arte

Affinità (molte) e divergenze (poche) fra i compagni Andreani e Zerocalcare

zerocalcare-como«Ma chi c’è stasera in Feltrinelli, il Davide?»

In realtà, tutta la gente in libreria (c’è chi dice duecento e chi quattrocento: la cifra, però, non cambia la sostanza) non era lì per vedere il cantautore comasco Davide Van De Sfroos ma per ascoltare la musica e le parole di Filippo Andreani e Michele Rech Zerocalcare che, a dirla tutta, con il celebre musico “laghé” c’entrano poco o nulla. Uno, ex figlio del movimento punk comasco – fu cantante dei potage con il nome di David Action e poi frontman dei De Sfroos, gruppo che assomigliava per certi versi ai Pogues – ha poi deciso di abbracciare altri tipi di sonorità e compagni di viaggio. Gli altri due, invece, sono rimasti per così dire fedeli a una linea fatta di concerti nei centri sociali, fanzine, e ideali politici.
Nelle opere di Michele e Filippo sono presenti in maniera assidua le città di appartenenza: Como per Andreani, «un campanilismo di sciarpa di cui vado molto orgoglioso», tanto che nel suo ultimo album “La prima volta “ (sembra un ossimoro, ma così è) compaiono canzoni per Borgonovo, celebre numero nove del Calcio Como e Gigi Meroni, la farfalla che prima di essere granata fu lariana. Zerocalcare invece ama Roma, per la precisione il quartiere Rebibbia: «Se sto più di tre giorni lontano mi riempio di bolle». Cosa che, puntualmente, è successa a Kobane, quando ha realizzato per Internazionale un reportage a fumetti. «In quel momento – spiega Rech- mi sembrava però d’ essere al centro del mondo». Da tempo, la città curda si oppone all’Isis e la resistenza, in qualche modo, ricorda quella partigiana. Non è un caso, infatti, la chiusura del fumetto con citazione di Oltretorrente, canzone degli Atarassia Gröp, ex gruppo di Andreani
Le numerose persone, in gran parte under 35, hanno ascoltato attentamente, senza quasi fiatare, il dialogo fra i due ragazzi moderato dal giornalista di Wired Philip Di Salvo.
I due artisti hanno espresso in maniera chiara lo sviluppo delle loro carriere mettendole anche a confronto con battute e pensieri differenti su molti argomenti come i social network. Dai centri sociali al fumetto per “Zero” e dalla strada ai concerti per Filippo, il quale ha persino suonato alcuni inediti da cui son partite interessanti discussioni farcite di emozioni, come il ricordo di Valerio Verbano, ragazzo romano ucciso dai Nar il 23 giugno 1980. Non sono mancati i simpatici spot pubblicitari per la presentazione ufficiale dell’album allo spazio Gloria domenica 22 febbraio.
Affinità e divergenze fra i due: se n’è discusso tanto durante la serata. Sicuramente, sono accomunati da uno spirito, ben sintetizzato da un verso dell’ultimo brano suonato da Andreani e dedicato a un Zerocalcare visibilmente emozionato: «Nati noi non fummo per esistere ma dati al mondo per resistere con nuovi nomi al volto». Per sempre banditi. [Lorenzo Lembo e Andrea Quadroni, ecoinformazioni] [Foto la Feltrinelli]

20-21 febbraio/ La partecipazione nell’arte

balcone primo piano (1)Inaugurazione del Chiostrino di Sant’Eufemia, in piazzolo Terragni 4 a Como, col Progetto Artificio venerdì e sabato 20 e 21 febbraio.

 

Programma:

Venerdì 20 febbraio

Dalle 10 alle 13, benvenuto e apertura, Chiara Gismondi, presidente Associazione Luminanda, Franco Passalacqua, LarioLhub57/ Marker, saluti istituzionali, Luigi Cavadini, assessore Cultura Comune di Como, introduce e modera, Davide Cantoni, giornalista, relatore Davide D’Antoni, direttore artistico Residenza Idra/ Ci.t.t.a dolci/ Wonderland festival, presentazione dei progetti locali di partecipazione dal basso a 20-210215 artificioComo, Parada Stefano Martinelli, Associazione Partucc, 200.Com Barbara Minghetti, Teatro sociale di Como, Casa della Musica, Bruno Dal Bon, Updim Como, Artificio Ivana Franceschini, Associazione Luminanda;

Dalle 13, co-aperitivo a cura di Enaip Como.

