Il 3 ottobre per Pace e informazione
La Tavola della Pace dopo la strage di Kabul lancia un nuovo appello all’adesione alla manifestazione di sabato 3 ottobre a Roma per un’informazione di pace: «Onoriamo tutti i morti. Diamo voce agli invisibili»; «Pace e informazione sono due beni fondamentali in pericolo».
Nel rinnovare l’invito a partecipare alla manifestazione per la libertà d’informazione che si svolgerà sabato 3 ottobre a Roma, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace ha dichiarato:
«Dopo il lutto, niente. Tutto come prima. La strage in Afghanistan che il 17 settembre ha fermato l’Italia è stata archiviata senza batter ciglio. Dopo il tempo dell’emozione e del cordoglio, doveva venire il tempo della riflessione e della politica. E, invece, nulla. Nessun speciale, nessun dibattito politico, nessun approfondimento che aiutasse gli italiani a capire realmente cosa sta succedendo in Afghanistan, cosa dobbiamo fare per mettere fine a quella tragedia prima di essere costretti a piangere nuovi morti. Niente di niente. Alla faccia dei principi del giornalismo, dei doveri del Servizio Pubblico radiotelevisivo e del Contratto di Servizio che ci lega alla Rai. Nella nostra Tv, pubblica e privata, c’è spazio solo per la propaganda. Quella che abbonda nelle retrovie di ogni guerra, si dovrebbe dire. Anche se, in Italia, dobbiamo fare finta che non sia così.
Per questo, la manifestazione di sabato deve essere anche una grande manifestazione per la pace e per un’informazione di pace. Perché quello che è accaduto nelle nostre Tv da quel 17 settembre ha recato un grave danno alla nostra democrazia e ha leso i nostri diritti fondamentali. Perché la propaganda di guerra è vietata dal diritto internazionale dei diritti umani e dalla nostra Costituzione. Perché la Rai deve diventare uno strumento di pace. Perché non c’è pace senza un’informazione di pace. E senza un’informazione di pace non c’è neppure una politica di pace. In questo senso, la manifestazione del 3 ottobre non è per qualcuno ma per tutti. Per tutte le vittime di questa guerra che vogliamo ricordare e onorare, italiane e afgane. Per tutte le vittime di tutte le guerre che si continuano a combattere nel mondo nel cinismo e nell’indifferenza generale. E per tutti gli invisibili. Per tutte quelle persone, popoli, problemi, tragedie umane, guerre, conflitti, ma anche storie positive, idee, valori, progetti e proposte che vengono sistematicamente oscurati e cestinati dai nostri media. Pace e informazione sono due beni fondamentali in pericolo. Pace e informazione sono due dei temi più importanti di cui ci dobbiamo occupare per l’avvenire. Se vogliamo averne uno. La manifestazione del 3 ottobre deve segnare, in ciascuno di noi, un cambio di mentalità e una nuova assunzione di responsabilità».
Al Consiglio comunale di lunedì 28 settembre paratie soprattutto. Il muro verrà abbattuto con i soldi della Regione. Il bilancio non sta in piedi perché Berlusconi ha tolto l’Ici.
Il capoluogo lariano ha una nuova meraviglia da mostrare ai turisti, quello che diventerà famoso come il Muro di Como.
Più di cinquecento persone hanno partecipato alla manifestazione contro il muro che oscura la vista del Lario.
Con il comunicato “Cosa c’è di giusto nelle paratie?” che riportiamo integralmente Territorio precario ribadisce i motivi della contrarietà alle grandi opere imposte dal centrodestra a Como.
Le Donne in nero aderiscono alla mobilitazione per la libertà di stampa. Il testo del comunicato.
Continuano ad aumentare le adesioni alla mobilitazione La stampa serve non serva.
In una nota per la stampa che pubblichiamo integralmente Paco ricorda che lo scaldalo delle paratie a lago è stato ampiamente denunciato negli anni. Purtroppo però l’attenzione dei media tradizionali al tema è stata fino a pochi giorni fa assai modesta. Ora, finalmente, ci si accorge dello scempio.
