Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 1 ottobre 2009

cernezziNel Consiglio di giovedì 1 ottobre Bruni ha definito «un attacco unilaterale», le affermazioni di Alessio Butti, ha confermato le dimissioni di Cattaneo, ha comunicato di aver « avviato le procedure di revoca dell’assessore Rallo» e ha ringraziato Caradonna «per avere rimesso le deleghe» confermando che l’ex assessore rimarrà un suo collaboratore.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 1 ottobre un sostegno all’appello della madre che ha visto la figlia rifiutata dalla scuola per la mancanza di un insegnate di sostegno è venuto a Silvia Magni, Pd, a cui si è aggiunto Alessandro Rapinese, Per Como.
Mario Molteni, Per Como, ha chiesto di rifare le strisce pedonali vicine alla rotonda dell’uscita dell’autostrada a Monte Olimpino.
«Quel terreno è nostro risolvete questa annosa questione» ha chiesto Vittorio Mottola, Pd, alla Giunta riferendosi ad un terreno, ceduto al Comune nel ’72, recintato da un privato in via Quasimodo.
Luigi Bottone, Gruppo misto, ha ribadito la presentazione di una interrogazione sull’assegnazione di un incarico esterno per la redazione del Pgt, quando a Palazzo Cernezzi manca la carta.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto un sopraluogo sul cantiere del piano di recupero dell’ex Subalpina in Borgovico, dato il possibile abbattimento di un edificio, che non doveva essere demolito e che non può essere ricostruito, data l’area di rispetto del reticolo idrico minore.
Sulla lettera secretata di Multi è ritornato Marcello Iantorno, Pd, chiedendo di mandare gli incartamenti in procura.
Del muro sul lungolago ha parlato Giampiero Ajani, Lega, richiedendo la visione di un rendering elettronico del progetto e delle sue eventuali modifiche. Lucini ha invece chiesto di segnare sullo stesso la quota 230, così da avere perfettamente l’idea della stessa e chiedendo di rifare i rilievi. «Chi è il colpevole? Perché non c’è chiarezza sul pagamento dell’Iva la 10 o al 20 per cento? – ha detto a gran voce Emanuele Lionetti, Lega – il sindaco Gelpi sarà ricordato per avere fatto la passeggiata a Villa Olmo, Spallino per aver garantito il verde sulle colline della città e la sistemazione attuale della Città murata, un domani Bruni per cosa sarà ricordato?». «Perché sono state rifiutate le dimissioni di Caradonna?» ha affermato Rapinese.
Per ultimo ha preso la parola il sindaco Bruni che ha definito «un attacco unilaterale», le affermazioni del suo coordinatore provinciale Butti apparse sulla stampa quotidiana. Ha confermato le dimissioni di Cattaneo, «che ringrazio per la pacatezza», e aggiunto «ho avviato le procedure di revoca dell’assessore Rallo», che ha fatto una breve apparizione fra il pubblico in sala. Per quanto riguarda il vicesindaco Caradonna «lo ringrazio per avere rimesso le deleghe che riallocherò all’interno del prossimo rimpasto e lui rimarrà come un mio collaboratore in Giunta» e rispondendo a chi gli ha chiesto fino a quando? Bruni ha detto fino a quando rimarrà in carica come sindaco.
Iniziato il consiglio, con l’uscita di Bottone per protesta per avere il primo cittadino mantenuto in Giunta, ancorché senza deleghe, Caradonna, Bruni ha presentato una delibera per uno scambio di terreni con Bon-Ber dopo l’edificazione della nuova rotonda per la tangenzialina di Como. Una proposta molto discussa, tanto da essere bocciata da una delle due commissioni che l’hanno affrontata congiuntamente, con un voto trasversale.
Un delibera per la prima volta senza planimetrie e i rappresentati tecnici degli uffici competenti.
Lucini ha ribadito come non fosse stata ancora data risposta alle domande poste dai consiglieri nelle Commissioni e posto il problema della destinazione d’uso dell’area scambiata essendo contigua ad un’area, quella usata come esposizione a ridosso della rotonda, la cui destinazione non è conforme a quella che dovrebbe avere, area verde.
Il presidente della Commissione urbanistica ha chiesto così una sospensiva accordatagli dal primo cittadino.
L’assemblea ha quindi affrontato la mozione presentata da Roberta Marzorati, Per Como, sul nuovo orario di lavoro dei dipendenti comunali a cui ha risposto come tecnico il vicesegretario generale Emoroso sostenendo l’obiettivo di rendere più razionale ed efficiente la macchina comunale. Aperto il dibattito Bottone ha chiesto il numero legale che, essendo presenti solo 20 consiglieri di maggioranza, compreso il sindaco, mentre uscivano quelli di opposizione, tranne Valli, è venuto a mancare per le due convocazioni di prammatica, facendo dichiarare la seduta deserta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 28 settembre 2009

cernezziAl Consiglio comunale di lunedì 28 settembre paratie soprattutto. Il muro verrà abbattuto con i soldi della Regione. Il bilancio non sta in piedi perché Berlusconi ha tolto l’Ici.

La sicurezza dei mezzi di trasporto è stato l’incipit delle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 28 settembre. «Quali sono le verifiche sulla sicurezza?» si è chiesto Donato Supino, Prc, ricordando i principi di incendio di due autosnodati la settimana scorsa.
Le paratie hanno poi monopolizzato l’attenzione, Gianluca Lombardi, Pdl, ha ammesso che «vi è stato un problema», ma «che le responsabilità verranno accertate», vedendo con favore l’abbattimento del muro. Alessandro Rapinese, Area 2010, ha ricordato come in Consiglio non sia mai passato alcun documento riguardante le paratie, una richiesta di atti appoggiata anche da Bruno Magatti, Paco. Anche la Lega ha recisamente preso posizione per l’abbattimento con il proprio capogruppo Giampiero Ajani, che chiesto anche relazioni periodiche sull’andamento dei lavori. «Uno tsunami al contrario si è abbattuto sul muro – così Mario Molteni, Per Como – domenica i cittadini si sono riversati in piazza per protestare contro il muro delle paratie», il consigliere ha poi informato i presenti della raccolta di firme contro l’opera edificata in Lungolario Trento che ha raggiunto quota 1.300 e di una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, di cui ha dato lettura. Di inutilità dell’opera ha parlato Luca Gaffuri, Pd, che ha rincarato la dose ricordando il «danno economico non quantificabile ed il danno di immagine per il sistema turistico della città». Mario Lucini, Pd, ha ripercorso la storia del progetto paratie a partire dal 1995 ricordando ai presenti che nel 2003 una mozione della minoranza per far discutere in aula dello stesso è stata bocciata da quella maggioranza e da alcuni singoli esponenti che ancora siedono in Consiglio comunale.
Il sindaco, che in una nota alla stampa ha dichiarato che il muro verrà abbattuto con il contributo economico regionale, ha difeso il proprio operato sostenendo che la sua ultima campagna elettorale è stata un referendum pro paratie.
«Come sono stati utilizzati i fondi per i centri di prima accoglienza?» ha domandato Vittorio Mottola, Pd.
Roberta Marzorati, Per Como, ha denunciato l’accorpamento di due Circoli didattici (via Fiume e Como centro) «senza coinvolgere i genitori».
Iniziato il lavoro dell’assemblea, con alcuni voti e l’astensione della maggioranza, è stata approvata la mozione per sapere le specifiche del capitolato d’appalto sulla raccolta dei rifiuti.
Il Consiglio ha poi affrontato il riequilibrio di bilancio, «in una situazione difficile – ha spiegato il primo cittadino – che porta a rivedere i capitoli di spesa», dato sostanzialmente il minor gettito degli oneri di urbanizzazione dai 5,9 milioni previsti a 4,8.
«Sono arrivate le entrate compensative per la rimozione dell’Ici?» ha chiesto Lucini. Palazzo Cernezzi chiede annualmente 8,7 milioni di euro di compensazione per la perdita delle entrate dell’Ici, ma, come ha dichiarato il ragioniere capo Raffaele Buononato, non è ancora stato saldato il 2008 e non è arrivato nulla per il 2009. La Ticosa continua ad essere considerata un’entrata e quindi per Gaffuri è il taglio dell’Ici da parte del Governo Berlusconi che ha messo in ginocchio il Comune, il cui bilancio stava in piedi solo grazie agli oneri di urbanizzazione, alle monetizzazioni, alle multe.
Frecciate sono arrivate da Rapinese: «nella lettera secretata di Multi ci sono elementi che possano far dare a noi consiglieri un giudizio sul riequilibrio in maniera più consapevole?». Secca la risposta del sindaco: «la delibera di riequilibrio è stata approvata in Giunta prima della lettera della Multi». Il consiglierei di Area 2010 ha poi rincarato la dose «sulle paratie non sappiano se applicare l’Iva al 10 o al 20 per cento [così come dichiarato da Buononato], su 12 milioni di spesa fa una differenza di 1,2 milioni, come fate a portare un bilancio senza neanche sapere quali saranno le spese?»
Come da copione la maggioranza ha approvato il riequilibrio, con l’astensione e il voto contrario delle minoranze. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 24 settembre

cernezziParatie e non solo al centro delle preliminari al Consiglio comunale di Como di giovedì 24 settembre.

