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12 settembre/ Nuova stagione de I Lunedì del cinema

lunedi-cinem-aaut2016Parte il 12 settembre alle 21, una nuova stagione della rassegna di cinema internazionale d’autore I Lunedì del cinema allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como. Il primo film in programma è The zero theorem di Terry Gilliam. Tutto il programma dal 12 settembre al 19 dicembre, che ha visto come sempre la direzione artistica di Alberto Cano, è disponibile su www.spaziogloria.it o su www.lunedicinema.com. Ingresso intero 7 euro, ridotto 5 euro, abbonamento alla stagione 50 euro (i film allo Spazio Gloria sono riservati ai soci e alle socie Arci).

9,10 e 11 settembre/ Occupy Gloria #1. Musica e cinema per l’apertura dello Spazio Gloria

occupy gloria

Venerdì 9 settembre riaprirà per una nuova stagione lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como gestito dal circolo Arci Xanadù. Sarà una riapertura all’insegna dell’ottimismo con tre giorni di musica e cinema di qualità ad ingresso gratuito, nonostante le preoccupazioni che aleggiano sempre più forti per lo sorti dello storico spazio.

«Venerdì 9 settembre lo Spazio Gloria riprende le attività in una situazione quanto mai incerta per il suo futuro. – Si legge nella lettera che il circolo ha inviato ai soci, alle socie ed alla stampa – Come saprete, a breve riaprirà la multisala di Camerlata e questo, come si può immaginare, metterà a dura prova la possibilità di continuare l’attività di cinema così come l’abbiamo praticata in questi ultimi anni. Soprattutto temiamo che sarà molto difficile poter programmare le prime visioni con la stessa continuità e ampiezza di scelta nei titoli finora possibili.

Spazio Gloria è nato nel 2007 con la vicina multisala già esistente; è nato come progetto di spazio polifunzionale dove il cinema di qualità avesse la possibilità di affiancare altre forme di arte e spettacolo e dove la città potesse ritrovare un luogo di incontro e di scambio.

Dopo un anno la chiusura di quella multisala e poi quella della multisala Astoria nel 2009 ridussero drasticamente i cinema a Como; restava aperto solo l’Astra. Un vuoto che lo Spazio Gloria in questi anni ha contribuito a riempire, garantendo la circolazione di molti film che altrimenti non avrebbero raggiunto la città di Como. Questa è situazione ci ha però fornito una grande opportunità, perché contemporaneamente ci era fatto divieto di praticare musica e teatro, per le inadeguatezze normative della struttura: uno stop che aveva costretto il progetto di spazio polifunzionale in stand by.

Si tratta ora di tornare al progetto originale, che resta più che mai attuale. C’è sicuramente bisogno di ripensarlo, di aggiornarlo alla luce dei dieci anni trascorsi; c’è bisogno di idee per le nuove attività e c’è anche bisogno di denaro, perché a tutt’oggi il processo di adeguamento funzionale è fermo a metà strada. Questo mentre la Prefettura ci chiede conto dello stato di avanzamento dei lavori col rischio di uno stop a tutta l’attività.

L’insieme di questi fatti ci fa temere che la possibilità che questa esperienza abbia fine non sia mai stata concreta come oggi.

Volendo utilizzare una metafora sportiva per descrivere la situazione, potremmo dire che siamo all’ultimo round di un incontro di pugilato. Siamo forse un po’ suonati ma siamo ancora in piedi, e soprattutto abbiano ancora in serbo qualche colpo che potrebbe risolvere l’incontro positivamente per noi.

1) Stiamo preparando un importante progetto da presentare a Fondazione Cariplo, un progetto triennale già approvato in via preliminare che, se approvato in via definitiva, ci darà risorse per adeguare le strutture e per sviluppare nuove attività. Lo presenteremo entro la metà di ottobre ed entro fine anno ne dovremmo conoscere l’esito.

2) Abbiamo avviato con l’Amministrazione Comunale un confronto sulla nostra proposta di convenzione, e pensiamo che, anche se non dovesse avere esito positivo, potrebbe però portare a un cospicuo contributo, legittimato anche dal fatto che siamo un’associazione che in questi anni ha ricevuto ben pochi finanziamenti a fronte di un volume notevole di attività.

