arte

Restauro per 4 opere della Pinacoteca

Putto con fiori, invIl ritratto di Antonio Maria Erba e 3 dipinti su tavola di abete raffiguranti angioletti della Pinacoteca civica di Como saranno restaurati nei prossimi mesi.

 

«Il Ritratto di Antonio Maria Erba, un dipinto ad olio su tela, e altri tre dipinti ad olio su tavola di abete, due raffiguranti un angioletto con mazzo di fiori e il terzo un angioletto musicante saranno nei prossimi mesi sottoposti a restauro – annuncia il Comune di Como –. I dipinti fanno parte delle collezioni conservate presso la Pinacoteca Civica di Como. Antonio Maria Erba era figlio di Lucrezia Odescalchi, sorella di Benedetto, che dal settembre 1676 fu pontefice col nome di Innocenzo XI. In qualità di tutore del cugino Livio, trasferitosi a Roma, si occupò a Como della gestione del patrimonio del cosiddetto “ramo papale” della famiglia. Dopo il restauro, l’opera sarà esposta nella sala della Quadreria dedicata al genere del ritratto, accanto all’opera del pittore contemporaneo Rudolf Stingel, che elabora un modulo decorativo confrontabile con il motivo del pizzo esibito nell’ampio collo dell’abito del personaggio. Gli interventi di restauro prevedono la pulizia del dipinto, la rimozione della tela dal telaio, che verrà sostituito con uno nuovo, in legno stagionato e provvisto di incastri e chiavi per il tensionamento, il risarcimento di un taglio, effettuato intervenendo con filo simile a quello della tela originale e ago chirurgico. Per i tre dipinti su tavola, provenienti dalla soppressa chiesa domenicana di San Giovanni Pedemonte, si procederà con la fermatura dei sollevamenti di colore, la rimozione delle vecchie stuccature e degli elementi debordanti, inoltre verranno effettuate verifiche tecniche sul supporto ligneo; l’intervento sarà completato con nuove stuccature e il ritocco pittorico. Le tavole potranno così essere ricollocate in Pinacoteca, nella sala 1.2 della Quadreria. Per i lavori di restauro l’assessorato alla Cultura del Comune di Como ha stanziato 7mila euro». [md, ecoinformazioni]

Paolo Minoli in mostra alla Pinacoteca di Como

Una mostra misurata, di notevole intelligenza e di grande impatto visivo, ricorda Paolo Minoli a dieci anni quasi esatti dalla scomparsa (20 dicembre 2004). Nelle sale della Pinacoteca Civica di Como, per iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como e di Casaperlarte (la fondazione che proprio Minoli volle per promuovere l’arte contemporanea nelle sue varie espressioni), è riunito un gruppo essenziale di opere, distribuite lungo tutto l’arco della sua produzione e rappresentative delle diverse linee di ricerca percorse in un lavoro che, per quanto prematuramente interrotto, si è comunque sviluppato per tutta la seconda metà del Novecento.

Carlo Pirovano, coordinatore generale della fondazione, ha tenuto – durante la sua presentazione – a sottolineare la centralità nell’opera di Minoli di alcuni concetti/ricerche che nella mostra di Como sono facilmente riconoscibili: lo spazio, il colore, la musica. Le tre linee non sono ovviamente indipendenti e, anzi, anche il pubblico meno avvertito può facilmente riconoscerne la sintesi dinamica nella maggioranza delle opere (per non dire in tutte). È proprio nella estrema godibilità delle opere uno dei punti di forza di questa mostra: sostare con attenzione di fronte alle opere significa riuscire a entrare nelle logiche generative di questi “quadri”, solo apparentemente semplici. I ritmi, le simmetrie, i piani si incrociano e si richiamano: risulta molto interessante (e, in un certo senso, estremamente divertente) identificare le modalità con cui da modularità di rigorosa geometria, attraverso elaborazioni di cristallina semplicità, si giunge a immagini vibranti, continuamente in evoluzione. Le grandi superfici articolare in colori “semplici” (rosso, aranciato, giallo, verde, azzurro, indaco, violetto) non sono mai statiche, e anzi continuano a vibrare con pulsazioni ritmiche (musicali o poetiche che dir si voglia), con grande intelligenza ma senza intellettualismi.

