Politica

In Provincia non c’è democrazia

Viva protesta dei consiglieri di opposizione nel Consiglio provinciale per una gestione antidemocratica della discussione sul bilancio. 1.100 ragazzi non avranno più sconti per i trasporti. Ostruzionismo forse a rischio i lavori della commissioni provinciali.

Lunedì sera i consiglieri di minoranza a Villa Saporiti hanno abbandonato l’aula, e la discussione sul Bilancio, per protesta contro l’atteggiamento tenuto dalla maggioranza: «Durante la votazione del nono emendamento (presentato dall’opposizione) riguardo il ripristino e il potenziamento della spesa per il trasporto degli studenti delle scuole superiori – si legge in un comunicato stampa del Pd – la maggioranza ha sottolineato il fatto che la copertura presentata prevedesse l’utilizzo di 10mila euro già stanziati per il Monte Goi (emendamento precedentemente passato), chiedendo ai consiglieri di presentare un subemendamento ad hoc, la cui presentazione avrebbe dovuto essere ammessa dal revisore dei conti. Revisore dei conti che non era presente alla discussione». Per questo non è stato discusso divenendo la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la pazienza delle minoranze che si sono viste bocciare gli emendamenti al Bilancio salvo poi ritrovarsene tre tramutati in ordini del giorno proposti dalla maggioranza: per uno stanziamento di 150mila euro al Cfp di Monte Olimpino, per un aumento dell’organico del Centro per l’impiego e per un aumento dei fondi per la cultura.

«Al di là dei singoli episodi è evidente che non ci fosse la volontà di discutere il bilancio provinciale dove, è bene ricordarlo, non sono previsti precisi stanziamenti per fare fronte alla difficile congiuntura economica, mentre per la cultura sono stanziati solo 0,30 centesimi per cittadino» ha dichiarato Mauro Guerra, Pd.

«In un momento di crisi sono stati tolti i sussidi per i trasporti degli studenti – ha aggiunto Renato Tettamanti, Prc – erano previsti sconti fino al 40 per cento, per 1.100 ragazzi».

«Il problema è anche quello del ruolo del Consiglio provinciale – ha proseguito Tettamanti – che viene esautorato dei suoi poteri tramutando degli emendamenti vincolanti in ordini del giorno che danno solo un indirizzo».

Per questo i consiglieri di opposizione hanno annunciato che, per protesta, si asterranno dal presentarsi alle Commissioni, «escluse quelle di rilevanza particolare per il territorio»; una forma di ostruzionismo che potrebbe mettere in difficoltà la maggioranza di cui non si potrà ammalare nessun esponente o verrà a mancare il numero legale nelle stesse.

Donato Supino coordinatore provinciale del Prc

 

prcPresentato sabato 28 marzo alla stampa il nuovo gruppo dirigente del Prc comasco. Donato Supino coordina la segreteria collegiale e si propone di aumentare in poco tempo gli iscritti. Accuse ai dirigenti che hanno lasciato il partito.

Presentata la nuova dirigenza del Partito della rifondazione comunista comasca. Una nuova segreteria collegiale di cui è diventato coordinatore il consigliere comunale comasco Donato Supino. Dopo le dimissioni di parte della vecchia segreteria «ci siamo trovati di fronte ad una situazione finanziaria che ci ha in parte sorpreso» ha affermato Supino, che ha poi precisato l’ammontare del buco 8 -10mila euro, con alcuni crediti da recuperare dal nazionale. Il nuovo coordinatore ha anche accusato la dirigenza passata di non aver voluto iniziare il tesseramento degli iscritti pensando già all’uscita e al sostegno a quella che è diventata la lista Sinistra e libertà. Una situazione difficile per un partito che aveva 500 iscritti nel 2001 e 193 l’anno scorso.

«I Giovani comunisti sono rimasti tutti all’interno del partito – ha precisato Supino – e questa è la nostra forza e la nostra speranza per il futuro». Il neocoordinatore ha poi rimarcato il riallacciarsi di un rapporto con i sindacati e le reiscrizioni di diversi segretari della Camera del lavoro comasca: «Siamo fiduciosi e pensiamo in poco tempo di raggiungere i 200 iscritti».

