musica

Dal 21 al 24 settembre/ Occupy San Teodoro

Dal 21 al 24 settembre al teatro San Teodoro di Cantù  (via Corbetta, 7) ci sarà una rassegna di eventi gratuiti e aperti a tutti. Per la serata di apertura, giovedì 21 settembre, il teatro aprirà i battenti al pubblico dalle 19 alla 1 e comprenderà un apericena a cura di Eclettico e La cascina di Mattia, seguito da una serata musicale con dj set e di intrattenimento musicale. Inoltre, ci sarà la possibilità, lungo tutto l’arco della serata, di scambiare dischi in vinile grazie all’iniziativa Vinili share. (altro…)

Risvegli in diretta dallo Spazio Gloria con la bGold Saxophone Orchestra

I Risvegli sono stati trasmessi in diretta fb su ecoinformazioni. Ora sono disponibili sul nostro canale video anche le registrazioni hd di tutti i brani del concerto della bGold Saxophone Orchestra del 10 settembre allo Spazio Gloria.

Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video hd dell’iniziativa del 10 settembre allo Spazio Gloria

All you need is live: per Radio popolare al Carroponte

Nella serata di venerdì 8 settembre si è tenuto al Carroponte, a Sesto San Giovanni, il concerto per Radio popolare All you need is live, con Le luci della centrale elettrica, Diodato, Tommy Kuti e Bombino.
Il ricavato dell’iniziativa, che ha richiamato almeno settecento persone, è stato devoluto alla radio indipendente milanese.

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10 settembre/ Risvegli, matinèe di musica classica


Domenica 10 settembre alle 10.30 Connessioni controcorrente torna in piazza Martinelli per l’anteprima di Risvegli, matinèe di musica classica che in quattro tappe domenicali renderanno più dolce l’arrivo dell’autunno. Per il primo appuntamento un ensemble di sassofoni; musiche di Holst, Brahms, Dvorak e Albeniz con la Bgold saxophone orchestra. A seguire aperitivo.

I Risvegli in chiave classica proseguiranno allo Spazio Gloria domenica 24 settembre, con un solo di pianoforte eseguito da Vsevolod Dvorkin, domenica 22 ottobre, con il clarinetto e la chitarra di Anima Carioca e domenica 19 novembre con gli archi di Francesco Pasquale Ricci e i suoi maestri.

Tutti i concerti inizieranno alle 10.30 e saranno accompagnati da un aperitivo.

Ingresso 7 euro.

Per il programma completo visitare la pagina Facebook dell’evento.

Risvegli è un’iniziativa di Connessioni Controcorrente, progetto di rigenerazione culturale urbana firmato Arci Xanadù, Arci ecoinformazioni e Teatrogruppo popolare, realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo; la rassegna è stata organizzata in collaborazione con Casa della musica, Kammermusik, e con il patrocinio del Comune di Como.

30 luglio/ Musica e natura alle Serre del Grumello

Si conclude domenica 30 luglio alle 10.30 la breve rassegna di matinée musicali alle Serre del Grumello: supportato da un’ambientazione straordinaria e (finora) da una meteorologia benigna, il ciclo ha offerto una rilettura di alcune tematiche jazz in una chiave particolarmente intima e comunicativa.

Sul prato di fronte alle Serre del Grumello, accuratamente restaurate negli scorsi anni, sul prato o sotto le fronde del grande albero di canfora, si sono alternati il quartetto Brisels (Cinzia Bavelloni voce, Pierangelo Bianchi, Riccardo Crignola e Alessio Negretti chitarre), il duo di Maurizio Aliffi e Flavio Minardo (entrambi alla chitarra), Alberto Guareschi (contrabbasso) con Lorenzo Livraghi (piano elettrico), per chiudere domenica 30, appunto, con De la guasta trio (Flavio Minardo alla chitarra, Francesco D’Auria alla batteria, Stefano Gatti al basso).

