diritti

Mutilazioni genitali

Due serate dibattito con il pubblico a Como il 10 maggio  e a Cantù l’11 maggio sul tema delle Mutilazioni genitali femminili in relazione ai diritti della Donna. Le due serate ospiteranno gli interventi di relatori di profilo internazionale. I due appuntamenti sono organizzati da Il Senato delle donne, dai Giovani democratici Como e dal mensile Geniodonna. Leggi i dettagli dell’iniziativa sul sito di Geniodonna.

Dopo vent’anni un migliaio di persone è sfilata a Como per festeggiare il 1° maggio

«Lavoro e sviluppo» chiedeva lo striscione iniziale dietro cui erano presenti i segretari generali dei tre sindacati confederali. Un corteo senza slogan ravvivato però negli spezzoni dei dipendenti della Ca’ d’industria e della Giardina, in crisi. Al corteo si sono aggiunti anche i lavoratori della Colombo di Bene Lario,  arrivati con una manifestazione acquatica in motoscafo. Guarda  le foto di Grazia Lissi.

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Già 8000 le firme per l’acqua pubblica in Lombardia

Sono già circa 8000 le firme  raccolte in Lombardia per i Referndum contro la privatizzazione dell’acqua. A Como i primi risultati sono molto incoraggianti: sono già state superate le 500 firme. La vignetta di Staino regalata al Comitato promotore del Referendum. Leggi i dati aggiornati, le iniziative e tutte le informazioni sul Referendum sul blog  Acquacomo.

Coordinamento senza confini

Per iniziativa degli aderenti al coordinamento che aveva reso possibile la manifestazione antirazzista del 1 marzo a Cantù si è costituito domenica 18 aprile, nell’assemblea degli aderenti svolta nella sala Noseda della Camera del lavoro di Como, il Coordinamento senza confini. Festeggiata con i rappresentati comaschi dell’associazione la liberazione del personale di Emergency in Afghanistan.

L’assemblea ha deciso l’adesione al Comitato comasco acqua pubblica e alla manifestazione del 1 maggio mattina a Como organizzata dai sindacati. I rappresentanti delle associazioni, movimenti, sindacati, organizzazioni politiche presenti all’incontro (dall’Arci alla Cgil, dalla 3f a Emergency all’Associazione per la sinistra a tanti altri) hanno anche deciso di puntare al rafforzamento della cultura dell’antirazzismo sviluppando le iniziative sui diritti umani nelle scuole anche in collaborazione col Coordinamento comasco per la Pace. Pieno anche il sostegno all’iniziativa dell’Arci che ha proposto l’attivazione di un Osservatorio sul razzismo nella provincia di Como e uno sportello per la prima accoglienza informativa per permettere agli immigrati regolari e non di accedere pienamente ai servizi già esistenti nel territorio. Ecoinformazioni attiverà un blog per dare conto delle iniziative, delle proposte e del dibattito sul tema sviluppato dal Coordinamento senza confini.

Comuni razzisti. L’Unicef chiede l’intervento dell’Anci

Il Comitato di Como dell’Unicef ha diffuso la riflessione del presidente nazionale Vincenzo Spadafora sugli episodi di violazione dei diritti umani in Italia. Il testo integrale dell’appello al governo e all’Anci.

«L’Italia ha ratificato il 27 maggio del 1991 la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, che nel 2009 ha compiuto 20 anni. Venti anni fa il nostro paese sancì l’inviolabilità dei diritti dei bambini ed il superiore interesse del fanciullo, il suo diritto alla protezione ed all’uguaglianza. A venti anni di distanza colpisce come alcune istituzioni del nostro paese violino sistematicamente la Convenzione  lasciando in noi grande sconcerto e deplorazione. Quali sono le colpe di quei bambini se i loro genitori, in evidenti situazioni di difficoltà familiare, non riescono a pagare le rette e sono costretti a guardare il piatto pieno di altri compagni nelle mense scolastiche? Sono queste le amministrazioni e i sindaci vicini ai cittadini? Quelli che si fanno carico di tutti, senza escludere nessuno? In casi come questi è sempre una sconfitta per le istituzioni, nazionali o locali che siano, il non essere in grado di tutelare i più deboli, creando di fatto una discriminazione verso i più poveri. Leggi il testo

Per l’acqua pubblica il 19 aprile a Como

Il Comitato comasco per l’acqua pubblica organizza  lunedì 19 aprile alle 20.45 nella Sala Noseda in via Italia Libera 23 a Como un incontro per costituire il Comitato provinciale di Como a sostegno del referendum nazionale per l’abrogazione delle leggi che obbligano alla privatizzazione dei servizi idrici.