Per quanto riguarda le prossime elezioni Rifondazione, per le europee si presenterà assieme ai Comunisti italiani e a Socialismo 2000, mentre per le amministrative guarderà ad un’alleanza a sinistra magari anche col Pd, «purché non cerchi alleanze con la Lega, favorevole alle ronde, mentre noi siamo contrarissimi».

Il programma prevederà interventi comunali per aiutare le famiglie colpite dalla crisi con la sospensione dei mutui e la riduzione delle bollette dal 50 al’80 per cento.

Per la sinistra a Como

 

associazioneperlasinistraÈ nata sabato 21 marzo con l’assemblea La primavera della sinistra, svolta alla Circoscrizione 6, l’Associazione per la sinistra di Como, un sodalizio che si propone di superare le barriere fra i vari raggruppamenti politici e di porre le basi per l’unità delle sinistre.

 

Un’assemblea di una cinquantina di persone, pochi i giovani, ha dato la vita alla nuova Associazione per la sinistra – Como. «Non potevamo più aspettare – ha detto la presidente onoraria Anna Sacerdoti – Il tempo è adesso. Speriamo che tutte le forze della sinistra riescano ad unirsi innanzitutto per difendere la Costituzione».

L’introduzione dei lavori e l’analisi della situazione economica e sociale attuale con le prospettive e le cause della nascita dell’associazione sono toccate a Giuseppe Calzati. In primo piano la crisi, della sinistra «per la prima volta non rappresentata in Parlamento», e quella economica. La neonata associazione si propone di essere un «luogo di confronto di analisi e proposta con la capacità di esprimersi in un linguaggio comprensibile alle classi popolari». Un associazione, non un partito, è stato rimarcato più volte, per trovare una via nuova al di là di vincolanti appartenenze e degli steccati che i vari partiti della sinistra hanno alzato fra di loro.

L’attenzione dei presenti si è concentrata poi sugli atti fondamentali della nascita dell’associazione con le relazioni, i dibattiti, e l’approvazione della Carta di intenti, spiegata da Nicoletta Pirrotta, e dello Statuto, illustrato da Marco Lorenzini. Eletto il Consiglio direttivo che eleggerà nella prima riunione il presidente, è stata acclamata presidente onoraria Anna Sacerdoti.

Un’assemblea all’insegna della tradizione della sinistra, con la presenza della bandiera rossa (priva di ogni altro simbolo o scritta), che ha però avuto elementi di novità, dal dibattito, meno scontato rispetto a quello delle riunioni di partito, al rinfresco finale con brindisi.

