Politica

Al congresso del Prc di domenica 6 luglio Nicoletta Pirotta con il 59,38 per cento dei voti è la nuova segretaria provinciale del Prc

Dagli interventi degli ospiti disponibilità al dialogo e a percorsi comuni. Assente il consigliere comunale Donato Supino e molti esponenti particolarmente critici sull’esperienza fatta nella Sinistra l’Arcobaleno.

Dopo un’analisi dei risultati elettorali, delle loro motivazioni e delle prospettive per il partito, che ha individuato nell’acuirsi delle lotte sindacali la possibilità di sviluppo della sinistra, di Renato Tettamanti che non si è ricandidato a segretario, una folta carrellata di ospiti ha salutato l’inizio dei lavori del congresso provinciale di Rifondazione comunista del 6 luglio nella sede della Circoscrizione 6 in via Grandi.
Aperture e auspici per continuare una collaborazione intrapresa da prima delle elezioni sono venute da parte dei partiti e dei gruppi che fanno parte dell’area della sinistra plurale. Anche per il nuovo segretario del Pd Luca Corvi «bisogna riallacciare il confronto e il dialogo».
Pacato, ma accesso il confronto fra le varie posizioni che animano il partito, concentratosi principalmente sulla disfida fra la mozione che sostiene l’ex ministro Paolo Ferrerro e quella del presidente della regione Puglia Nichi Vendola. La cinquantina di partecipanti, delegati dei dieci circoli provinciali, un terzo donne, meno i giovani, hanno eletto i rappresentanti per i congressi regionali e nazionale e gli organi della Federazione provinciale.
Riunitosi il Comitato politico federale è stata eletta, con 19 voti favorevoli, 9 schede bianche e 4 contrari, come segretaria provinciale Nicoletta Pirotta (nella foto), che ha preso l’impegno di lavorare per superare le divisioni nel partito.

Il congresso del Prc domenica 6 luglio a Como

Si apre alle 9.30 di domenica 6 luglio alla Circoscrizione 6 di via Grandi il congresso provinciale del Prc, il primo dopo la disfatta elettorale. Si prospetta la vittoria della mozione Vendola-Giordano.

Si completa con il congresso provinciale il percorso sofferto della principale forza della sinistra lariana che si è lacerata nel confronto tra le diverse strategie da adottare per superare la crisi di consenso e di identità, di militanza e di prospettive che si è aperta dopo la disfatta elettorale de La Sinistra l’Arcobaleno. Le diverse mozioni, mai come in questo caso contrapposte, hanno evidenziato nei 12 congressi di circolo una forte maggioranza per la posizione Vendola-Giordano che ha totalizzato il 55,2 per cento dei consensi contro il 37,9 per cento della proposta Ferrero.Grassi e il 6 per cento di quella sostenuta da Bellotti.

Il consiglio comunale di giovedì 3 luglio 2008

Una serata inconcludente. Il consiglio comunale sull’Expo 2015 aperto, di giovedì 3 luglio al Teatro Sociale di Como, si è risolto in un elenco di speranze. Il richiamo alla realtà è venuto dal senatore Alessio Butti: «L’Expo l’ha vinta Milano e le risorse andranno là».

