Pace

13 aprile/ A Bulciago ricordando Vik

vittorio arrigoniDomenica 13 aprile a Bulciago a tre anni dall’assassinio di Vittorio Arrigoni, avvenuto a Gaza in Palestina, il 15 aprile 2011, familiari, amici, conoscenti e tutti gli attivisti della Pace e della libertà dei popoli si incontrano per ricordarlo fra sorrisi e lacrime a Bulciago. Presto on line su ecoinformazioni.

Video/ Verso il 25 aprile di Pace e disarmo

vignarcaoricchioLa sala consiliare del Municipio di Lurago d’Erba ha accolto il 10 aprile il dibattito Disarmo e non violenza – due binari per costruire la Pace con Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete Italiana per il disarmo e Mauro Oricchio, direttore del Coordinamento comasco per la Pace, in vista di un’ Arena di pace e disarmo del prossimo 25 aprile. Già on line tutti i video  di Valentina Rosso dell’iniziativa sul canale di ecoinformazioni.

Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video.

Italia Cuba/ il congresso nazionale

cuba2 Nella suggestiva cornice del circolo Lavoratori del Porto, si è celebrato a Genova l’XI Congresso nazionale di Italia Cuba, occasione per fare il punto sullo “stato” dell’Associazione e della sua realtà di riferimento, l’isola cubana sempre più al centro dello scenario politico latinoamericano. Tra interventi e testimonianze di militanza spazio anche all’ingresso nel direttivo nazionale della comasca Ilaria Belloni.

Tanti i temi affrontati nella tre giorni ligure, dal 28 al 30 marzo 2014: le nuove forme di solidarietà verso Cuba, la necessità di un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita associativa, le più prosaiche questioni di “sopravvivenza” rispetto ad un orizzonte nazionale ed internazionale sempre più complesso.

Un bilancio tra luci ed ombre quindi, tra un emorragia di tesserati sempre più pronunciata e il riconoscimento del ruolo che nonostante tutto Italia Cuba continua ad avere nel panorama associativo italiano, come dimostrato dai numerosi saluti di partiti e “colleghi” rilasciati nella prima giornata congressuale. Tra questi i rappresentanti locali di Anpi, con il genovese Giordano Bruschi, che ha inoltre ricordato la figura di Gino Donè, Rifondazione Comunista, con il “nazionale” Dario Ortolano e il “provinciale” Fabio Cancelliere, i Giuristi Democratici, la Comunità di San Benedetto al Porto e gli emissari di altre realtà solidali con il Sudamerica, come il San Salvador e il Nicaragua, oltre ovviamente alla nutrita pattuglia cubana. L’ambasciatrice Milagros Carina Aguero, il console Eduardo Vidal, il vice direttore dell’ICAP Elio Gamez Neyra, insieme ai militanti di Viva Cuba, associazione dei Cubani residenti in Liguria, hanno così portato all’assemblea i sentiti ringraziamenti per la vicinanza e l’impegno “in linea diretta” con l’Havana.

Cuba, appunto. Una vicinanza con l’esperienza castrista, con l’idealità che esprime e la sua eredità fatta propria dall’intero continente latinos, che Italia Cuba ha voluto esprimere con ancora maggiore forza, anche se declinata in contesto diverso e in continua evoluzione come quello attuale, contrassegnato da gravi difficoltà per tutto il fronte “sinistro” del nostro Paese. Una situazione che comunque riesce ancora a premiare l’impegno e la pratica, come dimostrato dalle esperienze dei singoli circoli e dalle loro diverse iniziative, dalla Sicilia alla Lombardia, non dimenticando il corposo contributo del presidio comasco, rappresentato istituzionalmente dai nove delegati scelti dall’assemblea cittadina, a cominciare dal segretario Roberto Borin e dal membro del direttivo uscente Maria Giovanna Tamburello.