Sabato 21 febbraio

Dalle 9 alle 10, co.colazione a cura di Enaip Como;

Dalle 10, saluti istituzionali, Silvia Magni, vicesindaca con delega alla Partecipazione, introduce e modera, Mauro Mercatanti, Ideificio, relatori Massimo Bertin, direttore artistico Teatro della caduta di Torino, Luca Ricci, direttore artistico Kilowatt festival, Matteo Rubbi, artista visivo;

Dalle 11.45, pausa caffè;

Dalle 12 alle 13, restituzione e spazio aperto alla discussione;

Dalle 18, chiostrino aperto.

Per informazioni Internet www.artificiocomo.it. [md, ecoinformazioni]

Sandra Tenconi. Paesaggio, memoria e scoperta. Tele e pastelli

Mattino-Cevedale-300x223Mostra aperta fino al 1 marzo allo Spazio Natta, in via Natta 18 a Como, aperta da martedì a venerdì dalle 16 alle 19, sabato e festivi dalle 11 alle 18.

 

Sono: «Esposte circa quaranta opere tra acrilici su tela e pastelli sul tema del paesaggio, caro da sempre all’artista, che soprattutto negli ultimi anni lo ha interpretato attraverso interi cicli: le rive del Ticino, l’Oltrepò, la Provenza, il Monte San Martino, le cascate del Tirolo e del Potomac, le Alpi Apuane, le montagne della Valtellina e le Dolomiti. Dagli schizzi a matita en plein air in passaggi successivi si vedranno i pastelli e successivamente gli acrilici. Spesso collocata dalla critica nel filone del naturalismo lombardo, nella sua pittura al limite dell’informale si vedono riferimenti più lontani: Graham Sutherland, e poi Turner e Goya».

Per informazioni Internet www.sandratenconi.net. [md, ecoinformazioni]

Facciamo partire Iolanda!

250x250È cominciata lunedì 2 febbraio la campagna di crowfunding che permetterà la partenza al progetto Clandestine integration. Fra i promotori, anche il blog Africauropa, curato dal giornalista comasco Michele Luppi. Già, ma cos’è Iolanda, e in cosa consiste il progetto?

 

É un progetto umanamente ambizioso il cui scopo è favorire il dialogo tra Africa ed Europa attraverso due strumenti: il viaggio e l’arte. Teatro di tutto questo sarà, appunto, il motoveliero Iolanda.

«Integrazione clandestina/Clandestine integration – scrivono in un comunicato gli organizzatori – è un viaggio in barca a vela della durata di due mesi, dal IMG-20130711-WA000115 giugno al 15 agosto, che avrà inizio a Siviglia per poi raggiungere e incontrare le comunità di Tangeri, Algeri, Tunisi e Mazara del Vallo, in Sicilia. Il progetto si concluderà a dicembre 2015 in Sardegna.
Integrazione clandestina/Clandestine integration è arte in quanto a bordo di Iolanda verranno ospitati 8 artisti, (scrittori, illustratori, bloggers), provenienti da entrambe le sponde del Mediterraneo il cui compito sarà confrontarsi, discutere e interagire, al fine di produrre un’opera letteraria scritta a più mani e unica nel suo genere.
La raccolta fondi si svolgerà dal 2 febbraio al 18 marzo tramite il portale Produzioni dal basso, dove il progetto è inserito all’interno del network di Banca Etica. La campagna mira a raccogliere 10.600 euro, il budget base per far partire il progetto. La cifra raccolta attraverso Produzioni dal basso sarà impiegata per ultimare i lavori di messa in sicurezza e restyling di Iolanda, per finanziare l’accoglienza a bordo dell’equipaggio e sostenere i costi di copertura assicurativa e quelli necessari per trasferire l’imbarcazione fino al luogo della partenza».