Donato Supino, Prc, ha chiesto delucidazioni sulla nomina di Colombo nel Cda di Spt e alla presidenza di Asf: «il sindaco non aveva detto che lui non sarebbe potuto essere la persona designata perché aveva già una volta lasciato il bilancio aziendale in rosso?».
Vittorio Mottola, Pd, ha attaccato frontalmente il vicesindaco sulla riqualificazione dell’area del “Castello” di Quarcino, sui cambiamenti, del progetto iniziale, e gli abusi. Riguardo ai cambiamenti al progetto, ha replicato Caradonna, «Si sono espressi i tecnici comunali , mentre i vigili hanno riscontrato un abuso edilizio e hanno fatto regolarmente denuncia».
Emanuele Lionetti, Lega, ha quindi letto una lettera, firmata assieme a Luigi Botttone e Carlo Ghirri del Gruppo misto, indirizzata al sindaco per avere un incontro personale: «alla luce delle critiche che quotidianamente compaiono sulla stampa in merito a paratie, Ticosa, Politeama, Palazzina comando vigili e rifiuti solidi urbani».
E dalla Ticosa, la lettera secretata, «vogliamo sapere cosa ha scritto Multi», è partita l’offensiva di Alessandro Rapinese, Area 2010, che poi ha toccato le «ignobili paratie» e facendo riferimento ad alcune dichiarazioni di Bruni ha domandato: «è vero che lei ha proposto le sue dimissioni? Chi del suo partito gliele ha rifiutate?»
Il nuovo muro a lago è stato quindi definito «un oltraggio alla città di proporzioni inaudite – così Mario Lcini, Pd – Il progetto che era visibile sul sito del Comune e sulla recinzione del cantiere era del tutto diverso da quanto si sta realizzando».
Supino ha presentato una mozione chiedendo «che il muro della passeggiata a lago venga abbattuto, il licenziamento del direttore dei lavori e le dimissioni dell’assessore alla partita», oltre che «verificare se vi sono i presupposti per risarcimento danni».
Bruno Magatti, Paco, ha ricordato le iniziative svolte dal suo movimento sin dal 1996 contro la realizzazione del Mose lariano per «non stravolgere il rapporto naturale della città con il lago con interventi basti sulla filosofia della difesa da un nemico che nessun cittadino comasco considera tale».
Timidissime reazioni anche dai banchi della maggioranza. Pasquale Buono, vicecapogruppo Pdl, specificando che «alcune situazioni si possono rimediare e non tutto è perduto», ha chiesto un’assemblea straordinaria sul tema, una proposta formalizzata in una richiesta scritta da parte delle minoranze in cui è sottolineato come il progetto paratie non sia mai stato formalmente illustrato e discusso in Consiglio comunale.
Bruni è quindi intervenuto illustrando la sua versione dei fatti, per un progetto definito come ambizioso e straordinario. «Il 95-99 per cento di quanto realizzato è in coerenza con il progetto originario» ha dichiarato, anche se ha aggiunto «io per primo mi sono spaventato vedendo il muro e ho avuto incontri ripetuti con i tecnici», con una nota di colore «anche mia moglie, la prima minoranza che ho in famiglia, mi ha chiesto spiegazioni». Il primo cittadino alla luce delle dichiarazioni dei tecnici si sente infine «assolutamente tranquillo» e ha promesso di togliere il muro, qualcuno in aula ha urlato: «lo paghi tu!».
In realtà Bruni ha poi meglio articolato le prospettive di lavoro, con «una riduzione della costruzione del muro tendente alle dimensioni originali, un ampliamento delle aree protette da strutture mobili, che per il momento dovrebbero essere di 30 metri, già di molto superiori alle originali, valutare nei siti delicati come i pontili la possibilità di utilizzare materiale trasparente».
Meno di una decina di ragazzi si sono presentati fra il pubblico con magliette arancioni con scritto «Per il bene della città, Bruni va a Cà», prontamente bloccati dal presidente del Consiglio Pastore che coadiuvato dai vigili è riuscito a contenere la micro rivoluzione arancione, alcuni dei giovani sono rimasti in aula con e magliette rovesciate.
Il dibattito è ripreso sulla mozione rifiuti, fra il disinteresse generale, tanto che Rapinese, stizzito per i vuoti creatisi fra le file della maggioranza ha chiesto la verifica del numero legale, obbligando i transfughi a rientrare in aula.
Dopo la bocciatura della proposta del consigliere di Area 2010 di premiare le imprese che garantissero una raccolta dei rifiuti più silenziosa nelle ore mattutine, i lavori dell’assemblea si sono bloccati, per non proseguire sostanzialmente più, disperdendosi in riunioni collaterali, dopo la riproposizione da parte di Supino dei dieci emendamenti, che non erano stati accolti nella seduta precedente, come subemendamenti alla mozione in discussione, provocando la rottura con le forze di Paco e dell’opposizione «se dovessero passare i subemendamenti di Supino, ritirerò l’emendamento» ha dichiarato Magatti.
Il consigliere comunista chiedeva di introdurre nel capitolato d’appalto la pulizia in maniera uniforme di tutte le strade della città, la raccolta porta a porta del polistirolo, il posizionamento in ogni via cittadina di raccoglitori per pile esauste, l’utilizzo del dialetto e di lingue straniere nei materiali informativi sulla raccolta dei rifiuti, sconti sulla tassa dei rifiuti per i cittadini virtuosi, raddoppiare la raccolta differenziata, il passaggio da tassa a tariffa, il prolungamento del periodo della gara da 7 a 10 anni, agevolazioni per il servizio di raccolta degli ingombranti a chiamata, l’utilizzo di mezzi a gpl o metano,
Tutte proposte che per i consiglieri di minoranza rischierebbero di riaprire completamente la partita e portare alla messa in discussione dell’impianto della delibera che era stata condivisa da maggioranza e opposizione, da qui la loro recisa contrarietà.
In loro aiuto è intervenuto, compiaciuto per l’inusitata situazione, il segretario generale Fabiano che ha dichiarato inammissibili i subemendamenti non venendo gli stessi accolti dai firmatari della mozione.
Data l’ora la seduta è stata sospesa e aggiornata per la settimana prossima. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 21 settembre 2009

cernezziInconcludente serata in Consiglio comunale, ancora un nulla di fatto per le nuove modalità di raccolta dei rifiuti.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 21 settembre Franco Fragolino, Pd, ha chiesto chiarezza su un volantino dei Servizi sociali del Comune che indicava come punto di riferimento il solo Patronato della Cisl, «una grave scorrettezza verso tutte le altre organizzazioni dei lavoratori», e Mario Lucini, Pd, ha ricordato alcuni abusi sulla collina di Cardina «uno dei motivi per cui il Parco della Spina Verde non vuole prendersi in carico l’area». Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto al sindaco, forte di una lettera della Ardisci e Spera 1906 di richiesta di chiarimenti alla Gama, incaricata dei lavori, lumi sulla sistemazione della via d’accesso al Centro sportivo di via Bonifacio da Modena e sulla apertura o meno di corsi di nuoto, così come richiesti dai genitori, nella struttura della Ugo Foscolo. Roberta Marzorati, Per Como, ha rilevato come solo dopo articoli sui giornali, e non dopo sua sollecitazione, si sia potuto avere dati, fortunatamente rassicuranti, sulla presenza di micro cistine, prodotte da microalghe, nell’acquedotto comunale. Giampietro Ajani, Lega, ha retoricamente chiesto dove sia finita Agenda 21 e cosa il Comune abbia fatto per i terremotati de L’Aquila.
Al centro del dibattito è stato quindi il muro che impedisce la vista del lago nel cantiere delle paratie. Un argomento di scottante attualità dopo le dichiarazioni del vicesindaco, tese a minimizzare l’accaduto, con anche la proposta di rialzare la strada e il marciapiede opposto, per poter permettere di tornare a vedere il panorama, e quelle del primo cittadino, che ha proposto l’abbattimento del muro. Lucini ha chiesto delucidazioni, seguito dall’esponente del suo stesso partito Marcello Iantorno, Bruno Magatti, Paco, ha reclamato una relazione al Consiglio.
Il vicesindaco Caradonna ha proposto un sopraluogo per mercoledì pomeriggio e, per chi non potesse in quella data, per giovedì mattina, per appurare, con i tecnici comunali e direttamente in cantiere le condizioni del’ormai famoso muro.
Vivaci esternazioni di Iantorno sulla mancata protocollazione della lettera di risposta di Multi Development al sindaco, così irreperibile per i consiglieri, «se per domattina [stamani ndr] non verrà prodotta, mi rivolgerò alla Procura della Repubblica!», ha minacciato.
L’assemblea è così ritornata sull’argomento del precedente Consiglio la mozione sulla delibera di indirizzo sulla raccolta dei rifiuti. Una delibera che continua ad incagliarsi nei meandri di Palazzo Cernezzi non riuscendo a superare il muro di gomma della burocrazia bizantina usata forse come schermo da una Giunta disinteressata all’applicazione di quanto deciso dal Consiglio.
La serata si subito arenata sui banchi di sabbia delle proposte di emendamenti, 10 quelle di Donato Supino, Prc, non accettate dai firmatari la mozione, che non sono state accettate dagli stessi che hanno formulato un solo emendamento, a cui se ne è aggiunto un altro di Alessandro Rapinese, Area 2010, per premiare, arrivati in gara, la ditta che garantisca un minor rumore nella raccolta dei rifiuti nelle prime ore del mattino.
Un lavorio per cui sono occorse più di due ore di sedute a margine dell’assemblea con conseguente sospensione dei lavori rendendo estenuante e inconcludente la seduta, in cui, tra l’altro, non sono stati prodotti capitolato e bando d’appalto perché, come dichiarato dal’Ufficio legale comunale, saranno disponibili solo «all’esito del completamento dell’istruttoria» e quindi da considerarsi ancora inesistenti.
Emblematica, nella replica finale alla presentazione della mozione, l’affermazione di Magatti, in risposta all’assessore Peverelli, intervenuto mentre il consigliere stava parlando, «Lei non può dire di avere attuato il 95 per cento della delibera! Lei deve attuare il 100 per cento di quanto l’organo elettivo comunale, con potere di indirizzo le dice di fare». Una decisione, come ricordato da più parti, trasversale e condivisa sia da maggioranza che da opposizione. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Consiglio comunale di Como di gioved¡ 30 luglio 2009

