musica

So long, Tommy Ramone

20130128_tommy_ramone_91«And that’s it; they’re all gone. Joey, Johnny, Dee Dee and now Tommy» 

Tommy Ramone, all’anagrafe Thomas Erdelyi, ultimo componente originale della punk band ancora vivente, è morto venerdì 11 luglio nella sua casa di Ridgewood Queens (New York). Aveva 62 anni e da tempo era in cura per un cancro al sistema biliare. Sipario chiuso, quindi, sulla formazione originaria dei Ramones. A testimonianza dell’influenza e importanza che hanno avuto nella musica contemporanea, il bassista dei Potage – famoso gruppo punk locale – Sandro Sench Bianchi  scrive:«4 su 4, se n’è andato anche Tàmas Ederlyi, figlio di ebrei ungheresi immigrati a Forest Hills, dopo aver resistito una dozzina o una decina d’anni più degli altri. Senza mai arrivare al top della fama, hanno lasciato un’impronta enorme nella quotidianità della nostra epoca. Di questo mi piace parlare, dopo aver notato come, anche nei contesti più improbabili, capitasse frequentemente d’incontrare qualcuno con addosso una maglietta dei Ramones. Goodbye Tommy Ramone, e saluta quegli altri cazzari dei tuoi fratellini. Non so se siete mai stati consapevoli di quanto avete dato ad una miriade di esseri umani, nel nostro universo spaziotemporale. E quanto sono belle queste note, e questa dedica finale a tre ragazzacci che ti prendevano continuamente per il culo». La canzone è I wanna be your boyfriend. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

Canzoni e danze fra l’Emilia Paranoica e la Via Lattea

Le-Luci-della-Centrale-Elettrica_5_wm«Vi auguro d’essere felici da fare schifo». All’arena del Teatro Sociale di Como, circa 300 persone hanno ascoltato la musica (e gli auspici) di Vasco Brondi, in arte Le Luci della Centrale Elettrica.
In apertura, si sono esibiti Il Rebus e Niccolò Carnesi

Percussioni e beat elettronici, chitarre distorte impreziosite da violoncello, moog e pianoforte. Suoni organici ed elettrici. Il Palco come «un bar posizionato tra la via Emilia e la via Lattea». Storie provinciali e spaziali raccontate, cantate e gridate. Così si presentano Le Luci della Centrale Elettrica al pubblico (in gran parte adolescenziale e non troppo numeroso, per la verità) di Como.
Diventato nome di punta di quella che viene definita «la leva cantautorale degli anni zero», fin dal suo esordio Vasco Brondi si è fatto notare grazie a uno stile immediatamente riconoscibile – chitarra acustica e testi evocativi – in grado di dividere subito la critica fra appassionati sostenitori e accaniti detrattori (a questo proposito, basta guardare il generatore automatico di frammenti vascobrondiani).
«Vi auguro d’essere felici da fare schifo», ha urlato l’artista ferrarese, mentre correva da una parte all’altra del palco. Un cambio netto per chi si ricordava il Vasco Brondi immobile e con gli occhi fissi al pavimento di Canzoni per una spiaggia deturpata.
Nei testi, l’io dell’autore e gli scenari post industriali lasciano spazio alle storie, come la fuga dal sud di I Sonic Youth o l’amore di Chiara e Sara in Le ragazze stanno bene. Musicalmente, i pezzi sono stati costruiti a partire da beat e piccoli loop. Il cambio di direzione è netto: Costellazioni è un disco in cui la produzione, curata da Federico Dragogna de I Ministri, assume un ruolo centrale dando un carattere alle singole canzoni. Durante il concerto si sono alternati, a turno, chitarre acustiche o elettriche, piano, archi, fiati, sintetizzatori, batteria e drum machine a ricreare, per ogni singola traccia un suono pieno e dinamico. A essere sacrificata è l’immediatezza, a vantaggio però della varietà.
Emilia Paranoica dei CCCP e Summer on a Solitary Beach di Franco Battiato sono state le due cover eseguite da Brondi, così da sottolineare ancora una volta i suoi punti di riferimento all’interno del panorama italiano (il risultato, a essere onesti, non è stato troppo approvato da chi ama/ ha amato le canzoni originali). Non sono mancati i pezzi ormai diventati dei classici, come Per Combattere L’acne (molto apprezzata dal pubblico), Cara Catastrofe e 40 km.
«Vi auguriamo di correre, di fregarvene se dormirete vestiti e di fare quello che volete», hanno gridato le Luci della Centrale Elettrica come ultima cosa. In attesa – a proposito di Emilia Paranoica e CCCP – di un’emozione sempre più indefinibile. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

10 luglio/ Concerto per Qui le stelle

L’Associazione Qui le stelle organizza per giovedi 10 luglio 2014 alle ore 21.00, presso il secondo cortile dell’Hotel Le due Corti, in piazza Vittoria a Como, un concerto vocale e strumentale in ricordo di Anna Giamminola.

