Jlenia

Arci e Anpi/ Un accordo nazionale per diffondere la Memoria e ricordare la Resistenza

anpiUn patto per diffondere la Memoria e ricordare la Resistenza attraverso la promozione di iniziative teatrali, musicali, artistiche, convegnistiche e attività nelle scuole rivolte agli studenti passando dai Viaggi della Memoria, in Italia e all’estero, fino ad arrivare alle  tante manifestazioni che ogni anno si organizzano durante la giornata della Memoria il 27 gennaio, la giornata del Ricordo il 10 febbraio e la giornata della Liberazione il 25 aprile. Questo il fondamento dell’accordo nazionale stipulato in questi giorni da Arci e Anpi per rafforzare quello che è già un legame solido tra due organizzazioni che da sempre si impegnano per la difesa dei valori della Resistenza e per la arci-logo-coppreservazione della Memoria. Un risultato importante che darà voce a un bisogno indispensabile, quello di conoscere la Storia per capire meglio il mondo di oggi, per sviluppare cittadinanza attiva e consapevole e per riconoscere i meccanismi sociali e culturali che hanno portato in passato a terribili tragedie. Scarica qui il testo integrale dell’accordo.

3 gennaio/ La regina dei ghiacci al Sociale

Frozen-Frozen, il musical della regina dei ghiacci approda al Sociale domenica 3 gennaio alle 14.30 e per la grande richiesta lo spettacolo di replicherà anche alle 17.30. Elsa aveva un dono, era in grado di plasmare il ghiaccio a proprio piacimento, ma crescendo Elsa perse il controllo del suo potere mettendo a rischio tutto il regno. Elsa scatenò un tremendo inverno glaciale e per evitare ulteriori danni scappò lontano. Solo Anna andò a cercarla per convincerla a tornare.. ma la ricerca di Elsa si trasforma in un’avventura pericolosa in un mondo ghiacciato dove prendono vita nuovi personaggi. Alla fine Anna darà prova di grande coraggio e il suo amore per Elsa vincerà su ogni male. Un valoroso cast di 12 performers (cantanti e ballerini) interpretano questa favola tradotta in un musical ricco di musiche e danze emozionanti. Alla fine, il pubblico potrà incontrare i protagonisti. Info: http://www.teatrosocialecomo.it

23 dicembre/ Commemorazione di Enrico Caronti

1459858_755667967849783_6775123327854575494_nL’Anpi invita a partecipare mercoledì 23 dicembre alla commerazione del partigiano Enrico Caronti “Romolo”, commissario politico della 52ma Brigata Garibaldi L. Clerici nel settantunesimo anno dalla sua trucidazione avvenuta per mano fascista la notte del 23 dicembre 1944 a Menaggio. La sezione di Dongo alle 10.30 promuove l’incontro al cimitero di Menaggio, mentre la sezione Est Lago alle 14.30 invita a trovarsi a Blevio, paese nativo di Caronti, dove si trova un monumento in suo ricordo.

Addio Armando

Armando_Cossutta_PCISi spento il 14 dicembre a Roma Armando Cossutta,  partigiano, parlamentare e dirigente comunista, vice presidente nazionale vicario dell’Anpi. Figlio di un operaio di origine triestina che lavorava alla Marelli di Sesto San Giovanni, Cossutta nel 1943 si è iscritto al Partito comunista italiano. Subito dopo l’armistizio è entrato nella Resistenza, battendosi contro i nazifascisti come partigiano delle Brigate Garibaldi. Catturato e condannato alla fucilazione, si salvò soltanto perché i militi del plotone d’esecuzione spararono in aria. Cossutta fu uno storico dirigente del Pci, fondò Rifondazione comunista, che lasciò nel 1998 quando Fausto Bertinotti, allora segretario del partito, ritirò la fiducia al governo Prodi. Fondò allora, con Oliviero Diliberto, il PdCI.  Nel 2006, in dissenso con la linea politica del segretario Diliberto si dimise dal ruolo di presidente del partito e si si ritirò dalla politica attiva. Filosovietico per antonomasia, ha chiuso gli occhi all’età di 89 anni dopo una lunga degenza ospedaliera.