Sfiducia morale per l’ex vicesindaco Cattaneo, che patteggia sui rimborsi chilometrici; il Pdl non l’appoggia e si astiene sulla mozione di sfiducia.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 30 luglio Mario Lucini, Pd, ha chiesto lumi sul futuro della Tangenziale comasca: “cosa intende fare la maggioranza ce governa il Comune e la Provincia – ha esordito – perché non si fanno spiegare il perché di un incremento delle spese del 150 per cento? Nel preventivo ci sono cose strane che non tornano molto”. Luca Gaffuri, Pd , ha chiesto di posticipare la chiusura del Pgt per un maggiore coinvolgimento delle varie associazioni di categoria, mentre Donato Supino, Prc, ha chiesto nuovamente i verbali delle assemblee e dei cda di Spt, che non gli sono stati ancora consegnati. Pasquale Buono, Pdl, ha chiesto ancora l’introduzione anche a Como di un’ordinanza contro la somministrazione di alcolici ai minori. Silvia Magni, Pd, ha chiesto maggiore pulizia e decoro per il cimitero di Albate. “Perché il sindaco sabota Agenda 21?” si è chiesto Alessandro Rapinese, Area 2010, riferendosi al blocco in cui il Comune di Como è incorso e da cui non pare uscire sul progetto. Il consigliere ha poi stigmatizzato il comportamento dell’ex assessore D’Alessandro, che non si è presentato in una commissione per Acsm, e letto, suscitando le risa dei più, la lettera del sindaco di convocazione per le commemorazioni del bombardamento di Hiroshima: “Ho il piacere di invitarla alla celebrazione del sessantaquattresimo anniversario del bombardamento atomico delle città di Hirosima e Nagasaki, che avrà luogo giovedì 6 agosto 2009 presso il Monumento alla Resistenza europea (lungolago Mafalda di Savoia) alle 11”. Il presidente del Consiglio Pastore ha quindi ufficialmente aggiornato i consiglieri sugli avvicendamenti ai vertici dell’amministrazione con la presentazione delle dimissioni da vicesindaco e assessore di Cattaneo, dopo la decisione di patteggiare sulla vicenda dei rimborsi chilometrici in Provincia. Il sindaco Bruni ha deciso di accettare solo le prime mantenendo in carica l’assessore; come vicesindaco è stato nominato l’assessore Caradonna. Proprio sulla moralità verteva la mozione presentata da Marcello Iantorno, Pd, per le opposizioni: “non ci sono più i requisiti per il ruolo ricoperto!” ha affermato. Una difesa d’ufficio di Cattaneo è stata fatta da Massimo Serrentino, Pdl, mentre Veronica Airoldi, vicecapogruppo dello stesso partito, ha voluto sottolineare la mancanza di moralità anche dello schieramento opposto dopo le perquisizioni in Puglia. Posizioni definite di “accanimento terapeutico nei confronti della dignità dell’assessore Cattaneo” dal capogruppo del Pd Luca Gaffuri. Per attualizzare la mozione, presentata quando Cattaneo ricopriva ancora due incarichi le opposizioni hanno presentato poi una mozione bocciata dalla maggioranza, tranne Ghirri. Tutte le opposizioni hanno apprezzato la presentazione delle dimissioni e auspicato, senza successo, che Cattaneo le ripresentasse anche da assessore: “Sono allibito che si possa dubitare su cosa fare in una situazione simile” ha sbottato Lucini. Alle dichiarazioni di voto Airoldi ha accusato l’opposizione, suscitandone l’indignazione, di “trasformare l’aula consiliare in quella di un tribunale”. Mentre uscivano dal Consiglio per non votare Ghirri e la Lega l’avvocato Fabiano, segretario generale, ha quindi spiegato, al di là di ogni regolamento fra le lamentele delle minoranze, le modalità di voto al Pdl che non era stato, si vede, ben indirizzato dai suoi dirigenti. Per la sfiducia di un assessore è necessaria l’approvazione della maggioranza dei presenti più uno, quindi con soli 10 voti a favore, su 25 presenze, e 15 astensione la mozione è stata bocciata, ma nessuno ha votato contro. Il Consiglio riprenderà regolarmente le sedute a settembre. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Consiglio comunale di Como di lunedì 20 luglio 2009

Caso Cattaneo, nomine nella partecipate, nuovo tracciato dell tangenziale nella seduta di lunedì 20 luglio del Consiglio comunale di Como.

«Ha dichiarato di aver rimesso le dimissioni a Butti – così Marcello Iantorno, Pd, sul caso Cattaneo che ha chiesto il patteggiamento della pena per i rimborsi chilometrici gonfiati quand’era in Provincia – è inaccettabile che ricopra incarichi apicali e di responsabilità!». L’interessato in ogni modo non si è visto per tutta la serata.
Vittorio Mottola, Pd, ha riproposto la questione del nuovo posteggio vicino al Castello dei conti Reina a Sagnino e dell’accesso allo stesso , mentre Gianluca Lombardi, Pdl, ha apprezzato l’introduzione del noleggio dei pc da parte del Comune e dell’ordinanza milanese anti alcol per i minori, il suo collega di partito Massimo Serrentino si è invece scagliato contro i rappresentanti sindacali di Acsm intervenuti alla quarta commissione comunale difendendo a spada tratta l’azienda. Luigi Bottone, Gruppo Misto, ha annunciato la presentazione di una mozione di blocco per le collaborazioni esterne e assunzioni da parte del Comune.
Iniziata ufficialmente la seduta del 20 luglio Iantorno ha chiesto l’inversione dell’ordine dei lavori per affrontare la mozione presentata dalle opposizioni sul vicesindaco Cattaneo, quando è stato nominato mesi fa, e non ancora affrontata. Al voto, la maggioranza compatta, tranne due astensioni, la proposta è stata bocciata. Pronta la reazione di Iantorno che ha chiesto di indire un Consiglio straordinario, che, se la proposta verrà accettata, sarà l’ultimo prima della pausa estiva.
La discussione è così passata alla delibera di indirizzo sulle nomine nelle partecipate presentata dalle opposizioni. L’avvocato Iantorno ha spiegato la proposta, che avrebbe dovuto sostituire le linee di indirizzo del 2001, che poneva limiti più stringenti nelle nomine e nella rieleggibilità.
L’argomento non ha suscitato l’interesse dell’uditorio, tranne qualche commento a margine, e si è risolto in un one man show del primo firmatario che ha proposto addirittura 6 emendamenti al proprio scritto e accettato un subemendamento. La maggioranza si è astenuta sulle modifiche, ma al momento del voto finale ha bocciato la proposta, astenuti Bottone, Lionetti e Ghirri.
L’assemblea si è conclusa con la presentazione, da parte dell’assessore Caradonna, del recepimento del grafico del nuovo tracciato della tangenziale di Como, che dopo l’esposizione all’albo ha avuto osservazioni solo da parte di un’attività di via Canturina che dovrà trasferirsi. Stefano Rudilosso, PDl, ha chiesto quindi l’esposizione delle planimetrie e dei chiarimenti, che dovrebbero arrivare a settembre quando riprenderà la discussione. [Michele Donegana, ecoinformazioni]Caso Cattaneo, nomine nella partecipate, nuovo tracciato dell tangenziale nella seduta di lunedì 20 luglio del Consiglio comunale di Como.
«Ha dichiarato di aver rimesso le dimissioni a Butti – così Marcello Iantorno, Pd, sul caso Cattaneo che ha chiesto il patteggiamento della pena per i rimborsi chilometrici gonfiati quand’era in Provincia – è inaccettabile che ricopra incarichi apicali e di responsabilità!». L’interessato in ogni modo non si è visto per tutta la serata.
Vittorio Mottola, Pd, ha riproposto la questione del nuovo posteggio vicino al Castello dei conti Reina a Sagnino e dell’accesso allo stesso , mentre Gianluca Lombardi, Pdl, ha apprezzato l’introduzione del noleggio dei pc da parte del Comune e dell’ordinanza milanese anti alcol per i minori, il suo collega di partito Massimo Serrentino si è invece scagliato contro i rappresentanti sindacali di Acsm intervenuti alla quarta commissione comunale difendendo a spada tratta l’azienda. Luigi Bottone, Gruppo Misto, ha annunciato la presentazione di una mozione di blocco per le collaborazioni esterne e assunzioni da parte del Comune.
Iniziata ufficialmente la seduta del 20 luglio Iantorno ha chiesto l’inversione dell’ordine dei lavori per affrontare la mozione presentata dalle opposizioni sul vicesindaco Cattaneo, quando è stato nominato mesi fa, e non ancora affrontata. Al voto, la maggioranza compatta, tranne due astensioni, la proposta è stata bocciata. Pronta la reazione di Iantorno che ha chiesto di indire un Consiglio straordinario, che, se la proposta verrà accettata, sarà l’ultimo prima della pausa estiva.
La discussione è così passata alla delibera di indirizzo sulle nomine nelle partecipate presentata dalle opposizioni. L’avvocato Iantorno ha spiegato la proposta, che avrebbe dovuto sostituire le linee di indirizzo del 2001, che poneva limiti più stringenti nelle nomine e nella rieleggibilità.
L’argomento non ha suscitato l’interesse dell’uditorio, tranne qualche commento a margine, e si è risolto in un one man show del primo firmatario che ha proposto addirittura 6 emendamenti al proprio scritto e accettato un subemendamento. La maggioranza si è astenuta sulle modifiche, ma al momento del voto finale ha bocciato la proposta, astenuti Bottone, Lionetti e Ghirri.
L’assemblea si è conclusa con la presentazione, da parte dell’assessore Caradonna, del recepimento del grafico del nuovo tracciato della tangenziale di Como, che dopo l’esposizione all’albo ha avuto osservazioni solo da parte di un’attività di via Canturina che dovrà trasferirsi. Stefano Rudilosso, PDl, ha chiesto quindi l’esposizione delle planimetrie e dei chiarimenti, che dovrebbero arrivare a settembre quando riprenderà la discussione. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

