Anno: 2016

Chiavacci: le bugie di Al Sisi

arci-logo-copLe autorità egiziane hanno sfornato la loro tesi sull’assassinio di Giulio Regeni. Una tesi provocatoria e ridicola. Il governo egiziano non tiene in nessun conto né il pronunciamento del Parlamento europeo, né l’autorevole presa di posizione dell’Onu sulla necessità del rispetto dei diritti umani e neppure della posizione espressa dal segretario di stato americano John Kerry. (altro…)

Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti

arci-logo-copL’analisi di Franco Uda, coordinatore nazionale Arci Pace, solidarietà e cooperazione internazionale: «Quello che manca – ed è mancato – è la politica, la responsabilità di questa rispetto alle conseguenze che produce, la coerenza tra gli obbiettivi dichiarati e le azioni concrete. Sarebbe sin troppo facile – qui ed ora – richiamare un celebre verso di Fabrizio De Andrè sull’impossibilità di sentirci assolti, perché siamo tutti coinvolti». (altro…)

Arci Sì 17 aprile/ Materiali da scaricare e diffondere

30marzonotrivSono disponibili più versioni dei materiali   Arci per il Sì al referendum del 17 aprile e i banner per i nostri siti. È importante diffonderli il più possibile. Ricordiamo inoltre che mercoledì 30 aprile alle 21 al Gloria in via Varesina 72 a Como ci sarà l’iniziativa di approfondimento scientifico e politico organizzata dall’Arci con la collaborazione del Circolo ambiente Ilaria Alpi e  saranno messi a disposizione dei partecipanti le cartoline Lasciate stare il mare da diffondere nel nostro territorio.

Scarica e diffondi:

Spot video Lasciate stare il mare di Arci Como, ecoinformazioni

Cartolina Arci Como “Lasciate stare il mare”.pdf

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A5 – no triv Arci – cambia energia 3.3.pdf  

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A5 – no triv Arci – il è nostro 2.2.pdf 

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A5 – no triv Arci – il petrolio è scaduto 1.1.pdf

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Auguri Dario Fo

fofotomangalavitiOggi compie 90 anni Dario Fo. Un gigante della cultura non solo italiana, ma europea e mondiale. Un uomo di teatro che ha reso il teatro quello che era un tempo: una forma d’arte capace di parlare direttamente al popolo e tra il popolo. Nella sua lunga carriera ha rinnovato la tradizione dei ‘fabulatori’, quei singolari cantastorie che giravano i paesi e le città raccontando le storie, reali e fantastiche, delle popolazioni locali.

Una vita di impegno culturale e politico controcorrente, in polemica aperta contro il conformismo delle istituzioni culturali italiane. Amici, lui e Franca Rame dell’Arci, si esibirono nei nostri circoli all’inizio della loro carriera. Un’amicizia e una collaborazione  che è proseguita negli anni. La sua opera forse più famosa, ‘Mistero Buffo’ la portò in scena in un circolo Arci di Modena. Non c’è stata manifestazione o iniziativa culturale organizzati dal mondo dell’associazionismo cui Dario e la sua compagna non abbiano risposto con generosità e entusiasmo. Ma Dario non è solo un grande attore. Come disse di lui Umberto Eco, forse è stato sottovalutato in quanto autore. A questo pose rimedio l’Accademia di Svezia che, nel 1997, motivò: “Il Premio Nobel per la letteratura viene assegnato a Dario Fo perché, assieme a Franca Rame, attrice e scrittrice, nella tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere e restituisce la dignità agli oppressi”.

Riproponiamo l’intervento che ci ha regalato il 20 dicembre 2015 all’Arci Xanadù di Como. Un intervento come sempre intensissimo svolto per sostenere la battaglia civile di Florina Cazacu, figlia di Ion Cazacu ucciso dal suo mostruoso e razzista datore di lavoro.

Family Night II/ Da Aristotele alla maternità surrogata. Le questioni etiche ed i falsi problemi

family night2Clima di festa ma anche tanto interesse alla seconda delle serate Family Night, testimoniato dalla quantità e dal livello delle domande che il pubblico ha posto ai tre relatori. Organizzata venerdì 18 dal gruppo informale Il Pollo Bastardo, attivo a Cantù da settembre 2015, con la collaborazione del circolo Arci Virginio Bianchi, è la seconda del miniciclo riguardante i diritti civili per le famiglie omosessuali e omogenitoriali.

La serata ha riproposto, durante l’aperitivo, anche la semplice quanto efficace mostra fotografica riguardo il riconoscimento dei diritti civili nel resto dell’Europa che, impietosamente, mostra l’arretratezza della legiferazione italiana in materia.