E proprio da Como arrivano alcune delle novità dell’ultima giornata, quella contrassegnata dalle decisioni e dalle nomine dirigenziali. Il nuovo direttivo nazionale, composto come il precedente da 33 associati con Sergio Marinoni confermato alla presidenza dell’Associazione, ha visto l’ingresso di Ilaria Belloni, oltre alla conferma di Tamburello e all’ inserimento tra i potenziali sostituti di Andrea Cazzato. Un’ investitura, quella di Ilaria, arrivata sia come ulteriore riconoscimento ai meriti comaschi, sia nell’ottica di un progressivo ringiovanimento, come provato dai numerosi ingressi di “under 30” tra i vertici associativi.

Futuro quindi, ma anche un occhio di riguardo al Passato, omaggiato con la posa di una targa commemorativa di Fabio di Cello prima dell’inizio dei lavori davanti alla trattoria La Lanterna, non lontana dalla sede congressuale. Congresso che tornerà a riunirsi, ai sensi di statuto, tra 4 anni, per una nuova puntata della lunga vita di Italia Cuba. [ Luca Frosini, ecoinformazioni, foto di Nicola Tirapelle]

 

 

 

 

 

7 aprile/ don Annino Ronchini e la meglio gioventù

don annino ronchiniLunedì 7 aprile a Fino Mornasco, nell’ambito della rassegna Oltre lo sguardo/ Incontri promossa dal Coordinamento comasco per la pace, don Annino Ronchini interverrà nella serata intitolata La meglio gioventù. Don Annino Ronchini è referente del settore Salute mentale e disagio psichico della Caritas diocesana di Como, appassionato conoscitore di Leone Tolstoi, il grande profeta russo che convertì Ghandi alla non violenza. Nato a Valmorea il 26 luglio del 1950, è stato ordinato sacerdote il 29 giugno del 1974. Dopo l’ordinazione è stato per alcuni anni vicario presso la parrocchia di Rovellasca, quindi parroco fino al 1992 di Casalzuigno con l’incarico di vicario foraneo e successivamente parroco a Ponte Tresa fino all’agosto del 2000. Dal 2000 al 2008 è stato parroco di Vertemate. Dopo otto anni di ministero pastorale in questa comunità della bassa Comasca prosegue il suo servizio a Colico, dove attualmente è parroco. L’incontro di lunedì 7 aprile, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura di Fino Mornasco, inizia alle 21 nella sala del caminetto del municipio, all’interno del parco comunale.

1 aprile/ Rivoluzioni violate al Gloria/ Alle 19,30 aperitivo-buffet, alle 21 dibattito

sgrenaL’Arci provinciale di Como invita martedì 1 aprile alle 21 allo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como a Rivoluzioni violate. Giuliana Sgrena, giornalista de il manifesto, saggista e autrice del libro Rivoluzioni violate. Primavera laica, voto islamista [il Saggiatore, marzo 2014] dialoga con Edda Pando, Todo Cambia Arci Milano. Introduce Celeste Grossi, Arci Como. Interventi video a cura di ecoinformazioni. La serata sarà preceduta alle 19,30 da un aperitivo-buffet offerto dall’Arci provinciale di Como. Al Gloria si potrà firmare per la presentazione della lista L’altra Europa con Tsipras nella quale è candidata anche Giuliana Sgrena.

Guarda e diffondi lo spot video.

Como e Netanya dieci anni di gemellaggio

netanyacomunecomoIl capoluogo lariano festeggia il rapporto con la città israeliana con scambi culturali, mascherate, musica, cibo e arte.

 

«Como festeggia quest’anno un importante anniversario, i dieci anni di gemellaggio con la città israeliana Netanya, un legame nato dalla volontà di intraprendere un rapporto di amicizia nell’area mediorientale, considerata anche la relazione avviata nel 1998 con Nablus in Palestina – precisano da Palazzo Cernezzi –. Per celebrare la ricorrenza, l’Ufficio relazioni internazionali del Comune di Como ha attivato una serie di progettualità per coinvolgere in maniera attiva e partecipe la cittadinanza, le istituzioni, le associazioni, le organizzazioni e gli istituti scolastici del territorio, creando occasioni di incontro e scambio con la città israeliana».

