immigrazione

19 settembre/ La Bella Como al Consiglio comunale aperto

8 COMOCOMUNEDopo una vacanza interminabile iniziata il 21 luglio, nella quale si sono svolti tuttavia incontri informativi ai quali hanno partecipato alcuni consiglieri e consigliere con il sindaco e con l’assessore alla Politiche sociali, torna a riunirsi il Consiglio comunale di Como. La seduta, nella forma “aperta”, che dovrebbe assicurare la possibilità di intervento di tutti i principali soggetti e reti che hanno dato vita all’esperienza della Bella Como che da giugno a oggi ha affrontato l’emergenza umanitaria della Stazione San Giovanni, si aprirà lunedì 19 settembre alle 20,30. Leggi nel seguito la comunicazione ufficiale dal Notiziario comunale. (altro…)

Per i minori stranieri non accompaganati nel 2016 il Comune ha già investito 824 mila euro

bruno magattiL’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati è competenza, con grandi oneri, del Comune e l’assessorato alle politiche sociali sottolinea l’entità e la qualità dell’impegno dell’amministrazione con un investimento a carico delle casse comunali di più di 800 mila euro per il solo periodo gennaio-settembre 2016. E a chi chiede di riaprire il centro Puzzle, chiuso per il mancato rispetto dei requisiti richiesti per la struttura, l’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti risponde che è impossibile farlo finché non si sarà concluso il contenzioso e sarà possibile fare un nuovo bando per assegnare il servizio. Leggi nel seguito il testo integrale della comunicazione firmata dall’assessore e da Franca Gualdoni, dirigente del settore Politiche sociali del Comune di Como, che illustra l’attenzione del Comune al tema minori stranieri non accompagnati, smentendo «affermazioni inesatte e soprattutto fuorvianti». (altro…)

Emergenza umanitaria/ Il volantino della Cri per i migranti

crivolantinomigrantiIl volantino informativo Un’Italia che aiuta della Cri per i migranti della stazione San Giovanni di Como mette in chiaro alcune caratteristiche della nuova struttura governativa che potrebbe essere già pronta intorno al 15 settembre. Leggi nel seguito il testo integrale in italiano del volantino. (altro…)

Dalla nostra parte, dalla loro parte. Presidio dei migranti a Ponte Chiasso

dscn6046Uno dei luoghi comuni più tristemente diffusi su chi migra è che “non abbia più niente da perdere”. L’impressione è che le decine di giovani, quasi tutti africani (la maggior parte di etnia oromo), che hanno proposto il presidio in piazzale Anna Frank a Ponte Chiasso il pomeriggio di mercoledì 7 settembre, abbiano una determinazione sconosciuta alla maggior parte di noi. Voci, cartelli e scritte di pennarello sulle braccia mandano messaggi ben chiari: Open the border! [aprite il confine!], Freedom!  [Libertà!], We are humans, not animals! [Siamo esseri umani, non animali!], Where is human right? [dove sono i diritti umani?]. La manifestazione è pacifica, vitale, spontanea. Si contano circa un centinaio di persone tra migranti, volontari indipendenti, giornalisti e simpatizzanti. (altro…)

A cosa pensa Mario Lucini

luciniIl sindaco di Como risponde su fb alle critiche che gli sono state fatte da alcuni volontari impegnati nella solidarietà ai migranti. Nel post “A cosa penso?”, che pubblichiamo integralmente nel seguito, Mario Lucini preferisce non ribattere punto su punto, invita all’unità di coloro che hanno a cuore gli interessi dei migranti e afferma: «Cosa ha fatto il Comune in questi mesi  lo sanno anche i rappresentanti delle associazioni e molti cittadini che hanno meritoriamente donato il loro tempo per questo scopo». (altro…)

Italia contro i Diritti umani/ Sei respinti su dieci

richieste-asilo-kMR-U1090421817119FzB-680x600@LaStampa.itAumenta la quota di domande d’asilo respinte: 22% nel 2012, 39% nel 2013 e nel 2014, 59% nel 2015, 63% nei primi otto mesi del 2016.  Solo il 5% dei richiedenti asilo ottiene lo status di rifugiato. Il 13% riceve il permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, il 19% consegue la protezione per motivi umanitari (24 mesi, prorogabili).
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Emergenza umanitaria/ Lettera al sindaco

