ecoinformazioni

L’isola che c’è 2008

Il quinto appuntamento della Fiera provinciale delle relazioni e delle economie solidali si svolgerà sabato 20 e domenica 21 settembre al Parco comunale di Villa Guardia dalle 10 alle 23.

La quinta Fiera provinciale delle relazioni e delle economie solidali, organizzata dall’associazione L’isola che c’è – rete comasca di economia solidale, Centro servizi per il volontariato con il contributo di Banca etica, Cassa rurale ed artigiana di Cantù, Cna Como, Confcooperative, Coop Lombardia, Equomercato, Garabombo, Legacoop, Rete Lilliput, Comune di Villa Guardia e Provincia di Como, si svolgerà nel Parco comunale di Villa guardia nelle giornate di sabato e domenica 20 e 21 settembre per «mettere in mostra la solidarietà comasca che nasce dallo stile di produzione, di consumo, di relazione, con un alto valore etico e solidale: l’equità e la sostenibilità sociale, la sostenibilità ecologica, la valorizzazione del territorio, la centralità delle relazioni, la difesa e la promozione dei beni comuni, la partecipazione democratica».
Entrambi i giorni vi sarà un’esposizione di prodotti, servizi, saperi e progetti con oltre 120 soggetti del territorio: commercio equo e solidale, finanza etica, gruppi d’acquisto solidale, cooperazione sociale, riciclo e riuso, energie rinnovabili e bioedilizia, agricoltura locale e biologica, artigianato, turismo responsabile, solidarietà internazionale, ambiente, pace, informazione, volontariato, associazionismo.
Saranno attivi uno Spazio laboratori & degustazioni, una piccola fiera del baratto di libri e giochi per bambini e animazione per i più piccoli, con spettacoli sabato 20 alle 14, 16 e 17, domenica 21 alle 14.30, 16 e 17. Si svolgeranno anche giochi e laboratori creativi, di riciclo, di autoproduzione, di conoscenza.
Durante la manifestazione saranno presenti un servizio di Equo-bar, con prodotti del commercio equo e solidale e birra artigianale di produttori locali, un servizio di Ristorazione bio-etnica, con piatti della cucina tipica locale, piatti vegetariani e proposte etniche, e una Casa dei popoli – bar ristoro musicale a cura di Arci Como, il tutto utilizzando prodotti locali e biologici. Nella fiera si usano esclusivamente stoviglie biodegradabili e si attua la raccolta differenziata.
Inoltre vi sarà attivo uno Spazio relax – ozio,  con assaggi di massaggi (dalle 14 alle 18), tisane, letture, ecc., e uno Spazio consulenze gratuito per informazioni su energia, stili di vita sostenibili e Gas, orientamento al volontariato, migranti.
Molti i momenti di approfondimento proposti.
Sabato 20 settembre dalle 11 alle 13 si terrà la tavola rotonda Ecoturismo e turismo sostenibile: a Como?, moderata da Mario Rapisarda, direttore del Corriere di Como, fra gli assessorati al turismo del Comune di Como e della Provincia, Ial Como, Cooperativa Imago di Dongo, Il faro verde di Como, rappresentanti delle Comunità montane, Associazione B&B Amici per casa, e esperti del settore turismo sostenibile/ambientale, dalle 14 alle 17 un incontro-dibattito, Partecipazione e cittadinanza attiva, nell’ambito del progetto Municipi sostenibili, con Marianella Sclavi, Consorzio in RETE di Ivrea, Gilberto Macaluso, Fabrizia Paloscia, Giordani Rinaldo e Noemi Colombo, e dalle 17.30 alle 18.30 un seminario intitolato Progetti di co-partecipazione nella filiera energetica.
Domenica 21 settembre si terrà dalle 11 alle 13 una tavola rotonda, Filiera corta, produttori e Gas: proposte per una distribuzione sostenibile, con Paolo Bargero, artigiano, Massimo Tomasoni, produttore, Eleonora Guidoni, Gas, e Giuliano Ponzin, produttore, dalle 14 alle 17 un incontro-dibattito Non c’è più tempo? Alla riscoperta di ozio e lentezza, condotto da Enrico Euli, Università di Cagliari, con Renata Marini, insegnante, Gaia Depascale, scrittrice, Paolo Piccinelli, neuropsichiatra infantile, Maurizio Pallante, Movimento decrescita felice, Fabius Constable, Celtic Harp Orchestra, e dalle 17.30 alle 18.30 un seminario, La decrescita felice, con Maurizio Pallante con la presentazione del costituendo Circolo comasco del Movimento per la decrescita felice.
Numerosi i concerti: sabato 20 settembre dalle 18.30 alle 20 aperitivo con degustazione di vini e concerto della Banda del Villaggio Solidale, dalle 21.30 alle 22.30 musica con la Simpathy-band e dalle 22.30 alle 23.30 Consumati concerto-spettacolo de La Moranera; domenica 21 settembre dalle 18.30 alle 20 aperitivo con degustazione di vini e concerto dei Sin Africa e dalle 21.30 alle 23 musica con Les anarchistes.
Ingresso ad offerta per una copia delle Pagine Arcobaleno. In caso di maltempo le attività culturali e di animazione si effettueranno nel vicino Palazzetto dello sport. Per informazioni Associazione L’ isola che c’ è – rete comasca di economia solidale tel. 331.6336995, e-mail fiera@lisolachece.org, Internet www.lisolachece.org.

