Ambiente

Stadio Rapinese/ Arci: investire sullo sport senza che Como si inginocchi agli interessi dei privati

Le essenziali questioni di metodo e di democrazia che l’Arci di Como, insieme a altre associazioni, ha espresso non hanno ricevuto alcuna risposta dal sindaco. Ora ritorniamo sulla questione Stadio per esprimere piena condivisione alle argomentazioni espresse dal circolo Vassallo di Legambiente, associazione non casualmente parte della Confederazione Arci.

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Stadio Rapinese/ Legambiente/ Aspetti iraggionevoli

La proposta sul metodo con il quale si dovrebbe arrivare a soluzioni democratiche e condivise non ha trovato alcun ascolto da parte del sindaco di Como, convinto che essere stato eletto (seppur con la minoranza dei consensi degli abitanti) lo indichi come padrone unico del presente e del futuro della città. Il direttivo di Legambiente valuta il progetto dello stadio nel merito dal punto di vista della qualità della vita della città ma già emergono aspetti irragionevoli e fortemente critici.

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300 per Animiamo il Monte San Primo

Oltre 300 persone hanno animato il 30 marzo il Monte San Primo contro il progetto per lo sci. Oltre trecento persone hanno partecipato ieri, domenica 30 marzo, al doppio evento dal titolo Animiamo il Monte San Primo, organizzato dal Coordinamento Salviamo il Monte San Primo.

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Video/ Git Banca etica/ Fare comunità energetica

Il 24 febbraio nella sede di Confocoopertaive a Como è stato presentato per inziativa del Gruppo di iniziativa territoriale di Banca etica  il libro Come si fa una comunità energetica (per davvero!), ed. Altraeconomia. Dopo l’introduzione di Marco Colonna, coordinatore Git Como, Gianluca Ruggieri, ricercatore dell’Università dell’Insubria, cofondatore di è nostra, coautore del libro ha illustrato gli lemnti fondamentali del tema. Sono seguiti gli interventi di due Comunità energetiche lariane: Cers del Lario e Cer Voltiana.

Non mi illumino di meno/ Pensare globalmente agire veramente

No, non mi illumino di meno. Credo che questo genere di campagne, tanto condivisibili quanto ininfluenti, siano ormai una parte del problema. La crisi ambientale e sociale, le guerre e lo sviluppo scellerato degli armamenti e dei consumi di merci sono problemi seri e continuare a dire che una più accurata gestione dei propri consumi energetici è un modo per affrontarli è falso e fuorviante. 

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Da Pressenza/ Guido Viale/ Migrazioni, guerre, crisi climatica

Le vittime delle guerre non sono solo gli esseri umani, anche se l’obiettivo delle guerre è uccidere o far morire il maggior numero possibile di “nemici”, sia combattenti che civili. Ne sono vittime anche acque, aria, suoli, boschi e animali, avvelenati da esplosioni e sversamenti, case, strade, ponti, ferrovie ridotti in macerie e l’atmosfera compromessa da milioni di tonnellate aggiuntive di CO2  generati da bombe e macchine per uccidere: cannoni, mortai, razzi, aerei, droni e carri armati, in uso o in produzione per ricostituirne le scorte, oltre che da tutte le opere di ricostruzione, se e quando le armi taceranno. Leggi su Pressenza.

Monte San Primo/ Impatto ambientale del progetto

Il Coordinamento Salviamo il Monte San Primo ha ulteriormente analizzato alcuni aspetti del pessimo progetto per il cosiddetto ‘rilancio turistico della località San Primo’, sita in territorio di Bellagio e denuncia che  alcune delle opere previste avrebbero un pesante impatto ambientale sul territorio montano. A preoccuparemaggiormente sono gli interventi previsti per gli impianti sciistici e di innevamento artificiale, oltre che la realizzazione di nuovi parcheggi. Una sintesi di alcune considerazioni da parte di tre associazioni del Coordinamento.

Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

 “Il Presidente della Comunità Montana e il Sindaco di Bellagio continuano ad affermare che il progetto per il San Primo non comporterà consumo di suolo. Eppure da nostre verifiche sui contenuti del progetto stesso, di consumo di suolo ce ne sarà, eccome! Soprattutto per gli sbancamenti di terreno naturale per ricavare le nuove piste da sci, per la realizzazione dei nuovi parcheggi e per le strutture di servizio.

Solo per la realizzazione del nuovo mega parcheggio da 100 posti auto, verrà deturpata una vasta area boschiva, con conseguente taglio di alberi e un consistente riporto di terra artificiale per livellare le forti pendenze. Il nuovo parcheggio coprirà un’area di oltre 2 mila metri quadri, una superficie simile a quella del parcheggio esistente al Ghisallo, posto però a servizio di luoghi di forte richiamo, quali il Santuario e il Museo. Nel progetto del San Primo sono poi previsti altri parcheggi per ulteriori 60 posti, che altrettanto comporteranno sbancamenti e taglio di alberi di pregio, come aceri-frassineto e faggeta montana!

