Orrore

Le valutazioni di Parolin deplorevoli anzi no sfortunate

Il testo integrale dell’attacco senza precedenti dal governo israeliano al Vaticano. Molte le considerazioni che lasciano senza parole. Immaginare che la popolazione intera di Gaza sia responsabile delle atrocità del 7 settembre è come immaginare che l’intera popolazione di Israele sia responsabile del genocidio volto dal proprio governo. Questa impostazione conduce alla barbarie che infatti è in corso. L’ambasciata ha successivamente rettificato parte del testo: dove le dichiarazioni di Parolin. erano state giudicate “deplorevoli” va letto “sfortunate”. L’errore secondo l’ambasciata israeliana sarebbe stato dovuto a una svista nella traduzione dell’inglese. Il resto invece non viene smentito. Purtroppo.

Cooperazione internazionale/ Aiuti Aoi a Gaza

I camion di aiuti vitali offerti dalle organizzazioni della rete Aoi stanno per entrare a Rafah. In arrivo anche quello della Cgil. Data la situazione è forse una goccia dove occorre enormemente di più, ma è una goccia di cooperazione di Pace contro il genocidio.

Sulla colonialità dell’eccidio di Gaza

«L’acquisizione di ricchezze attraverso la guerra nasce dalla natura, infatti l’arte venatoria è una parte di essa e si deve usare sia verso gli animali, sia verso quegli uomini che, essendo nati per obbedire, rifiutano di sottomettersi e tale guerra è giusta per natura». Juan Ginés de Sepúlveda sintetizzava così la giustificazione della guerra come mezzo di evangelizzazione nella “Disputa del Nuovo Mondo” che lo contrappose al frate domenicano, procuratore degli Indios, Bartolomè de Las Casas nel 1550-51. 

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Voci ebraiche contro il genocidio

«Siamo un gruppo di ebree ed ebrei italiani che, dopo la ricorrenza del Giorno della Memoria e nel vivere il tempo della guerra in Medio Oriente, si sono riuniti e hanno condiviso diversi sentimenti: angoscia, disagio, disperazione, senso d’isolamento. Il 7 ottobre, non solo gli israeliani ma anche noi che viviamo qui siamo stati scioccati dall’attacco terroristico di Hamas e abbiamo provato dolore, rabbia e sconcerto. E la risposta del governo israeliano ci ha sconvolti: Netanyahu, pur di restare al potere, ha iniziato un’azione militare che ha già ucciso oltre 28.000 palestinesi e molti soldati israeliani, mentre a tutt’oggi non ha un piano per uscire dalla guerra e la sorte della maggior parte degli ostaggi è ancora incerta. Purtroppo sembra che una parte della popolazione israeliana e molti ebrei della diaspora non riescano a cogliere la drammaticità del presente e le sue conseguenze per il futuro. I massacri di civili perpetrati a Gaza dall’esercito israeliano sono sicuramente crimini di guerra: sono inaccettabili e ci fanno inorridire.

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Rafah: soluzione finale

Rafah è una città palestinese situata a sud nella Striscia di Gaza, al confine con l’Egitto. E’ la città del valico sud, da cui i cittadini palestinesi possono uscire se muniti di permesso israeliano, ed è il luogo attraverso cui passano i pochissimi aiuti umanitari che le organizzazioni non governative e le istituzioni dell’ONU riescono a far avere ad una popolazione allo stremo. Oggi Rafah è minacciata di essere invasa dall’esercito israeliano. [da Pressenza]

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L’Arci con Gaza contro la guerra mondiale

Tre reti (Rete Pace e Disarmo, Assisi Pace Giusta e Europe for Peace) hanno promosso una nuova giornata nazionale di mobilitazione locale il 24 febbraio per i cessate il fuoco e contro tutte le guerre, in occasione del secondo anniversario della guerra in Ucraina. 

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Gaza, cosa sono 27.000 persone?

È diverso pensare “astrattamente” a ventisettemila persone, come se si trattasse di un dato concettuale, una quantità, un prezzo, una distanza…. che rappresentare ventisettemila esseri umani, ognuno con le sue particolarissime caratteristiche, disposizioni affettive, tono vitale, finalità, ognuno con i suoi sogni e le sue speranze, con la sua storia personale.

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Contro la militarizzazione

È uscito il n. 274 Contro la militarizzazione del Notiziario del Centro di documentazione di Pistoia. Di seguito l’indice di questo numero, che contiene interventi, segnalazioni, recensioni e link con articoli di Giampaolo Paticchio, Fabio Alberti, Domenico Gallo, Celeste Grossi, Massimiliano Andretta, Michele Lucivero, Dmitrij Palagi, Federica Frazzetta, Irene Zagrebelsky, Diana Petech.

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L’Arci con lɜ bambinɜ palestinesi feritɜ a Gaza

La guerra a Gaza colpisce ogni giorno migliaia di bambinɜ. Alcunɜ stanno arrivando in Italia in queste ore per curare le loro ferite, con degli adulti che li accompagnano. Lɜ bambinɜ andranno negli ospedali italiani che hanno dato la disponibilità a prendersene cura.

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