Discreta partecipazione al Consiglio comunale aperto al Teatro Sociale di Como, una sfilata dei maggiorenti cittadini. Tema della serata Expo 2015 dal titolo Nutrire il pianeta, energia per la vita. Poco più di un terzo della platea riservata alle autorità, a ridossso del palco, il resto per il pubblico “comune” con anche dei posti vuoti sul fondo. Trionfante il presidente del Consiglio Mario Pastore, organizzatore dell’evento: «Alle 21, fra platea e palchi, erano presenti 460 persone, amministratori e cittadini». La platea contiene 398 posti e i palchi aperti erano tre o quattro, per lo più per la stampa. «Avrebbe fatto piacere qualche cittadino in più» ha affermato Stefano Rudilosso, consigliere comunale di Fi, mentre Vittorio Mottola, del Pd, ha criticato la bassa presenza di amministratori locali della provincia. Mario Pastore gli ha risposto che i rappresentanti di altre amministrazioni erano una quarantina.
Una serata inconcludente, se l’obiettivo era quello di aprire una discussione sull’Expo 2015 anche con associazioni e cittadini la scaletta stessa degli interventi ha contribuito a far scemare la partecipazione. Le associazioni inscritte a parlare hanno avuto la parola solo dopo una interminabile carrellata di autorità, quando ormai la maggior parte dei presenti se ne era andata. Già alle 22 i non amministratori erano rimasti una novantina e anche molti rappresentanti pubblici avevano abbandonato il campo, tanto che il sindaco Stefano Bruni li ha segnalati «come un pessimo esempio».
Dopo i saluti, letti da Pastore, delle autorità che non hanno potuto essere presenti: il presidente regionale Formigoni, l’assessore regionale Albertoni, l’assessore del Comune di Milano Mascaretti e il vescovo di Como Coletti, ed un breve discorso del sindaco Bruni, è stato proiettato il video promozionale per Expo 2015, una elaborazione grafica tridimensionale al computer che presentava il centro del capoluogo lombardo e i padiglioni della Fiera.
I numeri dell’evento sono stati ricordati dal sindaco di Como: l’arrivo di 30 milioni di persone, «investimenti pubblici per 4 miliardi di euro e dieci volte tanti attesi dai privati».
Sostanzialmente tutti d’accordo sulla necessità di disinquinare il primo bacino del lago, la implementazione della metropolitana leggera, in una più ampia «cura del ferro» per i trasporti lombardi come sottolineato da Luca Gaffuri, consigliere regionale Pd, il campus universitario al S. Martino e fare in modo che l’Expo non si traduca in un evento “milanocentrico”.
Si sono avuti accenni lirici con Gianluca Lombardi, capogruppo in Consiglio comunale di Fi, per cui l’Expo «è una fiche da giocare» che gli ha provocato «un’ebrezza strana», mentre per Emanuele Lionetti, capogruppo in Consiglio comunale della Lega: «è la nostra olimpiade!»
Ha rotto il clima di grandi intese il senatore Alessio Butti, An, scettico sulla capacità di fare squadra dei comaschi: «In altri luoghi esiste un modello organizzativo che a Como non c’è». Anche per le speranze di una ricaduta economica sul territorio ha ricordato che «l’Expo l’ha vinta Milano e le risorse andranno là», specificando anche la cifra di quasi un miliardo e mezzo stanziato per i sei anni dal 2009 a l 2015, del denaro che sarà gestito direttamente dal sindaco meneghino, nominato commissario, come ha ricordato la deputata Chiara Braga, Pd. Per recuperare fondi a Como è intervenuto Vincenzo Sapere, consigliere comunale socialista, «bisogna svegliare la città soprattutto i privati».
Dopo l’intervento del parlamentare Luca Volontè, Udc, su Como città dell’energia che ha dato i natali a Volta, hanno preso la parola anche alcuni rappresentanti delle associazioni: Angelo Maiocchi, Camera di commercio, ha spinto per il campus e il “Chilometro della conoscenza”, Ubaldo Moschioni, Rotary, ha dato la disponibilità della sua associazione a lavorare per l’Expo, «bisogna sviluppare le nostre prerogative» ha invece affermato Ilvo Tolu della Società Politeama.
Una proposta differente quella del consigliere comunale di Paco Bruno Magatti che ha ricordato che Como è città messaggera di Pace e facendo riferimento anche al tema dell’esposizione ha proposto di «organizzare un incontro con i rappresentanti delle altre città per la Pace sull’acqua. Un bene che per alcuni è un diritto universale mentre altri lo considerano un oggetto commerciabile». Per la centralità dell’uomo ed un miglioramento della qualità della vita è intervenuta la consigliera comunale Roberta Marzorati, Per Como, per una valorizzazione del Parco Spina Verde e la creazione del Parco di interesse sovracomunale del Cosia. Marcello Iantorno, Pd, ha ricordato che il tema dell’esposizione è l’alimentazione e «la data dell’esposizione non è casuale, l‘Onu s’era data l’obiettivo di dimezzare la fame nel mondo per tale data e non ci si è riuscita, anzi è aumentata». Proprio questo ha fatto affermare a Donato Supino, Prc, che «per la fame nel mondo si fanno profitti su grandi eventi con grandi opere, senza riflettere sulle diseguaglianze».
È poi intervenuta Edi Borgianni di Territorio precario che ha attaccato la logica delle grandi opere e auspicato che quanto verrà intrapreso per l’Expo segua un iter più trasparente di quello delle paratie comasche. Cortella Simonetta dell’Onaf, organizzazione nazionale assaggiatori formaggi, ha invece rilevato che «si parla poco di formaggi e della nostra tradizione agroalimentare».
«La formula del Consiglio aperto è perfettibile» ha riconosciuto il sindaco Stefano Bruni chiudendo la serata. «Le provocazioni che sono state fatte sono degne di nota perché esprimono differenti sensibilità – ha detto il primo cittadino comasco – L’Expo va diviso in due momenti. Uno culturale, dal tema, sullo sviluppo economico, la fame e la solidarietà, che potrà magari essere oggetto di un dibattito aperto magari in biblioteca. L’altro è la gestione dell’impatto sul territorio dell’evento con le sue ricadute, di cui dobbiamo cercare di approfittare». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di martedì 1 luglio 2008

Meno investimenti di quelli previsti e un avanzo d’amministrazione da dividere tra Swap, finanziamento di impegni di spesa e incertezze sulla Serravalle s.p.a. Il bilancio consultivo 2007 viene approvato nel consiglio di martedì 1 luglio, riaprendo le polemiche sui rimborsi della giunta.

