Le iniziative della Sinistra comasca
Dopo la débacle elettorale della sinistra su cui AltraComo organizza la piazza virtuale giovedì 17 aprile, riparte la mobilitazione dal basso di pacifisti e movimenti attivi per la costruzione di un nuovo mondo possibile.
Venerdì 18 aprile incontro organizzato dalle Donne in nero di Como dalle 17.15 alla Libreria Feltrinelli in via Cesare Cantù 17. Giuliana Sgrena parlerà del suo nuovo libro, Il prezzo del velo. La guerra dell’Islam contro le donne [Feltrinelli, 2008], con Laura Quagliuolo del Coordinamento italiano sostegno donne afgane. «L’obiettivo di questo libro – scrive l’autrice – non è tanto la denuncia delle violazioni dei diritti delle donne nel mondo islamico (…) bensì far luce su una realtà poco nota e poco raccontata: la presenza nei paesi musulmani di donne (ma anche di uomini) che si battono per i loro diritti…».
Sabato 19 aprile dalle 15 presidio alla palizzata del cantiere delle paratie al Lungolago Trento organizzato da Territorio precario. «Come reagiranno le sponde del lago all’aggressione del sistema di paratie artificiali? Quali conseguenze per i paesi rivieraschi e per la navigazione? Quali modifiche alle falde e all’equilibrio idrogeologico? Quali costi per la collettività? Quale impatto visivo? Chi risponde a queste domande? Chi ha discusso questo progetto con i cittadini?» queste le domande che si pongono i promotori della manifestazione per bloccare la nascita del piccolo mose comasco.
L’analisi del voto delle ultime elezioni politiche sarà al centro del dibattito della settima piazza virtuale organizzata da l’AltraComo (www.altracomo.it) giovedì 17 aprile a partire dalle 21.30, dove si parlerà anche del futuro dell’ospedale Sant’Anna, la nuova struttura e il polo sanitario a Camerlata.

cento nelle fasce più basse e di questi il 70 per cento extracomunitari», un costo a suo giudizio eccessivo dato che «è un dovere civico guardare alle nuove emergenze sociali di una popolazione che conta 14 mila anziani». Mario Molteni ha riconosciuto la presenza di «operazioni lodevoli in questo bilancio», come il rating con agenzie internazionali. Tuttavia per il Consigliere di Per Como un documento che prevede investimenti per 26 milioni di euro, possibili grazie ai 14 milioni derivanti dalla vendita della Ticosa e a 6 milioni di oneri di urbanizzazione dà «l’impressione della vendita dei gioielli di famiglia» senza una prospettiva per il futuro. Una posizione concorde con l’opinione di Vincenzo Sapere, Gruppo misto, per cui «stiamo vendendo le ricchezze accumulate negli anni dal buongoverno del passato». Molteni ha chiesto chiarezza sul progetto Comunic@ che, come recita la Relazione revisionale e programmatica 2008-2010, «nasce dall’esigenza di poter fornire ai cittadini del capoluogo in breve tempo e in modo completo le informazioni sulle principali attività ed iniziative della pubblica amministrazione direttamente impegnata a gestire i temi della vita quotidiana, esigenza difficile da soddisfare utilizzando la sola mediazione degli organi di informazione locale per le loro libere scelte editoriali non orientate alla diffusione specifica e completa di informazioni di servizio». L’ambiziosa iniziativa editoriale del centrodestra intende sviluppare informazioni “specifiche e complete”, passate col placet comunale, che verranno date ai cittadini attraverso un serie di canali: il periodico cartaceo, Il cittadino che avrà dieci numeri annui, e-mail giornaliere e sms. Sull’argomento è intervenuto anche Bruno Saladino, Pd per denunciare come «non ci sarà nessuna possibilità di controllo, visto che l’Ufficio stampa del Comune è inteso solo come strumento di diffusione degli atti della giunta». Roberta Marzorati ha prima di tutto dato il benvenuto alla ventina di genitori di bimbi di asili nido, scuole materne ed elementari presenti fra il pubblico del Consiglio, poi ha attaccato il bilancio proposto chiedendo come mai si faccia riferimento ad un recupero, con le rette, dei costi del 36 per cento quando questo «è previsto dalla legge solo per enti locali in dissesto finanziario o strutturalmente deficitari». Per la consigliera di Per Como: «Se non si riesce a mantenere le strutture comunali che si dichiari il dissesto, altrimenti fare riferimento a questa legge è del tutto arbitrario». Per Vittorio Mottola, Pd, il differimento dell’aumento tariffario del 5 per cento da ottobre a gennaio è stato solo un elemento di facciata in conseguenza della raccolta firme fra i genitori. Bruno Magatti rifiutando la logica della contrapposizione bambini-anziani si è rivolto alla Molinari dichiarando provocatoriamente: «la mamma del bambino dell’asilo fa la badante a tuo padre» e, entrando nel merito della questione economica, ha ricordato che le spese per gli asili nido nel complesso del bilancio non arrivano al 2 per cento. Il consigliere di Paco si è poi scagliato contro una serie di progetti, come lo studio di prefattibilità di un posteggio sublacuale a S. Agostino, che non vengono mai attuati e riproposti tutti gli anni. Donato Supino, Prc, ha ricordato come le periferie, che «danno il maggior gettito fiscale, avendo più abitanti, abbiano il minor riscontro dal bilancio, con interventi poco significativi». Emanuele Lionetti, capogruppo Lega nord, ha definito tutte le proposte dei consiglieri di minoranza «la classica logica del no», e ha ribadito che vanno alzate le tariffe minime dei servizi a domanda individuale. Il suo compagno di partito Gianpiero Ajani, dopo aver rimproverato «il malvezzo di approvare un bilancio ben oltre un quadrimestre da quando dovrebbe essere per logica approvato», ha spiegato come dei 15 milioni di fondi che arrivano dalla stato al Comune quattro tornino indietro e ha messo in evidenzia come la sola voce di bilancio Adeguamento sicurezza delle strutture scolastiche per 3 milioni annui venga continuamente riproposta senza trovare una reale applicazione. La continuazione della discussione è stata rimandata a dopo le lezioni, il 15 aprile o addirittura più in là. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
«L’associazione Per una Sinistra unita e plurale – ha introdotto, parlando a una trentina di partecipanti all’incontro, Andrea Bagni, esponente dell’associazione – nasce a Firenze dopo l’esperienza del G8 di Genova del 2001. Nasce per volontà di una serie di persone con storie e professionalità diverse che rifiutando il meccanismo della delega hanno deciso di partire da se stesse per intraprendere nuovi percorsi politici. La nostra scommessa sta nel tentativo di far incontrare chi si era impegnato nei Social forum con i partiti politici di sinistra. La strategia che adottiamo è quella di coniugare una forma di vitalità e un aspetto informale che derivano dalle esperienze dei movimenti con uno statuto molto articolato che permetta alle varie anime di lavorare insieme. La nostra non è un’organizzazione militante pura o strettamente gerarchica come quella dei partiti, che non avrebbe più senso in un quadro di crisi della rappresentanza politica. Le decisioni sono prese solo a largo consenso e preferiamo lavorare sui temi che ci accomunano, prendendo tempo per discutere delle questioni più delicate».
