Lake Como Film Festival alla quarta edizione
Comincia il 23 giugno prossimo la quarta edizione del Lake Como Film Festival, che fino al 31 luglio porterà una nutrita serie di proiezioni cinematografiche e di varie occasioni di cultura in molti luoghi della provincia, a partire – ovviamente – dal capoluogo.
Come ha tenuto a sottolineare nella sua presentazione il direttore artistico, Alberto Cano, un festival è un’esperienza difficilmente governabile, in cui la regola emergente alla fine è la ricerca “di tutto di più”. Ne scapita un po’ la coerenza della proposta contenutistica, in compenso ne guadagna la ricchezza di opportunità.
Alberto Cano
Il festival, dunque, da una parte si considera ormai arrivato, dopo tre edizioni di “rodaggio”, a una sorta di maturità e dall’altra si reinventa continuamente. Il programma assomiglia a una serie di scatole cinesi, che dal nucleo centrale delle proiezioni all’Arena del Teatro Sociale si espande (durante la conferenza stampa l’assessore alla Cultura del Comune di Como, Luigi Cavadini, ha usato l’ammiccante espressione “dilaga”) fino al concorso di Filmlakers, dedicato a troupe cinematografiche sotto i 30 anni, ospitate in sette comuni della provincia.
Luigi Cavadini
Gli appuntamenti di grande richiamo non mancano, a cominciare dal week-end del 17-18 luglio, che vedrà la partecipazione in successione di una grande coppia di artisti del cinema: sabato 17 il musicista Michael Nyman, con un concerto per pianoforte e video, e domenica 18 il regista Peter Greenaway, prima con una lecture intitolata The Landscape Contract (ovvero: il contratto del paesaggio) e poi con la proiezione del suo noto film I misteri del giardino di Compton House (il cui titolo originale suona The Draughtsman’s Contract, cioè: il contratto del disegnatore), con le musiche di Nyman, ormai famosissime.
Da non perdere anche la proiezione della versione restaurata di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti (con la nota escursione a Bellagio).
Intorno, come anticipato, di tutto e di più: brevi serie dedicate a cinema e architettura, oppure alla via della seta, cene a tema, notti stregonesche, omaggi a Luchino Visconti, riletture di squarci di paesaggio lariano nel cinema, film inediti e classici ormai consacrati.
“Un grande schermo sul mondo” è uno dei tanti sottotitoli proposti. E va bene così. Manca ancora però, nonostante varie petizioni di principio e alcuni riferimenti di maniera, la capacità di confrontarsi con la realtà. Del paesaggio e del territorio. Ne sanno qualcosa la città di Como, il Lario e la provincia intera, che faticano a uscire dall’ipocrisia del “ridateci il nostro lago” e dalla retorica “del lago più bello del mondo”.
Ma la realtà – si sa – è sempre più complicata dei film.
[Fabio Cani, ecoinformazioni]
La presentazione del festival è qui.
Il programma completo del festival è qui.
Alberto Cano e Francesco Peronese alla presentazione.




La stagione cinematografica estiva organizzata dal circolo Arci Xanadù è sulla rampa di lancio con un programma intenso ed arricchito per questa edizione da nuove proposte.
mezzina, Tavernerio, Lipomo, Colverde, Cermenate, Vertemate con Minoprio e Stazzona) porterà il meglio del cinema nelle piazze dei paesi.



Berlino, 23 ottobre 2014. In un preciso luogo della città (quale sia verrà esplicitato nel corso del film) Adolf Hitler ritorna in vita. La sua presenza viene casualmente registrata da un reporter di una televisione il quale, dopo aver subito il licenziamento, se ne accorge e decide di andarlo a cercare per utilizzarlo come attrazione che gli consenta di farsi riassumere. L’imitazione (così crede lui e credono anche alla tv) è perfetta e il Führer inizia a fare audience e ad attrarre inaspettatamente consensi.
Martedì 10 e mercoledì 11 maggio alle 21, lo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como propone il nuovo documentario del premio Oscar Micheal Moore Where to invade next. Provocatorio, incredibilmente divertente, l’ultimo film di Moore è la sua opera più audace e sofisticata. Presentato al Toronto International Film Festival e al Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Una commedia effervescente, divertente e sovversiva, in cui lo stesso regista, interpretando il ruolo dell’“invasore”, fa visita ad una serie di nazioni per prenderne spunto e migliorare le prospettive degli Usa. Il creatore di Fahrenheit 9/11 e Bowling for Columbine ritorna con questa esilarante e rivelatrice chiamata alle armi; e finisce per scoprire che le soluzioni ai problemi più radicati in America esistono già in altri paesi del mondo e, con molta probabilità, aspettano solo di essere adottate. Ingresso 10 euro, ridotto riservato ai Soci Arci 8 euro.