L’esposizione, che si propone come sintesi dell’intero lavoro di Paolo Minoli, inizia accostando intelligentemente le prime opere con l’ultima, per mostrare come l’esplorazione dell’artista sia stata ben diversa da una banale progressione lineare, e – più in generale – come la ricerca dell’arte contemporanea sia qualcosa di molto più complesso (ma anche di meno “difficile”) che non una solitaria riflessione su se stessa.

L’esposizione, che si è voluta programmare per un periodo abbastanza lungo da garantire un’agevole rispondenza da parte del pubblico (resterà aperta infatti fino al 1° marzo 2015), merita sicuramente una attenta considerazione da parte di tutti: anche coloro che pensano di “non capire l’arte moderna” troveranno molti motivi di interesse, di riflessione e di divertimento. E un ulteriore capitolo di quella storia dell’arte legata al territorio, ma non al campanile… [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcune delle opere in mostra a Comoi

Compenetrazionirotatorie 1972

Compenetrazioni reticolari

Canzone veneziana 1995

 

14 dicembre/ Aperitivo con risotto e vin brulé con mostra Diecixquindici

teatro-san-teodoro-COPUn’occasione «per trovarsi e fare festa prima del Natale al Teatro San Teodoro [in via Corbetta 7 a Cantù], una serata con un ricco aperitivo a base di risotto e vin brulè preparato dallo Chef pluristellato “il presidente” A. Zorzetto e dal suo staff», domenica 14 dicembre alle 18.30, con l’inaugurazione della mostra Diecixquindici, a cura di Elisa Fusi.

 

«Circa 40 artisti realizzeranno appositamente per questo evento delle opere di formato 10x15cm che saranno vendute a 20 euro l’una con il proposito di raccogliere fondi da destinare alle attività culturali del teatro in favore delle famiglie più svantaggiate del territorio» spiegano gli organizzatori. [md, ecoinformazioni]

Como. Le torri. I campanili

Manifesto-Mostra-Spazio-Natta-207x300Mostra fotografica di Giordano Ernesto Sala allo Spazio Natta, in via Natta 18 a Como, aperta fino al 21 dicembre da martedì a domenica dalle 16 alle 19, venerdì dalle 11 alle 19, sabato dalle 16 alle 22.

 

«Una mostra che racconta attraverso suggestive fotografie la Città di Como, città delle torri e dei suoi campanili – chiarisce la presentazione –.
Anche se, per lo più, si pensa solo al Baradello e a Porta Torre, in realtà le torri sono molte di più, fino alle modernissime Fontana di Camerlata e Monumento ai Caduti. Per quanto riguarda i campanili, quelli lasciati in epoca romanica sono nel contempo uno straordinario esempio di eleganza e di forza e sicurezza.
Questa mostra fotografica si discosta dalla semplice rappresentazione formale ed architettonica ed entra in una descrizione coreografica dove queste immobili presenze della città si animano di vita, danzano e colloquiano con l’osservatore e, abbandonando il loro consueto grigio, si vestono di colori». [md, ecoinformazioni]

11 dicembre/ Fabrizio Musa Public Works 2004_2014

copertina libro Fabrizio MusaPresentazione del libro fotografico dell’artista comasco giovedì 11 dicembre alle 20.30 alla Sala conferenze di Unindustria, in via Raimondi 1 a Como.

 

«Il volume raccoglie le testimonianze fotografiche di 10 anni di Opere Pubbliche realizzate su muri di città da Fabrizio Musa, dal primo Wall Paint dedicato al Novocomum di Terragni a Como nel 2004 ad oggi – afferma la presentazione –. Fin dal suo esordio artistico, nella seconda metà degli anni Novanta, ha contaminato le tecniche pittoriche più tradizionali con le nuove tecnologie. Il metodo di lavoro di Fabrizio Musa, contempla una pluralità di tecniche ed è stato in più occasioni legato all’architettura. Dal 2008 collabora con l’architetto Mario Botta in un progetto di rielaborazione pittorica delle sue architetture realizzatosi poi in diverse mostre».

«Musa studia il linguaggio dell’architettura traducendolo in modo autonomo sulla tela, facendolo cioè diventare linguaggio pittorico a tutti gli effetti, con risultati che sorprendono, lavora sulla luce come io lavoro sull’organizzazione dello spazio architettonico, riporta nel suo bianco e nero i risultati delle ombre nate dal contesto tridimensionale dell’opera» termina la nota, con la precisazione dell’artista: «Ed è per me una sorta di verifica della “tenuta” dei miei lavori: l’architettura è sempre stata pensata come spazio, come struttura tridimensionale, e vederla “appiattita” sulla tela è una lettura che non avevo mai immaginato. La sorpresa è che questo tipo di lettura permette di “immaginare” la terza dimensione, che viene però offerta bidimensionalmente, come una cartografia, una radiografia in positivo tra luce ed ombra, con risultati poetici».

Per informazioni unindustriacomo@unindustriacomo.it. [md, ecoinformazioni]

Paolo Minoli. Un itinerario tra arte e scienza

Compenetrazionirotatorie 1972Mostra di 30 anni di attività dell’artista scomparso nel 2004, «una delle figure più significative dell’arte comasca della seconda metà del ‘900», a cura da Carlo Pirovano, a Palazzo Volpi – Pinacoteca civica di Como, in via Diaz 84, inaugurazione il 13 dicembre alle 16, aperta fino al 1 marzo da martedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 ale 17, domenica dalle 10 alle 13, mercoledì dalle 9.30 alle 17 (fino al 24 dicembre e dal 7 gennaio), chiusa lunedì, 25 e 26 dicembre, 1 gennaio.

 

Canzone veneziana 1995«L’esposizione che l’Assessorato alla cultura del Comune di Como in collaborazione con la fondazione Casaperlarte di Cantù dedica all’artista a dieci anni dalla morte (2004) vuole riproporre in una sintesi agile, ma esaustiva il complesso itinerario di una ricerca lucida e coerente, caratterizzata, nel corso di tre decenni da una profonda riflessione teorica e da una altrettanto sofisticata traduzione delle “idee” in una felice oggettivazione pratica: le une e l’altra toccando motivi nevralgici della ricerca figurale di fine Novecento – precisa la presentazione –. Se le prove più personali del giovane artista, fra anni sessanta e settanta, indagavano problemi Compenetrazioni reticolarisoprattutto spaziali, con elementi tridimensionali proposti in rapporti serrati su curve dinamiche in un’atmosfera nitida sottolineando le strutture visive, più innanzi tale ricerca si arricchisce anche nella dimensione ambientale e urbanistica sofisticando l’indagine in rapporti problematici fra interno ed esterno; più oltre saranno le potenzialità del colore a stimolare l’attenzione dell’artista, instaurando una dialettica stringente fra superficie ed ambiente, tra cromia e struttura e dunque stabilendo anche un dialogo stimolante fra pittura e scultura».

«Oramai Minoli è avviato ad una laboriosa sperimentazione, fortemente innovativa sostenuta dalla padronanza di una speculazione filosofico-scientifica sul piano teorico, vera osmosi fra arte e scienza, che interpreta i processi visivi in prospettive inedite – prosegue lo scritto –. Nello stesso contesto si va approfondendo il rapporto interiore con l’idea di tempo che si fa percepibile nella definizione spaziale sul piano dell’opera nel momento stesso della sua formulazione. D’ora in avanti il rapporto spazio-tempo Perilpoeta 1997alimenta continuamente le complesse variazioni sperimentate nell’incessante “laboratorio” di Minoli, approfondendo l’analisi fenomenologica del colore, in tutte le accezioni scientifiche e poetiche, passando dunque dall’analisi concettuale dell’opera all’incanto dell’abbandono poetico, della partecipazione emotiva, ma anche non disdegnando di tentare il mistero dell’ignoto e il confronto con gli eventi della vita, come noterà ben presto la critica più avveduta. Gli sviluppi della poetica di Minoli dagli anni novanta alla morte prematura (2004) si fa via via più complessa e articolata con dialoghi suggestivi e stimolanti con altri tramiti espressivi quali quelli con la musica e in forme non meno affascinanti con la poesia. Allora Minoli affronta anche il linguaggio della scultura con una determinazione sempre tesa, quasi aggressiva, che sembra voler sfidare più che la materia, la negatività e il vuoto, come prima la leggerezza del colore si era inventata la consistenza di strutture impensabili secondo logica, attraverso cesure squisitamente liriche».

Per informazioni tel. 031.269869. [md, ecoinformazioni]

Atmosfere e miraggi

foto-bonetto-2-300x300Mostra di Paolo Bonetto all’ex chiesa di S. Francesco – Spazio Ratti, in largo Spallino 1 a Como, aperta
fino al 21 dicembre, da martedì a venerdì dalle 16 alle 19, sabato e festivi dalle 10 alle 19.

 

«È questa la sua ottantesima mostra personale: le opere esposte sono quanto di più recente l’artista abbia realizzato in virtù anche della nuovissima monografia di cui vi sarà occasione di consultare nella prestigiosa sede della San Francesco – viene precisato in una nota –. L’esposizione sarà forte di 70 dipinti, alcuni di dimensioni importanti.
I quadri che formeranno e daranno vita alla esposizione artistica, fluttuano tra il soggetto onirico ancorché fiabesco per approdare al racconto più realistico ma con venature di carattere simbolico finanche a dei rimandi legati a determinati orientalismi. Quanto Bonetto ci proporrà è il frutto dell’esperienza lunga 44 anni. Allora un percorso votato alla conoscenza dell’estetica e della intuizione creativa, ma anche della seppur misurata sperimentazione. Infatti nella sua arte trovano collocazione anche materiali estranei alla pittura,intesa come insegnamento classico – accademico».

«Emergono dalle sue creazioni pittoriche, lamiere ruggini, oggetti i più disparati, frammenti di metallo a vario titolo, sacchi di iuta, piccoli ritagli di stoffa, francobolli e l’elenco potrebbe continuare – prosegue la presentazione –. L’artista Bonetto non dà tregua alla miniera della sua fantasia. Ricerca sempre spasmodicamente la vena più recondita per appropriarsene avidamente delle sue più preziose gemme. Non v’è possibilità che la medesima sfugga alla sua indagine.
Estroverso, esuberante, pratico e con la pupilla incantata dell’adolescente, trasmette la sua capacità “tellurica” alle tele che incantano». [md, ecoinformazioni]

11 dicembre/ Gli affreschi di Sant’Abbondio a Como. Cronaca per immagini

adm_locandina_1867478055Cronaca illustrata del dramma con Gerardo Monizza, Storia della basilica e degli affreschi con Fabio Cani, giovedì 11 dicembre alle 17.30, presso l’Università dell’Insubria e la Basilica di Sant’Abbondio, in via Regina a Como, organizzano Amici dei Musei, in collaborazione Basilica di Sant’Abbondio, Università dell’Insubria e Università popolare di Como.

 

«Gli affreschi del presbiterio, nella Basilica di Sant’Abbondio, costituiscono uno dei cicli pittorici più integri del primo Trecento in Lombardia; furono realizzati da un artista anonimo – spiega la presentazione dell’incontro –. Il programma iconografico inizia nell’arco trionfale affrescato con la rappresentazione dell’Annunciazione e figure di santi, nel sottarco; la volta della prima campata (recentemente restaurata) reca tracce di un cielo stellato e di quattro troni con i Dottori della Chiesa. Nell’arco che precede il catino absidale vi è un Cristo benedicente affiancato da due Arcangeli e, racchiusi in otto tondi, figure di Patriarchi, Profeti ed altri santi. Il catino absidale presenta una raffigurazione della Deesis (Cristo benedicente tra la Madonna e Giovanni Battista) con ai lati San Pietro e San Paolo. Nell’abside, divisa in cinque parti verticali, sono affrescati venti episodi della vita di Gesù (Natività di Gesù, Predicazione, Passione). Nella fascia inferiore vi sono figure di Apostoli».

«L’insieme si connota per un linguaggio che unisce il ritmo del racconto con l’attenzione ai dettagli degli abbigliamenti offrendo uno spaccato della vita e dei costumi del tempo – spiega la nota –. Numerose immagini sulle lesene e sulle semicolonne, che separano gli episodi della vita di Gesù, rendono alquanto complessa l’interpretazione del programma decorativo. Ignoto è l’autore del ciclo di affreschi; è convenzionalmente chiamato “Maestro di Sant’Abbondio”. La critica colloca la realizzazione del ciclo tra il 1330 e il 1340 durante l’episcopato del vescovo francescano Leone Lambertenghi, committente dell’opera». [md, ecoinformazioni]

