Società

Fragolino: “No alle discriminazioni”

 

bambiniFranco Fraglino consigliere del Pd al Comune di Como  sulla questione asili nido:  il costi  devono essere ripartiti in maniera più equa; no alla proposta di escludere dal diritto alcuni bambini di famiglie non indigene. 

In una nota diffusa il 9 gennaio Franco Fragolino interviene sulla questione asili nido: «Sono un investimento sociale ed il loro costo deve essere inteso in questa logica: una buona ed adeguata offerta di asili nido comunali deve ritornare ad essere una delle priorità dell’Amministrazione Comunale sia come investimento sul futuro sia per conciliare e facilitare il lavoro dei genitori ed in specialmodo delle mamme.

Semmai il problema vero è quello di rendere più accessibili gli asili nido attraverso un intervento sulle rette, che a Como risultano essere tra le più alte della Lombardia; oggi il “peso” è sopportato in maniera preponderante dalla fascia media delle famiglie che usufruiscono del servizio. Occorre intervenire per rendere più equa la distribuzione dei costi così da fare abbassare anche la retta massima. Quindi pensare ad un innalzamento della retta minima ed un applicazione generalizzata dell’Isee.

In merito poi alla presenza di bambini stranieri negli asili nido occorre guardare alla situazione reale del territorio ed ai bisogni concreti,senza fare ideologia e propaganda: già oggi la presenza dei bambini stranieri è oltre il 30% ed i dati ci dicono che tale presenza crescerà nel prossimo futuro in modo esponenziale essendo le famiglie immigrate quelle più prolifiche. Pensare allora di inserire nel regolamento negli asili nido  una percentuale massima di accoglimento di bambini stranieri vuol dire, di fatto, discriminare l’accesso sulla base della nazionalità di origine delle famiglie. Infatti già oggi la distribuzione dei bimbi di famiglie immigrate è molto diversa -legata alle esigenze ed ai bisogni delle famiglie- (a Camerata oltre il 60 per cento, in Via Italia Libera oltre il 45 per cento a Monte Olimpino il 50 per cento etc.)ed il rendere omogenea porterebbe ad una esclusione di fatto di molti bambini. Inoltre è una misura che non prende atto di una situazione che sta diventando la normalità anche nel nostro territorio».

Comitato vincente

 

santannaIl Comitato referendario Sant’Anna ai comaschi e un tetto per tutti ha raggiunto l’obbiettivo: raccolte 4210 firme.

Il Comitato si è impegnato nella raccolta sin dal 18 ottobre 2008 con numerosi banchetti in città ed in periferia, superando l’obiettivo di 4210 firme (6 per cento del corpo elettorale) per entrambi i quesiti, in anticipo sulla scadenza del 12 gennaio 2009. È stato quindi raggiunto l’obiettivo di raccogliere abbastanza firme per potere indire i referendum sulla quota pubblica dell’area Sant’Anna e lo spazio per i senza fissa dimora, venerdì 9 gennaio verranno illustrate le iniziative della campagna referendaria. Per informazioni e-mail comitatoreferendario@email.it; Internet http://www.paco.co.it/comitatoreferendario.

L’appello dalla Tavola della Pace

 

gazasosL’appello “A tutte le donne e uomini di buona volontà. Fermare la guerra a Gaza non è un obiettivo impossibile” per la Pace in Medio Oriente promosso dalla Tavola della Pace.

«Sabato 17 gennaio 2009 ore 10 Incontriamoci ad Assisi per la pace in Medio Oriente in nome dei diritti umani e della legalità internazionale, gridiamo insieme: “Fermatevi! Fermiamola!”.

Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro? Quanti morti ci dovranno essere ancora prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta?

La guerra deve essere fermata ora. Non c’è più tempo per la vecchia politica, per la retorica, per gli appelli vuoti e inconcludenti. È venuto il tempo di un impegno forte, autorevole e coraggioso dell’Italia, della comunità internazionale e di tutti i costruttori di Pace per mettere definitivamente fine a questa e a tutte le altre guerre del Medio Oriente. Senza dimenticare il resto del mondo. 

