Ambiente
400 in difesa di cedri e cascata
Più di 400 persone domenica 14 marzo 2010 al concerto – protesta dei Sulutumana ad Asso contro la costruzione di un supermercato nell’area della Vallategna.
Concerto per cedri e cascata
L’appello del gruppo musicale dei Sulutumana per la partecipazione al concerto – protesta domenica 14 marzo alle 16 alla sala consiliare del Comune di Asso contro la costruzione di un supermercato nei pressi della cascata della Vallategna.
Parte il Concorso di idee per la riprogettazione del lungolago comasco.
Infrastrutture Lombarde ha spedito in giornata le lettere di invito al concorso per la progettazione del nuovo lungolago comasco a 11 studi professionali italiani ed europei e non solo. «Sono chiamati – ha spiegato il presidente della Regione Roberto Formigoni – a offrire idee stimolanti e innovative per il futuro di questo luogo straordinario, a presentare le soluzioni più moderne ancorate tuttavia al carattere del patrimonio naturale, storico e architettonico e improntate al criterio della bellezza». Il Concorso internazionale d’idee per la valorizzazione del Lungolago del capoluogo lariano vuole, come si legge in una nota, «elementi di indirizzo generali – un masterplan – sulla intera fascia di lungolago da Villa Olmo a Villa Geno e, più specificamente, per disegnare la radicale risistemazione della sua parte centrale, in termini di arredo urbano e di attrezzature per la vita sociale dei cittadini». Le proposte dovranno pervenire entro il 10 giugno e, non oltre il 15 luglio, una giuria di esperti sceglierà il progetto ritenuto migliore, che vincerà un premio di 50mila euro. Ma il percorso, con tempi di realizzazione sempre più lunghi, non si interrompe qui poiché: «A partire dal “concept” scelto con questo concorso sarà possibile attivare una seconda fase, e cioè ulteriori progetti sui singoli temi e le singole aree del Lungolago di Como (ad esempio Stadio, Giardini di Ponente, Chilometro della conoscenza, ecc.)».
Abrogare la privatizzazione dell’acqua
Sala Noseda piena il 25 febbraio, per l’incontro sulla «Gestione pubblica dell’acqua in provincia di Como» promosso dal Comitato comasco per l’acqua pubblica. Al centro della discussione le iniziative verso i tre referendum abrogativi delle norme che hanno privatizzato l’acqua, per rendere possibile la gestione pubblica di questo bene comune.
Grande partecipazione da parte dei cittadini *giovedì 25 febbraio all’incontro sull’acqua pubblica che si è svolto presso la Sala Noseda della Camera del Lavoro. La serata è nata per fare il punto della situazione sul quadro normativo sul quale si inserisce il referendum nazionale per l’acqua pubblica e sulla situazione a livello locale. Per quanto riguarda i referendum, sono stati presentati i tre quesiti (non ancora depositati definitivamente) per i quali ad aprile inizierà la raccolta firme. Il primo quesito, il più sostanziale, chiede l’abrogazione totale dell’articolo della legge votata a novembre 2009 che contiene il principio della privatizzazione dell’acqua. Il secondo quesito è contro l’introduzione di altri elementi alla privatizzazione, legati all’affidamento a società di capitali dell’acqua; il terzo quesito referendario infine concerne la rilevanza economica a chi gestisce l’acqua.
Il dibattito di ieri sera, al quale hanno preso parte anche alcuni amministratori locali, si è focalizzato molto su quest’aspetto, come spiega Roberto Fumagalli, presidente del Circolo ambiente “Ilaria Alpi”, ovvero sul «principio secondo il quale la tariffa deve coprire tutti i costi». Secondo i movimenti e le associazioni impegnate contro la privatizzazione dell’oro blu, questo principio va assolutamente contrastato: «spetta alla fiscalità generale risanare le opere e la rete idriche, i fondi non vanno coperti attraverso la tariffa». Come dire, basterebbe una “grande opera” inutile in meno, per riqualificare il sistema idrico nazionale.