19 dicembre/ L’Anpi di Como apre il tesseramento

ANPI COMO LOGO«Non c’è futuro senza memoria. Senza antifascismo non c’è democrazia. Per questo mi iscrivo all’Anpi!». Con questo slogan, la sezione Anpi di Como Perugino Perugini apre il tesseramento 2016 all’Associazione nazionale Partigiani d’Italia. Sabato 19 dicembre  dalle 14.30 alle 18 al salone Bertolio di  via Lissi 8 a Como-Rebbio, sarà possibile rinnovare la tessera, iscriversi alla sezione e trovare un momento di contatto e discussione tra iscritte, iscritti e cittadine e cittadini anche su temi importanti quali l’attuale ruolo dell’Anpi, la sua utilità sociale e politica per la difesa dei valori costituzionali concretamente minacciati da riforme e controriforme, sul significato delle crescenti e pericolose manifestazioni neofasciste e razziste e sulla necessità tangibile di rendere più antifascista e democratico questo nostro Paese e Stato, troppo “distratto” ed indifferente anche a tematiche di grande rilievo politico e sociale. Sarà inoltre allestito un gustoso rinfresco, sarà presente uno spazio informativo con materiale tematico, libri, gadget e magliette e saranno proiettate le immagini delle attività e iniziative messe in campo nel 2015.

Il tesseramento 2015 della sezione di Como si conclude con 271 iscritte e iscritti, confermando così l’aumento positivo già riscontrato negli anni precedenti e con ben 54  nuove tessere. Al raggiungimento di questo importante risultato ha contribuito sia l’essenziale impegno dimostrato dai tanti militanti che si sono adoperati per avvicinare le cittadine e i cittadini all’Anpi, sia le iniziative organizzate durante tutto l’arco dell’anno.

«Siamo convinti che il tesseramento non sia l’unico obbiettivo e che vada di pari passo con la costruzione di qualificate iniziative politiche, storiche e culturali. La nostra Sezione cercherà anche nel corso del prossimo anno di perseguire la piena collaborazione con tutti i soggetti democratici e antifascisti presenti sul territorio cittadino, ricercando la condivisione di valori comuni, nella direzione della difesa della Costituzione repubblicana, della piena valorizzazione della Memoria e della Resistenza e nella diffusione della cultura antifascista, soprattutto tra le giovani generazioni.» si legge nel comunicato stampa che lancia la giornata del 19 dicembre.

Info http://www.anpisezionecomo.net

16 dicembre/ Star Wars VII è anche allo Spazio Gloria

star warsSta finalmente per arrivare al cinema il tanto atteso Episodio VII – Il risveglio della Forza, film diretto da J.J. Abrams che inaugura ufficialmente la terza trilogia della saga di Star Wars.
Nel nuovo episodio, accanto ai personaggi chiave della saga, troveremo altri carismatici protagonisti. In particolare, com’è possibile dedurre dal poster, saranno tre le principali new entry: dalla parte dei cattivi troviamo Kylo Ren (Adam Driver) adepto del Lato Oscuro, alleato del Primo Ordine e membro del gruppo dei Cavalieri di Ren. Protagonista femminile sarà invece Rey (Daisy Ridley) ragazza solitaria che se la sa cavare da sola, fin quando non incontra Finn (John Boyega) uno stormtrooper pentito delle sue azioni che si trova in grave pericolo. Tuttavia, oltre a Rey e alla principessa Leia (sempre interpretata da Carrie Fisher), il nuovo episodio della saga vanta una straordinaria presenza femminile: nel cast vi saranno infatti anche Gwendoline Christie (Il Trono di Spade) e il premio Oscar Lupita Nyong’o (12 Anni Schiavo).

Ambientato oltre trent’anni dopo i fatti de Il ritorno dello Jedi, Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza sarà allo Spazio Gloria di Arci Xanadù da mercoledì 16 dicembre, ben due giorni prima della data di uscita americana. Le proiezioni seguiranno il seguente calendario:

mercoledì 16 (ore 17.30 e 21) – giovedì 17 (ore 21) – venerdì 18 (ore 21) – sabato 19 (ore 17.30 e 21) – domenica 20 (ore 21) – mercoledì 23 (ore 17.30 e 21) – venerdì 25 (ore 17.30 e 21) – sabato 26 (ore 15, 17.30 e 21) – domenica 27 (ore 15, 17.30 e 21) – lunedì 28 (ore 17.30 e 21) – martedì 29 (ore 17.30 e 21) e mercoledì 30 (ore 17.30 e 21). Al momento risulta ancora disponibilità di posti per tutte le proiezioni. L’ingresso è riservato ai soci Arci.