3) Con la riapertura partiremo con la nuova campagna di raccolta fondi Sostieni il Gloria vincerai un cinema! Non crowdfunding, non aste che vanno semideserte, ma una lotteria che darà 100 premi in ingressi al cinema, dai maggiori che saranno free pass per tutto l’anno, ai minori che saranno semplici ingressi a una proiezione. Da questa campagna contiamo di ricavare 25.000 euro, che serviranno in parte a riprendere i lavori di adeguamento, in parte a far fronte alle inevitabili difficoltà economiche che avremo e che vanno a sommarsi a quelle già esistenti. Per raggiungere questo obiettivo contiamo molto sulla collaborazione di tanti di voi e nei prossimi giorni torneremo sul tema che le dovute specifiche.

Se queste tre operazioni andranno a buon fine avremo superato anche questo ostacolo e potremo guardare al futuro con più ottimismo.

Il 27 gennaio 2017, Spazio Gloria compirà 10 anni: una data simbolica che rappresenta anche la data limite entro la quale saremo in grado di dire se dovremo chiudere o potremo continuare per molti anni ancora.

Facciamo in modo che quella data non sia un giorno triste ma un giorno di festa!

Nel frattempo stiamo preparando una riapertura all’insegna dell’ottimismo 9, 10, 11 settembre sarà Occupy Gloria # 1, tre serate di cinema e musica aperte a tutti con ingresso gratuito. L’iniziativa servirà come lancio della campagna di raccolta fondi.»

Il programma di Occupy Gloria # 1 è il seguente:
venerdì 9 – proiezione di Stand by me di Rob Reiner, a seguire Massi (The Leeches) dj set
sabato 10 – proiezione di Caro diario di Nanni Moretti
domenica 11 – proiezione di Fà la cosa giusta di Spike Lee, preceduta da aperitivo con dj set di Beatbong Prod. & The Lakeist

 
stan by mecaro diariofa la cosa giusta

 

 

 

 

 

Gli spettacoli avranno inizio alle 21.

[Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

 

Como: Lamerica

lamericacomoCon la proiezione del video Bread and roses sulla solidarietà a Ventimiglia e a Como, con l’introduzione di Vincenzo D’Antuono, presidente dell’Arci, e con l’intervento di un migrante rifugiato a Como San Giovanni, in una piazza Martinelli gremita, si è svolta il 30 agosto sera, la proiezione di Lamerica di Gianni Amelio. L’iniziativa offerta alla città dall’Arci e da Como senza frontiere ha permesso anche di raccogliere fondi per la Parrocchia di Rebbio vitale per l’accoglienza dei profughi.

30 agosto/Con l’Arci e Como senza frontiere, Lamerica in piazza Martinelli

lamericaL’Arci provinciale di Como e la rete Como senza frontiere danno appuntamento martedì 30 agosto alle 21 in piazza Martinelli a Como per la proiezione gratuita de Lamerica di Gianni Amelio Piazza Martinelli (Via Bonanomi) a Como.

Due faccendieri italiani, Fiore e Gino, comprano un calzaturificio in Albania. Trovano anche un “uomo di paglia” come socio locale, un vecchio con problemi mentali, Spiro. Quando questi si volatilizza, Gino lo cerca e lo trova, ma l’affare va a monte. Per tornare in Italia, Gino è costretto a imbarcarsi su una nave zeppa di disperati che vengono da noi, illusi di trovare “lamerica”. Italiani cinici corruttori in un paese allo sfascio, un’odissea nell’inferno della miseria e nell’utopia di un vicino paese di bengodi. Amelio descrive con secca incisività e realizza un intenso messaggio di portata civile. Squarci di grande cinema.

Prima del film sono previsti racconti e testimonianze di alcuni dei migranti che hanno trovato rifugio alla Stazione San Giovanni di Como. Sarà proiettato anche il video Bread and roses di Arci ecoinformazioni.

La serata sarà anche occasione per sostenere, con un contributo libero, l’attività della parrocchia di Rebbio di don Giusto Della Valle, luogo d’accoglienza attivo nelle politiche di Pace dal basso.

1 agosto/ Frankenstein Junior a Sdrive in

frank_juniorProsegue con successo Sdrive in, la rassegna promossa da Arci Xanadù al Lido di Villa Geno a Como in collaborazione con Open Lido. Lunedì 1 agosto sarà la volta di Frankenstein Junior di Mel Brooks. Datato 1974, il film è un capolavoro di comicità ispirato al racconto di Mary Shelley ed ai celebri film dell’epoca in bianco e nero.