A livello locale, nel frattempo, le acque sono ferme, è il caso di dirlo. La situazione di stallo attuale riguarda il percorso avviato a livello di ATO in merito alla suddivisione del servizio in due parti – gestione ed erogazione – da affidare a due società diverse, con l’obbligo di mettere a gara – e quindi di privatizzare – il servizio di erogazione: le associazioni comasche avevano paventato ai Comuni il rischio di incostituzionalità, così è stato e dunque tutto è stato azzerato. «I sindaci hanno sentito solo le sirene della Regione a favore della privatizzazione dell’acqua e hanno ignorato le mille voci della società civile che chiedevano che l’acqua restasse pubblica: abbiamo avuto ragione noi» commenta Fumagalli.
Si muove invece qualcosa sul fronte della mobilitazione verso il referendum, anche a Como. Ieri sera alcuni cittadini presenti all’incontro si sono presi l’incarico di seguire la raccolta firme sul territorio, organizzando iniziative, banchetti ma anche eventi e serate ad hoc. La campagna inizierà dopo le elezioni regionali e in particolare dal 10 aprile; in concomitanza di quella data si terrà a Como un’altra iniziativa pubblica per lanciare la raccolta firme verso il referendum per l’acqua pubblica. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]
Salvare la cascata della Vallategna
Appello alla mobilitazione per la salvezza della cascata della Vallategna che è diventata oggetto di una interrogazione parlamentare.
Il progetto di realizzazione di un supermercato ai piedi della cascata della Vallategna a Asso vede nuovi sviluppi con la diffida ai consiglieri comunali del Comune di Asso dal votare a favore fatta dal Circolo ambiente “Ilaria Alpi” per «possibili violazioni di leggi e norme: violazione della Legge Regionale sull’urbanistica (n. 12/2005); violazione degli strumenti urbanistici vigenti, sia comunali (Prg) che sovracomunali (Ptcp); violazione delle normative per la tutela idrogeologica, per la vicinanza ai corsi d’acqua e alla parete rocciosa».
Per gli ambientalisti brianzoli: «Il Comune di Asso deve rinunciare al progetto del supermercato. La costruzione a ridosso della cascata rappresenterebbe un danno ambientale e paesaggistico irreversibile. Al contrario la zona della cascata va tutelata dal punto di vista paesaggistico-ambientale».
La tutela della Vallategna è approdata anche in Parlamento con una interrogazione dei deputati del Partito democratico Chiara Braga e Ermete Realacci. «La cascata della Vallategna – ha affermato il ministro ombra per l’ambiente del Pd – fa parte del patrimonio paesaggistico e culturale della Brianza e dell’intero Paese, al punto da essere citata anche da Stendhal, nel diario del suo viaggio in Italia e per questo chiediamo al Governo quali azioni intende intraprendere salvare la cascata che verrebbe deturpata irrimediabilmente dalla realizzazione del supermercato in un’area paesaggisticamente così preziosa e per scongiurare il pericolo di dissesto e frane di un’area già precaria geologicamente come il territorio del Comune di Asso».
Se dovesse essere approvato il contestato Piano attuativo si «rischierebbe di deturpare per sempre la cascata della Vallategna, la cui bellezza è stata abilmente descritta da letterati come Cesare Cantù e Stendhal – ha dichiarato la deputata comasca – Oltre a compromettere per sempre il patrimonio paesaggistico e culturale della Brianza e dell’intero Paese, si verrebbe a generare una situazione di rischio per le caratteristiche geologiche dell’area».
Il Circolo “laria Alpi” chiama nel frattempo alla mobilitazione i cittadini di Asso e della Vallasina con un presidio al Consiglio comunale di Asso di venerdì 26 febbraio dove verrà deciso del futuro dell’area.
Tutti sulle rive del Lambro
L’appello lanciato dai fondatori del gruppo di Facebook “Salviamo la cascata Vallategna di Asso”.
Nasce alla Menaresta, sulle nostre montagne, è l’arteria vitale della Vallassina, ha conosciuto momenti di condivisione laboriosa con la nostra gente alimentando opifici con la sua forza, ne ha subito ingiurie infinite, passando per il “fiume più inquinato d’Europa”. Si stava riprendendo. Ancora veleni, petrolio, questa volta. A tutti: domenica 28 febbraio, sulle sue rive, insieme nelle forme che vorrete, con i vostri cari. Tieni duro, Lambro, noi siamo con te.