Causa la sfortunata e non preventivata assenza della cantautrice Sara Piolanti, vittima di un (non grave, fortunatamente) incidente domestico, il dibattito si è potuto sviluppare senza limiti di tempo e di argomento. Sentita l’apertura del confronto, con un ricordo e un pensiero per Fausto e Iaio, uccisi il 18 marzo 1978, appena diciottenni da militanti dell’estrema destra.

Francesca Rigotti, Gianni Geraci e Daniela Danna hanno portato ciascuno il proprio contribuito su un determinato tema: la prima, filosofa e docente universitaria, insignita del premio Standout Woman Award lo stesso pomeriggio del 18, ha parlato del concetto di “contronatura”, analizzandolo nella storia attraverso il paradigma naturalistico, con una riflessioni partendo dalla distinzione degli uomini secondo Aristotele, che asseriva “per natura” una differenza tra uomini atti a comandare e uomini atti ad essere comandati, gli schiavi. Compiendo un salto fino al ‘700 francese, ha ricordato come tra gli stessi protocomunisti della congiura degli eguali era presente chi proponeva leggi volte a vietare alla donna di imparare a leggere, giungendo infine a papa Francesco, che ha dichiarato: «Chiedetemi tutto, ma mai e poi mai una donna sacerdote». È quindi la donna essere inferiore, per natura? La Rigotti ha infine concluso ricordando come a questo paradigma naturalistico si opponga un paradigma artificialistico, basata sulla concezione dpolloell’uomo non più “per natura” ma “per diritto”.

Il presidente del gruppo di riflessione gay cristiano Il Guado, forte dei suoi studi storici e teologici, ha invece incentrato il suo intervento sulla presunta dicotomia tra fede e omosessualità, chiedendosi se Bergoglio ha fatto i conti con la storia della Chiesa, prima di affermare che un bambino può crescere bene solo con una mamma e un papà. Sono infatti numerosi i casi di bambini che sin da giovani sono stati allontanati dai propri genitori per essere votati al sacerdozio, come nei casi dei seminari minori, oppure di bambini affidati a famiglie omogenitoriali, come nel caso della comunità di don Zeno Saltini. «Nel vangelo, Gesù non condanna gli omosessuali, Gesù condanna gli ipocriti!» ha affermato Gianni Geraci a termine del suo intervento, criticando la forte impostazione ideologica di chi strumentalizza il dibattito sulla famiglia per bloccare una legge «opportuna e vantaggiosa per lo stato».

Infine è intervenuta Daniela Danna, sociologa e docente universitaria. «L’ideologia corrente di famiglia come uomo e donna è differente dalla realtà», ha esordito, passando poi a parlare del più scottante della maternità surrogata, riguardo cui lei già diversi anni fa aveva “allertato” il movimento LGBT, criticando la leggerezza con cui si trattava il tema nella carta etica promulgata da Famiglie Arcobaleno. Il confronto si è spostato poi su tematiche forse più filosofiche ma altrettanto concrete, quali il concetto di madre biologica e di madre sociale, della relazione genetica ma non fisica e della corresponsione di denaro in cambio della gravidanza.

La Danna ha riconosciuto come merito ma talvolta errore dei gruppi LGBT quelli di essersi buttati, forse con troppa veemenza, nella politica, per ottenere un riconoscimento pubblico ogni volta che si sono aperte delle brecce. La sua posizione è inoltre negativa nei confronti della maternità surrogata, vista come uno strumento del sistema capitalista di ricreare delle situazioni già esistenti.

Serata densa di contenuti e spunti di riflessione, in cui sono stati trattati in maniera approfondita ma non esaustiva diversi temi caldi dell’attualità, che lo stato italiano non può permettersi di lasciare non regolamentati. Non esaustiva perché molto è lasciato a una più tranquilla rielaborazione personale, senza però dimenticare che i diritti sono sempre diritti di tutti e tutte e per tutti e tutte. [Daniele Bordoli, per ecoinformazioni]

 

 

ecoinformazioni 532/ Non vogliamo il mazzo

532Nel 532 di ecoinformazioni abitano i pendolari. Li ha portati nelle nostre pagine il Como foto social club di Enzo Mangalaviti. Andata e ritorno insieme a chi ogni giorno si sposta per recarsi al lavoro usando il treno: i volti assonnati, l’attesa, l’ansia per il ritardo, la compagnia di amici conosciuti sul treno o quella dello smartphone. E poi finalmente il ritorno. (altro…)

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