Ultime ore di lezione per gli studenti de Il comune ha bisogno di te, la scuola per amministratori locali del Pd

Urbanistica e ambiente gli ultimi due argomenti, prima della simulazione di un consiglio comunale e un convegno sulle radici politiche del Pd.

Torneranno in classe venerdì 19 settembre i 240 studenti della scuola per amministratori organizzata dal Pd comasco, per sostenere gli ultimi incontri di formazione e simulare la vita politica di un consigliere comunale, in vista delle elezioni amministrative 2009 che coinvolgeranno 109 dei 162 comuni della provincia di Como.
Riprende dopo la pausa estiva l’esperimento di scuola di partito con gli ultimi due incontri di formazione: venerdì 19 settembre Roberto Canziani, docente del Politecnico, illustrerà il problema dello smaltimento dei rifiuti, in una serata in cui si parlerà anche di energia e ambiente, mentre l’ultima lezione, venerdì 26 settembre, sarà incentrata sull’urbanistica e avrà come relatore il professor Angelo Bugatti.
L’ultima parte del corso invece lancerà nella mischia dei consigli comunali i futuri amministratori: il 3 ottobre gli alunni simuleranno un’assemblea cittadina preparando la partecipazione, a gruppi di cinque persone, ai consigli comunali, quelli veri, della principali città comasche.
L’epilogo del corso è fissato per la giornata di domenica 5 ottobre, quando lo stato maggiore del Pd comasco si riunirà negli spazi della Scuola florovivaistica di Minoprio per un convegno, la mattina, di approfondimento sulle radici politiche del Pd. I quattro invitati Fabio Pizzul, Luciano Fasano, Alessandra Trabocci e Nicola Pasini, in rappresentanza nell’ordine della correnti cattolico democratica, socialdemocratica, ambientalista e liberal-deocratica discuteranno di come fondere le differenti culture politiche in un progetto di governo. Nel pomeriggio infine, spazio agli amministratori democratici delle altre province capitanati dall’ex sindaco di Brescia Paolo Corsini per condividere le esperienze politiche locali con gli alunni.
Soddisfatti per la numerosa partecipazione al corso (240 iscritti, di cui più della metà senza precedenti esperienze amministrative) i responsabili della Scuola hanno anticipato i progetti futuri: «Dai questionari compilati dai partecipanti – ha dichiarato Silvia Magni, consigliera comunale a Como – è emersa la richiesta di approfondire alcune tematiche, ad esempio quella del bilancio. L’intenzione, da valutare nel comitato provinciale, sarebbe quella di istituire momenti formativi permanenti e approfondimenti più concentrati nel tempo su temi specifici». Luca Corvi, segretario provinciale, ha invece sottolineato la buona partecipazione dei giovani al corso (70 under trenta su 240 alunni) motivata, a suo avviso, da «la richiesta di poter essere formati e informati per poter comprendere le regole del gioco politico e diventarne attori. Questo è un segnale positivo nell’ottica del rinnovamento della classe politica provinciale». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di mercoledì 17 settembre

Duecento lavoratori dell’Asf non sono bastati per indurre il sindaco Bruni a dare indicazioni di cambiamento di rotta per l’azienda trasporti lariana. Garantita invece piena autonomia di azione ai vertici aziendali. Su la Ca’ d’industria il presidente si promuove e nega l’esistenza di qualsiasi problema.

Mentre sotto Palazzo Cernezzi si concentravano i lavoratori dell’Asf autolinee, che chiedevano un incontro con il sindaco, è iniziato il consiglio comunale di lunedì 15 settembre.
Una discreta presenza delle forze dell’ordine ha visto aumentare lentamente, sino a più di 200 persone, il gruppo di lavoratori Asf con bandiere e striscioni, tra cui uno portato per solidarietà dalla Rsu dell’Artsana.