Il dr. Frederick Frankenstein, un insegnante statunitense di medicina, si reca in Transilvania per reclamare la sua eredità: il castello di suo nonno, il Barone Victor von Frankenstein. Qui presto scopre un libro scritto dal nonno intitolato How I did it. Con l’aiuto della sua assistente Inga e del gobbo Igor, mette insieme un uomo e tenta di riportarlo in vita all’interno del laboratorio del castello. Igor, mandato a rubare il cervello di Hans Delbruck (scienziato e luminare), prende invece quello sbagliato e così il mostro, dotato di un cervello anormale, risulta muto e aggressivo…

Ingresso intero 7 euro, ridotto per i possessori di tessera Arci 6 euro. Apertura ore 21, inizio film 21.30.

La rassegna proseguirà lunedì 8 agosto con la proiezione di Blade Runner e lunedì 22 agosto con il recupero di 1997 Fuga da New York (saltato per maltempo).

Info www.spaziogloria.it

5 e 20 agosto/ A Cernobbio il cinema all’aperto di CoInVolGi

coinvolgiVenerdì 5 e sabato 20 agosto alle 21.30 Villa Bernasconi  a Cernobbio ospiterà il Cinema Sotto le Stelle promosso da CoInVolGi, il progetto di lambienteinvita, OSHa-ASP ASD, Enpa Como, Albate Calcio, Coordinamento Comasco Pace, Associazione Mani Aperte e CSV Centro Servizi per il Volontariato di Como.

Venerdì 5 verrà presentato Il volontariato si fa giustizia, documentario che mette in relazione il mondo del volontariato e il lavorvo di pubblica utilità.
A seguire sarà proiettato il film Le nevi del Kilimangiaro di R. Guèdiguian. Sabato 20 sarà invece proiettato Welcome di P. Lioret.

Micheal Nyman e Peter Greenaway a Como: il contratto del cinema

Tra domenica 17 e lunedì 18 luglio, Como ha potuto vivere, grazie all’incontro tra il Festival Como Città della Musica e il Lake Como Film Festival, una singolare due giorni di cultura: protagonisti il musicista Michael Nyman e il regista Peter Greenaway, noti al pubblico soprattutto per i “loro” film per cui regia e colonna sonora sono uguali motivi di successo.

In effetti il riferimento è proprio un film, The draughtsman’s contract (ovvero “Il contratto del disegnatore”, distribuito con il titolo italiano modificato in I misteri del giardino di Comptom House, proiettato all’Arena nella serata di lunedì), che è in buona misura all’origine della notorietà dei due, almeno in Italia. Gli incontri (separati: domenica sera un concerto con Michael Nyman al piano e lunedì pomeriggio una lecture di Peter Greenway su The landscape contract, ovvero “Il contratto del paesaggio”) hanno fornito alcuni singolari motivi di approfondimento e spunti non banali per un approccio al lavoro comune di regista e musicista. In mezzo a tanti altri elementi, anche discutibili, si intende.


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Il concerto di Nyman comincia con un opportuno omaggio a Nizza, dopo la recente strage sul lungomare “degli inglesi”: la proiezione di A propos de Nice di Jean Vigo e Boris Kaufman, con l’accompagnamento di Nyman, appunto, al pianoforte. La musica di Nyman dal vivo e con lui solo alla tastiera è piuttosto diversa da quella assai rifinita e magistralmente orchestrata a cui si è abituati con le sue opere note (le colonne sonore, in primo luogo); è molto più essenziale, “basica” in un certo senso e quasi rude. Nel caso di A propos de Nice, l’intervento del musicista è in parte svincolato dal ritmo, piuttosto sincopato, del film, ma poi con gli altri pezzi del programma, accompagnati da video girati dallo stesso Nyman in giro per il mondo, si ritrova un terreno più familiare (e convincente) con un rapporto più stretto tra musica e immagine. Verso la fine arriva la sorpresa (e la rivelazione) che può gettare nuova luce anche su The draughtman’s contract: una versione particolarmente intensa di An eye for optical theory (uno dei pezzi più noti della colonna sonora) è usata come musica per uno straordinario spezzone video dedicato alla Morra (compreso il sonoro dei giocatori che scandiscono – in italiano dialettale – i numeri del gioco), con un effetto straniante ed efficacissimo. Di un brano che credevamo di conoscere per bene, e che abbiamo sempre associato alla razionalità di “un” disegno rivolto alla comprensione della natura, scopriamo inedite risonanze emozionali… È al tempo stesso una musica nuova e quella che abbiamo ascoltato tante volte.

