urbanistica

ecoinformazioni on air/ Italia nostra contro il segreto di stadio

Il servizio di Camilla Pizzi nell’edizione delle 19,45 del 10 luglio di Metroregione di Radio popolare. A Como continua la battaglia per fare piena luce sul progetto del nuovo stadio Sinigaglia. Dopo mesi di polemiche e richieste di accesso agli atti, la Prefettura ha respinto di nuovo la domanda presentata da Italia Nostra, storica associazione che difende i territori da speculazioni edilizie a difesa del patrimonio culturale e paesaggistico.

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Italia nostra/ Nuovo progetto stadio contro la Sovrintendenza

Apprendiamo che la società ha presentato un nuovo progetto che non si adegua al parere della Sovrintendenza. Italia Nostra confida che i vincoli monumentali posti su molti edifici e su alcuni spazi aperti della zona limitrofa allo stadio non possano essere derogati e che la Soprintendenza presieda alla tutela della loro integrità anche percettiva confermando il proprio parere.

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Segreto di stadio contro la legge/ Dovere civico vincere diktat di riservatezza illegittimi

Como è ancora in territorio italiano e speriamo ancora per molto tempo valgano le stesse leggi a garanzia dei diritti di tutt3 che valgono nel resto del paese. A Como è sempre più difficile farle rispettare perché a esse si contrappone un potere politico monolitico e personalistico che ritiene e rivendica, come fa Trump negli Stati Uniti, che chi è eletto tutto può e sa fare. Questo comportamento determina che, impedita la democrazia e eslcusa la politica e il normale confronto tra parti portatrici di interessi diversi, tutto finisca in tribunale ultima spiaggia dei danneggiati e degli interessi colletivi della città tutta. Il susseguirsi di pronunciamenti avversi alla Giunta Rapinese di tribunali sulla questione asili e non solo lo dimostra. Ma anche per accedere alla giustizia si incontrano difficoltà intollerabili. Accade così che l’avvocata Veronica Dini che rapresenta alcuni cittadini contrari all’opera sia costretta per contrastare un “segreto di stadio” illegittimo e incomprensibile a tentare ogni via e debba chiedere la collaborazione di tutt3 i consiglier3 comunali o addirittura direttamente dei/delle cittadin3 che potrebbero (già lo stanno facendo) anche individualmente fare istanza per conoscere l’opera, perché semplicemente si sappia compiutamente cosa si intende fare per l’affare Nuovo Sinigaglia che rimane un buco nero dell’informazione, nonostante le norme prevedano trasparenza e i regolamenti comunali addirittura partecipazione popolare alle decisioni, come più volte richiesto anche dall’intero Terzo settore lariano.

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Erba/ Riqualificazione senza discussione in Consiglio

«Erba/ Riqualificazione della città o sperpero risorse pubbliche? Sinistra Italiana esprime forte preoccupazione per le modalità con cui la Giunta Caprani sta gestendo gli interventi di “riqualificazione” urbanistica della città di Erba. Dopo una discutibile trasformazione di parte della via Mazzini in senso unico, costata alla collettività ben 200.000 euro, ecco che il sindaco fa approvare in Consiglio Comunale una non meglio precisata riqualificazione di un tratto dell’arteria principale della città, del costo di partenza di 700.000 euro, senza permettere per ben due sedute di Consiglio la discussione del progetto con la minoranza e senza aver coinvolto minimamente la cittadinanza in un iter partecipativo quanto mai necessario, trattandosi della viabilità di una zona nevralgica della città.

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Tra segreti di stadio e commenti astratti la democrazia soffre

Anche Civitas interviene sulla questione stadio che non è ancora chiaro quanto sia un esercizio di distrazione di massa o un importante affare per alcuni. La nota firmata da Bruno Magatti e Giorgio Livio che riportiamo nel seguito fa osservare che c’è il rischio che nel dibattito sui media sul tema prevalga il desiderio di farsi vedere piuttosto che la conoscenza delle questioni. Il governo della città non ritiene che sul tema si debba aprire un dibattto democratico popolare, oppone una sorta di segreto di stadio aziendale e sostiene, per negare l’accesso degli ambientalisti agli atti, che il progetto non abbia rilevanza ambientale. Se ne parlerà anche domani alla confstampa delle associazioni che chiedono invece l’applicazione delle norme per arrivare a decisioni informate e partecipate.

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Stadio Rapinese/ Arci: investire sullo sport senza che Como si inginocchi agli interessi dei privati

Le essenziali questioni di metodo e di democrazia che l’Arci di Como, insieme a altre associazioni, ha espresso non hanno ricevuto alcuna risposta dal sindaco. Ora ritorniamo sulla questione Stadio per esprimere piena condivisione alle argomentazioni espresse dal circolo Vassallo di Legambiente, associazione non casualmente parte della Confederazione Arci.

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Stadio Rapinese/ Legambiente/ Aspetti iraggionevoli

La proposta sul metodo con il quale si dovrebbe arrivare a soluzioni democratiche e condivise non ha trovato alcun ascolto da parte del sindaco di Como, convinto che essere stato eletto (seppur con la minoranza dei consensi degli abitanti) lo indichi come padrone unico del presente e del futuro della città. Il direttivo di Legambiente valuta il progetto dello stadio nel merito dal punto di vista della qualità della vita della città ma già emergono aspetti irragionevoli e fortemente critici.

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Pratiche partecipative per il Sinigaglia

Acli cittadine, Arci, Auser, Azione Cattolica cittadina, Caritas cittadina, Compagnia delle Opere, Centro Servizi Volontariato dell’Insubria e Legambiente chiedono al Comune di utilizzare il Regolamento sulle pratiche partecipative in vigore per una discussione partecipata sul futuro dello stadio “Sinigaglia” al centro dell’attenzione della città. Il testo è stato inviato il 6 marzo a sindaco, assessora alla Partecipazione, consiglieri comunali del Comune di Como.

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Ecoinformazioni è un circolo Arci

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