Pace

Arci/ La pace è una necessità

pacecolomba«I più accorti lo avevano predetto da subito: dopo gli attacchi terroristici a Parigi nessuna cosa sarebbe stata più come prima. Tutto ciò che è seguito a quella tragica notte è costituito da scontata retorica, dichiarazioni avventate, azioni non meditate, il fil rouge che le lega insieme è dato da una sostanziale e generalizzata inadeguatezza dei governanti a fronteggiare una situazione complessa e inedita. Manca una visione d’insieme del mondo, la difficoltà per l’occidente di stabilire cosa vuole fare ed essere fuori dai confini dell’occidente stesso.

Il mondo è cambiato, e con esso sono cambiate anche le modalità dei conflitti che si continuano ad affrontare con gli stessi criteri del secolo scorso: Daesh non è la Germania nazista, la sola risposta in campo oggi – quella militare e muscolare – è inadatta proprio perchè mutuata acriticamente dalla seconda guerra mondiale e dettata dall’impellenza vendicativa avente come solo obbiettivo quello di placare gli animi (e le forze politiche che li animano) più reazionari e nazionalisti.

Nessuna riflessione emerge invece su come fronteggiare l’Is depauperandolo di forniture militari e facili guadagni economici derivanti dalla vendita di petrolio sottocosto; nessun insegnamento tratto dagli insensati interventi che sono stati agiti a favore di dittatori senza scrupoli – funzionali, di volta in volta, alle variegate politiche neocoloniali – per poi spodestarli determinando instabilità regionali e macerie che abbiamo chiamato pace. La Storia non si ripete solo in forma di tragedia o di farsa, ma anche come colpevole riproposizione di modalità fallimentari sapientemente suggerite da appetiti economici e di potere privati.

Qual è il primato di civiltà che dovremmo far prevalere contro la barbarie? Forse quello che annuncia la creazione, nel cuore dell’Europa, di luoghi di detenzione straordinari per i terroristi, obbrobri giuridici nella patria dello Stato di diritto di cui andiamo tanto fieri? O la minaccia di poter utilizzare ancora ordigni nucleari, in una guerra non convenzionale per definizione? Possiamo rimanere inerti ad ascoltare le proposte di chiusura dei confini nazionali – su base razziale e di culto religioso – da parte di chi si candida a rappresentare lo Stato paladino dell’ordine mondiale? Per quanto dovremo ancora sopportare di essere cittadini di un’Europa che ha fallito l’unità politica e tradito i propri ideali di umanesimo subordinandoli all’egoismo dei nazionalismi e delle spinte più reazionarie?

Viviamo tempi bui per la ragionevolezza e il buon senso: siamo costretti a barattare le libertà individuali con la sicurezza, i frutti di secoli di lotte per l’emancipazione con qualche strumento in più di controllo delle nostre vite, chiediamo ancora tempo per edulcorare i danni prodotti al nostro pianeta quando di tempo non ne abbiamo più. Siamo a un passo dal baratro, dovremmo resuscitare non solo la capacità d’indignazione della società tutta ma appellarci all’umanità che risiede in ciascuno per un sussulto che segni un deciso cambio di rotta nelle politiche globali e nazionali, che prima di ogni cosa metta la Pace non più come opzione possibile ma come necessità impellente.» [Franco Uda, coordinatore nazionale Arci Pace, solidarietà e cooperazione internazionale]

Video/ Como per i Diritti umani

biblio10dc2015ccpIl 10 dicembre, nella Giornata internazionale dei Diritti Umani, si è svolta l’assemblea del Coordinamento comasco per la Pace che ha posto le basi per un nuovo attivismo del sodalizio pacifista in questi tempi di guerra, migrazioni, integralismi. (altro…)

10 dicembre/ Como per i Diritti umani

diritti umaniIl 10 dicembre ricorre la Giornata internazionale dei Diritti Umani. Como la ricorderà con una manifestazione dedicata al tema Contro la barbarie. Riaccendiamo i diritti umani. Dopo l’appuntamento per l’assemblea degli aderenti al Coordinamento comasco per la Pace che si svolgerà dalle 18 in Sala Stemmi a Palazzo Cernezzi, ci sarà una fiaccolata che partirà da piazza Duomo alle 20.30 e sfilerà poi in via Vittorio Emanuele II, piazza Medaglie d’Oro, piazza San Fedele fino in Biblioteca.  Alle 21 nel salone della Biblioteca il Comnune in collaborazione con il CcP e il Coordinamento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani  hanno organizzato un dibattito sulla Dichiarazione universale dei Diritti umani. Interverranno Mario Forlano, presidente del Coordinamento comasco per la Pace, il sindaco Mario Lucini, la vicesindaca Silvia Magni, Andrea Ferrari assessore alla Pace e alla Cooperazione del Comune di Lodi e presidente del coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace, Fabrizio Vismara docente di diritto internazionale Università dell’Insubria. 

