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Micheal Nyman e Peter Greenaway a Como: il contratto del cinema

Tra domenica 17 e lunedì 18 luglio, Como ha potuto vivere, grazie all’incontro tra il Festival Como Città della Musica e il Lake Como Film Festival, una singolare due giorni di cultura: protagonisti il musicista Michael Nyman e il regista Peter Greenaway, noti al pubblico soprattutto per i “loro” film per cui regia e colonna sonora sono uguali motivi di successo.

In effetti il riferimento è proprio un film, The draughtsman’s contract (ovvero “Il contratto del disegnatore”, distribuito con il titolo italiano modificato in I misteri del giardino di Comptom House, proiettato all’Arena nella serata di lunedì), che è in buona misura all’origine della notorietà dei due, almeno in Italia. Gli incontri (separati: domenica sera un concerto con Michael Nyman al piano e lunedì pomeriggio una lecture di Peter Greenway su The landscape contract, ovvero “Il contratto del paesaggio”) hanno fornito alcuni singolari motivi di approfondimento e spunti non banali per un approccio al lavoro comune di regista e musicista. In mezzo a tanti altri elementi, anche discutibili, si intende.


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Il concerto di Nyman comincia con un opportuno omaggio a Nizza, dopo la recente strage sul lungomare “degli inglesi”: la proiezione di A propos de Nice di Jean Vigo e Boris Kaufman, con l’accompagnamento di Nyman, appunto, al pianoforte. La musica di Nyman dal vivo e con lui solo alla tastiera è piuttosto diversa da quella assai rifinita e magistralmente orchestrata a cui si è abituati con le sue opere note (le colonne sonore, in primo luogo); è molto più essenziale, “basica” in un certo senso e quasi rude. Nel caso di A propos de Nice, l’intervento del musicista è in parte svincolato dal ritmo, piuttosto sincopato, del film, ma poi con gli altri pezzi del programma, accompagnati da video girati dallo stesso Nyman in giro per il mondo, si ritrova un terreno più familiare (e convincente) con un rapporto più stretto tra musica e immagine. Verso la fine arriva la sorpresa (e la rivelazione) che può gettare nuova luce anche su The draughtman’s contract: una versione particolarmente intensa di An eye for optical theory (uno dei pezzi più noti della colonna sonora) è usata come musica per uno straordinario spezzone video dedicato alla Morra (compreso il sonoro dei giocatori che scandiscono – in italiano dialettale – i numeri del gioco), con un effetto straniante ed efficacissimo. Di un brano che credevamo di conoscere per bene, e che abbiamo sempre associato alla razionalità di “un” disegno rivolto alla comprensione della natura, scopriamo inedite risonanze emozionali… È al tempo stesso una musica nuova e quella che abbiamo ascoltato tante volte.

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Simmetrico, quasi speculare, è l’approccio a una possibile interpretazione del film attraverso le parole del regista Greenaway. Anche in questo caso la specifica pellicola non è al centro dell’interesse della lezione, ma l’impalcatura generale del discorso serve a chiarire l’intenzione del regista di realizzare film con un linguaggio visivo programmaticamente svincolato dall’«illustrazione di un testo». È questo l’assunto più interessante del lungo discorso di Greenaway, anche se poi nel suo sviluppo non ne tiene troppo conto. Intanto perché l’aspetto “contrattualistico” del rapporto col paesaggio (ben chiarito tra l’altro nello sviluppo narrativo del film sul “contratto del disegnatore”) non viene affatto sviluppato, e avrebbe invece potuto essere estremamente interessante, e poi perché la questione dell’“alfabetizzazione visuale”  (visual literacy), continuamente evocata, viene risolta con battute piuttosto approssimative. Greenaway, assai attento alla questione della traduzione (dedica ovviamente alcuni passaggi polemici al tradimento dei suoi titoli originali e riprende benevolmente la – peraltro bravissima – traduttrice quando rende heaven con “paradiso”!), si fa però sfuggire il non lineare rapporto che corre tra landscape e paesaggio (parola quest’ultima che in italiano ha una storia molto specifica, che la riporta all’origine del rinascimento e al complesso rapporto tra pittura italiana e pittura fiamminga, tanto che Vasari se la prende con gli illetterati che si tengono in casa le “pitture di paesi”), e quindi scivola in modo abbastanza clamoroso sulla priorità inglese nell’“invenzione” del paesaggio, che daterebbe alla fine del Settecento, tagliando quasi tre secoli di storia dell’arte! (In realtà alla fine del Settecento, e agli inglesi, risale l’invenzione del giardino “paesaggistico”, che non a caso in Italia si chiama “all’inglese”, ma questo è un pezzo diverso di storia…)