cernezziCaso Cattaneo, nomine nella partecipate, nuovo tracciato dell tangenziale nella seduta di lunedì 20 luglio del Consiglio comunale di Como.

«Ha dichiarato di aver rimesso le dimissioni a Butti – così Marcello Iantorno, Pd, sul caso Cattaneo che ha chiesto il patteggiamento della pena per i rimborsi chilometrici gonfiati quand’era in Provincia – è inaccettabile che ricopra incarichi apicali e di responsabilità!». L’interessato in ogni modo non si è visto per tutta la serata.

Vittorio Mottola, Pd, ha riproposto la questione del nuovo posteggio vicino al Castello dei conti Reina a Sagnino e dell’accesso allo stesso , mentre Gianluca Lombardi, Pdl, ha apprezzato l’introduzione del noleggio dei pc da parte del Comune e dell’ordinanza milanese anti alcol per i minori, il suo collega di partito Massimo Serrentino si è invece scagliato contro i rappresentanti sindacali di Acsm intervenuti alla quarta commissione comunale difendendo a spada tratta l’azienda. Luigi Bottone, Gruppo Misto, ha annunciato la presentazione di una mozione di blocco per le collaborazioni esterne e assunzioni da parte del Comune.

Iniziata ufficialmente la seduta del 20 luglio Iantorno ha chiesto l’inversione dell’ordine dei lavori per affrontare la mozione presentata dalle opposizioni sul vicesindaco Cattaneo, quando è stato nominato mesi fa, e non ancora affrontata. Al voto, la maggioranza compatta, tranne due astensioni, la proposta è stata bocciata. Pronta la reazione di Iantorno che ha chiesto di indire un Consiglio straordinario, che, se la proposta verrà accettata, sarà l’ultimo prima della pausa estiva.

La discussione è così passata alla delibera di indirizzo sulle nomine nelle partecipate presentata dalle opposizioni. L’avvocato Iantorno ha spiegato la proposta, che avrebbe dovuto sostituire le linee di indirizzo del 2001, che poneva limiti più stringenti nelle nomine e nella rieleggibilità.

L’argomento non ha suscitato l’interesse dell’uditorio, tranne qualche commento a margine, e si è risolto in un one man show del primo firmatario che ha proposto addirittura 6 emendamenti al proprio scritto e accettato un subemendamento. La maggioranza si è astenuta sulle modifiche, ma al momento del voto finale ha bocciato la proposta, astenuti Bottone, Lionetti e Ghirri.

L’assemblea si è conclusa con la presentazione, da parte dell’assessore Caradonna, del recepimento del grafico del nuovo tracciato della tangenziale di Como, che dopo l’esposizione all’albo ha avuto osservazioni solo da parte di un’attività di via Canturina che dovrà trasferirsi. Stefano Rudilosso, PDl, ha chiesto quindi l’esposizione delle planimetrie e dei chiarimenti, che dovrebbero arrivare a settembre quando riprenderà la discussione. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 6 luglio 2009