10 dicembre/ Il CcP definisce orizzonte politico e questione migranti

Coordinamento_comasco_paceL’assemblea degli aderenti al Coordinamento comasco per la Pace del 10 dicembre a Palazzo Cernezzi, in Sala Stemmi alle 18, non casualmente posta nella Giornata mondiale dei Diritti umani, si annuncia importante. Esaurita la formalità  dell’approvazione del Bilancio 2015, associazioni e amministrazioni comunali lariane potranno esaminare le idee proposte dal Consiglio di amministrazione (si chiama  così l’organo direttivo del CcP, presieduto da Mario Forlano) che dovrebbero fornire la necessaria  bussola per la sua attività politica.

Il documento Linee guida del Coordinamento sarà proposto  discusso e votato nell’assemblea e potrà diventare un importante strumento per dare al sodalizio un maggiore attivismo nel contrasto alle culture belliche e della violenza in questo momento di forte crescita nel territorio, insieme a razzismo e xenofobia, con il rischio che comuni aderenti al Coordinamento si assoggettino a diventare  città aperte alla riorganizzazione del nazifascismo italiano e  europeo.

Altrettanto importante il secondo punto che pone in discussione la proposta di un gruppo si associazioni  (Arci, Acli, Medici con l’Africa, ecoinformazioni) che chiede si tessano più solidi fili di azioni comuni per i diritti migranti, superando la miope e ingiustificata idea dell’emergenza, evitando la delega incondizionata delle scelte,  la scarsa trasparenza e l’assenza di controllo democratico delle risorse investite e mettendo ben in chiaro che non si tratta solo di profughi,  ma di tutte e tutti coloro che fuggono da guerre, violenza e povertà .

Conclusa l’assemblea, si svolgerà l’incontro aperto a tutti Riaccendiamo i Diritti – 67° anniversario della Dichiarazione universale Diritti umani, organizzata dal Comune di Como in collaborazione con il Coordinamento nazionale Enti locali per la Pace e i Diritti umani e il Coordinamento comasco per la Pace.

Presto su ecoinformazioni il programma dell’iniziativa.

Mario Agostinelli/ Voglia di guerra e Cop 21: Palle di fuoco e buchi nell’acqua

AgostinelliGiannangeli

Mario Agostinelli, sindacalista, ambientalista, esponente del Forum sociale mondiale,   ci ha consegnato, in partenza per Parigi per partecipare alla Conferenza Mondiale sul clima (Cop 21), un’ampia analisi che sarà pubblicata su Inchiesta di dicembre. L’anticipiamo per i nostri lettori. «non posso evitare la domanda se vi siano comuni interessi tra gli attacchi terroristici accaduti pochi giorni fa e un malaugurato (e prevedibile) fallimento della ventunesima conferenza delle parti, circoscritta a ben 14.000 delegati, isolati però dagli attivisti ed esponenti della società civile provenienti da tutto il mondo e ridotti nella presenza da un disincentivo all’accesso non dichiarato».

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Contro la guerra alla donne


manufioriritUna manifestazione silenziosa, come consuetudine per le Donne in nero che preferiscono squarciare il silenzio dell’indifferenza con l’assenza di colori e di suoni. Ma alla Diga foranea di Como alle 19,30 di mercoledì 25 novembre la manifestazione ha avuto anche il colore rosso del sangue e della violenza sulle donne a cui è dedicata la giornata. Una ventina le partecipanti che hanno percorso la Diga e hanno lanciato nel Lario i loro fiori rossi contro la violenza e la guerra alle donne. [Foto Valeria Peverelli, ecoinformazioni]

 

25 novembre/ Azione alla Diga foranea contro la guerra alle donne

25novembreLe Donne in nero, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, invitano donne e uomini mercoledì 25 novembre alle 19,30 alla Diga foranea di Como all’azione Fiori contro la guerra alle donne.  (altro…)

20 novembre/ Violenza su donne e bambine in Afghanistan

20novembrelocandina afganistanIl 20 novembre è la Giornata internazionale dell’infanzia. Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il Cisda (Coordinamento italiano sostegno donne afghane), in collaborazione con il Comune di Como organizza l’incontro “La violenza sulle donne e sulle bambine in Afghanistan. Sono stati fatti passi avanti?” nella giornata del 20 novembre alle 18 nella Sala stemmi del Comune di Como. Scarica e diffondi la locandina. Invita all’evento facebook.