Classico/ Contemporaneo

141111 invito HMSMostra collettiva di pittura e arti plastiche di Serafino Albonico, Germana Bedont, Elena Borghi, Michele Criscuolo, Monica Gagnone, Ana Inés Mac Loughlin Mattanò, Flavia Noseda, Benny Posca, Gabriella Tettamanti, Bruno Toniolo, Doriam Battaglia, Roberto Biondi, Valerio Castagna, Michela De Toma, Filippo Gugliotta, Roberto Parisi, Adriano Rovi, Enrico Thanhoffer, Sara Valli, presentazione e testo critico di Roberto Borghi, all’Hotel Metropole Suisse HMS Meeting Point, ingresso da via Fratelli Cairoli 14-16 angolo lungo Lario Trento, organizzata da Associazione Cultura e arte di Como, inaugurazione venerdì 5 dicembre alle 18, aperta fino al 14 dicembre nei feriali dalle 15 alle 19, sabato e i festivi dalle 10 alle 19. Per informazioni e-mail info@circoloculturaearte.it.

Online la nuova app sul razionalismo Comasco

Rationalism_Shots_ThumbL’app è disponibile da oggi per i dispositivi supportati dal sistema operativo Android e Ios. Rispetto alla precedente (che “girava” solo su piattaforma Apple), sono stati aggiunti contenuti e immagini.

 

 

L’App Razionalismo in Provincia di Como, itinerario multimediale dedicato alle architetture razionaliste del novecento ubicate lungo la sponda occidentale del Lario, in Tremezzina e Isola Comacina, passando per Cernobbio fino alla città di Como, è oggi disponibile anche in versione Android. «Il tour audio guidato – scrive l’amministrazione Provinciale – già disponibile dal settembre 2013 per dispositivi con iOS di Apple, è stato ideato e realizzato dal Settore Cultura della Provincia di Como, capofila del Progetto Integrato d’Area (PIA) Ecolarius. Diffondere la cultura dell’ambiente e del paesaggio tra lago e montagna del programma PORL-FESR 2007-2013. Il software applicativo, sviluppato da Davide Orlando, è ora scaricabile gratuitamente dal Play Store, (l’application store ufficiale di Google), anche da coloro che utilizzano uno smartphone o un tablet con sistema operativo Android, ed è compatibile con la versione 2.3 fino alla più recente 5.0 di Android. Ma c’è di più. L’itinerario è stato ampliato di contenuti e immagini e presenta per entrambe le versioni le medesime caratteristiche
tecniche, interfaccia utente e contenuti audiovisivi realizzati in tre lingue (italiano, inglese e tedesco). La durata complessiva è ora di 55 minuti per l’aggiunta di tre punti di interesse ai dieci già disponibili, ossia la Sede dell’Unione Lavoratori dell’Industria (ULI), la Canottieri Lario, la Casa del Balilla con l’annesso Stadio Sinigaglia. Una voce narrante illustra la storia, le principali caratteristiche architettoniche e alcuni brevi approfondimenti per ciascuno dei tredici punti di interesse selezionati. La mappa interattiva permette di visualizzare sia l’itinerario che la posizione degli edifici, fornendo unitamente le necessarie informazioni sugli orari di apertura e i costi del biglietto, se previsti. Un considerevole apparato iconografico di 350 immagini, comprendente fotografie d’epoca, disegni provenienti dagli archivi degli architetti razionalisti, scatti recenti, correda inoltre la descrizione degli edifici. Sarà quindi possibile percorrere l’itinerario in modalità “virtuale” e conoscere con un approccio interattivo le architetture razionaliste più significative, con
l’auspicio di stimolarne anche la visita diretta accompagnandola con informazioni e commenti utili per la lettura dei principali valori architettonici, artistico-culturali e ambientali di opere e tematiche di riconosciuta fama mondiale. In entrambe le versioni è stata inoltre attivata la funzione di geo-localizzazione e da gennaio 2014 è disponibile il podcast audio dei file audio Mp3, di elevata qualità sonora.
Per coloro che non dispongono di un proprio dispositivo compatibile è stato infine previsto, nei prossimi mesi, l’avvio di un servizio di gestione di 20 audioguide posizionate presso alcuni punti di Informazione Turistica. Il prodotto realizzato si inserisce nel programma di investimenti strutturali per il recupero e la valorizzazione di beni culturali e ambientali promosso su ampia base territoriale dal progetto Ecolarius, e assume una forte rilevanza anche in vista di Expo 2015 con l’obiettivo di potenziare, attraverso una proposta che impiega le nuove tecnologie anche per suscitare emozioni e curiosità, un’offerta turistica diversificata e di interesse per coloro che visiteranno il Lago di Como».[aq, ecoinformazioni]

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