Per effettuare la donazione, è necessario collegarsi al link  nella home page del sito ufficiale del progetto. Le donaziani vanno dai  5 ai 500 euro, così  «la raccolta potrà essere veramente popolare e alla portata di tutti».
Sarà inoltre possibile effettuare donazioni anche sul c/c dedicato di Banca Popolare Etica intestato a: Abracadabra Onlus IBAN: IT22H0501803200000000196349

«Perchè è importante permettere a Iolanda e Integrazione clandestina/Clandestine integration di partire?Perché è necessario che il Mediterraneo torni ad essere elemento d’unione tra le terre che la racchiudono, perchè è necessario che le sue genti s’incontrino e si conoscano, perché è da tali processi che nasce la ricchezza e il progresso dell’essere umano. “Vogliamo dimostrare che l’integrazione è possibile e non va confusa con l’omologazione. Integrazione significa accettarsi, rispettarsi senza pensare che il proprio modo di vivere sia l’unico valido. Il nostro progetto nasce per dimostrare che il dialogo è possibile e costruttivo”.
Integrazione clandestina/Clandestine integration è un progetto promosso, ideato e coordinato da Abracadabra Onlus, cooperativa sociale di Sassari.
Partners del progetto sono: il Dipartimento di Storia e Scienze dell’Uomo dell’Università di Sassari, l’Università di Siviglia, il Centro Escapes sulle migrazioni forzate dell’Università di Milano, la Fondazione Sevilla Acoge, la testata giornalistica Africaeuropa, l’associazione Culture Vultures di Fez in Marocco, la casa editrice Edes Edizioni.Integrazione clandestina/Clandestine integration è portato avanti in collaborazione con il Servizio Affari Internazionali della Regione Sardegna e patrocinato dall’Unione dei Comuni del Logudoro». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

 

7 febbraio/ Con il Fai si visita il Teatro Sociale

NodoLibri_IL_TEATRO_SOCIALE_DI_COMO2Il Fai-delegazione di Como, organizza, nel mese di febbraio, alcune visite guidate in città e fuori città. La prima è in programma sabato 7 febbraio, alle 10, quando si potrà visitare il  “dietro le quinte” del Teatro Sociale di Como accompagnati da Fabio Cani, curatore, insieme ad Alberto Longatti del saggio Il Teatro Sociale di Como 1813-2013 [ed. Nodolibri] realizzato per i duecento anni del teatro. La visita è aperta a tutti e tutte, previa iscrizione sul sito www.faiprenotazioni.it , versando un contributo di 10 euro.

Salvator Rosa (1615-1673) incisore. Trasformazioni tra alchimia, arte e poesia

02_Mostra «in occasione dei 400 anni dalla nascita e nell’ambito del filone relativo alla “grafica storica”», a cura di Werner Oechslin, direttore dell’omonima Biblioteca e professore emerito di Storia dell’arte e Storia dell’architettura al Politecnico federale di Zurigo, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio officina di Chiasso, al m.a.x. museo di Chiasso, in via Dante Alighieri 6, aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 (anche il 19 marzo, 5 aprile, 6 aprile), chiuso lunedì (e il 3 e 4 aprile), fino al 12 aprile.

 

01_«Conosciuto soprattutto come pittore e poeta “filosofo”, a Chiasso viene presentato il Salvator Rosa incisore. È messa inoltre in luce la risonanza che ha avuto negli ambienti culturalmente più vivaci in ambito europeo e in particolare la sua fortuna critica con il mondo del Nord (Germania e Inghilterra) – chiarisce un comunicato –. Personalità complessa, collerica e al tempo stesso geniale, Salvator Rosa esprime nelle sue pitture stoiche, mitologiche e filosofiche una continua curiosità e spirito di meraviglia che tocca anche l’aspetto esoterico, alchemico e magico fino a quello musicale e poetico – spiega lo scritto».

