Politica

Presidio per la scuola a Lariofiere

Più di duecento persone hanno partecipato a Lariofiere al presidio per la scuola contro Gelmini organizzato sabato 25 ottobre da Sinistra unita e plurale, Iskra Cantù, Pd, Italia dei valori, Cub Scuola, Cgil Flc, Cisl Scuola, Arci.

Si è svolto questa mattina il presidio contro la  ministra dell’istruzione Gelmini, organizzato dalla Sinistra unita e plurale a cui hanno aderito diverse forze politiche e sindacali della  provincia di Como. Dalle 9 alle 11.30, nel piazzale d’ingresso di  Lariofiere a Erba, in occasione dell’apertura della mostra sull’Artigianato, assente Gelmini come era noto da giorni, si sono presentate alcune centinaia di persone tra studenti, docenti, maestre, genitori che hanno distribuito volantini contro i tagli nella scuola e contro il maestro  unico. Dopo il volantinaggio è stata organizzata, nello stesso  piazzale, un’assemblea spontanea in cui sono intervenuti: uno studente  universitario che ha parlato delle occupazioni a Milano, un docente di  scuola superiore che ha fatto il punto sulla proposta di riforma della  scuola secondaria di secondo grado, un docente precario che ha  raccontato la propria condizione, un genitore che ha denunciato l’assurdità delle classi differenziali per stranieri, uno studente di  liceo che  ha parlato dell’occupazione al Liceo Giovio di Como, una mamma  che ha letto la lettera ai cittadini e alle cittadine che era stata  distribuita dalla Sinistra unita e plurale. Alla fine del presidio è  stato ricordato che giovedì 30 ottobre si svolgerà anche a Como il corteo contro i tagli nella scuola. L’ampio schieramento di Forze dell’ordine, data la natura del tutto civile e pacifica dell’iniziativa, è risultato del tutto esagerato.

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 23 ottobre 2008

D’Alessandro sfiduciato sì e sfiduciato no. L’assessore all’urbanistica raccoglie la sfiducia politica dell’assemblea di Palzzo Cernezzi, ma riesce per un voto a essere confermato in Giunta.

 

