Pace

22 ottobre/ La Pace possibile: il disarmo

mani paceFrancesco Vignarca, coordinatore Rete nazionale per il disarmo, «parlerà della Campagna per il disarmo e la difesa civile promossa dalle organizzazioni del Movimento per la Pace e la nonviolenza per dare centralità alla nostra Costituzione che “ripudia la guerra” (Art.11)» giovedì 22 ottobre alle 21 a Villa Ferranti, in piazza Umberto I, a Figino Serenza.

L’Arci condanna il terribile attentato ad Ankara

attentato ankara«L’Arci condanna l’attentato ad Ankara durante una grande marcia per la pace, nella quale sono state uccise almeno 30 persone e ferite oltre 120, ed esprime solidarietà alle organizzazioni sindacali, alla società civile e al partito di opposizione curda che avevano indetto la manifestazione con lo slogan “Lavoro, pace, democrazia”. L’odioso attentato, che segue quello avvenuto a Diyarbakir a giugno durante un comizio del partito di opposizione Hdp con 2 morti e quello avvenuto a luglio a Suruc che uccise 33 attivisti diretti a Kobane ad opera di un kamikaze dell’Is, rischia di incendiare le elezioni presidenziali che si svolgeranno il 1 novembre, gettando un’ombra sinistra sui reali mandanti della strage. Il clima di terrore che si vuole instaurare in Turchia prima delle prossime elezioni non ha niente a che spartire con una competizione elettorale di un paese democratico e dovrebbe aprire una seria riflessione sul credito che la comunità internazionale ha dato a Erdogan e sulle alleanze militari e politiche col Governo turco. Chiediamo al Governo italiano di manifestare una ferma condanna per quanto sta accadendo in Turchia; alla comunità internazionale di vigilare e monitorare con attenzione tutta la fase pre-elettorale e il corretto andamento democratico delle prossime elezioni in Turchia, anche con l’invio di osservatori internazionali a garanzia di un reale e corretto processo democratico.» [Arci Nazionale]

