Pace

Como con Parigi: contro il terrorismo per la Pace

2 WFRANCEAncora una volta, a dimostrazione di quanto sia
preziosa nella società la rappresentanza dei lavoratori, a chiamare a raccolta cittadini e cittadine sono stati prima di tutti i sindacati. Ma immediatamente la città ha risposto con tutte le sue rappresentanze culturali, sociali, politiche e naturalmente con l’istituzione comunale. Più di trenta i soggetti che hanno reso possibile la manifestazione, molto differenziati politicamente, dalle destre (Lega esclusa) al centrosinistra, mentre il M5s non ha aderito formalmente all’iniziativa.
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16 novembre/ Como con Parigi/ Le adesioni

WFRANCE Alle 17 di lunedì 16 novembre in piazza San Fedele a Como si svolgerà una manifestazione di solidarietà con Parigi contro la violenza assassina del terrorismo. Primi aderenti Comune di Como, Cgil, Cisl, Uil, Arci, Acli, Coordinamento comasco per la Pace. On line su ecoinformazioni l’elenco aggiornato delle adesioni.

Adesioni pervenute fino alle 13,40 di lunedì 16 novembre: Comune di Como, Cgil, Cisl, Uil, Arci, Acli, Coordinamento comasco per la Pace, Sel, Paco-SeI, Ife, Giovani democratici Como, SilpCgil, Comitato Comasco in Difesa della Costituzione Como, Comitato Como Possibile Margherita Hack, Como Lavoro e Università, Circolo Convalle Como del Partito Democratico, Pd Como, Psi Como, Fgs Como, L’alternativa di Fino Mornasco, Emergency Como, Siulp, Anpi di Como “Perugino Perugini”, Donne in nero, Associazione 3 Febbraio Erba Acsi Erba, Partito della Rifondazione Comunista Como, Forza Italia Como, Anpi provinciale Como.

Presto on line aggiornamenti

Si prega di invitare i propri contatti all’evento. 

Arci/ Ovunque con le vittime per l’inclusione contro odio e xenofobia

arci-logo-cop«In queste ore piangiamo l’orrore di Parigi insieme al mondo intero.  Hanno colpito lì dove le persone stavano bene insieme. Dove c’era divertimento e spensieratezza. La musica, la cultura, lo sport, la convivialità. Noi non vogliamo farci sconfiggere dalla paura né dalla follia del terrorismo. (altro…)

Azione nonviolenta/ O nonviolenza o barbarie

nonviolenza-o-barbarie«Ed eccola qui, la guerra. E’ arrivata anche alla porta accanto. Con il suo orrore, il terrore, il sangue, i corpi morti. Quando la vedi con i tuoi occhi capisci davvero perché è “il più grande crimine contro l’umanità”.

È un’unica guerra che si mimetizza in varie forme, che si ciba dello stesso odio e defeca la stessa violenza. E’ sempre la stessa cosa, compiuta da eserciti addestrati, ben armati, finanziati, le cui vittime sono soprattutto i civili innocenti.

Ormai è una matassa ingarbugliata. Il bandolo non lo si trova più. Non serve sapere chi ha iniziato per primo, le ragioni sono scomparse e rimangono solo i torti. E’ una spirale perversa che si autoalimenta: guerra-terrorismo-violenza-odio-vendetta-terrorismo-guerra …

Ieri a Parigi abbiamo assistito in diretta ad un’operazione militare: un gruppo di soldati in armi che ha agito come un plotone di esecuzione, attaccando civili inermi, sequestrandoli, decimandoli, come facevano i nazisti nella Francia del 1940, violando ogni convenzione internazionale, fuori da ogni regola… d’altronde la guerra, non ha regole, se non quella di eliminare fisicamente il nemico.

Ed è proprio questo che i mercenari dell’odio vogliono: che ognuno di noi si senta nemico all’altro, per innalzare il livello dello scontro, dove alla fine rimarrà solo chi è più spietato, chi spara l’ultimo colpo.

Già troppe volte abbiamo detto “mai più!”. Dopo la guerra del Golfo, dopo le Torri Gemelle, dopo l’attacco in Iraq, dopo gli attentati di Londra e di Madrid, dopo la strage di Charlie Hebdo, dopo quella del Bardo, dopo i bombardamenti su Libia e Siria, dopo il raid sull’ospedale di Kunduz in Afganistan, dopo il massacro all’Università di Garissa in Kenya, dopo le bombe sul corteo pacifista di Ankara … ed oggi dopo gli attentati suicidi di Beirut e di Parigi.

Piangere i morti ed esprimere solidarietà è importante, ma non basta se poi tutto continua come prima. Dobbiamo reagire. Non farci piegare dal dolore e dalla paura. Non accettare lo stato delle cose. Reagire. Reagire per spezzare la spirale, ed aprire una strada nuova. La violenza ha fallito e se perpetuata peggiorerà ulteriormente una situazione già tragica.

La via da seguire è quella della nonviolenza. Sul piano personale e su quello politico. La via del diritto, della cooperazione, del dialogo, delle alleanze con chi in ogni luogo cerca la pace, della riduzione drastica della produzione e del traffico di armi, dei Corpi civili di pace per affrontare i conflitti prima che diventino guerre, della polizia internazionale per fermare chi si pone fuori dal contesto legale dell’Onu.