Molte e le più disparate le preliminari del Consiglio comunale di giovedì 23 ottobre.
Luca Gaffuri, Pd, ha chiesto chiarimenti sulle nuove auto di servizio a gas del Comune chiedendosi il senso di tale operazione quando non ci sono distributori vicini al capoluogo.
Donato Supino, Prc, ha espresso «solidarietà agli studenti del Liceo Scientifico di Como e la più ferma condanna delle affermazioni del presidente del Consiglio».
Mario Molteni, Per Como, ha chiesto di «provvedere con una certa urgenza» al ripristino dell’illuminazione dei giardini a lago, in cui moltissimi lampioni sono spenti la notte.
Marcello Iantorno, Pd, ha chiesto al Consiglio di esprimere solidarietà allo scrittore Roberto Saviano, minacciato di morte dalla camorra, e di «sottoscrivere l’appello di alcuni premi nobel» anche perché «il Comune di Mantova gli ha conferito la cittadinanza onoraria, così come molti altri Comuni della penisola».
Marco Butti, An, ha riproposto la questione dello stabile di via Vela sottoposto a «un andirivieni continuo di persone» e chiesto che il Comune si attivi per avere chiarimenti da Le Nord sui continui ritardi che colpiscono i pendolari della città.
La discussione si è così spostata sull’argomento principale della serata la mozione di sfiducia all’assessore D’Alessandro per l sua gestione dell’urbanistica cittadina.
Per il primo firmatario Mario Lucini, Pd, un atto che nasce da «una politica urbanistica fortemente negativa negli ultimi dieci anni» con «un ulteriore peggioramento per quanto si sta verificando nell’ultimo mandato amministrativo». Contestati all’assessore «errori e imprecisioni» nella spiegazione delle delibere al Consiglio oltre che «superficialità e errori» nella gestione della Ticosa. Il presidente della Commissione urbanistica è poi entrato nello specifico sull’ormai famoso cantiere di via Magni ripercorrendo la cronistoria di quanto accaduto in Consiglio. Dopo vari sopraluoghi degli stessi membri della commissione e dei vigili. In una prima uscita alla polizia locale non era stata data dagli uffici la documentazione necessaria, cosicché si è resa necessario un nuovo sopraluogo, dal quale sono emerse delle irregolarità. Il costruttore ha fatto le proprie controdeduzioni, ha spiegato Lucini, asserendo che alcune opere murarie definite come provvisorie siano state eseguite per la sicurezza del cantiere. «Nella pubblicità su il nuovo giornale comunale, Il Cittadino, – ha proseguito Lucini – nella pubblicità delle Corti Nuove di via Magni, a pagina 23, viene scritto “gli ampi loggiati si aprono sulla splendida corte a giardino”. La corte non c’è nella Dia! Ci sono i posteggi pertinenza, la corte era nella variante che ci hanno chiesto e che il consiglio comunale ha bocciato!». Una gestione farraginosa dell’urbanistica cittadina che ha portato dunque alla sfiducia all’assessore.
Finito lo scrutinio, si trattava di una votazione segreta, il risultato è stato, su 37 votanti, di 18 favorevoli alla sfiducia, 16 contrari, 2 bianche e 1 nulla.
Il presidente del Consiglio ha subito proclamato la vittoria della sfiducia, ma è stato subito contraddetto dal vice segretario generale Emoroso. È così, nella più grande confusione, mentre all’interno della maggioranza non sono mancati attacchi reciproci fra le diverse anime che la compongono, i liberal di Forza Italia (Alogna, Arcellaschi, Buono, Pastore, Rallo, Rudilosso) si sono distinti dagli altri indossando un papillon al posto della tradizionale cravatta, iniziato una serie di consultazioni per capire l’esito della votazione. Al centro del dibattito l’interpretazione dell’articolo 71 del regolamento comunale che impone la maggioranza più uno dei voti, e in questo caso sarebbero serviti 19 voti.
Dopo alcune proteste delle opposizioni Gaffuri ha comunque ribadito che «il risultato politico è innegabile», mentre per Supino, «questa amministrazione non riesce a amministrare la città».
Ritornata la calma i consiglieri hanno approvato all’unanimità una mozione presentata da Alessandro Rapinese, Area 2010, per la trasparenza degli atti pubblicando sul sito del Comune le delibere comunali di Giunta e dirigenziali. L’assessore Cenetiempo ha confermato che entro quattro, cinque mesi il servizio potrà già essere attivo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Cambiare la delibera razzista e xenofoba di Cantù

Il direttivo del Coordinamento comasco per la Pace, alla vigilia della manifestazione di sabato 25 ottobre a Cantù, ha inviato una lettera aperta alla sindaco del Comune di Cantù chiedendo: «Una discussione critica sulla scelta fatta e di riprendere quindi il dialogo con le associazioni canturine al fine di arrivare ad una diversa e migliore modalità di intervento». Il testo della lettera a Tiziana Sala.