Il problema non è l’immigrazione. È la nostra umanità perduta

comitato3ottobreOggi è il 3 ottobre. Sono passati due anni dalla strage di Lampedusa: una strage annunciata.
Penso che ci sono stati in questi anni altri 3 ottobre.
Penso che altri 3 ottobre ci saranno.
Penso a tutte le vittime: ai morti, a chi non ha trovato accoglienza, a chi ancora cerca figli dispersi, a chi cerca verità, a chi cerca giustizia.
Penso alle donne, agli uomini, alle bambine e ai bambini che sarebbero potuti diventare miei concittadini, fermati alle frontiere da morte o da “ragion di Stato”.
Penso alle motivazioni che li portano a scalare montagne, ad attraversare deserti e mari.
Penso a Warsan Shire, la poeta nata in Kenya, da genitori somali in fuga dalla guerra civile, rifugiata a Londra che con alcuni versi della poesia “Casa”, ci ammonisce: «Dovete capire/ che nessuno mette i suoi figli su una barca/ a meno che l’acqua non sia più sicura della terra».
Penso che non basti preoccuparsi solo quando i grandi movimenti migratori arrivano alle nostre porte.
Penso che non si debba usare la parola emergenza per un fenomeno prevedibile e inarrestabile.
Penso alle cause che lo determinano: guerre, povertà, ingiustizie, violenze, assurde leggi nazionali e internazionali responsabili di stragi e i respingimenti alle frontiere dell’Europa.
Penso che non siamo riusciti a cambiare quelle leggi e che forse non abbiamo fatto abbastanza.
Penso all’ipocrisia di chi volta gli occhi per non guardare il muro invisibile costruito nel Mediterraneo, ma si indigna per il muro costruito in Ungheria, da un governo presieduto dallo xenofobo Victor Órban che ora ci imbarazza, ma non imbarazzava i parlamentari europei del PPE che gli sedevano accanto e lo avevano eletto vicepresidente del gruppo.
Penso che sono ritornate nell’oblio le responsabilità delle politiche migratorie nazionali ed europee.
Penso che la strage di Lampedusa,che sembrò scuotere le coscienze delle cittadine e dei cittadini italiani ed europei, è stata rapidamente dimenticata.
Penso che è stato rapidamente dimenticato anche il corpo di un bambino innocente morto sulle sponde del Mare nostrum, un mare nel quale dovremmo protenderci come un’arca di pace e non un arco di guerra, come diceva, inascoltato, Tonino Bello.
Penso all’indifferenza di tante e tanti che voltano lo sguardo per non vedere i pachistani che da settimane dormono alla stazione San Giovanni di Como.
Penso alle forze dell’ordine che fanno finta di non vederli per non essere costrette a intervenire.
Penso che il “cuore tenero”, una dote di cui a Como sono colmi anche i carabinieri, non possa bastare.
Penso che siano necessari gesti simbolici, da fare alla luce del sole, anzi sotto i riflettori, come quando, in un lontano primo maggio, passammo la frontiera con la Svizzera insieme agli immigrati, consapevoli che stavamo commettendo un reato, ma convinte e convinti che le politiche e le leggi sull’immigrazione fossero ingiuste e che bisognasse obiettare.
Penso che non possiamo accontentarci dell’emozionata ed emozionante risposta di tante donne e uomini che, anche a Como, hanno deciso di marciare scalzi l’11 settembre.
Penso che non basta commuoversi.
Penso che l’interesse per la sorte di migranti e rifugiati, per la loro dignità e umanità sia rapidamente diminuito.
Penso alla nostra umanità perduta.
Penso che ci sono momenti in cui è facile perdere la speranza e smettere di marciare scalzi, nativi e migranti, per il solo ostinato desiderio di rimanere umani, umane.
Penso che non dobbiamo e non possiamo perdere la speranza, non per bontà verso gli immigrati e le immigrate, ma per poter continuare a guardare negli occhi i bambini e le bambine che ci guardano. [Celeste Grossi, direttrice di école]

Scuola Diritti umani

premio della nonviolenzaFra i finalisti del Premio della Nonviolenza 2015.

«Il progetto della Scuola Diritti umani, promosso dal Coordinamento comasco per la Pace in collaborazione con l’Associazione del volontariato Comasco – Centro servizi per il volontariato è tra i tre finalisti per il Premio della Nonviolenza 2015 promosso da Mondo senza guerre e senza violenza e Greenpeace – annuncia l’associazione pacifista comasca – Fino al 24 settembre sarà possibile votare sul sito del Premio e sulla pagina Facebook. Oltre al progetto della Scuola Diritti umani sono in “gara”: la campagna Un’altra difesa possibile e il Progetto pulsar. I progetti si potranno votare fino al 24 settembre e i vincitori verranno premiati in occasione della prossima Giornata internazionale della Nonviolenza prevista per il 2 ottobre 2015». [md, econformazioni]

4 giugno/ Restiamo umani. Urla dalla Palestina al Gloria

WEB ARCI RESTIAMO UMANIUltimo Teatro Produzioni Incivili porta in scena giovedì 4 giugno alle 21 allo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como lo spettacolo Restiamo Umani – Urla e lacerazioni da Vittorio Arrigoni e dal popolo Palestinese. Uno spettacolo senza filtri, senza censure o parole di convenzione; uno spettacolo più che corretto che chiarisce le idee pure a chi sa le cose o crede di saperle. Restiamo Umani per continuare a parlare ancora di Palestina e del problema Israeliano Sionista. La serata sarà aperta dall’introduzione di Celeste Grossi dell’Arci di Como e vedrà la partecipazione di Silvia Antenucci, cooperante che racconterà la sua esperienza nei territori occupati della Palestina attaverso parole ed immagini fotografiche. L’inizitiva è promossa da Arci Como con l’adesione di Assopace Palestina, Coordinamento comasco per la Pace, Donne in Nero, Comitato Soci Coop di Como, Associazione In viaggio, Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta, Emergency gruppo di Como, Anpi comitato provinciale e Anpi sezione di Como. Ingresso 5 euro. Info como@arci.it . Scarica e diffondi il volantino dell’evento.

