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Libeskind/ La Conferenza dei servizi approva

Libeskind01L’associazione Amici di Como comunica l’approvazione deliberata il 24 settembre dalla Conferenza dei servizi della realizzazione di The Life Electric: «Apprendiamo con entusiasmo della decisione arrivata oggi da parte della Conferenza dei Servizi, riunita a Menaggio, che ha dato il via libera definitivo alla realizzazione di “The Life Electric”, monumento in onore di Alessandro Volta che l’archistar Daniel Libeskind, in stretta collaborazione con l’associazione Amici di Como, donerà alla città».

Per Spallino: «Con The Life Electric, Libeskind ci regala un sogno»

Foto: copyright ©Associazione Amici di Como
Foto: copyright ©Associazione Amici di Como

Soddisfatto l’assessore all’Urbanistica del Comune di Como alla presentazione di martedì 23 settembre di Amici di Como e Consorzio Como turistica per il nuovo monumento sulla diga foranea.

 

«L’amministrazione ha ricevuto una proposta di donazione, ha condiviso e accettato la donazione dell’opera e la sua collocazione nel tratto finale della diga foranea – precisa l’assessore del Comune di Como Lorenzo Spallino, che si era già espresso in maniera favorevole all’opera –. L’amministrazione ha quindi avviato le procedure necessarie per consentire l’esecuzione dei lavori attraverso una procedura di sponsorizzazione. Domani [24 settembre] a Menaggio si aprirà la conferenza di servizi che insieme a tutte le amministrazioni coinvolte, dovrà esprimere il proprio parere e decidere a prevalenza degli interessi pubblici coinvolti. Nel caso in cui il parere fosse negativo, la questione può essere rimessa al Consiglio dei Ministri che si pronuncia entro 60 giorni. Al centro del dibattito, però, c’è qualcosa che va al di là dell’opera, del suo progettista e di chi ha proposto la sua realizzazione. Oggi discutiamo se siamo o meno favorevoli al cambiamento. Per quanto riguarda le similitudini che l’opera di Libeskind mostra con altri suoi progetti, da sempre, se apriamo gli archivi dei grandi artisti troviamo abbozzi, schizzi, pensieri, progetti approvati e rifiutati. E in ogni artista ci sono segni, cifre stilistiche che possono ricorrere in infinite varianti. Così è per Libeskind, un architetto tra i più interessanti di questa stagione che ha aperto il suo archivio e ci ha regalato un sogno». [md, ecoinformazioni]

Visioni Parallele

via vaiDue mostre, Litoranee Sparse alla Camera di commercio di Como, inaugurazione venerdì 26 settembre alle 17.30, Zone Condivise alla Fondazione Rolla a Bruzella, inaugurazione sabato 27 settembre alle 11, nell’ambito di Viavai – Contrabbando culturale Svizzera-Lombardia, «un programma di scambi binazionali promosso dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e realizzato in partenariato con i Cantoni Ticino e Vallese, la città di Zurigo, la Fondazione Ernst Göhner e con il patrocinio degli Assessorati alla Cultura della Regione Lombardia e del Comune di Milano.

 

«La Fondazione Rolla di Bruzella e la Camera di Commercio di Como propongono un progetto sviluppato dai fotografi Giuseppe Chietera e Fabio Tasca, che da molti anni lavorano sul tema del territorio nei rispettivi paesi (Svizzera e Italia). Il progetto è composto da due declinazioni sull’argomento presentate nelle due sedi del progetto – precisa la presentazione – La Camera di commercio di Como [in via Parini 16 a Como] ospita la mostra Visioni Parallele – Litoranee Sparse, una doppia ricerca visiva su due strade statali, litoranee del Lario (SS34 e SS34dir) e del Lago Maggiore (N13/SS34)». Mentre: «La Fondazione Rolla [in via Municipio a Bruzella] ospita la mostra Visioni Parallele – Zone Condivise, un’osservazione di quelle “terre di mezzo” e allo stesso tempo un documento sulle peculiarità della loro espansione nel corso degli ultimi decenni. Fabio Tasca indaga l’area che si estende lungo l’autostrada A9 (da sud della città di Como fino al cosiddetto Agro Saronnese) mentre Giuseppe Chietera si concentra sulla zona periurbana di Locarno».

