Ambiente

Non mi illumino di meno/ Pensare globalmente agire veramente

No, non mi illumino di meno. Credo che questo genere di campagne, tanto condivisibili quanto ininfluenti, siano ormai una parte del problema. La crisi ambientale e sociale, le guerre e lo sviluppo scellerato degli armamenti e dei consumi di merci sono problemi seri e continuare a dire che una più accurata gestione dei propri consumi energetici è un modo per affrontarli è falso e fuorviante. 

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Da Pressenza/ Guido Viale/ Migrazioni, guerre, crisi climatica

Le vittime delle guerre non sono solo gli esseri umani, anche se l’obiettivo delle guerre è uccidere o far morire il maggior numero possibile di “nemici”, sia combattenti che civili. Ne sono vittime anche acque, aria, suoli, boschi e animali, avvelenati da esplosioni e sversamenti, case, strade, ponti, ferrovie ridotti in macerie e l’atmosfera compromessa da milioni di tonnellate aggiuntive di CO2  generati da bombe e macchine per uccidere: cannoni, mortai, razzi, aerei, droni e carri armati, in uso o in produzione per ricostituirne le scorte, oltre che da tutte le opere di ricostruzione, se e quando le armi taceranno. Leggi su Pressenza.

Monte San Primo/ Impatto ambientale del progetto

Il Coordinamento Salviamo il Monte San Primo ha ulteriormente analizzato alcuni aspetti del pessimo progetto per il cosiddetto ‘rilancio turistico della località San Primo’, sita in territorio di Bellagio e denuncia che  alcune delle opere previste avrebbero un pesante impatto ambientale sul territorio montano. A preoccuparemaggiormente sono gli interventi previsti per gli impianti sciistici e di innevamento artificiale, oltre che la realizzazione di nuovi parcheggi. Una sintesi di alcune considerazioni da parte di tre associazioni del Coordinamento.

Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

 “Il Presidente della Comunità Montana e il Sindaco di Bellagio continuano ad affermare che il progetto per il San Primo non comporterà consumo di suolo. Eppure da nostre verifiche sui contenuti del progetto stesso, di consumo di suolo ce ne sarà, eccome! Soprattutto per gli sbancamenti di terreno naturale per ricavare le nuove piste da sci, per la realizzazione dei nuovi parcheggi e per le strutture di servizio.

Solo per la realizzazione del nuovo mega parcheggio da 100 posti auto, verrà deturpata una vasta area boschiva, con conseguente taglio di alberi e un consistente riporto di terra artificiale per livellare le forti pendenze. Il nuovo parcheggio coprirà un’area di oltre 2 mila metri quadri, una superficie simile a quella del parcheggio esistente al Ghisallo, posto però a servizio di luoghi di forte richiamo, quali il Santuario e il Museo. Nel progetto del San Primo sono poi previsti altri parcheggi per ulteriori 60 posti, che altrettanto comporteranno sbancamenti e taglio di alberi di pregio, come aceri-frassineto e faggeta montana!

Per la realizzazione delle piste da sci (in totale 3: Baby Pianone, Baby Park e del Borgo), si dovrà operare anche sui pascoli centenari, rimuovendo il manto erboso, intervenendo con sbancamenti, scavi, installazione di macchinari. Trasformando così terreni naturali in un luna park.  

Tutti questi interventi previsti per i parcheggi, per le piste e per i vari impianti, determineranno un notevole impatto sul suolo montano, un territorio molto delicato dal punto di vista ambientale e idrogeologico, che andrebbe preservato anziché deturpato!”

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Roberto Cerati, presidente del Gruppo Naturalistico della Brianza

 “L’andamento degli ultimi inverni testimonia come, anche nei mesi in cui dovrebbe essere piena ‘stagione sciistica’ (gennaio-febbraio), non ci siano sempre condizioni di temperatura per mantenere il manto nevoso. La misurazione dei dati meteorologici di temperatura, irraggiamento solare, pioggia, neve, potrebbe aiutare a capire la convenienza degli impianti sciistici. Una stazione meteorologica può raccogliere dati a scopo di ricerca, fondamentali per la gestione del territorio.  

Il paradosso è che all’Alpe di Borgo la stazione meteorologica c’è davvero, e appartiene proprio alla Comunità Montana Triangolo Lariano: purtroppo la stazione sembra sia guasta dal 2008 e la stessa CM forse non ha ancora trovato i fondi per ripararla.