I concerti finora svolti hanno incontrato il favore del numeroso pubblico presente, complice sicuramente l’insolita ambientazione, ma anche grazie alla “vicinanza” con i musicisti, fisica e ideale: l’amplificazione ridotta al minimo (quasi unplugged secondo la fortunata definizione di alcuni concerti degli anni scorsi), il clima disteso e colloquiale. A questo probabilmente fa riferimento il sottotitolo della serie con la citazione dell’“improvvisazione”, che finora non è mai stata intesa in senso strettamente musicale (visto che in tutti i concerti sono stati presentati dei veri classici del jazz, dalle songs agli standards americani fino al repertorio manouche dei gitani europei), bensì in senso ideale, come in una conversazione tra amici e amiche che, condividendo una sensibiltà di fondo, possono permettersi di saltare da un argomento all’altro senza quasi neanche mettersi d’accordo; in realtà, dietro ogni concerto, si sente un lungo lavoro di costruzione e di verifica (i vecchi amici Aliffi e Minardo hanno comunque affermato che era più di un anno che non suonavano insieme!).

Date queste premesse, il concerto conclusivo si annuncia imperdibile, con tre grandi musicisti, che in tutte le occasioni di ascolto (fortunatamente abbastanza frequenti sul territorio) non hanno mai mancato di affascinare e sorprendere il pubblico.

A completare l’“offerta” delle mattinate sono attivi all’interno delle Serre il punto di ristoro bio, con prodotti di filiera corta, e la piccola biblioteca, con la possibilità di consultare quotidiani, riviste e tanti testi sul territorio, la botanica, il paesaggio e l’orticoltura messi a disposizione per grandi e bambini nel punto di lettura della Villa, per l’occasione allestito in prossimità del concerto (chiunque può donare libri per arricchire la biblioteca nella natura promossa dall’Associazione Villa del Grumello e aperta alla città). [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini del concerto di Maurizio Aliffi e Flavio Minardo il 16 luglio.

 

Alcune immagini del concerto di Alberto Guareschi e Lorenzo Livraghi il 23 luglio.

 

Video/ Fiorella Mannoia al Sociale

L’Arena del sociale ha accolto con entusiasmo il concerto Combattente di Fiorella Mannoia del 14 luglio. Applausi, partecipazione entusiastica del pubblico in maggioranza femminile e piena condivisione anche dei passaggi più politici del lungo intervento non cantato per introdurre la canzone In viaggio: «Siamo nati da questa parte del pianeta e non da quella. E questa nostra è solo fortuna». Sul canale di ecoinformazioni tutti i video del concerto.

Guarda la galleria delle foto di Gianpaolo Rosso.

Guarda sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video del concerto di Fiorella Mannoia a Como.

16 luglio/ Concerto di Aliffi e Minardo al Grumello

Con il mese di luglio l’Associazione Villa del Grumello inaugura i matinée di improvvisazioni musicali nella natura, che si terranno domenica 9, 16, 23 e 30 nel parco accanto alla Serra.

Domenica 16 luglio alle ore 10,30, di scena il duo di chitarre di Flavio Minardo e Maurizio Aliffi.
Contestualmente sarà attivo come sempre il punto di ristoro bio con prodotti di filiera corta, a cura di coop. Alto e Lago.
Sarà possibile anche consultare quotidiani, riviste e i tanti testi sul territorio, la botanica, il paesaggio e l’orticoltura messi  disposizione dal Grumello per grandi e bambini nel suo punto di lettura, per l’occasione allestito presso la Serra. (Si ricorda anche che il pubblico può donare libri per arricchire la biblioteca nella natura promossa dall’Associazione Villa del Grumello e aperta alla città.)

Nelle prossime domeniche, con lo stesso orario, si terranno i concerti di Alberto Guareschi duo (contrabbasso e batteria) e di De la guasta trio (Flavio Minardo chitarra, Francesco D’Auria batteria, Stefano Gatti basso).

 

Il Nabucco attualizzato all’Arena

Nabucco è principalmente un’opera sul potere, sulle sue degenerazioni e sul rapporto con la religione. Il tutto – ovviamente – declinato all’interno di un sentire ottocentesco, che oggi appare per molti versi difficilmente decifrabile. Certamente, Giuseppe Verdi, attraverso il librettista Temistocle Solera, intendeva anche farne una metafora del riscatto nazionale, ma da un lato la data precoce (la prima a Milano ha luogo nel 1842) dall’altro le esigenze di onesta dissimulazione, per non scontrarsi troppo con le problematiche politiche, fanno sì che il messaggio sia piuttosto contraddittorio e, forse, più “ricostruito” dai posteri che delineato dagli autori.