Interverranno Silvia Magni, vice sindaco e assessora con delega alle Pari opportunità; Maryam Rawi, rappresentante di Rawa (Associazione rivoluzionaria delle donne dell’Afghanistan); Graziella Mascheroni, Cisda; Manuela Serrentino, Donne in nero; Celeste Grossi, consigliera comunale Paco-Sel.

Chi è Maryam Rawi?

«A partire dall’uccisione di mio padre e di altri membri maschili della mia famiglia, la tragedia ha sempre accompagnato la mia vita. Per questa ragione il mio unico sogno è una vita sicura e protetta per i miei figli: ciò che desidero è veramente poco. Il successo non mi interessa».

Maryam è nata 40 anni fa a Kabul e ha due figli. È una rappresentante di Rawa, l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne dell’Afghanistan.   Il suo cognome “Rawi” è inventato per ragioni di sicurezza e al tempo stesso ricorda tutte le donne dell’associazione che Maryam rappresenta. Rawa è nata nel 1977 a Kabul come organizzazione di donne afghane per i diritti umani e l’uguaglianza delle donne. Dopo l’invasione sovietica, alcuni membri di Rawa sono stati imprigionati a Kabul, e dal momento che un gran numero di rifugiati sono fuggiti in Pakistan, la stessa RRawa ha spostato in qualche modo il suo focus, e ha iniziato a lavorare con donne e bambini rifugiati a Peshawar (la città capoluogo della provincia della frontiera Nord Occidentale in Pakistan, al confine con l’Afghanistan). Le attività svolte si basavano sul fornire servizi umanitari a assistenza sociale, attraverso i quali si è anche cercato di educare le donne afghane ai propri diritti. Il lavoro veniva portato avanti anche clandestinamente in alcune città afghane. Quando all’occupazione sovietica è seguito il sanguinoso governo fondamentalista e più tardi il regime talebano, l’intervento è continuato sia in Afghanistan che in Pakistan con programmi di alfabetizzazione, orfanotrofi e scuole. Anche oggi svolge la parte politica del lavoro in entrambe i Paesi, ma per lo più in modo semi-clandestino a causa dei gravi rischi per la sicurezza. Rawa non è registrata presso il governo e non usa mai la propria sigla nei progetti, in quanto tutte le iniziative sono presentate come promosse da privati, da gente locale. L’esperienza di Maryam è l’esempio di come  un numero sempre crescente di donne afghane è coinvolto in attività politiche e sociali volte ad ottenere diritti umani per le donne e contribuire alla lotta per la ricostruzione in Afghanistan di un governo basato su valori democratici e secolari, nonostante l’opprimente atmosfera politica. Una battaglia dura, allo stremo delle forze ancora oggi. [a cura di Manuela Serrentino]

 

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ecoinformazioni on air/ Liu Xiaobo Nobel comasco

logo ecopopIl servizio del 18 novembre di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta Metroregione.  Como, città Messaggera di Pace e sede del Monumento alla Resistenza europea, estende il suo impegno di politica internazionale. Il 16 novembre nella manifestazione Como con Parigi il sindaco Mario Lucini, in una piazza San fedele piena, non si è limitato al cordoglio affermando che non è il tempo della rabbia e della vendetta ed è invece quello di soluzioni diverse da quelle fallimentari della guerra preventiva e dell’esportazioni della democrazia.

Giovedì 19 novembre per porre l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani in Cina, e stimolare una riflessione sulla situazione dei diritti umani nel mondo, il sindaco in una cerimonia che si svolgerà alle 18 nella sala consiliare di Palazzo Cernezzi consegnerà a un rappresentante di Amnesty international la cittadinanza onoraria al dissidente cinese Liu Xiaobo, premio Nobel per la Pace.

Si concretizza la scelta del Consiglio comunale comasco che accogliendo nel 2012 una proposta dell’allora minoranza oggi al governo della città chiede alle autorità cinesi di rilasciare Liu Xiaobo e tutti i prigionieri di coscienza e difensori dei diritti umani. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni Como].

Abbiamo manifestato insieme vincendo la paura e la violenza di terrorismo e guerre

WFRANCEPoche ore dopo la manifestazione Como con Parigi del 16 novembre,  in Consiglio comunale, con una dichiarazione preliminare, la consigliera di Paco-Sel Celeste Grossi, pacifista e Donna in nero, ha proposto le linee d’azione per contrastare terrorismo e guerre.  Como Città messaggera di Pace e sede del Monumento alla Resistenza europea ha grandi responsabilità e possibilità d’azione. Leggi nl seguito il testo della dichiarazione. (altro…)

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