Pace

“Give peace a chance” in Siria

IMGP2763Si è svolto nella mattinata di sabato 11 gennaio, in piazza Duomo, l’appuntamento comasco della giornata globale di solidarietà alla Siria. Ai passanti, in verità piuttosto distratti, sono stati distribuiti volantini di informazione sulla tragica e complicatissima situazione siriana, mentre un gruppo di Donne in nero manifestava in silenzio che la “la guerra non è mai la soluzione“. Alla fine un breve flash-mob sulle note di “give peace a chance” di John Lennon ha cercato di attirare l’attenzione degli astanti, intorno a una grande bandiera della Siria. [Fabio Cani, ecoinformazioni]
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I Giovani democratici alla Marcia della Pace

gdcomoI giovani del Partito democratico comasco aderiscono alla marcia di sabato 11 gennaio da Sagnino a Cernobbio.

 

Una adesione data con «entusiasmo» dal circolo di Como dei Giovani democratici. «Quello della pace è un tema politico importantissimo e un valore fondamentale da difendere: come Giovani Democratici non possiamo che sottolinearlo con forza – afferma il segretario del circolo Tommaso Legnani. –. Manifesteremo anche noi per una Pace che sia più che la semplice assenza di guerra: Pace vuol dire infatti assicurare un’educazione e una cultura per tutti, insegnare il rispetto per l’altro, lottare contro tutte le mafie, e attuare politiche di equità e di giustizia sociale. Solo attraverso tutti questi fattori si può infatti costruire veramente la pace». [md – ecoinformazioni]

Tra uccidere e morire esiste una terza via: vivere

maninaPresenza silenziosa delle Donne in nero in piazza Duomo a Como sabato 11 gennaio dalle 10 alle 11 a fianco delle donne siriane in lotta per la libertà-liberazione, per la giustizia, per la dignità, per i diritti contro la dittatura di  Bashar El Assad  e contro l’orrore agito dall’opposizione armata che si è sovrapposta all’opposizione popolare trasformando la rivolta in guerra quotidiana per il potere. Leggi nel seguito dell’articolo il documento delle Donne in nero di Como che saranno presenti nella stessa piazza del flash mob a sostegno della rivoluzione siriana, ma con una presenza caratterizzata da una  posizione politica propria: contro la violenza disumana delle truppe di Assad, per la scelta popolare e nonviolenta, senza alcun sostegno all’opposizione armata.

«“Tra uccidere e morire esiste una terza via: vivere”. [Christa Wolf]

A fianco delle donne siriane in lotta per la libertà-liberazione, per la giustizia, per la dignità, per i diritti

La guerra in Siria da anni devasta vite, ambiente, diritti, democrazia.

Noi Donne in nero desideriamo accompagnare la lotta delle nostre sorelle siriane che continuano, con noi, a chiedere che il corpo delle donne sia il primo territorio di pace e di libertà, non sia mai più usato come “campo di battaglia” o “bottino di guerra”.

In Siria contro le donne, che nelle piazze e nelle strade hanno cercato con modalità nonviolente di manifestare il proprio desiderio di libertà-liberazione, continuano a essere usati, da tutti gli attori armati sul terreno, stupri e violenze sessuali come armi per l’affermazione del potere maschile sui corpi e le menti.

All’orrore quotidiano agito dal regime di Bashar El Assad le cui “forze dell’ordine” hanno represso con violenza disumana le proteste popolari per libertà, giustizia, la dignità delle migliaia di donne e di uomini che hanno manifestato nelle piazze del paese ─ decine di migliaia di morti, tra cui un numero mai visto prima di bambini e bambine; migliaia di arresti di dissidenti (ammessi dallo stesso regime); espulsioni e arresti di giornalisti internazionali non legati a testate “embedded”; repressione della libertà di stampa (con omicidi e pestaggi di giornalisti, vignettisti); arresti e minacce nei confronti di esponenti di organismi di difesa dei diritti umani; applicazione dello stato di emergenza ─ si è aggiunto l’orrore agito dall’opposizione armata che si è sovrapposta all’opposizione popolare trasformando la rivolta in guerra quotidiana per il potere.

Il popolo siriano ─ prigioniero degli interessi delle grandi potenze e delle potenze regionali, privato del controllo sul futuro del proprio paese ─  è vittima più volte:

  • è vittima della repressione e dell’autoritarismo del regime;
  • è vittima della trasformazione della rivolta popolare in opposizione armata che adotta la medesima logica di guerra;
  • è vittima delle manovre dei regimi arabi reazionari (Arabia Saudita, Giordania e Qatar in prima fila) che vorrebbero scalzare Assad per insediare un regime a loro più vicino.
  • è vittima del disinteresse della “comunità internazionale”, preoccupata che possa saltare un equilibro regionale che oggi garantisce uno stato di conflitto utile agli interessi di Usa, Europa, Israele e di altre potenze regionali e non.

Noi Donne in nero non possiamo e non vogliamo arrenderci alle ragioni della “geopolitica”. Continuiamo a schierarci con le ragioni della libertà, della giustizia, della dignità, dei diritti.