Le preliminari
L’ordinarietà dei lavori del Consiglio si è ristabilita, come di prammatica, con le preliminari dei consiglieri.
Le opposizioni hanno lamentato la difficoltà nell’avere i documenti richiesti dagli uffici competenti. Mario Lucini, Pd, addirittura ha evidenziato il caso paradossale per cui solo dopo mesi gli è stato risposto che il materiale richiesto era stato «derubricato» e non rientrava più nel registro delle delibere. Un caso eclatante per il consigliere democratico anche perché si trattava di una delibera sulla modifica della compra vendita della area ex Ticosa.
Richieste di ridipingere le strisce pedonali sono state fatte da Pasquale Buono, nuovo capogruppo di Fi, a S. Rocco e in Largo Ceresio, e da Mario Molteni, Per Como, in via San Giacomo davanti alla scuola Don Milani.
Antonietta Sosio, Fi, ha richiesto l’attivazione di un’area attrezzata per i camper perché non invadano le vie del centro.
Bruno Magatti, capogruppo Paco, così come Roberto Rallo, Fi, ha chiesto di esprimere indignazione per l’assassinio a sfondo razzista del giovane italiano di colore avvenuto a Milano.
Un minuto di silenzio, su richiesta di Vittorio Mottola, Pd, è stato infine dedicato a Marco Riva. Professore universitario e uno dei fondatori di Slow food recentemente scomparso attivo nel mondo dell’associazionismo e della politica comasca, tra l’altro già consigliere della Circoscrizione 8.

L’incontro con i lavoratori Asf
Donato Supino, capogruppo Prc, ha chiesto una sospensiva per ascoltare i lavoratori dell’Asf e i loro rappresentanti sindacali che si erano accalcati in Sala Stemmi attentamente controllati da un ampio schieramento interarma di tutte le forze dell’ordine. Alla presenza del sindaco Amleto Luraghi, segretario Cgil, ha quindi spiegato la posizione dei lavoratori: «Il servizio di trasporto pubblico non va solo con i mezzi, ma anche con chi ci lavora» e per il rappresentante della Camera del lavoro «il compito dell’amministrazione comunale è anche quello di garantire la qualità e la sicurezza del trasporto pubblico». Per i lavoratori la nuova turnazione non è legale e pensano di andare all’Ispettorato del lavoro e alla Polizia stradale per fare delle verifiche, inoltre l’azienda imporrebbe una diminuzione del 15-20 per cento dello stipendio. Per il rappresentante sindacale il Comune di Como essendo parte del 51 per cento della proprietà di Asf «ha voce in capitolo» nella trattativa, ricordando la chiusura dell’azienda nei confronti delle rivendicazioni dei lavoratori contro tutti i tentativi di avere un accordo cercando di «avere un incontro e iniziando il raffreddamento dopo lo stato di agitazione». «L’azienda vuole raggiungere il 75 per cento di efficienza contro l’attuale 68/69 – ha proseguito Luraghi – noi siamo disponibili a discutere, ma i turni devono cambiare con pause più lunghe e il minor numero possibile di frazionamenti in tre parti». «Noi proponiamo di raggiungere il 72 per cento di efficienza e un risparmio di 700/800 mila euro anno», il piano aziendale prevede un aumento della produttività del 10 per cento entro il 2010 con un risparmio di 170 mila euro nel 2008 e 570 mila nel 2009, ma «non si può pensare di guadagnare solo sulla pelle dei lavoratori», anche perché per il segretario Cgil il piano aziendale deve prevedere una maggiore differenziazione tenendo conto anche della gestione dei parcheggi.
«Chi viene al tavolo delle trattative – ha aggiunto il segretario Cisl Fausto Tagliabue – dice di non avere il mandato per trattare» da qui la richiesta al Comune di Como che possiede il 18 per cento di Asf di dare una risposta positiva.
Per il consigliere Supino è stato fondamentale il problema dell’aumento del costo del gasolio e altre aziende in Italia hanno già chiesto contributi agli enti pubblici.
Decisa la presa di posizione di Walter Gatti, Rsu Asf: «Abbiamo già una storia di sacrifici e siamo strutturalmente sotto organico, non difendiamo privilegi ma diritti».
Fischiato il sindaco Stefano Bruni che ha esordito affermando che «entrare nelle rivendicazioni non è il mio ruolo, sarebbe una grave violazione dell’autonomia dell’azienda»: Per il primo cittadino comasco si è già fortunati a non dover parlare di licenziamenti, vedendo anche la situazione di Alitalia: «Qui non è stato messo in discussione nessun posto di lavoro», per quanto riguarda eventuali finanziamenti «la coperta è corta e il sistema degli enti pubblici non ha risorse». Bruni ha anche detto che come «sindaco di tutta la città devo ricordare che l’astensione dal lavoro di lunedì 8 settembre ha creato disagi a anziani e studenti» e che quando si è «scelta la vendita del 49 per cento di Asf si è anche deciso di affidarne la gestione». Unica concessione è stata una critica al Piano industriale che avrebbe dovuto prevedere una maggiore differenziazione per potere permettere di affrontare eventuali situazioni di rincaro del petrolio.
L’assemblea si è sciolta con il proposito di un futuro incontro fra una delegazione di dipendenti col sindaco e l’assessore competente.