Per la realizzazione delle piste da sci (in totale 3: Baby Pianone, Baby Park e del Borgo), si dovrà operare anche sui pascoli centenari, rimuovendo il manto erboso, intervenendo con sbancamenti, scavi, installazione di macchinari. Trasformando così terreni naturali in un luna park.  

Tutti questi interventi previsti per i parcheggi, per le piste e per i vari impianti, determineranno un notevole impatto sul suolo montano, un territorio molto delicato dal punto di vista ambientale e idrogeologico, che andrebbe preservato anziché deturpato!”

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Roberto Cerati, presidente del Gruppo Naturalistico della Brianza

 “L’andamento degli ultimi inverni testimonia come, anche nei mesi in cui dovrebbe essere piena ‘stagione sciistica’ (gennaio-febbraio), non ci siano sempre condizioni di temperatura per mantenere il manto nevoso. La misurazione dei dati meteorologici di temperatura, irraggiamento solare, pioggia, neve, potrebbe aiutare a capire la convenienza degli impianti sciistici. Una stazione meteorologica può raccogliere dati a scopo di ricerca, fondamentali per la gestione del territorio.  

Il paradosso è che all’Alpe di Borgo la stazione meteorologica c’è davvero, e appartiene proprio alla Comunità Montana Triangolo Lariano: purtroppo la stazione sembra sia guasta dal 2008 e la stessa CM forse non ha ancora trovato i fondi per ripararla.

Per il progetto della stazione sciistica al San Primo, la Comunità Montana ha però trovato oltre 2 milioni di euro (sistemazione delle piste, innevamento artificiale, tapis roulant, laghetto artificiale). Tra questi, 60mila euro sarebbero destinati alla ‘promozione e comunicazione a scopi turistici’. Nulla per la stazione di rilevamento dei dati meteorologici, che invece sarebbero necessari per una stima realistica dei costi e dei conseguenti impatti dell’innevamento artificiale. La gestione della stazione meteorologica non sembra interessare, forse perché la CM non vuole valutare se il progetto ‘OltreLario’ sia sostenibile nel tempo.”

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Veronica Vismara, presidente della Commissione Tutela Ambiente Montano – CAI Lombardia

 “Moltissimi studi scientifici attestano, con poche possibilità di dubbio, gli effetti negativi dei comprensori sciistici su habitat e specie, dovuti a un vasto numero di cause: frequentazione antropica, rumori diurni e notturni, compattamento della neve, alterazioni delle caratteristiche del suolo, fenomeni erosivi, sottrazione di acqua per l’innevamento artificiale, movimenti di terra, scarificazioni del suolo, inquinamento luminoso, etc..

Sul Monte San Primo troviamo il Complesso della Valle del Nose, boschi e pascoli, un’Oasi di Protezione, la presenza di caprioli, cervi, galli forcelli, e tanto altro.

La rivitalizzazione turistico-ricettiva del Monte San Primo dovrebbe quindi porre al centro le politiche per l’ambiente, l’uso sostenibile delle risorse naturali e la valorizzazione dei servizi ecosistemici, delle nuove agricolture e del turismo sostenibile. Le comunità dei territori rurali e di montagna dovrebbero essere protagoniste di questa visione, come sperimentato con successo in altre regioni italiane. Inoltre, l’incentivo di attività agro-silvo-pastorali rispettose dell’ambiente, oltre a favorire il mantenimento della biodiversità, rappresentano la chiave per uno sviluppo duraturo della vita in un’area montana.

Non da ultimo, è fondamentale ricordare l’escursionismo come attività che mantiene vivo un ambiente e il suo paesaggio 365 giorni all’anno con un turismo lento, non motorizzato e che non necessita di interventi infrastrutturali pesanti. L’area del Monte San Primo è attraversata dal Sentiero Italia, oltre che da un’ampia rete sentieristica di qualità che permette a persone di ogni provenienza ed estrazione di fruire della bellezza del territorio.”

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Anche alla luce di queste considerazioni, il Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’ ribadisce le richieste di stralcio dal progetto di tutta la parte relativa agli impianti sciistici e ai nuovi parcheggi.

Per maggiori informazioni: https://bellagiosanprimo.com/   –  email: info@bellagiosanprimo.com

Cave cavam

Interesse a partecipazione dei dittadin3 per l’iniziativa del gruppo politico Bulgaro anchio sul tema della cava di Bulgarograsso con prima di tutto un’analisi ambientalista offerta da Enzo Tiso, presidente di Legambiente Como. I video della serata di Nicola Tirapelle, ecoinformazioni]

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