Jlenia

Intervista/ Englaro: «Eluana ha cambiato tutto, ma informarsi è decisivo»

eglaro-a-cantùUna questione di vita o di morte. Veglia per E.E. è l’evento andato in scena, di fronte ad un centinaio di persone, mercoledì 9 luglio alle 21 al parco del Bersagliere di via Como a Cantù, all’interno della Festa dell’Unità cittadina. Lo spettacolo di e con Luca Radaelli che, insieme alle musiche di Marco Belcastro, ha vantato anche la partecipazione di Beppino Englaro, venuto a presentare il libro Eluana. La libertà e la vita [2008, 231 p, 5,90 euro, ed. Rizzoli].

Un ottimo successo di pubblico quindi, con i presenti che hanno approfittato della tregua concessa dal maltempo per assistere allo spettacolo ispirato dagli scritti di Beppino Englaro, presente appunto in platea per presentare il suo ultimo libro.

E proprio Englaro, poco prima dell’inizio della serata, ha voluto concedere ad Ecoinformazioni una breve intervista, spaziando tra presente e passato, attualità e futuro, con un “centro” ben preciso: Eluana e la sua scelta, e il proprio diritto di poterla fare.

D: Partiamo relativamente da lontano. Com’è nato il progetto dello spettacolo? Perché il teatro?

«Tutto è cominciato cinque anni fa, è stato Luca stesso a contattarmi e a propormi di partecipare a quest’esperienza. Luca è un’ attore capace, ed il teatro si è rivelato una forma ideale per comunicare. Favorisce la partecipazione, fa arrivare il messaggio in modo facile ed immediato. Per questo è il mezzo adeguato»;

Come reagisce il pubblico? Qual è l’impatto che può avere oggi un tema del genere?

«Il pubblico, come lei lo chiama, ha oggi un approccio molto diverso rispetto all’inizio della vicenda che ha interessato la mia famiglia. Adesso, come riprendere quella celebre frase di Pulitzer sull’ ”opinione pubblica ben informata”, i mezzi per conoscere ci sono, e nessuno ha più avuto scuse per rimanere all’oscuro. Per cui sì, vedo nei vari giri teatrali e nelle occasioni pubbliche molta attenzione e partecipazione, cosa che, ripeto, all’inizio non era sempre presente»;

Nello spettacolo si fa riferimento ad una cultura, quella italiana, prigioniera in una dimensione che rifiuta la morte, che tende a “seppellirla” o a disumanizzarla, indicando nel clamore mediatico che ha accompagnato Eluana un’ esempio di tutto ciò. E’ d’accordo con questa immagine?

«Di sicuro era vero poco dopo l’incidente di mia figlia, quando la società non riusciva nemmeno a concepire che potesse esistere un problema del genere. Io e la mia famiglia vivevamo in un deserto, era tutto troppo grande per poterne parlare, figuriamoci comprenderlo. Quando i medici, nonostante la lettera di mia figlia che provava la sua decisione, ci dissero che “non potevano far altro che curarla” rimanemmo sconvolti. Eppure si muovevano alla piena luce del sole, e in piena legalità. E con loro il resto del Paese»;

Come si è arrivati poi all’ “attualità” degl’ultimi anni? Quando Eluana è diventata un “caso”?

«Almeno fino al 2000 nessuno si è interessato a noi, nonostante i nostri immediati sforzi di dare modo ad Eluana di esprimere e far rispettare i propri diritti. Poi è iniziata la collaborazione, importantissima e decisiva, con il Comitato Italiano di Bioetica, che ci fornito i mezzi e le informazioni adeguate per poter continuare la nostra battaglia. Ed infine arriviamo ad un’incontro organizzato all’Università Statale di Milano, a cui erano presenti dei cronisti di Repubblica, tra cui Piero Colaprico. Da lì si è iniziato a parlare, da quel momento siamo usciti dall’invisibilità. Ma il problema rimaneva, ed era ancora molto duro: la cultura, la mentalità dominante, quella che dicevamo prima»;

Com’è stata possibile superarla? Intendo questo modo così radicato d’intendere la problematica del “fine vita”, con tutto quello che ne consegue?

« Riprendendo la frase di Pulitzer che ho citato sopra, è l’informazione che fa la differenza. Negli ultimi anni i mezzi per conoscere, per capire il tema sono finalmente arrivati, consultabili in totale trasparenza. Gli sforzi di Eluana, di tutti noi, hanno sì che l’opinione pubblica fosse finalmente informata, potesse capire ed ascoltare una voce diversa, un modo differente d’intendere il rapporto tra sé stessi e i propri diritti, ed i limiti a cui si può arrivare di fronte ad una scelta personale. Vede, il problema è proprio questo: la scelta, e non solo la libertà ma anche la possibilità di poterla fare, come paziente e come essere umano. E tutto ciò sta scritto nella sentenza del 2007 della Corte di Cassazione, il più grado di giudizio del nostro ordinamento, che dopo 5507 giorni d’attesa ha finalmente confermato quello che per noi era semplice e chiaro fin dal primo giorno: un essere umano può scegliere, anche nel rifiutare la cura e chiedere la morte. E lì i medici non possono arrivare»;

Come vede adesso il Paese rispetto a ciò? E’ cambiato qualcosa, insieme ad una certa mentalità?

« Bè la sentenza del 2007 che ci riguarda e che ho ricordato costituisce un precedente potentissimo e facilmente consultabile, in tutte le sue sessanta pagine. Poi a livello locale, che è quello di primo impatto per i cittadini, si sono moltiplicate (come recentemente a Cantù- ndr) le pressioni per regolamentare quello inteso un pò mediaticamente come testamento biologico, e questo non può che essere un segno positivo. Ed infine l’Italia ha dovuto modificare parte della propria legislatura, come conseguenza della sua adesione alla Convenzione di Oviedo. Però insisto: informarsi è decisivo, ed oggi non ci sono più scuse, per chi non vuole farlo»; [Luca Frosini, Ecoinformazioni]

Arci/ Solidarietà a Patrizia Moretti

patrizia morettiCon una lettera, Francesca Chiavacci, neo presidente nazionale Arci, esprime la solidarietà dell’associazione a Patrizia Moretti, in occasione dell’ultimo grave atto del segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Franco Maccari, che l’ha querelata per diffamazione.

«Cara Patrizia,
volevo esprimerti a nome di tutta l’Arci, di cui sono diventata presidente nazionale, tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà, in occasione dell’ultimo grave atto del segretario del sindacato di polizia Coisp Franco Maccari, che diventerà, abbiamo appreso, anche una vicenda legale.
Penso che quello che hai fatto, insieme ai tuoi familiari, in questi anni non solo per Federico, ma per tutti coloro che hanno subito ingiustizie da parte di chi avrebbe dovuto tutelarli dalle ingiustizie stesse, sia un bene prezioso per tutti noi, e approfitto per ringraziarti personalmente.

Vorrei che tu potessi sentire che ti siamo tutti vicini e vicine, come abbiamo provato a farti sentire durante il nostro Congresso a Bologna, in cui hai usato per noi quelle belle  parole (siete una sensibilità organizzata) che sono riuscite a richiamarci , in questi mesi, al nostro compito vero e principale, quello di difendere chi è più debole e di chiedere con forza a questo nostro Stato la garanzia della libertà personale, un bene tutelato dalla nostra Costituzione.
Grazie per quello che hai fatto e per quello che fai, noi siamo con te, puoi contare su di noi.

Un abbraccio.
Francesca Chiavacci» [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

Abbraccio Mediterraneo. Dal 9 al 12 luglio il Meeting Internazionale Antirazzista

pixartprinting-mia-70x100aDal 9 al 12 luglio a Cecina Mare, si terrà la ventesima edizione del Meeting Internazionale Antirazzista. Mediterraneo, spazio eternamente in divenire. Mai unità etnica, né linguistica, religiosa, politica, o storica. Ma luogo di intreccio di culture, emozioni, conflitti e sfide. Oggi come ieri.  Oggi, però, quella natura di spazio aperto e plurale rischia di svanire. Dal 1988, ha rappresentato il sepolcro per 19.720 persone. Le immagini del naufragio del 3 ottobre scorso a largo di Lampedusa generano ancora rabbia e orrore. Dal gennaio 2014, sono oltre 170 le persone morte in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa, a largo di Grecia, Libia, Italia e in acque internazionali. Nonostante tutto questo, nonostante Frontex e i respingimenti, le persone che decidono di lasciare le sponde Sud del Mediterraneo continuano ad aumentare, consapevoli di rischiare la loro vita. (altro…)

Arci/ No ad una nuova escalation di violenze in Medio Oriente

free palestineCon un comunicato stampa, l’Arci nazionale alza la voce contro la nuova ondata di violenza in Medio Oriente: «In queste ore i pensieri corrono veloci verso quella terra che alcuni chiamano santa. Corrono i pensieri e vanno verso le persone che per quella terra soffrono, che su quella terra vivono e muoiono. E nei nostri pensieri temiamo che la sofferenza quotidiana inflitta da un’ingiusta occupazione diventi morte e distruzione di massa, diventi colata di piombo fuso sopra i civili inermi.

Non lo sopporteremmo ancora una volta, non sopporteremo una prova di forza assoluta come vendetta e non sopporteremo la nostra incapacità di reagire di fronte al dolore e all’ingiustizia. E questo senza pensare ai molti amici che abbiamo in quel pezzo di terra. A tutte quelle persone con cui abbiamo condiviso esperienze e che ci hanno insegnato cosa significa portare avanti una Resistenza nel 2014, cosa significa mantenere la propria dignità nell’assenza di libertà, non avere il coraggio di raccontare che il proprio figlio è stato arrestato mentre faceva un giro con gli amici, né riuscire a parlare della delusione causata dalla debolezza di una classe politica in cui un giorno si era pure creduto.
Sopportare ogni giorno le umiliazioni inflitte dai soldati, curarsi le ferite, ricostruire le case distrutte, aspettare che aprano un cancello per andare a scuola o a coltivare i propri campi, accogliere lo straniero di turno, solidale e compagno, che prima o poi potrà sempre andar via.

Questo fanno ogni giorno i palestinesi, senza impazzire. I bambini, gli anziani, donne e uomini, vivono, sopravvivono e convivono con un’occupazione illegale che porta via loro sempre più terra e più speranze. Questa è la realtà e non è una giustificazione per quello che è successo. Perché non possiamo giustificare mai la violenza e la morte.

Non possiamo giustificare chi uccide né chi vuol far scontare la colpa per questa terribile uccisione a un intero popolo. Non si giustificano mai le vittime che diventano carnefici né chi ogni volta annienta, con azioni terribili, il lavoro dei molti che ogni giorno costruiscono ponti e relazioni per sconfiggere l’isolamento e l’odio. Infine, non possiamo giustificare chi crea e diffonde la cultura del più forte, della verità assoluta che si trasforma in fanatismo. E quindi in queste ore il pensiero va soprattutto alle vittime. Quelle che hanno spazio mediatico e quelle avvolte nel silenzio. Quelle che hanno libertà di movimento e quelle che chiuse in una striscia di terra aspettano che un giorno tutto questo abbia fine.

Chiediamo quindi che tacciano subito le armi, che l’esercito israeliano interrompa le rappresaglie e ogni intervento militare verso la popolazione palestinese e che gli assassini siano ricercati e catturati dall’autorità palestinese, unica entità che ha legittimità di operare nei Territori Palestinesi.» [Arci Nazionale]

6 luglio/ La Banda Osiris al Sociale

banda osisrisLa stravagante Banda Osiris (Sandro Berti, Gianluca Carlone, Roberto Carlone e Giancarlo Macrì), sarà all’arena estiva del Teatro Sociale di Como domenica 6 luglio alle 21.30 con lo spettacolo Le dolenti note. Questo nuovo viaggio musical teatrale, prende spunto dall’omonimo libro pubblicato nel febbraio 2014 [152 p., 12.50 euro, ed. Ponte alle Grazie] che racconta i lati più particolari, divertenti e curiosi di chi ha deciso di fare della musica il proprio mestiere. Info e biglietti www.teatrosocialecomo.it

27 giugno/ Le luci dell’onda

nello rinaldiVenerdì 27 giugno alle 18 nella sala della circoscrizione 6 di via Grandi a Como, Nello Rinaldi, con la partecipazione di Vincenzo Guarracino e della vicesindaca Silvia Magni, presenterà il suo ultimo lavoro letterario Le luci dell’onda [2014, 276 p., 18 euro, ed. Manni].

Tra la luna e le stelle/ Notti di cinema itinerante

tralunestelle2014Riparte con l’inizio del mese di luglio, Tra la luna e le stelle, la rassegna di cinema estivo itinerante promossa da alcuni comuni della provincia di Como in collaborazione con Arci Xanadù. I comuni aderenti all’edizione 2014 sono: Bulgarograsso, Cernobbio, Lenno, Lipomo, Ossuccio, Mezzegra e Tremezzo. Guarda la programmazione su www.spaziogloria.it