Giovani, donne, uomini, gruppi, associazioni, sindacati, enti locali, media, scuole, parrocchie, chiese, forze politiche: “a ciascuno di fare qualcosa!“.

“Non ci sarà pace nel mondo finché non regnerà in quelle terre piena Pace. E tutti gli sforzi di Pace in quelle terre avranno una ripercussione straordinaria sul pianeta intero” (card. Carlo Maria Martini).

I promotori dell’Appello Dobbiamo fare la nostra scelta:

Tavola della Pace, Coordinamento nazionale enti locali per la Pace e i diritti umani, Acli, Agesci, Arci, Articolo 21, Cgil, Pax Christi, Libera – Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Legambiente, Associazione delle Ong italiane, Beati i costruttori di pace, Emmaus Italia, Cnca, Gruppo Abele, Cipsi, Banca etica, Volontari nel mondo Focsiv, Centro per la pace Forlì/ Cesena, Lega per i diritti e la liberazione dei popoli».

 

Per adesioni e informazioni Tavola della Pace tel. 075.5736890, e-mail segreteria@perlapace.it, Internet http://www.perlapace.it, o Coordinamento nazionale enti locali per la Pace e i diritti umani tel. 075.5722479, e-mail info@entilocalipace.it, Internet http://www.entilocalipace.it.

Scuole superiori chiuse 7 e 8 gennaio

Con una decisione tanto necessaria quanto tardiva l’Amministrazione provinciale ha finalmente emanato alle 9 del 7 gennaio l’ordinanza che chiude le scuole secondarie di secondo grado il mercoledì 7 e giovedì 8 gennaio per neve.

Diversa la situazione delle altre scuole per le quali l’appello delle sindaca di Milano a tenerle aperte comunque ha condizionato la scelta di molti sindaci che attendono che si raggiunga il metro di neve o la completa ipraticabilità delle strade.

Non si può rimanere a guardare

C’è un modo per evitare il massacro di civili. C’è un modo per salvare il popolo palestinese. C’è un modo per garantire la sicurezza di Israele e del suo popolo.

C’è un modo per dare una possibilità alla pace in Medio Oriente. C’è un modo per non arrendersi alla legge del più forte e affermare il diritto internazionale:

CESSATE IL FUOCO IN TUTTA L’AREA

RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE ISRAELIANE

FINE DELL’ASSEDIO DI GAZA

PROTEZIONE UMANITARIA INTERNAZIONALE

Facciamo appello a chi ha responsabilità politiche e a chi sente il dovere civile perché sia rotto il silenzio e si agisca. Le Nazioni Unite e l’Unione Europea escano dall’immobilismo e si attivino per imporre il pieno rispetto del diritto internazionale

L’Italia democratica faccia la sua parte.

Le nostre organizzazioni si impegnano, insieme a chi lo vorrà, per raccogliere e dare voce alla coscienza civile del nostro paese.

ACLI, ARCI, LEGAMBIENTE, CGIL, UISP, AUSER, LIBERA, RETE LILLIPUT, Associazione ONG Italiane – Piattaforma Medio Oriente, Fondazione Angelo Frammartino, Beati i Costruttori di Pace, FIOM, CGIL Funzione Pubblica, Un ponte per…, AIAB, CIES, ARCIRAGAZZI, GRUPPO ABELE, CIPAX – Centro Interconfessionale per la pace, Donne in Nero, A Sud, FAIR, Fairtrade Italia, Forum Ambientalista, UCODEP, Rete Rediè Resch, Terres des Hommes International, Armadilla Onlus, SDL Intercategoriale, 

Tavola Sarda per la pace, Azione Cattolica della diocesi di Pozzuoli,  Comitato Piazza Carlo Giuliani, Rete degli Artisti, Messina in Movimento, Comitato Pace e Disarmo Napoli, Anpi Monterotondo, Verdi per la pace Monterotondo, Giovani Comunisti, Associazione Amici del Parco, Associazione  EL Mastaba per la musica popolare egiziana, Cooperativa sociale IRENE ’95, l’Ass. Scuola di pace – onlus di Napoli, Comunità cristiana di base del Cassano di Napoli, Gruppo Status 