«Il direttivo del coordinamento comasco per la pace constata con rammarico il clima venutosi a creare in città soprattutto nei riguardi di alcune associazioni operanti sul territorio in conseguenza dell’iniziativa intrapresa dalla Giunta di Cantù nei confronti degli stranieri senza permesso di soggiorno.
Riteniamo anche che la modalità e la scelta di un’azione di questo tipo non siano realmente confacenti con gli intenti dichiarati.
La delibera assunta e le successive dichiarazioni alla stampa rischiano invece di accrescere la paura e il senso di insicurezza dei cittadini canturini, rimarcando il luogo comune del binomio immigrato (clandestino) = delinquente.
Pensiamo che se il Comune di Cantù vuole porsi contro lo sfruttamento, il degrado sociale e intraprendere iniziative di concreto aiuto alle persone può trovare molte altre strade per farlo e soprattutto in sintonia e attraverso un confronto con le associazioni che già agiscono in tal senso nel Comune5stesso.
Sappiamo bene quanto i ruoli dell’Amministrazione e quelli delle realtà associative siano differenti; tuttavia dato che il nostro Coordinamento da undici anni è impegnato a svilupparne le sinergie, siamo preoccupati per la piega presa dai fatti e, soprattutto, per il tipo di atteggiamento critico assunto dalla sua amministrazione nei confronti delle realtà associative che hanno manifestato il proprio dissenso sulla delibera.
Non abbiamo per esempio apprezzato il riferimento ai contributi erogati dal Comune alle associazioni, sia per il tono che poteva sembrare ricattatorio che per il merito in quanto non si tratta di elargizioni, ma di pagamenti di servizi molto utili per la comunità.
Riteniamo infine che una questione come quella dell’immigrazione per la sua delicatezza e complessità non si possa e non si debba affrontare solo con delibere e comunicati stampa. Meglio sarebbe intraprendere un lavoro di concerto tra l’amministrazione, le realtà associative e la cittadinanza al fine di contrastare non solo l’illegalità, ma anche la crescente marginalizzazione che stranieri, regolari e non, e italiani sono costretti a vivere.
Chiediamo a Lei e alla sua amministrazione di accettare una discussione critica sulla scelta fatta e di riprendere quindi il dialogo con le associazioni canturine al fine di arrivare ad una diversa e migliore modalità di intervento.
Come associazione per la pace e la convivenza dei popoli siamo da sempre impegnati contro ogni forma di razzismo e xenofobia e speriamo che anche la sua amministrazione non voglia che la sua iniziativa assuma un carattere di questo tipo.
Disponibili a darLe tutta la collaborazione possibile per favorire l’incontro e il confronto tra amministrazione e associazioni ci auguriamo che con questa modalità potrà adottare provvedimenti migliori e capaci di generare concordia e accoglienza nella comunità canturina».

A Lariofiere per la scuola

Sabato 25 ottobre a Lariofiere a Erba si svolgerà alle 9 un  presidio per dire “No allo sfascio” e proporre altre idee per la scuola. 

Sinistra unita e plurale di Como, Collettivo Iskra di Cantù, Arci, Pd, Italia dei valori, Cub Scuola, Cgil Flc, Cisl Scuola, invitano studenti, lavoratori della scuola, genitori, cittadini a partecipare all’iniziativa che «ha lo scopo di manifestare la contrarietà al progetto di distruzione della scuola pubblica attaccata dai tagli decisi dal governo Berlusconi».
Gli organizzatori hanno indetto la mobilitazione in occasione della prevista presenza della ministra Gelemini che appare del tutto improbabile, ma dichiarano che «la sua probabile assenza non renderà meno chiara l’azione unitaria a difesa della scuola pubblica».

Enti locali per la Pace

All’assemblea degli Enti locali per la Pace e i diritti umani della Lombardia Verso Ferrara, costruiamo le città dei Diritti umani di martedì 21 ottobre si è discusso di cosa possono fare gli Enti Locali per rispondere alla domanda di Pace, giustizia e serenità dei cittadini. Presente anche il Coordinamento comasco per la Pace.

