Nessuna nuova cava nel comasco
Ad eccezione delle ipotesi mozzatesi nel documento di indirizzo elaborato dalla Commissione ambiente provinciale. La delibera sarà approvata mercoledì prossimo dalla Commissione per poi affrontare il suo lungo iter.
Non è ancora stata approvata dalla Commissione ambiente la delibera d’indirizzo sul Piano Cave, ma la prima bozza del documento è stata resa pubblica ieri per volontà del presidente di commissione Giancarlo Galli.
Una prima nota riguarda il metodo utilizzato dalla Commissione per redigere il documento: a differenza della proposta dell’assessore all’ecologia Francesco Cattaneo, che spingeva per un rapido svolgimento dell’iter sotto la minaccia del commissariamento regionale, i componenti della Commissione hanno scelto di procedere per consultazioni preventive, raccogliendo i pareri delle associazioni di categoria e dei sindaci interessati.
Proprio su indicazione di questi ultimi si è preferito escludere le ipotesi di apertura di nuove cave, ventilata nei mesi passati sulla stampa. Niente ruspe quindi a Cermenate, Asso e Fino Mornasco, per citare tre dei molti siti precedentemente individuati. Dovrebbe invece prendere corpo l’ipotesi di apertura di una cava a Mozzate, per cui il sindaco ha espresso parere favorevole, nonostante il protocollo firmato alcuni anni fa tra l’amministrazione mozzatese e quella provinciale che impediva grossi interventi nel Comune della bassa già afflitto dalla più grande discarica comasca e dal passaggio della Pedemontana. Dalla realizzazione della nuova bretella stradale saranno ricavati 2 milioni di metri cubi di materiali su 15 milioni previsti, i rimanenti saranno recuperati principalmente dallo sfruttamento, fino ad esaurimento, delle cave esistenti.
Quindi perché il documento non è stato approvato? Risponde Giancarlo Galli: «Il rinvio dell’approvazione definitiva deriva dalla necessità di un’ulteriore verifica per i siti di Cucciago e Locate Varesino. In ogni caso l’iter dovrebbe concludersi mercoledì prossimo dopo aver sentito gli amministratori locali».
«Per la discarica di Locate il sindaco ha detto “ni” – spiega Renato Tettamanti (Prc) – Avendo scelto un metodo di lavoro basato sul consenso delle amministrazioni locali, dobbiamo capire le intenzioni del primo cittadino locatese».
Ben diversa la situazione per la cava di Cucciago, per cui l’amministrazione locale ha più volte deliberato la chiusura. L’impianto è attivo da ormai 30 anni e la commissione ritiene irrealizzabile l’ipotesi di ampliamento per aumentare di 2-3 milioni di metri cubi l’escavazione, almeno finché non venga realizzata la variante alla provinciale 27.
L’amministrazione di Cucciago ha proposto un tetto massimo di 400 mila metri cubi, ma Paola Sala (Fi), consigliere provinciale eletta a Cantù, e con lei il gruppo di Forza Italia, non hanno votato la proposta a causa delle implicazioni viabilistiche e ambientali che incidono direttamente sulla città del pizzo. Si attende quindi una nuova consultazione dei comuni del canturino per una proposta definitiva.
L’obiettivo dichiarato è di portare il documento di indirizzo in Consiglio provinciale entro fine luglio. Ricevuto il via libera consiliare, gli uffici provinciali redigeranno la Vas, strumento molto importante dato il forte impatto ambientale caratteristico del Piano. Se tutto dovesse procedere secondo i progetti, il Piano cave verrebbe sottoposto all’esame del Consiglio entro fine anno. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]
«Finalmente – ha preso la parola Maria Rita Livio (Pd) illustrando la mozione all’ordine del giorno – il consiglio prende in considerazione l’argomento Garibaldina bis (il tracciato nell’immagine), dando una risposta anche ai comitati – presenti con una cinquantina di attivisti – che da due sedute ci fanno visita inutilmente. Presentando questa mozione chiediamo all’amministrazione un ripensamento su una grande opera che trova contrari tutti i sindaci e i cittadini del territorio. La prima richiesta degli abitanti dell’Olgiatese è infatti il completamento della variante alla Briantea, strada che assorbe la maggior quota del traffico tra Como e Varese, anche perché la più vicina alle attività industriali. Come se non bastasse la linea rossa che individua il tracciato della nuova strada corre parallela alla ferrovia Grandate-Malnate, mandando in fumo il progetto di pista ciclabile adiacente ai binari, che a Villa Guardia è già quasi realtà».
