lecco e Varese riciclano molto più di Como (53,9% e 44,1% nel 2006), con metodi di raccolta diversi.
L’appalto, di quasi 25 milioni di euro, una cifra non indifferente, è sostanzialmente scadente e non offre, neppure per la pulizia delle strade, un servizio adeguato. Basta pensare che nel 2005 sono state sospese la pulizia di 66 su 120 strade senza una giustificazione all’amministrazione comunale (una richiesta di delucidazioni in tal senso di Bruno Magatti è tutt’ora inascoltata). Il servizio invece è stato già pagato.
Con gli attuali problemi ambientali sarebbe necessario spingere il riciclo al massimo, minimizzando l’incenerimento, che porta a danni seri alla salute degli abitanti.
Per questo motivo, con la proposta di delibera, Paco vuole modificare le linee guida dell’appalto in scadenza il 30 maggio 2009 per mutarne le caratteristiche: eliminazione del sacco viola, istituzione di diverse raccolte differenziate, raccolta porta a porta, realizzazione di nuove piazzole ecologiche e rinnovo di quella esistente, costruzione di un impianto di compostaggio per mantenere il termovalorizzatore come ultima istanza.
I vantaggi sarebbero economici, poiché il costo del servizio per abitante scenderebbe di molto, ambientali, diminuendo la continua estrazione di materie prime e l’emissione di inquinanti.
Sinigaglia si è poi lamentato del fatto che si fa molto poco per informare i cittadini sul corretto smaltimento e ancora meno sulle effettive misure di raccolta messe in pratica dal Comune. Con una corretta campagna d’informazione attuata in molti altri Comuni – ha continuato l’esponente di Paco – le persone si sentirebbero più incentivate a differenziare. Se l’appalto verrà modificato si potrà fare un salto in avanti nella civiltà e nella sostenibilità ambientale. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

Successo del Lario Critical Wine

Parecchie centinaia di persone hanno partecipato alla giornata di incontro con i produttori, dibattiti e degustazione di vini e prodotti locali organizzata dall’Arci Terrà e libertà con la Cooperativa moltrasina e il Comune di Moltrasio. Una giornata che, cominciata alle 10 del mattino di domenica 1 giugno, si è protratta sino alle 20 di sera. In un clima festoso i partecipanti, di tutte le età, tanti i giovani, hanno potuto incontrare una ventina di produttori locali, vignaioli per lo più piemontesi, e gustarne i prodotti, nonostante alcune defezioni dell’ultimo momento. Non solo degustazione di vini ma anche formaggi e pane biologico.
Nel pomeriggio si è tenuto un dibattito moderato da Danilo Lillia, che ha anche ricordato la nascita dei Critical Wine con l’esperienza dei centri sociali La chimica di Verona, Leoncavallo di Milano e Magazzino 47 di Brescia. «Un’esperienza sintetizzata nel libro Terra e liberta/ Critical Wine con un riconoscimento dell’importanza dei beni comuni – ha spiegato il rappresentante del Circolo terra e libertà – che sono al centro di uno scontro cruciale per le sorti del pianeta».
Dopo un ricordo di Luigi Veronelli, ideatore dei Critical Wine, fatto da Pino Ratto, vitivinicoltore, che ha ricordato anche la battaglia per la definizione del prezzo sorgente, Pino Tripodi ha parlato dell’industrializzazione dell’agricoltura. «In agricoltura sta avvenendo quello che è accaduto per l’artigianato venti anni fa. Si sta creando un mercato di élite per le classi alte che possono permettersi bottiglie da 50-60 euro mentre le classi popolari si devono accontentare di essenza di vino». «Anche le parole vanno ridefinite – ha continuato Tripodi – a Milano ormai non si trova più pane fresco, ma del pane precotto e surgelato, si è arrivati all’assurdo che le panetterie non fanno più pane, ma un prodotto che non può essere definito come tale». La soluzione può quindi essere una nuova distribuzione che salti i «distributori-accaparratori» con un rapporto diretto fra produttori e consumatori e la definizione del prezzo sorgente che garantisca la trasparenza della filiera. Per ultimo è intervenuto Riccardo Lagorio dell’Associazione nazionale per la denominazione comunale, uno strumento di garanzia per la qualità dei prodotti, ormai intrapreso da un centinaio di Comuni in tutta Italia, fattibile «grazie ad una legge del 1942 che permette di istituire dei consorzi di indicazione geografica semplice, paragonabili alla denominazione controllata. Ovviamente con un disciplinare di produzione attento».
La giornata si è poi conclusa con un aperitivo musicale con i Potage. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