Siamo contro

  •  l’intervento militare in Siria (il precedente libico ha smascherato l’indegno gioco sulla pelle della popolazione che ha subito sofferenze e morti a causa della guerra combattuta dalla Nato per “proteggere” i civili);
  •  le NoFlyZone, primo passo della guerra;
  •  l’invio di truppe e l’utilizzo delle basi militari in Italia». [Donne in nero di Como]

Sempre più armi, sempre più poveri

sel comoLa pacifista comasca Celeste Grossi, per il Coordinamento provinciale di Sel di Como, contro la decisione delle destre lombarde di liberalizzare ulteriormente il commercio delle armi: «La scelta, con la delibera approvata il 7 gennaio 2014, del centrodestra lombardo di puntare sul commercio delle armi per il rilancio dell’economia regionale è, oltre che immorale, insensata e sbagliata. Nella regione, che ha già il primato negativo della produzione delle armi “leggere”, quelle che più uccidono nei conflitti armati di tutto il pianeta, l’idea stessa di rimuovere gli ostacoli alla vendita e “snellire la burocrazia” che limita gli affari di morte è un oltraggio alla Costituzione italiana.

Giustamente Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana per il disarmo, sottolinea l’aspetto propagandistico dell’iniziativa delle destre e afferma che sarebbe invece necessario rendere più chiara la tracciabilità del commercio delle armi per impedire quanto già avviene: la vendita, talora perfino in modo “legale”, di strumenti di morte anche a paesi in guerra e a gruppi terroristici.

Per Sel, se la scelta delle destre è vergognosa e criminale, ancora più doloroso è che tale provvedimento sia stato avallato da un consigliere del Pd che ha così indebolito la presa di posizione nettamente contraria di tutto il suo gruppo e del gruppo di Umberto Ambrosoli che era stato candidato di tutto il centrosinistra al Pirellone. Per la costruzione futura di alleanze è necessario che le forze politiche del centrosinistra sappiano garantire affidabilità politica e corrispondenza, sulle questioni cruciali, dei comportamenti ai programmi. Non è infatti tollerabile che, mentre in Parlamento, con l’avallo di parte del centrosinistra l’avventura degli F35 ancora non abbia trovato un adeguato contrasto e lo sperpero anticostituzionale di denaro pubblico continui, in Lombardia un eletto della nostra coalizione pensi di poter puntare sul mercato della morte come strumento per la risoluzione della crisi rinsaldando quei legami tra industria bellica, mafie internazionali e corruzione, una delle cause del tracollo economico e sociale del liberismo, dell’aumento della povertà anche nel nostro paese, dell’indebitamento planetario, di morte e povertà in molte aree del globo».[Celeste Grossi, per il coordinamento provinciale di Sel Como].

Giornata globale di solidarietà con la Siria

global day of solidarity with syriaA Como flash mob sabato 11 gennaio alle 10 in piazza Duomo, «per la Siria libera e contro il silenzio e l’indifferenza» spiegano gli organizzatori e in «solidarietà con le legittime aspirazioni della rivoluzione siriana» contro il regime di Assad. «Ci siamo organizzati gemellando ogni città con una città siriana – spiegano i promotori –. A Como documenteremo essenzialmente sulla regione di Al Qualamon. L’assedio è stato imposto dal regime di Assad su almeno altre 30 città siriane». Per informazioni. [md – ecoinformazioni]

Mozione armata/ Mossa mediatico-politica

francesco vignarcaFrancesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana per il disarmo, giudica grave il pronunciamento bellico votato il 7 gennaio nel Consiglio regionale della Lombardia. Per il pacifista comasco la mozione approvata dal centrodestra con il voto favorevole di un consigliere del Pd  «non avrà alcun effetto pratico ed è solo una “mossa mediatico-politica”, ma sicuramente dimostra l’esistenza di un certo “clima” e il commento che diamo anche come Rete I taliana per il Disarmo è sicuramente negativo. Positive e interessanti alcune prese di posizione di chi ha votato contro (come Umberto Ambrosoli) e importante che Fabio Pizzul abbia richiamato la Legge Regionale su Riconversione industria bellica».

Marcia della pace da Como a Cernobbio/ 11 gennaio

marcia della paceSabato 11 gennaio partirà alle 21 da Sagnino per arrivare all’oratorio di Cernobbio la Marcia della pace, appuntamento in cui saranno presenti diverse testimonianze per riflettere sul mondo dei giovani, sull’accoglienza e sulla mondialità. (altro…)

Diritto e diritti migranti

selmigrantiMartedì 10 dicembre per Giornata internazionale dei Diritti umani,  all’Unione circoli cooperativi di Albate Sinistra ecologia libertà ha animato un incontro di approfondimento tecnico e politico nell’ambito della campagna  Mai più tragedie nel nostro mare. Nella serata, aperta dal coordinatore provinciale di Sel Marco Lorenzini, seguita da una decina di persone, l’intervento di Grazia Villa ha messo a fuoco le questioni giuridiche connesse alla privazione dei diritti dei migranti sempre più gravi nel nostro paese mentre l’intervento di Luciana Carnevale, impegnata da anni nell’accoglienza a Como, ha fornito informazioni sulla situazione locale ed in particolare sugli effetti di norme sbagliate ingiuste e di una burocrazia opprimente e vessatoria. Già on line sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa.

Alle radici/ Artigiani di futuro

artgiani di futuroSi è concluso nel tardo pomeriggio di lunedì 9 dicembre, nella sede della Bcc di Cantù, con la sessione  Artigiani di futuro, il convegno Alle radici del Coordinamento comasco per la Pace e del Comune di Cantù. Gia on line  sul canale di ecoinformazioni tutti i video  degli interventi di Giovanni Moretti, Claudio Bizzozero, padre Luigi Ceppi e Jorge Viana. 

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