L’approvazione del bilancio consultivo 2007 è stata per il consiglio provinciale di martedì 1 luglio l’occasione per un ampia riflessione – sull’onda delle denunce svolte dalla stampa locale – sui costi di funzionamento dell’ente comasco e sulle prospettive future.
Ha aperto la discussione l’assessore al bilancio Patrizio Tambini che ha sottolineato il buon risultato finanziario dello scorso anno, che fa registrare un avanzo di oltre sette milioni di euro. «Purtroppo quasi cinque milioni di questi sono però fondi vincolati, soldi ricevuti da amministrazioni superiori per progetti specifici – ha continuato l’assessore – e poco meno di un milione sono fondi per il finanziamento di spese in conto capitale. Ne rimangono quindi un milione e 700 mila. Ribadendo la volontà di utilizzare questi fondi per spese in conto capitale come prevede la legge, ci sono però almeno due problemi: il primo riguarda i famosi Swap, che potrebbero portare a costi aggiuntivi non previsti perché ancora non documentati, per cui accantoneremo nel fondo di riserva circa 550 mila euro. D’altra parte non è ancora chiara la situazione di Serravalle s.p.a. che forse non distribuirà i dividendi tra gli azionisti».
Gli ha fatto eco una vera e propria bordata di numeri di Mauro Guerra (Pd): «La somma delle spese correnti e dei rimborsi prestiti è superiore alle entrate correnti di 4 milioni e 110 mila euro, così dobbiamo applicare l’avanzo per spese correnti per 5 milioni 900 mila euro, mentre ne utilizziamo solo 750 mila euro per spese in conto capitale. L’inverso di quanto affermano i principi classici della finanza pubblica. Se confrontiamo poi le spese reali rispetto alle previsioni per il 2007, registriamo un 19,8 per cento in meno, abbiamo quindi fatto il venti per cento in meno degli investimenti previsti. Allo stesso tempo la spesa corrente è aumentata dell’11 per cento rispetto alle previsioni, salendo da 91 milioni a 100. Ciò denota un peggioramento della qualità della spesa. Come se non bastasse assistiamo a una pesante caduta dell’autonomia tributaria: a parità di tasse riscosse, nel 2007 la spesa corrente è quasi doppia rispetto a quella del 2004».
Secondo l’esponente democratico il trasferimento avvenuto negli ultimi anni di molte funzioni dalla regione non basta a spiegare la difficile situazione finanziaria: «Sono state fatte scelte politiche che non condividiamo, perciò dovremmo di nuovo ripensare al modo di essere e operare dell’ente, che vada nella direzione di una provincia più snella, di maggior coordinamento dei comuni e di minor amministrazione diretta».
Plaudendo alla puntuale analisi di Guerra, Renato Tettamanti, Prc, ha aggiunto altri due argomenti di critica: la vertenza aperta con il personale provinciale per il contratto territoriale che ha avuto momenti di tensione e l’aumento (più 10 per cento) dell’indennità di giunta. «Ora si vuole proporre come contentino l’aumento anche ai consiglieri, nonostante siano state fatte nel 2007 più sedute di quante previste».
Entrambi gli esponenti delle minoranze hanno concluso i loro interventi dichiarando voto contrario.
Concorde con le critiche e le preoccupazioni anche il capogruppo di Forza Italia Serafino Grassi, che esprime preoccupazione anche per il trend storico che conferma il quadro economico evidenziato. «Forse c’è stato poco controllo negli anni passati, ci impegneremo ad invertire la tendenza e contenere le spese»
Rosangela Arrighi, Pd, ha invece proposto un fiabesco confronto: «Sotto elezioni eravate tutti cicale, per voi tutto andava bene e non esitavate a vendere il patrimonio così da assicurare ad ognuno la sua parte di profitto. Ora che i nodi sono venuti al pettine siamo tutti formiche. In questo quadro mi amareggia l’aumento dell’indennità di giunta e la stessa proposta per quella dei consiglieri». Arrighi ha poi ricordato le considerazioni redatte dai revisori dei conti: limitare i rimborsi spese, recuperare tutti i crediti prima che vengano prescritti, affinare i controlli interni e in ultimo «compilare specifici conti di dettaglio per centri di spesa», cioè scrivere meglio il bilancio così da poter individuare gli importi erogati per ogni singolo servizio.
Sia dai banchi della maggioranza che dell’opposizione è arrivato l’invito ad un ripensamento generale delle funzioni dell’ente, perché una limatura, seppur doverosa, alle spese di funzione non è sufficiente a risolvere la critica situazione finanziaria.
Approvato con i soli voti della maggioranza il bilancio consultivo si è passato all’esame di due ordini del giorno: l’opposizione ha proposto, richiamando il suggerimento del revisore dei conti una razionalizzazione delle spese di rimborso, al centro in questi giorni di un’accesa polemica sulla carta stampata. Giordano Minotti, capogruppo della Lega nord, ha difeso l’operato della giunta, ricordando l’importanza della presenza degli assessori sul territorio in occasioni di sagre e feste, ma ha poi suggerito il taglio o la riduzione delle auto blu, da sostituire con un noleggio o con i mezzi propri. Un altro esponente leghista, Ivano Bianchi si è invece scagliato contro l’opposizione incolpandola di aver fornito ai giornali i dettagli di costo per i rimborsi della giunta. Gli ha risposto stizzito Mauro Guerra: «I dati sono pubblici, quindi i giornali ne sarebbero comunque venuti a conoscenza. In ogni caso non è nascondendo le cifre che si risolvono le questioni». La proposta è risultata comunque indigesta alla maggioranza, che l’ha bocciata. Approvato invece l’ordine del giorno della maggioranza che riprendeva il discorso della razionalizzazione dei costi degli organi istituzionali, aggiungendo un impegno a lavorare nel campo dell’energia e della banda larga.
Per ultimo si è quindi arrivati per la concessione a titolo gratuito di 400 metri quadri di terreno in via Castelnuovo all’Università dell’Insubria. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di lunedì 30 giugno 2008

Sarà la segreteria tecnica a valutare l’inversione di percentuali dell’area Sant’Anna. Un altro tecnico per valutare lo Swap provinciale e la possibilità di eliminarlo.