Su questo sfondo, l’attualizzazione di questa vicenda piuttosto complicata e persino un po’ squinternata, almeno per i moderni, che non hanno eccessiva familiarità con la nomenclatura biblica, risulta piuttosto impervia.

Seguendo quella che è ormai una consuetudine accolta con favore dal pubblico, il Teatro Sociale di Como nella sua stagione estiva all’Arena si cimenta in una messa in scena di ampio respiro, forte della partecipazione popolare che, dalla celebrazione del bicentenario, ingrossa i ranghi del coro e dei figuranti, sempre animati da uno straordinario entusiasmo. Nell’ampio spazio dell’Arena, quindi, libero dalla gerarchia tipica degli spazi teatrali interni, il Nabucco si svolge in una approssimativa attualità, cui fa gioco il coinvolgimento del pubblico parte della stessa messinscena.

Il riferimento cronachistico è, forse per l’aspirazione a mantenere il livello metaforico (ma forse anche per restare nel clima tortuoso della vicenda biblica), un po’ contraddittorio: gli oppressori babilonesi sembrano all’inizio interpretati da “antagonisti” (come nel prologo, ancora fuori dall’Arena, con la “contestazione” dello spettacolo, che – incredibilmente! – trae in inganno qualche spettatore), ma poi, nel proseguimento della vicenda, assumono modi e apparenze da Gruppo Stato Islamico e da Talebani (si vedano le citazioni dei pick-up e delle motociclette, ma anche la facile assonanza tra l’antica Assiria e la Siria tragicamente attuale), salvo qualche intermezzo in cui ci si richiama evidentemente alla Corea del Nord (passando comunque per allusioni visive a The Wall di Rogers Waters); da parte loro, gli oppressi ebrei sono all’inizio presentati come Vip e poi come internati dei campi di concentramento o come profughi in un CIE.

Gli elementi propriamente di ambientazione sono ridotti al minimo, decisamente sovrastati dall’attrezzeria di scena; e qui e là una maggiore sobrietà avrebbe forse giovato: l’esibizione di fucili mitragliatori è a tratti esagerata e si sarebbero potute evitare anche le etichette dei fornitori (sponsor?) delle recinzioni di concentramento…

L’utilizzo dello spazio e dei movimenti delle masse è però assai interessante, e lo spettacolo “popolare” è trascinante come dev’essere l’opera. Né sono mancate alcune invenzioni sceniche particolarmente efficaci come il fulmine, che neutralizza Nabucco dopo la sua blasfema proclamazione a dio, trasformato in un buio improvviso e totale.

Dal punto di vista musicale, non si può fare a meno di notare che l’esecuzione all’aperto, dovendo necessariamente far uso di amplificazione e fare i conti con i rumori d’ambiente, penalizza a tratti alcune sottigliezze esecutive, che non sono comunque mancate: lo stesso coro Va’ pensiero è giustamente “sussurrato” come una dolorosa invocazione invece di essere enfatizzato come un inno politico. Tra i protagonisti è sembrato particolarmente convincente proprio Nabucco, forte anche di una notevole presenza scenica, perfettamente a suo agio tra praticabili e cassoni di pick-up.

Alla fine, i babilonesi, ridiventati “buoni” sull’onda della conversione del loro re, dopo essere stati “cattivi” in modi diversi, coinvolgono il pubblico chiamato a partecipare all’ultima scena, letteralmente circondato dal canto e dalla musica.

È il giusto suggello per una festa di cultura “partecipativa” cui l’opera ha sempre aspirato. Fin dall’Ottocento.

Il 4 luglio l’ultima replica: si spera, tempo permettendo, ancora nello spazio dell’Arena.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Di seguito: alcune immagini dello spettacolo, tutte scattate dallo stesso punto della platea.

 

 

 

 

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