Ca’ d’industria
Il Consiglio è ripreso sulla mozione presentata da Supino sulla Ca’ d’industria che chiedeva maggiori chiarimenti su: un avanzo di bilancio di 6,4 milioni di euro, la vendita di un terreno a 2,7 milioni, la definizione delle strutture con Le Camelie, nata come aggiuntiva che ora ha sostituito La Solitaria, alcune lamentele sul servizio specificatamente per i pasti.
Un argomento che ha richiamato l’attenzione di una ventina di cittadini, tra cui alcuni membri del Cda della Fondazione Ca’ d’industria, lavoratori e loro rappresentanti.
La richiesta è stata occasione per discutere della gestione delle partecipate da parte di Palazzo Cernezzi e per sentire risposte direttamente dal presidente della Fondazione Domenico Pellegrino, lodato in maniera sperticata dal primo cittadino comasco, nonché unico interpellato, dato che la scelta, contrariamente alla proposta Supino, è stata quella di dare la parola solo al dirigente e non alle rappresentanze sindacali e ai parenti degli ospiti.
Per un curioso errore ai consiglieri comunali è stata poi data, l’11 settembre 2008 dopo una richiesta risalente a marzo, documenti incompleti e senza il bilancio su cui erano stati richieste spiegazioni: Un errore dovuto ad uno scambio di cartellette di cui Pellegrino si è scusato assicurando che porrà prontamente rimedio.
Chiarezza sulla mancanza di nuovi accrediti per la nuova struttura comasca de Le Camelie che comporta il pagamento di una retta intera senza il contributo regionale è stata richiesta dai consiglieri Magatti e Vincenzo Sapere, Gruppo misto.
Dalle opposizioni è poi stato chiesto di reintegrare Renzo Pigni, quale rappresentante delle opposizioni nel Cda, dopo le sue dimissioni dettate da fair play durante le campagna elettorali.
A tutte le domande ha risposto Pellegrino con «animo perfettamente sereno», anche se è poi sbottato contro le opposizioni che hanno posto le domande più problematiche accusandole di «dare solo rimproveri e non suggerimenti», mentre un’attenzione costante e visite continue vengono solo da parte del «sindaco, di Marco Butti, Roberto Tenace, Roberto Rallo». «Abbiamo avuto cinque controlli dei Nas e non hanno mai rilevato nulla di irregolare e per due anni abbiamo vinto il premio qualità della Regione».
Il presidente di Ca’ d’industria ha poi rivendicato il taglio della metà degli stipendi dei dirigenti «in tempi non sospetti, quando ancora non c’era Brunetta».
Per quanto riguarda le scelte economiche ne ha scaricato la responsabilità sul precedente Cda che aveva accantonato il “tesoretto” di 6,5 milioni di euro per coprire le spese dell’edificazione della nuova struttura di Bignanico quando era ancora una Ipab.
Pellegrino ha poi precisato che eliminando il direttore sanitario, mandato in prepensionamento, si sono recuperati i soldi necessari per consulenze esterne, triplicate negli ultimi anni, affidate «ai migliori specialisti in provincia, a poco prezzo».
La scelta di chiudere La solitaria è stata dettata dalle condizioni di pericolosità della struttura stessa e dagli ingenti lavori che sarebbero dovuti essere approntati per poterla mettere a norma.
Sulle rette il discorso è entrato nello specifico, Ca’ d’industria, è contenta di mantenere il contratto degli enti locali ai propri dipendenti, nonostante sia più costoso di quelli privati 4 mila euro in più per dipendente, 1,4 milioni in più all’anno. Che diventano 1,8 calcolando anche le ore in meno, 2 a settimana, che non sono previste dal contratto enti locali.
Inoltre la retta è onnicomprensiva, mentre nelle altre strutture servizi come la lavanderia hanno costi separati aggiuntivi.
Per di più la nuova struttura comasca, non ancora completata, dato il fallimento della ditta appaltatrice, ha costi superiori dovuti alla sua stessa conformazione.
Data l’ora tarda la discussione è stata sospesa e riprenderà in un prossimo consiglio comunale. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Presentato il Clap a Cernobbio

Il Clap, l’ambassador programme, sarà capace di promuovere il Lario a competitore internazionale di primo livello nel campo congressuale e convegnistico. Ma il territorio sarà pronto a questa sfida?