La Camera di commercio comasca è aperta lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle ore 8.45 alle 12.15, mercoledì dalle ore 8.30 alle 15.30 (entrata libera), alla Fondazione Rolla entrata libera su appuntamento, con aperture programmate domenica 28 settembre, domenica 11 gennaio e ogni prima domenica del mese dalle 14 alle 18. [md, ecoinformazioni]

The (archi)star electric: Libeskind al centro del lago

Nella presentazione “ufficiale” del progetto di Daniel Libeskind destinato dagli Amici di Como alla rotonda terminale della diga foranea, alla fine appare una “animazione in 3D” che mostra l’opera nel contesto paesaggistico, presa da differenti punti di vista: dall’alto, dal basso, dalla città e dal lago.

Ognuno può così farsi un’idea. Senza dimenticare che in questi rendering del terzo millennio le opere sembrano un po’ tutte uguali, e soprattutto senza dimenticare che un’opera è una cosa ben diversa dalla sua immagine e che anche il suo impatto (concetto che qualcuno – inopinatamente – vorrebbe vietare per legge!) sarà cosa ben diversa dalla sua rappresentazione in video.

Realizzato in fibra di carbonio e verniciato con vernici al fluoro, The life electric costerà, secondo il preventivo approssimativo presentato, poco più di un milione di euro: 150 mila per l’opera in sè, 450 mila per il consolidamento della diga, 450 mila per la promozione e le manifestazioni collaterali. Il resto dovrebbe essere a gratis, visto che l’idea è appunto oggetto di donazione. La ricerca degli sponsor è aperta. L’inaugurazione è ipotizzata per la vigilia di quella di Expo 2015.

Piaccia o non piaccia, la proposta Libeskind-Amici di Como (già fatta propria dal Comune di Como, che – nella parole dell’assessore Lorenzo Spallino – ha già accettato la donazione, ha già condiviso la sua collocazione e ha già avviato l’iter per la sua realizzazione) è, al di là delle sue forme più o meno avveniristiche, un monumento ipertradizionale, un gigantesco e imperscrutabile “brand” posizionato al centro del lago; nulla a che vedere con il dibattito (internazionale, si badi bene, e non provinciale) sulle nuove forme della memoria monumentale, sulle esigenze di consegnare alle collettività elementi che interagiscano con il contesto paesaggistico e umano… Si tratta di un monumento che potrebbe essere lì ma anche altrove, che può essere dedicato ad Alessandro Volta ma anche al generale Custer, se è vero – come ci è parso di capire – che il disegno esce dall’archivio dell’artista-architetto o architetto-artista che dir si voglia senza essere specificatamente pensato per Como e il suo lago. Si tratta – come è stato detto nella presentazione ufficiale – della sua “cifra” stilistica, della sua griffe, della sua firma. Cioè della firma di uno dei progettisti più quotati al mondo. Non è poco… ma basta?…

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

La conferenza stampa di presentazione ufficiale all’Hotel Terminus, il 23 settembre 2014.

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Due immagini tratte dall’animazione di rendering dell’opera.

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Gian Pietro Lucini, poeta e pensatore originale, critico e pubblicista

BeFunky_lucini3.jpg-277x300Mostra fino al 30 novembre celebrazioni in Biblioteca e alla Banca Generali a Como.

 

«Ricorre quest’anno il centenario della scomparsa di Gian Pietro Lucini, poeta innovatore, pensatore originale, critico e pubblicista – spiega una presentazione –. L’assessorato alla Cultura e la Biblioteca comunale di Como, custode del ricco archivio, dedica tre mesi di eventi a Lucini, per portare all’attenzione della città una personalità originale, ma anche di delineare, attraverso la vita e le opere del poeta, un segmento importante e cruciale della cultura italiana tra Otto e Novecento».

«Le celebrazioni comprendono il convegno nazionale, tre mostre di documenti originali d’archivio (lettere autografe di Lucini e dei suoi corrispondenti, prime bozze, schizzi, fotografie, cimeli), un’esposizione con documenti provenienti da Villa Dossi Pisani, e una sezione didattica che contestualizza la vita e le opere del poeta – prosegue lo scritto –. Gian Pietro Lucini nacque a Milano nel 1867 ma visse a Como nel ritiro di Breglia sopra Menaggio e trascorse ogni anno, anche a causa della malattia che lo portò alla morte a 47 anni, lunghi periodi all’aria salubre di Varazze».

