Anno: 2008

Il Partito democratico su associazionismo, volontariato e servizi sociali

Incontro del Partito democratico per la presentazione dei due nuovi testi unici regionali per il volontariato e l’associazionismo e per gli interventi e i servizi alla persona in ambito sociale e socio sanitario.
Una quarantina di persone hanno partecipato all’incontro organizzato dal Partito democratico per presentazione i due nuovi testi unici su volontariato e associazionismo approvati dalla Regione Lombardia.
Il consigliere regionale Luca Gaffuri ha spiegato l’utilità dell’approvazione dei testi unici per snellire e razionalizzare la legislazione e ottenere «uniformità legislativa nei diversi ambiti». Si è poi concentrato sul Testo unico per il volontariato definendolo «non un semplice assemblaggio», ma un documento che è riuscito a creare omogeneità fra i diversi testi legislativi preesistentii, anche se sconta il fatto di non parlare delle fondazioni e di trattare solo parzialmente della cooperazione sociale.
Sempre a proposito del Testo unico per il volontariato e la cooperazione sociale ha preso la parola Martino Villani, direttore del Centro servizi per il volontariato di Como, che ha sottolineato come la Lombardia sia apripista per quanto riguarda questi ambiti essendo la prima regione ad approvare un Testo unico in questo ambito, come già aveva fatto precedentemente approvando una legge sull’associazionismo, un campo la cui riforma era sentita come esigenza trasversale da tutti gli schieramenti politici.
Per Martino Villani la difficoltà principale è quella di riuscire a seguire l’evoluzione di un percorso che cambia velocemente seguendo bisogni diversi e si sviluppa seguendo sinergie fra associazioni, cooperative e i vari soggetti del volontariato in modalità difficili da regolamentare. Una realtà ora arricchita anche dalle fondazioni e dalle ong che operano a livello internazionale che non vengono toccati dalla nuova legge, che manca anche di una definizione del regime fiscale, un aspetto molto importante per chi vuole operare nel mondo del volontariato. Importante poi per il direttore del Csv è stato il riconoscimento del mondo dell’associazionismo che è stato coinvolto in un workshop potendo trovare un interlocutore nella Regione Lombardia da cui farsi conoscere.
Si è poi passato al Testo unico in ambito socio-sanitario e Maria Grazia Fabrizio, consigliere regionale del Pd, ne ha spiegare la nascita a seguito di una proposta alla giunta regionale del 2006. Su questo testo, che può essere definito una legge quadro, la minoranza al Pirellone si è divisa: il Pd ha proposto una serie di emendamenti in parte accolti, mentre Rifondazione comunista ha optato per l’ostruzionismo.
Le modifiche migliorative per la componente della III Commissione – sanità regionale sono state l’introduzione di nuovi soggetti nell’ambito sociale, tra i quali gli enti di confessioni religiose. Per la consigliera del Pd si è trattato di una scelta opportuna perché «non riconoscere il lavoro svolto dal servizio estivo delle parrocchie sarebbe un torto alla modernizzazione dello stato sociale».
La Regione non ha invece recepito la spinta all’introduzione di un segretariato sociale che dovrebbe avere il ruolo di informare e aiutare chi ha bisogno a livello comunale, e ha introdotto la libertà di scelta, come per l’assistenza sanitaria.
Anche sui pagamenti delle rette ci sono stati accesi dibattiti tra chi proponeva il pagamento da parte della Regione e chi invece, come anche il Pd, ha optato per un coinvolgimento dei civilmente obbligati secondo dei parametri definiti con l’indicatore economico Isee perché. Una scelta difesa da Maria Grazia Fabrizio che ha affermato: «Quando un anziano non è più autosufficiente i parenti non devono infischiarsene, devono concorrere fin dove possono».
Per quanto riguarda l’accreditamento degli enti invece la paura per l’esponente del Pd è quella di una regolamentazione troppo rigida che tarpi le ali ad un mondo che riesce a rispondere alle esigenze che di volta in volta gli si propongono grazie alla propria fluidità.
Il sociologo Giordano Vidale ha in primis dichiarato il suo amore per la legge 328 e ha da lì preso le mosse per una critica serrata al nuovo Testo unico che per lui sconta gravi pecche, come il non prendere in considerazione il sistema sanitario regionale dimenticando «l’unitarietà e globalità della persona». Giordano Vidale ha quindi criticato alcuni articoli per lui mal formulati, che creano confusioni, uno fra tutti il 23 che dovrebbe regolare il finanziamento dell’offerta sociale tramite un fondo regionale che si finanzia con risorse che derivano anche dal fondo nazionale, istituito con la legge 328, che dovrebbero però essere date direttamente ai Comuni senza passaggi intermedi. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 3 marzo 2008