«Allora, cominciamo o no? Che alle otto dobbiamo andare». Sono le 17.15 e il presidente Ferdinando Mazara richiama all’ordine la truppa leghista che, facendo il suo ingresso in aula, permette l’avvio della seduta consiliare di lunedì 30 giugno.
Sembrava un quisquilia burocratica, di quelle che inevitabilmente occupano i primi minuti di ogni Consiglio, ma la nomina del rappresentante provinciale nel consiglio direttivo del Museo della seta ha scatenato un piccola polemica. All’annuncio che il prescelto sarà Mario Cantaluppi, Rosangela Arrighi (Pd) ha chiesto la parola sottolineando «che lo statuto prevede le pari opportunità anche nella rappresentanza. Invece la nomina è caduta su un uomo, neanche troppo giovane». Ha continuato poi la Arrighi rivolgendosi al presidente: «Spero di non dover più sottolineare questi fatti in futuro».
Come previsto dalla finanziaria, il Consiglio ha poi deliberato la definizione degli organi collegiali indispensabili: confermati quelli degli anni passati è stato proposto un emendamento che consenta la creazione di Commissioni consiliari specifiche qualora ce ne fosse la necessità. Sia la delibera che l’emendamento sono stati votati all’unanimità.
Si è giunti quindi ai punti più salienti iscritti all’ordine del giorno: ha aperto le danze Renato Tettamanti (Prc) presentando l’interpellanza urgente sulla questione dei contratti di swap sottoscritti dalla Provincia, che hanno sottotratto alle casse provinciali circa 600 mila euro nel 2007, tra debiti e mancati introiti previsti. I firmatari, tutti delle minoranze, chiedono di informare il Consiglio dei dettagli contrattuali: previsioni triennali, numero di rilevazioni, costo di risoluzione e propongono di avvalersi di una consulenza esterna per valutare l’opportunità di mantenere il contratto. Concludendo l’intervento Tettamanti ha sottolineato le scelte di molte amministrazioni locali che si stanno disfando degli swap sottoscritti, e il trend internazionale, portando ad esempio Germania e Inghilterra, paesi dove è proibito alle amministrazioni pubbliche usare questi strumenti di “finanza derivata”.
Gli ha risposto l’assessore al bilancio Tambini, sottolineando dapprima gli introiti derivati dal contratto negli anni 2005 e 2006. Entrando nel merito della questione, l’assessore ha chiarito che «si può risolvere il contratto ora, ma non è conveniente. Banca Intesa ci ha dato comunque la sua disponibilità a rivedere i termini del contratto e per questo sto valutando l’ipotesi di avvalerci di un soggetto terzo, svincolato da istituti di credito, così da avere un parere più oggettivo possibile». Assessore e firmatari hanno convenuto sull’opportunità della consulenza esterna, che dovrebbe avvenire in tempi rapidi e sottostare al monitoraggio della commissione bilancio.
Ivano Bernasconi (Fi) ha poi presentato la mozione a nome del gruppo di Forza Italia sulla repressione operata in Tibet dalle autorità cinesi. La mozione denuncia il silenzio della comunità internazionale e propone che questa avvii un processo di pressione diplomatica sul governo cinese che possa anche sfociare nell’applicazione di «severe sanzioni internazionali». Tutti i consiglieri si sono trovati d’accordo con il dispositivo della mozione, ma non sono mancati i distinguo: Giordano Minotti (Lega nord) ha azzardato un paragone tra il «popolo padano» e quello tibetano, entrambi negati della propria libertà, scatenando qualche sobbalzo dalle comode poltrone e qualche risata a denti stretti. Mauro Guerra, capogruppo del Pd, ha sottolineato la sordità della comunità internazionale a molte istanze che somigliano alla causa tibetana, come la tragedia dello Zimbawe e, concludendo, ha aggiunto: «Dovremmo discutere dei limiti della comunità internazionale, altrimenti ad ogni consiglio ci troviamo a esprimere solidarietà verso questo o quel popolo». Infine Renato Tettamanti ha invocato prudenza nel richiedere l’attuazione di sanzioni internazionali perché queste «colpiscono sempre i popoli e quasi mai la classe dirigente, come nel caso degli embarghi». Il consigliere di Rifondazione ha poi ricordato che proprio in questi giorni la comunità internazionale sta chiedendo all’Italia di non mettere in pratica la proposta di schedatura dei bambini Rom. «Da molte parti del mondo – ha concluso Tettamanti – sta arrivando la solidarietà al popolo Rom italiano». Le minoranze si sono astenute sulle premesse della mozione, che è stata invece votata all’unanimità.
Sempre una mozione, questa volta ben più concreta, ha tenuto banco fino al termine dei lavori. Si tratta di quella presentata il 17 marzo da Fabio Moltrasio (Pse) e sottoscritta da tutta la minoranza sulle percentuali di destinazione d’uso dell’area dell’attuale Sant’Anna: un piano redatto dal Comune di Como che intende invertire le percentuali destinate ai servizi alla persona (da 60 a 40 per cento) e all’edificazione (da 40 a 60 per cento) su un’area definita nel Ptcp come «strategica di importanza sovracomunale». Il primo firmatario ha chiesto al Presidente Carioni le motivazioni di questa variazione «come se i soldi dei comaschi, a cui spesso vi appellate, non bastassero per costruire l’ospedale dei comaschi. La variante non è uno strumento accettabile per fare cassa. Tanti sono i problemi di quell’area, come la carenza di classi del liceo Giovio, si tratta solo di capire quali sono i bisogni del territorio».
Una prima risposta, strettamente tecnica, è giunta dall’assessore Valli: «Il Collegio di vigilanza ha proposto la modifica, ora la segreteria tecnica valuterà la proposta, che tornerà al Collegio di vigilanza e quindi all’accordo di programma, che per essere modificato necessita del voto del Consiglio. Vincolare il 60 per cento ai servizi alla persona è un preconcetto prematuro. Occorre una valutazione sulla base di dati precisi». Il Presidente Carioni si è appellato alla segreteria tecnica affinché valuti la variante e spieghi perché i bisogni del pubblico sono diminuiti. «Dopo queste valutazioni possiamo capire il senso della richiesta del Comune di Como».
Fabio Moltrasio ha quindi ricordato che spetta alla Provincia definire i bisogni su un’area sovracomunale come quella in discussione. Ha rincarato la dose Mauro Guerra: «l’amministrazione dovrebbe avere l’ambizione di un’idea per le potenziali funzioni pubbliche di un’area così importante. I privati, i veri fautori della proposta di variante, cercano giustamente il profitto e i loro tecnici li supportano in questo scopo. Noi dobbiamo fare altrettanto: essendo la nostra missione la ricerca dell’interesse pubblico, i nostri tecnici dovranno difendere questa convinzione». Anche Serafino Grassi (Fi) ha riconosciuto l’intento speculativo della modifica, ma a suo avviso «fissare dei paletti oggi è prematuro, prima di capire bene quali benefici ci saranno e a favore di chi».
Il consiglio ha quindi approvato la mozione senza il “paletto” del 60 per cento. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 30 giugno 2008

I contatori non sempre sono precisi nel fare i conti. L’inquinamento della Ticosa non è così rischioso per l’assessore D’Alessandro. Con il voto contrario delle minoranze, tranne per l’astensione di Area 2010 e dell’Udc, è stata approvato il Bilancio consuntivo 2007.