Famiglia di Angelo Frammartino, Luigi Ciotti, Flavio Lotti, Luciana Castellina, Giuliana Sgrena, Enzo Mazzi – Isolotto Firenze, Luisa Morgantini, Vittorio Agnoletto, Giovanni Berlinguer, Sergio Staino, Patrizia Sentinelli, Tommaso Fattori, Lidia Campagnano, Isidoro Mortellaro, Carla Ravaioli, Altero Frigerio, Anna Rozza, Gino Barsella, Elisa Giunchi, Antonio Mazzeo, Mario Agostinelli, Andrea Amato, Toni Fontana, Enrico Loffredo, Carlo Leoni, Gabriella Mascia, Giulietto Chiesa, Titti Di Salvo, Salvatore Amura, Salvatore Bonadonna, Roberto Musacchio, , Michele Gravano, Franco Tavella, Salvatore Basile,Anna Savarese, Emanuele Morozzo della Rocca, Mario Carini, Fernanda Silva, Corrado Penna, Santino Bonfiglio, Edvino Ugolini, Gabriella Grasso, Daniele Ialacqua, Rossana Montecchiani, Alessandro Olivo, Antonio Pioletti, Serenella Ottaviano, Renato Guarino, Silvana Mariniello, Pinella Depau e Andrea Olla, Riccardo Gullotta, Giulia Carmen Fasolo, Patricia Tough, ,Sergio Giorni, Gianfranco Rigoli, Marco Zannetti, Salvatore Ciccariello, Simona Ricciardelli, Lorena Giampietri, Sergio Ruggieri, Maria D’Erme, Nora Rodriguez, Marco Nasciuti, Rossana Platone, Deliana Bertani, Giuseppe Cupello, Carlo Formenti, Rita Maglietta, Danilo Criscuolo, Gaia Furrer, , Benedetta Bini, Sandra Del Fabro, De Colle Giuliano, Fulvio e Gabriella Gardumi, Andrea Furrer, Giovanna Orsi, Tommaso Furrer, Lucia Davico, Augusto Dalmasso, Gabriella Buora, Anna Maria Bianchi, Serenella Angeloni, Giorgio Salsi, Carola Spadoni, Maurizio Sciarra, Iain Chambers, Alessandra Marino,Alessandro Buffa, Renato Tretola, Massimo Serafini, Barbara Romagnoli, Marina Turi, Sabrina Inventati, Marina Vitale, Lidia Curti, Anna Luise, Giuseppe Vitiello, Leonarda Leonardi, Dino Angelini, Anna Maria Rivera, Laura Galbiati, Domenico Giannone, , Riccardo dello Sbarba, Daniele Cini, Giuliano Campioni, Isa Ciani, Andrea Comotti, Carlo Tagliacozzo, Anita Bortolotto, Claudio Lazzaro, Paolo Nori, Tonino De Bernardi, Mariella Navale, Alessandro Bellucci, Paola Vittori, Donatella Della Ratta, Maria Speranza Perna, Maria Pia Montesi,  Rosanna Marmiroli, Pierangelo Monti e famiglia,  Adriana Lusvarghi, Giorgio Salsi, Giulio Ferroni, Patrizia Meringolo, Davide Barillari, Cecchetto Giampaolo, Lievore Emanuela, Andrea Rocco, Fedele Salvatore, Stefano Ciccone, Carlo Greppi, Luca Fioretti, Anna Lisa Serni, Davide Paganelli, Paola Mistrali, Gabriella Violato, Gianluca Arcopinto, Nicoletta Mattioli, Anna Lisa Irrera, Giuseppe Reitano e Alessandra Malatesta, Alberto Bionda, Alessandra Eugenia Bionda, Guglielmo Bionda e Tiziano Sampietro, Martina Tazzioli, Rosella Apruzzi, Giuseppe Faso,  Carmen Donatore, Cristiano Carta, Michele La Fortezza, Erminia Funari, Gabriella Bernieri, Ernesto Giacchè, Carmela Ieroianni, Ester Ieroianni, Alessio Gelsini Torresi, Nicola Ruberto, Nora Sigman, Pippo Fecondo, Giuliano Ravera, Alessandra Lombardi, Gianluca Ponzio, Rossana Benevelli, Lorenzo Costantini, Federico Carparelli, Olivieri Paola, Anna Sitia.