Gestione pubblica dell’acqua
Gestione pubblica dell’acqua in provincia di Como, giovedì 25 febbraio alle 20.45 alla Sala Noseda della Camera del lavoro in via Italia Libera 23 a Como. Il testo del comunicato del Comitato comasco per l’acqua pubblica che invita all’incontro.
«Incontro pubblico sugli scenari di gestione del servizio idrico integrato nell’ATO di Como, alla luce dell’evoluzione legislativa nazionale (art. 23 bis legge 133/2008, come modificato dall’art. 15 della legge 166/2009) e regionale (legge 26/2003 e sentenza Corte Costituzionale n. 307/2009).
L’incontro servirà a fare il punto della situazione in merito alla legislazione esistente e alla possibilità che in provincia di Como la proprietà, la gestione e l’erogazione dell’acqua vengano mantenute in mani totalmente pubbliche.
Durante l’incontro si procederà ad avviare il percorso di costituzione del Comitato Provinciale di Como a sostegno del Referendum nazionale per l’abrogazione delle leggi che obbligano alla privatizzazione dei servizi idrici.
Sono invitati: la cittadinanza tutta, i sindaci e i consiglieri dei Comuni della provincia di Como e i comitati locali. Per informazioni e-mail info@circoloambiente.org o attacchighi@tiscali.it».
Assemblea mercoledì 10 febbraio per la difesa del territorio
È sempre più contestato il secondo lotto della tangenziale comasca che dovrà essere costruita all’interno del più vasto progetto della Pedemontana. Si profila per questa sera, mercoledì 10 febbraio, al Centro sociale di Senna comasco la nascita di un Comitato intercomunale di difesa del territorio.
Dopo la nascita del Gruppo Salvabrughiera (www.salvabrughiera.com) «un gruppo spontaneo nato per difendere la brughiera compresa tra i Comuni di Senna Comasco, Capiago Intimiano, Cantù e Orsenigo, che sarà completamente distrutta qualora venisse realizzata la variante fuori terra del secondo lotto della nuova tangenziale di Como (a sua volta inserita in un eventuale progetto di autostrada Varese-Como-Lecco, ma non a questo vincolata)», si profila per questa sera, mercoledì 10 febbraio, al Centro sociale di Senna comasco la nascita di un Comitato intercomunale di difesa del territorio. Un’organizzazione che si propone di raccogliere amministrazioni pubbliche e associazioni, oltre ai singoli cittadini.
La preoccupazione è sempre quella della salvaguardie degli ultimi scampoli di aree verdi presenti nel territorio minacciate dalla costruzione della tangenziale comasca.
«Il Comune di Senna sarà il più colpito – ha precisato Anna Maspero di Salvabrughiera – divideranno Senna da Navedano, la strada passerà poi sotto Capiago e ritornerà alla luce, in parte in trincea in parte su piloni, nella zona della cascine e fino ad Orsenigo».
«La bocciatura del progetto che prevedeva il passaggio sotto Montorfano da parte del Cipe – ha spiegato Maspero – non vuol dire il suo accantonamento, rimane la possibilità di un’opera più semplice e meno costosa fuori terra. Per cui nelle ultime zone verdi».
«Anche chi dice che tutto rimarrà fermo perché non ci sono fondi non tiene conto dell’inserimento dell’opera nel Progetto territoriale di lungo termine della Regione e che quindi rimane operativa».
Dopo la nascita del Comitato sono previste iniziative sul territorio di sensibilizzazione dei cittadini, tra cui continua la raccolta di firme contro l’opera sia negli incontri pubblici che sul sito del Gruppo Salvabrughiera.
Una vergogna internazionale!
La presidente lombarda dei Verdi, la comasca Elisabetta Patelli, dopo l’approvazione al Senato dell’emendamento che estende i periodi di caccia, denuncia in un comunicato stampa: «Caccia aperta tutto l’anno per gli ungulati, ossia cinghiali, cervi, caprioli».