Prime preliminari dedicate ai bambini nel Consiglio comunale di lunedì 30 giugno, con due interventi uno di Roberta Marzorati, Per Como, sulla sicurezza dei bambini nelle strutture dell’infanzia e uno di Alessandro Rapinese, Area 2010, a favore della pulizia e dell’apertura domenicale dei giardinetti pubblici di via Vittorio Emanuele. Silvia Magni, Pd, ha invece chiesto delucidazioni e che venga data una risposta alla Circoscrizione di Albate per quanto riguarda i lavori di sistemazione delle fognature in piazza 4 novembre.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto poi spiegazioni sull’area del S. Anna: «Cosa accadrà per i 144 mila metri cubi di area destinata ai servizi alla persona? Quando tra questi vengono fatti rientrare anche banche e un bowling. La famosa cittadella sanitaria nascerà sul 10 per cento di quest’area?».
Iniziato il Consiglio sono state innanzitutto discusse due interpellanze. La prima presentata da Donato Supino, Prc, sui vecchi contatori del gas con membrana naturale, dilatabile, che segnerebbero consumi in eccesso a sfavore delle famiglie, per il consigliere comunista in città sono ancora il 29 per cento. «Perizie tecniche promosse dalla Procura della Repubblica – ha affermato il consigliere di Rifondazione – hanno dato risultati di una variazione rispetto ai consumi effettivi dal 6 al 15 per cento».
Rassicurante l’assessore Colombo: «Dalla risposta ad una mia interrogazione in proposito l’azienda dichiara che non sembrerebbe ci siano casi eccessivi» e, seguendo le tempistiche di legge, Acsm starebbe progressivamente sostituendo i vecchi contatori. Per l’assessore ci potranno anche essere dei miglioramenti con la gestione diretta dell’ufficio metrico, fino ad ora facente capo alla Camera di commercio, da parte del Comune.
La seconda interpellanza, presentata da Mario Lucini, trattava della Ticosa. «I dati sui rilevamenti – ha esordito il consigliere del Pd – della Multidevelopment sui terreni dell’area ex Ticosa che superano i limiti di legge, non solo per zone residenziali ma anche per quelle industriali, non sono stati dati all’Arpa. Come mai?».
Per l’assessore D’Alessandro «è stata montata una campagna stampa sulla pericolosità dell’inquinamento» e si chiarirà tutto con il Piano operativo di bonifica.
Il consigliere Lucini ha ricordato anche le implicazioni penali per la messa in scurezza di aree nel centro abitato, soprattutto per un luogo in cui sono state rilevate «una perdita di gasolio arrivata sino in falda e resti di Pcb vicino alla centralina elettrica», senza comunicare nulla a nessuno. «Quando si hanno dei dati simili non possono essere tenuti in un cassetto!» ha concluso.
La discussione si è poi rivolta al Bilancio consuntivo 2007 di Palazzo Cernezzi. L’assessore Colombo ha illustrato la delibera evidenziando le minori spese per personale e servizi, «ci sono 15 milioni di avanzo, di cui 10 bloccati», questo grazie anche «ai dividendi di Acsm che quest’anno sono stati interessanti». Anche l’indebitamento pro capite è calato dal 2006 all’anno successivo da 950 euro a 753 euro ed è anche diminuita la dipendenza dall’intervento statale, dal 40 al 38,4 per cento.
Per Luca Gaffuri, Pd, i 5 milioni di avanzo non hanno ragione d’essere «indicano l’incapacità di dare servizi ai cittadini, il bilancio comunale dovrebbe essere in pareggio». Il capogruppo del Pd ha poi individuato alcuni dati come la crescita della pressione fiscale, del 20 per cento negli ultimi 5 anni, ed un aumento del 49 per cento dei trasferimenti erariali. «Sono stati venduti i gioielli di famiglia come la Milano – Serravalle e la Ticosa. L’assessore deve dare delle risposte politiche, quelle tecniche erano da dare precedentemente». Il consigliere del suo stesso partito Vittorio Mottola ha invece sottolineato l’alto importo dei crediti non riscossi dal Comune, 3 milioni.
Per Dario Valli, Area 2010, questo bilancio «traccia il profilo di una città immobilizzata, che non riesce a spendere, con un aumento della pressione fiscale». Quando si fanno interventi si tratta sempre di «opere di bassissimo cabotaggio e – si è interrogato il capogruppo di Area 2010 – il fatto che diminuiscano i trasferimenti da parte dello stato è un fatto positivo?».
Bruno Magatti, Paco, ha chiesto una maggiore attenzione, con relazioni esaustive, sugli interventi sociali dell’amministrazione comunale. E ha rilevato come siano stati messi fra gli obiettivi raggiunti opere come la zonizzazione acustica, quella che non era stata fatta e per cui si dimesso Peverelli, in sostanza «la relazione dell’assessore è stata alla camomilla e i dati del consuntivo non vanno confrontati con l’ultimo bilancio di assestamento, ma con il preventivo di inizio anno, se no è troppo facile!».
Roberto Rallo, Fi, ha invece chiesto chiarimenti sugli amministratori nominati nelle partecipate la cui mancanza di rapporti col Consiglio è causa di «irritazione».
Dopo qualche altro intervento della maggioranza, tra cui quello di Giampiero Ajani, Lega, contro l’affidamento di incarichi in altre regioni specialmente al sud, a tutti ha risposto l’assessore Colombo, che ha ricordato come nel 2007 col rispetto del patto di stabilità non ci siano stati aumenti di imposte per i cittadini. L’aumento delle entrate per l’assessore è stato determinato anche dalla lotta all’evasione mentre la diminuzione dei contributi statali è indice di una minore dipendenza da essi del Comune.
Ai voti, con l’astensione di Udc e Area 2010 e il voto contrario delle altre minoranze, il Bilancio consuntivo 2007 di Palazzo Cernezzi è stato approvato. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Luca Corvi eletto nuovo coordinatore provinciale del Partito democratico