Dormitorio decentrato

Anche il Partito democratico comasco è contrario allo spostamento del dormitorio per i senza tetto da via Tommaso Grossi a Prestino.

Esprimendo il proprio disaccordo in una nota alla stampa il gruppo consiliare del Partito democratico in Comune ritiene che «il repentino spostamento del dormitorio, inizialmente previsto dopo le vacanze natalizie, sia solo la conseguenza di un’operazione politica interna alla Giunta e il modo di occupare la struttura di via Sacco e Vanzetti, pronta da due anni e originalmente destinata ad accogliere ex carcerati, immigrati e persone in difficoltà economica».
Il consigliere Franco Fragolino ha spiegato che «l’assessore Cattaneo, nella Commissione di circa dieci giorni fa, ha affermato che al momento non esisterebbe un reale bisogno per le categorie a cui era inizialmente destinata la struttura». Per cui ha proseguito il consigliere democratico «Come gruppo abbiamo chiesto che questo fosse verificato, rivolgendosi alla Caritas e alla Lila, ma la domanda è rimasta inevasa». Contrarietà anche per il trasferimento via autobus «trasportare in periferia delle persone che già vivono l’emarginazione dettata dal non avere un posto dove stare – ha concluso Fragolino – sembra più un modo di nascondere il disagio che non quello di trattare il problema».

Liberté, faternité, lagalità

Si è conclusa domenica 14 dicembre sera la tre giorni dei pacifisti lariani. Ampia la partecipazione, fittissima l’agenda delle cose da fare per dare concretezza d’azione alle idee sviluppate nel Convegno Liberté, fraternité, legalità. Non c’è pace senza diritto.

 

Complessivamente più di mille i partecipanti alla tre giorni pacifista organizzata dal Coordinamento comasco per la Pace con Avc – Csv, Arci provinciale e regionale, Libera regionale e nazionale, Acli, Ipsia, Fillea – Cgil e Soci Coop.

Molto frequentate tutte le diverse sessioni con la sala dello Spazio Gloria quasi completamente piena per l’apertura di mercoledì 10 dicembre, gremita nella mattinata di sabato riservata alle scuole. Rilevante anche la partecipazione, più di cento persone, al pomeriggio di sabato e alla proiezione serale del film Il divo, ancora più alta nella sessione conclusiva di domenica 14 con duecento partecipanti. Complessivamente quindi il Convegno Liberté, fraternità, legalità ha registrato circa 1200 presenze con più di 450 giovani. Molti anche gli interventi nel dibattito e significativa la volontà di una trentina di partecipanti all’attività seminariale di approfondimento su Lavoro nero e Libera della domenica mattina.

Su questo blog si trovano i resoconti delle diverse fasi del Convegno mentre nel prossimo numero del mensile ecoinformazioni saranno pubblicate sintesi delle relazioni svolte al convegno.

Mafie e antimafie a Como

Partecipata sessione conclusiva dell’undicesimo convegno del Coordinamento comasco per la Pace.  La legalità e le infiltrazioni mafiose al centro del dibattiti davanti a 200 persone allo Spazio Gloria dell’Arci Xanadù nel pomeriggio di domenica 14 dicembre.

Dopo la replica dello spettacolo su Peppino Impastato, Buongiono a Cinisi,  la sessione conclusiva in due parti al Convegno Liberté, fraternità, legalità, i 200 presenti hanno assistito ad un incontro con Enza Rando e Maria Luisa Lo Gatto, moderato da Roberto Caspani, Ipsia – Acli, e con Lorenzo Baldo e Luigi Lusenti, moderati da Emilio Botta, presidente del Coordinamento. Intermezzi musicali di Maurizio Aliffi, Franco D’Auria, Simone Mauri e per terminare 10 minuti per la Carovana antimafie, musica di Gaetano Liguori.