I dieci anni anni della Mensa dei poveri

Per i dieci anni della Mensa dei poveri all’Istituto Don Guanella si è svolto sabato 31 maggio un momento di analisi del lavoro svolto dall’associazione Incroci che gestisce il servizio.

Alla Sala Arcobaleno dell’Istituto Don Guanella di Como sabato 31 maggio si è festeggiato l’anniversario dell’attività promossa dall’associazione Incroci che, insieme ad altre realtà, come Porte aperte della Caritas e le Figlie di Santa Maria della Provvidenza, offre assistenza a chi non riesce a soddisfare i bisogni primari, come l’alimentazione.
Davide Ciucci, presidente dell’associazione Incroci ha ripercorso con delle immagini la storia della mensa. L’attività inizio il 17 febbraio 1998 con un servizio itinerante e molto più limitato nella distribuzione di cibo. Inoltre non era garantito per tutta la settimana, ma solo in alcuni giorni.
Dal 1999 si è creata una mensa stabile al Don Guanella. Il cibo arriva dal Banco alimentare, dalle mense scolastiche, da negozianti e privati, dalla raccolta nelle parrocchie. Il servizio negli anni si è ampliato, sfortunatamente, poiché ciò indica che un maggior numero di persone necessitano di aiuto per la sussistenza. I fenomeni migratori che vedono coinvolta anche la nostra provincia sono un fattore determinate nell’ampliamento dell’utenza.
Oltre al servizio di mensa, che spesso arriva ai 150 ospiti a sera su 50 posti a sedere, si mira a creare un più ampio servizio di accoglienza e assistenza, anche per la costruzione di relazioni sociali spesso carenti.
La parola è passata a madre Elena Salarici che ha espresso in primo luogo compiacimento per il lavoro dei circa 150 volontari ed ha sottolineato l’importanza sociale della mensa come luogo interculturale dove non si bada a nazionalità o religioni.
Successivamente il prefetto di Como Sante Frantelizzi ha ringraziato a nome delle istituzioni per il servizio svolto, sperando nel futuro maggiore coinvolgimento di queste ultime nei progetti volti a eliminare le sacche di povertà del nostro territorio.
Il direttore della Caritas di Como Roberto Bernasconi ha ricordato che domenica 1 maggio in piazza San Fedele e al Duomo verranno allestiti banchetti per far conoscere alcune associazioni di volontariato che agiscono aiutando le persone nel il soddisfacimento dei bisogni primari. Ha inoltre puntualizzato come i cittadini possano aiutare le persone in difficoltà rinunciando a beni superflui.
Il pomeriggio si è concluso con il concerto della Bar boon band, che riunisce vari artisti senzatetto, e con un’allegra merenda con svariati tipi di torta. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

L’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti – Onlus a Como

Intervista con il presidente provinciale Mario Mazzoleni per scoprire la situazione dei ciechi e ipovedenti in provincia di Como.

Quante sono le persone cieche o ipovedenti nella nostra provincia?
Al 31 dicembre 2007 sono 8-9 cento i ciechi e ipovedenti dichiarati all’Asl dalla commissione medica provinciale.

È un numero in crescita o stabile?
È una cifra pressoché costante, con un leggero aumento. Qualche anno fa erano 7-8 cento.