Animano il concerto Rossella Liberti, cantante, e Vittorio Liberti, pianoforte. In programma “Hollywood Love Songs”, un caleidoscopio di emozioni attraverso brani famosi di autori degli anni trenta-cinquanta.

L’ingresso è libero.

Rossella Liberti: Laureata con il massimo di voti in canto lirico presso il Conservatorio Verdi di Milano, specializzata nel repertorio cameristico e contemporaneo ha rivolto i propri interessi anche verso la musica leggera, il musical , il jazz. Ha collaborato con illustri compositori come Solbiati e Gaslini e interpreti come Anna Oxa. E’ vincitrice di diversi concorsi nazionali dedicati ai gruppi emergenti ed alla canzone d’autore con il fratello Vittorio, come arrangiatore e pianista.

Vittorio Liberti: Laureato in musica corale e direzione di coro presso il Conservatorio Verdi di Milano, in didattica della musica con massimo dei voti e lode al Conservatorio di Como, dove ha poi conseguito il diploma accademico di musica elettronica e tecnologia del suono. Dal 2008 è consulente musicale presso la RAI.

Dal 19 luglio/ Como Jazz in piazza Martinelli

Presentato alla Casa della Musica il ciclo di concerti dedicato al jazz nel quadro della rassegna Como Live promossa e finanziata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como.

Nella sua introduzione, Riccardo Pecci, a nome della Casa della Musica, ha tenuto a sottolineare la natura “partecipata” del ciclo, che non è stato deciso “dall’alto, ma è nato dal coinvolgimento del maggior numero possibile di musicisti attivi sul territorio, persone e realtà che hanno collaborato all’elaborazione della rassegna, anche e soprattutto nell’ottica di farne un progetto di lunga durata.

I sette appuntamenti di Como Jazz in Piazza Martinelli, distribuiti nel calendario di ComoLive tra il 19 luglio e il 6 settembre, sono figli della filosofia progettuale della Casa della Musica, e dunque cercano di sperimentare nuove modalità di promozione e di organizzazione delle attività artistiche e musicali. Questi, in particolare, sono i punti qualificanti dell’esperienza, che tenta di rompere con alcune delle più viete consuetudini della programmazione culturale (soprattutto estiva) di molte amministrazioni.

La centralità della musica e la sua capacità di entrare in relazione con altri linguaggi e con altre realtà sono stati i motividominanti dei vari interventi di presentazione, sia da parte di chi ha organizzato, sia da parte dic hi salirà sul palco. Da parte sua l’assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, ha messo in evidenza il carattere di “esperimento di costruzione” del ciclo di quest’anno, in modo da elaborare “qualcosa di nuovo” per la città.

La centralità della musica significa anche – come ha ribadito Francesco Mantero – accreditare un ruolo essenziale per la Casa della Musica, cioè un luogo in grado, grazie all’azione di molte persone disponibili, di fare da motore per molte iniziative.

Nel concreto, il ciclo di concerti jazz che è stato presentato va dal 19 luglio al 6 settembre, ed è centrato sulla valorizzazione delle realtà musicali radicate nel territorio:

Questa la presentazione dei vari concerti:

«La rassegna di quest’anno testimonia tutta la vitalità e la varietà del jazz cresciuto (anche) sulle sponde del Lario. Ad aprire le danze, il 19 luglio, sarà il New Trio di Enzo Rocco (chitarra), Simone Mauri (clarinetto basso) e Cristiano Calcagnile (batteria): aggiungendo una pedina alle mosse effettuate finora da Rocco nella sperimentazione di organici spesso ‘irregolari’, il trio tenta di individuare nuove direzioni attraverso un repertorio che mette in contatto e fa esplodere materiali provenienti dai più svariati territori musicali, dal free-jazz al tango, dalla musica contemporanea alla tarantella, dalla musica da banda all’heavy metal, dalle canzonette al funky. Il tutto condito da quell’umorismo e quell’ironia imprescindibili caratteristiche dei progetti di Rocco, qui coadiuvato da  un riconosciuto specialista di clarinetto basso quale Mauri e uno fra i più noti e attivi batteristi italiani, Calcagnile.