Approvate le modifiche alle norme tecniche attuative del Piano regolatore nel consiglio comunale di lunedì 3 marzo. Il Comune invierà al governo un ordine del giorno per sollecitare l’approvazione del decreto sugli incidenti sul lavoro dopo l’ennesima strage.
Si è aperta con un minuto di silenzio la seduta consiliare di lunedì 3 marzo. Minuto dedicato ai quattro (cinque ad oggi) morti dell’ennesima strage sul lavoro, avvenuta ieri a Molfetta.
Marcello Iantorno (Pd), che ha richiesto il momento commemorativo, ha ricordato i numeri degli infortuni sul lavoro in Italia: oltre un milione di incidenti di cui circa 1.300 mortali l’anno. Lo stesso consigliere ha poi proposto che il Comune inviasse un ordine del giorno al governo per sollecitare l’approvazione dei decreti attuativi per la sicurezza sul lavoro, che dovrebbero essere votati nella riunione governativa di mercoledì 5 marzo. Il sindaco ha accettato la proposta.
Sempre nelle preliminari Mario Molteni (Per Como) ha portato alla conoscenza del consiglio la lettera inviata all’amministrazione da 150 cittadini di Tavernola. I firmatari lamentano il senso di abbandono della zona periferica, evidenziando le criticità di un’area fortemente edificata ma mancante di servizi e proponendo una decina di interventi concreti per migliorare la zona.
La seduta ha invece visto l’approvazione delle modifiche alle norme tecniche attuative del Piano regolatore proposte dalla giunta. L’opposizione ha criticato la scelta di calcolare il volume degli edifici industriali e artigianali con altezza inferiore a 4,5 metri, moltiplicando la superfice per l’altezza virtuale di 3 metri. «Con una concessione edilizia per 30 mila metri cubi – ha sottolineato Mario Lucini (Pd) – si potrà così arrivare a realizzare edifici di 45 mila metri cubi, cioè il 50 per cento in più». L’emendamento del centro sinistra che proponeva il calcolo secondo le altezze effettive ha però trovato il voto contrario della maggioranza del consiglio (compresa Area 2010).Altre scintille durante l’esame dell’emendamento successivo, sempre proveniente dal centro sinistra, che impegnava l’amministrazione ad utilizzare le risorse provenienti dalle monetizzazioni per il miglioramento delle aree di servizi pubblici o di interesse pubblico. L’emendamento ha incontrato il parere sfavorevole dei dirigenti comunali e dell’assessore Umberto D’Alessandro: essendo la proposta un’indicazione politica non può essere inserita in un regolamento tecnico.
L’assessore ha invece appoggiato l’ordine del giorno dei consiglieri di maggioranza che destinava i medesimi proventi a progetti di viabilità o opere urbanistiche. «Ma per queste finalità dovrebbero essere impiegati i soldi delle contravvenzioni stradali» ha ricordato Dario Valli (Area 2010). A nulla è valsa la precisazione e l’ordine del giorno è stato approvato. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

ecoinformazioni 383/Meglio la bici

Ecco il nuovo numero di ecoinformazioni, dedicato al tema della bicicletta, lo potete scaricare qui (pdf).