Il terrorismo e la guerra (che è una forma di terrorismo su vasta scala) si contrastano con strumenti altrettanto forti, ma con spinta contraria. Siamo anche noi dentro il conflitto, e lo dobbiamo affrontare con soluzioni opposte a quelle perseguite finora. L’alternativa oggi è secca: nonviolenza o barbarie». [Movimento Nonviolento, da Azione nonviolenta].

CcP/ Restiamo umani

WFRANCEAncora una volta abbiamo assistito all’ennesima triste manifestazione della violenza. Ancora oggi si muore di bombe, terrore, fame e misera. Ancora una volta la paura rischia di fomentare odio e generare altra violenza. Ancora oggi non ci rendiamo conto dell’immenso e quotidiano lavoro che c’è da fare. (altro…)

14 novembre/ Manifestazione a Milano Con Parigi/ Coltivare e difendere cultura, democrazia, libertà, laicità

WFRANCEL’Arci invita a partecipare alla manifestazione di sabato 14 novembre alle 16 a Milano alla Darsena (la precedente indicazione avanti al consolato francese è stata cancellata per motivi di sicurezza): «Piangiamo l’orrore di Parigi insieme al mondo intero. Hanno colpito lì dove le persone stavano bene insieme. Dove c’era divertimento e spensieratezza. La musica, la cultura, lo sport, la convivialità. Noi non vogliamo farci sconfiggere dalla paura nè dalla follia del terrorismo. Oggi, noi dell’Arci, ci stringiamo attorno ai parigini. Convinti che dovremo continuare a coltivare e a difendere la cultura, la democrazia, la libertà, la laicità».

CcP/ Cantù resta, presto le motivazioni

Coordinamento_comasco_paceCome previsto, il Cda del Coordinamento comasco per la Pace nella sua riunione di mercoledì  28 ottobre ha respinto la richiesta di espulsione del Comune di Cantù avanzata da Luca Marchiò e sostenuta dall’Anpi e dal Prc. Il documento, approvato all’unanimità dall’organo direttivo del sodalizio pacifista lariano, annuncia l’uscita nei prossimi giorni di una presa di posizione più ampia nella quale saranno rese pubbliche le motivazioni del’”assoluzione” del Comune di Cantù. (altro…)

ecoinformazioni on air/ O fascismo o Pace

logo ecopopIl servizio del 27 e 28 ottobre di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta Metroregione.  Può un comune del Coordinamento comasco per la Pace tendere una mano a razzisti, nazisti e fascisti in cerca di sede per le loro adunate? Si parla del Comune di Cantù dove il sindaco, tra i fondatori del sodalizio pacifista che unisce una settantina tra amministrazioni comunali e associazioni, ha per tre anni consecutivi aperto la città a Forza Nuova. (altro…)

CcP/ Della richiesta di espulsione di Cantù si occuperà Il Cda

logo ccpIl Coordinamento comasco per la Pace è un sodalizio che raggruppa decine di amministrazioni comunali e di associazioni lariane. Con una nota  il CcP comunica  che «Martedì 20 ottobre, a firma di un cittadino di Como, è pervenuta all’attenzione del Consiglio di amministrazione del Coordinamento la richiesta di espulsione del Comune di Cantù in virtù dell’art. 4 del nostro statuto si sono aggiunte fino ad ora analoghe proposte dell’Anpi provinciale di Como e del Prc.  Il Consiglio ha ritenuto di inserire all’ordine del giorno della sua prossima riunione, prevista per il 28 ottobre 2015, anche la discussione in merito a tale questione. Solo allora potrà pertanto pervenire una risposta formale alla richiesta avanzata».
In attesa delle deliberazioni, si può ipotizzare che il sodalizio, presieduto da Mario Forlano (Comune di Como),  recentemente insignito del Premio della nonviolenza e  storicamente mai incline a provvedimenti di espulsione che escludono invece di accettare e tentare di risolvere il conflitto, entrerà nel merito della delicata questione posta dalle richiesta di Luca Marchiò  senza arrivare a censure.  E’ possibile e auspicabile che la vicenda induca il CcP a rendere ancora più esplicito agli aderenti quanto i pericoli dei rigurgiti nazifascisti siano in contrasto con le cultura dei Diritti umani, della Pace e della nonviolenza che sono il cardine su cui si fonda il Coordinamento stesso e devono continuare a esserlo per tutti degli aderenti.  [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Fuori Cantù dal Coordinamento comasco per la Pace

Coordinamento_comasco_paceCon una richiesta formale, inviata agli organi dirigenti del Coordinamento comasco per la Pace, presieduto dal rappresentante del Comune di Como Mario Forlano, Luca Marchiò, in qualità di semplice cittadino di uno dei comuni iscritti al Coordinamento, chiede, ai sensi dello Statuto del sodalizio, che il Comune di Cantù venga espulso. L’iniziativa dimostra che non si sono placati gli animi dopo la sorprendente e reiterata decisione del sindaco (tra i fondatori e per anni direttore del CcP) di aprire la città alle iniziative nazifasciste. Il Consiglio di amministrazione del CcP deciderà sulla questione nella prossima settimana. (altro…)

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