arte

Scultore e disegni

massimo clericiMostra dello scultore comasco Massimo Clerici per Telethon alla Bnl Gruppo Bnp Paribas in piazza Cavour 33-34 a Como, aperta da lunedì a venerdì dalle 8.20 alle 13. 20 e dalle 14.30 alle 16 (l’11 e 12 dicembre apertura fino alle 22 per la presenza di Telethon in piazza) fino al 16 gennaio 2015.

 

L’esposizione raccoglie: «opere realizzate dal 1980 al 2014 come l’autoritratto in alabastro – precisa la presentazione –. I temi trattati sono “la modella e l’artista”, gli abbracci, il corpo femminile e i ritratti. Grandi scultori come Camille Claudel e Auguste Rodin, Vincenzo Gemito, e artisti comaschi Ezechiele Trombetta, Achille Zambelli e Pietro Clerici in disegni con tecniche miste, chine, carboncini. Le sculture sono realizzate con vari materiali: marmo, alabastro, bronzo, terracotta e gesso» (pieghevole). [md, ecoinformazioni]

Toni poetici

santoli-287x300Mostra di Leonardo Santoli e Gianfranco Sergio, a cura di Edoardo Di Mauro e Salvatore Marsiglione, al Broletto di Como in piazza Duomo, inaugurazione sabato 18 ottobre alle 18.30, aperta fino al 9 novembre, tutti i giorni dalle 11 alle 19, organizzata dalla Mag con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Como.

 

«I due artisti sono giunti a posizioni omologhe – spiega la presentazione –, accomunate dall’uso della pittura, e da una poetica ludica ed irriverente ma al tempo stesso colta e consapevole, che li collega sergioalla parte migliore della tradizione culturale italiana, quella che parla al presente conscia della lezione del passato e poco incline a piegarsi al dettato globale dell’”international style”, sinonimo di “politicamente corretto”. Se le citazioni di Sergio, oltre che dal vissuto sociale contemporaneo, provengono dal corpo della storia dell’arte, le immagini di Santoli vanno in direzione di un’esaltazione della funzione simbolica ed allegorica».

Per informazioni 328.7521463,
e-mail info@marsiglioneartsgallery.com,
Internet www.magcomo.it. [md, ecoinformazioni]

Le cinque anime della scultura

le 5 anime«Un percorso visivo – emozionale pensato per coinvolgere i visitatori alla scoperta delle diverse declinazioni scultorie rappresentate dalle opere dei cinque artisti [Antonietta Moschi, Carlo Pazzaglia, Brigitte Cabell, Cristian Baroso & Monica Viglietti, Vincenzo Vallone] selezionati non solo in base alla propria eccellenza stilistica ma anche in considerazione delle suggestioni trasmesse al fruitore» proposto dallo Studio Tablinum e Officinacento5, in viale Lecco 105 a Como, inaugurazione sabato 18 ottobre alle 19, la mostra rimarrà aperta sino al 31 ottobre.

Due mostre in Ticino sul Rinascimento (italiano)

Inaugurate in questi ultimi giorni due interessanti mostre al Museo Cantonale d’Arte di Lugano e alla Pinacoteca Züst di Rancate che indagano differenti aspetti dell’arte del Rinascimento.

Si tratta di due esposizioni molto diverse, per contenuto e taglio metodologico, ma viste in rapida successione consentono di farsi un’idea non appiattita sulle semplificazioni scolastiche di un’epoca considerata centrale per lo sviluppo della cultura europea.

La mostra di Lugano è dedicata all’opera del Bramantino, ovvero Bartolomeo Suardi, uno dei protagonisti del Rinascimento in Lombardia. Il Bramantino è il personaggio chiave del passaggio tra Quattro e Cinquecento e interpreta al più alto grado la complessità di un’epoca tutt’altro che determinata dalla lineare diffusione dei modelli toscani e fiorentini. Lo straordinario percorso artistico è ricostruito con dovizia di esempi lungo tutto l’arco della sua vita, dalle prime opere fino a quelle estreme, tra cui La Fuga in Egitto, custodita nel santuario ticinese della Madonna del Sasso a Orselina e presentata in mostra dopo un accurato restauro. Ne esce una ricostruzione in buona parte nuova del ruolo della Lombardia nella costruzione del linguaggio artistico rinascimentale.

La mostra di Rancate Doni d’amore propone l’utilizzo di molteplici testimonianze artistiche e visive per presentare alcuni momenti fondamentali della vita di società e di relazione tra Quattro e Cinquecento: il fidanzamento, il matrimonio, la nascita dei figli. Grazie a opere e oggetti di tipologie assai diversificate (e soprattutto inconsuete, tanto da passare di solito inosservate agli occhi della maggioranza del pubblico) si ricostruiscono il ruolo della donna e i cerimoniali sociali nelle classi elevate del Rinascimento: gioielli, cofanetti, cassoni, indumenti, culle, girelli, piatti e coppe da parto si affiancano a dipinti e volumi figurati, in un percorso espositivo che, per quanto contenuto, è ricco di stimoli e di sollecitazioni all’approfondimento.

Se nella prima mostra c’è un grande sforzo di rinnovare il percorso interpretativo della storia dell’arte intesa nel senso più classico, nella seconda c’è l’obiettivo di usare l’arte come chiave per aprire la comprensione delle epoche passate.

Le mostre sono accompagnate da approfonditi cataloghi: quello sul Bramantino (davvero imponente) è a cura di Mauro Natale, quello sui Doni d’amore di Patricia Lurati. Per entrambe c’è tempo fino all’11 gennaio 2015. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Bramantino Fuga in Egitto

 

Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, Fuga in Egitto, 1515-1520 ca, Orselina (Canton Ticino), santuario della Madonna del Sasso © Ufficio dei beni culturali, Bellinzona.

In mostra al Museo cantonale d’Arte di Lugano

 

 

Pettine

Manifattura francese o fiamminga, Pettine con “Storia di Susanna”, fine XV – inizio XVI secolo, Firenze, Museo Nazionale del Bargello.

In mostra alla Pinacoteca Züst di Rancate.

11 ottobre/ Sans titre (M. Bertillon)

stephanie solinasPresentazione del libro d’artista di Stéphanie Solinas al Mact & Cact Arte Contemporanea Ticino in via Tamaro 3 a Bellinzona sabato 11 ottobre dalle 11.30 alle 13, organizzata da Choisi – one at a time di Lugano.

 

«L’artista illustrerà il processo creativo e di realizzazione di questo libro, che induce a riflettere sulla propria identità, coinvolgendo il lettore in modo interattivo – spiega la presentazione, che spiega –. Stéphanie Solinas ha tratto spunto dalla ricostruzione del volto di Alphonse Bertillon, considerato l’inventore dell’antropometria segnaletica: un sistema d’identificazione, fondato sul ritratto fotografico frontale e di profilo, accompagnato dalla descrizione dei particolari somatici del soggetto da schedare, insieme alle misurazioni della testa e dei relativi segmenti corporei». [md, coinformazioni]

Amo la mia città/ Libeskind senza alcun onere per la città

logointrozziAmo la mia città interviene sulla questione monumento di Daniel Libeskind ricordando che la ricchezza del volontariato e del civismo comasco non è solo quella espressa dagli Amici di Como. La lista definisce «una fantasiosa quanto fastidiosa fola» «le dichiarazioni ascoltate in questi giorni sulle ragioni che hanno ispirato l’architetto statunitense a ideare l’opera in omaggio ad Alessandro Volta» e chiede che la vicenda si concluda senza alcun onere per la città prevedendo che siano a carico dei “donatori” «le spese di manutenzione per un periodo di tempo sufficientemente esteso», che non ricada sul comune alcun  «onere di assicurazione contro i tanti imprevisti che minacciano una installazione complessa» e che venga fornita «una garanzia nell’eventualità di una necessaria rimozione del manufatto». Leggi il comunicato.

«A proposito del “monumento Libeskind” – La posizione di Amo la mia città (Amc). La crisi insegna che occorre sapere trasformare i rischi in opportunità. Ma le opportunità non attentamente valutate possono diventare rischi (paratie e Ticosa docent).

Como è una città ricca. Ricca di energie, di capacità creative, di slancio solidaristico. Decine e decine di associazioni sono lì a dimostrarlo, occupandosi di dare assistenza a chi è in situazione di difficoltà e disagio, di rendere la città più bella e pulita, di prendersi cura di anziani o bambini, di portare solidarietà fuori dai nostri confini.

La scelta di “Amici di Como” di operare per il bene della città si inserisce felicemente in questo contesto operoso. Rendere più bella la città, aiutare l’amministrazione nella realizzazione o il completamento di opere che – causa tagli nei trasferimenti statali, aggravati da complicazioni burocratiche che appesantiscono ogni iter – il Comune non riesce a sostenere autonomamente. Guardiamo certamente con gratitudine all’intervento che ha permesso la fruizione di parte del lungolago reso inagibile da imperdonabili errori di passate amministrazioni. Il dono della scultura di Daniel Libeskind è così l’ultima, in ordine di tempo, di realizzazioni significative per la città. Un progetto a favore di Como che ha lo stesso valore dell’impegno che altri cittadini manifestano con altre modalità, spesso in modo anonimo ma con altrettanta generosità.

È importante che questo dono, questo contributo al ben-essere della città avvenga in armonia con la città stessa, senza spingere a dannose forzature capaci solo di sollevare forti contrapposizioni. E l’amministrazione comunale non dovrebbe essere messa nella condizione di schierarsi a favore o contro l’installazione della scultura in uno dei luoghi più simbolici della città. A sostenere un cosiddetto fronte degli innovatori in contrapposizione a presunti conservatori.

Il giudizio sul valore artistico della scultura esula completamente da queste considerazioni e crediamo possa difficilmente essere ricondotto ad una valutazione unanime. Non è quindi su questo aspetto che vale la pena di soffermarsi, anche se le dichiarazioni ascoltate in questi giorni sulle ragioni che hanno ispirato l’architetto statunitense a ideare l’opera in omaggio ad Alessandro Volta, alla luce del progetto Gazprom di San Pietroburgo, suonano come una fantasiosa quanto fastidiosa fola.

Ora è indispensabile, per rispetto nei confronti dell’intera cittadinanza, che l’installazione della scultura – donata alla città – avvenga davvero e completamente in condizioni di totale gratuità. E che nessun onere, né presente né futuro, né diretto né indiretto, sia messo a carico della collettività.

Nessun onere di manutenzione per un periodo di tempo sufficientemente esteso, nessun onere di assicurazione contro i tanti imprevisti che minacciano una installazione complessa, una garanzia nell’eventualità di una necessaria rimozione del manufatto.

Pensiamo che queste siano le condizioni minime che debbano accompagnare l’impegno dei donatori nei confronti della città, affinché il loro gesto non prevarichi la cittadinanza che non ha avuto né il modo, né il tempo di valutarne le conseguenze». [Amo la mia città]

Obiettivo fronte lago 2014

EC-OFL-LocandinaMostra-140916Mostra fotografica allo Spazio Natta, in via Natta 18 a Como, organizzata dall’Associazione culturale Chiave di Volta, inaugurazione venerdì 3 ottobre alle 18.30, aperta da martedì a domenica dalle 15 alle 19, fino al 25 ottobre.

 

«Dopo l’esperienza di Obiettivo Città murata, Chiave di Volta espone quest’anno più di cinquanta immagini delle prospettive che si aprono percorrendo la riva del primo bacino del nostro lago – spiega un comunicato –. La finalità è quella di evidenziare la bellezza del nostro paesaggio dando l’occasione ai fotografi dilettanti di affinare il senso estetico e la sensibilità individuale. Hanno risposto all’appello dell’associazione oltre cinquanta persone, ognuna delle quali ha consegnato fino a cinque fotografie».

AND_0338«La giuria – prosegue la nota –, composta dal presidente Darko Pandakovic, dalla vicepresidente Milly Brunelli Pozzi, da Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo di Chiasso e dai 3 fotografi che hanno collaborato e accompagnato gli iscritti nella fase di osservazione nel corso di tre giornate: Enrico Cano, Francesco Corbetta, Carlo Pozzoni, ha scelto la foto migliore di ogni partecipante per essere esposta. In loop verranno proiettate su uno schermo tutte le immagini consegnate».«Il tratto di riva proposto, su cui si sono svolte le passeggiate dei partecipanti all’iniziativa guidati da fotografi professionisti, è da Villa Olmo a Villa Geno – dalla introduzione di Pandakovic al catalogo della mostra –. Sappiamo con quanta importanza, in questi ultimi anni, la riva del lago sia oggetto di trasformazioni, attenzione, polemiche. Obiettivo dell’Associazione è far partecipi e protagonisti degli aspetti estetici, culturali e storici del nostro ambiente di vita quante più persone possibile».

«La comunicazione facile e immediata con lo scatto fotografico è possibile a molte persone che diversamente non troverebbero la sede per esprimersi con libera e creativa autonomia – prosegue il presidente di Chiave di Volta –. Ogni persona che ha accolto il nostro invito e ha ripercorso le riva del lago, scegliendo temi e inquadrature, ha svolto un lavoro di documentazione e testimonianza sulla sequenza degli spazi affacciati sul lago ed un lavoro interiore sulla propria interpretazione dei luoghi. I due fattori (l’oggetto della fotografia e l’interpretazione che motiva la scelta) confluiscono nello scatto fotografico». [md, ecoinformazioni]

32° Festival internazionale delle marionette

festival marionette 2014Fino al 5 ottobre al Teatro Foce a Lugano con Musicateatro, la Compagnia di Michel Poletti, per 15 spettacoli provenienti da Australia, Uruguay, Argentina, Spagna, Italia, Svizzera, Germania: «Il grande appuntamento con il Teatro della Fantasia con 14 delle migliori compagnie della scena internazionale. 40 attori, cantastorie, musicisti, marionettisti. 250 marionette, burattini, pupazzi ed altro ancora». Per informazioi Internet www.palco.ch.

Elena Tortia vince la sesta edizione di CoCoCo

cococo-2014-COPA ottobre a San Pietro in Atrio la collettiva dei venti finalisti e scambio artistico Como – Nablus – Netanya.

 

«L’artista ha vinto con la videoinstallazione In fondo lo sapeva composta da una doppia proiezione dove due donne, l’una non udente e l’altra che utilizza il linguaggio dei segni, si misurano per la prima volta con la modalità espressiva dell’altra – spiega una nota –. Elena Tortia è stata scelta per la grande qualità formale e concettuale del lavoro che si esprime con diversi materiali in dialogo con lo spazio e per la sensibilità e la profondità dei temi affrontati».

«L’artista, oltre a ricevere un premio in denaro di 2mila euro, terrà una personale nello spazio espositivo di S. Pietro in Atrio a Como, dal 15 novembre al 7 dicembre (inaugurazione venerdì 14 novembre ore 18) . prosegue lo scritto –. Prima di arrivare al verdetto finale, la giuria – composta da Giacinto di Pietrantonio, critico d’arte e direttore della GAMeC di Bergamo, Rachele Ferrario, storico e critico d’arte contemporanea, docente all’Accademia di Brera, Luigi Ratclif, segretario Gai, Associazione per il Circuito dei giovani artisti italiani, Mimmo Totaro, artista e coorganizzatore di Miniartextil Como, Francesca Testoni, coordinatrice del concorso presso l’Assessorato alla cultura ed esperta in arte contemporanea – ha vagliato 313 candidature, giungendo a una selezione di 20 artisti, con opere che spaziano dalla pittura alla fotografia, dall’installazione/scultura alla video arte e al libro d’artista: Niccolò Angeli con l’installazione Water; Alessandra Bello con la fotografia Sight’s Blue Sense; Fatima Bianchi con la video installazione Oggi che è domenica, vi immagino tutti a casa e vi sono vicino; Martina Brugnara con l’installazione Imposizione formale; Nicolò Bruno con l’opera pittorica Freilicht; Ivana Bukovac con l’opera pittorica Behind the Curtain; Mattia Campo Dall’Orto con il libro d’artista Once We were Hope; Hugo Cardenas con il disegno Senza titolo; Michele D’Agostino con la scultura Lontano anni luce?; Klodian Deda con l’installazione fotografica Free Space; Irene Dionisio con il video Quel évenément imprévisible; Elisabetta Falanga con il video La Stanza di Elena; Francesco Fossati con la fotografia Sometimes I think about Pyongyang; Roberta Garbagnati, con l’installazione Perimetrale; Silvia Giambrone con la serie Collars; Fabrizio Monsellato con la scultura Untitled#bedroom series; Emmanuele Panzarini con l’installazione Exit; Benedetta Pomini con la fotografia Kairos; Milton Blas Verano con la serie di dipinti Untitled serie. Le opere dei 20 artisti scelti saranno presentate in una collettiva a Como nello spazio di San Pietro in Atrio, dal 18 ottobre al 9 novembre (inaugurazione venerdì 17 ottobre alle 18)».

Il comunicato ricorda anche che: «Si aggiudicano inoltre il premio speciale Scambio artistico Como – Nablus – Netanya: Fatima Bianchi, che si recherà a Netanya (Israele) e Nicola Lorini, che si recherà a Nablus (Palestina). Questa sezione del concorso è stata organizzata nell’ambito del gemellaggio tra Como e le due città, una palestinese e l’altra israeliana. Gli artisti avranno la possibilità di esporre il loro lavoro ed entrare in contatto con le istituzioni culturali dei due paesi. Allo stesso modo, Como ospiterà un artista palestinese e uno israeliano: il primo Khaled Istaityi, esporrà un suo lavoro nella collettiva Co.Co.Co. di ottobre. L’artista israeliano, selezionato dalla città di Netanya, giungerà invece a Como nel 2015». [md, ecoinformazioni]

Piano libero

PER DE STAEL di R. Biondi, 2014, mista su cartonePersonale di Roberto Biondi a Cernobbio inaugurazione giovedì 2 ottobre alle 18.30 a Villa Bernasconi, in via Regina 7, a Cernobbio, aperta tutti i giorni da lunedì a venerdì dalle 16 alle 23, sabato e domenica dalle 11 alle 23 fino a domenica 12 ottobre.

 

«Piano libero ovvero una superficie sulla quale agire senza vincoli, uno spazio da sondare, modellare, colorare con un estro in sintonia con le intuizioni delle seconde avanguardie, e di quella spazialista in particolare – spiega la presentazione della mostra delle – opere su carta e su metallo, realizzate da Roberto Biondi tra il 2013 e il 2014, che si richiamano alle ricerche sui confini del linguaggio pittorico, e sulle interazioni tra materiali e colori, condotte negli ultimi decenni del ‘900».

Durante l’esposizione sono previsti due incontri: venerdì 10 ottobre alle 21.15, Dall’architettura all’arte con Dorian Battaglia, Marco Vido e Stefano Seneca; Sabato 11 ottobre alle 20, concerto jazz per sax, chitarra e basso del Trio Quadroni Schiavo Cervellino. [md, ecoinformazioni]

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