In che modo si possono fronteggiare le grandi sfide della povertà, della convivenza e dello sviluppo? Cosa devono fare gli Enti locali per assicurare il rispetto dei diritti umani nelle città? Come possono dare una mano alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico senza perdersi nella retorica inconcludente? Il 21 ottobre 2008 se n’è discusso a Milano nella Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, per iniziativa della Provincia di Milano, componente della Presidenza nazionale del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani. L’Assemblea Regionale degli Enti locali per la pace e per i diritti umani è stata convocata in previsione della 9a Assemblea nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani che si terrà a Ferrara dal 13 al 15 novembre e ha avuto per tema Costruiamo le città dei diritti umani. L’Assemblea nazionale e le assemblee regionali precedenti si svolgono alla vigilia di un’importante consultazione elettorale, in un periodo contraddistinto da una grande incertezza internazionale e da forti preoccupazioni, tensioni ed episodi di intolleranza e violenza che esplodono nelle nostre città. Anche in Lombardia molti Comuni e alcune Province andranno alle elezioni nella primavera del 2009. Ed è anche di questo che, a partire dalla bozza di documento La giunta della pace e dei diritti umani (http://www.entilocalipace.it/) hanno discusso i partecipanti all’assemblea regionale ? alcuni Assessori alla Pace degli Enti locali della Lombardia tra cui le Amministrazioni provinciali di Milano, Mantova e Cremona e le Amministrazioni comunali di Brugherio, di Nerviano, di Inzago e il Coordinamento comasco per la Pace (sodalizio di 38 comuni e 48 associazioni del territorio provinciale) ?, dopo gli interventi introduttivi di Irma Dioli (Assessora alla Pace, Partecipazione, Politiche Giovanili e Cooperazione internazionale della Provincia di Milano; componente della vicepresidenza del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani), di Adriano Poletti, sindaco di Agrate Brianza e Vice Presidente delgi Enti locali per la Pace e i Diritti umani, di Felice Cagliani presidente del Consiglio comunale di Sestosangiovanni e vice presidente del Coordinamento Provinciale Milanese La Pace in Comune.
La mattinata è stata anche un’occasione per scambiarsi confrontarsi sulle esperienze delle attività in corso nei territori e per fare proposte per azioni future.

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 20 ottobre 2008

La maggioranza inciampa nella seduta del 20 ottobre durante l’approvazione dell’uscita dalla Fondazione dell’Autunno musicale comasco. Approvato il nuovo regolamento per la Biblioteca comunale.