«La prima occasione è stata l’annuale sfilata in maschera [per la festività di Purim il “carnevale” ebraico] che si svolge a Netanya a metà marzo [a cui hanno partecipato anche altre rappresentanze di città gemellate] e alla quale hanno partecipato 15 rappresentanti della cittadina Parada Par Tϋcc (3 di loro hanno poi fatto tappa anche a Nablus) – prosegue la nota –. Lo scambio si ripeterà il 31 maggio in occasione dello svolgimento a Como della nuova edizione della Parada a cui parteciperà una delegazione della città gemella. Gli altri progetti in programma sono: Gemelliamo Gemini gemellaggio tra le classi delle Scuole secondarie di primo grado che partecipano al progetto Gemini 2013/2014 e alcune classi di coetanei israeliani; Intrecci di popoli festival delle culture, dei gemellaggi e della cooperazione internazionale dal 6 all’8 giugno a Como, con l’esibizione in piazza Cavour del gruppo musicale israeliano Briza; Guitar Gems International Classical Guitar Festival selezione attraverso un bando di un giovane chitarrista comasco che avrà la possibilità di partecipare alla settima edizione del Festival dedicato alla chitarra classica che annualmente si svolge a Netanya; A cena con Netanya nel prossimo mese di ottobre una serata dedicata alla cucina israeliana al Centro di formazione professionale Enaip (a pagamento con prenotazione obbligatoria); Co.Co.Co. special guest from Netanya dal 10 ottobre al 2 novembre ci sarà una sezione dedicata ad un artista contemporaneo proveniente dalla città gemella, all’interno della collettiva Como Contemporary Contest, mostra organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Como. Nel corso dell’anno, inoltre, saranno proposti momenti dedicati a Israele, come proiezioni di film, incontri di riflessione, presentazioni di volumi, spazi musicali creando una rete virtuosa di conoscenza e amicizia basata sui valori condivisi della solidarietà e della pace». [md, ecoinformazioni]

Calendario unico della Cooperazione internazionale

como internazionaleComo si dota di uno strumento: «Per promuovere e coordinare le iniziative che le realtà del territorio cittadino e provinciale comasco mettono in essere nell’ambito della cooperazione, dei rapporti di gemellaggio, del volontariato internazionale, dell’educazione alla mondialità e dell’internazionalizzazione della città».

 

«In occasione della prima edizione del festival Intrecci di popoli che si è svolto nel maggio scorso, è stato avviato un percorso con gli enti e le realtà che si occupano di volontariato internazionale e con le comunità migranti presenti – spiega il Comune di Como –. La promozione della cultura e dei valori della Pace e della solidarietà tra i popoli sono stati posti come obiettivi primari del progetto che del resto, vede come protagonista una città, Como, dichiarata Messaggera di Pace dalle Nazioni unite».

Come concretizzare un tale obiettivo? «Un calendario unico on-line è lo strumento che è stato individuato per promuovere e coordinare le iniziative che le realtà del territorio cittadino e provinciale comasco mettono in essere nell’ambito della cooperazione, dei rapporti di gemellaggio, del volontariato internazionale, dell’educazione alla mondialità e dell’internazionalizzazione della città. Eventi, festival, bandi, incontri con delegazioni estere, anniversari di gemellaggio, ricorrenze internazionali legate alla cooperazione e alla pace, attività patrocinate sono alcuni degli appuntamenti che saranno segnalati».

Le prime notizie pubblicate riguardano i dieci anni del gemellaggio fra Como e l’israeliana Netanya, l’ultima delle quattro città gemellate con il capoluogo lariano, le altre sono la tedesca Fulda, dal 1960, la giapponese
Tokamachi, dal 1975, e la palestinese 
Nablus, dal 1998.