Una vittoria non scontata per Luca Corvi eletto nuovo coordinatore provinciale del Partito democratico.

Primo congresso provinciale del Partito democratico comasco all’hotel Continental martedì 24 giugno, una serata intensa con un fitto programma di lavori dalle 18 alle 24 a cui hanno partecipato una ottantina di persone. Dopo che la coordinatrice uscente Ana Ruiz ha ricordato il lavoro svolto per la costruzione dei 44 circoli territoriali, la grande partecipazione alle primarie del 27 gennaio con 4300 votanti, il corso per amministratori, che riprenderà a settembre, e un solo «rammarico quello di non essere riusciti a a insediare anche le commissioni di lavoro» si sono confrontati i due candidati alla massima carica provinciale: Luca Corvi e Filippo Di Gregorio.
Il primo ha espresso l’intenzione di lavorare «per essere forza di governo». Ha sostenuto l’ipotesi di un centro di ricerca per capire che indirizzi sta prendendo la nostra società «post-ideologica e post-globalizzata» e ha proposto ampie occasioni e momenti di dibattito per decidere del tipo di sviluppo dare al partito.
Il secondo ha auspicato un partito «che faccia più opposizione», con una maggiore trasparenza e una bussola, quella del riformismo, «per migliorare il mondo morale», con «una politica fedele alla bellezza e agli oppressi». Un accenno anche alle ultime elezioni politiche «quello che doveva essere il nostro azionariato di riferimento ha votato Lega». Per quanto riguarda le prospettive future l’idea è quella di abbandonare le forme partito novecentesche e creare una nuova struttura a rete.
Dopo un acceso dibattito i 73 votanti hanno espresso 35 preferenze per Luca Corvi e 22 per Filippo Di Gregorio, oltre a 13 bianche e 3 nulle. Un impasse dato che per essere eletti si doveva raggiungere il 50 per cento più uno dei voti.
Nel dibattito successivo è stato trovato un accordo, Di Gregorio ha ritirato la propria candidatura, e si è individuata una segreteria congiunta, per non creare spaccature, con Corvi come segretario. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 24 giugno 2008

La Giunta va sotto al 90° minuto. Approvata al Consiglio comunale di lunedì 23 giugno l’estensione della durata dei biglietti urbani da 75 a 90 minuti.

Polemica sul ritiro dei rifiuti in piazza Duomo nelle dichiarazioni preliminari al Consiglio comunale di lunedì 23 giugno, il consigliere Pasquale Buono, Fi, ha evidenziato la mancata raccolta degli stessi, così come apparso sui quotidiani locali. Gli ha prontamente risposto l’assessore Peverelli per cui bisogna stare attenti al giorno del ritiro e gli esercenti «dovrebbero anche andare incontro agli operatori che devono entrare nel vicolo uno alla volta» dato l’ingombro all’ingresso dovuto dai tavolini ed altro.
Sulle cartine geografiche distribuite dagli uffici del turismo è invece intervenuto Emanuele Lionetti, Lega Nord, che ha sottolineato come vengano stampate spese della amministrazione provinciale ed ha invitato l’assessore al turismo «a trovare una piccola somma per contribuire alle spese».
Insediato il Consiglio i lavori si sono concentrati sulla delibera sulle Tariffe del trasporto pubblico urbano a cui sono stati presentati degli emendamenti da parte dei consiglieri dell’opposizione.
Il primo firmatario Donato Supino, Prc, ha spiegato gli interventi richiesti: uno sconto proporzionale per ogni abbonamento annuale oltre al primo per famiglia, rateizzabili, uno sconto sull’abbonamento annuale, incrementare la durata dei biglietti da 75 a 90 minuti, concordare tra Asf, Navigazione e Ferrovie Nord la possibilità di un biglietto urbano unico. «Le aziende sono “pigre” per il calcolo della spartizione dei costi – ha spiegato il consigliere di Rifondazione – ma vanno stimolate in tal senso».
Concorde sostanzialmente su tutto l’assessore Caradonna, il consigliere Bruno Magatti, Paco, ha ricordato il clima di collaborazione su questi argomenti instauratosi negli ultimi mesi, tranne che per alcuni punti.
L’assessore ha proposto un abbonamento studentesco annuale di 200 euro per 12 mesi, 2 in più degli attuali 10, che verrebbe a costare alle casse comunali 30 euro cadauno. Per quanto riguarda gli sconti famiglia l’azienda di trasporti si è detta disponibile al dialogo – ha continuato Caradonna – salvo concordare col Comune anche le maggiori spese che dovrà sostenere.
Anche per l’accordo fra i vettori l’assessore sì è dimostrato disponibile anche se sarà un’opzione complicata a breve termine e, incalzato da Vincenzo Sapere, Gruppo misto, sulla tempistica, si è dichiarato «ottimista».
Un parere contrario sull’estensione della durata dei biglietti da 75 a 90 minuti «non crediamo che per una città come Como sia necessario quando anche in altre città come Milano la durata è di 75 minuti» ha affermato l’assessore.
Assolutanente contrario Magatti «se un anziano deve andare da Prestino a P. Chiasso ci vogliono, ad orario, 41 minuti più altrettanti per tornare, se deve fare una commissione non ha il tempo per farlo, così come se deve andare in centro».
I dati sul passaggio dai biglietti a strappo a quelli a tempo sono stati ricordati dall’ingegnere Lorini del Comune, che ha anche dichiarato che le linee 3 e 11 hanno dei problemi che verranno risolti con il prossimo orario invernale, «in sei mesi l’azienda ha registrato un decremento delle entrate di 100 mila euro ovvero il calo dell’utilizzo di biglietti a strappo del 10 per cento, per una media di 1,3 viaggi per biglietto».
Gli emendamenti sono quindi stati modificati per raggiungere un più ampio consenso introducendo l’abbonamento studenti annuale così come proposto dall’assessore. Tutti d’accordo tranne che per l’estensione della durata dei biglietti su cui il parere di Giunta è rimasto negativo. Ai voti però, grazie all’astensione di una parte di Forza Italia, l’estensione territoriale è passata. La delibera emendata è stata così approvata all’unanimità. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di giovedì 19 giugno 2008

Laici e clericali si confrontano sulla istituzione della Consulta per la famiglia al Cosiglio comunale del 19 giugno.

«Il pass che ci autorizza a posteggiare per le sedute in via Perti vale anche per tutte le zone della città?» così ha esordito nel Consiglio comunale di giovedì 19 giugno Donato Supino, Prc, invitando i vigili a multare la macchina di un consigliere di maggioranza in palese divieto di sosta di fronte al Municipio. Dopo di lui Roberta Marzorati, Per Como, ha riportato la testimonianza, corredata da fotografie, della madre di un bambino disabile che ha documentato come le rampe di accesso al marciapiede comunale fossero bloccate dalle macchine dei consiglieri, oltre all’elevatore in cortile ingombrato dalle biciclette dei dipendenti. «Cose non vere» per l’assessore Caradonna.
Ha preso poi la parola Gianluca Lombardi, capogruppo Fi, lodando il ministro Brunetta e auspicando maggiore trasparenza sui costi della politica anche nel Comune di Como: «Da noi non succede come in Provincia». E sempre su Villa Gallia è intervenuto Emanuele Lionetti, capogruppo Lega Nord, affermando che i rimborsi spese denunciati sui giornali locali sono una vergogna: «Soprattutto con un bilancio regolarmente approvato. C’è qualcosa che non funziona».
Un acceso diverbio è nato poi tra Vittorio Mottola, Pd, e l’assessore Caradonna, quando il primo ha richiesto urgentemente il taglio dell’erba nei giardini e lungo le strade di Sagnino per la festa del santo patrono che vedrà anche la partecipazione del vescovo, tanto da far dire al presidente del consiglio Mario Pastore: «Assessore non può essere così provocatorio con i consiglieri».
È quindi ripreso il dibattito sulla Consulta per la famiglia e sono stati discussi gli emendamenti proposti dalla maggioranza.
Veronica Airoldi, Fi, ha proposto di eliminare la possibilità di decisioni d’urgenza del presidente della Consulta, l’eliminazione di rapporti diretti con i partiti politici ed il fatto che i rappresentanti delle associazioni debbano essere «con regolare permesso di presenza», intendi di soggiorno. Tutte proposte accettate dal Consiglio, anche se l’ultima per Mario Lucini, Pd, sfiora il ridicolo «è stato riscritto tutto un articolo solo per aggiungervi alla fine un passaggio sui permessi di soggiorno. Si alimenta un terrore per lo straniero ingiustificato». «È un passaggio un po’ volgarotto» ha chiosato Roberto Rallo di Forza Italia. Non è passata invece la proposta di aumentare gli anni di operatività sul territorio cittadino delle associazioni che vogliono aderire alla Consulta, da uno a due, perché un solo anno è stato ritenuto sufficiente per garantire che l’associazione non sia fittizia. Un passaggio controverso che ha fatto dire al consigliere Rallo che prima di approvare questo regolamento «qualcuno aveva un disegno ben preciso a monte». Bocciati anche altri due emendamenti proposti da Stefano Rudilosso, Fi, per controllare la “genuinità” delle associazioni.
Tutti concordi invece per permettere alle associazioni di far parte di più consulte, attualmente l’unica attiva è quella sull’handicap. Accordo trovato anche per consentire ai consiglieri comunali e agli assessori di partecipare alle sedute della Consulta.
È stato poi bocciato un ordine del giorno, proposto dal Pd, per garantire un budget alla nuova struttura.
È stata insomma una discussione che ha visto gli schieramenti mischiarsi e confondersi, solo due sono state le costanti di voto della serata: l’astensione di Alessandro Rapinese, Area 2010, e il voto contrario di Supino. Anche Bruno Magatti si è dato un indirizzo costante «voterò a favore di tutti quegli emendamenti che iniziano con eliminare, se eliminiamo tutto forse arriveremo a qualcosa di soddisfacente». Il consigliere di Paco ha espresso una «radicale contrarietà» alla Consulta che «serve solo per dare un messaggio esterno a qualcuno. Vescovo, parroco o a qualche rappresentante di lobby». «Il documento presentato ai candidati prima dalle elezioni dal Forum delle famiglie comasche – ha continuato Magatti – chiede delle risposte politiche, invece l’unica risposta che gli si dà è la costituzione di questa Consulta». «Il problema fondamentale – ha concluso il consigliere di Paco – è quello della laicità, contro questa operazione clericale». Parere negativo anche dal rappresentante di Rifondazione per «un provvedimento opportunista. Altre strutture democratiche come le Circoscrizioni sono nate dall’esperienza e dalle esigenze dei Comitati che erano sorti spontaneamente e non è questo il caso. Per di più i proponenti sono legati ad una concezione di famiglia clericale». Recisamente contrario anche Rapinese che dopo l’astensione sugli emendamenti ha votare contro una Consulta «che svilisce il ruolo dei consiglieri comunali». Unico della maggioranza Rallo da «laico ed anzi da ateo devoto» ha espresso parere contrario «anche perché questo potrebbe essere il precedente per dare il via alle consulte le più disparate». Già una per la cultura è stata chiesta in aula da Bruno Saladino del Partito democratico. Un’unica astensione quella di Marcello Iantorno. Da notare il voto favorevole di Rudilosso che nonostante la sua personale contrarietà al provvedimento essendo coordinatore cittadino di FI ha votato a favore. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Siamo tutti clandestini