Enza Rando di Libera ha ricordato come la società civile, in Sicilia e Calabria si è risvegliata dopo gli attentati e ne sono nate la primavera siciliana e la primavera dei sindaci. Per l’avvocatessa serve la capacità di indignarsi e di mantenere un’attenzione sul problema mafioso non episodica. Col bagaglio della sua esperienza come vicesindaco di Niscemi ha posto in primo piano l’importanza degli enti locali come strumento di partecipazione e di contrasto della cultura mafiosa. «Se la politica perde di credibilità lascia spazio alla mafia ed alla collusione allontanando ulteriormente la gente» ha affermato l’esponente di Libera che si è retoricamente chiesta a proposito del coinvolgimento democratico: «Quanti fanno un’urbanistica partecipata?»

«Fare comunità isola la cultura mafiosa» ha affermato Rando ricordando l’esperienza della giornata della memoria delle vittime della mafia, che si celebra ogni anno il 21 marzo, a Niscemi quando ragazzi provenienti da tutta Italia hanno fatto si che i mafiosi si eclissassero.

Maria Luisa Lo Gatto, magistrato, ha invece raccontato della infiltrazione mafiosa nelle province di Como e Lecco secondo i dati recuperati dalle inchieste giudiziarie. «La ‘Ndrangheta è radicata nel Lecchese da ormai quarant’anni e vi ha riproposto gli schemi tradizionali con un vero e proprio controllo militare del territorio con bar, esercizi pubblici, famiglie». La magistrata comasca ha poi voluto concentrare l’attenzione sul Campione d’Italia e il suo Casinò. Un luogo in cui «già le indagini sono difficili dato che non c’è la Guardia di finanza e la polizia, ma solo i vigili urbani ed i carabinieri». Ripercorrendo la storia della nascita della casa da gioco e dell’importanza assunta nella comunità locale diventando la principale azienda del paese che dà lavoro a metà dei residenti ha denunciato come in Italia non ci sia stata una disciplina contro il riciclaggio per le case da gioco sino al 1999, che nell’exclave italiana non è ancora stata applicata.

Ha quindi citato un’inchiesta dei primi anni ’80 di Piercamillo Davigo che metteva in luce come la soceità che gestiva il Casinò avesse legami con Nitto Santapaola attraverso i cambisti, coloro concedono prestiti a tassi usurai ai giocatori. Un modus vivendi talmente rodato che erano intenzionati ad esportare alla casa da gioco di San Remo, dove si scontrarono con un’altra cordata che faceva riferimento a Epaminonda.

Negli anni 2000 sono poi cambiate le modalità del riciclaggio e si è passati alle società di porteurs, ovvero società con cui i casinò stipulano contratti per farsi portare i clienti, ed in un’inchiesta su una di queste società era stato coinvolto Vittorio Emanuele di Savoia.

«Ormai c’è stato un salto di qualità – ha affermato Lo Gatto – non vi è più l’inserimento di un soggetto estraneo nelle associazioni a delinquere ma si instaura un patto di collaborazione». Per questo è stato coniato il termine giuridico di concorso esterno in associazione mafiosa un fenomeno che denota un decadimento etico, culturale e l’aumentare della corruzione. «Il problema non è palliare la legislazione – ha concluso la magistrata comasca – ma operare contro i meccanismi politico istituzionali di un’area contigua alla criminalità che va modificata con il contributo di tutti».

Lorenzo Baldo, di Antimafia2000, ha rilevato le aderenze di personaggi politici con la mafia da Marcello Dell’Utri a Giulio Andreotti e denunciato la censura di Roberto Scarpinato, la cui testata, Il Corriere della sera, gli ha tolto l’incarico di seguire un’inchiesta di mafia dopo aver fatto nomi e cognomi. L’unica soluzione anche per Baldo è comunque l’impegno e la partecipazione civile anche solo di una minoranza.

Per ultimo Luigi Lucenti, Arci Lombardia, ha ripercorso la storia e l’operato della Carovana antimafie e posto l’accento sull’importanza della cultura della legalità, denunciando lo «slittamento delle coscienze, con l’accettazione di alcuni fenomeni di criminalità».