Come mai a che cosa è imputabile questo fenomeno?
I bambini non nascono più ciechi assoluti, magari hanno delle minorazioni aggiuntive, solo in casi rari nascono ciechi così ipovedenti diventano ciechi. I ciechi sono divisi in assoluti, gravissimi, che hanno un visus bassissimo, meno grave ipovedenti lievi e ipovedenti fino a due decimi. Le commissioni mediche hanno ora aggiungono alle liste degli ipovedenti e ciechi tutti quelli che hanno fino a due decimi, prima ci si limitava a tutti coloro che non avevano più di un decimo.

Quanti sono associati alla vostra organizzazione?
I nostri associati sono il 30-40 per cento, 320-360 persone.

La vostra associazione ha delle strutture decentrate e che servizi offre a chi le si rivolge?
Abbiamo una sede solo a Como e garantiamo una sommatoria di servizi. L’unione ciechi si occupa dei tre settori fondamentali per cui è nata l’Unione ciechi 88 anni fa, che sono l’istruzione, l’inserimento nel mondo del lavoro, coloro che devono avere una qualifica come centralinisti, insegnanti, massofisioterapisti, fisioterapista, programmatori, impiegati e centralinisti, e assistenza specifica o generica per tutti.
Ci occupiamo assieme agli enti preposti Asl, Inps e Regione Lombardia che non garantiscono tutta l’assistenza. Noi organizziamo varie attività corsi di formazione, riabilitazione, tempo libero e sport. Abbiamo anche corsi di cucina soprattutto per donne che hanno perso la vista in età adulta.
L’informatica ha aperto strade impensabili fino a poco tempo fa. L’informatica ci fa superare una disabilità nella grande disabilità della cecità che è quella della scrittura e della lettura in assoluta autonomia. Ora abbiamo possibilità di lettura e scrittura in autonomia grazie agli scanner e a speciali software per il computer che permettono di leggere i documenti, i giornali, le enciclopedie, le e-mail.
Per quanto riguarda la riabilitazione organizziamo corsi di orientamento e mobilità, dato che i soggetti che entrano nel mondo del lavoro hanno bisogno di imparare a muoversi nel tragitto casa lavoro. In particolare corsi specifichi per chi perde la vista in età adulta.
Ci occupiamo anche della ricreazione e dello sport per una attività motoria e con gruppi sportivi veri e propri. Da anni è attivo il Gruppo sportivo ciechi lariani (Gscl) che organizza corsi di pattinaggio a sul ghiaccio a Casate, camminate, canoa, o corsi di sci, con la radio guide, a Medesimo.
Tutte queste attività sono finanziate da noi con il supporto dell’Amministrazione provinciale o del comune di Como. Noi abbiamo bisogno di apporti esterni. I rispettivi assessorati ci sono stati vicini e ci apprezzano e ci stimano e quindi ci supportano.

Quali sono i problemi che andrebbero risolti per esempio a Como?
Il problema fondamentale è il traffico. Il Comune di Como si è impegnato a per attivare più di venti semafori sonori, per ora ce ne sono solo sedici o diciassette, ne mancano ancora tre o quattro. I semafori vengono attivati con un telecomando. Siamo a buon punto. Inoltre c’è il problema della segnaletica a terra. Servono delle strisce tattilo-plantari, cromatiche per gli ipovedenti, che non sono ancora state fatte. Ce ne sono solo due-tre. Inoltre per aiutarci dovrebbero esserci i marciapiedi sgombri. Alle fermate del bus sono stati fatti alcuni esperimenti a Brescia con paline sonore che annunciano gli autobus e con annuncia anche sugli autobus. Ora un non vedente deve rivolgersi all’autista o ai passeggeri per sapere dove è, dato che nessun autobus e nessuna palina sono così attrezzati.

Quali le scuole ci sono dei rapporti?
Abbiamo un Centro di supporto tiflodidattico alla scuola Ugo Foscolo di Como una associazione che si relazione con i genitori e i ragazzi di ogni ordine e grado che lavora con l’Ufficio scolastico provinciale la Provincia e i Comuni Con. L’amministrazione provinciale garantisce l’assistenza scolastica pomeridiana e l’ex Provveditorato agli studi garantisce il sostegno in classe la mattina.