Il Calendario è promosso da Comune di Como, Coordinamento comasco per la Pace e Centro servizi per il volontariato ed è consultabile al’indirizzo Internet www.comointernazionale.it o alla pagina Facebook. [md, ecoinformazioni]

10 aprile/ Disarmo e nonviolenza a Lurago d’Erba

arena di pace e disarmo 2014La biblioteca comunale di Lurago d’Erba organizza giovedì 10 aprile l’incontro Disarmo e nonviolenza: 2 binari per costruire la pace. L’incontro si terrà alle 21 nella sala consiliare in via Roma 56 e interverranno Francesco Vignarca, coordinatore nazionale di Rete italiana per il disarmo, e il direttore del Coordinamento comasco per la pace Mauro Oricchio. Scarica il volantino dell’iniziativa.

Vignarca/ Pazze spese militari: forse con Renzi una fase nuova

francesco vignarcaIl pacifista comasco Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana disarmo e attivista del movimento che si oppone allo spreco criminale degli F35, valuta positivamente gli annunci di riduzione dello sperpero militare fatti da Renzi: «Registriamo positivamente un cambio significativo che è quello di voler ragionare in generale sul tema della difesa. Perché a ben vedere anche Di Paola, ministro con Monti, aveva tagliato 41 velivoli. Erano 131 e sono diventati 90. Ma erano tagli che non mettevano in dubbio minimamente la ratio delle spese. C’era solo un discorso economico e ragionieristico. Oggi finalmente si ragiona nel merito delle scelte. Questo è molto positivo. Detto questo siamo come San Tommaso…». Leggi su Vita l’intervista a Vignarca fatta da Lorenzo Maria Alvaro.

8 marzo/ Donne in nero/ Sotto lo stesso cielo. Sopra la stessa terra

maninaSotto lo stesso cielo. Sopra la stessa terra. Presenza silenziosa delle Donne in nero a fianco delle donne ucraine e siriane in piazza San Fedele a Como, sabato 8 marzo dalle 17 alle 18. Leggi nel seguito il Comunicato che illustra l’iniziativa.  

«8 marzo Giornata internazionale della donna. Presenza silenziosa delle Donne in nero l’8 marzo dalle 17 alle 18 in piazza San fedele a Como insieme alle donne ucraine, siriane. Sotto lo stesso cielo. Sopra la stessa terra. Cambiamo l’Italia e il mondo insieme alle donne che lottano senz’armi per la vita, per la pace, per la giustizia, per i diritti. 

«La guerra è entrata nel quotidiano, eppure bisogna continuare a pensare alla pace, e da donne». [Virginia Woolf]

«Tenendo la tua mano e sapendo che tu mi hai dato una nuova forza… con questa forza e questa solidarietà sono stata presa da questa follia di cambiare il mondo». [Malalai Joya]

«Non abbiamo né la forza dell’esercito israeliano né il potere delle tradizioni che ci tengono confinate in certi ruoli. Comunque sia, noi sappiamo che una donna in piedi di fianco ad un altra donna, in una linea di solidarietà, è una forza più potente di entrambi». [Kifah Addara, Cooperativa delle donne di At- Tuwani, Palestina]

Noi Donne in nero, oggi 8 marzo vogliamo, dare simbolicamente, almeno per un giorno, cittadinanza in questo Paese a tutte le donne che cercano di raggiungerlo nella speranza di una vita migliore. Dei loro nomi non sappiamo, delle loro storie nemmeno; sappiamo che vorrebbero abitare insieme a noi. Vogliamo vivere con loro in un paese accogliente. Siamo tutte sotto lo stesso cielo e sopra la stessa terra.

L’Ucraina è lontana. L’Ucraina è vicina. È nelle «nostre tiepide case»

È a Como. Ogni domenica si ritrovano, da tempo da anni, sempre più numerose, ancora più addolorate, lontane da Kiev in fiamme, le donne ucraine che assistono i nostri nonni, le nostre mamme, i nostri figli, le nostre figlie. Si riconoscono dal viso tirato, stanco dopo una nottata passata tra scambi di sms ed e-mail con chi è a Kiev o in un villaggio (la gran parte di loro non arriva dalla capitale). Lì ci sono amiche amici, fratelli e sorelle, vittime della nuova ondata di repressione o magari ospiti di persone in fuga dalla violenza di piazza. Parlano tra “loro”, ma vogliono raccontare anche a “noi” della loro terra, dei loro affetti, delle loro speranze. Facciamo in modo che nessuna si senta sola e straniera.