«Intellettuale curioso e onnivoro, esteta e attento osservatore della realtà, nelle carte di Lucini si leggono i fermenti culturali della sua epoca – spiega Luigi Cavadini, assessore alla Cultura del Comune di Como –, la Scapigliatura e il Futurismo ma anche le posizioni antimilitariste e anarchiche, connaturate nell’essenza stessa di intellettuale divergente».

«I temi della solidarietà e della bellezza ravvisabili nell’espressione letteraria e poetica si fondono nella travolgente ricerca di “un’estetica sincera e densa” – prosegue Chiara Milani, curatrice delle mostre allestite in Biblioteca –: la sua opera poetica è, secondo la critica recente che trova i suoi epigoni in Viazzi, Sanguineti, Anceschi, talmente innovativa nella composizione e nella metrica, da risultare élitaria, e proprio per questo stimolante ancora oggi, come lo sono i temi a lui cari, ricchi di difficili riferimenti, ma estremamente trasparenti e schierati nel messaggio culturale, sociale e politico. Alla poesia si accostano la prosa che declina il pensiero etico e civile, la critica letteraria e artistica e l’attività di pubblicista e polemista: la dignità e la sacralità della persona, pensava e scriveva Gian Pietro Lucini, vanno garantite contro ogni prevaricazione e prepotenza, l’integrità fisica e il lavoro, sono temi che condivide con gli artisti della sua epoca impegnati a rappresentare il popolo nel lavoro quotidiano, nella sofferenza e nella prevaricazione. La terribile malattia che portò Lucini a una morte dolorosa e prematura ha influito sulla ricerca della verità che era passione per la vita intesa come occasione irrepetibile data una volta soltanto a tutti. È quindi un privilegio conservare un archivio che ha richiamato e richiama studiosi che sanno di poter trovare, nelle corrispondenze di Lucini con innumerevoli illustri contemporanei, una straordinaria documentazione per approfondire e contestualizzare la storia culturale italiana tra Ottocento e Novecento».

«L’archivio della Biblioteca dà conto di un’ampia porzione della cultura lombarda e nazionale, attestata dalla fitta rete delle corrispondenze che permette di ricostruire i rapporti culturali degli intellettuali lombardi e le relazioni con artisti, poeti italiani (tra i quali Antonio Fogazzaro, Luigi Pirandello, Alessandro Varaldo, Italo Boxich, Enrico Ruta, Filippo Tommaso Marinetti, Aldo Palazzeschi) francesi, svizzeri e con esponenti di minoranze (nell’archivio il carteggio con il poeta armeno Hrand Nazariantz) – ricorda la nota –. I documenti fanno luce anche sulle vicende di importanti case editrici milanesi, del circolo di artisti legati all’Accademia di Brera e di esponenti del mondo politico, e permettono di approfondire tematiche dibattute in ambito letterario, sociale e politico, a partire dalla scapigliatura milanese, passando per il futurismo. Lucini raccolse materiale storico-documentario e iconografico su Stendhal a Milano e su molti altri argomenti, tra i quali la Russia contemporanea, che lo porterà alla scrittura del dramma teatrale Il Tempio della Gloria, messo in scena per la prima volta a Como per la regia di Bernardo Malacrida. Lucini fu antimonarchico e antimilitarista: la sua posizione era chiara anche a Marinetti e, pur condividendo con Marinetti gli afflati di innovazione e cambiamento promossi dal futurismo, non approvò mai le posizioni futuriste per un’azione improntata al conflitto». [md, ecoinformazioni]

 

Il programma delle iniziative:

«Mostre

Il sentimento della verità, le ragioni della poesia: Gian Pietro Lucini. 1867 – 1914

18 settembre – 14 ottobre Biblioteca comunale di Como

Per la prima volta in mostra, a cura di Chiara Milani, i documenti dell’archivio del poeta comasco Gian Pietro Lucini, padre della poesia simbolista italiana: lettere autografe di Lucini e dei suoi corrispondenti, prime bozze, schizzi, fotografie, cimeli. La mostra si articola in una sezione didattica e in tre moduli espositivi, per dar conto della ricchezza dell’Archivio custodito in Biblioteca.