Featured Image -- 52892Un gruppo di volontarie e di volontari impegnati per l’emergenza umanitaria alla stazione San Giovanni di Como rivendica l’importanza del lavoro svolto, critica le scelte del governo della città, invita il sindaco Lucini a non appoggiare le iniziative oppressive del ministro Alfano. Nel seguito il testo integrale della lettera e l’elenco di chi l’ha sottoscritta. (altro…)

Il paradosso del cibo a Como San Giovanni

Featured Image -- 52567Diventa ogni giorno più evidente quanto sia stato grave l’errore di licenziare l’associazione Firdaus senza neppure creare in armonia le condizioni per il superamento  di quel meritorio servizio che gratuitamente aveva sfamato i migranti quando ancora essi non erano sulle prime pagine dei giornali di tutta Europa. Quella scelta negli ultimi giorni ha determinato una situazione paradossale (tanti si affannano a sfamarli, ma loro chiedono prima di tutto libertà) e difficoltà fortunatamente modeste (i giornali scandalistici presenteranno in modo enfatico i fatti, ma non è così, non è accaduto quasi nulla) mettendo in difficoltà migranti, ragazzi/ e “antagonisti” e Forze dell’ordine. (altro…)

Assemblea in mensa il 3 settembre/ la bella Como si interroga sul futuro

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L’assemblea che sabato 3 settembre ha riunito le persone che hanno prestato la propria opera volontaria presso la mensa di S. Eusebio e le altre strutture di servizio per i migranti bloccati alla stazione di Como San Giovanni ha rappresentato un momento importante nella riflessione su questa fase drammatica della situazione internazionale e nazionale che ha coinvolto anche Como.

Importante intanto per i numeri (non meno di duecento persone hanno partecipato all’incontro), ma soprattutto per il livello del confronto e della consapevolezza.

Primo scopo dell’incontro era quello di fare una fotografia della situazione. All’appello della mensa di S. Eusebio hanno risposto almeno 417 persone registrate e ancora un’altra ottantina che, pur avendo dato il proprio continuo contributo, non è entrata nel conteggio ufficiale; a queste vanno poi aggiunte le circa 30 persone che hanno lavorato alle docce del Gallio finché sono state attive. Ancora vanno aggiunti tutti coloro che sono stati presenti alla stazione fin dai primi momenti, attivandosi per soddisfare il più possibile le esigenze del gruppo di persone lì bloccate. Ma più ancora dei numeri, conta la varietà di questo pezzo di società che si è messa a disposizione (e che è stata più volte ricordata e valorizzata nel corso dell’incontro): persone giovani e giovanissime, mature, anziane, gente che offriva le proprie competenze professionali specifiche e la voglia di stare insieme, animata dalle più diverse ispirazioni ideologiche e culturali (fatto salvo ovviamente il comune, profondo sentimento solidale e antirazzista), religiose e laiche, parte della comunità locale e a volte di passaggio, e conta la qualità della relazione, volta non tanto a dare un semplice servizio, ma in primo luogo a restituire dignità alle persone.

La varietà è stata, in un certo senso, terreno di incontro con la comunità migrante, difficile da fotografare perché fluida e in continua evoluzione (anche se la valutazione, proprio a partire dal servizio svolto alla mensa, parla di un picco di presenze a metà agosto con 530 pasti serviti, e di una divisione tra maschi e femmine di circa due terzi e un terzo).

Al lavoro della mensa, altri servizi si sono affiancati: il presidio sanitario, pur attivato con un certo ritardo, ha operato grazie sia all’intervento istituzionale che al contributo volontario di personale medico e infermieristico. Le visite effettuate sono state oltre un migliaio, alla media di 70/75 al giorno in diverse ore di attività.

Anche l’assistenza giuridica ha svolto un ruolo importante perché la precisa informazione ha un’importanza fondamentale in condizioni di fragilità.

Un’attenzione particolare è dedicata al problema ai casi dei minori, che sono stati finora 457 (398 maschi e 59 femmine); transitati temporaneamente dalle strutture di assistenza, solo 16 hanno chiesto di restare e sono stati collocati in comunità.

È una situazione estremamente complessa, con molti elementi di contraddizione e, dunque, oltre alla fotografia, conta anche l’interpretazione. Vengono così in primo piano le sensibilità, e perché no, anche i progetti politici. Ma un elemento che alla riunione è risultato estremamente importante è proprio quello di mettere avanti la consapevolezza del proprio ruolo: nel “lavoro” con le persone migranti conta anche questo e conta anche il rapporto con la situazione generale, con le regole, con le scelte e anche con le imposizioni che vengono dall’alto.

