Il consiglio comunale di martedì 23 settembre 2008
Una delegazione delle opposizioni a Palazzo Cernezzi ha incontrato il prefetto di Como per ribadire l’ incompatibilità assoluta ed originaria del sindaco di Rovellasca Cattaneo con gli incarichi affidatigli nel capoluogo lariano.
Donato Supino, Prc, e Marcello Iantorno, Pd, a nome di tutta la minoranza del Consiglio comunale, sono stati ricevuti dal prefetto di Como Sante Frantellizzi nella serata di martedì 23 settembre.
I due consiglieri comunali hanno illustrato al rappresentante del governo le tesi delle opposizioni sulla questione della nomina, duramente criticata a Palazzo Cernezzi nell’ultima seduta comunale, di Francesco Cattaneo, sindaco di Rovellasca, ad assessore e vicesindaco di Como.
«Il prefetto – ha dichiarato Supino – ha riconosciuto la validità delle nostre posizioni alla luce della giurisprudenza e ha spiegato di avere chiesto al Ministero dell’Interno un parere dirimente». «Non si può essere, in base al testo unico degli Enti locali – ha aggiunto Iantorno – sindaco di un Comune e vice di un altro, perché il vice “può ricoprire il ruolo di sindaco, in caso di impedimento del titolare” e la legge vieta la possibilità di esser sindaci di due Comuni. Anche l’assessorato a Como è poi incompatibile con la carica di sindaco di Rovellasca, in quanto l’assessore deve avere i requisiti di eleggibilità al Consiglio comunale e per legge un sindaco di un altro comune non ha tale requisito, essendo a sua volta anche consigliere e non si può essere consiglieri di due Comuni diversi. Si tratta quindi di incompatibilità assoluta ed originaria».
I rappresentanti della minoranza hanno inoltre illustrato le ragioni politiche e etiche che rendono loro intollerabile quanto avvenuto.
Cattaneo ha dieci giorni di tempo dalla nomina, avvenuta venerdì 19 settembre, per chiarire la sua posizione e prenderà molto probabilmente una decisione definitiva dopo un incontro in Prefettura mercoledì 24 settembre, quando dovrebbe essere pervenuta un’indicazione da parte del Ministero. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Presentata da Francesco Tampellini, referente del gruppo di lavoro per l’energia dell’Isola che c’è, è stata portata ad esempio l’esperienza dell’associazione Solare collettivo, un gruppo impegnato nella co-partecipazione, la gestione comune e diretta da parte dei cittadini, di distribuzione e produzione di energia elettrica.
Significativa la scelta della prima relatrice Renata Marini, insegnante, che ha parlato de L’ozio padre delle virtù?, di lasciare due minuti di riflessione prima di incominciare a parlare. Marini ha ricordato l’origine della parola otium, e del suo contrario negotium, nella classicità. Dove il secondo termine era inteso come lavoro per lo stato, la res publica, e il primo significava la libertà di dedicarsi ai propri interessi come la lettura e la scrittura una concezione che non aveva assunto ancora una valenza negativa. «Il cambiamento di significato è iniziato con la perdita delle libertà politiche, con l’Impero, quando l’otium è diventato un obbligo per la classe dirigente» ha precisato Renata Marini. Una connotazione negativa che si è rafforzata con l’avvento del cristianesimo «nelle Scritture, nel Libro di Ezechiele, è definito come una malattia generatrice di malizia». Nella sintesi quindi della cultura latina-greca e cristiana avvenuta nel Medio evo si è quindi arrivati ad una duplice valenza del termine, utilizzato in maniera classica ancora dall’umanista Leon Battista Alberti, che quando “oziava” dipingeva.
All’Isola che c’è, domenica 21 settembre, sotto il tendone dello Spazio dibattiti, Giuseppe Leoni, coordinatore del nascente circolo della Decrescita felice di Como, ha aperto il dibattito con Maurizio Pallante che ha offerto un approfondimento ampio e chiaro per spiegare alla sessantina di ascoltatori cos’è la decrescita.

Nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì Donato Supino, Prc, ha espresso preoccupazione per l’evoluzione del confronto fra Asf e autisti soprattutto dopo «la nota di censura ad un lavoratore che ha segnalato il guasto ad un acceleratore ed un’altra ad un autista che si è rifiutato di partire con la spia dei freni accesa, senza dimenticare l’autobus bruciato ad Asso». Una situazione inaccettabile per l’esponente comunista che ha segnalato come i nuovi acquisti di Asf siano usati e con nove anni di anzianità, quando il contratto dell’azienda prevederebbe l’eliminazione di autobus con più di dieci anni di servizio. «Siamo la discarica di un’azienda multinazionale l’Arriva che manda qui gli autobus da Trieste e da altre città». Anche Vittorio Mottola, Pd, ha ricordato che «il prossimo anno questi eurodue saranno da rottamare» e annunciato una raccolta firme per cambiare il tracciato della linea 11 per le scuole al mattino.
Almeno 15 mila presenze per la due giorni dell’altra economia che si è svolta a Villa Guardia sabato 20 e domenica 21 settembre. Affollati gli stand degli espositori e in alcuni casi persino esauriti i cibi biologici messi a disposizione dai produttori locali presenti all’appuntamento con L’isola che c’è. Hanno completato il nuovo successo dell’iniziativa le moltissime presenze ai dibattiti [i resoconti saranno pubblicati nella nostra edizione di martedì 23 settembre], mai così affollati come quest’anno, ai laboratori e alle animazioni per bambini. Ulteriore elemento di soddisfazione per gli animatori della fiera è stato la tenuta, nonostante l’oggettiva complessità dell’evento, della macchina organizzativa che fonda la sua efficienza sull’impegno di moltissimi volontari. Migliaia anche le copie delle Pagine arcobaleno (curate, come tradizione, da ecoinformazioni) distribuite.