04_«In mostra è inoltre messa in luce la risonanza che ha avuto negli ambienti culturalmente più vivaci in ambito europeo e in particolare la sua fortuna critica con il mondo del Nord (Germania e Inghilterra) tramite la diffusione delle sue stampe ieratiche con iconografie inconsuete e delle sue celebri “Satire” in terzine, pubblicate postume. Apprezzato pittore dai circoli culturali più aggiornati, la produzione artistica di Salvator Rosa, pur ottenendo un significativo successo in vita, venne minata da forti critiche in concomitanza con il periodo più oscuro della Controriforma. Ciò contribuì a creare il fascino del “personaggio” mitizzato nella storiografia ufficiale tra fine Settecento e inizio Ottocento, in un crescente clima romantico legato anche all’estetica del sublime. Sarà in particolare la cultura mitteleuropea a rivalutarlo con importanti biografie e riproduzioni a stampa delle sue opere fino ad arrivare a Goya. Una sezione dell’esposizione è quindi specificamente dedicata a tale aspetto – spiega la presentazione –. La mostra al m.a.x. museo presenta 66 stampe, 3 matrici, 50 libri, 2 dipinti, 1 tarsia, 3 disegni riprodotti complessivamente così indicati: 24 incisioni e 50 libri dalla Stiftung Bibliothek Werner Oechslin di Einsiedeln, fra cui 7 satire della prima edizione (le prime 3 costituiscono una riflessione sulle arti: La musica in cui è condannato il fasto eccessivo che circonda cantanti e musici; La poesia contro gli eccessi del secentismo; La pittura in cui Salvator Rosa ripudia la pittura di genere; seguono La guerra, L’invidia, Babilonia e Tirreno) e 1 manoscritto delle Satire copiato da Giuseppe Ratti nel 1757 “nella notte del 14 gennaio con un freddo indicibile”; 30 incisioni dalla Civica raccolta delle stampe “Achille Bertarelli” di Milano; 3 matrici e 7 stampe dall’Istituto centrale per la grafica di Roma; 3 immagini di disegni dal Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi di Firenze; 1 stampa di Goya dalla Graphische Sammlung del Politecnico federale di Zurigo; 1 tavola in legno intarsiata dal Museo civico Ala Ponzone di Cremona; 4 stampe e 2 dipinti a olio da Collezioni private, sia ticinesi, sia italiane, fra cui un dipinto a olio segnalato a Milano subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e scoperto recentemente in una collezione privata in Canton Ticino».

Durante lo svolgimento dell’esposizione verranno promosse, oltre ai laboratori didattici, due visite guidate gratuite (pagamento del solo biglietto d’ingresso) con la direttrice Osanna Cavadini domenica 8 febbraio e domenica 12 aprile con inizio alle 10, mentre mercoledì 25 marzo alle 20.30 nel foyer del Cinema Teatro di Chiasso, si terrà una conferenza, Esoterismo e alchimia fra arte e grafica nell’opera di Salvator Rosa con Claudio Bonvecchio, Filosofia delle scienze sociali – Università dell’Insubria, organizzata con il Circolo “Cultura, insieme” di Chiasso

Ingresso 10 franchi, 10 euro, ridotto 7 (pensionati Avs, Ai, studenti, Tci e Tcs, Fai Swiss), 5 scolaresche e gruppi di minimo 15 persone, metà prezzo Chiasso Card, gratuito associazione amici del m.a.x. museo, bambini fino a 7 anni, Aiap, giornalisti, membri Icom, Passaporto Musei svizzeri, membri di Visarte, ogni prima domenica del mese.

Per informazioni tel. 0041.916950888, e-mail info@maxmuseo.ch, Internet www.maxmuseo.ch. [md, ecoinformazioni]

Via Giovio 14/ Il disegno della città

borseSi possono vedere le loro creazioni sul sito www.decommdesign.it, ma è molto meglio andare a trovare le artiste nell’atelier di via Giovio 14 a Como. Ci troviamo oggetti dal disegno innovativo ispirati al Lario e alla città. Magliette, ceramiche, borse, cartoline, seta sono i supporti che vengono resi unici con disegni originali che rappresentano luoghi, simboli e personaggi di Como. Per realizzarli sono impegnate cinque donne di diverse generazioni: Maddalena Colombo (inventa, disegna e dipinge), Mariapia Roncoroni (ideatrice del progetto e impegnata nel rapporto con clienti e fornitori), Silvana Cavadini (testimone della Como del passato), Paola Roncoroni e Elena Torriero (consulenti tecnico artistiche).

