Carioni manda in fumo 20 mila tonnellate in più
Roberto Fumagalli, presidente del Circolo ambiente Ilaria Alpi di Merone interviene sulla decisone del presidente della provincia Leonardo Carioni, nominato Commissario ad acta, di aumenatre del 20 per cento la quantità si rifiuti da bruciare nel forno inceneritore di Como.
Il testo del comunicato diffuso l’11 novembre.
«Nei giorni scorsi il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, appena nominato Commissario per i rifiuti, ha autorizzato l’aumento del 20 per cento della potenzialità del forno inceneritore di Como, che potrà così incenerire ulteriori 20 mila tonnellate all’anno di rifiuti!
Una notizia che ha almeno due risvolti negativi.
Il primo sul piano ambientale: l’aumento dei rifiuti inceneriti accrescerà l’inquinamento dell’aria tramite l’emissione di sostanze nocive per l’ambiente e la salute umana, tra cui le tristemente note diossine.
Il secondo sul piano politico: con la firma di Carioni, la Lega dimostra (ancora una volta) che il federalismo di cui si riempie la bocca è un falso. Infatti la decisione dell’aumento della portata del forno è stata imposta dalla Regione Lombardia e ratificata da Carioni, senza aver consultato lo stesso Consiglio Provinciale e tanto meno i cittadini comaschi.
Siamo stufi di questi politici che si dicono attenti alle esigenze del territorio e dei cittadini ma poi nei fatti si comportano come i vecchi podestà!
Invito i Comaschi a protestare contro questa decisione che danneggerà i loro polmoni e servirà solo ad ingrossare le casse delle 2 società che controllano il forno di Como: Acsm e A2A».


Il Pd ha presentato mercoledì 14 ottobre alla stampa l’insieme delle sue iniziative contro il muro a lago. Per evitare che su tutta la vicenda cali una coltre di nebbia venerdì 16 ottobre alle 21 all’auditorium don Guanella in via Tommaso Grossi 18 a Como ci sarà l’incontro pubblico Le paratie e la trasparenza, quello che la Giunta Bruni non ha mai spiegato, conosciamo il progetto.
Il Comitato acque comasche, in un comunicato che pubblichiamo integralmente, denuncia i rischi gravissimi per il opatrimonio idrico della provincia di Como.
Il capoluogo lariano ha una nuova meraviglia da mostrare ai turisti, quello che diventerà famoso come il Muro di Como.
Più di cinquecento persone hanno partecipato alla manifestazione contro il muro che oscura la vista del Lario.
Con il comunicato “Cosa c’è di giusto nelle paratie?” che riportiamo integralmente Territorio precario ribadisce i motivi della contrarietà alle grandi opere imposte dal centrodestra a Como. 