Gian Pietro Lucini, corrispondenze inedite. Lettere di Marinetti, Dossi, Palazzeschi, Linati, Prezzolini…

16 ottobre – 11 novembre Biblioteca comunale di Como

Gian Pietro Lucini critico di letteratura, arte e opinionista politico: carteggi e documenti d’archivio.

13 novembre – 30 novembre Biblioteca comunale di Como

Carlo Dossi e Gian Pietro Lucini: un’insolita e lacustre amicizia (1902-1910).

5 novembre – 30 novembre Banca Generali piazza Volta 56, Como. La mostra è organizzata da Banca Generali in collaborazione con Lario In.

Inaugurazione mercoledì 5 novembre ore 18.30

Il rapporto tra Lucini e Alberto Carlo Pisani Dossi (1849-1910), scrittore, uomo politico e ambasciatore, è ampiamente documentato dalla carte d’archivio e dall’epigrafe incisa nel portico dell’amicizia del Dosso Pisani, la villa che il Dossi fece costruire a Cardina e dove Lucini soleva incontrasi con l’amico. Grazie alla disponibilità degli eredi Dossi, è stato possibile organizzare questa mostra, curata da Nicolò Reverdini, che accompagna e approfondisce i temi di una grande amicizia culturale.

Presentazione libri

Il 16 ottobre alle ore 18 in Biblioteca sarà presentato il libro di Pier Luigi Ferro La penna d’oca e lo stocco d’acciaio. Gian Pietro Lucini, Arcangelo Ghislieri e i periodi repubblicani nella crisi di fine secolo.

Percorso didattico – Incontro per le scuole superiori

Venerdì 21 novembre

Sala conferenze della Biblioteca ore 9.30 – 12

Manuela Manfredi e Pier Luigi Ferro, studiosi luciniani, dialogano con gli studenti delle scuole superiori.

Prenotazioni in Biblioteca entro il 15 novembre.

Laboratori didattici per studenti delle scuole secondarie di primo grado.

Lucini e Marinetti: pensare la pace e la guerra.

Mesi di ottobre e novembre: martedì mattina, su appuntamento, a pagamento

 

Convegno nazionale

Gian Pietro Lucini (1867-1914), poeta simbolista tra Risorgimento e Grande Guerra

Venerdì 21 e sabato 22 novembre

Inizio lavori ore 14.30 di venerdì e sabato ore 9.15. Il convegno è organizzato in collaborazione con la rivista Resine, che ha dedicato a Gian Pietro Lucini un numero quadruplo, dal titolo Nei giardini del Melibeo. Gian Pietro Lucini cento anni dopo. Al convegno partecipano i maggiori studiosi luciniani che negli ultimi anni hanno consultato e studiato le carte d’archivio della Biblioteca di Como, dalle quali sono emersi nuovi e interessanti dati e suggestioni.

Venerdì 21 novembre

Ore 14,30 Registrazione partecipanti

Ore 14.45 Saluti e presentazione del convegno

Mario Lucini, Sindaco di Como

L’archivio di un poeta filosofo. Gian Pietro Lucini in Filosofi Ultimi Chiara Milani, Biblioteca comunale di Como

Silvio Riolfo Marengo, Direttore Responsabile Rivista Resine

Ore 15,30   Apertura dei lavori

Presiede Silvio Riolfo Marengo, Direttore Responsabile Rivista Resine

Lucini e la poetica dell’“antigrazioso” Fausto Curi, professore emerito di Letteratura Italiana Università di Bologna

“Colle pupille della mente”: Lucini, I Drami delle Maschere, il teatro, Franco Vazzoler, ordinario di Letteratura Teatrale Università di Genova

Un inascoltato proporre. Lucini editore e Pirandello nella baraonda della Casa Editrice Galli, Pier Luigi Ferro, Associazione RESINE

Gian Pietro Lucini precursore generoso l’ideale rassegna del Verso Libero, Matteo Bianchi, Casa editrice Pagine d’Arte e Casa Museo Luigi Rossi Tesserete, Svizzera

Affioramenti di forme chiuse in Lucini: i sonetti. I. Da La solita canzone del Melibeo Fabio Romanini, Ricercatore di Linguistica italiana, Università di Trieste, Il Risorgimento di Gian Pietro Lucini, Marco Sirtori, Ricercatore di Letteratura italiana contemporanea, Università di Bergamo