La questione “linguistica” del cinema visivo / cinema letterario è dunque estremamente complessa e intricata, come hanno evidenziato anche gli esempi portati da Greenaway stesso, tratti tanto dalla sua produzione pittorica (di notevole interesse e qualità) quanto da quella cinematografica. Proprio i suoi film (anche quelli degli esordi, assolutamente sconosciuti in Italia, e di cui grazie alla lezione abbiamo potuto eccezionalmente vedere alcuni estratti) mostrano un rapporto tutt’altro che pacificato tra parola e figura, così che la ripetuta battuta sulla dittatura del testo è apparsa un po’ fuori luogo.

Ma, divergenze di vedute a parte, non capita tutti i giorni di poter entrare nel “laboratorio” di grandi registi e grandi musicisti, e avere la possibilità di verificare le loro idee. Gli incontri di questi due giorni sono un ottimo esempio di come si possa portare avanti un discorso di cultura senza rinunciare allo spettacolo.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

 

 

18 luglio/ Peter Greenaway al Sociale per il Lake Como Film Festival

Lunedì 18 luglio, Peter Greenaway è ospite del Lake Como Film Festival, con una lecture esclusiva The Landscape Contract (“il contratto del paesaggio”) sul palco del Teatro Sociale alle ore 18.

Il grande regista inglese racconterà il rapporto tra il suo cinema e il paesaggio naturale: «Sospetto che molte delle storie, delle narrative, delle trame, delle strategie, degli elenchi, dei dispositivi di narrazione e delle storie dentro le storie che ho usato siano in verità semplici scuse per riprendere il mondo naturale in un modo piuttosto che in un altro. E il paesaggio naturale non delude mai».

A seguire, dalle 21.30 in Arena, Greenaway presenterà al pubblico il suo primo film, The draughtsman’s Contract (I misteri del giardino di Compton House): un ritratto armonioso e suggestivo, perfetto esempio di landscape art, che nel 1982 lo proiettò, al debutto, tra i maggiori esponenti del cinema internazionale.

Cinema e archeologia ai Musei Civici di Como

L’edizione 2016 di “Al cinema con l’archeologo”, iniziativa come sempre promossa con la collaborazione di Famiglia Comasca,  è dedicata al tema dell’archeologia nel paesaggio urbano.  Il ritrovamento di contesti archeologici è normale nelle nostre città, tutte di fondazione molto antica, e pertanto non deve essere vissuto come un imprevisto. Lo scavo archeologico rappresenta in questi casi una importante opportunità culturale, esso consente la ricostruzione del volto antico dei centri abitati e ne spiega l’evoluzione.

Attraverso filmati storici e nuovi documentari si vuole mettere l’accento sulla valorizzazione e la comunicazione culturale su questo tema. Il primo incontro trae spunto da recenti rinvenimenti archeologici che hanno interessato il cuore della città comasca. Gli altri mostrano degli esempi di realizzazioni e le possibilità offerte dalle nuove tecnologie in questo ambito.

I filmati di RAI Storia fanno parte della serie “Viaggio nella bellezza”, frutto di una collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo per la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico italiano.

La prima proiezione è fissata per giovedì 30 giugno 2016, nel cortile del Museo Archeologico, alle ore 21.30

Como: la città che si rinnova riscopre la sua storia.