Il dibattito ha visto quindi una riflessione sulla coscienza della legalità all’interno delle carceri intese come percorso di rientro nella società.

Contro il lavoro nero verso Libera

Lavoro nero e Verso Libera nei seminari di domenica 14 dicembre al Convegno Liberté, fraternité, legalità del Coordinamento comasco per la Pace allo Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù.

Lavoro seminariale e approfondimento per una trentina di partecipanti alla sessione di domenica mattina del convegno del CcP. Non c’è Pace senza diritto e in particolare non c’è Pace senza rispetto della dignità del lavoro dei diritti umani degli immigrati, di tutti.
I lavori introdotti da Martino Villani, direttore del centro servizi per il volontariato di Como, è stato animato da  Franco De Alessandri, segretario della Fillea Cgil, e da Lorenzo Frigerio di Libera Lombardia hanno ricordato la gravità della situazione denunciando che il 27% dell’economia italiana è costituita da attività in nero e che la tutela dei diritti non è non può esser più affidata solo allo stato, soprattutto se vengono emanate leggi come quelle  che contraddicono lo stato di diritto, ma deve essere rafforzata l’azione della associazioni disponibili ad accogliere la questione della lotta contro l’illegalità come centrale e terreno di concreta azione individuale e collettiva.

A morti ra mafia

Più di cento persone alla sessione pomeridiana di sabato 13 dicembre dedicata a Le donne e la loro lotta contro le mafie  del  Convegno Liberté, fraternité, legalità del Coordinamento comasco per la Pace allo Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù. La giornata si è conclusa con la visone del film Il divo presentato da Massimo Brugnoli. La posesia di Micaela Buscemi sukka morte della mafia.

più di cento persone hanno partecipato alla sessione pomeridiana del secondo giorno del Convegno del Coordinamento comasco per la Pace allo Spazio Gloria dell’Arci Xanadù, l’incontro pubblico dopo la parte dedicata ale scuole, con Enza Rando, Michele Buscemi e Nando Dalla Chiesa, introdotti e coordinati da Celeste Grossi, vicepresidente del Coordinamento.
Un pomeriggio sulla testimonianza dell’esperienza antimafia e la legalità. “Io ho iniziato ad insegnare a Casal di Principe – ha spiegato Grossi, spiegando il perché dell’importanza di una simile iniziativa nel territorio lariano – e sono arrivata a Como nel 1978, pensavo che qui le mafie non ci fossero. Non erano quelle che avevo conosciuto ma c’erano, anche se agivano in maniera differente”. Infatti i recenti fatti di cronaca possono esserne testimonianza, come le bombe nel lecchese e alcuni sindaci sotto scorta nell’hinterland milanese.
Nando Dalla Chiesa ha affrontato l’argomento dell’incontro Le donne e la loro lotta contro la mafia facendo anche confronti con l’esperienza femminile durante la Resistenza. Un’esperienza per lui molto dissimile dato che “le donne non devono lottare solo contro la mafia, ma anche l’universo che l’affianca”, un ambiente ostile, si tratta quindi di “una ribellione di donne sole, che trae la sua forza da ciò che le caratterizza più nel profondo, l’amore verso i fratelli, mariti uccisi”, mentre nel movimento di Liberazione erano inserite in un movimento con una vasta solidarietà.
“Noi siamo abituati – ha voluto precisare – a vedere i movimenti come qualcosa di collettivo. Il movimento di liberazione dalla mafia è delle singole donne”.
Enza Rando, come durante la mattinata con gli studenti, ha ripercorso la propria esperienza formativa la curiosità e l’impegno che l’hanno contraddistinta durante gli studi di giurisprudenza all’università, quando “pochi parlavano di mafia, solo L’Ora, I Siciliani ed il Centro Impastato a Palermo. Ero assetata di sapere e l’unico modo era parlare direttamente con le persone e ascoltare il loro dolore”.
Rando ha quindi raccontato la fondazione del Comitato antimafia all’interno dell’università e le difficoltà che questo imponeva agli studenti, alcuni divenuti poi magistrati. Di lì l’impegno al suo paese, Niscemi, dove creando un movimento di risveglio della società civile, nel periodo della Primavera siciliana, è riuscita con altri amici a far sciogliere la Giunta mafiosa e a divenire vicesindaco con delega al’istruzione. Un ruolo che l’ha portata in prima fila nella battaglia, in questo caso vinta, alla mafia che voleva impedire l’apertura delle scuole “i primi presidi di legalità”. Un esempio, per l’esponente di Avviso pubblico, che “ognuno di noi, nel proprio piccolo, può fare una rivoluzione” e cambiare lo stato esistente delle cose.
Toccante la testimonianza di Michela Buscemi a cui la mafia ha ucciso due fratelli, fatto attentati e minacciato di morte la figlia ancora bambina, ma nonostante questo si è costituita parte civile al maxi processo del 1986, non era mai successo prima per la perdita di un fratello, ed ha testimoniato.
Per questo ha dovuto subire l’ostracismo della famiglia, con cui ha rotto ogni rapporto, “ho deciso che dovevo dimenticare la mia famiglia”, e della gente, “dicevano che eravamo spioni della Questura e abbiamo dovuto chiudere il bar che avevamo perché non vi veniva più nessuno”. Si è così avvicinata all’Associazione delle donne contro la mafia ed ha iniziato a racontare la sua esperienza in Italia ed anche all’estero.
E l’importanza della testimonianza è stata ribadita da Dalla Chiesa per cui senza il film I cento passi pochi si sarebbero ricordati di Impastato, ora anche negli angoli più reconditi sono sorti circoli che si fregiano del suo nome per ricordarlo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

