Ambiente

Un incontro per dimettersi: a Como le opposizioni divise sulla strategia contro Bruni

muro e io pagoDuecento persone per la seconda manifestazione contro il muro a lago edificato dalla giunta Bruni hanno fatto da sfondo ad una sorta di riunione aperta nella quale i molti esponenti delle minoranze in consiglio comunale presenti si sono confrontati sulle prospettive per mandare a casa il sindaco e la sua giunta. Forse decisivo tra dimissioni e sfiducia l’incontro di domenica 4 alle 21.

Si terrà tra poche ore, domenica 4 ottobre alle 21, una riunione fortemente voluta da Luca Corvi, segretario provinciale del Pd di Como, e da Luca Gaffuri, già candidato sindaco del centro sinistra opposto a Bruni, che si dicono convinti dell’esistenza di una possibilità che un numero di consiglieri sufficienti sottoscriva le proprie dimissioni rendendo automatico lo scioglimento del Consiglio e della Giunta di centro destra.
Ma su tale proposta oltre che gravare i dubbi sulla reale disponibilità di esponenti della maggioranza alla fronda pesano anche seri dubbi sulla convergenza dei consiglieri di minoranza. Infatti Bruno Magatti, capogruppo di Paco ed esponente storico della lotta che da anni si svolge contro l’ecomostro delle paratie a lago, ritiene lo strumento delle dimissioni un modo inadatto a raggiungere lo scopo voluto e ribadisce la possibilità invece di usare la già proposta mozione in Consiglio comunale di sfiducia sulla quale chiede l’adesione di tutti coloro ritengono necessario mandare a casa Bruni. Per Paco inoltre sarebbe opportuno che ci fossero prese di posizione più chiare anche nelle minoranze sul dopo muro, sull’intera questione delle paratie e su come liberarsene definitivamente. Perplessità vengono d’altra parte espresse anche da altri consiglieri di minoranza preoccupati come Iantorno di consegnare ad un commissario il governo della città e convinti che tocchi all’opposizione svolgere il suo compito indicando le vie concrete per risolvere i diversi problemi e misfatti compiuti dalla Giunta Bruni.
Intanto ali Giardini a lago nella manifestazione sono intervenuti diversi esponenti politici che hanno ribadito le molteplici ragioni non solo della necessità dell’abbattimento del muro quanto della complessiva follia e pericolosità ambientale dell’intero affare paratie imposto dalle amministrazioni di centrodestra alla città.
Tra gli interventi un richiamo alla laicità che è venuto da Giulia Parini Bruno che ha ricordato che essere di centro sinistra non vuol dire non cogliere i tanti danni fatti dalla legge Bassanini e che ha ricordato che proprio leggi che mortificano il ruolo delle minoranze insieme alla scelta dei cittadini di dare alle destre maggioranze bulgare hanno reso possibili provvedimenti amministrativi contrari all’interesse della città.
E alla descrizione di tanti altri scempi che accompagnano l’ecomostro delle paratie il consigliere provinciale Renato Tettamanti, eletto nelle liste del Prc, ha aggiunto la denuncia dell’intenzione di realizzare a Villa Erba un porto per 150 barche che rovinerà ancora il paesaggio lacustre nello specchio d’acqua particolarmente pregevole tra Villa Erba e la sponda di Villa Geno.

Domenica 4 ottobre alle 17 manifestazione contro il muro

murosoloDomenica 4 ottobre dalle 17 i comaschi nuovamente in piazza ai Giardini a lago contro il muro.