In Italia sono presenti una novantina di cementifici che, per produrre 47 milioni di tonnellate di cemento, bruciano pet-coke, uno scarto della raffinazione del petrolio, combustibili derivati da rifiuti (cdr), pneumatici e rifiuti solidi urbani.
Circa trenta persone hanno partecipato giovedì 8 maggio alle 21 alla sala Noseda della Camera del lavoro all’assemblea proposta da Territorio precario. Dopo l’introduzione volta a spiegare che cosa è e di che cosa si occupa la rete che opera da diversi anni Lidia Martin, di Tp, ha sottolineato lo scopo dell’incontro: coinvolgere i cittadini sulla tematica delle paratie. Guido Ortolani, di Tp, ha ricordato che il progetto, che è stato pubblicizzato principalmente come un allargamento del Lungolago, in realtà è un vero e proprio stravolgimento urbano. La tendenza è quella di sviluppare la città a tutti i costi, una sorta di mania per le grandi opere. Anche Expo 2015 darà la possibilità agli amministratori locali di proseguire in questa distruzione-appropriazione irrimediabile del territorio e dei beni comuni.
«Le energie rinnovabili sono quelle forme di energia generate da fonti che sono in grado di rigenerarsi o non sono esauribili nella scala dei tempi umani e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future», si tratta di una definizione nota – ha esordito Michele Metzger di Equa (
Una ventina le persone riunite alle scuole di via Burgo per assistere all’incontro organizzato dall’Isola che c’è nell’ambito del percorso Vivi sostenibile a Maslianico.
Una ventina i partecipanti, martedì 30 aprile alle 21 alla cascina Massèe di Albate, all’incontro su Rifiuti, pulizia e appalto integrato a Como organizzato da Paco (Progetto per amministrare Como). I portavoce della lista della rondine hanno esposto la ricerca sullo stato dei rifiuti a Como da loro effettuata negli ultimi mesi, frutto anche di tre visite agli impianti di raccolta e smaltimento. È stata anche presentato la delibera di indirizzo che verrà proposta al Consigli comunale.
Settima edizione di Agrinatura, dal primo al quattro maggio, al centro Lariofiere di Erba. Per il vicepresidente della Provincia di Como, Francesco Cattaneo, questa esposizione è un evento fondamentale perché permette l’equilibrio delle attività agricole e della conservazione ambientale, anche attraverso laboratori didattici per i più piccoli. Entusiasta dell’iniziativa anche l’assessore ai grandi eventi, Dario Bianchi, che ha espresso la volontà del coinvolgimento della provincia di Lecco nelle prossime edizioni della fiera. All’evento saranno presenti: protezione civile, polizia locale, produttori locali. La fiera sarà un’occasione per mettere in rilievo l’agricoltura locale, non solo dal punto di vista produttivo, ma anche per la manutenzione e tutela del paesaggio e delle colture. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]
alla trentina di presenti – Città possibile è impegnata in una serie di campagne per la riconquista degli spazi verdi, la sistemazione dei cortili scolastici, l’attuazione di interventi di moderazione della circolazione, ecc. «La mobilità è un aspetto essenziale del vivere quotidiano – ha proseguito Castiglioni – ed è in stretta relazione con molti aspetti: l’inquinamento, i rischi per la salute, la sostenibilità. La dispersione degli insediamenti sul territorio ha contribuito ad aumentare il numero di persone che si spostano con l’auto. I mezzi pubblici, infatti, non sono in grado di servire tutte queste zone contemporaneamente». L’eccesso di motorizzazione privata – ha chiarito il relatore – non solo compromette la mobilità, ma è rischioso per la salute. I dati dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) del 1998 parlano di 3.500 decessi per inquinamento, ogni anno, e di 1.900 ricoveri per problemi respiratori dovuti all’inalazione di sostanze tossiche aspetti: l’inquinamento, i rischi per la salute, la sostenibilità. La dispersione degli insediamenti sul territorio ha contribuito prodotte dalle auto. Senza contare che, secondo i dati Istat/Aci relativi al 2004, dei 224 mila incidenti che sono avvenuti sulle strade italiane il 74 per cento si è verificato nelle aree urbane. La macchina è diventata una protesi della quale non riusciamo a liberarci, pensiamo i nostri spostamenti sempre in termini di auto – ha sottolineato il relatore – senza prendere in considerazione mezzi alternativi».
Dopo la raccolta di quasi duemila firme per richiedere lo studio di un Piano della mobilità ciclabile all’amministrazione comunale, i comaschi amanti della bicicletta si sono ritrovati a Porta torre sabato 15 marzo alle 15 per una nuova pedalata di BiciAmo, il progetto dell’associazione La città possibile di Como per la promozione dell’uso della bicicletta in città.