Bisogna confrontarsi con l’Europa delle regole e delle frontiere (scomparse solo nei sogni disattenti dei politici e negli affari delle grandi multinazionali), bisogna fare i conti con un governo che stipula accordi con questi stati (come il Sudan) che sono tra le cause scatenanti del fenomeno e a cui invece si affida (dietro enorme compenso) il compito di fermare i movimenti migratori (e verso  cui, tragicamente, sono già state deportate alcune persone che erano riuscite ad arrivare fino in Europa), bisogna ricordare che oltre all’“emergenza” del momento c’è la realtà di lungo periodo dei richiedenti asilo, “parcheggiati” anche a Como (don Giusto Della Valle ricorda che sono circa 900 nel territorio e che, in alcuni casi, sono semplicemente “massa” per piccoli e grandi affari, per i quali non si vuole e non si sa mettere in campo alcuna formazione e alcuna opportunità reale, e – come viene più volte sottolineato – a cui spesso alla fine dell’iter burocratico si risponde semplicemente “no”, in quasi il 70% dei casi), bisogna chiedere alle istituzioni locali non solo di fare tutto quello che per legge devono fare (e che faticano a ottemperare), ma di fare di più e meglio (come riaprire il centro di accoglienza per minori di Tavernola, chiuso nei mesi scorsi, e il cui ruolo appare oggi importantissimo).

È una situazione in cui il mondo del volontariato e dell’attivismo non può sottrarsi alla discussione della prossima spada di Damocle che pende sulle teste di tutti (ovviamente, in primo luogo, delle persone migranti): l’apertura del campo dei container presso S. Rocco, prevista intorno alla metà del mese di settembre (Flavio Bogani riferisce nei dettagli gli incontri con il prefetto di Como e con il suo capo di gabinetto). Un’apertura che cambierà tutto perché a quel punto la realtà non potrà più essere fluida e variabile, ma sarà, in notevole misura, regolamentata e irrigidita. Una realtà da cui anche la “società civile” che ha risposto alla gravità della situazione con la propria azione volontaria sarà ufficialmente esclusa.

L’assemblea discute di questo con molta attenzione e con molta passione. Emergono le differenti valutazioni, i differenti progetti, ma il confronto è sereno e ha, in tutti gli interventi, al primo posto la preoccupazione per il futuro delle persone migranti. Si mettono a punto alcune idee, e si fa riferimento a un possibile ruolo di coordinamento organizzativo del Centro Servizi per il Volontariato (una prima riunione è già convocato per giovedì 7 settembre alle ore 14 nella sede di via Col di Lana 5a).

Ma se la discussione è difficile, non si sottrae all’entità del problema, è cosciente anche del mutamento nei confronti delle persone migranti, con cui forse si dovrà spendere la “fiducia” acquisita in un modo o nell’altro (magari per cercare di convincerli a passare per il campo).

Il confronto con le voci delle più alte cariche istituzionali è stridente. Dal basso ci si interroga, con sincerità, su cosa e come fare, e dall’alto si dichiara quasi negli stessi momenti, in modo sprezzante, che «spetta a noi decidere dove e come collocare» questa gente, oppure si invoca in luogo dei campi di accoglienza (che non sono propriamente paragonabili a grand hotel) i rimpatri immediati e senza discussione. Mettendo avanti, incredibilmente, ancora la distinzione tra profughi “politici” e migranti “economici”, come se i secondi fossero un’invenzione di alcune “belle menti” (e cos’erano mai i migranti italiani dei decenni passati?).

Se, come è stato ripetuto più volte nel corso della discussione di sabato, questo incontro con la comunità migrante ha arricchito non poco una parte almeno della comunità del territorio, il confronto con il mondo istituzionale è stato in buona parte deludente.

[Fabio Cani – ecoinformazioni]

La galleria di foto di Claudio Fontana per ecoinformazioni

3 settembre/ Mensa Sant’Eusebio: Non fermarti volontario!

mensasant'eusebiocfSabato 3 settembre i volontari e le volontarie della mensa di Sant’Eusebio si incontreranno alle 21.15 per una riunione straordinaria della Mensa migranti Como.  Sarà condiviso quanto  fatto, ma soprattutto si analizzerà  come la  presenza solidale realizzata rimarrà a servizio della Comunità migrante anche quando il Campo di accoglienza sarà operativo. Nell’occasione sarà proposta una Colletta per i nostri concittadini colpiti dal terremoto. [Foto Claudio Fontana per ecoinformazioni]

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