È stato presentato nel prestigioso contesto di Villa Erba il Cernobbio and Como lake ambassador programme (Clap), venerdì 12 settembre, un progetto che ha come obiettivo quello di attrarre sul Lario «congressi medico-scientifici internazionali e grandi convention», per farlo diventare «una destinazione convegnistica di primo livello», oltre che «creare un ambito privilegiato di incontro tra le realtà scientifiche e istituzionali, in vista della grande sfida rappresentata dall’Expo 2015». La particolarità del Clap sarà quella del coinvolgimento di «una schiera di “ambasciatori” della destinazione Lario, composta da opinion leader locali», che conteranno su «un forte supporto istituzionale ed operativo». Già la serata di presentazione è servita per incontrare possibili candidati e alla novantina di presenti è stata distribuita una scheda di adesione al nuovo progetto. Gli invitati, gli opinion leader, erano per lo più operatori del turismo, albergatori e rappresentanti di categoria, ed esponenti del mondo medico-scientifico comasco. La serata è incominciata con un video promozionale che ha ricordato i numeri del turismo comasco (tra cui i ben sei campi da golf), con capacità di ricezione e vicinanza alle maggiori reti di comunicazione, oltre che una breve carrellata di cultura comasca, qualche immagine di Villa Olmo e le mostre, che stanno però attraversando un momento di crisi, e l’immancabile George Clooney, presente anche sulla brochure di presentazione. Spiegare gli obiettivi, le finalità e l’organizzazione di Clap è stato compito dei promotori: i comuni di Como e Cernobbio, l’Amministrazione provinciale, la Camera di commercio di Como, Villa Erba Spa e Fiera Milano Congressi. Per Simona Saladini, primo cittadino di Cernobbio, per la buona riuscita dell’iniziativa è prioritario individuare gli «obiettivi strategici: capitale umano, infrastrutture, mobilità, ambiente, e servizi sociali». Per il suo omologo comasco Stefano Bruni Clap può essere una vera opportunità per «un coordinamento reale» anche per poter mettere «a profitto il sistema». Concorde con lui Marco Ambrosini, presidente di Villa Erba, per cui «fare squadra è un must», anche perché uno degli obiettivi della società è la valorizzazione del territorio così com’è accaduto nel 2003 per 2 conferenze interministeriali dell’Unione europea ospitate a Cernobbio. Maurizio Lupi, amministratore delegato di Fiera Milano Congressi e uno dei vicepresidente della Camera dei deputati, ha sottolineato che «da soli non andiamo da nessuna parte, nemmeno fiera Milano congressi con le sue forze», anche perché «la sfida non è in Lombarda o in Italia, è nel mondo». In quest’ottica Milano non sarà alternativa a Como, bensì complementare con una suddivisione delle iniziative per specificità. Sulla comodità e convenienza delle strutture a disposizione si è speso poi Paolo Ronchi, direttore del reparto di chirurgia maxillo-facciale del S. Anna, mentre Luigi Panza, Centro Volta di Como, ha sottolineato l’apporto della sua organizzazione e la professionalità acquista nell’organizzare congressi.Qualche domanda di chiarimenti, soprattutto da parte di qualcuno che aveva paura di fare la parte degli idiots utiles. Lupi ha precisato che «non servono agenti commerciali», dato che il lavoro svolto non servirà per una promozione di Villa Erba e fiera Milano congressi, ma avrà una «ricaduta in ricchezza del territorio e per la sua crescita scientifica». Anche a proposito dei limiti strutturali di Villa Erba Paolo De Santis, Camera di commercio di Como, ha ricordato la storia dell’area espositiva e i progetti per il padiglione centrale. Alcuni albergatori hanno posto il problema della ricezione per gli eventi ospitati e qualcuno ha ricordato che a Milano per il 2015 si prevedono di avere 50 mila camere in più domandandosi: e sul nostro lago? [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Inasprito il divieto di accattonaggio a Como

Con la prima ordinanza sulla sicurezza, Bruni, affermando di volere tutelare i minori, identifica nella repressione dell’accattonaggio la via giusta per risolvere i drammi determinati anche a Como dall’aumento della povertà. Si inasprisce il clima securitario e si prevedono multe e confische per i malcapitati.

A breve entrerà in vigore un’ordinanza comunale, concordata con la Prefettura, che inasprisce il divieto di accattonaggio nel capoluogo lariano. Si tratta, come spiega Palazzo Cernezzi in una nota, di una misura volta a «contrastare un fenomeno che ha subito un vero e proprio incremento negli ultimi tempi, nel numero di coloro che richiedono denaro anche in forma petulante e modesta [sic], avvalendosi soprattutto di minori o simulando malformazioni o menomazioni».
Una possibilità garantita da «l’articolo 54 del testo unico degli enti locali che di fatto, grazie al Decreto sicurezza emanato dal Governo, aumenta i poteri del sindaco in questi ambiti».
Dura la posizione del sindaco: «L’utilizzo di minori con finalità di accattonaggio è un fenomeno assolutamente odioso che è nostra intenzione combattere in tutti i modi. Non è, infatti, un caso che la prima Ordinanza in materia di sicurezza abbia lo scopo di tutelare i minori», interessato soprattutto alla «dignità ed al decoro urbano che ci viene costantemente segnalato dai cittadini e sul quale ora si può intervenire anche con il pieno appoggio delle altre forze dell’ordine».
Nono solo multe per chi viene trovato a mendicare, dai 25 ai 500 euro, ma anche la confisca amministrativa del denaro provento della violazione.
Il Comune guarda comunque al futuro ed «a questa ordinanza seguirà presto un provvedimento che vuole prendere in esame il fenomeno del bivacco in alcune aree di pregio storico della città. Nello specifico, appuntato sull’agenda del sindaco, c’è il caso eclatante della sosta pressoché permanente sotto il Broletto da parte di un gruppo di sbandati che crea problemi di decoro e di deturpamento di uno dei luoghi più turistici di Como».