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 19 marzo 2009

cernezzi2No all’election day! La maggioranza a Palazzo Cernezzi decide di non votare nello stesso giorno per le europee ed i referendum comunali. Csu: cambiare lo statuto per gestire i rifornimenti nella città murata.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 19 marzo Francesco Pettinano, An, ha dato la propria disponibilità alle dimissioni dal Cda della fondazione La presentazione se ritenuto necessario dal sindaco dopo un chiarimento a seguito dei pareri del segretario generale, Nunzio Fabiano, e del suo vice, Oliviero Emoroso, in cui venivano vanzati dubbi di legittimità circa la designazione di membri del consiglio comunale a “ricoprire incarichi presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dei relativi comuni”». Sorpresa in aula «Noi non abbiamo visto nessun parere – ha detto Vincenzo Sapere, Socialisti – non facciamo parte del consiglio comunale?». L’ha rassicurato il presidente Pastore che ha dichiarato che già l’indomani sarebbero stati consegnati i materiali ai consiglieri di minoranza. Primo punto all’ordine del giorno la deroga al regolamento comunale per poter votare in unica tornata elettorale, il 6 ed il 7 giugno, per le elezioni europee ed i referendum cittadini per il mantenimento di una cittadella sanitaria nell’area ex Sant’Anna e l’apertura tutto l’anno di un centro per l’accoglienza dei senza tetto. Dopo la presentazione di Marcello Iantorno, Pd, che chiedeva «l’accorpamento per un sensibile risparmio dei costi ed il contenimento della spesa pubblica» ma non solo anche per una gestione migliore delle strutture scolastiche che non dovranno essere chiuse due volte per lo svolgimento delle operazioni elettorali. Precisamente la richiesta era quella di una «deroga in via eccezionale» agli articoli 6 e 12 del Regolamento comunale che impongono altre tempistiche. Dopo di lui nessuno è intervenuto e nessuno ha espresso la propria dichiarazione di voto, così la mozione lampo è stata votata, e bocciata, nel giro di un quarto d’ora con una netta contrapposizione tutta la maggioranza contraria e la minoranza a favore. Differenti le dichiarazioni a margine dei lavori. «I 300mila euro che verranno spesi per le votazioni avrebbero potuto andare ad incrementare il fondo per aiutare chi è in difficoltà per la crisi – ha affermato Donato supino , Prc, che ha poi attaccato il Pd – Se avessero aderito e aiutato nella raccolta firme non ci saremmo dovuti trovare in questa situazione e chiedere una deroga al regolamento». Infatti il sindaco ha dichiarato recisamente «il regolamento o si applica o si cambia». Combattivo Bruno Magatti, Paco, «Se credono che così facendo non si raggiungerà il quorum si sbagliano. Avremo più tempo per sensibilizzare i cittadini e finché saremo in fase referendaria nessun privato s’arrischierà a comprare l’area del Sant’Anna permettendo ai comaschi di esprimere il proprio parere». Iantorno ha sottolineato l’irresponsabilità della votazione e affermato che avrebbe depositato un’altra mozione d’urgenza sull’argomento per poter ottenere la deroga. Il secondo argomento della serata è stato il cambiamento statutario di Como servizi urbani (Csu) a cui aggiungere, fra i vari campi di attività, «autotrasportatore per conto terzi» come ha spiegato l’assessora Molinari. Ne è seguito un dibattito che ha visto schierarsi in maniera trasversale i consiglieri. Una discussione che,come ha detto Mario Lucini, si è concentrata «sull’oggetto occulto della serata al posto che del suo soggetto», valere a dire il progetto di intermediazione per il carico e scarico delle merci da affidare a Csu, con mezzi ecologici, in città murata e nella Convalle in generale. Un’idea proposta dall’assessore Caradonna che è il vero centro della questione anche perché, come affermato dal presidente Pastore, «noi voteremo ora questo cambiamento di statuto e poi l’iter passerà attraverso atti di Giunta e il progetto non lo vedremo più». Sostanzialmente l’idea della Giunta è di fermare i vettori che riforniscono i negozi del centro a Lazzago e da lì proseguire con mezzi ecologici verso il centro città. «Una proposta che interessa sia i commercianti che i trasportatori – ha detto Caradonna – il costo maggiore per i secondi è l’ultimo miglio, una volta usciti dall’autostrada, qui si fermerebbero appena fuori dalla stessa e dopo scaricato potrebbero subito ripartire senza affrontare il traffico del centro». Un progetto che dovrebbe togliere dalle strade cittadine 90-100 camion, seguendo l’esperienza padovana, ma che ha suscitato forti perplessità per la gestione e l’impatto reale. Anche perché come sottolineato da diversi consiglieri non verrebbero interessati l’umido ed i beveraggi, oltre che la grande distribuzione, lasciando quindi da gestire una quota residuale del traffico. Lapidario Alessandro Rapinese, Area 2010, «il Polo delle libertà a livello nazionale predica più privato, meno stato, mentre a livello locale promuove l’esatto contrario». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

“La Testata” del Pd

pdNasce La Testata il nuovo mensile del Partito democratico comasco.

Un nuovo giornale fa capolino nel panorama editoriale comasco. Il Partito democratico si è attrezzato con un foglio mensile, inizialmente di 4 pagine, ma con più edizioni: La Testata. Periodico di informazione del PD provinciale di Como. Il giornale affiancherà ad un corpo fisso di tre pagine, dedicate una ai temi nazionali, una ai regionali ed una a quelli provinciali, una prima che cambierà a seconda dell’edizione locale o con alcuni speciali. Per il numero zero si può scegliere fra quella erbese, olgiatese, uno speciale su Bulgarograsso o il tesseramento. Le edizioni saranno per il momento quattro: erbese, comasca, olgiatese e canturina, ma se prenderà piede nulla vieta di aumentarle e aggiungere altre realtà. Il direttore responsabile sarà Maria Teresa Rangheri.