Nelle preliminari al Consiglio comunale del 20 ottobre Luca Gaffuri, Pd, ha letto un Dialogo semiserio tra due assessori e un sindaco a proposito di strade ferrate e non in cui l’assessore ai trasporti della Regione Lombardia dialoga col suo omologo provinciale ed il sindaco di Como in occasione dell’inaugurazione della nuova tratta ferroviaria Albate – Bellinzona. Un racconto in cui vengono poste in risalto le mancanze degli amministratori locali, quali la mancata individuazione e  edificazione di posteggi di interscambio nelle stazioni di Albate – Camerlata e a Ponte Chiasso, su un progetto che in prospettiva potrebbe diventare una reale metropolitana leggera per il capoluogo lariano. «Un intervento frutto della capacità politica economica e progettuale degli amici svizzeri – ha precisato Gaffuri – che mette in evidenza da parte nostra un’incapacità sconcertante».
Vittorio Mottola, Pd, ha invece criticato un articolo sugli Euro 0 de il Cittadino, il nuovo giornale del Comune, per cui non si possono demonizzare i veicoli di quella categoria «è una farsa! Il blocco degli Euro 0 c’è già da parecchio tempo, e solo ora si sono superati i limiti».
Luigi Bottone, Udc, ha chiesto al sindaco di dichiarare pubblicamente al Consiglio se concorrerà o meno per la Regione.
La seduta è quindi iniziata con la presentazione del nuovo regolamento per la Biblioteca comunale del presidente della Commissione cultura Roberto Tenace, An. Un lavoro durato un anno e mezzo su uno strumento precedente fortemente invecchiato anche a causa della rivoluzione informatica degli ultimi anni e dell’aumento dell’utenza. Un regolamento che ha sollevato pochi dubbi, tranne che sulla fruizione delle postazioni internet. Su cui è stato a larga maggioranza votato un emendamento presentato da Gianluca Lombardi, Fi, per un tempo di consulenza maggiore; un periodo più ristretto era stato prospettato per evitare il «malcostume», così l’assessore Gaddi, di alcune persone che “monopolizzavano” le postazioni disponibili al pubblico.
Bagarre in aula quando alla discussione successiva sull’uscita dalla Fondazione autunno musicale del Comune in una sala semideserta ai banchi della maggioranza Roberto Rallo, Fi, ha chiesto la verifica del numero. Le opposizioni sono uscite e la seduta è stata sospesa, causando le ire del sindaco Bruni. Come da regolamento, dopo un quarto d’ora, al riconteggio dei presenti la maggioranza è riuscita a ricompattare le fila anche se il numero legale è stato garantito dalla presenza in aula di Dario Valli, Area 2010. «Sin dal primo giorno ho chiarito che far mancare il numero legale è uno strumento che non condivido, anche se lo spettacolo che dà la maggioranza non è edificante».
Dispiacere sull’esito della vicenda Autunno musicale bipartisan definita da Rallo «un fiore all’occhiello internazionale, quando ancora non erano nati il Festival jazz di Lugano e il festival di Locarno», ma a tutti ha risposto l’assessore alla cultura spiegando come la trasformazioni in fondazione non ha risolto i problemi dell’ente culturale comasco. «Non basta fare una fondazione per gestire in maniera appropriata attività culturali» ha precisato. Nell’ottica della Giunta l’uscita del Comune permetterà all’Autunno musicale di poter chiedere finanziamenti pubblici e provare un rilancio. Proprio sulle cifre Gaddi è stato attaccato dalla sua maggioranza on Gianpiero Ajani, Lega, che ha affermato «usciamo dall’Autunno musicale perché abbiamo ripianato un bilancio di 311 mila euro in 4 anni, che sono solo la metà del buco fatto dall’ultima mostra dell’assessore Gaddi!».
Dopo la presentazione e la bocciatura di un ordine del giorno delle minoranze per una più stretta collaborazione con l’Autunno musicale, col solo voto della maggioranza è stato approvato il divorzio dall’associazione culturale comasca. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Salvare la scuola in Provincia

Renato Tettamanti (Prc), Rosangela Arrighi (Pd) e Cornelia Borsoi (Lista Territoriale) con una mozione urgente sulla scuola presentata da lunedì 20 ottobre in Consiglio provinciale chiedono che l’Amministrazione provinciale si impegni per limitare i danni ed affrontare i disastri determinati dalla politica del governo sulla scuola.

I capigruppo hanno assicurato che verrà discussa entro metà novembre e l’assessore  si è impegnato a monitorare la ricaduta sul nostro territorio di un’eventuale approvazione dei decreti Gelmini-Brunetta-Tremonti.  Il testo della mozione.