Il Partito democratico attacca a tutto campo l’amministrazione provinciale

Dopo un anno e mezzo di Carioni bis, tra immobilismo e lotte di potere. Sottolineando la gravità della crisi politica, i democratici chiedono un consiglio provinciale straordinario o “almeno” di governare.

«Questa amministrazione, ricevendo il 70 per cento dei voti, è stata incaricata di grandi responsabilità che non si è però mai assunta, preferendo concentrarsi sulle lotte interne di potere. Lotte che hanno causato un anno di insostenibile immobilismo culminato con la cacciata di Cattaneo. Questa amministrazione non ha mai effettivamente governato». Non lascia molto d’implicito Luca Corvi, segretario provinciale del Pd, che riassume l’ultimo anno e mezzo di amministrazione provinciale targata Carioni segnata da gravi episodi, ultimo, ma solo cronologicamente, quello della cacciata del vicepresidente Cattaneo.
Quello del Pd comasco è un attacco a tutto campo alle lotte di potere interne alla maggioranza, cause primarie, secondo il capogruppo in consiglio provinciale Mauro Guerra, di una costante paralisi dell’azione politica sui grandi temi, che vengono spesso delegati a Milano o Roma. «È ridicolo che forze così radicate nel territorio non sappiano passare dagli annunci ai fatti e decidere sulle questioni di grande importanza per il territorio» ha commentato l’esponente democratico. Gli esempi, in effetti, sono numerosi: la delega al turismo revocata a Mojoli dopo il caso Bin e ancora “vacante”, le discordie su Ato, varianti al Ptcp, Piano cave, opere viabilistiche sono solo alcuni sintomi della mancanza di una linea politica, che se nel caso migliore avvicina le posizioni di Lega e minoranza, in quelli peggiori (Piano cave e Ato) comporta il commissariamento della Provincia.
Questa amministrazione ha, o ha mai avuto, una linea politica unitaria? Si chiede in estrema sintesi il Partito democratico, che per palesare la domanda ha fatto richiesta di un consiglio provinciale straordinario (probabilmente lunedì 22 settembre), perché «questa crisi è vera, non è un teatrino, e dev’essere affrontata seriamente nel rispetto dei comaschi – continua Guerra – non presenteremo una mozione di sfiducia all’amministrazione, che verrebbe sicuramente bocciata visto il nostro scarso peso numerico, e sarebbe l’occasione per la maggioranza di ricompattarsi, ma solo formalmente. Noi vogliamo entrare nel merito di ogni questione e chiedere all’amministrazione di indicare una via politica ai vari problemi. Siamo disposti a confrontarci portando le nostre idee, ma non deve succedere che l’amministrazione aspetti di risolvere la crisi appellandosi a Milano o Roma per poi riprendere il solito tran-tran». Ma se il chiarimento non dovesse arrivare? L’opposizione si farà ancora più «dura» – risponde Guerra – e presenterà una o due mozioni al mese sui temi scottanti dell’agenda politica, con la consapevolezza di avere idee e persone che le possono attuare e l’ambizione di realizzare qualcosa di più che una giunta ombra: l’ambizione di governare. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Giovedì 11 settembre presidio dalle 9 alle 12 a Como a Porta Torre per spiegare le ragioni dell’agitazione degli autisti

Venerdì si terrà l’incontro fra rappresentanti sindacali Asf e azienda. Per la Cgil essendo l’Asf per il 51 per cento pubblica spetta alla politica affrontare i problemi che hanno indotto i lavoratori alla mobilitazione.