Una mensile a tutti gli effetti, con i colori e i simboli del partito di Franceschini, che non sarà però disponibile nelle edicole. Si potrà trovare in formato pdf sul sito internet del Pd e verrà spedito via e-mail agli iscritti, ad oggi poco più di un migliaio, simpatizzanti, interessati. I circoli potranno stamparlo autonomamente per diffonderlo sul territorio; anche per questo il formato sarà quello A4 per una maggiore comodità nella riproduzione fai da te.

«Un nuovo strumento giornalistico, un organo di informazioni con gli iscritti, i circoli, il territorio – ha detto Luca Corvi, segretario provinciale Pd – Un mezzo, data la periodicità, di riflessione sui temi della politica locale».

Un’opportunità per approfondire il dibattito per il consigliere regionale Luca Gaffuri ed un supporto per aiutare il radicamento delle strutture del partito, di supporto all’attività dei circoli, per la deputata Chiara Braga.

«Stiamo contattando dei fumettisti per disegnare il testone della rivista, ovviamente il doppio senso nel titolo è voluto – ha spiegato Carla Cazzaniga della segreteria provinciale Pd – per prendere a testate le cose che non piacciono».

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 2 marzo 2009

 

cernezziTutto come previsto al Consiglio comunale di lunedì 2 marzo, la mozione di sfiducia al sindaco Bruni non passa. Le opposizioni attaccano sulla mancanza di patrocinio dell’incontro con Gherardo Colombo.

Gherardo Colombo a Como

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 2 marzo Bruno saladino, Pd, ha attaccato la scelta di giunta di non concedere il patrocinio all’incontro per le scuole con Gherardo colombo di lunedì 9 marzo. Un appuntamento organizzato dall’Ufficio scolastico provinciale con l’Ipsia Ripamonti ed il sostegno della Amministrazione provinciale ed ospiti, oltre al dirigente scolastico provinciale e all’assessore provinciale all’istruzione, quali il prefetto, il questore, il comandante del Comando provinciale dei Carabinieri e il comandante del Comando provinciale della Guardia di finanza. «Su un convegno sulla legalità è un paradosso che il Comune parli di parzialità – ha affermato Saladino – è pesato il pregiudizio» per quello che il consigliere comunale ha poi definito «un pesante scivolone».

Legalità e rifiuti

Bruno Magatti, Paco, ha invece posto all’attenzione dell’assemblea il fatto che la delibera di indirizzo sui rifiuti è ancora ferma e sarà difficile rispettare i tempi e attivarla entro aprile.

Il consigliere della lista della rondine ha anche affrontato il tema della legalità e delle ronde seguendo la linea di un comunicato che Paco aveva divulgato poco prima: «a Como abbiamo già sperimentato il fallimento totale del primo “esperimento” di ronde, rappresentato dal tristemente famoso “nucleo”, naufragato dopo la quasi-uccisione di Rumesh».

Pedonalizzazione di via Milano alta

«Non è una faccenda solo per i commercianti… Ci sono anche i residenti» ha denunciato Roberta Marzorati, Per Como, a proposito della decisione di pedonalizzaizione dei via Milano alta, dove per la consigliera «si muore, ma di traffico», per cui ha prospettato la possibilità di una nuova raccolta firme.

Di tutt’altro tenore l’intervento di Giampiero Ajani, Lega, che ha affermato in modo stentoreo «il terrorista di Guantanamo a Como noi non lo vogliamo!» riferendosi alle notizie dell’ex prigioniero nel carcere americano in via di dismissione a Cuba che avrebbe intenzione di tornare nel capoluogo comasco. Mentre Stefano Rudilosso, Fi, ha lodato la professionalità delle Guardie ecologiche volontarie.

