Fabio Cani

Dongo al capolinea: licenziamento collettivo alla ex Falck

Come ormai appariva inevitabile, si è chiusa oggi la storia dell’area industriale di Dongo, con le lettere di licenziamento recapitate agli ultimi dipendenti, circa un centinaio, senza stipendio da 4 mesi e senza alcuna prospettiva di ammortizzatori sociali.
Come abbiamo raccontato pochi giorni fa, grazie a una esaustiva intervista con Claudio Poncia, storico dipendente dell’azienda, l’epilogo era ormai scritto: nella totale assenza di progettualità industriale (la proprietaria Dongo Casting s.r.l. facente capo a una multinazionale cinese aveva di fatto sospeso il management dell’azienda) e di fronte a 18 mesi di blocco produttivo, i lavoratori e le lavoratrici superstiti attendevano una simile decisione, così che la chiusura del rapporto di lavoro potesse passare in capo all’Inps.

«È un triste epilogo» ci ha detto Salvatore Medici, che per la Fiom ha seguito le ultime fasi delle vicende degli stabilimenti di Dongo, sottolineando che la principale preoccupazione del sindacato è stata, di fronte a una situazione ormai insostenibile, quella di tutelare il reddito dei lavoratori coinvolti.
Resta, fortissima, la delusione per una fine che non si è riusciti a scongiurare, e resta la preoccupazione per il futuro di un’area che non ha ancora “deciso” le linee fondamentali del suo sviluppo. [Fabio Cani, ecoinformazion]

Territorio/ L’area industriale di Dongo al capolinea?

Nella realtà dell’alto Lario, l’area industriale di Dongo è – da secoli – un centro economico di primaria importanza, che in queste settimane sembra essere ormai giunta definitivamente al capolinea. Anche se la Falck a Dongo non esiste più dal 1990, continua a proiettare la sua luce (e le sue ombre) su quel comparto produttivo nel frattempo passato al gruppo Casti (tramite il marchio Isotta Fraschini, di prorietà Castiglioni) – dal 1990 fino al fallimento del 2008-9 – e poi alla società cinese Elecpro International investment holding.

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Fotonotizia/ Sempre in piazza per la Palestina

Anche domenica 19 luglio Como senza frontiere, Donne in nero e BDS gruppo Como hanno manifestato con cartelli, striscioni e bandiere contro la situazione in Palestina. Per ricordare a tutta la città (e ai turisti) che l’infinito genocidio è ancora in corso.

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Fotonotizia/ Sempre in piazza contro il genocidio

Continua la presenza in piazza San Fedele a Como per non dimenticare tutto ciò che continua ad accadere in Palestina – a Gaza e in Cisgiordania: l’occupazione, l’oppressione, l’apartheid e il genocidio in corso da più di 1000 giorni.
Tutte le domeniche per ricordare alla città (gemellata con Nablus) che qualcosa si può fare: non stare in silenzio e imporre un cambio radicale dell’atteggiamento verso lo stato israeliano: boicottare, disinvestire e sanzionare.

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Fotonotizia/ Sempre in piazza per la Palestina

Continua la presenza domenicale in piazza San Fedele per ricordare a tutte e tutti (passanti, residenti e turisti) che la situazione in Palestina non cambia, ed è sempre fatta di occupazione, apartheid, violenze e genocidio, che nella carceri israeliane restano migliaia di detenute e detenuti sequestrati in spregio a qualsiasi legge e diritto e che anche fuori di Israele la repressione del sostegno al popolo palestinese non si riduce ed anzi si incattivisce, come è testimoniato dal prolungamento del sequestro di attiviste e di attivisti in Libia.

Di tutto questo cerchiamo di portare testimonianza in piazza.

Domenica 28 giugno, la presenza si terrà dalle 18 alle 19.

Palestina Anima Mundi anche a Como

Nella serata di venerdì 19 giugno è stata proposta a livello nazionale un’iniziativa “dal basso” sulla Palestina, con la partecipazione di Francesca Albanese, relatrice speciale per l’Onu sulla situazione dei territorio palestinesi occupati. L’iniziativa, che ha preso la forma di una lunga intervista on-line (condotta dal giornalista Matteo Meloni), merita qualche commento sia sull’approccio organizzativo che sui contenuti.

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Fotonotizia/ Continua la presenza per la Palestina

Dopo la domenica dedicata al passaggio comasco del Sudario realizzato da Carnia per la pace con i nomi delle migliaia di bambine e bambini uccisi a Gaza, è ripresa la presenza in piazza San Fedele, tesa a stimolare la memoria e la partecipazione anche tra la gente distratta dal passeggio domenicale e dal turismo. Le bandiere, i cartelli e gli striscioni servono a stimolare le persone, qualcuno reagisce con bassi apprezzamenti («Patetici…», «Cosa pensate di fare?» …) ma qualche altro si ferma e indica le “risoluzioni calpestate”.
Venerdì 19 giugno, i vari “presidi permanenti” per la Palestina di tutta Italia (oltre 100 !) si ritroveranno virtualmente per ascoltare l’intervista con Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori occupati. A Como l’incontro è fissato al Teatro Nuovo a Rebbio per le 20.30.

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CaroCoro/ Prova aperta con invito

Venerdì 12 giugno nell’aula magna della scuola “Foscolo” (dell’Istituto comprensivo Como Borgovico) il CaroCoro, diretto da Vittorio Liberti, ha presentato a un numeroso e coinvolto pubblico una prima messa a punto del prossimo spettacolo (previsto per la primavera 2027) dedicato a “Nicola Piovani e dintorni” e in particolare ai suoi Canti di scena, tanto interessanti quanto poco noti…

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Reportage/ Parada par tücc 2026/ Semi di libertà

Un’edizione un po’ sottotono quella del 2026 dell’ormai tradizionale Parada par tücc. Meno gruppi e meno partecipanti, quasi assorbiti dalla multicolore ressa del sabato pomeriggio di una qualsiasi città turistica. Anche il tema di quest’anno Semi di libertà è sembrato scivolar via in una generica festa, sempre apprezzabile e apprezzata, e la memoria della Palestina (pur annunciata con una certa enfasi) si è ridotta a una bandiera (all’uncinetto), a un cartello (appeso alla schiena di un partecipante) e a qualche fetta d’anguria (a decorare le guance). [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Fotonotizia/ Continua la presenza per la Palestina

Anche nell’ultima domenica di maggio si è svolta la presenza in piazza San Fedele a Como per evidenziare alla folla di turisti e residenti che il genocidio a Gaza, in Cisgiordania, in Libano e territori vicini è tutt’altro che terminato. La gente passa, qualche volta si ferma e solidarizza, qualche altra si impegna a leggere i brevi slogan sui cartelli. Questa domenica, proprio nel bel mezzo del passaggio principale, è stato steso un telo che riportava alcune delle risoluzioni ONU sui diritti del popolo palestinese approvate ma mai messe in pratica. La maggior parte delle persone ha girato intorno, qualche ragazzo le ha atleticamente saltate, e qualche altro le ha calpestate. Niente al confronto dell’indifferenza planetaria.

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