Per informazioni e acquisto di biglietti in prevendita scrivere a arcixanadu@gmail.com.

 

L’Arci lancia la campagna #giafamiglia

giafamigliaA3-01Il 10 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei Diritti umani, l’Arci ha lanciato la campagna #giafamiglia, aprendo una riflessione sulla famiglia, tanto osannata ed evocata.

«Vogliamo partire da una data importante, il 12 marzo 2015, in cui l’Europarlamento a Strasburgo si è espresso a favore del riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio tra persone dello stesso sesso considerandolo come un diritto umano. Diritto umano, e dunque universale e inalienabile per tutti i cittadini, indispensabile per la salute ed il benessere psicofisico della persona, il diritto all’unione e all’unità familiare. Siamo voluti partire da questa data fortemente simbolica, che segna un passaggio importante per le libertà individuali e che irride ancora una volta all’enorme ritardo del nostro Paese.

Che cos’è per noi #giafamiglia?
Vogliamo dare voce alla famiglia reale, alle diverse famiglie che esistono già e che sono legate dal legame più autentico e assoluto, quello d’amore.
Vogliamo dare voce ai tanti cittadini e cittadine, ai tanti minori, che non hanno alcun riconoscimento pubblico e che non hanno tutele. Vogliamo raccontare le tante storie di #giafamiglie che vivono accanto a noi, che sono composite, variegate, colorate, che sono fatte da coppie, eterosessuali o omosessuali, con figli o senza figli, unite dal matrimonio o iscritte al registro delle unioni civili o forse ancora niente di tutto questo.
Vogliamo definire il nostro concetto di famiglia partendo da quello che già esiste e che già costituisce, nella vita vera, Famiglia.

In Italia il diritto di famiglia è fermo ad un impianto legislativo la cui ossatura risale agli anni settanta, che non prevede la differenziazione degli istituti familiari e che non riesce in alcun modo a stare al passo con i tempi in una società che evolve velocemente. In questi anni sono i giudici, a suon di sentenze che stanno riscrivendo di fatto il diritto di famiglia, raggiungendo le punte più avanzate nell’unico interesse della salvaguardia dell’interesse supremo del minore.

Osannata, evocata, oggetto di furori di popolo, la famiglia proprio in questi giorni diventa nuovamente oggetto di una giornata di iniziative in difesa della famiglia tradizionale.
Ma che cos’è la famiglia “tradizionale”? Quella che neppure i politici di destra, i più strenui difensori, riescono ad applicare alla loro vita reale fatta di matrimoni, separazioni, convivenze, figli di partner diversi? Quella che costruisce un casellario rigido ma che in alcun modo riesce a ricomprendere l’amore che per definizione è fluido, libero, che rompe gli schemi? E quali i mostri che ancora oggi nasconde la famiglia tradizionale? Che cosa diciamo di fronte alle drammatiche le stime in costante aumento di violenze e stupri sulle donne, di abusi su minori consumati all’interno delle sacre mura familiari? Riempie le piazze la nostra indignazione?» [Arci nazionale]

Arci/ La pace è una necessità

pacecolomba«I più accorti lo avevano predetto da subito: dopo gli attacchi terroristici a Parigi nessuna cosa sarebbe stata più come prima. Tutto ciò che è seguito a quella tragica notte è costituito da scontata retorica, dichiarazioni avventate, azioni non meditate, il fil rouge che le lega insieme è dato da una sostanziale e generalizzata inadeguatezza dei governanti a fronteggiare una situazione complessa e inedita. Manca una visione d’insieme del mondo, la difficoltà per l’occidente di stabilire cosa vuole fare ed essere fuori dai confini dell’occidente stesso.