A seguire, il 26 luglio, il Trio con pianoforte di Arrigo Cappelletti, accompagnato dal contrabbassista Alvise Seggi e del batterista Nicola Stranieri, suo storico collaboratore. Nella sua lunga e intensa carriera Cappelletti ha messo a confronto il suo jazz con musiche ‘altre’, dal tango argentino (è stato infatti tra i precursori del tango-jazz in Italia) al fado portoghese, dal Lied romantico e novecentesco all’avanguardia ‘colta’, ultimamente al fianco di due esponenti di spicco del nuovo jazz americano, John Hebert e Jeff Hirshfield. Governato dal principio dell’«abolizione del ridondante e del superfluo», il trio secondo Cappelletti è una ricerca implacabile di verità che punta a disvelare le relazioni, i «giochi di potere», «le alleanze che si stabiliscono nel suonare».

Saranno ancora le note di un trio con pianoforte a inaugurare il mese di agosto (il giorno 2), con l’Evergreen Jazz Trio di Carlo Uboldi (pianoforte), Marco Caputo (batteria) e Antonio Cervellino (contrabbasso). Classico trio formato dagli strumenti della ritmica che fanno dello swing la propria caratteristica principale, il gruppo proporrà al pubblico di Piazza Martinelli standards riarrangiati da Uboldi in un contesto più attuale, accostando ad essi brani originali di Uboldi e Cervellino che figurano nel CD The Key of Swing.

Il 9 agosto saluterà invece l’ingresso della voce: quella di Tiziana Ghiglioni, cantante tra le più acclamate della scena jazz italiana e animatrice di innumerevoli progetti musicali, tra i quali quelli dedicati alle canzoni di Luigi Tenco le hanno assicurato un vasto e duraturo successo; sarà accompagnata dal pianoforte sensibile e reattivo di Carlo Morena, titolare della cattedra di musica jazz presso il conservatorio di Como, che vanta a sua volta nella trentennale carriera spesa tra Siena, Barcellona, Madrid, Lisbona e Berlino un elenco nutrito di prestigiose collaborazioni.

I ranghi s’infoltiranno il 17 agosto con la formazione di Maurizio Aliffi (chitarra), Beppe Caruso (trombone), Francesco D’Auria (batteria) e Stefano Dall’Ora (basso). Come in un tessuto, i quattro musicisti sono legati tra loro da una fitta trama di collaborazioni in progetti che li vedono  protagonisti in varie formazioni: si muovono come su una tela insieme solida ed elastica, in cui ogni punto è sensibile a ciò che accade in un altro punto, pronti ad assecondarne le sollecitazioni. Una metafora di ciò che può essere il jazz oggi, tra composizione ed improvvisazione, individuo e collettivo, con al primo posto l’ascolto reciproco.

Il quartetto scenderà nuovamente a trio il 30 agosto con la presenza sul palco di Flavio Minardo, Achille Succi e Ferdinando Faraò: la chitarra e la sensibilità musicale di Minardo (che, attratto dalla sperimentazione di altri linguaggi musicali e altri approcci all’improvvisazione, ha studiato a fondo il Sitar e la tradizione musicale indiana tra Nepal e India) dialogheranno con il sax melodico e virtuosistico di Succi, a suo agio sia in contesti più marcatamente jazzistici che in territori più aperti, e con la batteria di Faraò, membro di una famiglia di noti jazzisti attivo sia come sideman che come leader in numerosi dischi segnalati dalla critica specializzata nazionale e internazionale.

Chiuderà la rassegna il 6 settembre la formazione dell’Happy Tree Quartet: nato da un’intuizione di Alfredo Ferrario, clarinettista comasco tra i più rappresentativi del nostro panorama jazzistico, questo quartetto affonda le radici nella tradizione della Swing Era e sviluppa le sue ramificazioni − proprio come un albero − nella modernità del jazz contemporaneo. Si avvale della varietà timbrica dell’organo Hammond di Alberto Gurrisi, giovane talento della scena milanese, delle suadenti ed efficaci ritmiche di Marco Castiglioni, che affianca da tempo i migliori rappresentanti del jazz italiano, e del raffinato gusto improvvisativo del giovane vibrafonista Marco Bianchi. In repertorio omaggi ad alcuni dei più grandi della Hall of fame del jazz (George Gershwin, Duke Ellington ecc.).»