Nicoletta Cecchini, Soprintendenza Archeologia della Lombardia, e Marcello Cariboni, Archeogeo snc, introdurranno sui ritrovamenti di piazza Grimoldi. Segue il filmato realizzato da Parisi, Galfetti e Costamagna per conto dell’Ufficio Piano Regolatore del Comune di Como, nel 1938, dedicato alla demolizione del quartiere della Cortesella – CINEGUF 1938 – Commentato da Letizia Casati, Musei Civici  di Como.

Giovedì 7 luglio 2016, sempre nel cortile del Museo Archeologico alle  ore 21.30, sarà la volta di Mediolanum, la città invisibile sotto i nostri piedi.

La serie sarà conclusa giovedì 14 luglio 2016 all ore 21.30 da Scoprire e ricostruire l’antica Brescia. La modellazione 3D al servizio dei Beni Culturali.

L’ingresso è libero. Per info: Civico Museo Archeologico, piazza Medaglie d’Oro 1, Como, 031.252550 musei.civici@comune.como.it www.visitcomo.eu

Lake Como Film Festival alla quarta edizione

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Comincia il 23 giugno prossimo la quarta edizione del Lake Como Film Festival, che fino al 31 luglio porterà una nutrita serie di proiezioni cinematografiche e di varie occasioni di cultura in molti luoghi della provincia, a partire – ovviamente – dal capoluogo.

Come ha tenuto a sottolineare nella sua presentazione il direttore artistico, Alberto Cano, un festival è un’esperienza difficilmente governabile, in cui la regola emergente alla fine è la ricerca “di tutto di più”. Ne scapita un po’ la coerenza della proposta contenutistica, in compenso ne guadagna la ricchezza di opportunità.

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Alberto Cano

Il festival, dunque, da una parte si considera ormai arrivato, dopo tre edizioni di “rodaggio”, a una sorta di maturità e dall’altra si reinventa continuamente. Il programma assomiglia a una serie di scatole cinesi, che dal nucleo centrale delle proiezioni all’Arena del Teatro Sociale si espande (durante la conferenza stampa l’assessore alla Cultura del Comune di Como, Luigi Cavadini, ha usato l’ammiccante espressione “dilaga”) fino al concorso di Filmlakers, dedicato a troupe cinematografiche sotto i 30 anni, ospitate in sette comuni della provincia.

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Luigi Cavadini

Gli appuntamenti di grande richiamo non mancano, a cominciare dal week-end del 17-18 luglio, che vedrà la partecipazione in successione di una grande coppia di artisti del cinema: sabato 17 il musicista Michael Nyman, con un concerto per pianoforte e video, e domenica 18 il regista Peter Greenaway, prima con una lecture intitolata The Landscape Contract (ovvero: il contratto del paesaggio) e poi con la proiezione del suo noto film I misteri del giardino di Compton House (il cui titolo originale suona The Draughtsman’s Contract, cioè: il contratto del disegnatore), con le musiche di Nyman, ormai famosissime.

Da non perdere anche la proiezione della versione restaurata di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti (con la nota escursione a Bellagio).

Intorno, come anticipato, di tutto e di più: brevi serie dedicate a cinema e architettura, oppure alla via della seta, cene a tema, notti stregonesche, omaggi a Luchino Visconti, riletture di squarci di paesaggio lariano nel cinema, film inediti e classici ormai consacrati.

“Un grande schermo sul mondo” è uno dei tanti sottotitoli proposti. E va bene così. Manca ancora però, nonostante varie petizioni di principio e alcuni riferimenti di maniera, la capacità di confrontarsi con la realtà. Del paesaggio e del territorio. Ne sanno qualcosa la città di Como, il Lario e la provincia intera, che faticano a uscire dall’ipocrisia del “ridateci il nostro lago” e dalla retorica “del lago più bello del mondo”.