La manifestazione è organizzata e promossa da Arci Como, la Città Possibile, i Verdi di Como, il Comitato Autorganizzato Pandora, l’Associazione per la Sinistra di Como, l’On. Chiara Braga, la Federazione Provinciale del Partito Democratico, i circoli PD della città di Como, Rifondazione Comunista Federazione di Como, il Partito dei Comunisti Italiani Federazione di Como, Paco, il gruppo consiliare del PD, il gruppo consiliare della Lista per Como, i consiglieri comunali Alessandro Rapinese, Vincenzo Sapere e Donato Supino.
I promotori della manifestazione hanno deciso di non portare le bandiere dei propri partiti per sottolineare la portata trasversale della protesta. A essere invitati in piazza non sono solo coloro che aderiscono ai singoli partiti e associazioni, ma tutti i cittadini che con la costruzione del muro ritengono sia stato fatto un danno alla città di Como, di cui chi amministra dovrebbe assumersi la responsabilità. I partiti e le associazioni promotori hanno sottoscritto un comunicato in cui vengono spiegate le motivazioni per cui, a una settimana dalla prima manifestazione contro il muro, hanno deciso nuovamente di scendere in piazza, a fianco dei cittadini.
Il testo del Comunicato:
«L’annuncio del proposito di abbattere il muro, sorto davanti al Lungo Lario Trento, non cancella le responsabilità di una amministrazione che ha costruito, per sua stessa ammissione, un “ecomostro”. Prima fu chiesto di aspettare la fine dei lavori per giudicare, successivamente fu promesso che il muro sarebbe stato abbassato di un’altezza variabile dal mezzo metro al metro e mezzo, a seconda di chi veniva interpellato. Infine lunedì mattina il sindaco in una dichiarazione di poche righe ha proclamato che il muro sarà abbattuto, affermando che i costi della demolizione e del nuovo progetto verranno sostenuti insieme  a Regione Lombardia, mentre l’assessore alla partita rimetteva le deleghe ma non il mandato, rimanendo in Giunta. I media nazionali insieme a quelli locali si sono interessati alla questione: per una settimana la città di Como è stata sotto i riflettori in quanto città del muro che nasconde il lago. Se vengono giudicati rilevanti i danni economici e di immagine causati alla città, deve essere considerato ancora più grave il danno ambientale, vista anche la manifesta inutilità dell’opera. Ancora una volta l’amministrazione non è stata capace di assumersi le responsabilità delle proprie azioni. A queste responsabilità intendiamo richiamare gli amministratori attuali, chiedendone le dimissioni, ed anche gli amministratori che in passato hanno deciso quest’opera: non si tratta solo di responsabilità politiche e morali, ma anche di scandaloso sperpero di denaro pubblico per un’opera sulla quale fin dall’inizio forte e qualificata era stata l’opposizione di molte forze politiche, di tecnici, di semplici cittadini: tutto ciò esige un risarcimento. Il sindaco ha asserito di ascoltare i cittadini, sconfessato i propri assessori senza prendere decisioni definitive ed è passato al secondo rimpasto di giunta in un anno. La città intanto langue: dal colosso vuoto dell’ex Trevitex, al cassetto dove è tenuta chiusa l’ultima lettera dell’impresa che si è aggiudicata l’appalto sul terreno, ancora da bonificare, dove per oltre venti anni è sorto lo scheletro della tintostamperia Ticosa. Per questo insieme di motivi invitiamo tutti i cittadini a partecipare a una nuova manifestazione che si terrà domenica 4 ottobre, a partire dalle 17.00. presso i Giardini a lago (di fronte al cantiere)». Per ulteriori informazioni: 031260311.

Cosa resterà dei nostri torrenti?

CAOAEU06CADW2KOHCAJPXVHFCAJPI1ILCA0BUOW4CA6CQR77CA5VRZUDCA9BBTMVCAJQ7FM9CAXDDU2YCAHZTTPZCAG9COLACAPXKDT5CAZVJS97CAOP92DACAY570K6CAL9A81VCAIDU3MWIl Comitato acque comasche, in un comunicato che pubblichiamo integralmente, denuncia i rischi gravissimi per il opatrimonio idrico della provincia di Como.