Dopo il blocco totale dei trasporti di lunedì 8 settembre continua il braccio di ferro fra Asf autolinee e lavoratori per la ridefinizione dei turni, il pagamento degli strattino si sono fermati nei vari depositi organizzando assemblee permanenti sulla situazione della sicurezza e la manutenzione dei bus e hanno iniziato a discutere anche degli ultimi diktat dell’azienda per quanto riguarda i turni e gli straordinari. Raggiunti dai colleghi dei turni successivi si sono poi raccolti in un’unica assemblea a Lazzago.
Una situazione generata dall’esasperazione, mentre la legge sugli scioperi dei trasporti prevedrebbe 10 giorni di preavviso e la garanzia delle cosiddette fasce protette, quelle per i pendolari, che avvantaggiano sì i cittadini, ma anche le aziende che vedono garantito il guadagno ed un interruzione del servizio solo nelle ore di morbida.
Molto probabilmente Asf autolinee cercherà di rivalersi sugli autisti che dal canto loro rispondono per voce di Walter Gatti, rappresentante Rsu Asf, che «il 2 settembre era stato proclamato lo stato di agitazione e la legge 146/90, che regola il diritto allo sciopero, parla di una successiva fase di raffreddamento nella quale nessuna delle due parti può prendere iniziative, l’azienda ha però imposto i nuovi turni e eliminato il pagamento degli straordinari».
Soprattutto la riorganizzazione del lavoro è particolarmente osteggiata da parte dei lavoratori perché prevede anche nuovi turni spezzati, con tre richiami, in una giornata lavorativa che arriva a coprire sino a 12 ore e oltre; da parte sua l’amministratore delegato Annarita Palacchini asserisce che i turni su tre riprese sono solo il 13 per cento dei turni extraurbani.
«Una misura imposta e non mediata e condivisa – per Walter Gatti – l’azienda vuole far pagare solo ai lavoratori le perdite di 1 milione e 400 mila euro per il 2008. Con la nuova organizzazione vengono assorbiti gli straordinari strutturali all’interno dell’ordinario, con anche una riduzione generale del numero dei turni e di conseguenza del personale, con un aumento del carico di lavoro, per di più – continua il rappresentante sindacale – oltre il 10 per cento dei nuovi turni hanno un margine vertenziale a causa del mancato rispetto delle procedure e o del contratto nazionale».
L’accento è comunque posto sulla chiusura e l’unilateralità di Asf che «azzera gli accordi aziendali siglati precedentemente» che aveva pienamente accettato subentrando a Spt Linea.
Entrando nello specifico un autista non può guidare più di 5 ore consecutive e deve quindi fare delle pause per turni medi di 6 ore e mezza, per un totale di 39 ore settimanali. Il contratto nazionale prevede la possibilità di fare turni di massimo 12 ore, ma in casi eccezionali, con un indennizzo e previo accordo fra le parti, così come è successo a Bergamo alla Sab, tra l’altro partner in Asf. Il tutto in un contesto che è considerato lavoro usurante e che vedrebbe oggettivamente peggiorare la qualità della vita dei lavoratori con l’applicazione di turni così lunghi.
Oltre ai turni l’azienda ha poi imposto l’azzeramento degli accordi aggiuntivi sugli straordinari, appiattendosi al contratto nazionale, con perdite secche per i dipendenti fino a 250 euro al mese.
«Per il risanamento dei conti dell’azienda noi siamo solo un pezzo del ragionamento – ha affermato Walter Gatti – e non vogliamo essere l’unico».
Già da martedì gli autisti sono tornati sulle strade, precettati dal prefetto Sante Frantellizzi che, dopo aver tentato un incontro fra le parti, non riuscito, ha imposto anche a chi era nel proprio giorno di riposo di tornare al lavoro.
Il servizio non si è però normalizzato, pesano le molte malattie, che stanno lentamente rientrando, per un organico già risicato, e la non collaborazione degli autisti, che si attengono pedissequamente agli ordini di servizio senza prendere iniziative aggiuntive.
Il prossimi incontro fra le parti si terrà venerdì 12 e la sera in assemblea i delegati sindacali spiegheranno i risultati della riunione ai lavoratori.
In tutto questa situazione risalta la mancanza di un intervento politico, «il 51 per cento di Asf è di proprietà di Spt Linea che è formata dalla Provincia di Como, da quella di Lecco, dal Comune di Como e dal Consorzio provinciale trasporti e nessuno di loro sta dicendo nulla» ha ricordato Walter Gatti e si fanno sempre più pressanti, da parte degli esponenti sindacali, le pressioni per un maggiore coinvolgimento degli enti locali.
Nel frattempo i lavoratori di Asf hanno raccolto il «sostegno più convinto» dei consiglieri comunale e provinciale e della segretaria provinciale di Rifondazione comunista, che chiedono una discussione urgente sull’argomento nelle rispettive assemblee e che ricordano come «l’attuale deficit aziendale non è stato determinato dall’applicazione dei contratti di lavoro, ma in larga misura dall’aumento del costo del gasolio», che non coinvolge la sola provincia lariana ma che è «un problema nazionale tanto che le aziende dei trasporti stanno chiedendo contributi allo Stato e alle Regioni».
Un disinteresse verso il trasporto pubblico proprio quando la prossima settimana, dal 16 al 22 settembre, si svolgerà la Settimana europea della mobilità (www.mobilityweek.eu) un’occasione per gli enti locali di incentivare tra l’altro lo sviluppo e l’utilizzo del trasporto pubblico per una mobilità sostenibile, con l’obiettivo dell’abbattimento dell’inquinamento atmosferico, a cui partecipano città come Genova, Bologna e in Lombardia Brescia.
Giovedì 11 gli autisti terranno un presidio con volantinaggio dalle 9 alle 12 a Porta Torre a Como per spiegare le proprie ragioni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Riapre la stagione dell’Arci Xanadù di Como

Un ricco programma con al centro la rassegna cinematografica dei Lunedì del cinema.

Riapre con una festa l’Arci Xanadù di via Varesina 72. Venerdì 12 settembre lo Spazio Gloria riprende la programmazione alle 21 con un buffet vegetariano e un concerto degli I.Lona Staller, che presenteranno il loro nuovo disco. La serata continuerà, come da tradizione, con un dj set trash con le Sorelle manetta. Un appuntamento dedicato ai soci, che potranno così rincontrarsi per la prima volta dopo la pausa estiva. Per informazioni: tel. 031.4491080, e-mail info@arcixanadu.it, Internet www.arcixanadu.it.

