Emergenza umanitaria/ Deportazioni dalla Svizzera e formazione con Save the children
La minore presenza di persone rifugiate in stazione (il 24 alla mensa di Sant’Eusebio afflusso nettamente inferiore al solito), dovuta anche a nuove deportazioni attuate dalla frontiera svizzera verso il sud, l’intenzione chiaramente espressa nelle assemblee quotidiane nel parco di San Giovanni di tutti coloro che si prodigano per i migranti in stazione di porre al centro l’interesse dei profughi e il loro diritto a scegliere autonomamente e consapevolmente cosa fare prima di mettere in campo qualsiasi iniziativa di protesta, sono segnali che potrebbero facilitare la situazione nei prossimi giorni evitando inutili tensioni. (altro…)
Importanti novità, come annunciato, Firdaus, che ha garantito, senza alcun onere per il Comune di Como, per circa un mese, con incredibile efficienza, grande generosità, disponibilità umana e encomiabili capacità organizzative l’indispensabile pranzo (10 mila pasti serviti, veri e propri pranzi preparati con amore con attenzione verso i gusti alimentari dei migranti, ma serviti nel parco in una condizione non certo ottimale) ai migranti che hanno trovato rifugio alla stazione, non fornirà più cibo nel parco di san Giovanni. Firdaus sarà sostituita dalla Caritas che alla ex Stecav ha già il 23 agosto distribuito 390 pasti.

Le stazioni si sa sono luoghi magici e in esse si diffondono storie che ai disperati che le abitano da giorni possono sembrare vere. Già qualche settimana fa mi era capitato di sentire circolare la voce che in Svizzera nel fine settimana valgono le leggi federali, nei giorni lavorativi quelle cantonali. Una follia, ma chi spera anche nei miracoli può crederci. Qualcosa di simile sembra sia successo il 20 agosto con il sogno che il treno portasse davvero verso la libertà.


Giuliana Sgrena, che sarà a L’isola che c’è a Villa Guardia il 18 settembre alle 18 nello spazio Arci per presentare il suo libro Dio odia le donne, interviene nel dibattito sul burkini affermando che: «Non si combatte l’islamofobia sottolineando le differenze che alimentano l’identitarismo, ma al contrario eliminando tutte le discriminazioni che la donna ancora subisce, soprattutto nel mondo musulmano».

Essere onesti vuol dire, nel caso dell’emergenza umanitaria alla stazione San Giovanni, chiarire che non è possibile dare al problema una soluzione. Chi crede che se ci fosse lui a decidere in poco tempo risolverebbe la questione o è in malafede o è cretino. La soluzione infatti non può che essere la risoluzione delle ingiustizie planetarie, l’abbandono del liberismo assassino e delle guerre da esso generate e l’acquisizione di una nuova e reale consapevolezza che le persone sono più importanti delle merci che producono e consumano. Temiamo che per le soluzioni si dovrà quindi attendere un po’.

Le rappresentanti della 