Durante la serata saranno definite le questioni organizzative inerenti la raccolta firme e raccolte proposte e disponibilità in modo da coordinare la campagna referendaria. Leggi il comunicato

Flex – insecurity

Una quarantina di persone hanno partecipato, giovedì 18 marzo alla Cascina Masseè di Albate, all’incontro organizzato dall’Associazione per la sinistra di Como col docente universitario Stefano Sacchi, co-autore di una ponderosa ricerca, sviluppatasi nell’arco temporale di tre anni e sintetizzata nel libro Flex insecurity, perché in Italia la flessibilità diventa precarietà.

La serata è stata introdotta dal direttore della rivista Valori, Andrea di Stefano, partendo dalla constatazione che il mondo del lavoro è investito da fenomeni devastanti, che ancora non sono compresi pienamente, in quanto si realizzano dinamiche produttive del tutto nuove, sconosciute allo stesso sindacato. Un esempio viene da una recente ricerca commissionata dai sindacati del commercio della Brianza, che ha messo in evidenza un sistema di gestione degli spazi commerciali all’interno degli ipermercati, che porta come conseguenza una modifica delle forme contrattuali, funzionale al mantenimento dei margini di profitto e decisamente poco attenta ai diritti dei lavoratori.
Una situazione che non ha eguali in Europa e che è figlia di una deregulation spinta del sistema produttivo.
Proprio partendo da questa peculiarità italiana, Stefano Sacchi ha approfondito con un lungo intervento i temi della ricerca (vedi agenzia stampa di ieri) insistendo in modo particolare sull’aspetto dell’estensione dell’area della precarietà anche ai lavoratori a tempo indeterminato.
In sostanza, non appare corretta l’identificazione della precarietà con la flessibilità: i due concetti si intrecciano, all’interno di un mercato del lavoro nel quale le protezioni sociali sono comunque assai carenti per tutti, ed inesistenti per almeno 1.600.000 lavoratori.
Le scelte del governo disegnano infatti un welfare a macchia di leopardo, con largo utilizzo della cassa integrazione in deroga, senza previsione di un reddito minimo garantito (in Europa, solo Ungheria e Grecia fanno altrettanto!) e senza una rete di garanzie esigibili, quella che i ricercatori definiscono “pavimento di diritti”.
Quali alternative sono possibili? Un salario minimo uguale per tutti, derogabile in meglio dai contratti di lavoro, un sistema contributivo omogeneo per diversi tipi di contratto, e soprattutto una “indennità di terminazione” utile per scoraggiare la rotazione dei lavoratori su uno stesso posto.
Con quali risorse? Sacchi ha evidenziato, tra l’altro, lo spreco legato alle pensioni di invalidità civile erogate a soggetti abbienti: da un riordino in questo comparto, si potrebbero ricavare 7 miliardi da impiegare per le misure proposte.
Gli interventi dal pubblico hanno posto l’accento soprattutto sulla questione della formazione professionale – vista come passaggio fondamentale per far coincidere domanda ed offerta – e della tassazione delle rendite come strumento importante per reperire risorse da destinare alle protezioni sociali.
Tema, quest’ultimo, ripreso in conclusione da Di Stefano per evidenziarne la centralità, in quanto unica alternativa praticabile ai tagli della spesa pubblica, che vanno contrastati in quanto non farebbero altro che peggiorare le condizioni di flex-insecurity così ben evidenziata dalla ricerca. [Massimo Patrignani, ecoinformazioni]

Giù le mani dalla Ca’ d’industria

Alcune centinaia di persone hanno partecipato davanti alla Prefettura di Como venerdì 12 marzo dalle 10 al presidio organizzato dalla Cgil nell’ambito dello sciopero generale «Lavoro, fisco, cittadinanza. Cambiare si può».

Lavoratori, pensionati esponenti sindacali di tutte le categorie hanno animato venerdì 12 marzo dalle 10 avanti alla prefettura di Como  il presidio della Cgil. Del tutto assenti gli studenti che pure in analoghe manifestazioni in corso in tutti i capoluoghi italiani hanno dato pieno sostegno alla proposta del maggiore sindacato italiano.
Il segretario dell Cgil di Como in un breve discorso ha richiamato i temi al centro della mobilitazione ricordando in particolare l’attacco ai dirtti dei lavoratori ed il modo particolarmente subdolo e antidemocratico con il quale ancora si pongono ostacoli all’applicazione dell’articolo 18. Alessandro Tarpini ha inoltre citato due questioni relative alla realtà comasca sulle quali il sindacato  chiede l’intervnto del prefetto: la drammatica situazione delle scuole ormai prive delle risorse indispensabili ad assicurare il diritto allo studio dei giovani e l’attacco alla Ca’ d’industria, patrimonio pubblico frutto delle donazioni che da due secoli i cittadini hanno assicurato, oggi colpita da un processo pericolossisimo di esternalizzazione.
Gli hanno fatto eco i lavoratori che hanno scandito lo slogan «Giù le mani dalla Ca’ d’industria».