«Il consiglio provinciale premesso che:
i recenti provvedimenti legislativi in materia di istruzione scolastica (art. 64 del D.L n.112/08 convertito dalla legge 6 agosto 2008; disegno di legge di conversione del D.L. n.137/08, con particolare riferimento ai contenuti  dell’art. 4; lo schema  di Piano Programmatico del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, di cui al citato art.64 D.L n.112/08) stanno suscitando proteste e  prese di posizioni da parte di diversi soggetti istituzionali e non, ivi comprese Upi, Anci e conferenza della Regioni;
in particolare per quel riguarda questa Ammistrazione per il vulnus all’autonomia delle Istituzioni Locali, costituito dai vincoli alle operazioni di dimensionamento degli istituti e di razionalizzazione della rete scolastica, già  impliciti  nella manovra finanziaria e nelle indicazioni del piano programmatico;  vincoli che, di fatto, impediscono  la redazione di un piano che tenga conto delle reali esigenze dei territori amministrati, fino al rischio della soppressione delle autonomie scolastiche, faticosamente fin qui garantite nelle situazioni di maggior isolamento o nelle zone a rischio di disagio; vincoli  che possono incidere  anche sulle politiche per l’istruzione degli adulti;
la frettolosità di provvedimenti, che secondo gli obiettivi esplicitati nel piano programmatico, intendono intervenire,  prima delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, sul dimensionamento degli istituti e sulla  ridefinizione dei piani degli indirizzi di studio superiore, ovvero sul segmento del sistema di istruzione a maggior rischio di abbandono e più direttamente collegato ad una scelta che,  in molti casi, determina non solo il successo formativo degli studenti, ma anche il loro futuro percorso di vita;
la riduzione del tempo scuola, soprattutto nella scuola primaria, che  comporterà una  crescita qualitativa e quantitativa  della domanda di servizi alle famiglie, il cui onere,  anche solo organizzativo,  è destinato a ricadere sugli Enti Locali, impattando sulle politiche  sociali; misure   che rischiano di  determinare opportunità diseguali e diverse in ragione della storia e delle caratteristiche economiche e orografiche dei diversi territori, trasformando la ricchezza del tempo scuola destinato alle  attività integrative ed extracurriculari nella povertà del tempo di assistenza e di intrattenimento;
l’innalzamento del rapporto studenti docenti, anche in termini di ricadute organizzative e strutturali, ed il taglio netto dell’orario di  sostegno che interviene ad annullare ogni condizione per una reale integrazione  degli studenti disabili, tanto  dal punto di vista della didattica  quanto in termini di servizi;
le ricadute negative per le scuole e gli Istituti del nostro territorio (rischi chiusura) che dai dati forniti dall’Assessore regionale all’Istruzione risultano interessare diverse sedi e istituti della scuola dell’obbligo e superiore in almeno 15 comuni della Provincia di Como;
Tutto ciò premesso il consiglio provinciale impegna la giunta a:
sostenere le iniziative di già intraprese dai diversi organi istituzionali (Upi, Anci, Conferenza delle Regioni);
convocare rapidamente da parte dell’assessore competente un incontro con i comuni del territorio a rischio chiusura di sedi scolastiche e con i diversi soggetti del mondo della scuola, al fine di predisporre rapidamente iniziative e proposte secondo le indicazioni contenente nelle premessa della presente mozione;
riferire al consiglio provinciale gli sviluppi dell’intera vicenda prevedendo a riguardo una seduta ad hoc dello stesso».

Gelmini il 25 ottobre a Erba

Mariastella Gelmini inaugurerà la Mostra dell’artigianato che si svolgerà a Lariofiere a Erba. La presenza della ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca è prevista per le 10 di sabato 25 ottobre.

 

Per l’occasione la Sinistra unita e plurale di Como in una nota diffusa alla stampa «propone a studenti, lavoratori della scuola, genitori, organizzazioni sindacali e forze politiche di opposizione di manifestarle la contrarietà al progetto di distruzione della scuola pubblica attaccata dai tagli decisi dal governo Berlusconi. Per informazioni 333.7726655».

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 16 ottobre 2008

Sfiduciato l’assessore Centiempo. Nel cuore della notte terremoto a Palazzo Cernezzi, l’assessore al patrimonio cade per mano della sua maggioranza, mentre il grosso del Pd sta a guardare.

