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Il Consiglio comunale di Como di lunedì 25 gennaio 2010

Emanuele Lionetti lascia la Lega, dopo due anni il gruppo in Consiglio comunale è dimezzato. Ancora cemento su Muggiò, al via la ristrutturazione dell’ex Cucchi.

 

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 25 gennaio Donato Supino, Prc, ha ribadito le proprie perplessità sullo svolgimento della gara d’appalto sulla raccolta dei rifiuti «avevano posticipato i termini della presentazione delle domande per permettere ad alcune ditte, che ne avevano fatto richiesta, di preparare gli incartamenti… Ma alla chiusura del procedimento ne è arrivata una sola. Non c’è stata gara! Così si è andato a discapito dei lavoratori e dei cittadini».
Alessandro Rapinese, Area 2010, ha stigmatizzato l’operato del sindaco sull’area ex Ticosa «fa l’agente immobiliare per Multi», provocandone la piccata reazione: «io non lavoro per nessuno».
«Non posso andare in dissonanza con quanto più volte ho espresso» così «dopo aver speso molto tempo e molta passione» Emanuele Lionetti ha annunciato il suo abbandono del gruppo della Lega Nord. L’ex rappresentante leghista entra quindi nel Gruppo misto e la Lega vede dimezzati, nel giro di due anni, i suoi aderenti passando da 4 a 2, i soli Giampietro Ajani e Guido Martinelli. Lionetti dovrebbe entrare a far parte di un nuovo gruppo, assieme all’altro ex leghista Carlo Ghirri, Liberi per Como, con come capogruppo l’ex Udc Luigi Bottone. Il nuovo gruppo continuerà ad appoggiare l’attuale maggioranza.
Ripreso il discorso sull’intervento di recupero in via Muggiò in un’aula piuttosto chiassosa e disattenta che ha infastidito, durante il suo intervento, il consigliere Mario Lucini, Pd, che per riportare all’ordine i membri della maggioranza ha chiesto la verifica del numero legale, con un piccolo battibecco con il presidente Pastore.
Lucini ha ricordato il parere negativo espresso dalla locale Circoscrizione, «bisogna uscire dal singolo intervento che potrebbe anche essere accettabile e guardare in maniera più ampia e in prospettiva il contesto, tutti gli altri interventi nella zona, si sta riproponendo una nuova via Acquanera» ha aggiunto Luca Gaffuri, Pd.
Tutto ciò non è valso a convincere i rappresentanti della maggioranza che, «con un procedimento assolutamente irrituale», così nella definizione di Lucini, hanno approvato un emendamento per monetizzare anche la piccola parte dell’area rimasta pubblica. La delibera per i nuovi condomini è stata così approvata dalla sola maggioranza.
Il Consiglio ha quindi affrontato il piano di recupero dell’area vie Muralto e Boldoni e piazza Perretta, l’ex Cucchi, ed il sindaco è uscito dall’aula per evitare conflitti di interesse, chiarendo che la ditta interessata, la Quadrifoglio, è una di quelle seguite dal suo studio di commercialista.
La delibera è stata quindi presentata dall’assessore Faverio.
Critiche dalle opposizioni al primo cittadino «che l’attività del sindaco abbia sovrapposizioni con operazioni economiche in città è un problema di opportunità – ha sottolineato Lucini – non di legalità». «Quando si assumono questi incarichi – ha aggiunto Supino – si ha già una remunerazione».
Dopo una sospensiva della maggioranza chiesta da Bottone, la seduta è ripresa ed la delibera è stata approvata all’unanimità. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Gaffuri ricandidato con Penati

È incominciata anche a Como la corsa per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Con Penati sarà ricandidato anche il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri.