Con le biblioteche che rapporto avete, a quella comunale di Como di hanno degli audiolibri…
La biblioteca di Como ha pochi materiali in braille e audiocassette. Ora però la biblioteca di Como, assieme ad altre 12 biblioteche della provincia, con l’Unione ciechi e il Lions club di Milano e Como, ha attivato un servizio informatico e una postazione informatica per potersi collegare al sito Internet del Lions e scaricare qualsiasi libro parlato in catalogo http://www.libroparlatolions.it/). Adesso le registrazioni su audiocassette stanno venendo trasferite su cd o messi su siti. Si posso così scaricare libri di testo o di lettura.

Le attrezzature per che aiutano a svolgere una via il più possibile normale sono rintracciabili facilmente in provincia di Como o bisogna fare affidamento su Milano?
La nostra sezione è una delle pochissime in Italia che fornisce anche le apparecchiature per avere una vita indipendente come bilance, termometri, misuratori, orologi parlanti. L’Asl garantisce poi le apparecchiature informatiche, non il pc ma deve garantire i programmi specifici come Jaws.

E per quanto riguarda il rapporto con il mondo del lavoro?
Gli sbocchi lavorativi diminuiscono, uno degli sfoghi principali era l’inserimento come centralinisti. I centralini delle banche e enti locali ora sono automatici e i posti vanno sparendo. Per ovviare a questo problema si cerca i preparare per ruoli come centralinisti e public relation. Per fortuna tutti i soci in grado di lavorare sono occupati.

Per vedere l’intervista fatta assieme all’Arci Noerus http://noerus.blip.tv/#908082. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

È on line il sito del gruppo Gay – lesbica Como (Glc)

È nato un nuovo spazio laico nel web comasco; il gruppo gay e lesbico di Como ha inaugurato il suo sito www.comogaylesbica.it, e-mail info@comogaylesbica.it. «Vorremmo e stiamo cercando di creare – spiegano i promotori – un “luogo” per chi, come noi, è stanco di dover vivere la propria condizione nell’anonimato e costretto, per incontrare e conoscere altri gay e lesbiche, a ripiegare su un’altra città». L’obiettivo del gruppo è quello di «essere presenti per difendere visibilmente i nostri diritti. Vogliamo dare la possibilità di incontro, di riflessione e svago a chi è come noi. Siamo consapevoli che, nel nostro territorio provinciale, per qualcuno è ancora forte il rischio della solitudine e dell’isolamento e vorremo essere utili per far sì che le cose cambino». Il nuovo spazio on line è uno strumento, «in questo momento storico dove troppo spesso da più parti si levano voci contro la nostra dignità e lo Stato non accetta ancora di riconoscerci elementari diritti», attraverso il quale gli organizzatori possano «essere voce che si fa sentire e si fa vedere».

La commemorazione di Giusto Perretta

Una settantina di persone si sono ritrovate lunedì 26 maggio all’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta per ricordare ad un mese dalla scomparsa la figura di Giusto Perretta (nella foto), uno dei fondatori del centro culturale comasco; esponenti del movimento cooperativo, delle associazioni di partigiani, della politica, dell’associazionismo e del sindacalismo comasco.

Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, ha ricordato «il contributo di Giusto Perretta (nella foto) alla difesa della memoria perché non vada dispersa con il volgere delle stagioni». «Una figura – ha proseguito il coordinatore Legacoop di Como – che ha sempre richiamato l’antifascismo come cemento delle fondamenta della democrazia, un punto obbligato per il futuro del paese e delle nuove generazioni». Dopo il commosso intervento del figlio Daniele che ne ha ricordato la figura in ambito privato, da più parti è venuta la proposta di istituire una borsa di studio per i giovani ricercatori così come sottolineato da Renzo Pigni «a 60 anni dalla Costituzione repubblicana, in ricordo della Resistenza, di Giusto, in continuità con il suo lavoro» e di intitolargli, insieme al padre l’Istituto.