Problemi alle strutture pubbliche nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 16 ottobre, dopo la richiesta del consigliere Gianni Imperiali, Pd, di procedere con i lavori di sistemazione della scuola materna di via Brambilla, dove un’aula è chiusa da prima dell’estate per infiltrazioni d’acqua, Mario Molteni, Per Como, ha annunciato che si sta tenendo una raccolta firme a Sagnino per la ristrutturazione della palestra di Mognano. L’assessore Scopelliti, a margine del Consiglio, ha chiarito che i lavori a Mognano, dove è già andato in sopraluogo, stanno per essere intrapresi.
«Quando si consultano i cittadini non sono mai soldi sprecati» ha dichiarato Donato Supino, Prc, a proposito dei due referendum cittadini sui quali verranno interrogati i comaschi dei quali sono stati evidenziati i costi su alcuni articoli della stampa locale.
A proposito della querelle assessore Gaddi – Montini, presidente Csu, sul buco nel bilancio dell’ultimo evento a Villa Olmo Pasquale Buono, Fi, ha affermato «tutti teniamo alle mostre» e si è chiesto «quali sono i fatti reali?». Il capogruppo di Forza Italia ha perciò pacatamente chiesto al sindaco di chiedere ai due interessati di relazionare al Consiglio per fugare ogni dubbio.
Marcello Iantorno, Pd, ha invece chiesto con forza la sospensione della nomina del vicesindaco Cattaneo, fino a quando le vicende giudiziarie che lo hanno interessato non si siano chiarite.
Il Consiglio è quindi entrato nel pieno dei lavori e ha ascoltato la relazione del consigliere Luigi Buono, Udc, sulla sua mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al patrimonio Enrico Cenetiempo. «Non un atto di offesa della dignità personale o della figura dello stesso», per il consigliere centrista, ma un provvedimento volto a rispettare il patto di coalizione elettorale che vedeva la nomina di un assessore Udc in Giunta. Cenetiempo poco dopo la nomina ha abbandonato il partito per seguire il movimento dei Popolari liberali di Giovanardi che alle ultime elezioni ha aderito, contrariamente al partito di Casini, al centro-destra.
Affermazioni recisamente definite «una guerra intestina ad un partito che non c’è più» da Claudio Corengia, An.
Per il sindaco Bruni l’adesione ad un altro movimento «non è uno spostamento di un singolo, ma una scelta politica a livello nazionale», e inoltre il primo cittadino ha dichiarato di avere «piena fiducia in Cenetiempo». Un voto di  sfiducia «deve essere nel merito, per degli atti gravi» ha aggiunto Bruni, che si è detto sicuro del voto: «Su tutte le votazioni significative la maggioranza è sempre stata blindata e coperta».
Dall’opposizione, anche se in disaccordo con le premesse, «la mozione di sfiducia avrebbe dovuto essere indirizzata al sindaco – ha dichiarato Supino – voto a favore per mettere una zeppa negli ingranaggi di questa Giunta». Dario Valli, Area 2010, ha espresso perplessità sulla mozione perché non incentrata su «problematiche specifiche sull’operato di Cenetiempo», esprimendo anche la contrarietà alle logiche di spartizione partitiche lontane dal suo agire politico come esponente di una lista civica.
«Prescindendo da queste sette, otto righe che non condivido – ha affermato Iantorno – ben venga un atto che causa difficoltà alla maggioranza» e ha aggiunto «l’opposizione ha il dovere, l’obbligo politico, quando si pone la fiducia, di esprimersi». Un’opinione non condivisa dalla maggioranza del suo gruppo che ha deciso di non votare la mozione.
«Ci è stato spiegato dal consigliere Bottone come fare l’opposizione – ha esordito Luca Gaffuri, Pd – noi la facciamo nel merito delle questioni e non ci sono elementi di illeciti» e ha continuato l’avvicendamento di un’assessore è «una decisone che va presa all’interno della maggioranza».
Dopo le spinte per “entrare nel merito” durante il dibattito Bottone ha preparato un emendamenti con critiche all’assessore sull’alienazione dell’ex Intendenza di finanza in via Diaz, ma dopo vari propositi espressi da più parti per ritornare prossimamente sull’argomento e per riuscire ad arrivare ad una votazione in serata, gli ha ritirati.
Avvicinatasi la mezzanotte e dopo la decisione di continuare la seduta ad oltranza pur di arrivare ad un esito sono iniziate le operazioni di voto a scrutinio segreto.
Con 15 voti favorevoli, 12 contrari, una nulla e una bianca, l’assessore Cenetiempo è stato sfiduciato. Un brutto colpo per il sindaco che ha abbandonato l’aula visibilmente contrariato, all’incontrario degli esponenti dell’area liberal di Forza Italia di tutt’altro aspetto. Facce tirate anche all’opposizione dove la maggioranza del gruppo del Pd ha deciso di astenersi, il voto degli unici due “ribelli, Iantorno e Mottola, può essere stato quello determinante per gli esiti della votazione, dato che il quorum da raggiungere era appunto di 15 voti. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Braga e Tettamanti contro i tagli alla scuola