«Il Comitato acque comnasche  rende noto che alle numerosissime richieste precedenti, si sono aggiunte  nel 2009, pubblicate da parte della provincia di Como, sul Burl le seguenti richieste di captazioni idroelettriche ( non sappiamo quante siano quelle sopraggiunte alla provincia e ancora da pubblicare) :

– torrente Cuccio di Cavargna
nei comuni di S.Nazzaro Val Cavargna e S.Bartolomeo Val Cavargna portata massima derivabile di 3500 l/s corrispondente ad un volume di prelievo annuo di 36.646,409 mc;

– fiume Adda
comuni di Gera Lario e Colico; portata massima derivata 150.000 l/s – prelievo annuo di acqua di 2.749.308.480 mc;

– torrente Rezzo
 comune di Corrido portata massima derivata 1.035 l/s – prelievo annuo di acqua di 9.492.336 mc;

– torrente Modedina
comune di Garzeno portata massima derivata 300 l/s – prelievo annuo di acqua di 2.081.376 mc
(la richiesta è della medesima ditta che sta attualmente lavorando in Valle Albano. Perché la precedente Comunità Montana Alto Lario Occidentale ha dato alla ditta parere favorevole?);

– vasca di raccolta acquedotto comunale – località Pizzone – società E.VA Energie Valsabbia
 comune di Peglio portata massima derivata 16 l/s – prelievo annuo di acqua di 462.633 mc;

– Valle di Nosè
 Comune di Nesso, portata massima derivata 1271,04 l/s – prelievo annuo di acqua di 12.773.466 mc;

– Comuni di:
  Consiglio di Rumo
  Domaso
  Dosso del Liro
  Gravedona
  Livo
  Peglio
  Vercana
variante non sostanziale richiesta dalla società Edipower sui torrenti:
– per il torrente Liro: portata media 750 l/s; portata massima 2620 l/s;
– per il torrente San Iorio: portata media 551 l/s; portata massima 1590 l/s;
– per il torrente Ronzone: portata media 228 l/s; portata massima 750 l/s;
– per la presa sussidiaria: portata media 0,000 l/s; portata massima 0,000 l/s;
– per il torrente Livo: portata media 654 l/s; portata massima 2160 l/s;
– per il torrente Bares: portata media 174 l/s; portata massima 305/s;
– per il torrente Dangri: portata media 154 l/s; portata massima 445 l/s;
– per il rio Bugiallo 1: portata media 43 l/s; portata massima 65 l/s;
– per il rio Bugiallo 2: portata media 9 l/s; portata massima 15 l/s;
– per il torrente Pilota: portata media 15 l/s; portata massima 50 l/s;

In corso l’istruttoria per una variante sostanziale (quella non sostanziale è già stata chiesta e ottenuta precedentemente) sempre della ditta Edipower sui torrenti:
Cuccio di Cavargna, Cuccio di S. Bartolomeo, Rio Corbatt nella valle Osteria,
nei comuni di CUSINO, CARLAZZO, CORRIDO, S.BARTOLOMEO VALCAVARGNA
Il progetto prevede un aumento della portata massima derivabile con il passaggio dagli attuali 1260 l/s a 3500 l/s.

Ci permettiamo di fare alcune considerazioni:
-sono coinvolti oramai tutti i comuni montani del nostro territorio;
-la contropartita captazione – strada fino a che punto può essere conveniente per un comune che si ritroverà senz’acqua e con una strada da sistemare (con quali soldi?);
-le captazioni usando l’acqua dell’acquedotto che cosa portano al comune che aderisce all’A.T.O.?
-siamo sicuri che in fase di progettazione definitiva tutte le ditte rispetteranno la convenzione?
-quale sarà l’impegno della nuova Comunità Montana  di fronte a questa enorme ondata di richieste che non lascerà integra alcuna asta fluviale del suo territorio?
-che cosa dovranno subire ancora i nostri torrenti già oggetto di captazione?»

Per il Comitato Acque Comasche
Mira Rossi
Oreste Ciappessoni
info@acquecomasche.com

Bruni, novello Edipo, uccide La(r)io

AfsluitdijkIl capoluogo lariano ha una nuova meraviglia da mostrare ai turisti, quello che diventerà famoso come il Muro di Como.