Ore 19.00 Chiusura lavori

Sabato 22 novembre 2014

Ore 9,30 Registrazione partecipanti

Ore 9,45 Apertura dei lavori

Presiede e introduce Franco Contorbia, Ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea, Università di Genova

Lucini tra “Humorismo”, “Eroismo” e teoria dell’Avanguardia di Gianni Eugenio Viola, docente a contratto Scuola Superiore di Dottorati Università di Siena

Al «potente propugnatore del verso libero». Il carteggio Palazzeschi-Lucini (1910) Simone Magherini, Ricercatore di Letteratura italiana, Università di Firenze

L’Opuscolo di “Lacerba” di Gian Pietro Lucini, Aldo Mastropasqua, Professore aggregato di Letteratura italiana Contemporanea, Università La Sapienza di Roma

Oltre la consuetudine: un’introduzione alla poesia di Gian Pietro Lucini Manuela Manfredini, Ricercatrice di Linguistica italiana Università di Genova

“La forza del gesto che libera”: dignità della ribellione nel Tempio della Gloria di Lucini, Stefano Tomassini, docente a contratto di Storia della danza e del mimo, Università Cà Foscari di Venezia

Aggrappati alle cose. Carlo Linati e il sodalizio con Lucini, Alberto Longatti, giornalista culturale e saggista, Como

“Tutto tuo Scianin” Appendice. Lettere di Gian Pietro a Giuditta, Magda Noseda, Archivio di Stato di Como

Ore 13.30 Conclusioni

Luigi Cavadini, Assessore alla Cultura del Comune di Como

Ore 14.00 Chiusura del Convegno».

Associazioni con Libeskind

monumento-libeskind-renderingAnce Como, Associazione provinciale albergatori Como, Cia Como imprenditori alberghieri, Cna Como, Confartigianato Como, Confcommercio Como e Unindustria Como si schierano per l’opera dedicata a Volta.

 

«In merito al dibattito nato negli ultimi giorni sui mass media intorno a The Life Electric, installazione che l’architetto Daniel Libeskind, su iniziativa dell’associazione Amici di Como, donerà alla città, in omaggio ad Alessandro Volta vogliamo precisare quanto segue – dicono in un comunicato congiunto molte delle associazioni di categoria comasche –. La piena condivisione che abbiamo dato all’iniziativa nasce dall’attenta valutazione del valore artistico, culturale e turistico dell’opera. Inoltre riteniamo, che in un momento di particolare difficoltà per la nostra economia, la realizzazione dell’opera, e il luogo scelto per la sua collocazione, potranno avere sia un’importante ricaduta economica sulle aziende locali, generando indotto, sia un notevole impatto in termini di flusso turistico in vista di Expo 2015».

«Vogliamo, inoltre, precisare che ogni confronto sulle scelte della città è sano, quand’anche acceso – concludono –, ma riteniamo, poiché sostenitori dell’iniziativa, che chiunque voglia legittimamente intervenire debba rinviare ogni riflessione di merito al giorno in cui l’opera sarà presentata ufficialmente». [md, ecoinformazioni]

19 settembre/ L’Oriente di Pasolini a Como


A Como l’Arci Xanadù propone una rassegna dedicata all’intellettuale Pier Paolo Pasolini. Una disperata vitalità sarà un percorso alla ricerca dell’artista, fra cinema, musica e poesia. Pasolini-03 Si comincia venerdì 19 settembre alle 18.30 al Broletto con l’inaugurazione della mostra fotografica L’Oriente di Pasolini, il fiore delle mille e una notte nelle fotografie di Roberto Villa. L’autore sarà presente. Leggi il programma completo.

 