Al consiglio comunale di Como di lunedì 6 luglio un minuto di raccoglimento per la strage di Viareggio, continuazione della discussione e approvazione delle nuove tariffe degli asili nido, questioni di metodo postume per il cedro abbattuto di soppiatto.
L’incidente in cui hanno perso la vita due ragazzi di Cernobbio in via Brogeda è stato al centro di più d’una preliminare del Consiglio comunale di lunedì 6 luglio. Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto «un controllo della segnaletica ed un posizionamento dei cartarifrangenti» nella curva fatale, l’assessore Caradonna ha voluto specificare «quella strada non è di nostra competenza, ma del’Amministrazione provinciale», mentre Luigi Bottone, Gruppo misto, ha chiesto un minuto di silenzio e Marco Butti, Pdl, ha sottolineato la pericolosità dell’ingreso di mezzi pesanti fra via Borromini e via S. Giacomo.
Mario Molteni, Per Como, ha chiesto lumi sui bus navetta per la mostra a Villa Olmo «vengono dichiarate come un grande successo il trasporto di 618 persone, facendo un breve calcolo, con il numero di corse effettuate si arriva a 2-3 persone per van».
Anche Acsm e le dimissioni di Enrico Polliero sono entrate nel dibattito: «subito dopo la fusione fra Acsm e  Agam è stato silurato il presidente – ha dichiarato Vincenzo Sapere, Socialisti – ora viene silurato anche il direttore, anche l’amministratore delegato non è di Como, che la gestione dell’azienda finisca nelle mani della Compagnia delle opere mi preoccupa!». Sullo stesso argomento è intervenuto Alessandro Rapinese, Area 200: «Il sindaco sulla fusione aveva detto che sarebbe stata un vantaggio per i cittadini con una riduzione del prezzo del gas, così non è stato, ora si va poi a licenziare un manager che ha lavorato bene per una questione di cadreghe».
Il Consiglio ha poi preso inizio con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della strage di Viareggio. La discussione è ripresa sugli emendamenti alla delibera sulle rette degli asili nido comunali. Tutte bocciate le proposte di modifica delle minoranze, tranne due lievi modifiche sulle agevolazioni tariffarie, così come gli ordini del giorno. Molto differenti i punti di partenza delle modifiche proposte dalle minoranze, Dario Valli, Area 2010, ha proposto «una significativa riduzione delle spese» per gli asili, trovando un’opposizione trasversale. «Sono a favore delle economie di scala – ha detto Stefano Rudilosso, Pdl – ma sugli asili nido siamo arrivati a raschiare il fondo. L’ultima che ho sentito è che sono state invitate le dipendenti a comprarsi i guanti monouso, semmai qui si dovrebbe tornare indietro con i risparmi». Anche l’assessora Veronelli si è detta concorde sul contenimento di spesa ma sulla ristorazione, che Valli aveva proposto di esternalizzare, «ai bambini di quell’età va dato cibo fresco e sano come se fossero a casa». Magatti aveva chiesto una maggiore flessibilità negli orari e Rapinese di fare tutte le economie possibili «magari partendo dallo stipendio del portavoce del sindaco, che non ho mai visto». Una proposta che voleva inserire direttamente nell’ordine del giorno, ma che non essendo correlata strettamente alle tariffe degli asili bensì al bilancio, ha poi ritirato.
Il Consiglio ha quindi approvato le nuove tariffe che porteranno ad una diminuzione dell’importo delle tariffe massime per i residenti, a 500 euro, e un leggere aumento delle minime, basandosi interamente per tutti sull’Isee e non più sull’Irpef.
Sospese e rimandate le discussioni sul progetto integrato per la Ticosa, dato che non  ancora stata fatta la Vas, e sul lido di Villa Olmo, data l’assenza giustificata dell’assessore competente, si è affrontata la mozione urgente sul taglio del cedro di piazza Verdi proposta da Per Como, mentre una ventina di persone interessate sono arrivate per assistere al dibattito e hanno applaudito e sostenuto, provocando la contrarietà del presidente del Consiglio Pastore, gli interventi delle minoranze.
Molteni ha ripercorso la nascita della mozione quando ancora la pianta non era stata tagliata e sulla mancanza di risposte alla cittadinanza critica sull’abbattimento. «Tutti ci ricordiamo la sera in cui ci impegnammo  parlarne – ha aggiunto Magatti – e quella sera stessa il cedro è stato tagliato». Un atteggiamento inqualificabile per Roberta Marzorati, Per Como, «se il sindaco non sapeva che lo avrebbero abbattuto la sera stessa ha dimostrato un grande disinteresse e ancora peggio se lo sapeva e non ha detto niente».
Tutti d’accordo principalmente sulla questione di metodo, hanno preso la parola anche Marcello Iantorno, Pd, e Mottola, per la mancata volontà al confronto con la cittadinanza e sulla riprovazione dell’azione carbonara e notturna del taglio, quando secondo gli esponenti dell’opposizione si sarebbe potuto anche spostare.
«Io non voterò a favore di questa mozione di sfiducia a Caradonna – ha affermato Claudio Corengia, Pdl,– perché non si può più parlare del cedro dato che non c’è più e questa mozione non avrebbe neanche più ragione d’essere, come inammissibili sono gli emendamenti proposti». Il rumoreggiare del pubblico lo ha interrotto alcune volte finché, data l’ora, sono stati chiusi i lavori. Gli spettatori si sono riproposti di presenziare ancora a Palazzo Cernezzi per far sentire la loro voce, il dibattito continuerà lunedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziAl consiglio comunale di Como di lunedì 6 luglio un minuto di raccoglimento per la strage di Viareggio, continuazione della discussione e approvazione delle nuove tariffe degli asili nido, questioni di metodo postume per il cedro abbattuto di soppiatto.
L’incidente in cui hanno perso la vita due ragazzi di Cernobbio in via Brogeda è stato al centro di più d’una preliminare del Consiglio comunale di lunedì 6 luglio. Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto «un controllo della segnaletica ed un posizionamento dei cartarifrangenti» nella curva fatale, l’assessore Caradonna ha voluto specificare «quella strada non è di nostra competenza, ma del’Amministrazione provinciale», mentre Luigi Bottone, Gruppo misto, ha chiesto un minuto di silenzio e Marco Butti, Pdl, ha sottolineato la pericolosità dell’ingreso di mezzi pesanti fra via Borromini e via S. Giacomo.
Mario Molteni, Per Como, ha chiesto lumi sui bus navetta per la mostra a Villa Olmo «vengono dichiarate come un grande successo il trasporto di 618 persone, facendo un breve calcolo, con il numero di corse effettuate si arriva a 2-3 persone per van».
Anche Acsm e le dimissioni di Enrico Polliero sono entrate nel dibattito: «subito dopo la fusione fra Acsm e  Agam è stato silurato il presidente – ha dichiarato Vincenzo Sapere, Socialisti – ora viene silurato anche il direttore, anche l’amministratore delegato non è di Como, che la gestione dell’azienda finisca nelle mani della Compagnia delle opere mi preoccupa!». Sullo stesso argomento è intervenuto Alessandro Rapinese, Area 200: «Il sindaco sulla fusione aveva detto che sarebbe stata un vantaggio per i cittadini con una riduzione del prezzo del gas, così non è stato, ora si va poi a licenziare un manager che ha lavorato bene per una questione di cadreghe».
Il Consiglio ha poi preso inizio con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della strage di Viareggio. La discussione è ripresa sugli emendamenti alla delibera sulle rette degli asili nido comunali. Tutte bocciate le proposte di modifica delle minoranze, tranne due lievi modifiche sulle agevolazioni tariffarie, così come gli ordini del giorno. Molto differenti i punti di partenza delle modifiche proposte dalle minoranze, Dario Valli, Area 2010, ha proposto «una significativa riduzione delle spese» per gli asili, trovando un’opposizione trasversale. «Sono a favore delle economie di scala – ha detto Stefano Rudilosso, Pdl – ma sugli asili nido siamo arrivati a raschiare il fondo. L’ultima che ho sentito è che sono state invitate le dipendenti a comprarsi i guanti monouso, semmai qui si dovrebbe tornare indietro con i risparmi». Anche l’assessora Veronelli si è detta concorde sul contenimento di spesa ma sulla ristorazione, che Valli aveva proposto di esternalizzare, «ai bambini di quell’età va dato cibo fresco e sano come se fossero a casa». Magatti aveva chiesto una maggiore flessibilità negli orari e Rapinese di fare tutte le economie possibili «magari partendo dallo stipendio del portavoce del sindaco, che non ho mai visto». Una proposta che voleva inserire direttamente nell’ordine del giorno, ma che non essendo correlata strettamente alle tariffe degli asili bensì al bilancio, ha poi ritirato.
Il Consiglio ha quindi approvato le nuove tariffe che porteranno ad una diminuzione dell’importo delle tariffe massime per i residenti, a 500 euro, e un leggere aumento delle minime, basandosi interamente per tutti sull’Isee e non più sull’Irpef.
Sospese e rimandate le discussioni sul progetto integrato per la Ticosa, dato che non  ancora stata fatta la Vas, e sul lido di Villa Olmo, data l’assenza giustificata dell’assessore competente, si è affrontata la mozione urgente sul taglio del cedro di piazza Verdi proposta da Per Como, mentre una ventina di persone interessate sono arrivate per assistere al dibattito e hanno applaudito e sostenuto, provocando la contrarietà del presidente del Consiglio Pastore, gli interventi delle minoranze.
Molteni ha ripercorso la nascita della mozione quando ancora la pianta non era stata tagliata e sulla mancanza di risposte alla cittadinanza critica sull’abbattimento. «Tutti ci ricordiamo la sera in cui ci impegnammo  parlarne – ha aggiunto Magatti – e quella sera stessa il cedro è stato tagliato». Un atteggiamento inqualificabile per Roberta Marzorati, Per Como, «se il sindaco non sapeva che lo avrebbero abbattuto la sera stessa ha dimostrato un grande disinteresse e ancora peggio se lo sapeva e non ha detto niente».
Tutti d’accordo principalmente sulla questione di metodo, hanno preso la parola anche Marcello Iantorno, Pd, e Mottola, per la mancata volontà al confronto con la cittadinanza e sulla riprovazione dell’azione carbonara e notturna del taglio, quando secondo gli esponenti dell’opposizione si sarebbe potuto anche spostare.
«Io non voterò a favore di questa mozione di sfiducia a Caradonna – ha affermato Claudio Corengia, Pdl,– perché non si può più parlare del cedro dato che non c’è più e questa mozione non avrebbe neanche più ragione d’essere, come inammissibili sono gli emendamenti proposti». Il rumoreggiare del pubblico lo ha interrotto alcune volte finché, data l’ora, sono stati chiusi i lavori. Gli spettatori si sono riproposti di presenziare ancora a Palazzo Cernezzi per far sentire la loro voce, il dibattito continuerà lunedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 28 maggio 2009

 