I turisti olandesi respireranno aria di casa tornando con la mente alla diga dell’Ijssel (l’Afsluitdijk), solo che girandosi verso l’entroterra non vedranno i polder in fiore, ma la spianata in cemento di piazza Cavour ed il Barchetta…
Il sindaco Bruni potrà fregiarsi di un titolo che nessun amministratore della città ha mai avuto quello di Lagocida, data la smania di seguire l’esempio dell’imperatore Adriano edificando un nuovo vallo a protezione della città, per difenderla dal barbaro Lario del nord.
In somma un toccasana per l’unica forma di sviluppo proposta per la città: il turismo.
Deindustrializzata, la città, dovrà pensare solo al terziario, al turismo e a diventare la periferia della metropoli meneghina.
Milano, la città del progresso, la più europea e dinamica delle città italiane, la città della modernità, del progresso, della velocità, del futurismo e del suo antiromanticismo. E per questo, giustamente, se i canali di Venezia dovevano essere interrati, anche il lungolago di Como deve scomparire nel turbinio de La città che sale, e impedisce di vedere il lago.
Quello che da secoli ha giustificato l’esistenza di Como, garantendo commerci e nutrendo i suoi abitanti, sarà ora allontanato, rescisso, dall’abbraccio della città cancrina del Giovio.
Bruni, novello Edipo, ha finalmente osato l’inosabile l’uccisione di La(r)io, non gli auguriamo di accecarsi come il re di Tebe distrutto dal rimorso.
Gustoso il teatrino seguito al disvelamento della nuova opera con il vicesindaco, Caradonna, che di primo acchito ha dichiarato la perfetta corrispondenza fra progetto e opera, salvo dire, ai comaschi sgomenti di fronte agli oblò del cantiere, che si potrà sempre alzare il marciapiede di fronte…
Si creerebbe così una strada interrata, un fossato! Il Vallum prende romanamente forma, cosa ci si poteva aspettare da un ex dirigente del Fuan?
Il sindaco ha invece detto lo buttiamo giù, beh in parte, una limatina, una spuntata ai capelli… Magari con qualche apertura in più, qualcosa in trasparenza dove sarà il pontile, un punto luce.
Quanto costruito – ha dichiarato il primo cittadino – è conforme al progetto originale per il 95 per cento!
Ma allora perché è stato tolto dal sito internet di Palazzo Cernezzi?
Ma si, va bene, non si vedranno più Villa Olmo e Villa Geno, ma che volete che sia. Quando costruiremo le torri per i punti di guardia da lì vedrete che panorama e la Città murata lo sarà finalmente anche dalla parte del lago.
Intanto anche qualcos’altro deve essere andato storto. Non è che qualche roggia o il Fontanile, da cui il nome della Contrada omonima (via Volta), intubati e usati come fognatura caricavano nella zona dei lavori?
Perché a sentire l’aria, e le lamentele degli esercizi prospicienti, forse la colata di cemento, oltre a colpire la vista, tocca a volte anche violentemente l’olfatto dei cittadini con effluvi che non possono che essere definiti se non con la celebre parola di Cambronne. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Manifestazione per il diritto alla vista del Lario

murolagoPiù di cinquecento persone hanno partecipato alla manifestazione contro il muro che oscura la vista del Lario.

All’appello per il diritto alla vista del patrimonio paesaggistico del lago di Como hanno risposto centinaia di persone che alle 11 di domenica 27 settembre si sono concentrate ai Giardini a lago dove gli esponenti del centro sinistra lariano e alcuni cittadini  hanno espresso in brevi interventi il disappunto per il muro costruito che oscura la vista del lago e più in generale hanno chiesto al sindaco Bruni di dimettersi per dimostrata incapacità.
I manifestanti hanno poi animato un corteo di protesta che percorrendo il Lungolario sul marciapiede ha curato di non dare distrurbo alla circolazione.

Territorio precario da sempre contro le paratie

territorio precarioCon il comunicato   “Cosa c’è di giusto nelle paratie?”   che riportiamo integralmente Territorio precario ribadisce i motivi della contrarietà alle grandi opere imposte dal centrodestra a Como.