Il mondo è cambiato, e con esso sono cambiate anche le modalità dei conflitti che si continuano ad affrontare con gli stessi criteri del secolo scorso: Daesh non è la Germania nazista, la sola risposta in campo oggi – quella militare e muscolare – è inadatta proprio perchè mutuata acriticamente dalla seconda guerra mondiale e dettata dall’impellenza vendicativa avente come solo obbiettivo quello di placare gli animi (e le forze politiche che li animano) più reazionari e nazionalisti.

Nessuna riflessione emerge invece su come fronteggiare l’Is depauperandolo di forniture militari e facili guadagni economici derivanti dalla vendita di petrolio sottocosto; nessun insegnamento tratto dagli insensati interventi che sono stati agiti a favore di dittatori senza scrupoli – funzionali, di volta in volta, alle variegate politiche neocoloniali – per poi spodestarli determinando instabilità regionali e macerie che abbiamo chiamato pace. La Storia non si ripete solo in forma di tragedia o di farsa, ma anche come colpevole riproposizione di modalità fallimentari sapientemente suggerite da appetiti economici e di potere privati.

Qual è il primato di civiltà che dovremmo far prevalere contro la barbarie? Forse quello che annuncia la creazione, nel cuore dell’Europa, di luoghi di detenzione straordinari per i terroristi, obbrobri giuridici nella patria dello Stato di diritto di cui andiamo tanto fieri? O la minaccia di poter utilizzare ancora ordigni nucleari, in una guerra non convenzionale per definizione? Possiamo rimanere inerti ad ascoltare le proposte di chiusura dei confini nazionali – su base razziale e di culto religioso – da parte di chi si candida a rappresentare lo Stato paladino dell’ordine mondiale? Per quanto dovremo ancora sopportare di essere cittadini di un’Europa che ha fallito l’unità politica e tradito i propri ideali di umanesimo subordinandoli all’egoismo dei nazionalismi e delle spinte più reazionarie?

Viviamo tempi bui per la ragionevolezza e il buon senso: siamo costretti a barattare le libertà individuali con la sicurezza, i frutti di secoli di lotte per l’emancipazione con qualche strumento in più di controllo delle nostre vite, chiediamo ancora tempo per edulcorare i danni prodotti al nostro pianeta quando di tempo non ne abbiamo più. Siamo a un passo dal baratro, dovremmo resuscitare non solo la capacità d’indignazione della società tutta ma appellarci all’umanità che risiede in ciascuno per un sussulto che segni un deciso cambio di rotta nelle politiche globali e nazionali, che prima di ogni cosa metta la Pace non più come opzione possibile ma come necessità impellente.» [Franco Uda, coordinatore nazionale Arci Pace, solidarietà e cooperazione internazionale]

67° concorso Aslico per giovani cantanti lirici

teatro socialeDopo aver selezionato già diversi candidati a Bucharest, Vienna e Lione, arrivano a Como le preselezioni del concorso Aslico. Il 12 e 15 dicembre più di un centinaio di candidati si esibiranno sul palco del Teatro Sociale per arrivare alle eliminatorie di gennaio. Il gran finale che decreterà i vincitori si terrà domenica 10 gennaio alle 15.30 e sarà aperto a tutto il pubblico e ad ingresso libero. Scarica qui il manifesto del concorso.

11 dicembre/ Di Gregorio alla Feltrinelli racconta il Natale

Di Gregorio FeltrinelliVenerdì 11 dicembre alle 18 alla libreria Feltrinelli di via C. Cantù a Como, Andrea Di Gregorio presenta Le feste mi colgono sempre impreparato. Tredici racconti di Natale [2015, Alessandro Dominioni Editore, 13 euro]. Interviene l’illustratore Marco Posa.

Quando Catullo scriveva Odi et amo, ormai la critica è concorde, non pensava all’amata Lesbia ma al Natale (che potenza, questa festa: non era ancora istituita e già faceva impazzire i poeti). Perché il Natale è così: un po’ si ama, un po’ si odia. Anche perché, come tutto ciò che ha una scadenza definita, precisa, indiscutibile, arriva troppo presto o troppo tardi e va a finire che alcuni comprano i regali sin da giugno – riempiendosi la casa di pacchettini che non sanno dove stipare per mesi e mesi – altri invece corrono col fiatone a infilarsi sotto le saracinesche alle 19,58 del 24 dicembre… Questo libro è dedicato agli uni e agli altri. Ingresso libero.

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