«E’ il trentanovesimo anno dalla morte di Pasolini – commenta Enzo D’Antuono, presidente provinciale dell’Arci (guarda il video) – vogliamo evitare i fiumi di miele che saranno utilizzati per l’anniversario del quarantesimo. Perché la sua è una figura controversa, complessa e non deve essere svuotata di significato».
Oggi c’è tanto bisogno di Pasolini, della sua poesia e del suo sguardo attento e critico sul mondo, come ricorda la curatrice Barbara Lombardi (guarda il video): «Il messaggio della sua opera è ancora attualissimo. La rassegna vuole ridare voce a un personaggio scomodo e controcorrente, che seppe mettere in luce con “disperata vitalità” le contraddizioni e i conflitti del suo tempo, descrivere e interpretare le bellezze e gli orrori di un’Italia in trasformazione».
Una mostra [dal martedì al venerdì 15-20, sabato, domenica e festivi 10-21; ingresso 3 euro] fatta in collaborazione con il centro studi – archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna, diverse proiezioni e incontri, una “lezione” per le scuole e un reading con Moni Ovadia proporranno al pubblico un ritratto del Pasolini pensatore e artista eclettico, regista e scrittore, provocatore e “immorale”, critico e poeta. Alle proiezioni parteciperanno anche personaggi di spicco come l’ aiuto regista Carlo di Carlo o l’attore e compagno di mille avventure Ninetto Davoli.
Le proiezioni saranno moderate da Matteo Marelli, critico cinematografico e caporedattore di Uzak.it (guarda il video): «Si va da Il fiore delle mille e una notte a Salò o le 120 giornate di Sodoma. Pasolini sapeva di essere in guerra e che avrebbe perso, ma ha deciso comunque di non arrendersi. Sono due opere chiave per capire bene il suo percorso».
I luoghi in cui si svolgerà la rassegna saranno il Broletto e lo Spazio Gloria.
La manifestazione è organizzata dal Circolo Arci Xanadù, con il patrocinio del Comune di Roma, il patrocinio e il contributo del Comune di Como, il contributo della Regione Lombardia. La rassegna è parte del progetto L’Albero del cinema di Arci Xanadù, ecoinformazioni e l’associazione I Lunedì del cinema, realizzato con il contributo di Regione Lombardia. [aq, ecoinformazioni] [Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

L’eredità di Augusto nel territorio di Comum

augustoMostra per le celebrazioni del bimillenario della morte dell’imperatore al Museo archeologico di Como, inaugurazione venerdì 19 settembre alle 17.30, aperta fino al 30 novembre.

 

Molte mostre ricordano la morte dell’imperatore il 19 agosto del 14 d.C., «Sono state organizzate in Italia e all’estero per ricordare questa data, a cominciare dalla capitale con una grande mostra alle Scuderie del Quirinale. In tutte queste celebrazioni sono state messe in evidenza soprattutto le grandi doti politiche di Augusto, grazie alle quali egli riuscì a raggiungere e mantenere un potere pressoché assoluto».

«L’esposizione comasca vuole invece presentare non tanto la figura dell’imperatore (del quale peraltro ci è rimasto un ricordo vivissimo: il ritratto marmoreo che è quasi un simbolo del Museo Giovio), quanto ciò che le testimonianze archeologiche ci dicono circa le trasformazioni avvenute nel nostro territorio a partire dall’età augustea – precisa la presentazione –. È proprio in quel periodo, infatti, che si compie pienamente il processo di romanizzazione che vede affermarsi gradualmente anche da noi le abitudini, gli oggetti e gli stili di vita tipici dei nuovi dominatori. Sono soprattutto i corredi funerari a fornirci queste indicazioni, poiché la quasi totalità dei reperti d’età augustea provengono da contesti tombali. Nella mostra sono rappresentate sia grandi necropoli (come quelle di Rovello Porro e Intimiano-Mandana) sia piccoli nuclei di tombe, come Bregnano e Cantù, con diversi oggetti di uso quotidiano. Il vasellame anzitutto, che mostra nelle forme e nella tecnologia il progressivo adeguamento delle popolazioni locali a modelli centro-italici; ma anche oggetti più raffinati o comunque più esclusivi, come uno specchio o un anello con gemma, rivelano l’introduzione di abitudini fino ad allora sconosciute. Non mancano tuttavia alcuni reperti arrivati al Museo come dono di collezionisti e pertanto non legati al nostro territorio, monete e gemme in particolare, che costituirono uno degli elementi più utilizzati dalla propaganda imperiale». [md, ecoinformazioni]

Spallino sta con Libeskind

lorenzo spallinoL’assessore comasco prende nettamente posizione a favore del monumento dell’archistar.

 

L’assessore all’Urbanistica del Comune di Como Lorenzo Spallino interviene con la propria newsletter sul dibattito sull’opportunità o meno di installare il monumento alla luce, in onore a Volta, sulla diga foranea comasca.