Le paratie sono tornate alla ribalta, come Territorio Precario abbiamo più volte manifestato il nostro dissenso per un’opera costosa e inutile se non dannosa; le esondazioni degli ultimi decenni non sono state drammatiche, andiamo incontro a un periodo di mutamenti climatici che, oltre a rendere inutile il sistema di prevenzione delle esondazioni del lago, attivano i rischi opposti relativi all’innalzamento della falda superficiale per effetto proprio delle paratie.
Sorge un dubbio: i lastroni di piazza Cavour e via Fontana che dopo anni di tranquilla vita hanno, recentemente, “deciso” di sollevarsi o sprofondare hanno forse a che fare qualcosa con le paratie?
I rilievi su cui si basa il progetto risalgono ad anni or sono, non ci sono, in particolare, dati sul fenomeno della subsidenza e sulle relative quote delle falde sotterranee dal 1990 ad oggi e cioè per un periodo di quasi vent’anni; l’assetto idrogeologico del sistema bacino lacustre sarà necessariamente disturbato e il fenomeno della subsidenza potrebbe creare non pochi problemi allo scorrimento delle paratoie metalliche mobili di piazza Cavour.
Negli anni sono state proposte varie soluzioni meno invadenti e costose di cui, le amministrazioni che si sono succedute, non hanno tenuto alcun conto.
Certo, con le paratie sarà possibile innalzare di un metro il livello del lago aumentando così le riserve idriche a servizio del Consorzio dell’Adda e dell’uso a fini irrigui ed industriali, ma la cosa si sarebbe potuta ottenere con una differente regolazione del regime delle quote del bacino lacustre.
Si tratta, invece, dell’ennesima cementificazione che ferisce il lago utilizzando soldi pubblici, fondi Valtellina e della Comunità Europea, che avrebbero potuto essere investiti per altre e utili opere idrauliche per la salvaguardia delle sponde del lago.
In questo caso la salvaguardia si ottiene “eliminando” le sponde!
Il muro e i pilastri, da quattro del progetto iniziale portati a quattordici!, fanno cadere anche l’ultima giustificazione: la riqualificazione del lungo lago.
Siamo quelli del “no”. Ora è evidente come oggi le “grandi opere” non hanno la propria radice nel miglioramento delle condizioni di vita, in realtà significano “semplicemente” indurre nuove occasioni di affari assoggettandovi tutte le risorse. Meno male che qualcuno ha il coraggio di dire dei no!»

No al muro a lago

murolagoIl comunicato che indice la manifestazione contro il muro domenica 27 settembre dalle 11 ai Giardini a lago a Como.

«La manifestazione è promossa da tutte le sigle e le persone singole che hanno sottoscritto “l’Appello ai cittadini comaschi per il diritto alla vista del patrimonio paesaggistico del lago” e aperta a tutti i cittadini che, condividendo l’appello, vorranno parteciparvi.

Avevano parlato di paratie mobili a scomparsa e di riqualificazione del lungolago, ora la città di Como si scopre murata, anche dalla parte del lago. L’incompetenza si mostra in tutta la sua estensione e altezza davanti al Lungo Lario Trento, il muro sottrae ai cittadini comaschi il loro panorama e il loro lago. Gli stessi amministratori dopo aver risposto in modo insultante alle richieste di chiarimento, prima pretendevano pazienza fino al termine dei lavori, successivamente hanno spiegato che il progetto subirà altre varianti. In questi giorni i cittadini di Como hanno solo chiesto che le loro proteste venissero ascoltate. Noi ascoltiamo e condividiamo il diritto a godere della vista dello straordinario patrimonio paesaggistico che offre il lago. Per questo invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione che si terrà domenica 27 settembre, a partire dalle 11.00 fino alle 13.00, presso i Giardini a lago.

L’Appello è stato sottoscritto dalla Città Possibile, l’Arci Como, i Verdi di Como, l’Associazione per la Sinistra di Como, l’On. Chiara Braga, la Federazione Provinciale del Partito Democratico, i circoli PD della città di Como, Rifondazione Comunista Federazione di Como, PACO, il gruppo consiliare del PD, il gruppo consiliare della Lista per Como, i consiglieri comunali Alessandro Rapinese, Vincenzo Sapere e Donato Supino.
Per ulteriori informazioni: 031260311»

Paco: dal ’96 si sa che le paratie sono una vergogna

RondinePaco-SIn una nota per la stampa che pubblichiamo integralmente Paco ricorda che lo scaldalo delle paratie a lago è stato ampiamente denunciato negli anni. Purtroppo però l’attenzione dei media tradizionali al tema è stata fino a pochi giorni fa assai modesta.  Ora, finalmente,  ci si accorge dello scempio.

«1996: Paco promuove le prime iniziative contro il progetto delle paratie a lago 2009: lo scandalo del muro di Como che nasconde la vista del lago Como, 24.09.2009 Paco è sempre stato contrario al progetto delle paratie a Lago: molto prima dello scandalo del muro abbiamo organizzato iniziative per cercare di far capire che non era il caso di stravolgere il rapporto naturale della città con il lago con interventi basati sulla filosofia della difesa da un nemico che nessun cittadino comasco considera tale. La maggior parte delle nostre iniziative è stata nel 1996, ovvero nel periodo in cui il progetto veniva impostato e portato all’approvazione degli uffici comunali:
– richiesto la convocazione del Consiglio comunale per discutere l’ordine del giorno (ODG) proposto con altri consiglieri di minoranza (6 giugno e 17 giugno 1996)
– proposto un emendamento allo stesso odg nel quale si chiedeva di sospendere e di realizzare una serie di interventi “soft” che poi si potranno elencare, previsti da studi assolutamente seri con coinvolgimento del CNR, in grado di risolvere il problema (modesto) delle esondazioni senza impatto (ciò avrebbe potuto dimostrare nei fatti l’assurda inutilità delle paratie). Della posizione di PACO fanno testo i verbali delle riunioni, l’odg e l’emendamento – respinto dalla maggioranza
– organizzato una serie di iniziative pubbliche “Capire il lago” dal 21 al 26 ottobre 1996 (dal lunedì al sabato) con:
dibattito pubblico (tra i relatori l’ing. Rusconi, il dr. Del Pero, e altri)
mostra di immagini delle esondazioni e del lago in negozi ed esercizi pubblici sul lungolago
due incontri pubblici con i cittadini per illustrare le ragioni della nostra totale contrarietà
una manifestazione intitolata “Asciutto bagnato” in cui si è simulata un’esondazione del lago con un lunghissimo triscione e la collaborazione di molti cittadini.
Il nostro impegno è continuato nel 1998 con la presenza critica all’incontro con i progettisti (24 ottobre 1998), nella sala del consiglio comunale.
La nostra opposizione è stata, da subito, al “modello” ingegneristico, comunque impattante e capace di metter a repentaglio una serie di equilibri, che dipinge il lago come
un “nemico” e le esondazioni come un “disastro”.
Oggi è chiaro a tutti quali erano (e sono) i nemici della città e qual è il vero “disastro”. Le forze politiche non sono tutte uguali: c’è chi ha gravi responsabilità per l’assurdo esito di questa vicenda e chi ha cercato in tutti i modi di evitare questo brutto epilogo.
Alla maggioranza che governa Como da 15 anni vanno imputate tutte le responsabilità per il danno che ha inflitto alla vocazione turistica della città».
Progetto per amministrare Como I portavoce: Luigi Nessi, Ermanno Pizzotti, Paolo Sinigaglia, Il consigliere comunale: Bruno Magatti

Tagli energetici

solare«Ci batteremo perché questa previsione del DL 185 sia cancellata» così Chiara Braga si espressa in difesa delle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico minacciate da un ennesimo taglio nel decreto “anti-cirisi”.

La deputata comasca del Partito democratico Chiara Braga ha attaccato quella che ha definito «una misura assolutamente incomprensibile e non condivisibile contenuta nel decreto, all’art. 29, che riguarda la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali del 55 per cento per le spese sostenute da molti cittadini in merito alla riqualificazione energetica degli edifici: interventi di coibentazione – infissi e pannelli isolanti – sostituzione caldaie, installazione pannelli solari». In sostanza per Braga «il contenuto del decreto renderà molto più difficile ottenere il contributo, sia perché la procedura di presentazione delle domande viene resa molto più complessa, sia perché i nuovi meccanismi rischiano di restringere in maniera determinante il campo dei beneficiari, anche a scapito di quanti nel 2008 hanno già effettuato i lavori e rischiano di vedersi negata la possibilità di usufruire delle sgravio del 55 per cento».
Per la deputata comasca un azione in sintonia con le «scelte già operate dal Governo nella manovra di luglio (D.L.112) che ha ridotto gli obblighi di certificazione energetica degli edifici e dalla Finanziaria delle scorse settimane, che ha tagliato per i prossimi anni proprio quelle risorse che dovevano garantire la conferma della detrazione fiscale del 55 per cento.
«Si tratta di scelte che contrastano un processo virtuoso che si era avviato nel Paese – ha proseguito la deputata del Partito democratico – volto alla riqualificazione energetica degli edifici e che penalizzano pesantemente non solo le famiglie italiane, che avevano assunto impegni a riguardo, ma anche le stesse piccole e medie imprese del settore,che in questi anni si erano progressivamente specializzate nel settore».
«Tutte queste misure contraddicono poi – ha concluso Braga – gli impegni che a livello europeo molti paesi stanno assumendo riguardo al tema energetico e della lotta ai mutamenti climatici, e che rischia di relegare ulteriormente l’Italia nell’angolo anche nel quadro delle trattative che vedranno impegnato il Governo nelle prossime settimane sul Pacchetto Clima-Energia».

Da Merone in Centroamerica per l’acqua

acquaParte la Carovana centroamericana dell’Acqua una iniziativa di solidarietà con i movimenti a difesa dell’acqua del Nicaragua, Guatemala, El Salvador e Honduras. «Porteremo in Italia le esperienze di lotta contro la privatizzazione dell’acqua» afferma Roberto Fumagalli, presidente del Circolo ambiente Ilaria Alpi di Merone e consigliere nazionale del Contratto mondiale sull’acqua.

Partirà dall’Italia l’8 di novembre la Carovana centroamericana dell’acqua, organizzata da associazioni e Ong impegnate in progetti di cooperazione internazionale, in particolare in America Latina.
«La Carovana – si legge in un comunicato del Circolo ambiente di Merone – nel periodo che va dall’8 al 22 di novembre toccherà molte città e villaggi di quattro Paesi dell’America Centrale: Nicaragua, Guatemala, El Salvador e Honduras».
Luoghi in cui il 58 per cento delle persone che vivono nelle campagne e il 13 per cento nelle città non hanno accesso all’acqua, pur avendo 120 bacini idrografici, di cui 23 internazionali, il 10,7 per cento dei bacini del pianeta.
L’iniziativa, a cui parteciperanno anche parlamentari europei ed italiani, consiglieri comunali e provinciali, responsabili di aziende pubbliche dei servizi idrici, rappresentanti di associazioni e Ong, è «uno strumento di solidarietà e di sostegno alle mobilitazioni messe in atto dalle comunità dell’America Centrale impegnate nella difesa delle proprie risorse idriche dai processi di privatizzazione e di mercificazione della loro gestione» oltre che «un’occasione di incontro per i rappresentanti di movimenti italiani ed europei e per gli eletti di enti locali, impegnati a difesa dell’acqua, per costruire una rete anche in preparazione al Forum Sociale Mondiale di Belem, Amazzonia, che si terrà a gennaio 2009 e al Forum Mondiale dell’Acqua di Istanbul nel marzo 2009».
Roberto Fumagalli, che ha già avuto modo di conoscere comunità locali in lotta a difesa dell’acqua in precedenti viaggi in America Latina, ha precisato che «Anche da noi in Italia, e in particolare in Lombardia, l’acqua rischia di essere privatizzata. Esistono infatti nuove leggi nazionali e regionali che obbligano a mettere a gara la gestione degli acquedotti. Al contrario l’acqua è un bene comune e come tale deve essere gestito solo a livello pubblico. Per questo ci alleeremo con i movimenti centroamericani per far fronte comune contro la privatizzazione dell’acqua».
Per sostenere la Carovana dell’Acqua si può inviare un contributo a: Italia – Cuscatlan Banca di Legnano Ag. Turbino; Causale: Progetto Carovana; Iban: IT46 O 03204 33940 000000008365.

Ecoinformazioni è un circolo Arci

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