La mozione di sfiducia

Dopo l’appello è ricominciata la discussione sulla mozione di sfiducia al sindaco. Carlo Ghiri, Gruppo misto di maggioranza, ha ricordato criticamente l’operato dell’amministrazione, sottolineando la necessità dell’approvazione del Piano di governo del territorio: «Non si può andare avanti così, si sta stravolgendo Como sud e si rimandano la Ticosa e le aree ex Sant’Anna ed ex Trevitex». Ma nonostante ciò ha ribadito di avere fiducia nel sindaco e di appoggiarlo. Una posizione in parte simile a quella di Emanuele Lionetti, Lega, firmatario della mozione di sfiducia per permettere la discussione sulla situazione, che ha citato gli esempi del Politeama e del voto trasversale sulle mostre, ribadendo comunque la sua fiducia per Bruni.

Come prevedibile Mario Lucini, Pd, ha invece attaccato l’esecutivo cittadino e la sua amministrazione parlando della mancanza di trasparenza e della difficoltà di accesso agli atti. «Un clima diffuso di disagio e terrore negli uffici comunali» che per il consigliere democratico rasentano «un clima da maccartismo». Deficitaria anche la gestione della Ticosa, riproposta anche da Mario Molteni, Per Como, di cui non si sa ancora il destino e un ricordo per l’ex assessore Colombo, che da più parti nel corso della serata è stato ricordato con parole di apprezzamento.

Magatti si è scagliato contro «l’attitudine al comando» del sindaco e ha sottolineato la disillusione dei consiglieri di maggioranza esautorati delle loro prerogative di scelta dei destini della città che sono passate ad altre mani lasciando loro la mera potestà della ratifica. Donato Supino, Prc, si è accalorato denunciando l’incoerenza dei consiglieri comunali di Forza Italia che avendo votato per la mostra a 400 mila euro, dopo le molte estenuanti sedute, divenuti assessori, hanno abbassato tale cifra a 270 mila.

«Il Consiglio aveva deciso una spesa fino a 400 mila euro la Giunta ha scelto di deliberarne 270 mila non vedo il problema» ha risposto il sindaco Bruni che è intervenuto per difendere il proprio operato ed ha definito come strumentali le lodi fatte all’ex assessore Colombo. «L’occhio si deve fissare sull’obiettivo [la ripresa dell’attività amministrativa], non sul dettaglio» ha precisato attaccando poi le minoranze «forse voi avete una rappresentazione della realtà che non corrisponde al vero o che almeno in parte non corrisponde al vero».

Un dibattito proseguito con un copione prevedibile sino alla mezzanotte quando è stato deciso di continuare i lavori ad oltranza, sino al voto finale.

Al voto, svoltosi per appello nominale e dichiarazione palese di ogni singolo consigliere, solo i consiglieri delle minoranze hanno votato la sfiducia, mentre la maggioranza compatta ha sostenuto Bruni, solo Luigi Bottone, Udc, uno dei firmatari della mozione, ma anche lui per poter permetterne la discussione, si è astenuto. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

L’apologia del fascismo è reato

 

logoarci1Enzo D’Antuono, presidente dell’Arci di Como, prende posizione sui disordini determinati a Bergamo dalla volontà di aprire una sede di Forza Nuova.

Il presidente dell’Arci in una nota diffusa oggi denuncia l’azione delle destre neofasciste che creano le condizioni perché avvengano scontri e atti di violenza: «Siamo in una Repubblica nata dalla Resistenza, dove l’apologia di fascismo è ancora reato, eppure si permette tranquillamente a formazioni dichiaratamente fasciste di operare, aprire sedi, randellare ogni volta che sia possibile».

Riferendosi ai fatti di Bergamo D’Antuono afferma che «le cariche della polizia sono avvenute in assenza di atti che le legittimassero mentre non si capisce come mai qualche centinaio di fascisti possa esibirsi con caschi, spranghe, saluti romani e inni al duce senza che nessuno delle forze dell’ordine intervenga». E aggiunge: «Segnalo che la via Quarenghi ospita la sede provinciale dell’Arci della Uisp e altre associazioni e soprattutto è una via a forte insediamento di immigrati; credo sia doppiamente folle avere permesso l’apertura di una sede di forza nuova proprio in quella zona, chi ha autorizzato questo o è un irresponsabile oppure spera che così una via centrale della città possa essere liberata dal “fastidio” degli immigrati».