Bastano poche linee a rendere evidenti i soggetti senza alcuna concessione alla retorica del souvenir. Una Como fatta di cupole, salvagenti, idrovolanti, barche prende forma e evoca una città forse persino più bella di quella reale. Con più sogni, inventiva, amore per l’arte. Certo gli oggetti sono in vendita, ma dare un’occhiata alla vetrina, entrare e rendersi conto di quanta creatività possa essere offerta in un “negozio” non costa nulla. E se comprate qualcosa c’è in regalo per ogni oggetto un bigliettino con una brevissima spiegazione del monumento o del simbolo della città rappresentato su ciò che avete acquistato.

Biennale d’arte contemporanea – Jce-Jeune Création Européenne

Mariana Sampaio_shadow's mingle_PORTOGALLOA Como a Villa Olmo, via Cantoni 1, con 48 artisti di 8 paesi, inaugurazione sabato 14 febbraio alle 16, aperta fino al 22 marzo.

 

«La città di Como, da tempo impegnata nella promozione e nella valorizzazione dei giovani artisti contemporanei, nel 2013 ha aderito alla biennale JCE, ideata e promossa dalla città francese di Montrouge da oltre 10 anni – ricorda Palazzo Cernezzi –. Nell’ambito di questa partnership, favorita grazie a Miniartextil, l’Assessorato alla cultura del Comune di Como ha selezionato su scala nazionale, 6 artisti italiani under 35 che sono entrati nel circuito della biennale 2013–2015, insieme agli altri 42 artisti scelti dalle altre città partner: Montrouge (Francia), Maastricht (Paesi Bassi), Amburgo (Germania), Klaipeda (Lituania), Budapest (Ungheria), Figueras (Spagna), Amarante (Portogallo). Ogni città aderente ha promosso, attraverso enti o istituzioni culturali guidati da riconosciuti critici e curatori, una selezione nazionale di 6 giovani artisti emergenti operanti con i vari linguaggi dell’arte contemporanea: dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all’installazione, dal video alla videoinstallazione sino alla performance».

Valeria Vaccaro Marmiferi 2012 marmo bianco di Carrara, ITALIA«La selezione italiana è stata svolta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como attraverso il concorso d’arte Co.Co.Co.Como Contemporary Contest 2013, con il contributo di una giuria composta da Roberto Borghi, critico d’arte e curatore, Lorena Giuranna, critico d’arte, curatore e responsabile del dipartimento educativo del Maga di Gallarate, Daniele Palazzoli, responsabile arte moderna e contemporanea, Galleria blu – Milano, Ivan Quaroni, critico d’arte e curatore, Luigi Ratclif, segretario Gai, Associazione per il Circuito dei Giovani artisti italiani. Il coordinamento della selezione è stato curato da Francesca Testoni, coordinatrice del concorso presso l’Assessorato alla cultura ed esperta in arte contemporanea – prosegue la nota –. I sei artisti italiani scelti sono: Salvatore Tulipano (vincitore Co.Co.Co. 2013), Federica Cogo, Glen Lasio, Simona Paladino, Michele Tajariol, Valeria Vaccaro».

Bob Eikelboom_chameleon-flipflop-cayaan-Monochrome_PAESI BASSI«Dopo le mostre in Francia, Olanda, Germania, Lituania e Ungheria, la biennale giunge a Como, inaugurando la stagione espositiva comasca 2015, per poi proseguire a Figueras e Amarante, rispettivamente in Spagna e Portogallo – precisa il comunicato –. L’evento di Como, curato da Veronica Vittani, responsabile dell’Ufficio cultura, e Francesca Testoni, coordinatrice della selezione italiana, gode del patrocinio di Regione Lombardia e del Gai Associazione per il Circuito dei Giovani artisti italiani».