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Simmetrico, quasi speculare, è l’approccio a una possibile interpretazione del film attraverso le parole del regista Greenaway. Anche in questo caso la specifica pellicola non è al centro dell’interesse della lezione, ma l’impalcatura generale del discorso serve a chiarire l’intenzione del regista di realizzare film con un linguaggio visivo programmaticamente svincolato dall’«illustrazione di un testo». È questo l’assunto più interessante del lungo discorso di Greenaway, anche se poi nel suo sviluppo non ne tiene troppo conto. Intanto perché l’aspetto “contrattualistico” del rapporto col paesaggio (ben chiarito tra l’altro nello sviluppo narrativo del film sul “contratto del disegnatore”) non viene affatto sviluppato, e avrebbe invece potuto essere estremamente interessante, e poi perché la questione dell’“alfabetizzazione visuale”  (visual literacy), continuamente evocata, viene risolta con battute piuttosto approssimative. Greenaway, assai attento alla questione della traduzione (dedica ovviamente alcuni passaggi polemici al tradimento dei suoi titoli originali e riprende benevolmente la – peraltro bravissima – traduttrice quando rende heaven con “paradiso”!), si fa però sfuggire il non lineare rapporto che corre tra landscape e paesaggio (parola quest’ultima che in italiano ha una storia molto specifica, che la riporta all’origine del rinascimento e al complesso rapporto tra pittura italiana e pittura fiamminga, tanto che Vasari se la prende con gli illetterati che si tengono in casa le “pitture di paesi”), e quindi scivola in modo abbastanza clamoroso sulla priorità inglese nell’“invenzione” del paesaggio, che daterebbe alla fine del Settecento, tagliando quasi tre secoli di storia dell’arte! (In realtà alla fine del Settecento, e agli inglesi, risale l’invenzione del giardino “paesaggistico”, che non a caso in Italia si chiama “all’inglese”, ma questo è un pezzo diverso di storia…)

La questione “linguistica” del cinema visivo / cinema letterario è dunque estremamente complessa e intricata, come hanno evidenziato anche gli esempi portati da Greenaway stesso, tratti tanto dalla sua produzione pittorica (di notevole interesse e qualità) quanto da quella cinematografica. Proprio i suoi film (anche quelli degli esordi, assolutamente sconosciuti in Italia, e di cui grazie alla lezione abbiamo potuto eccezionalmente vedere alcuni estratti) mostrano un rapporto tutt’altro che pacificato tra parola e figura, così che la ripetuta battuta sulla dittatura del testo è apparsa un po’ fuori luogo.

Ma, divergenze di vedute a parte, non capita tutti i giorni di poter entrare nel “laboratorio” di grandi registi e grandi musicisti, e avere la possibilità di verificare le loro idee. Gli incontri di questi due giorni sono un ottimo esempio di come si possa portare avanti un discorso di cultura senza rinunciare allo spettacolo.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

 

 

18 luglio/ Peter Greenaway al Sociale per il Lake Como Film Festival

Lunedì 18 luglio, Peter Greenaway è ospite del Lake Como Film Festival, con una lecture esclusiva The Landscape Contract (“il contratto del paesaggio”) sul palco del Teatro Sociale alle ore 18.

Il grande regista inglese racconterà il rapporto tra il suo cinema e il paesaggio naturale: «Sospetto che molte delle storie, delle narrative, delle trame, delle strategie, degli elenchi, dei dispositivi di narrazione e delle storie dentro le storie che ho usato siano in verità semplici scuse per riprendere il mondo naturale in un modo piuttosto che in un altro. E il paesaggio naturale non delude mai».

A seguire, dalle 21.30 in Arena, Greenaway presenterà al pubblico il suo primo film, The draughtsman’s Contract (I misteri del giardino di Compton House): un ritratto armonioso e suggestivo, perfetto esempio di landscape art, che nel 1982 lo proiettò, al debutto, tra i maggiori esponenti del cinema internazionale.

Cinema e archeologia ai Musei Civici di Como

L’edizione 2016 di “Al cinema con l’archeologo”, iniziativa come sempre promossa con la collaborazione di Famiglia Comasca,  è dedicata al tema dell’archeologia nel paesaggio urbano.  Il ritrovamento di contesti archeologici è normale nelle nostre città, tutte di fondazione molto antica, e pertanto non deve essere vissuto come un imprevisto. Lo scavo archeologico rappresenta in questi casi una importante opportunità culturale, esso consente la ricostruzione del volto antico dei centri abitati e ne spiega l’evoluzione.

Attraverso filmati storici e nuovi documentari si vuole mettere l’accento sulla valorizzazione e la comunicazione culturale su questo tema. Il primo incontro trae spunto da recenti rinvenimenti archeologici che hanno interessato il cuore della città comasca. Gli altri mostrano degli esempi di realizzazioni e le possibilità offerte dalle nuove tecnologie in questo ambito.