Critiche anche per la stampa: «Esiste un gioco per cui la stampa si concentra tutta sugli episodi eclatanti perché fanno audience, per cui una bandiera israeliana bruciata oscura decine di migliaia di persone che manifestano per la Palestina, o una scritta insultante sui muri o una vetrina spaccata oscurano la marcia pacifica di tante persone. Questo è un gioco che andrebbe cessato se si vuole informare».

Associazione per la sinistra

farfallaconlemaniSabato 28 febbraio alla Circoscrizione 6 è stata presentata alla stampa l’Associazione per la sinistra di Como, una nuova realtà che si propone di creare unità a sinistra.

«È tempo che, anche a Como, le donne e gli uomini che si ispirano ai valori fondamentali della sinistra prendano in mano il loro destino e procedano verso la costituzione di un nuovo soggetto politico, unito e plurale» questo è l’incipit del documento distribuito all’incontro di presentazione di un nuovo soggetto della vita politica e culturale comasca l’Associazione per la sinistra (perlasinistracomo@gmail.com). Due i portavoce che si sono fatti carico di presentare la nuova associazione, Giuseppe Calzati e Alessio Tamburello, in una riunione alla presenza di una ventina di persone esponenti del variegato schieramento a sinistra del Pd. «L’associazione lavorerà per la ricostruzione di rapporti unitari a sinistra» ha precisato Calzati con l’obiettivo più ambizioso di ricostruire un’unità a sinistra e, «se il percorso acquisterà consenso, potrà contribuire, all’interno di un processo di aggregazione di realtà più articolate, sindacati, associazioni e mondo cooperativo, alla nascita di un partito». «L’associazione prescinde dai partiti politici – ha spiegato Calzati – e non si farà condizionare da loro» anche perché vuole andare oltre le logiche identitarie che hanno portato a divisioni e diaspore. Critica la posizione sulla lista della Sinistra arcobaleno definita come espressione di logiche verticistiche. In sostanza ha riassunto Calzati «non occuparsi di ciò che accade all’interno dei partiti, ma di ciò che succede nella società». Ad animare l’iniziativa un forte spirito unitario e la volontà di ricomposizione di un territorio politico troppo frammentato. A Mariano Comense l’Associazione sosterrà la lista Sinistra Marianese (sinistra.marianese@gmail.com), che si presenterà pubblicamente venerdì 6 marzo, ed è impegnata a trovare ampi consensi e apparentamenti per la prossima tornata elettorale. L’associazione pur essendo in relazione, seppur senza un rapporto organico, al sodalizio nazionale (www.associazioneperlasinistra.it) intende avere un’ampia articolazione locale nei diversi territori della provincia di Como. Associazioni simili stanno nascendo anche in altre realtà lombarde, da Monza a Brescia, ed i promotori com’aschi, finora una trentina, hanno uno sguardo privilegiato verso la “consorella” varesina, vista come l’interlocutore più vicino che opera in un contesto analogo. Il primo appuntamento sarà un’assemblea pubblica a Como sabato 21 marzo per presentare lo statuto, la Carta d’intenti e avviare il tesseramento. Entro fine marzo verranno poi lanciate nelle piazze della provincia le Primarie delle idee per ricevere proposte, idee, suggerimenti. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

La segretaria del Prc comasco lascia il partito

Con il comunicato reso noto il 21 febbbraio che riportiamo integralmente Nicoletta Pirotta si è dimessa da segretaria provinciale del Prc comasco.

“Ieri mi sono dimessa dall’incarico di segretaria provinciale di  Rifondazione Comunista. Non mi riscriverò al partito. 

Considero opportuno che  a dirigere Rifondazione ci stia chi ne condivide l’attuale linea politica , che io invece  sento lontana ed estranea.

Rifondazione è stata la mia casa e questo addio non è indolore. Lascio dentro Rifondazione un pezzo di me e porto con me la sua storia migliore, quella dela rottura con lo stalinismo, dell’internità ai movimenti, della non violenza, del governo come strumento e non come fine.