Lavorano come colf, assistenti personali, qualcuna è traduttrice

Mariana racconta «Passiamo notti insonni, siamo vicine ai nostri familiari che soffrono in Ucraina. E lottiamo anche da qui». Descrive una comunità addolorata e impaurita che lotta e che si adopera per rendere partecipi anche gli italiani. «Ognuna ha attivato i suoi contatti», questo è stato possibile anche perché «nelle famiglie in cui lavoriamo c’è comprensione».

Ludmilla ha una figlia di 23 anni che studia a Kiev. Racconta «i giovani studenti sono stati invitati a restare chiusi in casa ma, dopo i primi giorni di smarrimento, sono scesi in campo per portare aiuti, viveri, medicinali a chi era a Maidan». «Sono felice per la liberazione di Julia, simbolo della rivoluzione arancione»

 

Olga, 73 anni, è una donna distinta colta, un’ex insegnante, con pensione statale di 100 euro mensili, costretta a lasciare i suoi tre figli disoccupati e i suoi quattro nipoti per contribuire alla sopravvivenza della sua famiglia. È addolorata per la situazione e anche preoccupata per l’estremismo dei disordini. «La vera tragedia dell’Ucraina – afferma – è nella povertà di valori mentre è ricca di tutte quelle materie che fanno gola alle economie spregiudicate». «È questa ragione che ha portato al governo il “delegato” di Putin, che si è comperato le elezioni con i soldi russi. Spera in un Parlamento riformato dove i giovani, molto più acculturati degli uomini di regime, possano dare nuova dignità a questa terra».

Maria, con gli occhi gonfi di lacrime, racconta della telefonata con il fratello, ex poliziotto, ora nelle formazioni partigiane attive a difesa del Parlamento e nella rimozione delle barricate. Lei gli ha consigliato di tornare a casa, da sua moglie incinta e da suo figlio di due anni. Ma lui è convinto che il suo impegno sia soprattutto di garantire a loro un futuro giusto e libero.

Tutte sono fiere di Stefan Bandera il paladino di un’ Ucraina unita ed indipendente, «famoso in Ucraina, quanto Garibaldi in Italia», affermano.

Sono grate al popolo italiano, che le ha accolte e rispettate, e che in questo tragico momento non ha fatto mancare concreta solidarietà (con medicine e altri generi di conforto).

Sono convinte che quanto sta avvenendo in Ucraina non sia una questione interna alla nazione e chiedono che i crimini commessi siano giudicati da una corte internazionale, come è avvenuto per i fatti di Bosnia, Serbia, Kossovo.

Non vogliono che l’Ucraina diventi come Berlino: una parte in Europa e l’altra alla Russia. L’unità nazionale è l’unica strada per la riappacificazione. Sono solidali con il popolo russo che soffre le stesse condizioni di vita critica, condannano tutti i regimi, e inviano alle donne un messaggio: «’Svegliatevi donne russe’. Solo dalla nostra presenza e azione si può costruire un mondo migliore per tutti, per tutte»

La Siria è anche qui.

Degna accoglienza per profughe/i e richiedenti asilo.  “Le voci delle donne devono essere incluse nel processo di pace, non solo perché sono vittime di guerra, ma anche, cosa più importante, perché le donne sono i costruttori di pace più efficaci. Nel conflitto gli uomini hanno preso le armi, mentre le donne hanno tenuto insieme le comunità. Le donne sono diventate più forti e meglio attrezzate a svolgere un ruolo chiave nel garantire la pace vera. [Mouna Ghanem, Forum delle Donne siriane per la Pace].

In Siria è iniziato il quarto anno di guerra. Il rumore delle armi ha coperto ogni voce di aspirazione a libertà e democrazia. Bombardamenti violenze, repressioni. Almeno 120 mila i morti da marzo del 2011 a dicembre 2013, anno in cui sono stati uccisi più di 41.000 civili tra cui un numerosissimi bambini e bambine. Molte di più i feriti e le vittime di fame, freddo, mancanza di cure, stupri usati per seminare terrore e infliggere castigo e offesa al nemico. Corpi di donne come campo di battaglia per tutti gli attori armati delle diverse guerre che si combattono in Siria.