Manifestazione della Sinistra unita e plurale sabato 21 giugno dalle 15 in Largo Spallino. Dal gazebo partirà alle 16 Il piedibus della cittadinanza che senza occupare le strade, ma percorrendo i marciapiedi, attraverserà la zona più multietnica della città per affermare il diritto alla cittadinanza di ogni persona contro ogni razzismo e discriminazione.

Mentre a Roma il decreto legge sulla sicurezza del governo Berlusconi comincia il suo iter parlamentare, dimostrando i suoi intenti discriminatori, qualcosa a Como si muove, o meglio, si muoverà.
Sabato 21 giugno, infatti, il piedibus della Sinistra Unita e plurale attraverserà dalle 16 le vie cittadine per dimostrare che esiste una Como solidale, che si oppone al razzismo e la xenofobia della cultura dominante.
«Una cultura che sta trovando sponde pericolose a vari livelli istituzionali – spiega Marco Lorenzini, uno degli organizzatori – e diventa trasversale, come abbiamo potuto constatare ieri con il voto del Parlamento europeo, che ha modificato il quadro di fondo dei fenomeni migratori, rafforzando la “Fortezza Europa”. Gli fa eco in Italia il decreto sulla sicurezza, che prevede provvedimenti discriminatori come il reato di clandestinità, sbagliato sul piano etico, prima ancora che politico, perché trasforma automaticamente migliaia di persone in delinquenti. La cultura dominante alla quale ci opponiamo vuole discriminare il diverso e non potrà reggere ai prossimi futuri cambiamenti mondiali. La risposta che l’occidente dà al fenomeno migratorio, che si stima crescerà nei prossimi anni, è del tutto inadeguata».
La forma della manifestazione non sarà però un corteo convenzionale, ma un “Piedibus” silenzioso che partirà da Largo Spallino, davanti alla chiesa di San Francesco, percorrendo un anello che andrà a toccare il quartiere di Como Borghi (via Milano alta, via Anzani, via Magenta), ad alta presenza migratoria. I manifestanti cammineranno silenziosamente in fila sui marciapiedi della città, portando due cartelli, uno sulla schiena con una frase di protesta e uno davanti con una proposta. Il Piedibus della cittadinanza effettuerà alcune fermate prestabilite lungo il percorso, nella speranza di far “salire” le persone che condividono la lotta contro il razzismo e per i diritti di cittadinanza. L’iniziativa si concluderà in largo Spallino con un dibattito pubblico sul diritto alla cittadinanza e sulla sicurezza che genera paura dalle 17.30.
Spiegano gli esponenti della Sinistra unita e plurale, alla prima uscita pubblica post elettorale del gruppo nato circa un anno fa, di aver organizzato la manifestazione perché il gioco delle destre è di mettere il penultimo contro l’ultimo, e questa mentalità può avere effetti tragici se non viene contrastata dal principio. Un pericolo sottolineato da Enzo Arrighi, mentre Eugenio Secchi ha denunciato la ingiusta differenza di trattamento sui media poco attenti alle tragedie che colpiscono lavoratori immigrati. «Un altro dato preoccupante – aggiunge Manuela Serrentino – è il silenzio altrettanto colpevole di chi, pur non condividendo queste politiche discriminatorie, non trova capacità e coraggio di esprimersi. Sabato scorso abbiamo distribuito 800 copie di un volantino ad Albate e sono stati in pochi, una quindicina, a rifiutarcelo. Questo ci fa ben sperare che in realtà la cultura dominante non sia poi così diffusa». Alla protesta parteciperanno anche le Donne in nero di Como, che sposteranno la loro presenza silenziosa da piazza San Fedele in Largo Spallino, per ribadire la loro ferma condanna del razzismo.
«Speriamo che sabato – ha concluso Celeste Grossi – sia presente qualche migrante, anche se sappiamo che molti di loro non potranno partecipare perché, pur essendo pienamente inseriti nel tessuto lavorativo, rimangono clandestini».
Nell’incontro con la stampa la Sinistra unita e plurale ha presentato la Campagna cd rom (Como per i diritti dei rom) con una cartolina che riporta sul fronte un dipinto dell’artista rom Sandra Jayat (nella foto) e sul retro, oltre che la celeberrima poesia di Brecht sulla necessità di contrastare fin dall’inizio ogni discriminazione, l’impressionate quadro dei simboli utilizzati nei campi di sterminio nazista per identificare ebrei, rom, omosessuali e non solo.
Di particolare rilievo per gli organizzatori anche Comprensione, la lettera aperta a tutti coloro che hanno responsabilità e autorità morale e capacità di intervento politico, culturale, educativo. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

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