Lavorerò e mi impegnerò per  una sinistra del lavoro e delle libertà, che sia un antidoto contro la paura e contro la solitudine, che sappia ricucire nuovi legami sociali  , che faccia politica coinvolgendo e accogliendo. 

Una sinistra che allunga i propri pensieri oltre il presente ma che sul presente provi ad agire,  che ci aiuti a spartire il dolore e la gioia, che rispetti la  nostra fragilità e la  nostra unicità, che non cerchi nemici. 

Una sinistra gentile, capace di analizzare, comprendere ed ascoltare,  che cerca le persone in carne e ossa piuttosto che il pubblico. Una sinistra che annuncia non il nostro primato ideologico ma il nostro amore per la libertà e la giustizia sociale.

Ho salutato le e i compagni che resteranno in Rifondazione con una stretta di mano, perché  rifiuto di considerare un nemico chi la pensa diverso da me specie  se  ci accumuna una lunga storia di appartenenza ad un medesimo partito.

Mi iscriverò all’Associazione comasca per la sinistra per contribuire, come semplice iscritta, a costruire una “sinistra senza aggettivi” ma aperta, accogliente, includente in grado di  esprimere concretamente una proposta alternativa al modello capitalista, oggi in profonda crisi.”

Oltre la globalizzazione: il ritorno al territorio.

I temi trattati nelle relazioni tenute a Bergamo venerdì 13 e sabato 14 febbraio alla sesta Assemblea nazionale enti locali sul tema Oltre la globalizzazione: il ritorno al territorio. Un resoconto di due giorni di approfondito dibattito con seminari specifici che hanno coinvolto oltre quattrocento persone, amministratori, rappresentanti di associazioni, studiosi di varie discipline, cittadini, i componenti l’ufficio partecipazione del Comune di Bergamo.