A MORTI RA MAFIA

L’avutru jornu m’arruspigghiavu, sintennu vucciria.
Subitu pinsai: “Beddamatri, annavutru ammazzaru.
Annavutru figghiu ri matri
ammazzaru”.
M’affacciu tutta scantata
e viu un mari ri genti
chi cantava filici e cuntenti.
Dumanno: “Chi ci fu?”
“Ma comu, unnu sai?
A mafia m u r i u !
U rissi u tiligiurnali.
Veni, scinni puru tu
ca ci facemu u funirali:
però stavota unnavemu a chianciri, ma ririri e cantari.
Veni scinni, iamula a vruricari”,
a sti paroli un ci puteva cririri,
ma verennu tutta l a genti accussi cuntenti
luro no me cori
trasiu l’alligria:
e non sapeva cosa aveva a fari,
si aveva a chianciri, ririri,
cantari o ballari…
e pila a cuntittizza
me misi a satari
e cantari casa casa
e ricennu: “Che bellu!,
finamenti putemu caminari
pili strati
senza chiù virili
motti ammazzati!
Senza chiù luttu
‘nte li nostri casi.
Campari tranquilli
Senza seantu cà t’ammazzanu
U maritu, i figghi o i frattuzzi
ora tutti si vonnu beni!”
Cantava accussi forti
Che me figghia s’arruspigghió
e mi tallo rirennu:
“Mamà, chi sta facennu?
Nascisti pazza? Picchì fai accussì?”
“Mo, figghia nia, nun sugnu pazza, ma sugnu cuntenta:
a mafia muriu, veni, affaccia,
viri quanta genti ca c’è ccà sutta:
e si tal fi bonu, viri pura a chiddi ca finu a ieri, quannu
ni virevanu arrivari,
sinni travisanu rintra,
si iauvunu a ‘mmucciari,
mancu salutavano
picchi si scantavanu
ca, appressu a mia, ci fussi
la lupara o a calibro trentotto
e magari p1 sbagghiu
i putevani ammazzari.
Ora sunnu contenti
E vanno a fistiggiare”.
Me figghia mi talia
cu l’occhi chini ri felicità
e si metti a cantare ‘nsemi a mmia.
M’arruspigghiu, cu l’ecu ru me cantu:
era tuttu un sonnu.
Mi taliu ‘nttornu:
nenti cacciò, a mafia è sempri ccà.
Annavutru lurici ammazzare.
Però, si nutri lu vulemu,
‘sta morti si pò fari
e, macari fra cent’anni,
na l’avemu a vruricari.
[Michela Buscei]

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