Gelmini colpisce anche a Como e taglia scuole e diritto allo studio. Lo denunciano la parlamentare del Pd Chiara Braga e il Consigliere provinciale del Prc Renato Tettamanti.

Non solo le scuole, ma anche i rappresentati politici del territorio lariano si attivano per contrastare la distruzione della scuola pubblica che il governo Berluscono attua con i tagli previsti dalle “riforme” Gelmini imposte al Parlamento senza discussione.
Lo denuncia la parlamentare Pd Chiara Braga che segnala come «la preoccupazione espressa dai molti amministratori locali e dagli operatori scolastici dell’Alto Lario è più che giustificata. La scure dei tagli previsti dal decreto Gelmini rischia di abbattersi pesantemente anche sui piccoli Comuni della nostra Provincia, specie nelle aree montane. In molti di questi contesti le scuole, soprattutto quelle primarie, rappresentano una presenza importante non solo dal punto di vista didattico ma anche sotto l’aspetto culturale e sociale; la loro soppressione, applicata in modo automatico ed indipendente da una verifica delle specifiche condizioni territoriali, si tradurrebbe in un impoverimento di tutta la comunità locale».
Dello stesso avviso Renato Tettamanti, consigliere provinciale del Prc, che evidenzia che «I tagli alla scuola mettono in pericolo numerosi istituti scolastici del nostro territorio, i cittadini e le cittadine con le Amministrazioni comunali e Provinciali facciano sentire la propria voce. I dati pubblicati dall’assessore regionale all’istruzione Rossoni parlano di rischio chiusura per 240 sedi scolastiche di Istruzione obbligatoria in Lombardia e di circa 60 istituzioni scolastiche che perderebbero il Preside perché accorpati con altri Istituti. Si tratte di tutte quelle scuole collocate in montagna o a scarsa densità abitativa. La Provincia di Como non è esente da questi tagli. Numerose scuole elementari o medie del centro alto lago e del triangolo lariano rientrano in questo triste elenco. Queste paventate chiusure completano il dato drammatico già annunciato di tagli ed esuberi del personale della scuola e preludono a un abbassamento generalizzato della qualità dell’istruzione pubblica».
Non coincidente tuttavia la valutazione sul da farsi per contrastare l’attacco berlusconiano alla scuola pubblica e al diritto alla studio delle comunità lariane.
Tettamanti dichiara che «oggi è il tempo della protesta e delle proposte alternative per difendere il diritto all’istruzione anche per coloro che abitano in territori montani o a scarsa densità abitativa», mentre Braga, confidando sull’ordine del giorno accolto dal Governo nel quale c’è l’impegno a concordare, con le Regioni, gli enti locali e gli uffici scolastici regionali, qualsiasi intervento di razionalizzazione, afferma che «Fermo restando il giudizio negativo sul provvedimento, credo che se, come temo, il decreto verrà convertito così com’è, occorrerà vigilare perché almeno questo impegno sia rispettato. Tuttavia, le numerose prese di posizione da parte di amministratori locali di qualsiasi colore politico e di molti operatori della scuola della nostra provincia, sono il sintomo di una crescente e diffusa preoccupazione circa gli effetti del decreto Gelmini imposto dalla maggioranza, Lega compresa, senza nessun confronto con quei territori che si vanta di rappresentare e che rischia di determinare un peggioramento della già difficile situazione delle scuole comasche».

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza