arte

Le cinque anime della scultura

le 5 anime«Un percorso visivo – emozionale pensato per coinvolgere i visitatori alla scoperta delle diverse declinazioni scultorie rappresentate dalle opere dei cinque artisti [Antonietta Moschi, Carlo Pazzaglia, Brigitte Cabell, Cristian Baroso & Monica Viglietti, Vincenzo Vallone] selezionati non solo in base alla propria eccellenza stilistica ma anche in considerazione delle suggestioni trasmesse al fruitore» proposto dallo Studio Tablinum e Officinacento5, in viale Lecco 105 a Como, inaugurazione sabato 18 ottobre alle 19, la mostra rimarrà aperta sino al 31 ottobre.

Due mostre in Ticino sul Rinascimento (italiano)

Inaugurate in questi ultimi giorni due interessanti mostre al Museo Cantonale d’Arte di Lugano e alla Pinacoteca Züst di Rancate che indagano differenti aspetti dell’arte del Rinascimento.

Si tratta di due esposizioni molto diverse, per contenuto e taglio metodologico, ma viste in rapida successione consentono di farsi un’idea non appiattita sulle semplificazioni scolastiche di un’epoca considerata centrale per lo sviluppo della cultura europea.

La mostra di Lugano è dedicata all’opera del Bramantino, ovvero Bartolomeo Suardi, uno dei protagonisti del Rinascimento in Lombardia. Il Bramantino è il personaggio chiave del passaggio tra Quattro e Cinquecento e interpreta al più alto grado la complessità di un’epoca tutt’altro che determinata dalla lineare diffusione dei modelli toscani e fiorentini. Lo straordinario percorso artistico è ricostruito con dovizia di esempi lungo tutto l’arco della sua vita, dalle prime opere fino a quelle estreme, tra cui La Fuga in Egitto, custodita nel santuario ticinese della Madonna del Sasso a Orselina e presentata in mostra dopo un accurato restauro. Ne esce una ricostruzione in buona parte nuova del ruolo della Lombardia nella costruzione del linguaggio artistico rinascimentale.

La mostra di Rancate Doni d’amore propone l’utilizzo di molteplici testimonianze artistiche e visive per presentare alcuni momenti fondamentali della vita di società e di relazione tra Quattro e Cinquecento: il fidanzamento, il matrimonio, la nascita dei figli. Grazie a opere e oggetti di tipologie assai diversificate (e soprattutto inconsuete, tanto da passare di solito inosservate agli occhi della maggioranza del pubblico) si ricostruiscono il ruolo della donna e i cerimoniali sociali nelle classi elevate del Rinascimento: gioielli, cofanetti, cassoni, indumenti, culle, girelli, piatti e coppe da parto si affiancano a dipinti e volumi figurati, in un percorso espositivo che, per quanto contenuto, è ricco di stimoli e di sollecitazioni all’approfondimento.

Se nella prima mostra c’è un grande sforzo di rinnovare il percorso interpretativo della storia dell’arte intesa nel senso più classico, nella seconda c’è l’obiettivo di usare l’arte come chiave per aprire la comprensione delle epoche passate.

Le mostre sono accompagnate da approfonditi cataloghi: quello sul Bramantino (davvero imponente) è a cura di Mauro Natale, quello sui Doni d’amore di Patricia Lurati. Per entrambe c’è tempo fino all’11 gennaio 2015. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Bramantino Fuga in Egitto

 

Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, Fuga in Egitto, 1515-1520 ca, Orselina (Canton Ticino), santuario della Madonna del Sasso © Ufficio dei beni culturali, Bellinzona.

In mostra al Museo cantonale d’Arte di Lugano

 

 

Pettine

Manifattura francese o fiamminga, Pettine con “Storia di Susanna”, fine XV – inizio XVI secolo, Firenze, Museo Nazionale del Bargello.

In mostra alla Pinacoteca Züst di Rancate.

11 ottobre/ Sans titre (M. Bertillon)

stephanie solinasPresentazione del libro d’artista di Stéphanie Solinas al Mact & Cact Arte Contemporanea Ticino in via Tamaro 3 a Bellinzona sabato 11 ottobre dalle 11.30 alle 13, organizzata da Choisi – one at a time di Lugano.

 

«L’artista illustrerà il processo creativo e di realizzazione di questo libro, che induce a riflettere sulla propria identità, coinvolgendo il lettore in modo interattivo – spiega la presentazione, che spiega –. Stéphanie Solinas ha tratto spunto dalla ricostruzione del volto di Alphonse Bertillon, considerato l’inventore dell’antropometria segnaletica: un sistema d’identificazione, fondato sul ritratto fotografico frontale e di profilo, accompagnato dalla descrizione dei particolari somatici del soggetto da schedare, insieme alle misurazioni della testa e dei relativi segmenti corporei». [md, coinformazioni]

Amo la mia città/ Libeskind senza alcun onere per la città

logointrozziAmo la mia città interviene sulla questione monumento di Daniel Libeskind ricordando che la ricchezza del volontariato e del civismo comasco non è solo quella espressa dagli Amici di Como. La lista definisce «una fantasiosa quanto fastidiosa fola» «le dichiarazioni ascoltate in questi giorni sulle ragioni che hanno ispirato l’architetto statunitense a ideare l’opera in omaggio ad Alessandro Volta» e chiede che la vicenda si concluda senza alcun onere per la città prevedendo che siano a carico dei “donatori” «le spese di manutenzione per un periodo di tempo sufficientemente esteso», che non ricada sul comune alcun  «onere di assicurazione contro i tanti imprevisti che minacciano una installazione complessa» e che venga fornita «una garanzia nell’eventualità di una necessaria rimozione del manufatto». Leggi il comunicato.

«A proposito del “monumento Libeskind” – La posizione di Amo la mia città (Amc). La crisi insegna che occorre sapere trasformare i rischi in opportunità. Ma le opportunità non attentamente valutate possono diventare rischi (paratie e Ticosa docent).

Como è una città ricca. Ricca di energie, di capacità creative, di slancio solidaristico. Decine e decine di associazioni sono lì a dimostrarlo, occupandosi di dare assistenza a chi è in situazione di difficoltà e disagio, di rendere la città più bella e pulita, di prendersi cura di anziani o bambini, di portare solidarietà fuori dai nostri confini.

La scelta di “Amici di Como” di operare per il bene della città si inserisce felicemente in questo contesto operoso. Rendere più bella la città, aiutare l’amministrazione nella realizzazione o il completamento di opere che – causa tagli nei trasferimenti statali, aggravati da complicazioni burocratiche che appesantiscono ogni iter – il Comune non riesce a sostenere autonomamente. Guardiamo certamente con gratitudine all’intervento che ha permesso la fruizione di parte del lungolago reso inagibile da imperdonabili errori di passate amministrazioni. Il dono della scultura di Daniel Libeskind è così l’ultima, in ordine di tempo, di realizzazioni significative per la città. Un progetto a favore di Como che ha lo stesso valore dell’impegno che altri cittadini manifestano con altre modalità, spesso in modo anonimo ma con altrettanta generosità.

È importante che questo dono, questo contributo al ben-essere della città avvenga in armonia con la città stessa, senza spingere a dannose forzature capaci solo di sollevare forti contrapposizioni. E l’amministrazione comunale non dovrebbe essere messa nella condizione di schierarsi a favore o contro l’installazione della scultura in uno dei luoghi più simbolici della città. A sostenere un cosiddetto fronte degli innovatori in contrapposizione a presunti conservatori.

Il giudizio sul valore artistico della scultura esula completamente da queste considerazioni e crediamo possa difficilmente essere ricondotto ad una valutazione unanime. Non è quindi su questo aspetto che vale la pena di soffermarsi, anche se le dichiarazioni ascoltate in questi giorni sulle ragioni che hanno ispirato l’architetto statunitense a ideare l’opera in omaggio ad Alessandro Volta, alla luce del progetto Gazprom di San Pietroburgo, suonano come una fantasiosa quanto fastidiosa fola.

Ora è indispensabile, per rispetto nei confronti dell’intera cittadinanza, che l’installazione della scultura – donata alla città – avvenga davvero e completamente in condizioni di totale gratuità. E che nessun onere, né presente né futuro, né diretto né indiretto, sia messo a carico della collettività.

Nessun onere di manutenzione per un periodo di tempo sufficientemente esteso, nessun onere di assicurazione contro i tanti imprevisti che minacciano una installazione complessa, una garanzia nell’eventualità di una necessaria rimozione del manufatto.

Pensiamo che queste siano le condizioni minime che debbano accompagnare l’impegno dei donatori nei confronti della città, affinché il loro gesto non prevarichi la cittadinanza che non ha avuto né il modo, né il tempo di valutarne le conseguenze». [Amo la mia città]

Obiettivo fronte lago 2014

EC-OFL-LocandinaMostra-140916Mostra fotografica allo Spazio Natta, in via Natta 18 a Como, organizzata dall’Associazione culturale Chiave di Volta, inaugurazione venerdì 3 ottobre alle 18.30, aperta da martedì a domenica dalle 15 alle 19, fino al 25 ottobre.

 

«Dopo l’esperienza di Obiettivo Città murata, Chiave di Volta espone quest’anno più di cinquanta immagini delle prospettive che si aprono percorrendo la riva del primo bacino del nostro lago – spiega un comunicato –. La finalità è quella di evidenziare la bellezza del nostro paesaggio dando l’occasione ai fotografi dilettanti di affinare il senso estetico e la sensibilità individuale. Hanno risposto all’appello dell’associazione oltre cinquanta persone, ognuna delle quali ha consegnato fino a cinque fotografie».

AND_0338«La giuria – prosegue la nota –, composta dal presidente Darko Pandakovic, dalla vicepresidente Milly Brunelli Pozzi, da Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo di Chiasso e dai 3 fotografi che hanno collaborato e accompagnato gli iscritti nella fase di osservazione nel corso di tre giornate: Enrico Cano, Francesco Corbetta, Carlo Pozzoni, ha scelto la foto migliore di ogni partecipante per essere esposta. In loop verranno proiettate su uno schermo tutte le immagini consegnate».«Il tratto di riva proposto, su cui si sono svolte le passeggiate dei partecipanti all’iniziativa guidati da fotografi professionisti, è da Villa Olmo a Villa Geno – dalla introduzione di Pandakovic al catalogo della mostra –. Sappiamo con quanta importanza, in questi ultimi anni, la riva del lago sia oggetto di trasformazioni, attenzione, polemiche. Obiettivo dell’Associazione è far partecipi e protagonisti degli aspetti estetici, culturali e storici del nostro ambiente di vita quante più persone possibile».

«La comunicazione facile e immediata con lo scatto fotografico è possibile a molte persone che diversamente non troverebbero la sede per esprimersi con libera e creativa autonomia – prosegue il presidente di Chiave di Volta –. Ogni persona che ha accolto il nostro invito e ha ripercorso le riva del lago, scegliendo temi e inquadrature, ha svolto un lavoro di documentazione e testimonianza sulla sequenza degli spazi affacciati sul lago ed un lavoro interiore sulla propria interpretazione dei luoghi. I due fattori (l’oggetto della fotografia e l’interpretazione che motiva la scelta) confluiscono nello scatto fotografico». [md, ecoinformazioni]

32° Festival internazionale delle marionette

festival marionette 2014Fino al 5 ottobre al Teatro Foce a Lugano con Musicateatro, la Compagnia di Michel Poletti, per 15 spettacoli provenienti da Australia, Uruguay, Argentina, Spagna, Italia, Svizzera, Germania: «Il grande appuntamento con il Teatro della Fantasia con 14 delle migliori compagnie della scena internazionale. 40 attori, cantastorie, musicisti, marionettisti. 250 marionette, burattini, pupazzi ed altro ancora». Per informazioi Internet www.palco.ch.

Elena Tortia vince la sesta edizione di CoCoCo

cococo-2014-COPA ottobre a San Pietro in Atrio la collettiva dei venti finalisti e scambio artistico Como – Nablus – Netanya.

 

«L’artista ha vinto con la videoinstallazione In fondo lo sapeva composta da una doppia proiezione dove due donne, l’una non udente e l’altra che utilizza il linguaggio dei segni, si misurano per la prima volta con la modalità espressiva dell’altra – spiega una nota –. Elena Tortia è stata scelta per la grande qualità formale e concettuale del lavoro che si esprime con diversi materiali in dialogo con lo spazio e per la sensibilità e la profondità dei temi affrontati».

«L’artista, oltre a ricevere un premio in denaro di 2mila euro, terrà una personale nello spazio espositivo di S. Pietro in Atrio a Como, dal 15 novembre al 7 dicembre (inaugurazione venerdì 14 novembre ore 18) . prosegue lo scritto –. Prima di arrivare al verdetto finale, la giuria – composta da Giacinto di Pietrantonio, critico d’arte e direttore della GAMeC di Bergamo, Rachele Ferrario, storico e critico d’arte contemporanea, docente all’Accademia di Brera, Luigi Ratclif, segretario Gai, Associazione per il Circuito dei giovani artisti italiani, Mimmo Totaro, artista e coorganizzatore di Miniartextil Como, Francesca Testoni, coordinatrice del concorso presso l’Assessorato alla cultura ed esperta in arte contemporanea – ha vagliato 313 candidature, giungendo a una selezione di 20 artisti, con opere che spaziano dalla pittura alla fotografia, dall’installazione/scultura alla video arte e al libro d’artista: Niccolò Angeli con l’installazione Water; Alessandra Bello con la fotografia Sight’s Blue Sense; Fatima Bianchi con la video installazione Oggi che è domenica, vi immagino tutti a casa e vi sono vicino; Martina Brugnara con l’installazione Imposizione formale; Nicolò Bruno con l’opera pittorica Freilicht; Ivana Bukovac con l’opera pittorica Behind the Curtain; Mattia Campo Dall’Orto con il libro d’artista Once We were Hope; Hugo Cardenas con il disegno Senza titolo; Michele D’Agostino con la scultura Lontano anni luce?; Klodian Deda con l’installazione fotografica Free Space; Irene Dionisio con il video Quel évenément imprévisible; Elisabetta Falanga con il video La Stanza di Elena; Francesco Fossati con la fotografia Sometimes I think about Pyongyang; Roberta Garbagnati, con l’installazione Perimetrale; Silvia Giambrone con la serie Collars; Fabrizio Monsellato con la scultura Untitled#bedroom series; Emmanuele Panzarini con l’installazione Exit; Benedetta Pomini con la fotografia Kairos; Milton Blas Verano con la serie di dipinti Untitled serie. Le opere dei 20 artisti scelti saranno presentate in una collettiva a Como nello spazio di San Pietro in Atrio, dal 18 ottobre al 9 novembre (inaugurazione venerdì 17 ottobre alle 18)».

Il comunicato ricorda anche che: «Si aggiudicano inoltre il premio speciale Scambio artistico Como – Nablus – Netanya: Fatima Bianchi, che si recherà a Netanya (Israele) e Nicola Lorini, che si recherà a Nablus (Palestina). Questa sezione del concorso è stata organizzata nell’ambito del gemellaggio tra Como e le due città, una palestinese e l’altra israeliana. Gli artisti avranno la possibilità di esporre il loro lavoro ed entrare in contatto con le istituzioni culturali dei due paesi. Allo stesso modo, Como ospiterà un artista palestinese e uno israeliano: il primo Khaled Istaityi, esporrà un suo lavoro nella collettiva Co.Co.Co. di ottobre. L’artista israeliano, selezionato dalla città di Netanya, giungerà invece a Como nel 2015». [md, ecoinformazioni]

Piano libero

PER DE STAEL di R. Biondi, 2014, mista su cartonePersonale di Roberto Biondi a Cernobbio inaugurazione giovedì 2 ottobre alle 18.30 a Villa Bernasconi, in via Regina 7, a Cernobbio, aperta tutti i giorni da lunedì a venerdì dalle 16 alle 23, sabato e domenica dalle 11 alle 23 fino a domenica 12 ottobre.

 

«Piano libero ovvero una superficie sulla quale agire senza vincoli, uno spazio da sondare, modellare, colorare con un estro in sintonia con le intuizioni delle seconde avanguardie, e di quella spazialista in particolare – spiega la presentazione della mostra delle – opere su carta e su metallo, realizzate da Roberto Biondi tra il 2013 e il 2014, che si richiamano alle ricerche sui confini del linguaggio pittorico, e sulle interazioni tra materiali e colori, condotte negli ultimi decenni del ‘900».

Durante l’esposizione sono previsti due incontri: venerdì 10 ottobre alle 21.15, Dall’architettura all’arte con Dorian Battaglia, Marco Vido e Stefano Seneca; Sabato 11 ottobre alle 20, concerto jazz per sax, chitarra e basso del Trio Quadroni Schiavo Cervellino. [md, ecoinformazioni]

Incontro con il ministro per il Teatro sociale

teatri tradizionaliCavadini a Roma con i rappresentanti delle città sedi dei teatri di tradizione perché: «il Decreto cultura esclude tali enti dalle misure previste per il rilancio delle fondazioni liriche-sinfoniche».