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

10 luglio/ Le Luci della Centrale Elettrica

Le-Luci-della-Centrale-Elettrica_5_wmCostellazioni, tour tratto dall’omonimo album, fa tappa a Como. Vasco Brondi (in arte Le Luci della Centrale Elettrica) si esibirà giovedì 10 luglio all’ arena del Teatro Sociale di Como. Il concerto è inserito all’interno del festival Como Città della Musica. Lo spettacolo inizierà alle 21.30. In apertura, suoneranno Niccolò Carnesi e Il Rebus

 

«Le luci della centrale elettrica come un’orchestrina spaziale – scrive l’artista emiliano, a proposito del nuovo tour -. Con percussioni e beat elettronici, chitarre distorte e violoncello, moog e pianoforte. Suoni organici e suoni elettronici. Il palco sarà come un bar che si trova tra la via Emilia e la via Lattea. Protagoniste saranno le storie provinciali e spaziali raccontate, cantate e gridate». [aq, ecoinformazioni]

6 luglio/ La Banda Osiris al Sociale

banda osisrisLa stravagante Banda Osiris (Sandro Berti, Gianluca Carlone, Roberto Carlone e Giancarlo Macrì), sarà all’arena estiva del Teatro Sociale di Como domenica 6 luglio alle 21.30 con lo spettacolo Le dolenti note. Questo nuovo viaggio musical teatrale, prende spunto dall’omonimo libro pubblicato nel febbraio 2014 [152 p., 12.50 euro, ed. Ponte alle Grazie] che racconta i lati più particolari, divertenti e curiosi di chi ha deciso di fare della musica il proprio mestiere. Info e biglietti www.teatrosocialecomo.it

Video/ Cavalleria rusticana nel Sociale

rusticanacoriDopo molte incertezze che hanno fatto ritardare di qualche minuto l’inizio, sabato 28 giugno,  della seconda rappresentazione della Cavalleria rusticana (cast), è arrivata la decisione, data la probabile pioggia, di tenere  lo spettacolo all’interno del Teatro Sociale. Naturalmente la scelta ha reso meno suggestivo dal punto di vista scenografico lo spettacolo che ha però potuto giovarsi di un’acustica senza dubbio migliore. L’atto unico di Pietro Mascagni con la regia di Serena Sinigaglia ha pienamente convinto il pubblico che ha applaudito per diversi minuti premiando con un’ovazione Santuzza,  la bravissima Lilla Lee. Domenica 30  sera è prevista l’ultima replica. On line sul canale di ecoinformazioni tutti i video della serata

28 giugno/ Harpscapes

harpscapesPer arpa elettrica, Live Electronics e Visuals sabato 28 giugno alle 20.45 all’Auditorium della Biblioteca di Brunate per i Concerti del tramonto.

 

«Soundscapes che danno voce a luoghi immaginari. Un viaggio della mente e del cuore tra incontri vissuti e panorami reali, terre lontane e scorci quotidiani, luoghi desiderati e paesaggi senza tempo. Un caleidoscopio di emozioni che dà vita a veri e propri luoghi dell’anima – afferma la presentazione –. Harpscapes è il nuovo progetto creato dall’arpista Raoul Moretti, frutto di una profonda ricerca sonora del suono puro della sua arpa, con un uso essenziale e calibrato delle Live Electronics realizzate da Massimo Colombo. Per un totale coinvolgimento del pubblico, nel progetto sono coinvolti i videoartisti di Olo Creative Farm, che con la loro incredibile bravura e fantasia danno immagine alle composizioni di Moretti, realizzando i visuals che interagiscono live durante il concerto e gestite direttamente dal musicista. Il progetto è presentato per la priva volta in Italia e per la prima volta con i video interattivi. È stato già eseguito in importanti Festival dell’arpa in Cile e Brasile e vedrà la sua vetrina ufficiale al World Harp Congress 2014 in luglio a Sydney». [md, ecoinformazioni]

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