In memoria di Youssouf Diakite e di tutte le vittime delle frontiere
Il 27 febbraio – data in cui nove anni fa moriva folgorato Youssouf Diakite, giovane proveniente dal Mali, ucciso dalla Fortezza Europa nel suo viaggio verso nord – è diventato, doverosamente, un momento centrale del nostro “calendario civile”.
È un momento per ricordare a tutti e tutte noi che le vittime delle frontiere non sono solo “numeri” nelle macabre statistiche delle morti di cui tutti siamo responsabili, ma sono persone con le loro storie, con i loro sogni e le loro vite, e – purtroppo – anche con le loro morti. A differenza di migliaia di persone rimaste disperse e cancellate sulle rotte del Mediterraneo, del deserto, dei confini d’Europa, Youssouf Diakite – alla fine – ha ritrovato un nome e un pezzo di terra, al cimitero di Balerna, dove lo si può “incontrare”.