Dieci anni dopo Tom ma insieme a lui/ L’Arci ricorda Benettollo

tom pdoc prove.inddL’Arci  ricorda lo storico presidente nazionale Tom Benettollo, nel decimo anniversario dalla sua prematura scomparsa. «All’alba del 20 giugno del 2004 moriva improvvisamente Tom Benetollo, a soli 53 anni, colto da un malore mentre interveniva a un dibattito pubblico.Sono passati dieci anni da allora e la sua assenza non ha smesso di farsi sentire. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile. In primo luogo per noi dell’Arci, di cui Tom era presidente nazionale, ma anche per la sinistra e la democrazia del nostro paese. Tom é stato una grande personalità politica e, per tutti noi, una persona speciale – dichiara Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci – Ha segnato irreversibilmente l’identità dell’associazione e il suo cammino verso il futuro ed é stato per la sinistra e la società civile italiane, spesso con discrezione, una mente lucida e visionaria, capace di tessere reti e alleanze, mobilitare, farci vedere lontano. Giornalista, dirigente della Fgci, e’ stato uno grandi animatori della protesta contro l’installazione dei missili a Comiso, che segnò la nascita del movimento pacifista in Europa e in Italia. Arrivato all’Arci nel 1987, contribuisce a fondare l‘Associazione per la Pace, diventa poi presidente di Arci Nova e dal 1997 presidente nazionale dell’Arci. La sua presidenza ha segnato un periodo di grande rinnovamento e  sviluppo dell’associazione, che si è caratterizzata in quegli anni come uno dei soggetti più attivi del movimento pacifista, antiliberista e altermondialista. Ne ha promosso la partecipazione alle grandi manifestazioni di Genova contro il G8 nel 2001, ai Forum sociali mondiale ed europeo, a Porto Alegre, a Mumbay, a Firenze, a Parigi. L’Arci, oltre ad essere una delle più grandi organizzazioni sociali che difende e pratica un’idea di democrazia attiva e partecipata, assume un ruolo sempre più rilevante nella lotta per i diritti (da quelli culturali a quelli dei migranti) e la giustizia sociale, diventa punto di riferimento per lo sviluppo dell’associazionismo, formulando proposte per una nuova legislazione nel settore. La breve vita di Tom ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutte e tutti coloro che lo hanno conosciuto, che hanno avuto la fortuna di lavorare e di percorrere un tratto di strada al suo fianco. L’intera sua opera è stata un argine contro il declino e la degenerazione della politica, rigenerata nell’impegno sociale diretto. La sua grande intuizione politica sul ruolo propulsivo dei movimenti sociali per rinnovare la politica e la democrazia sostanziale è stata confermata dalla realtà, anche di questi ultimi anni che abbiamo dovuto vivere senza di lui. Immaginiamo con quanto interesse Tom avrebbe accolto esperienze come quella per l’acqua pubblica, per la riforma della cittadinanza, per la salvaguardia della nostra Costituzione, o movimenti come OccupyWallStreet o quello degli Indignados spagnoli, per citarne solo alcuni. Caro Tom, sono passati dieci anni, ma la tua voce e il tuo pensiero non ci hanno mai lasciato. [Arci Nazionale]

Neofascismo e giovani/ Raffaele Mantegazza per l’Anpi

fotoLa sezione Anpi di Como ha invitato nella serata di venerdì 13 giugno nella sala della Circoscrizione 3 di Como-Camerlata Raffaele Mantegazza, docente  di Pedagogia interculturale all’università Bicocca di Milano per affrontare il tema dell’influenza neofascista sulle nuove generazioni. La serata, patrocinata dal comune di Como, ha visto una platea attenta e partecipe di circa quaranta persone. Tra loro anche l’assessore alla Legalità Marcello Iantorno, il consigliere comunale di Paco-Sel Luigi Nessi e la dirigente scolastica Graziella Cotta. Dopo l’introduzione del presidente dell’Anpi Nicola Tirapelle, che ha denunciato come i fenomeni neofascisti e neonazisti siano troppo sottovalutati dalle forze democratiche e dalle istituzioni, ha preso la parola Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta [guarda il video dell’intervento di Calzati]. Mantegazza ha condotto la serata sviluppando in una bella e chiara lezione il tema dell’influenza e della diffusione del fenomeno neofascista sulle nuove generazion. Guarda i video dell’intervento di Mantegazza 1 234 5 6). [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

Guarda tutti gli altri video della serata sul canale di ecoinformazioni.

20 giugno/ Io che conosco il tuo cuore all’Arci Guernica

CERVI_GUERNICAIl circolo Arci Guernica di via Cesare Battisti 21 a Bulgarograsso, organizza venerdì 20 giugno alle 21, la presentazione del libro Io che conosco il tuo cuore. Storia di un padre partigiano raccontata da un figlio [2014, 434 p., 16.90 euro, ed. Piemme]. La serata vedrà la presenza dell’autore del volume Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, partigiano ucciso dai fascisti insieme a i suoi fratelli a Reggio Emilia nel dicembre del 1943 e la partecipazione del cantautore comasco Filippo Andreani. Ingresso libero soci Arci.

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