Moralità al centro del dibattito a Palazzo Cernezzi giovedì 28 maggio. Insulti e scuse del sindaco al Consigliere del Prc, colpevole di avere criticato l’azione del primo cittadino sul caso Spt linea.
Nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 28 maggio Luigi Bottone, Gruppo misto, ha posto il problema della sistemazione del comando dei vigili, in particolare dell’archivio, mentre Giampiero Ajani, Lega, ha ricordato i chiusini, le griglie e i tombini che fanno rumore al passaggio delle macchine durante la notte.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto delucidazioni sulla scelta del Comune di avocare a sé la bonifica dell’area ex Ticosa e con ironia, chiedendo d’essere riportato integralmente sul Notiziario comunale, ha salutato gli annunciati lavori di riasfaltatura della bretella di via Oltrecolle «dato che l’attuale manto stradale è pericoloso con la pioggia oltre i 30 kilometri orari, alla facci di chi diceva che il limite era stato deciso perché il tracciato rettilineo della strada era un invito alla corsa».
In difesa del cedro di piazza Verdi si è poi schierato Mario Molteni, Per Como, chiedendo lumi sulla correttezza dell’iter seguito alla consegna della petizione popolare che aveva raccolto circa duemila firme nel 2006 contro l’abbattimento. «Anche la Soprintendenza – ha ricordato Molteni – ha dichiarato che “è entrata nella memoria collettiva della cittadinanza e come tale è forse opportuna la sua conservazione», per questo il consigliere ha annunciato la presentazione di una delibera ad hoc per «predisporre le modifiche necessarie al progetto di riqualificazione di piazza Verdi ai fini della conservazione in loco del cedro».
Dopo un breve battibecco sulla correttezza dell’utilizzazione degli spazi elettorali, lo strabordamento, fra Donato Supino, Prc, e Ajani, fatto l’appello, è incominciato il Consiglio comunale con un minuto di silenzio, proposto da Bruno Saladino, Pd, per commemorare il giornalista comasco Angelo Curtoni.
Il primo atto è stato così l’approvazione, da parte della sola maggioranza, dell’Accodo quadro di sviluppo del territorio.
Il dibattito si è quindi spostato sulla mozione 58 presentata dal consigliere Macello Iantorno, Pd, sui «fatti incidenti sulla moralità degli amministratori, sugli atti da compiere e sull’interesse pubblico al mantenimento o meno dell’incarico ed esercizio delle funzioni».
L’assemblea di Palazzo Cernezzi si è scaldata come non accadeva da tempo coinvolgendo anche pubblico accorso, tra cui una trentina persone accorse per protestare contro l’abbattimento del cedro del Teatro sociale arrivate a lavori iniziati.
Il primo firmatario ha presentato in un discorso fiume di tre quarti d’ora la mozione partendo dallo stato di fatto del coinvolgimento in indagini di, «all’epoca della presentazione un paio di assessori, ora di più», fino ad attaccare la maggioranza «siete successori, eredi, della classe politica che ha corrotto la metà del Paese!», scatenando l’indignazione fra i banchi del Pdl. «Ma stiamo scherzando!» ha subito controbattuto Marco Butti, Pdl, seguito dall’assessore Caradonna «non siamo mica socialisti!».
Iantorno ha proseguito il discorso richiamandosi ad una questione morale che dovrebbero scuotere riferendosi alle vicende giudiziarie e non solo che coinvolgono il presidente del Consiglio raccogliendo gli applausi del pubblico.
Per protesta la gran parte dei consiglieri di maggioranza, in testa il capogruppo del Pdl Butti, è uscita dall’aula, mentre anche il sindaco è intervenuto invitando a “piantarla” il consigliere del Pd.
«Un’arringa contro i mostri – così ha definito il discorso di Iantorno Marco Butti, che ha precisato – provengo, e ne sono profondamente orgoglioso, da An e per un anno ho fatto parte del Fronte della gioventù il movimento giovanile del’Msi. Sono erede dei valori morali e politici dell’Msi portati ora nel Pdl».
Ma cosa voleva la mozione? L’inserimento «nell’ordine del giorno della prima seduta con relativa discussione, a mozione presentata anche da un singolo consigliere avente ad oggetto la trattazione di ogni caso di sottoposizione ad indagine di amministratori comunali», per il sindaco «la valutazione dei singoli casi» e «la costituzione dell’ente come parte civile sin dal momento in cui la legge lo consente e per il risarcimento dei danni morali e materiali», ed infine comunicare al consiglio le valutazioni fatte e «le ragioni della eventuale persistenza del rapporto di fiducia».
«Non è possibile impedire l’attività politica di chicchessia – è entrato nel merito l’assessore Rallo – perché si apre un indagine su di lui, era uno strumento utilizzato dalle dittature!»
«Non si può porre la questione morale in questo consesso – ha affermato in un accalorato intervento Saladino – non possiamo più portare avanti simili discorsi in questo periodo storico, siamo in un’altra galassia, quando vediamo cosa fa l’attuale presidente del consiglio ci immagineremmo mai personaggi come Fanfani fare le stesse cose?». 
«Bisogna salvaguardare l’etica della politica – ha aggiunto Supino rivolgendosi al sindaco Bruni – per questo le ho chiesto di chiedere scusa ai cittadini dopo le sue affermazioni su Spt Linea». «Ma ci sei o ci fai? O sei fatto?» gli ha risposto il primo cittadino comasco, che si è poi scusato, fra le proteste delle minoranze.
Il dibattito ha continuato in intensità sino a quando il presidente Pastore ha preso la parola e letto, citando don Giussani, una intervista apparsa sul Corriere della sera a Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle opere e presidente della Fondazione sussidiarietà.
Dopo un intervento di Alessandro Rapinese, Area 2010, dichiaratosi contrario alle cacce alle streghe, ha preso la parola il sindaco esprimendo tutta la sua contrarietà alla mozione.
«Non c’entra niente la questione morale, la nostra è una questione di atti, quello che facciamo e che il posto che occupiamo lo occupiamo bene» e ha poi proseguito «poniamo ad esempio di dover fare quanto proposto nella mozione come potremmo sostituirci ai tribunali e dove prenderemmo le informazioni, da quanto riportato sui giornali? Senza i documenti su cui prendere decisioni e i titoli per farlo?».
Data l’ora tarda è stata quindi sospesa la seduta che riprenderà ò’11 giugno prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziMoralità al centro del dibattito a Palazzo Cernezzi giovedì 28 maggio. Insulti e scuse del sindaco al Consigliere del Prc, colpevole di avere criticato l’azione del primo cittadino sul caso Spt linea.
Nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 28 maggio Luigi Bottone, Gruppo misto, ha posto il problema della sistemazione del comando dei vigili, in particolare dell’archivio, mentre Giampiero Ajani, Lega, ha ricordato i chiusini, le griglie e i tombini che fanno rumore al passaggio delle macchine durante la notte.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto delucidazioni sulla scelta del Comune di avocare a sé la bonifica dell’area ex Ticosa e con ironia, chiedendo d’essere riportato integralmente sul Notiziario comunale, ha salutato gli annunciati lavori di riasfaltatura della bretella di via Oltrecolle «dato che l’attuale manto stradale è pericoloso con la pioggia oltre i 30 kilometri orari, alla facci di chi diceva che il limite era stato deciso perché il tracciato rettilineo della strada era un invito alla corsa».
In difesa del cedro di piazza Verdi si è poi schierato Mario Molteni, Per Como, chiedendo lumi sulla correttezza dell’iter seguito alla consegna della petizione popolare che aveva raccolto circa duemila firme nel 2006 contro l’abbattimento. «Anche la Soprintendenza – ha ricordato Molteni – ha dichiarato che “è entrata nella memoria collettiva della cittadinanza e come tale è forse opportuna la sua conservazione», per questo il consigliere ha annunciato la presentazione di una delibera ad hoc per «predisporre le modifiche necessarie al progetto di riqualificazione di piazza Verdi ai fini della conservazione in loco del cedro».
Dopo un breve battibecco sulla correttezza dell’utilizzazione degli spazi elettorali, lo strabordamento, fra Donato Supino, Prc, e Ajani, fatto l’appello, è incominciato il Consiglio comunale con un minuto di silenzio, proposto da Bruno Saladino, Pd, per commemorare il giornalista comasco Angelo Curtoni.
Il primo atto è stato così l’approvazione, da parte della sola maggioranza, dell’Accodo quadro di sviluppo del territorio.
Il dibattito si è quindi spostato sulla mozione 58 presentata dal consigliere Macello Iantorno, Pd, sui «fatti incidenti sulla moralità degli amministratori, sugli atti da compiere e sull’interesse pubblico al mantenimento o meno dell’incarico ed esercizio delle funzioni».
L’assemblea di Palazzo Cernezzi si è scaldata come non accadeva da tempo coinvolgendo anche pubblico accorso, tra cui una trentina persone accorse per protestare contro l’abbattimento del cedro del Teatro sociale arrivate a lavori iniziati.
Il primo firmatario ha presentato in un discorso fiume di tre quarti d’ora la mozione partendo dallo stato di fatto del coinvolgimento in indagini di, «all’epoca della presentazione un paio di assessori, ora di più», fino ad attaccare la maggioranza «siete successori, eredi, della classe politica che ha corrotto la metà del Paese!», scatenando l’indignazione fra i banchi del Pdl. «Ma stiamo scherzando!» ha subito controbattuto Marco Butti, Pdl, seguito dall’assessore Caradonna «non siamo mica socialisti!».
Iantorno ha proseguito il discorso richiamandosi ad una questione morale che dovrebbero scuotere riferendosi alle vicende giudiziarie e non solo che coinvolgono il presidente del Consiglio raccogliendo gli applausi del pubblico.
Per protesta la gran parte dei consiglieri di maggioranza, in testa il capogruppo del Pdl Butti, è uscita dall’aula, mentre anche il sindaco è intervenuto invitando a “piantarla” il consigliere del Pd.
«Un’arringa contro i mostri – così ha definito il discorso di Iantorno Marco Butti, che ha precisato – provengo, e ne sono profondamente orgoglioso, da An e per un anno ho fatto parte del Fronte della gioventù il movimento giovanile del’Msi. Sono erede dei valori morali e politici dell’Msi portati ora nel Pdl».
Ma cosa voleva la mozione? L’inserimento «nell’ordine del giorno della prima seduta con relativa discussione, a mozione presentata anche da un singolo consigliere avente ad oggetto la trattazione di ogni caso di sottoposizione ad indagine di amministratori comunali», per il sindaco «la valutazione dei singoli casi» e «la costituzione dell’ente come parte civile sin dal momento in cui la legge lo consente e per il risarcimento dei danni morali e materiali», ed infine comunicare al consiglio le valutazioni fatte e «le ragioni della eventuale persistenza del rapporto di fiducia».
«Non è possibile impedire l’attività politica di chicchessia – è entrato nel merito l’assessore Rallo – perché si apre un indagine su di lui, era uno strumento utilizzato dalle dittature!»
«Non si può porre la questione morale in questo consesso – ha affermato in un accalorato intervento Saladino – non possiamo più portare avanti simili discorsi in questo periodo storico, siamo in un’altra galassia, quando vediamo cosa fa l’attuale presidente del consiglio ci immagineremmo mai personaggi come Fanfani fare le stesse cose?». 
«Bisogna salvaguardare l’etica della politica – ha aggiunto Supino rivolgendosi al sindaco Bruni – per questo le ho chiesto di chiedere scusa ai cittadini dopo le sue affermazioni su Spt Linea». «Ma ci sei o ci fai? O sei fatto?» gli ha risposto il primo cittadino comasco, che si è poi scusato, fra le proteste delle minoranze.
Il dibattito ha continuato in intensità sino a quando il presidente Pastore ha preso la parola e letto, citando don Giussani, una intervista apparsa sul Corriere della sera a Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle opere e presidente della Fondazione sussidiarietà.
Dopo un intervento di Alessandro Rapinese, Area 2010, dichiaratosi contrario alle cacce alle streghe, ha preso la parola il sindaco esprimendo tutta la sua contrarietà alla mozione.
«Non c’entra niente la questione morale, la nostra è una questione di atti, quello che facciamo e che il posto che occupiamo lo occupiamo bene» e ha poi proseguito «poniamo ad esempio di dover fare quanto proposto nella mozione come potremmo sostituirci ai tribunali e dove prenderemmo le informazioni, da quanto riportato sui giornali? Senza i documenti su cui prendere decisioni e i titoli per farlo?».
Data l’ora tarda è stata quindi sospesa la seduta che riprenderà ò’11 giugno prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 25 maggio 2009

