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Primo maggio in Ticino

Il sindacato ticinese Unia denuncia: “I lavoratori chiedeno solo giustizia”. Anche in Ticino il Primo maggio è un’occasione per dire basta alla logica del profitto e allo smantellamento sociale, per ricordare le storie di fatica quotidiana delle lavoratrici e dei lavoratori, per riaffermare la loro dignità e i loro diritti, come quello di non ammalarsi o morire a causa del lavoro. (altro…)

Il Coordinamento senza confini in piazza il Primo maggio

Il Coordinamento senza confini aderisce alla manifestazione del Primo maggio a Como. Sul blog , attivato da ecoinformazioni per il Coordinamento (http://comosenzaconfini.wordpress.com) che continua l’azione dell’ampio arcipelago di soggetti che il 1 marzo 2010 organizzarono la grande iniziativa antirazzista a Cantù, il documento di adesione alla manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil di Como ed il testo del volantino che sarà distribuito il Primo maggio.

Licenziamenti per maternità: 315 nel Comasco nel 2009

La Cgil di Como denuncia: «315 donne comasche hanno lasciato il loro lavoro nel 2009 a causa della maternità, nel primo anno di vita del bambino: tra di loro, 194 hanno un’età compresa tra i 26 e i 35 anni, 83 hanno da 36 a 45 anni, 184 hanno già un altro un figlio; la maggior parte, ovvero 166, lavoravano in aziende fino a 15 dipendenti, 135 avevano fino a 3 anni di anzianità di servizio, 140 donne lavoravano da 4 a 10 anni». (altro…)

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 15 aprile 2010

Al Consiglio comunale del 15 aprile la maggioranza scappa per non votare la sfiducia al cda della Ca’ d’industria. La frettolosa uscita dei consiglieri e dello stesso presidente della seduta è stata censurata dalle grida del pubblico: «Votate vigliacchi!!! Prendetevi le vostre responsabilità!!!». Leggi l’articolo

Pasquetta sotto i cedri

L’iter per l’abbattimento dei due cedri di via Matteotti ad Asso procede con il parere non ostativo della Commissione lavori pubblici e viabilità della Provincia di Como per la quale la costruzione di una rotonda davanti al municipio sarebbe un intervento migliorativo che favorirebbe una maggiore sicurezza della trafficata arteria valassinese. Ma l’impegno dei numerosi cittadini che nelle ultime settimane si sono mobilitati per la salvezza delle due maestose piante continua nel segno della protesta nonviolenta e creativa. Leggi l’articolo

Giornata della Terra in Palestina

Il 30 marzo 2010, in occasione della Giornata della Terra in Palestina, è stata indetta una mobilitazione internazionale per boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l’economia di guerra del governo israeliano e in solidarietà con il popolo palestinese. La mobilitazione a Como è sostenuta dalle Donne in nero. Leggi il comunicato stampa.

21 marzo Invasioni al Sociale con L’incredibile storia del cardellino dipinto

Teatro Sociale, Invasioni la poesia tra alfabeti e utopie.

Primo giorno di primavera, e rinascita simbolica della vita dopo i rigori dell’inverno, il 21 marzo è la Giornata Mondiale della Poesia istituita in tutto il mondo dall’Unesco fin dal 1999 per promuovere, divulgare e celebrare questa insostituibile forma di espressione.
Per l’occasione il Teatro Sociale, via Bellini 3 Como, verrà “abitato”  dalle 14 alle 22 da un happening multimediale, a più voci, per tutte le età e per tutti i gusti, all’insegna appunto della poesia nelle sue varie accezioni: parola, testo, suono, voce, ritmo, immagine, metafora.
Tra le proposte della serata L’incredibile storia del cardellino dipinto
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La Ca’ d’industria è pubblica

«È il momento di chiedere alla politica di esprimere chiaramente “da che parte sta”» questo l’appello lanciato da Paco a proposito della Cà d’industria comasca.

Il movimento della rondine in un comunicato alla stampa interviene nel dibattito cittadino sul futuro della Cà d’industria che «non è una struttura privata. È una realtà pubblica cui è stata attribuita una figura giuridica di diritto privato (Fondazione), ma è e rimane “pubblica” nel significato più esteso del termine».
Forte la contrarietà all’esternalizzazione del servizio cucine «che noi giudichiamo senza mezzi termini inaccettabili e premessa di ulteriori possibili azioni di indebolimento e sostanziale privatizzazione».
Dato che il Cda della struttura è espressione di Comune e Provincia di Como, oltre che della Regione, per Paco i rappresentanti lì nominati «non possono esimersi dall’impegno di portare a compimento il “mandato” socio-politico per la cui attuazione sono stati individuati».
Da qui la richiesta a Bruni: «Dica il Sindaco se questo si vuole; lo dicano coloro che hanno indicato e nominato i membri del Cda: lo affermino con chiarezza, sarà meglio per tutti».
Al primo cittadino di Como chiedono risposte anche i lavoratori della Cà d‘industria: «L’assemblea dei dipendenti della Cà d’industria – ha dichiarato alla stampa Matteo Mandressi, segretario Fp Cgil di Como – ha ratificato ieri la decisione di scioperare per l’intera giornata del 19 marzo. In quella giornata si svolgerà un presidio presso la sede di via Brambilla e successivamente un corteo che raggiungerà il Comune, per consegnare un documento al sindaco».
Lo scontro con i sindacati si è fatto sempre più aspro e la Cgil ha denunciato che giovedì 11 marzo «è giunta inoltre una nota di Domenico Pellegrino, presidente della Fondazione, nella quale, giudicando immotivata la giornata dello sciopero, si invita il prefetto di Como e la Commissione di garanzia ad intervenire per scongiurare l’azione sindacale».
Un passaggio che ha scaldato gli animi in tutti e tre i sindacati confederali e che getta ombre sulla vertenza in corso che potrà essere il preludio a grandi cambiamenti a 7 anni dal bicentenario della fondazione di una struttura che ha fatto la storia di Como.

Presidio per la legalità domenica 7 marzo alle 10,30 in piazza San Fedele

I partiti che sostengono la candidatura di Filippo Penati in regione organizzano a Como un presidio In difesa del rispetto della legalità per protestare contro il decreto legge interpretativo varato ieri dal Governo. La nota che indice la mobilitazione.

«Scendiamo in piazza per difendere un principio di legalità. Le norme non possono essere cambiate in corsa per favorire un giocatore. Esistono delle norme per la presentazione delle liste che prevedono tempi e modi. A Milano e a Roma il Pdl non le ha rispettate, probabilmente perché la situazione al suo interno ha portato a cambiare la composizione delle liste oltre il tempo dato per la presentazione. Ora il Consiglio dei Ministri ha deciso di sanare questa situazione stabilendo un precedente pericolosissimo. Contro questi metodi chiamiamo al presidio i cittadini».

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