Ma la realtà – si sa – è sempre più complicata dei film.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

La presentazione del festival è qui.

Il programma completo del festival è qui.

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Alberto Cano e Francesco Peronese alla presentazione.

Cinema all’aperto/ Xanadù quest’anno si fa in quattro!

35 mm 2016La stagione cinematografica estiva organizzata dal circolo Arci Xanadù è sulla rampa di lancio con un programma intenso ed arricchito per questa edizione da nuove proposte.

Si parte il 15 giugno con 35 mm sotto il cielo, la storica rassegna di piazza Martinelli che proporrà tutti i mercoledì e giovedì sera fino al 1 settembre cinema di qualità con i migliori titoli della stagione.

Dopo il grande successo dello scorso anno sarà riproposto anche Sdrive in al lido di Villa Geno che prenderà il via lunedì 4 luglio e proseguirà fino all’8 agosto con film cult, dj set e molte sorprese.

Tra la luna e le stelle, la rassegna di cinema itinerante che attraversa la provincia di Como che vede anche per questa edizione la partecipazione di numerosi comuni (Tresdrive in 2016mezzina, Tavernerio, Lipomo, Colverde, Cermenate, Vertemate con Minoprio e Stazzona) porterà il meglio del cinema nelle piazze dei paesi.

Un’ulteriore novità è rappresentata da Ridere e sorridere, un ciclo di film comici e divertenti di grande successo che si terrà alle piscine di Casate animando le serate di venerdì 15 e 22 luglio e 12 e 19 agosto.

I programmi completi delle rassegne sono disponibili su www.spaziogloria.it o sulla pagina facebook.com/arcixanadu

Info arcixanadu@gmail.com

 

 

7 e 8 giugno/ S is for Stanley al Gloria

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Per due sole serate Stanley Kubrick torna sul grande schermo allo Spazio Gloria, ma stavolta lo fa da protagonista: mercoledì 7 e giovedì 8 giugno, Alex Infascelli narrerà Kubrick dagli occhi di Emilio D’Alessandro, l’autista e amico del grande regista con S is for Stanley, trenta’anni dietro al volante per Stanley Kubrick, il docufilm vincitore del David di Donatello di quest’anno per il migliore documentario.

S Is For Stanley è un racconto di amicizia e insieme devozione cieca e determinante, in un continuum affascinante tra sentimento e regia, note intime e successi planetari, spirito di collaborazione e scorrere inesorabile del tempo; è la storia di un’amicizia che ha attraversato trent’anni di vita, costruito meticolosamente quattro capolavori della storia del cinema e unito due persone, apparentemente opposte che hanno trovato lontano da casa il proprio compagno di viaggio ideale.

Ingresso riservato ai soci Arci: intero 7 euro, ridotto over 65 e studenti 5 euro

27 maggio/ La memoria dell’acqua allo Spazio Gloria

lamemoriadellacquaUna doppia proiezione per La memoria dell’acqua di Patricio Guzmàn, che sarà allo Spazio Gloria solo venerdì 27 maggio; una alle 15.30 e l’altra alle 21. Prima della proiezione serale è previsto un incontro con Cesar Cabrera, profugo cileno, rappresentante del governo di Salvator Allende nella zona carbonifera cilena di Lota, espulso in Romania dopo un periodo di prigionia e tortura durante la dittatura golpista del militare Pinochet e successivamente accolto in Svizzera come rifugiato politico.

Il film è un’esperienza affascinante e coinvolgente; un bottone di madreperla incrostato nella ruggine di una rotaia in fondo al mare: è una traccia dei desaparecidos di Villa Grimaldi a Santiago, il grande centro cileno di detenzione e tortura sotto la dittatura di Pinochet. Un fiume che scorre e il tintinnio delle cascate: è la canzone dell’acqua alla base della cultura dei Selknams, popolazione nativa sudamericana trucidata dai colonizzatori. Due massacri, e la memoria dell’acqua: sono le chiavi narrative per raccontare la storia di un Paese e delle sue ferite ancora aperte, per percorrere il Cile e la sua bellezza, il Cile e la sua violenza