 

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 25 maggio. La seduta è stata sciolta prima dell’esaurimento dei punti all’ordine del giorno per mancanza del numero legale.
«Il sindaco deve chiedere scusa ai cittadini, aveva detto che per Spt era tutto a posto ora chiede le dimissioni del Consiglio di amministrazione» così si è espresso Donato supino, Prc, sulle vicende di Spt Linea durante le preliminari del Consiglio comunale di lunedì 25 maggio.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto lo stato delle pratiche sui condoni a Cardina riportando il tema dell’abusivismo sula collina, uno dei motivi per il rifiuto dell’acquisizione della stessa da parte del Parco della Spina Verde. Il consigliere democratico ha poi attaccato il Notiziario comunale «è ora di finirla che venga utilizzato per entrare nella polemica fra i gruppi consiliari. L’Ufficio stampa comunale non deve prestarsi a simili operazioni!» riferendosi ad un articolo sulla tangenziale comasca.
Il sindaco è poi intervenuto sui referendum comunali con il consueto attacco alla stampa locale a cui è seguita la lettura del comunicato inviato alla stampa che riproponiamo integralmente [in questa edizione, lancio n. 22656]. Pronta la risposta di Bruno Magatti, Paco, fra i promotori del referendum: «Come Comitato non abbiamo chiesto al Comune anticipazioni o accorpamenti, è stato proposto da altri, i riferimenti che fa sono imprecisi e impropri. Nei fatti c’è un penalizzazione del Comitato che fra le due parti è quella offesa».
Giunti fra il pubblico la quarantina di manifestanti contro l’abbattimento del cedro davanti al Teatro sociale che ritrovatisi in piazza Verdi si sono spostati a Palazzo Cernezzi chiedendo, capeggiati dall’ex consigliera Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi comaschi, un incontro con il sindaco o l’assessore competente.
«Deve per forza essere spostato? E se sì dove? Ho fatto un piccolo sondaggio durante un banchetto per le elezioni europee, i cittadini non sono d’accordo all’abbattimento del cedro del Teatro sociale» ha detto Pasquale Buono, Pdl, a cui è seguito Lucini chiedendo l’incontro con i cittadini accorsi.
L’assessore Cardonna allora, alla fine delle preliminari, ha incontrato i manifestanti in Sala stemmi spiegando il progetto, la pedonalizzazione del tratto della piazza di fronte al teatro con il trasferimento dei posteggi a margine della massicciata della ferrovia.
Difficile la convergenza di opinioni con i cittadini presenti che hanno chiesto di non abbattere, e non spostare la pianta dato che questo la danneggerebbe irrimediabilmente. «Lo dico con estrema franchezza, lì la pianta non rimane» ha dichiarato Caradonna, tacciato di essere un assassino da alcuni, che ha aggiunto «quando abbiamo proposto il progetto di riqualificazione alla Soprintendenza, l’architetto Artioli [soprintendente peri Beni architettonici e paesaggistici] ha detto “non voglio verdurame” riferendosi alla piazza».
Nel frattempo il Consiglio ha iniziato la discussione sulla delibera di accordo per lo sviluppo territoriale che coinvolge anche Regione e Provincia. Una serie di progetti, 72, che interverranno sul territorio lariano già discussi in Provincia e in Regione.
«Una delibera blindata che trasforma questo Consiglio in un luogo del consenso alla faccia del potere di indirizzo degli organi elettivi» ha detto Magatti.
Giudizi negativi sono giunti da più parti delle opposizioni in primis da Luca Gaffuri, Pd, «stride lo scarso coinvolgimento del territorio nella stesura del piano, un libro dei sogni poi, per l’86 per cento non finanziato», e Dario Valli, Area 2010, «un’occasione sprecata».
Secca la risposta del capogruppo del Pdl Marco Butti: «Quello di Gaffuri è stato solo un intervento elettorale».
Dopo una pausa sono stati presentati tre ordini del giorno, uno di maggioranza e due di opposizione. La seduta ormai aveva visto numerose defezioni e il numero legale era garantito solo dalla presenza dei consiglieri di minoranza ringraziati per questo dal presidente Pastore dopo l’approvazione del primo ordine del giorno presentato da Butti e approvato dalla maggioranza. Accolto anche il secondo ordine del giorno delle minoranze per salvaguardare la vivibilità dei quartieri interessati dalla tangenziale e per una tutela delle attività interessate dagli espropri dove possibile. Bocciato invece l’ultimo ordine del giorno che prevedeva una serie di interventi d aggiungere al piano, tra cui uno aggiunto con un emendamento proposto da Vittorio Mottola, Pd, per l’ingresso della collina di Cardina nel parco della Spina Verde.Senza nessuna dichiarazione di voto si è passati alla votazione, le minoranze sono scite, tranne Valli, poi astenutosi, e con solo 17 voti a favore della maggioranza non si è raggiunto il numero legale e la seduta è stata sciolta e aggiornata in seconda convocazione per giovedì 28 maggio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziLa seduta è stata sciolta prima dell’esaurimento dei punti all’ordine del giorno per mancanza del numero legale.
«Il sindaco deve chiedere scusa ai cittadini, aveva detto che per Spt era tutto a posto ora chiede le dimissioni del Consiglio di amministrazione» così si è espresso Donato supino, Prc, sulle vicende di Spt Linea durante le preliminari del Consiglio comunale di lunedì 25 maggio.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto lo stato delle pratiche sui condoni a Cardina riportando il tema dell’abusivismo sula collina, uno dei motivi per il rifiuto dell’acquisizione della stessa da parte del Parco della Spina Verde. Il consigliere democratico ha poi attaccato il Notiziario comunale «è ora di finirla che venga utilizzato per entrare nella polemica fra i gruppi consiliari. L’Ufficio stampa comunale non deve prestarsi a simili operazioni!» riferendosi ad un articolo sulla tangenziale comasca.
Il sindaco è poi intervenuto sui referendum comunali con il consueto attacco alla stampa locale a cui è seguita la lettura del comunicato inviato alla stampa che riproponiamo integralmente. Pronta la risposta di Bruno Magatti, Paco, fra i promotori del referendum: «Come Comitato non abbiamo chiesto al Comune anticipazioni o accorpamenti, è stato proposto da altri, i riferimenti che fa sono imprecisi e impropri. Nei fatti c’è un penalizzazione del Comitato che fra le due parti è quella offesa».
Giunti fra il pubblico la quarantina di manifestanti contro l’abbattimento del cedro davanti al Teatro sociale che ritrovatisi in piazza Verdi si sono spostati a Palazzo Cernezzi chiedendo, capeggiati dall’ex consigliera Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi comaschi, un incontro con il sindaco o l’assessore competente.
«Deve per forza essere spostato? E se sì dove? Ho fatto un piccolo sondaggio durante un banchetto per le elezioni europee, i cittadini non sono d’accordo all’abbattimento del cedro del Teatro sociale» ha detto Pasquale Buono, Pdl, a cui è seguito Lucini chiedendo l’incontro con i cittadini accorsi.
L’assessore Cardonna allora, alla fine delle preliminari, ha incontrato i manifestanti in Sala stemmi spiegando il progetto, la pedonalizzazione del tratto della piazza di fronte al teatro con il trasferimento dei posteggi a margine della massicciata della ferrovia.
Difficile la convergenza di opinioni con i cittadini presenti che hanno chiesto di non abbattere, e non spostare la pianta dato che questo la danneggerebbe irrimediabilmente. «Lo dico con estrema franchezza, lì la pianta non rimane» ha dichiarato Caradonna, tacciato di essere un assassino da alcuni, che ha aggiunto «quando abbiamo proposto il progetto di riqualificazione alla Soprintendenza, l’architetto Artioli [soprintendente peri Beni architettonici e paesaggistici] ha detto “non voglio verdurame” riferendosi alla piazza».
Nel frattempo il Consiglio ha iniziato la discussione sulla delibera di accordo per lo sviluppo territoriale che coinvolge anche Regione e Provincia. Una serie di progetti, 72, che interverranno sul territorio lariano già discussi in Provincia e in Regione.
«Una delibera blindata che trasforma questo Consiglio in un luogo del consenso alla faccia del potere di indirizzo degli organi elettivi» ha detto Magatti.
Giudizi negativi sono giunti da più parti delle opposizioni in primis da Luca Gaffuri, Pd, «stride lo scarso coinvolgimento del territorio nella stesura del piano, un libro dei sogni poi, per l’86 per cento non finanziato», e Dario Valli, Area 2010, «un’occasione sprecata».
Secca la risposta del capogruppo del Pdl Marco Butti: «Quello di Gaffuri è stato solo un intervento elettorale».
Dopo una pausa sono stati presentati tre ordini del giorno, uno di maggioranza e due di opposizione. La seduta ormai aveva visto numerose defezioni e il numero legale era garantito solo dalla presenza dei consiglieri di minoranza ringraziati per questo dal presidente Pastore dopo l’approvazione del primo ordine del giorno presentato da Butti e approvato dalla maggioranza. Accolto anche il secondo ordine del giorno delle minoranze per salvaguardare la vivibilità dei quartieri interessati dalla tangenziale e per una tutela delle attività interessate dagli espropri dove possibile. Bocciato invece l’ultimo ordine del giorno che prevedeva una serie di interventi d aggiungere al piano, tra cui uno aggiunto con un emendamento proposto da Vittorio Mottola, Pd, per l’ingresso della collina di Cardina nel parco della Spina Verde.Senza nessuna dichiarazione di voto si è passati alla votazione, le minoranze sono scite, tranne Valli, poi astenutosi, e con solo 17 voti a favore della maggioranza non si è raggiunto il numero legale e la seduta è stata sciolta e aggiornata in seconda convocazione per giovedì 28 maggio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di martedì 5 maggio 2009