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Il sommario del numero 383

– Elezionamente GIANPAOLO ROSSO

– Una nuova forza di Sinistra MICHELE DONEGANA

– Contro la rifondazione FRANCESCO COLOMBO

– I beni comuni, identità della Sinistra

– Più comunità, più sicurezza ANTONIA BARONE

– Anno nuovo, razzismo vecchio FRANCESCO COLOMBO

– Dopo la tempesta giudiziaria MICHELE DONEGANA

– Rifiuti incontrollati FRANCESCO VANOTTI

– Quanto costa la scuola? FRANCESCO VANOTTI

– Abbondanza, abbondini e povertà MICHELE DONEGANA

– Cifrario NICOLETTA NOLFI

Tema: Movimento dolce a cura di ALBERTO BRACCHI

– Elogio della bicicletta

– Biciclette pubbliche

– In bici a Como

– La bici accorcia la città NICOLETTA NOLFI

– Il manifesto di “inbici”

– Bisogna giocare di sponda FABIO CANI

– Roccia, acqua e cemento MASSIMO PATRIGNANI

– I camminanti del nonsenso MARCO LORENZINI

– Giro di mostra

Il consiglio comunale di lunedì 25 febbraio 2008

Approvata, anche grazie ai voti della maggioranza, la mozione per la salvaguardia dell’area verde di Cardina, a firma di Mario Molteni (Per Como). La delibera per l’asfaltatura della strada che l’avrebbe attraversata è stata invece ritirata dalla giunta.
La seduta consiliare di lunedì 26 febbraio si è aperta con la preliminare di Pasquale Buono (Fi) che, riprendendo un articolo uscito il mese scorso su La Provincia, ha chiesto al sindaco un’urgente ordinanza per risolvere il problema dei suonatori di strada che si esibiscono di fronte agli esercizi commerciali «l’intento non è quello di eliminarli, ma di toglierli da davanti ai negozi, concedendo loro il permesso per suonare al massimo due ore al giorno». Di tutt’altro genere l’intervento di Roberta Marzorati (Per Como) che ha chiesto spiegazioni sull’originale soluzione trovata per mettere in sicurezza un tombino pericoloso dei giardini di via Brogeda: un grosso masso appuntito.Ma iscritta all’ordine del giorno c’era la mozione a firma di Mario Molteni (Per Como) sulla salvaguardia del verde della collina di Cardina, per preservarlo da eventuali nuove edificazioni. Mozione accompagnata da una petizione che ha raccolto nei mesi passati più di mille firme tra i cittadini di Sagnino e Tavernola. «L’obiettivo – ha spiegato il firmatario – è di salvaguardare uno degli ultimi polmoni verdi della città, situato in una zona a forte impatto edilizio, a ridosso dall’autostrada» sancendo lo stop di tutti i progetti edilizi e stradali che interessano la zona e impegnando l’amministrazione ad accelerare il processo di inserimento dell’area nel Parco della Spina Verde.
La proposta ha trovato una buona sponda nella maggioranza, tanto da ricevere il plauso del capogruppo di An Marco Butti (che risulta anche tra i firmatari della petizione). I consiglieri di entrambi gli schieramenti hanno però evidenziato l’incompatibilità tra la salvaguardia ambientale dell’area e il progetto di asfaltatura di una strada all’interno della stessa, oggetto della delibera successiva. All’interno dell’area verde sono infatti state costruire 5 villette, raggiungibili solo tramite una via sterrata.
«Per conciliare la conservazione del verde con il bisogno dei cittadini che lì abitano di avere una strada asfaltata – ha proposto Luca Gaffuri (Pd) – bisognerebbe ripensare alla delibera, stabilendo di asfaltare solo uno dei due tratti di strada che portano alle abitazioni». Invito accolto dall’assessore Umberto D’Alessandro che, dopo aver visto approvare la mozione da 32 consiglieri, con solo tre astensioni, ha ritirato la delibera proposta dalla giunta con l’impegno di studiare una nuova soluzione nel rispetto del verde e degli abitanti della zona.
Prima della buonanotte la seduta ha anche regalato una divertente favola, per la voce di Roberta Marzorati (Per Como), su una scuola che puzza. E puzza così tanto da impregnare col suo odore i capelli e i vestiti dei bambini che la frequentano. Peccato che fosse tutto vero, trattandosi della materna di Monte Olimpino. L’assessore Francesco Scopelliti ha ammesso la sgradevole situazione, attribuendo la colpa alla mancata lavatura delle nuove porte scorrevoli e informando il consiglio dell’impegno della ditta installatrice a sostituire le porte, montate nell’aprile 2007. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]
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