2 giugno per amore della Repubblica nata dalla Resistenza e fondata sul lavoro e sulla Pace

FabioCanicostituzione resitente 2015Resisté e si vede ancora benissimo. Questo forse spiega la vitalità di Lidia Menapace. Nel suo discorso, all’iniziativa Costituzione resistente, per nulla “da palco”, ha ricordato come e perché la Carta fondamentale dell’Italia sia stata fondata sul lavoro,   lamentando l’espropriazione della Festa del 2 giugno che, destinata alla manifestazione dell’amore per la Repubblica, si vorrebbe trasformare nell’ennesima celebrazione delle Forze armate e delle guerre. Proprio quelle esplicitamente e categoricamente negate dall’art. 11 della Costituzione. Nell’incontro nel pomeriggio del 2 giugno a Como, al Monumento alla Resistenza europea, organizzato da tante associazioni con il patrocinio del Comune di Como, introdotto da Nicola Tirapelle sono intervenuti anche l’assessore alla Legalità del Comune di Como Marcello Iantorno che ha voluto ricordare la sua origine politica, comune alla Menapace, ne il manifesto  e Fabio Cani che ha fatto una breve, ma documentatissima, lezione sul Monumento alla resistenza europea. L’iniziale destinazione del Monumento era il “tondello” della diga foranea (proprio quello oggi regalato al monumento a Libeskind), ma,  data l’impossibilità di usare (allora) quello spazio troppo delicato per l’immagine della città e (allora) protetto dalla  Sovrintendenza alla Belle arti, si optò per l’attuale collocazione nei pressi della riva del Lario. Cani ha valorizzato la genialità dell’intitolazione alla Resistenza europea e ricordato come esso sia monumento della città di Como, purtroppo spesso trascurato dalle amministrazioni comunali stesse. Tra le parole la musica di Andrea Sigona, fortemente connessa alle idee esposte dalla relatrice e dal relatore e perfettamente centrata sulla Giornata. Guarda le foto di Gianpaolo Rosso e sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa.

Armi e affari/ Governo Renzi contro i cittadini e il Parlamento

pinottif35Niente riduzione per gli F-35: uno schiaffo ai cittadini e al Parlamento. Dopo mesi di attesa i dati ufficiali desumibili dal Documento programmatico pluriennale del Ministero della Difesa dimostrano una chiara certezza sugli F-35: “Questa riduzione non s’ha da fare!”. Leggi l’articolo dal sito della Campagna Taglia le ali alle armi.

9 maggio/ A La Feltrinelli per la difesa nonviolenta e non armata

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Sabato 9 maggio la libreria La Feltrinelli di Como ospiterà per tutto il giorno un banchetto della campagna  per offrire a chiunque non abbia avuto ancora l’occasione di poter passare e con la propria firma dare il proprio sostegno alla Campagna Un’altra difesa è possibile.

Più di mille firme raccolte: è il risultato della campagna del Comitato lariano Altra difesa possibile per la legge d’iniziativa popolare che mira a istituire un dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta. I prossimi appuntamenti a Lurate Caccivio, Cantù e Como.