Sbilanciamoci

Al Sesto forum internazionale per una economia diversa a Torino sabato 6 settembre al centro del dibattito il lavoro e la proposta di una nuova fiscalità per un piano casa, una differente politica dell’immigrazione e una rinnovata attenzione al welfare.

Sabato 6 settembre si è concluso a Torino, in uno spazio circoscrizionale della zona Mirafiori, la tre giorni di Sbilanciamoci. Il Sesto forum internazionale per una economia diversa che tradizionalmente si svolge in contemporanea con il convegno della Fondazione Ambrosetti che richiama a Villa D’Este (Cernobbio) i potenti della Terra. Il lavoro, tema chiave di quest’anno, è stato affrontato in una sessione specifica attraverso le testimonianze di sindacalisti Fiat di tutto il mondo (Polonia, Turchia, India, Brasile, Serbia). Interventi dai quali è emerso il seguente quadro: aumentano le Zone speciali, territori a forte investimento produttivo nei quali vengono sospesi tutti i diritti sindacali e la legislazione nazionale; diminuisce il ricorso alla delocalizzazione continentale e aumenta quella nazionale; aumenta l’orario medio di lavoro settimanale; vi sono fenomeni di industrializzazione forzata a scapito dei diritti di altre categorie di lavoratori (emblematico è il caso del Bengala con il governo comunista e la multinazionale automobilistica Tata da una parte e i sindacati dei braccianti e dei senza terra dall’altra). Il seminario di Sbilanciamoci è l’occasione per la presentazione della controfinanziaria con le 100 proposte per un’Italia capace di futuro, come recita il documento conclusivo della tre giorni. Il ragionamento non si basa sul Pil, ma su macroindicatori quali l’ambiente, i diritti, l’istruzione e la cultura, la salute, la partecipazione, le pari opportunità. Una diversa concezione della fiscalità e una diminuzione secca del 20 per cento delle spese militari sono la leva per proposte quali un piano casa speciale, una differente politica dell’immigrazione e del lavoro, una rinnovata attenzione al welfare. Il dibattito continuerà nel sito dedicato agli aspetti economici www.sbilanciamoci.info, new entry del panorama della Campagna Sbilanciamoci.org. [Marco Lorenzini, ecoinformazioni]

Bloccato il rave per De André

Mancano le autorizzazioni scritte e i carabinieri hanno interrotto il concerto-tributo del 6 settembre a ParoLario che si svolgerà forse entro settembre. La responsabilità è del Comune di Como che avrebbe dovuto concedere una deroga scritta agli organizzatori per superare il bavaglio messo da una legge ingiusta a tutte le iniziative culturali che si svolgono in luoghi abitati.

La maratona musicale Smisurata canzone. Tutto Fabrizio De André, dalla N alla A (da Nuvole barocche a Smisurata preghierA) organizzata dalla rassegna ParoLario, partita alle 21 di sabato 6 settembre, ha subito una battuta d’arresto alle 3 e mezza di notte con l’intervento di una pattuglia dei carabinieri. Stupore e disappunto, e anche qualche soprassalto dal torpore della notte, per i duecento presenti che ascoltavano il concerto: pianoforte, chitarra e due voci.
Alla richiesta di presentare le autorizzazioni si è interrotto lo spettacolo ed è cominciato un conciliabolo con i rappresentanti della Benemerita che, protrattosi per una mezz’oretta, e anche con l’intervento della polizia locale comasca, ha portato alla sospensione dell’evento.
Gli organizzatori avevano chiesto un’autorizzazione complessiva al Comune per tutta la serie di iniziative in programma, ottenendo quindi dal Comune solo delle assicurazioni verbali. A norma di legge però per superare il livello di decibel del volo di una farfalla notturna è necessaria una deroga scritta e il concerto è stato bruscamente interrotto.
La legge quadro sull’inquinamento acustico (447/95) all’art. 6 comma 1/h afferma che è di competenza comunale «l’autorizzazione, anche in deroga ai valori limite di cui all’articolo 2, comma 3, per lo svolgimento di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni indicate dal comune stesso».
Chi intenda organizzare una manifestazione culturale o musicale deve quindi garantire di rimanere entro i limiti di rumore imposti dalla legge, che cambiano a seconda delle fasce orarie, diurna 6-22 e notturna 22-6, e a seconda dei luoghi: aree particolarmente protette, prevalentemente residenziali, di tipo misto, di intensa attività umana, prevalentemente industriali e esclusivamente industriali.
È così quasi impossibile qualsiasi manifestazione all’aperto e per ogni evento va richiesta una deroga alla legge che non sempre viene concessa.
La tutela del diritto al sonno dei cittadini supera anche la garanzia del diritto di aggregazione sociale e di partecipazione e fruizione di eventi culturali. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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