Continuano ad aumentare milioni gli sfollati, sono più di 8 milioni − per la maggior parte donne, bambini, bambine, anziani − ammassati in tende esposte al freddo intenso, in luoghi isolati, difficili da raggiungere con aiuti umanitari. Secondo stime del 2013 dell’Alto Commissario Onu dei rifugiati (Unhcr), 3 milioni i profughi: il 50% sono bambini e bambine e il 30% donne.

Un disastro umanitario senza fine che ci indigna.

E ci indigna ancor di più per le situazioni disumane che trovano i profughi nel nostro paese. L’Italia che ne ha visti e ne vede arrivare tante e tanti nei barconi diretti a Lampedusa, alla tragedia che tocca tutte e tutti coloro che fuggono dalle guerre, aggiunge l’indegna accoglienza che ricevono nei Cie e anche nei Cara (Centri di accoglienza richiedenti asilo) dove sono stati documentati episodi criminali di corruzione, sfruttamento della prostituzione, e costanti azioni di umiliazione e violazione della dignità.

I morti in mare, le profughe e i profughi siriani invocano una nuova politica dell’immigrazione e per cambiare le leggi che puzzano di morte. Qui come a Bruxelles.

Chiediamo di rivedere la legislazione italiana in materia di migrazioni e asilo, con l’apertura di canali costanti di regolarizzazione che sottraggano gli esseri umani ai trafficanti e consentano l’ingresso regolare nel nostro Paese.

Chiediamo l’immediata abolizione del reato di immigrazione clandestina introdotto dalla legge 94/2009, la modifica urgente del T.U. sull’Immigrazione (Dlgs 286/1998) con la revisione dei meccanismi di ingresso e l’abolizione delle norme previste dalla legge 189/2002 (Bossi/Fini).

Pensiamo che l’Italia sia migliore di chi la rappresenta e abbia già scelto da che parte stare, proprio come noi. Quella dei diritti umani.

Né indifesa. Né indivisa

Essere donne non basta. Per fare la differenza bisogna essere differenti, nella testa e nel cuore, e non solo nel corpo. La presenza di cinque ministre della Difesa (Italia, Norvegia, Albania, Germania e Olanda) alla recente riunione Nato, non ci soddisfa e non ci inorgoglisce. Certo è la prima volta, in assoluto, che così tante donne ricoprono questo ruolo in Europa. Le donne di cui siamo orgogliose, dice Monica Lanfranco, e noi con lei, sono quelle che «non si vogliono uniformare al sistema, e che accettano ruoli istituzionali pubblici ma non rinnegano ideali e valori alternativi rispetto a quelli del dominio». «Forse la novità di quella foto è che oggi posso criticare una ministra della Difesa, invece che un ministro, grazie anche al contributo di attiviste come Lidia Menapace che hanno lottato perché le più giovani sedessero in Parlamento e poi diventassero titolari di dicasteri. Però non chiedetemi di essere contenta per questo». Ci sentiremmo molto più appagate se tra quelle donne insieme alle ministre della Difesa ci fosse Megan Rice, la suora di 83 anni condannata a 5 anni di carcere per avere manifestato contro una struttura militare dove si producono aerei da combattimento, assai simili a quelli che la neo ministra della Difesa italiana, Roberta Pinotti, vuole finanziare.

«Le donne, non previste dalla storia plasmata, narrata e tramandata dagli uomini, in politica sono sempre state comunque ospiti, e nonostante le cariche acquisite sono facilmente depotenziabili, con l’insulto sessista». Così è accaduto recentemente in Italia alla presidente della camera Laura Boldrini. Abbiamo ancora molta strada da fare per una politica disarmata e disarmante nella sostanza e nella forma. Linguaggio compreso». [Donne in nero Como]

 

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