Anche in provincia di Como associazioni ed enti locali sono al lavoro per le ultime battute della campagna Un’altra difesa è possibile. Una mobilitazione nazionale, lanciata dalle principali Reti del servizio civile e del pacifismo, che punta alla promozione di una Legge di iniziativa popolare per la costituzione di un Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta. La campagna è in corso da mesi in tutta Italia e ha già ricevuto il sostegno di molti sindaci. In provincia di Como sono stati diversi i comuni che si sono impegnati  per la raccolta di firme: Albiolo, Como, Cantù, Cavallasca, Cucciago, Fino Mornasco, Lurate Caccivio, Lurago d’Erba, Menaggio, Olgiate Comasco, Uggiate Trevano e Villa Guardia. Le firme inoltre possono esser fatte anche nei comuni di Alzate Brianza, Brenna, Cermenate, Erba, Lomazzo, Moltrasio, Monguzzo.
Nell’ultima settimana saranno tre gli appuntamenti per rispondere all’appello finale.
La prima occasione sarà mercoledì 6 maggio alle ore 20.45 alle le Scuole di via Volta insieme al Comune di Lurate Caccivio. Nel corso della serata Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana per il disarmo, e Mauro Oricchio, direttore del Coordinamento comasco per la Pace, presenteranno i contenuti dell’iniziativa di democrazia diretta.
La seconda opportunità sarà a Cantù venerdì 8 maggio nell’Aula magna del Liceo scientifico Fermi in occasione del terzo appuntamento della rassegna I venerdì della storia, l’incontro con il giornalista Marco Belpoliti promossa dal Comune di Cantù in collaborazione con il Liceo E. Fermi di Cantù e il Coordinamento comasco per la Pace.
Per concludere ci sarà l’ultimo appuntamento a Como nella giornata di sabato 9 maggio.
La libreria La Feltrinelli di Como ospiterà per tutto il giorno un banchetto della campagna proprio per offrire a chiunque non abbia avuto ancora l’occasione di poter passare e con la propria firma dare il proprio sostegno alla Campagna Un’altra difesa è possibile.

«Come Comitato Promotore comasco di “Un’altra difesa è possibile” crediamo che sia importante che anche il nostro territorio si faccia sostenitore di questo percorso innovativo; la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta” intende ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia. In che modo? Dando centralità alla Costituzione che “ripudia la guerra” (art. 11), affermando la difesa dei diritti di cittadinanza e affidando ad ogni cittadino il “sacro dovere della difesa della patria” (art. 52). Per fare ciò occorre organizzare la preparazione di mezzi e strumenti non armati d’intervento nelle controversie internazionali per la difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni. Questi sono i veri nemici della Patria e delle cittadine e cittadini di questo Paese.
La campagna, promossa dalle sei Reti nazionali che raggruppano oltre 200 associazioni della società civile italiana, del mondo del pacifismo, della nonviolenza, del disarmo, del servizio civile, della cultura, dell’assistenza, dell’ambientalismo, del sindacalismo, vuole dunque dare piena attuazione all’articolo 52 della nostra Costituzione (la difesa della patria) istituendo nel nostro ordinamento forme di Difesa Civile, in coerenza con l’articolo 11 (il ripudio della guerra). La proposta include l’istituzione di Corpi Civili di Pace e di un Istituto di Ricerca su Pace e Disarmo, per dare vita a un sistema di difesa che garantisca la sicurezza umana della popolazione e i valori costituzionali, non i confini della nazione, e che operi in sinergia con Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Servizio Civile».

29 aprile/ Resistere per costruire la Pace/ Biacchessi, Cracolici e Tussi con Grossi alla Feltrinelli

2NEW VOL FELTRINELLI APR 15École, idee per l’educazione, Arci ecoinformazioni, Arci book e La Feltrinelli di Como invitano, mercoledì 29 aprile alle 18 a La Feltrinelli in via C. Cantù 17 a Como, all’incontro Resistere per costruire la Pace.
Daniele Biacchessi, caporedattore di Radio24 II Sole240re, presidente Arci Ponti di memoria, Fabrizio Cracolici, presidente Anpi Sezione di Nova Milanese, Laura Tussi, giornalista, PeaceLink, progetto Per non dimenticare, dialogheranno con Celeste Grossi, direttrice di école, a partire dai libri: Laura Tussi, Fabrizio Cracolici Dialogo per la pace. Pedagogia della Resistenza, contro ogni razzismo [Mimesis 2014]; a cura di Fabrizio Cracolici e Laura Tussi Giovanni Pesce. Per non dimenticare [Mimesis 2015], Daniele Biacchessi I carnefici [Sperling & Kupfer 2015].pedagogiaresistenzapesce

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