«Due parole a proposito della (dura) presa di posizione (negativa) di alcuni autorevoli professionisti comaschi (link al documento) circa la realizzazione del monumento a firma di Daniel Libeskind sulla diga foranea di Como – interviene l’assessore –. Posso iniziare dai fatti? Uno dei più famosi architetti mondiali propone di donare alla città di Como il progetto di un monumento dedicato ad Alessandro Volta e un gruppo di realtà legate al territorio si assume i costi di tale realizzazione, comprensivi del consolidamento del tratto finale della diga. La stampa dà notizia, fin da gennaio di quest’anno, della suggestiva collocazione dell’intervento, ossia il tratto finale della diga foranea. Il Comune di Como accetta la donazione e il compito di gestire i non semplicissimi passaggi, connessi al percorso di sponsorizzazione tecnica, è affidato alla struttura diretta dall’architetto Cosenza».

«Alla notizia della indizione della Conferenza servizi ecco la presa di posizione, che boccia senza appello l’ipotesi della collocazione “per l’evidente incongruenza ambientale” e l’interferenza “nella libera visione dell’insieme del paesaggio lacuale da piazza Cavour” – prosegue Spallino –. Ho troppa stima e affetto per molte delle firme in calce alla lettera in questione per ricordare che proprio alcuni degli interventi architettonici per cui questa città va famosa sono stati contrassegnati dalla feroce opposizione di alcuni alle scelte del progettista».

L’assessore prosegue il sostegno all’iniziativa e l’attacco: «Non posso però tacere del fatto che dire “fatelo, ma non lì” fa torto all’intelligenza delle firme in questione, che sanno benissimo che proprio il luogo ha una parte importante, se non fondamentale, nella scelta della sua collocazione. Infine, poiché mi aspetto il rilievo. C’è un elemento di autocelebrazione nel monumento? C’è come in tutto ciò che è architettura e discussione attorno a questa. È stato evidenziato per la stessa Fontana di Camerlata, di cui giustamente si sottolinea lo stato non consono all’importanza che oggi le viene riconosciuta e all’affetto che le portiamo. Come comaschi possiamo scegliere di essere ricordati negli anni a venire per due motivi: per aver accolto in una posizione così spettacolare un’opera donata da Daniel Libeskind o per averla rifiutata. Personalmente preferirei la prima ipotesi». [md, ecoinformazioni]

313 candidature per Co.Co.Co. 2014

cococo-2014-COPLa Commissione si riunirà martedì 16 settembre.

 

«Sono 313 gli artisti che hanno presentato la candidatura per Co.Co.Co. Como Contemporary Contest 2014, il concorso per giovani artisti entro i 35 anni promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, con il patrocinio del Gai – Associazione per il circuito dei giovani artisti italiani. Il concorso ha lo scopo di favorire i giovani artisti, promuovere il loro lavoro sulla scena contemporanea e portare a Como una panoramica della migliore arte emergente italiana – ricorda Palazzo Cernezi, che annuncia –. Martedì 16 settembre, la commissione si riunirà per la selezione dei 20 finalisti, del vincitore e dei 2 artisti comaschi per lo scambio con le città gemelle di Nablus e Netanya».

La commissione è formata da: «Giacinto di Pietrantonio, critico d’arte, direttore della GAMeC di Bergamo, Rachele Ferrario, storico e critico d’arte contemporanea, docente all’Accademia di Brera, Luigi Ratclif, segretario GAI, Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, Mimmo Totaro, artista e coorganizzatore di Miniartextil Como, Francesca Testoni, coordinatrice del concorso presso l’Assessorato alla Cultura ed esperta in arte contemporanea».

«Il vincitore, riceverà un premio di 2mila euro e avrà l’opportunità di realizzare una mostra personale a Como, nel prestigioso spazio espositivo di S. Pietro in Atrio, tra novembre e dicembre 2014 – prosegue la nota –. I lavori dei 20 finalisti costituiranno una rassegna collettiva che verrà realizzata ad ottobre e che anticiperà la mostra del vincitore. Inoltre, nell’ambito del gemellaggio tra Como, Nablus (Palestina) e Netanya (Israele), la giuria selezionerà 2 artisti comaschi che avranno la possibilità di recarsi nelle due città, esporre il loro lavoro e entrare in contatto con le istituzioni artistiche locali. I risultati della selezione saranno pubblicati sul portale istituzionale dell’Assessorato alla Cultura cultura.comune.como.it entro il 19 settembre». [md, ecoinformazioni]

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