Si è tenuta a Bergamo venerdì 13 e sabato 14 febbraio la sesta Assemblea nazionale enti locali sul tema Oltre la globalizzazione: il ritorno al territorio. Il sindaco di Bergamo Roberto Bruni non si è limitata ad un intervento formale ma ha permesso di entrare già nel tema di come i governi locali possano coinvolgere la popolazione nelle scelte concrete. Anche il federalismo sposta il tema sul ruolo degli enti locali, i Comuni tornano al centro del dibattito territoriale ma le scelte politiche del governo penalizzano il loro ruolo sottraendo risorse essenziali. Così oggi gli enti sono chiamati a approvare bilanci più difficili e sofferti a causa dei tagli imposti. La crisi finanziaria economica d’altra parte richiede l’adozione di regole nuove. Quando si parla di federalismo fiscale (meglio parlare di autonomie locali) occorre anche parlare di partecipazione dei cittadini al governo della città e diventano inevitabili la diffusione di pratiche partecipative. Il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, che rappresenta anche il neocostituito movimento Stop al consumo di territorio., ha presentato un intervento caratterizzato da un messaggio che nasce dal territorio: l’Italia è un paese meraviglioso con una malattia: consumo forsennato della terra, del territorio. I Comuni sono sottoposti ad una costante difficoltà finanziaria e per risolverla oggi possono ricorrere alla monetizzazione del territorio. Gli oneri di urbanizzazione possono essere utilizzati per pareggiare bilancio. Un’interpretazione largamente condivisa dai partecipanti al convegno dal Salento alla Sicilia, all’Alto Adige, alla Lombardia. Dall’urbanistica dal territorio condotta con la consapevolezza che la terra è bene comune si possono cercare nuove vie, nuove modalità per fare la gestione urbanistica e delle infrastrutture. Possono discendere buone pratiche, vere, che vanno a toccare il nervo scoperto quando i piani pubblici vengono delegati a mani private. La nostra Costituzione dice che la libera intrapresa non deve essere in contrasto con i l’interesse pubblico. Non fare scelte con uso del territorio non significa essere contro lo sviluppo. C’è un assioma: se non si crede in competitività, crescita e sviluppo sembra non si sia adatti a amministrare. Al contrario si possono e devono fare proposte alternative e noi dobbiamo essere in grado di farlo. «La partecipazione può essere – per Finiguerra –un percorso fondamentale per fermare il consumo del territorio. La terra non è nostra ma di chi verrà dopo di noi». Nel suo intervento Alberto Magnaghi, presidente della Rete nuovo municipio, ha ricordato che la Rete nel suo convegno di Milano aveva scritto una sorta di Decalogo consumo zero per il territorio e che anche a Roma tra i punti finali si ribadiva lo stesso concetto. Però non è successo nulla e inoltre sovente assistiamo a Comuni che dichiarano lo stop al consumo, ma poi vediamo le gru dovute a processi messi in atto in precedenza. I relatore ha invitato i Comuni a una moratoria sull’utilizzo del territorio ed indagare prima di consumarlo e ha proposto che dall’assemblea uscisse l’impegno a mettere in atto la moratoria, reale, operativa per i Comuni che aderiscono alla rete. È necessario oggi riflettere sul ruolo che vengono ad assumere i percorsi di democrazia partecipativa nel contesto delle trasformazioni profonde del quadro istituzionale ed economico, in primis della crisi del capitalismo mondiale. Si assiste alla progressiva trasformazione dei partiti di massa: fine delle rappresentanze sociali di classi, ceti, culture, identità come concreti canali di trasmissione dal sociale alle istituzioni, verso una rappresentanza di gruppi di interesse, comitati di affari, lobbies, capitale imprenditivo e finanziario, multiutilities. I sindaci diventano esecutori delle grandi strutture finanziarie e produttive espresse dai loro partiti. Esempi Firenze (Tav e nuovo stadio). Da questi contesti nascono comitati di difesa del territorio, esempio toscano più di 160 comitati per la difesa del territorio. A livello Globale per Finiguerra la finanziarizzazione del capitale e globalizzazione economico finanziaria: la crisi economica e la recessione mondiale hanno messo a nudo l’allucinante disegno del capitale: autonomizzazione da produttori e consumatori: anche l’impresa di produzione diventa merce. Di fronte a queste trasformazioni generali a livello locale si deve constatare la crisi dei municipi e del neomunicipalismo nato a Porto Alegre con la Carta del nuovo municipio e sviluppatosi con Arnm e anche la crisi fiscale, da regime consociativo, da cultura dello “sviluppo”, degenerazioni corruttive dilaganti. Sono pochi i municipi che resistono a questa molteplice tenaglia che ha reso difficile la crescita di processi partecipativi, con la conseguente crisi del progetto di federalismo municipale solidale. Il territorio può divenire il luogo di difesa della crisi valorizzandole potenzialità e le peculiarità identitarie dei patrimoni locali. La coscienza di luogo si può in sintesi definire come la consapevolezza acquisita attraverso un percorso di trasformazione culturale degli abitanti, del valore patrimoniale dei beni comuni territoriali (materiali e relazionali) in quanto elementi essenziali per la riproduzione della vita individuale e collettiva, biologica e culturale. In questa presa di coscienza il percorso individuale e collettivo connota l’elemento caratterizzante la ricostruzione di elementi di comunità, in forme aperte, relazionali, solidali. Questa crescita di coscienza comunitaria è la condizione per lo sviluppo della società locale in forme solidali che richiede di: promuovere il rafforzamento dei sistemi economici locali, per una globalizzazione dal basso come rete federativa e non gerarchica di luoghi (città, microregioni, distretti, regioni) in grado di incrementare lo scambio sui mercati globali di ciò che solo in quel luogo si può produrre, valorizzando culture, saperi, paesaggi locali; sviluppare la domanda di reti locali di mutuo soccorso; alimentare i sistemi economici locali con le reti del “nuovo mutualismo”, commercio equo, finanza etica, cooperazione popolare internazionale, Gas, banche del tempo, monete locali complementari (Tonino Perna); diffondere le reti corte fra produzione e consumo riducendo la mobilità, la velocità,favorendo stili di vita più lenti, aumentando l’attenzione e la cura dei valori tipici dei singoli luoghi; valorizzare le risorse ambientali e locali per produrre energia, acqua, cibo, informazioni e cultura; finalizzare le politiche dei governi locali alla valorizzazione dei beni comuni e del benessere: i sistemi economici locali come mezzo per realizzare il fine del benessere. [Danilo Lillia, ecoinformazioni]

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