I filmati di RAI Storia fanno parte della serie “Viaggio nella bellezza”, frutto di una collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo per la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico italiano.

La prima proiezione è fissata per giovedì 30 giugno 2016, nel cortile del Museo Archeologico, alle ore 21.30

Como: la città che si rinnova riscopre la sua storia.

Nicoletta Cecchini, Soprintendenza Archeologia della Lombardia, e Marcello Cariboni, Archeogeo snc, introdurranno sui ritrovamenti di piazza Grimoldi. Segue il filmato realizzato da Parisi, Galfetti e Costamagna per conto dell’Ufficio Piano Regolatore del Comune di Como, nel 1938, dedicato alla demolizione del quartiere della Cortesella – CINEGUF 1938 – Commentato da Letizia Casati, Musei Civici  di Como.

Giovedì 7 luglio 2016, sempre nel cortile del Museo Archeologico alle  ore 21.30, sarà la volta di Mediolanum, la città invisibile sotto i nostri piedi.

La serie sarà conclusa giovedì 14 luglio 2016 all ore 21.30 da Scoprire e ricostruire l’antica Brescia. La modellazione 3D al servizio dei Beni Culturali.

L’ingresso è libero. Per info: Civico Museo Archeologico, piazza Medaglie d’Oro 1, Como, 031.252550 musei.civici@comune.como.it www.visitcomo.eu

Lake Como Film Festival alla quarta edizione

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Comincia il 23 giugno prossimo la quarta edizione del Lake Como Film Festival, che fino al 31 luglio porterà una nutrita serie di proiezioni cinematografiche e di varie occasioni di cultura in molti luoghi della provincia, a partire – ovviamente – dal capoluogo.

Come ha tenuto a sottolineare nella sua presentazione il direttore artistico, Alberto Cano, un festival è un’esperienza difficilmente governabile, in cui la regola emergente alla fine è la ricerca “di tutto di più”. Ne scapita un po’ la coerenza della proposta contenutistica, in compenso ne guadagna la ricchezza di opportunità.

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Alberto Cano

Il festival, dunque, da una parte si considera ormai arrivato, dopo tre edizioni di “rodaggio”, a una sorta di maturità e dall’altra si reinventa continuamente. Il programma assomiglia a una serie di scatole cinesi, che dal nucleo centrale delle proiezioni all’Arena del Teatro Sociale si espande (durante la conferenza stampa l’assessore alla Cultura del Comune di Como, Luigi Cavadini, ha usato l’ammiccante espressione “dilaga”) fino al concorso di Filmlakers, dedicato a troupe cinematografiche sotto i 30 anni, ospitate in sette comuni della provincia.

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Luigi Cavadini

Gli appuntamenti di grande richiamo non mancano, a cominciare dal week-end del 17-18 luglio, che vedrà la partecipazione in successione di una grande coppia di artisti del cinema: sabato 17 il musicista Michael Nyman, con un concerto per pianoforte e video, e domenica 18 il regista Peter Greenaway, prima con una lecture intitolata The Landscape Contract (ovvero: il contratto del paesaggio) e poi con la proiezione del suo noto film I misteri del giardino di Compton House (il cui titolo originale suona The Draughtsman’s Contract, cioè: il contratto del disegnatore), con le musiche di Nyman, ormai famosissime.

Da non perdere anche la proiezione della versione restaurata di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti (con la nota escursione a Bellagio).

Intorno, come anticipato, di tutto e di più: brevi serie dedicate a cinema e architettura, oppure alla via della seta, cene a tema, notti stregonesche, omaggi a Luchino Visconti, riletture di squarci di paesaggio lariano nel cinema, film inediti e classici ormai consacrati.

“Un grande schermo sul mondo” è uno dei tanti sottotitoli proposti. E va bene così. Manca ancora però, nonostante varie petizioni di principio e alcuni riferimenti di maniera, la capacità di confrontarsi con la realtà. Del paesaggio e del territorio. Ne sanno qualcosa la città di Como, il Lario e la provincia intera, che faticano a uscire dall’ipocrisia del “ridateci il nostro lago” e dalla retorica “del lago più bello del mondo”.

Ma la realtà – si sa – è sempre più complicata dei film.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

La presentazione del festival è qui.

Il programma completo del festival è qui.

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Alberto Cano e Francesco Peronese alla presentazione.

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