Un migliaio di persone alla prima Street parade comasca

La pioggia non ferma i giovani e la loro voglia di riappropriarsi della città. La manifestazione, ancora in corso, animata da 15 carri musicali si concluderà al Tempio Voltiano verso la mezzanotte.

Inizio un po’ in sordina, alle 14 di sabato 24 maggio, per la Street parade di Como, la gente arriva alla spicciolata e si ripara dall’acqua sotto i rami dell’ippocastano. Intanto nel piazzale fervono i preparativi, si sistemano i camion e si provano gli impianti. Sono ben quindici i carri che “spareranno” musica fino a mezzanotte, dieci quelli comaschi, gli altri arrivano da fuori, uno addirittura da Napoli. Il numero di capannelli di persone sotto gli ombrelli o avvolte negli impermeabili cresce, ma aumenta anche l’intensità della pioggia. Alle 15.30 il tempo va migliorando e alle 16, sotto un cielo bianco fumo, la colonna di automezzi si mette in marcia verso il centro città e i Giardini a lago. Il numero di persone a questo punto è cresciuto molto, per una giornata iniziata almeno climaticamente con il piede sbagliato. Sono circa un migliaio i giovani che si muovono per le vie di Como, chi a passo cadenzato chi invece vorticoso seguendo la musica dei carri. Alcuni si accompagnano muovendo nell’aria gli strumenti di giocoleria, altri ancora camminano su e giù lungo il muro di suono chiacchierando o sorseggiando birra. La maggioranza dei partecipanti ha vent’anni. La popolazione di Como assiste un po’ in disparte: poche le persone alle finestre, quelle che incrociano il loro cammino con quello della festa itinerante tagliano dritto. Ma qualcuno si ferma ad ascoltare ed osservare. Certamente oggi qualcosa in città si è mossa, dei giovani si sono riappropriati di uno spazio pubblico che ci spetta di diritto. Qualcuno se la prenderà con l’eccessivo rumore, altri col degrado che vedranno in questa manifestazione, altri urleranno un categorico «Andate a lavorare!», molti protesteranno per l’inevitabile blocco del traffico. Ma per i giovani il capoluogo lariano ha una discreta necessità di essere scosso e movimentato per non morire ogni sera alle 18. [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]

La Street parade cambia percorso, lo ha deciso Caradonna

Riduzione di percorso per la Como Street Parade che attraverserà le vie della città sabato 24 maggio: via Sirtori piuttosto che via Milano per salvaguardare il traffico. Gli organizzatori: «Siamo allibiti. Ma la riduzione del percorso non comprometterà l’esito e lo spirito della Street Parade».

A poco più di 24 ore dall’avvio della manifestazione, cambio di percorso per la Como Street Parade: via Sirtori al posto di via Milano. Il festoso corteo quindi scenderà dal parcheggio Ippocastano direttamente in viale Cesare Battisti passando dalla stazione Nord, per poi sfilare davanti al Comune e in piazza Cavour, prima di raggiungere i Giardini del Tempio Voltiano, dove animerà la serata con musica e spettacoli di giocoleria. L’ordine è arrivato la mattina di venerdì 23 maggio dall’assessore Caradonna per problemi viabilistici. Gli organizzatori hanno accettato la proposta di modifica per scongiurare la prescrizione del percorso che sarebbe altrimenti scattata da parte della questura. «Siamo allibiti nell’apprendere la variazione solo oggi – hanno dichiarato gli stessi – un giorno prima dell’evento. Siamo disgustati dall’essere considerati solamente un problema viabilistico, soprattutto se a farlo è l’assessore Caradonna, che ha dimostrato varie volte la sua incompetenza in materia. La variazione, comunque, non comprometterà l’esito e soprattutto lo spirito della Street Parade: sarà una grande festa della città e per la città».

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