Il candidato presidente del centro sinistra Filippo Penati si è presentato alla stazione di Como S. Giovanni per sottolineare il problema dei trasporti ferroviari. «Siamo solo a 40 chilometri da Milano, ma sembrano 4 mila» ha esternato il segretario provinciale del Pd di Como. «Sia le linee dello Stato che quelle delle Nord hanno infrastrutture di fine ‘800 inizio ‘900 – ha rincarato la dose il Consigliere regionale Pd Luca Gaffuri – così come i tempi di percorrenza non sono cambiati, quando tutto va bene…».
«Negli anni passati il livello dei trasporti era discreto – ha precisato Penati – ma sono diminuiti nel tempo gli investimenti e c’è stato un conseguente peggioramento». Per il candidato alla presidenza regionale servono interventi strutturali, dagli scambi da modernizzare, molti sono ancora quelli da affrontare a 30 Km/h al rinnovo del materiale rotabile: «Per acquistare un treno pendolari servono 7 milioni di euro, quanto ha speso l’assessore al turismo Prosperini per promuovere, sulle emittenti locali, il turismo in Lombardia per i lombardi. Pesate poi se avessero dovuto promuoverlo ai giapponesi quanto veniva a costare?».
L’impegno di Penati se sarà eletto sarà quindi quello di triplicare i fondi per il trasporto pubblico, «la Campania impegna lo 1,5 per cento del suo Bilancio per il trasporto pubblico, mentre la Lombardia lo 0,5!» ha esclamato.
Critiche alla Giunta Formigoni sull’Expo 2015, definita un’occasione persa, e al’immobilismo di un’amministrazione imbolsita da 15 anni di potere: «c’è bisogno di novità!».
Per le elezioni l’ex presidente della Provincia di Milano è sostenuto, oltre che dal Partito democratico, da Italia dei valori, Sinistra ecologia libertà e Verdi, ma è ancora aperta la possibilità di nuove alleanze con i Pensionati e «un accordo e cooperazione con l’Udc». «La candidatura di Magdi Allam in Basilicata – ha affermato l’ex presidente della Provincia di Milano – è di fatto uno sfregio, quasi per dispetto, non solo all’Udc ma anche ai cittadini lombardi che lo hanno eletto al Parlamento europeo».
Per quanto riguarda Como «dato l’ottimo lavoro svolto è ricandidato Luca Gaffuri – ha chiarito Corvi – gli altri 3 rappresentanti verranno espressi dopo la consultazione dei circoli territoriali che partirà sabato prossimo e che servirà per definire le tematiche locali su cui verrà svolta la campagna elettorale». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 18 gennaio 2010

Attimi di sensatezza con la solidarietà ad Haiti nella seduta di lunedì 18 gennaio. Poi di nuovo inesorabilmente muro che intanto rimane al suo posto e paratie sempre più inutili, sempre più insensate.

«Come mai non si è attenuto all’obbligo di destituire il responsabile dei lavori delle paratie?» ha chiesto Roberta Marzorati, Per Como, al sindaco nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 18 gennaio riferendosi alle dimissioni dell’ingegner Ferro votate dall’Assemblea di Palazzo Cernezzi.
Marcello Iantorno, Pd, ha presentato una mozione, depositata agli atti, per destinare a programmi di cooperazione con Haiti in seguito al disastroso terremoto che l’ha colpita bloccando nel «bilancio di previsione annuale 2010 un importo fino all’0,80 per cento della somma dei primi tre titoli delle entrate».
Il consigliere democratico ha quindi chiesto di rispettare un minuto di raccoglimento per le vittime haitiane.
Dopo il momento di silenzio è così ripreso il dibattito sulle mozioni sulle paratie.
Marco Butti, capogruppo Pdl, ha velocemente esposto la propria mozione per impegnare il sindaco a relazionare sull’avanzamento dei lavori. Giampiero Ajani, Lega, ha presentato il proprio emendamento parlando del problema della subsidenza, chiedendo inoltre di «valutare la soluzione di predisporre difese mobili contro le esondazioni». «Non trovo nulla di quanto dice Ajani nello scritto che ha proposto» ha precisato Mario Lucini, Pd, seguito da Donato Supino, Prc, «voi della Lega non potete stare in Giunta e poi fare opposizione!», che ha poi ribadito scherzosamente il concetto in dialetto comasco concludendo: «avete de assessori!». Vittorio Mottola, Pd, ha quindi letto l’emendamento Ajani sottolineando la scollatura tra quanto affermato pubblicamente e lo scritto, «non c’è scritto nulla. È una situazione paradossale» ha precisato Bruno Magatti, Paco.
«Quali sono le vere ragioni per cui non avete abbattuto il muro» ha domandato Vincenzo Sapere, Gruppo misto, che ha aggiunto avrebbe votato solo un emendamento contenente una sfiducia al sindaco.
Bruni è intervenuto per precisare che «le competenze del sindaco sono solo del sindaco», sottolineando la propria autonomia pur seguendo gli indirizzi assembleari.
Emendata dalla maggioranza la mozione è stata approvata mentre parte delle minoranze sono uscite, il Pd si è diviso in due, seguendo Lucini: «non parteciperò al voto perché si tratta di una questione interna alla maggioranza con una premessa indirizzata alla Lega a cui viene approvato un emendamento generico».
Il Consiglio è passato così alla mozione proposta dal Pd e dai banchi del Pdl Pasquale Buono ha chiesto una votazione per punti.
Il primo voleva «salvaguardata la eccellenza paesistica e ambientale del luogo», il secondo voleva «mantenere gli indirizzi di tenere unite e coordinate la fase della progettazione ed esecuzione con quella della ideazione degli arredi e quindi di voler procedere alla soluzione in modo globale e comunque coordinato», l’ultimo chiedeva di «comunicare in modo tempestivo al Consiglio le misure decise, i tempi e i costi delle loro realizzazioni».
Forte l’opposizione al documento, e alle sue premesse, di Butti che ha parlato di «utilizzo strumentale del parere del sovrintendente Artioli».
Dopo varie disquisizioni procedurali alla votazione la maggioranza si è presentata in ordine sparso nonostante le indicazioni di voto contrarie e la mozione è stata approvata.
«Si è creato un mostro giuridico – è stata la recisa reazione di Claudio Corengia, Pdl – da quando si è deciso di votare per punti singole parti delle mozioni, senza una votazione finale complessiva, passano degli elaborati in cui il singolo punto è condivisibile ma le premesse assolutamente no».
Viva la soddisfazione fra l’opposizione espressa per bocca di Luca Gaffuri: «è passato che la fase progettuale e esecutiva debbano essere affrontate in una maniera globale e coordinata, contro le indicazioni del presidente della Regione Lombardia». Concorde Butti «è stato sconfessato il giudizio ed il parere della Conferenza dei servizi».
Secco il parere contrario del sindaco alla proposta di Supino di eliminare le paratie e soprattutto per la richiesta di sostenere l’ingresso di un esponente del Comune all’interno del Consorzio dell’Adda per salvaguardare la città dalle piene del lago. «Una ridicola – per il primo cittadino, che ha aggiunto – il contenuto va al di là delle leggi vigenti e delle mie competenze e non potrò adempiere all’incarico». «È inaudito – ha esclamato Alessandro Rapinese, Area 2010 – il sindaco afferma di non voler eseguire quanto il Consiglio dispone!».
Gaffuri ha invece spiegato che la proposta è stata sostenuta in Regione anche da esponenti del Pdl.
Al voto la maggioranza ha bocciato le proposte di Supino.
L’assemblea ha quindi iniziato la discussione su un nuovo complesso immobiliare da edificarsi in via Muggiò a ridosso del’area di via Cumano, che ha già visto l’approvazione di un importante, per le volumetrie, intervento.
Nella presentazione il sindaco ha dato i numeri del’intervento: 24 mila mq, 7211 mc per due condomini di 14,70 m di altezza. Le aree standard, 1.296 mq, verrebbero monetizzate quasi completamente (ricavando poco più di 187 mila euro, tranne 143 mq utilizzati per creare un passaggio pedonale.
Data l’ora la discussione è stata rimandata alla prossima seduta consiliare. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Vergogna: mandano una portaerei da 1300 milioni ad Haiti

Flavio lotti, coordinatore della Tavola peer la Pace: «L’Italia metta i suoi soldati a disposizione dell’Onu che deve coordinare e accelerare la distribuzione degli aiuti». «L’Italia deve rispondere immediatamente all’appello del Segretario Generale dell’Onu mettendo a disposizione 1000 soldati e carabinieri italiani per il rafforzamento della polizia delle Nazioni Unite e del contingente dei caschi blu presente ad Haiti. Lo deve fare subito e per tutto il tempo necessario».

Il governo italiano, ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, deve rispondere subito all’appello del Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
Ad Haiti è il caos e oltre alla tragedia umanitaria c’è un grande problema di sicurezza, ordine pubblico e distribuzione degli aiuti. Ban Ki-moon ha chiesto al Consiglio di Sicurezza 1500 poliziotti e 2.000 caschi blu in più e l’Italia deve agire almeno con la stessa rapidità con cui, rispondendo all’appello di Obama,  in un giorno ha deciso di mandare altri 1000 soldati in Afghanistan.
Mi domando invece, ha continuato Flavio Lotti, che senso abbia mandare ad Haiti una portaerei. A fare cosa? Con quale dirigente dell’Onu è stata presa questa decisione? Per eseguire quali ordini? Quanto ci costa inviare oltre l’atlantico una imponente macchina da guerra come la portaerei Cavour? Quanto tempo ci impiegherà ad arrivare? Per quanto tempo si fermerà ad Haiti? Quanto costerà il tutto? Con quali soldi si pagherà il conto? E ancora, da dove nasce la collaborazione con le forze armate brasiliane? Quali interessi nasconde?
Sulla portaerei Cavour viaggeranno un po’ meno di ottocento militari, 540 dei quali sono i membri dell’equipaggio. Non è più utile ed efficace mandare subito 1000 soldati per le strade di Haiti a sostenere la missione dell’Onu?
Vale la pena di ricordare agli italiani che questa portaerei, simbolo per eccellenza della proiezione di potenza delle nostre FFAA, ci è costata bel 1300 milioni di euro, tutti soldi prelevati dalle tasche degli italiani onesti che pagano regolarmente le tasse. Quante vite avremmo salvato se anche solo una parte di quei soldi fossero stati spesi nella lotta alla miseria ad Haiti prima del terremoto?
Quest’anno, il 2010, il governo italiano ha stanziato solo 326 milioni di € per la lotta alla povertà nel mondo e 23.500 milioni di € per la guerra….”

Bruni antiesondazioni

Il progetto delle paratie era inutile lo scopriamo solo oggi grazie al comunicato stampa congiunto di Soprintendenza, Regione, Provincia e Comune di Como seguito alla Conferenza di servizio di lunedì 18 gennaio sul progetto del lungolago che recita: «La conferenza di servizio, esaminati i documenti, ha valutato positivamente la soluzione dello spostamento della linea di difesa idraulica dalla zona centrale della passeggiata a bordo lago in corrispondenza del parapetto». Viene ribaltata completamente la concezione di difesa dal lago pensata sino ad ora e vengono contestualmente buttati “a lago” i progetti redatti e pagati sinora.

Unica nota positiva «l’abbattimento del muro non appena si sarà completato l’iter procedurale necessario per l’approvazione della variante, iter la cui conclusione è prevista presumibilmente entro fine febbraio».
Viene  anche precisato cosa sarà di competenza degli architetti che saranno coinvolti nel concorso di idee per la passeggiata «pavimentazione, arredo urbano e a verde, impianto di illuminazione e strutture di servizio», di più dei soli cestini e panchine come aveva temuto parte del Consiglio comunale.
Sorprendenti le affermazioni del sindaco di Como Stefano Bruni, responsabile dello scempio del lungolago, «Tutto procede come da previsione» ha affermato a margine della conferenza, che si riunirà ancora i prossimi 28 gennaio e 8 febbraio, dimostrando la grande capacità autocritica.

Rapporto sul razzismo in Italia

L’associazione Ecoinformazioni invita alla presentazione del Rapporto sul razzismo in Italia a cura di Grazia Naletto che si svolgerà a Punto Einaudi in via Milano a Como venerdì 29 gennaio alle 20.30. Dialogherà con l’autrice Michele Donegana che presenterà anche il suo lavoro sul razzismo a Como nel 2009 ed il numero 399 di ecoinformazioni. L’iniziativa è parte della Campagna abbonamenti dell’associazione ecoinformazioni. Ingresso libero.

Alle 14,30 dello stesso giorno l’autrice incontrerà nella Grand’Aula del Volta di Como gli studenti e gli insegnanti del lei liceo classico.

Dopo l’ultimo testimone. La memoria e il suo uso pubblico

Alla Biblioteca comunale di Como l’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta giovedì 21 gennaio 2010 alle 20.30 invita all’incontro con David Bidussa che dialogherà con il sen. Luciano Forni e alcuni studenti delle scuole secondarie di secondo grado sul significato della memoria oggi, sul rapporto tra storia e memoria sul contributo dei testimoni e sull’uso politico della storia.

«Quello che si intendeva affrontare attraverso il Giorno della memoria tende immediatamente a tradursi in “uso politico del passato”. Ossia un’operazione che propone una lettura del presente attraverso la scelta di un particolare del passato, ma in relazione agli interessi che si hanno qui e ora.»
«Dunque la memoria va anche tutelata rispetto a se stessa, al suo oggetto, e non solo alla narrazione di quell’oggetto. La memoria è un “corpo fragile” – che rischia facilmente di distruggersi o di dissolversi se non si allestiscono convenienti strategie per la sua conservazione e per il suo trattamento, critico e analitico».  Per informazioni 031.306970.

Leggi l’intervento di David Bidussa sui provvedimenti della ministra Gelmini di discriminazione degli studenti “stranieri”. Leggi l’intervento di David Bidussa sul razzismo dopo i fatti di Rosarno.

Abbiamo bisogno di un’altra cultura!

Partire dai diritti umani è l’obiettivo della Marcia per la pace Perugia-Assisi 2010 che si svolgerà il 16 maggio. Di fronte alla realtà di razzismo e discriminazione serve ripartire dai diritti umani per fermare la distruzione dei valori su cui si fonda il nostro paese. L’obiettivo è promuovere una cultura di pace, di diritti umani e di nonviolenza. Solo dall’accoglienza, il dialogo, la solidarietà, la condivisione e la giustizia sociale si può costruire un futuro migliore in Italia. Per aderire: segreteria@perlapace.it. Info: www.perlapace.it 

I viola di Como fanno un giornale

Informare la gente comune è la via scelta dal Popolo viola di Como che prosegue la sua attività dopo il No Berlusconi day.

A poco più di un mese dal No Berlusconi day  il Popolo viola Como si è riunito per discutere e proporre i passi futuri del movimento. Consapevoli di essere un “un gruppo eterogeneo di coscienze politiche” e con l’idea di “tornare ad osservare la politica con criticità costruttiva e indipendente”.
Informare le persone su fatti politici a livello provinciale, regionale e nazionale è la necessità primaria identificata con una scelta controcorrente: passare dalla rete alla carta stampata.
Il progetto di un eventuale giornalino gratuito, che raccolga una rassegna stampa da internet o altre fonti, è ancora in fase ideativa. Il popolo viola, nato e cresciuto on line, crede che “questo sia l’unico modo per mantenere la continuità e l’integrità morale che sta alla base del movimento” e che “un’informazione libera, vera e non faziosa sia il mezzo migliore per creare nuove coscienze politiche e far maturare un senso critico nei confronti della politica italiana”. Info: popoloviolacomo@libero.it.
 

Il 30 per cento della Gelmini è pericoloso

Critica la Cgil di Como sulla proposta forse solo propagandistica, ma comunque pericolosa, della ministra Mariastella Gelmini che vuole impedire oltre il 30 per cento la presenza degli alunni “stranieri” nelle classi degli istituti scolastici italiani. Occorrerebbe in primo luogo definire la popolazione degli allievi “stranieri”. È quanto sostiene Giacomo Licata, segretario Flc Cgil di Como, che si chiede appunto «come sia possibile considerare chi è nato in Italia uno “straniero”.

La domanda è: quali sono i reali problemi del sistema scuola in Italia, in Lombardia, a Como? La risposta governativa (in linea con molti provvedimenti recenti) punta il dito contro i migranti: è il caso dell’ultima “notizia” sulla scuola pubblica nel Belpaese, ovvero la decisione, anzi l’intenzione, del ministro Mariastella Gelmini di porre un limite pari al 30 per cento per la presenza degli alunni “stranieri” nelle classi degli istituti scolastici italiani. Ma occorrerebbe in primo luogo definire la popolazione degli allievi “stranieri”. È quanto sostiene Giacomo Licata, segretario Flc Cgil di Como, che si chiede appunto «come sia possibile considerare chi è nato in Italia uno “straniero”. Ho alunni figli di migranti, nati a Como, che sono molto più comaschi di me…». Quindi resta da capire come sarà concretamente calcolato il tetto del 30 per cento, considerato che non tutti i bambini e ragazzi interessati dal provvedimento hanno serie difficoltà linguistiche o necessità specifiche di mediazione linguistico-culturale. E la mediazione è uno dei problemi della questione, a detta di Licata: «il numero di ore svolte dai mediatori culturali è insufficiente; una delle prime cose da fare sarebbe alzare tale monte ore e rafforzare questa professionalità. Inoltre, si dovrebbe fare formazione agli insegnanti: al momento ce la facciamo per lo più da soli, e dunque il sistema scolastico non investe sulle risorse che ha già a disposizione, come sarebbe auspicabile. L’integrazione si fa con le figure professionali formate. In Italia invece – continua Licata – si va verso la riduzione del personale, si va verso il maestro unico: faccio fatica a comprendere quali siano, in questo quadro, gli strumenti per migliorare l’integrazione». Per questi motivi il provvedimento della Gelmini pare agli occhi di molti un annuncio, un proclama, più che una reale strategia per risolvere una questione reale. «Il ministro Gelmini – dichiara Licata – ci ha abituati alla politica degli annunci che hanno l’effetto di fare notizia sui giornali ma non risolvono i problemi delle scuole. Il risultato sarà che gli oneri del tetto del 30 per cento ricadranno, come mi hanno già spiegato alcuni dirigenti scolastici della provincia di Como, sui singoli istituti e direttamente sui presidi. Faccio un esempio: una famiglia straniera residente a Como vorrà iscrivere il proprio figlio alla scuola di via Viganò, che è la più vicina a casa e dove la presenza di alunni stranieri raggiunge il 50 per cento. Alla luce della nuova circolare Gelmini l’istituto negherà loro questa possibilità. E non si sa tra l’altro sulle base di quali criteri a una famiglia si dirà «sì» e ad un’altra «no»: forse si rispetterà l’ordine cronologico di presentazione delle domande, della serie “chi prima arriva meglio alloggia”?. A quel punto si rivolgeranno ad un’altra scuola, più distante dalla propria casa: ma il Comune metterà a disposizione dei bus navetta per chi sarà costretto a mandare il proprio figlio in una scuola lontana dalla propria abitazione? Non è possibile ragionare su politiche che scaricano tutta la responsabilità sulla scuola, è necessario coinvolgere Comuni ed enti locali e pianificare seriamente l’offerta scolastica sul territorio». A Como non si è mai aperto un vero e proprio tavolo di confronto nel quale fossero coinvolti tutti i soggetti interessati e ci si è fermati a proposte unilaterali e comunque non condivise dai vari attori della trattativa: insegnanti, dirigenti scolastici, famiglie, sindacati, Comune e Provincia. Nel frattempo, in compenso, nella provincia lariana, nell’anno scolastico 2009/2010, rispetto al 2008/2009, sono stati tagliati 318 docenti. «E tagli di questa portata – conclude Licata – ci saranno molto probabilmente anche nel prossimo anno scolastico: certamente non un grande aiuto per il sistema scolastico e tutte le sue sfide, inclusa l’integrazione». [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

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