«Per l’occasione il teatrino diverrà una sala cinema, in cui verranno proiettati di continuo 7 video di alcuni dei videoartisti partecipanti. In mostra vedremo sia video brevi, veri e propri lavori di videoarte, come nel caso di Federica Cogo (Italia) o Sanne Vaassen (Paesi Bassi) o cortometraggi dal sapore filmico, più vicini alla cinematografia che all’arte visiva. I video di Adrià Ciurana (Spagna) Krisztián Kristóf (Ungheria) e Frank Blommestijn & Michiel van der Werf (Paesi Bassi) invece, verranno proiettati lungo il percorso espositivo: si tratta degli artisti che hanno vinto il premio Jeune Création Européenne, ovvero che sono stati selezionati tra tutti gli artisti partecipanti da una giuria composta da autorevoli personalità del mondo artistico europeo, presieduti da Marc Partouche, direttore dell’Académie royale des beaux-arts di Bruxelles, Belgio – viene precisato –. L’esposizione vedrà la presenza di opere di Miquel Ollä, SPAGNAgrande impatto visivo: è il caso, per esempio, dell’installazione di grandi dimensioni di Carsten Berger (Germania) composta da 500 cartoline dai messaggi apparentemente ingannatori, pensati dall’artista in maniera romantica e naif. Anche Verena Issel, pure tedesca, presenta parte di una grande installazione ambientale Nugae, che raggruppa oggetti correlati tra loro, perché appartenenti a una stessa famiglia. Miquel Ollé (Spagna), su un grande banner in pvc a parete scrive, a caratteri monumentali: Noi abbiamo costruito il futuro, messaggio che si presta a diverse interpretazioni. Maxime Chanson (Francia) espone un grande pannello dove analizza in maniera analitica, concettuale e poco estetica, il lavoro degli altri compagni artisti. Secondo l’autore infatti, l’attività artistica risulta essere l’azione congiunta di un “motore” (ciò che spinge l’artista a creare) e di un “mezzo” (il modus operandi). Lilla Khoór (Ungheria) nella sua grande installazione a parete, assembla testi di interviste, disegni, illustrazioni basati sulle confessioni di alcuni emigranti: l’artista affronta il tema dell’emigrazione forzata e cerca di far riflettere lo spettatore sottolineando le differenze scomode, spesso celate, tra le storie personali e le rappresentazioni generalizzanti. Michele Tajariol (Italia) scuote le nostre certezze nella sua Camera, fatta di improbabili oggetti privi di funzionalità, prodotti della mente, indipendenti dalla realtà, che comunque evocano. Al centro domina un lampadario, che ha perso la sua funzione: non ha candele né lampadine, pende dal soffitto ma poggia a terra. C’è uno stravolgimento del reale: tutto sembra aver perso razionalità e logica. Andrius Svilys (Lituania) si appropria di materiali/ oggetti trovati o di cose prestate da amici e conoscenti per comporre installazioni o sculture che s’inseriscono in una dimensione più umana di reti interpersonali familiari, conducendo l’osservatore in questa dimensione. Bob Eikelboom (Paesi Bassi) travalica i confini della pittura sperimentandone i limiti su una superficie convessa, monocroma e luccicante come un’automobile, che cattura lo spettatore in un solo colpo d’occhio. Flávio Nuno Joaquim (Portogallo) presenta un lavoro composto da 390 immagini di cieli, che egli ha raccolto in circa tre mesi, fino al 21.12.2012, data apocalittica secondo il calendario Maya. L’aspetto non svelato dell’opera, che focalizza l’attenzione sulla circolazione dell’informazione e la performatività delle parole, è rappresentato dalla presentazione della stessa, molto simile a una scatola nera. Oltre ai più recenti sviluppi dell’arte contemporanea, rappresentati dal video e dall’installazione, non mancano in mostra lavori realizzati con le più tradizionali tecniche, come pittura e scultura. Monika Michalko (Germania), Narcís Díaz Pujol e Federico García Trujillo (Spagna), Pierre Seinturier (Francia), Róbert Batykó (Ungheria), Glen Lasio (Italia), Jenny Lindblom (Paesi Bassi), Jorge Araújo e Ana Pais Oliveira (Portogallo) interpretano, con un linguaggio pittorico originale e fresco, tematiche e soggetti disparati: dalla rappresentazione di intimi interni domestici a paesaggi non ben identificati, dalla rivisitazioni di soggetti mitologici a scene di politica internazionale, dal ritratto fino a forme ambigue tendenti all’astratto. Tra le sculture, colpiscono i lavori di due italiani: Salvatore Tulipano (vincitore Co.Co.Co. 2013), è presente con Decosctruzione verticale, scultura che sovverte ogni principio di simmetria e ortogonalità e Valeria Vaccaro che, con grande padronanza tecnica, sorprende nel cortocircuito che interviene tra l’oggetto e la materia che lo compone. I suoi fiammiferi extra large, apparentemente di legno, al tatto si trasformano in Marmiferi, di marmo, con un’inversione delle caratteristiche intrinseche l’oggetto originario: combustibile-ignifugo, leggero-pesante, caldo-freddo».