L’ingresso delle 21 è riservato ai soci Arci: 7€ intero, 5€ ridotto (over 65, under 18, studenti)

L’ingresso delle 15:30 è aperto a tutti: 6€ intero, 5€ ridotto (under 18 e studenti), 4€ ridotto (over 60)

20 maggio/ Lo Sri Lanka a Cantù

Sri Lanka locandinaVenerdì 20 maggio dalle 21 all’oratorio San Michele di Cantù, in via Andina 4, l’appuntamento è per Sri Lanka, un racconto e proiezione di Patrizia Broggi e Gigi Bernasconi.

«Sri Lanka; l’antica Ceylon, la lacrima dell’India. Immagini molteplici la possono racchiudere. Le coltivazioni di tea, magnifici siti colmi di storia, feroci contrasti politici, natura incantevole, i sorrisi della sua gente. Un’isola dalle molte contraddizioni, ma il cui fascino non tramonta mai».

Ingresso libero e gratuito.

14 e 15 maggio/ Lui è tornato al Gloria

lui è tornatoBerlino, 23 ottobre 2014. In un preciso luogo della città (quale sia verrà esplicitato nel corso del film) Adolf Hitler ritorna in vita. La sua presenza viene casualmente registrata da un reporter di una televisione il quale, dopo aver subito il licenziamento, se ne accorge e decide di andarlo a cercare per utilizzarlo come attrazione che gli consenta di farsi riassumere. L’imitazione (così crede lui e credono anche alla tv) è perfetta e il Führer inizia a fare audience e ad attrarre inaspettatamente consensi.

Allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como, sabato 14 maggio alle 21 e domenica 15 maggio alle 17.30 e alle 21, verrà proiettato Lui è tornato, il film di David Wnendt già campione di incassi in Germania.

Sgombriamo subito il campo dal dubbio che ci si trovi dinanzi all’ennesima opera cinematografica in cui si utilizza un sosia di Hitler per fare della comicità più o meno a buon mercato. In questo caso non è così. Pur conservando un elevato tasso di ironia il film ha lo scopo di sollevare una questione di rilevante importanza in questi nostri tempi. Ed è così che la satira si sposta verso confini sempre più larghi, fornendo uno spaccato di attualità anche (e soprattutto) a livello europeo, presentando scioccanti immagini di guerriglia sociale ahimè così familiari a chiunque legga i giornali oggi giorno.

Er ist wieder da e, così come accadde allora, oggi sarebbe quasi quasi impossibile cogliere la “banalità del male” da cui nasce l’orrore. Un film davvero originale e sorprendente, che coglie in pieno il bersaglio sia nel mostrare le impressionanti analogie tra gli anni ’30 e la nostra epoca, sia nel farci capire che il  pericolo è ancora dietro l’angolo. Ingresso riservato ai soci Arci 7 euro, ridotto 5 euro.

10 e 11 maggio/ Il ritorno del premio Oscar Micheal Moore è al Gloria

MOOREMartedì 10 e mercoledì 11 maggio alle 21, lo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como propone il nuovo documentario del premio Oscar Micheal Moore Where to invade next. Provocatorio, incredibilmente divertente, l’ultimo film di Moore è la sua opera più audace e sofisticata. Presentato al Toronto International Film Festival e al Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Una commedia effervescente, divertente e sovversiva, in cui lo stesso regista, interpretando il ruolo dell’“invasore”, fa visita ad una serie di nazioni per prenderne spunto e migliorare le prospettive degli Usa. Il creatore di Fahrenheit 9/11 e Bowling for Columbine ritorna con questa esilarante e rivelatrice chiamata alle armi; e finisce per scoprire che le soluzioni ai problemi più radicati in America esistono già in altri paesi del mondo e, con molta probabilità, aspettano solo di essere adottate. Ingresso 10 euro, ridotto riservato ai Soci Arci 8 euro.

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