Per il progetto della stazione sciistica al San Primo, la Comunità Montana ha però trovato oltre 2 milioni di euro (sistemazione delle piste, innevamento artificiale, tapis roulant, laghetto artificiale). Tra questi, 60mila euro sarebbero destinati alla ‘promozione e comunicazione a scopi turistici’. Nulla per la stazione di rilevamento dei dati meteorologici, che invece sarebbero necessari per una stima realistica dei costi e dei conseguenti impatti dell’innevamento artificiale. La gestione della stazione meteorologica non sembra interessare, forse perché la CM non vuole valutare se il progetto ‘OltreLario’ sia sostenibile nel tempo.”

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Veronica Vismara, presidente della Commissione Tutela Ambiente Montano – CAI Lombardia

 “Moltissimi studi scientifici attestano, con poche possibilità di dubbio, gli effetti negativi dei comprensori sciistici su habitat e specie, dovuti a un vasto numero di cause: frequentazione antropica, rumori diurni e notturni, compattamento della neve, alterazioni delle caratteristiche del suolo, fenomeni erosivi, sottrazione di acqua per l’innevamento artificiale, movimenti di terra, scarificazioni del suolo, inquinamento luminoso, etc..

Sul Monte San Primo troviamo il Complesso della Valle del Nose, boschi e pascoli, un’Oasi di Protezione, la presenza di caprioli, cervi, galli forcelli, e tanto altro.

La rivitalizzazione turistico-ricettiva del Monte San Primo dovrebbe quindi porre al centro le politiche per l’ambiente, l’uso sostenibile delle risorse naturali e la valorizzazione dei servizi ecosistemici, delle nuove agricolture e del turismo sostenibile. Le comunità dei territori rurali e di montagna dovrebbero essere protagoniste di questa visione, come sperimentato con successo in altre regioni italiane. Inoltre, l’incentivo di attività agro-silvo-pastorali rispettose dell’ambiente, oltre a favorire il mantenimento della biodiversità, rappresentano la chiave per uno sviluppo duraturo della vita in un’area montana.

Non da ultimo, è fondamentale ricordare l’escursionismo come attività che mantiene vivo un ambiente e il suo paesaggio 365 giorni all’anno con un turismo lento, non motorizzato e che non necessita di interventi infrastrutturali pesanti. L’area del Monte San Primo è attraversata dal Sentiero Italia, oltre che da un’ampia rete sentieristica di qualità che permette a persone di ogni provenienza ed estrazione di fruire della bellezza del territorio.”

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Anche alla luce di queste considerazioni, il Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’ ribadisce le richieste di stralcio dal progetto di tutta la parte relativa agli impianti sciistici e ai nuovi parcheggi.

Per maggiori informazioni: https://bellagiosanprimo.com/   –  email: info@bellagiosanprimo.com

Cave cavam

Interesse a partecipazione dei dittadin3 per l’iniziativa del gruppo politico Bulgaro anchio sul tema della cava di Bulgarograsso con prima di tutto un’analisi ambientalista offerta da Enzo Tiso, presidente di Legambiente Como. I video della serata di Nicola Tirapelle, ecoinformazioni]

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Mal’Aria/ Ridurre il traffico privato e migliorare il trasporto pubblico

Rapporto Mal’Aria 2025, Legambiente commenta: «La situazione in Lombardia è impietosa». Como si salva sulle polveri sottili (Pm10); insufficiente e rimandata per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2). Enzo Tiso, Legambiente Como: «Un monito per chi amministra la nostra città e i comuni vicini perchè intervengano con decisione sulla mobilità: ridurre il numero di mezzi in circolazione migliorando il trasporto pubblico e incentivando la mobilità dolce».

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«La fotografia di Mal’Aria 2025 – dati 2024, fonte Arpa – mette in evidenza la distanza tra le attuali politiche regionali e locali sulla diminuzione delle emissioni inquinanti e gli obiettivi europei, da raggiungere entro il 2030. La situazione in Lombardia e impietosa: tra le nove citta capoluogo su dodici lontane dai nuovi limiti per il Pm10 solo Como non dovrà ridurre la concentrazione di Pm10 di un valore superiore al 20%, mentre per l’NO2 Como e Milano dovranno trovare strategie utili a superare un gap del 40%. Questo relativamente alla media annua, mentre per ciò che riguarda il giornaliero la franchigia, nel 2024 superata da sei capoluoghi, passera da 35 a 18 giorni per tutti gli inquinanti misurati (Pm 10 e 2,5, NO2).