Congresso regionale Arci a Como

Si svolgerà a Como sabato 13 marzo il Congresso Arci Lombardia. I lavori si svolgeranno allo spazio Gloria del circolo Arci Xanadù in via Varesina 72 dalle 9,30. Sarà presente e interverrà Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci.  Il programma della giornata.
 
Alle 9,30 Apertura dei lavori, nomina della presidenza del Congresso e delle Commissioni, comunicazioni della presidenza, saluto degli ospiti.
Alle 10 Tavola rotonda Il modello di welfare lombardo – il ruolo dei corpi intermedi – l’iniziativa antirazzista. Partecipano: Nino Baseotto (Cgil Lombardia), GianBattista Armelloni (Acli Lombardia), Fabrizio Tagliabue (Forum del Terzo settore Lombardia), Sergio Veneziani (Auser Lombardia), Sergio Silvotti e Emanuele Patti (ArciLombardia) e i candidati al Consiglio regionale Mario Agostinelli, Arianna Cavicchioli, Luciano Muhlbauer.
Alle 13 Pausa buffet
Alle 14 Presentazione e discussione del Documento organizzativo. A seguire relazioni delle Commissioni e adempimenti congressuali.
Alle 18 Insediamento del Consiglio direttivo, Relazione dei saggi, nomina del presidente, altri adempimenti.
Durante la giornata sarà presente ed interverrà Paolo Beni, presidente nazionale Arci.

Consiglio informale, democrazia reale

Dopo il presidio di piazza XX settembre lunedì primo marzo, i numerosi Italiani e gli ancor più numerosi cittadini stranieri si sono recati al vicino Comune di Cantù dove il comitato Primomarzo 2010 aveva invitato il sindaco della città e tutti i consiglieri comunali ad un confronto sui temi dell’integrazione.

Sulle poltrone dei consiglieri comunali sedevano Roberto Bruno, Claudio Bizzozzero Francesco Pavesi, Ivano Pellizzoni, Aldo Stoppani di Lavori in corso e Gigi Tagliabue del  Pd.
Dopo un lungo saluto al pubblico che gremiva la vasta sala consigliare di Cantù (pubblico composto per il 90 per cento da cittadini stranieri) Bizzozzero ha lasciato il microfono a diversi consiglieri del suo gruppo consigliare e a Gigi Tagliabue.
I messaggi di benvenuto di quasi tutti i consiglieri intervenuti miravano a chiedere ai numerosissimi immigrati presenti quali fossero le loro istanze da rivolgere al consiglio comunale: «Siamo qui per ascoltarvi».
Thierno Ghaye, dell’associazione 3 febbraio ha detto tra l’altro: «Se tutti i consiglieri comunali di Cantù fossero come voi potremmo sentirci a posto». Diongue Mbay della stessa associazione, ha aggiunto: «Immaginiamo un prossimo futuro quando qualcuno dei nostri figli siederà davvero su queste poltrone da consigliere comunale di Cantù, per ora limitiamoci ad occupare simbolicamente, per una sera, tutte le poltrone».
Dopo che quasi tutte le 30 poltrone dei consiglieri sono state occupate da cittadini stranieri è intervenuta la senegalese Isilda Virginia Aemando: «Oggi in Francia ed in altri paesi i cittadine stranieri hanno davvero scioperato in gran numero, questo è servito alle nostre organizzazioni a misurare quanto il lavoro straniero può incidere sulle economie di questi  paesi. In Italia oltre all’emergenza della crisi economica c’è un’emergenza ancor più grave che è quella morale, noi lavoratori stranieri non produciamo solo ricchezza economica per l’Italia, ma contribuiamo a salvare il paese da una deriva morale, in cui, in  alcune forze politiche di governo militano dei veri e propri “piromani sociali” che infiammano le braci per fomentare la paura… I miei bisnonni in Africa sono stati gli ultimi schiavi, arrivando in Italia non immaginavo di vedere tanti miei compaesani ritornare schiavi». In altri interventi gli immigrati hanno chiesto ai consiglieri presenti che venga abolito il numero verde di denuncia anonima dei clandestini e di avere “spazi d’intervento in consiglio comunale”. [Enzo Arighi, ecoinformazioni]

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