 

Palazzo Cernezzi ha preso parte giovedì 25 settembre all’incontro a sostegno dei teatri di tradizione con Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

«L’incontro è stato promosso dal comune di Cremona – ricorda il Comune di Como –, insieme alle città sedi dei teatri di tradizione, accompagnati oggi dal presidente dell’Atit (Associazione italiana teatri di tradizione), Giuseppe Gherpelli, in rappresentanza di tutti i teatri di tradizione, e dalla consigliera dell’associazione, Angela Cauzzi, sovrintendente del Teatro Ponchielli di Cremona».

«I Teatri di Tradizione sono 29, distribuiti in 14 regioni – precisa una nota –. Le città interessate sono Novara, Bergamo, Como, Cremona, Mantova, Pavia, Rovigo, Treviso, Bolzano, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Savona, Livorno, Lucca, Pisa, Jesi, Macerata, Chieti, Salerno, Lecce, Cosenza, Catania, Trapani, Sassari».

«Il Decreto cultura, recentemente approvato rappresenta una scelta importante e sostanziale in base alla quale sono state elaborate alcune misure significative per il rilancio delle fondazioni liriche-sinfoniche – hanno scritto i sindaci dei Comuni coinvolti nella lettera di richiesta dell’incontro con il ministro –. Alla luce di questo provvedimento, che non comprende i teatri di tradizione, e alla luce dell’importanza di queste istituzioni culturali per i nostri territori, abbiamo ritenuto necessario costruire sinergie tra le città sedi di questo tipo di teatri. I teatri di tradizione da anni sono accomunati da crescenti difficoltà relative alla sostenibilità economica, alla manutenzione, alla programmazione. Problematiche che vanno sanate per consentire a queste istituzioni culturali di continuare a svolgere il loro prezioso compito».

«Gli enti coinvolti hanno condiviso un documento, elaborato dall’Atit – prosegue l’Amministrazione del capoluogo comasco –, dove sono presenti alcune proposte sottoposte al ministro Dario Franceschini, come quella, ad esempio, di far rientrare le donazioni ai teatri di tradizione nell’ambito del regime fiscale agevolato».

«Oggi a Roma erano presenti 21 delle 29 città interessate, in rappresentanza di tutte le regioni – precisa Luigi Cavadini, assessore alla Cultura del Comune di Como –. Questa presenza ha certo reso evidente l’interesse e il bisogno di sostegno ai teatri come il nostro Sociale e la risposta del ministro è stata di grande disponibilità a considerare le problematiche a lui sottoposte. Abbiamo condiviso l’impegno a rinsaldare i rapporti con il Ministero e con le Regioni per un sostegno ai teatri di tradizione non solo legislativo ma anche economico-finanziario. Parliamo di un’attività culturale, fondamentale non solo per i territori di riferimento ma per tutto il paese». [md, ecoinformazioni]

Le pietre e i libri: dagli scavi archeologici alle cinquecentine

chiostro s. abbondioMostra, a cura di Mario Conetti e Andrea Spiriti, inaugurazione venerdì 26 settembre alle 10 nella Sala scavi (S.03) della sede di Sant’Abbondio dell’Università dell’Insubria, aperta dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì fino al 26 ottobre.

 

L’esposizione: «È centrata su due nuclei: alcuni preziosi esemplari del patrimonio librario antico della Biblioteca di Giurisprudenza; e i materiali di scavo provenienti dal monastero benedettino cluniacense di Sant’Abbondio, uno dei cui resti più significativi è costituito dalle strutture medioevali ancora visibili (e rese qui accessibili per il pubblico) proprio nella sala dove si svolge la mostra. Un modo quindi, fisico e simbolico, di restituire da un lato la storia del complesso di Sant’Abbondio; dall’altro di porre in continuità la costante vocazione culturale del cenobio, luogo di preghiera ma anche di studio».

Per la mostra sono in programma delle: «Visite guidate gratuite, organizzate e gestite dagli studenti dell’Ateneo nei giorni da mercoledì a domenica dalle ore 15 alle ore 17 (ritrovo davanti alla basilica). Tali visite includeranno la basilica, il monastero, la chiesa dei Santi Cosma e Damiano». [md, ecoinformazioni]

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