Nel 2024 sei capoluoghi (Milano, Cremona, Brescia, Monza, Lodi, Pavia) hanno superato i 35 giorni di franchigia per il PM10, con Milano seconda a livello nazionale. Cremona è seconda in Italia come media annuale per lo stesso inquinante (evidente la natura zootecnica di questo dato), mentre Milano e terza per l’NO2 (qui pesa invece la congestione da traffico motorizzato, in crescita come anche il tasso di motorizzazione pro capite).

La qualità dell’aria, un diritto dei cittadini che le amministrazioni devono garantire, in Lombardia e ancora una volta sacrificata in nome di una logica di business as usual (“tutto come al solito”) poco utile a innovare l’economia e a salvaguardare i criteri minimi di salute pubblica.

Oltre alla qualità dell’aria e ancora all’ordine del giorno il dossier mobilita: la ‘pagella’ della campagna Citta2030 su Milano evidenzia il livello di mobilita insostenibile (il tasso di motorizzazione cresce in modo ormai costante a Milano, arrivata a toccare le 520 auto per 1000 abitanti, con importanti conseguenze su congestione e inquinamento) nonostante un’offerta di TPL ai massimi livelli europei (5 linee di metropolitana, 18 tramvie, 1279 bus, collegamenti ferroviari) e un notevole panorama di sharing mobility (4 car sharing, 4 tra monopattini e biciclette).

Questa contraddizione sottolinea la necessita di riformare la governance e la concorrenza nel campo dei collegamenti ferroviari metropolitani e regionali, la cui scarsa affidabilità condiziona l’efficienza del più vasto ecosistema della mobilita milanese, e l’urgenza di intervenire sulla sosta su suolo pubblico, sia regolare sia tollerata, per ridurre il ricorso indiscriminato all’automobile privata. Gli effetti più evidenti sono, a parte la qualità dell’aria, un preoccupante quadro della sicurezza stradale e una ciclabilità se non depressa nei confronti delle sue potenzialità certamente in conflitto con le altre modalità.

“Mal’Aria e Citta 2030 delineano un quadro poco incoraggiante sia per gli obiettivi condivisi a livello europeo sia per la salute dei cittadini,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “La qualità dell’aria continua ad essere un territorio inesplorato da parte della politica regionale, mentre per ciò che riguarda la mobilita la notevole offerta di trasporto collettivo non riesce a scardinare il modello automobile-centrico, ormai sopravvivente oltre ogni ragionevolezza. È necessario un cambiamento sia culturale sia amministrativo, se si vuole innovare l’economia e la società al passo con la necessaria transizione ecologica». [Legambiente Lombardia]

Strage di alberi a Como

«Mentre in via Cecilio si piantano quattro palmette stile Dubai, gli storici alberi di viale Giulio Cesare,
presenti da almeno 60 anni vengono decimati. La motivazione ufficiale è che erano malati o pericolosi.
Difficile credere, anche alla luce di testimonianze presenti, che siano stati tutti malati, molto più facile che negli anni abbiano patito le pessime potature commissionate dal Comune stesso e di cui esso stesso è responsabile.

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Iperal Albate/ Assemblea e due proposte

All’assemblea del 30 gennaio i e le cittadin3 di Albate hanno risposto dimostrando grande interesse. Gli organizzatori dell’incontro Pd e Avs esprimono posizioni solo in parte comuni. Per il Pd si tratta di modificare il progetto e renderlo corrispondente alle esigenze del territorio, per Avs il nuovo supermercato non s’ha da fare. Nel seguito i comunicati del Pd e di Avs.

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San Primo/ Oltre due milioni per lo sci senza neve

«Il progetto di fattibilità per il Monte San Primo è stato parzialmente modificato, ma la Comunità Montana e il Comune di Bellagio sbagliano a puntare ancora sullo sci e sull’innevamento artificiale.  Questo il commento del Coordinamento Salviamo il Monte San Primo, formato da 35 associazioni, dopo aver letto la recente delibera della Comunità Montana Triangolo Lariano che ha modificato il precedente ‘Progetto di fattibilità OltreLario’ del 2022 per il cosiddetto ‘rilancio turistico della località San Primo’, sita in territorio di Bellagio.

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Monte San Primo/ Verdi e Pd contro il progetto

Novità sulla questione Monte San Primo che preoccupa e fa ridere non solo in Italia con la singolare idea di realizzare impianti sciistici dove la neve non c’è e colpendo un territorio di grande pregio ambientale. Mentre il sindaco di Bellago attacca il Comitato salviamo il Monte san Primo si constatano i primi ridimensionamenti del progetto, Europa verde (Avs) e Pd ribadiscono completa contrarietà. Le prese di posizione di Elisabetta Patelli e di Carla Gaiani.

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