Per informazioni tel. 031.252057, Internet http://cultura.comune.como.it/. [md, ecoinformazioni]

18 gennaio/ Blues Brothers Tribute

180115gennaio vintage festivalCon la Gengis Gang Band e mostra fotografica di Gianni Paini, bancarelle e altro domenica 18 gennaio al Teatro San teodoro in via Corbetta 7 a Cantù per il Cantù Vintage Fest. Aperitivo con buffet dalle 19 a ingresso libero, ingresso ad offerta libera a partire dalle 20.45. Per informazioni e-mail info@teatrosanteodoro.it, Internet www.teatrosanteodoro.it.

10 gennaio/ urla dal pianeta

2014_rota locandina_201412242 (1)Mettere in luce tutto ciò che nel pianeta non ha voce:persone, popoli, animali, natura da cui si leva l’urlo, efficace immagine della sofferenza e della volontà di riscatto.  Allo Spazio Ratti (ex chiesa di S. Francesco, via Spallino 1) sarà organizzata una mostra dello scultore canturino Ivano Rota. Sarà possibile visitare l’esposizione dal 10 al 30 gennaio. Inaugurazione prevista sabato 10 gennaio alle 17. Orari:da martedì a venerdì, 16-19; sabato e festivi, 10-12, 15.00-19.00. L’ingresso è libero. L’evento è organizzato con il patrocinio dei comuni di Como e Cantù e con la collaborazione di Cultura Animale e Coordinamento Comasco per la Pace

«La mostra “Urla dal pianeta” presenta una ricca selezione di sculture in legno dell’artista canturino Ivano Rota. La scelta delle opere in mostra nasce dalla volontà dell’artista di trovare una possibile risonanza al grande evento di Expo 2015, “Nutrire il pianeta”. L’artista, che crede nella capacità dell’arte di essere non solo occasione di piacere estetico ma forma efficace di denuncia, sente la responsabilità di mettere in luce tutto ciò che nel pianeta non ha voce: persone, popoli, animali, natura da cui si leva l’urlo, efficace immagine della sofferenza e della
volontà di riscatto.
Oltre il pessimismo che porta all’accettazione passiva del mondo che stiamo costruendo, lo sguardo di Rota sulla realtà invita a prendere coscienza dei mali di questo nostro tempo, guardarli in faccia per combatterli. Le sue figure, memori della passione per il Teatro che da decenni lo porta a girare l’Italia con i burattini del suo Teatro di figura, sono maschere che raccontano ciò che ci circonda con disincanto: il potere persuasivo della tecnologia, lo sfregio
della bellezza ferita nelle nostre città, la fame insaziabile del potere politico, l’incapacità di spirito critico assuefatto alle verità dei mass media, la fretta di giornate che passano convulse senza il tempo dedicato a ciò che conta, la natura consumata dall’avidità, panoramica di ciò che rende l’uomo meno uomo. Non esiste però prospettiva disperata, la mostra si conclude infatti con la triade “Nascita”, “Infinito”, “Pace a prescindere”. Urla ascoltate e accolte possono risolversi nella Speranza, impegno personale e comunitario.
La mostra si arricchisce della collaborazione del Coordinamento comasco per la pace che, in sintonia con i temi affrontati dalla mostra, proporrà un momento di riflessione sugli attuali conflitti e le loro origini, spesso meno apparenti.
Sarà presentente anche l’associazione “Cultura animale” di Como che presenterà “Animali: si salvi chi può” Slideshow su alcune specie animali presenti nelle liste rosse IUCN che rischiano oggi l’estinzione: L’enorme patrimonio di biodiversità che stiamo inesorabilmente perdendo.
Altra prestigiosa collaborazione è quella con il teatro artigiano di Cantù che presenterà nelle serate 23 e 24 gennaio l’ultima produzione “BAAL. Frammenti di leggenda del Dio di Ugarit”. La pièce, in tre atti, scritta e diretta da Sergio Porro, narra il mito di Baal, Dio della Tempesta nel pantheon delle divinità fenicie». [aq, ecoinformazioni]

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