 

Nella seduta del Consiglio comunale di martedì 5 maggio nessuna chiarezza sulla cessione degli autobus della Spt. Marco Butti sceglie Lombardia autonoma perché meno razzista della lega. La maggioranza si approva da sola il bilancio e boccia ogni proposta delle minoranze salvo la scelta decisa all’unanimità del 21 giugno per votare anche per i referendum comaschi.
Nel Consiglio comunale di martedì 5 maggio Donato Supino, Prc, è tornato a chiedere chiarezza sulla cessione di 10 autobus e 12 licenze di Spt Holding anche alla luce di una lettera inviata anche al Comune di Como della ditta Rampinini che ha fatto domande sulla gara fatta. «Un’operazione che non si è svolta in maniera trasparente» ha affermato il consigliere comunista che ha nuovamente chiesto l’istituzione di una commissione, anche perché il valore commerciale di solo alcuni degli autobus sarebbe di 300mila euro, contro i 450mila per tutto il parco macchine e le licenze.
Carlo Ghirri ha invece fatto gli auguri al nuovo raggruppamento del Pdl ed al suo rappresentante Marco Butti ed ha annunciato al sua adesione a Lombardia autonoma, «con gli stessi ideali della Lega in cui ho militato, con meno venature razziste», rimanendo comunque all’interno della maggioranza consiliare.
Una piccola querelle è nata fra l’assessore Peverelli e Bruno Magatti, Paco, sul futuro appalto per la raccolta di rifiuti per una svista nella lettura di alcuni documenti del secondo, di cui si è scusato, e per la totale chiusura del primo ad ogni forma di dialogo, rifiutandosi di accettare anche le scuse.
Iniziato il dibattito, senza discussione, è stato approvato, con i soli voti contrari della minoranza, il bilancio consuntivo 2008.
Si è così affrontata la questione del referendum day, unire in un’unica tornata i due cittadini e quello nazionale per il cambiamento della legge elettorale, il 21 giugno. «Un atto necessario in un momento di crisi come quello che stiamo affrontando che farà risparmiare cira 250 mila euro alle casse comunali» ha dichiarato il primo firmatario della deliberazione Marcello Iantorno, Pd. D’accordo anche il sindaco «il costo dello svolgimento di un singolo referendum sarebbe di circa 295mila euro, accorpandolo verrebbe a costare 143mila, quasi la metà». All’unanimità quindi è stata approvata dando tempo alla Giunta oggi di poter indire lo stesso nei tempi tecnici previsti con una piccola deroga al regolamento comunale.
Il Consiglio ha così affrontato alcune mozioni che aspettavano di essere affrontate da diverso tempo, una di Ghirri, che il proponente ha subito ritirato, sulle potature periodiche, ed una proposta da Bottone e da Mario Molteni, Per Como, sulla riqualificazione del quartiere di Ponte Chiasso con una serie di interventi alla sistemazione del verde al miglioramento della segnaletica stradale. Una discussione che si è allargata al futuro della zona di confine comasca con i piani di intervento all’ex Albarelli e all’ex Lechler che ha visto inaspettatamente accendersi la serata con botta e risposta fra maggioranza e opposizione, più Bottone.
Luca Gaffuri, Pd, ha citato l’interporto e la «scelta scellerata» di tagliare i trasporti pubblici fra i quartieri.
Contrario il sindaco, dato che ha definito come «un po’ demagogica» la mozione dato che i diversi interventi richiesti avrebbero potuto rientrare nel bilancio di previsione da poco approvato, ma che ha comunque detto «di tenere in debito conto delle segnalazioni proposte».
Dopo una replica dl primo firmatario Bottone e il tentativo, bocciato, di proporre un emendamento con una votazione per punti tutte e dieci gli interventi proposti sono stati bocciati dalla maggioranza ed è finita la seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziNella seduta del Consiglio comunale di martedì 5 maggio nessuna chiarezza sulla cessione degli autobus della Spt. Marco Butti sceglie Lombardia autonoma perché meno razzista della lega. La maggioranza si approva da sola il bilancio e boccia ogni proposta delle minoranze salvo la scelta decisa all’unanimità del 21 giugno per votare anche per i referendum comaschi.
Nel Consiglio comunale di martedì 5 maggio Donato Supino, Prc, è tornato a chiedere chiarezza sulla cessione di 10 autobus e 12 licenze di Spt Holding anche alla luce di una lettera inviata anche al Comune di Como della ditta Rampinini che ha fatto domande sulla gara fatta. «Un’operazione che non si è svolta in maniera trasparente» ha affermato il consigliere comunista che ha nuovamente chiesto l’istituzione di una commissione, anche perché il valore commerciale di solo alcuni degli autobus sarebbe di 300mila euro, contro i 450mila per tutto il parco macchine e le licenze.
Carlo Ghirri ha invece fatto gli auguri al nuovo raggruppamento del Pdl ed al suo rappresentante Marco Butti ed ha annunciato al sua adesione a Lombardia autonoma, «con gli stessi ideali della Lega in cui ho militato, con meno venature razziste», rimanendo comunque all’interno della maggioranza consiliare.
Una piccola querelle è nata fra l’assessore Peverelli e Bruno Magatti, Paco, sul futuro appalto per la raccolta di rifiuti per una svista nella lettura di alcuni documenti del secondo, di cui si è scusato, e per la totale chiusura del primo ad ogni forma di dialogo, rifiutandosi di accettare anche le scuse.
Iniziato il dibattito, senza discussione, è stato approvato, con i soli voti contrari della minoranza, il bilancio consuntivo 2008.
Si è così affrontata la questione del referendum day, unire in un’unica tornata i due cittadini e quello nazionale per il cambiamento della legge elettorale, il 21 giugno. «Un atto necessario in un momento di crisi come quello che stiamo affrontando che farà risparmiare cira 250 mila euro alle casse comunali» ha dichiarato il primo firmatario della deliberazione Marcello Iantorno, Pd. D’accordo anche il sindaco «il costo dello svolgimento di un singolo referendum sarebbe di circa 295mila euro, accorpandolo verrebbe a costare 143mila, quasi la metà». All’unanimità quindi è stata approvata dando tempo alla Giunta oggi di poter indire lo stesso nei tempi tecnici previsti con una piccola deroga al regolamento comunale.
Il Consiglio ha così affrontato alcune mozioni che aspettavano di essere affrontate da diverso tempo, una di Ghirri, che il proponente ha subito ritirato, sulle potature periodiche, ed una proposta da Bottone e da Mario Molteni, Per Como, sulla riqualificazione del quartiere di Ponte Chiasso con una serie di interventi alla sistemazione del verde al miglioramento della segnaletica stradale. Una discussione che si è allargata al futuro della zona di confine comasca con i piani di intervento all’ex Albarelli e all’ex Lechler che ha visto inaspettatamente accendersi la serata con botta e risposta fra maggioranza e opposizione, più Bottone.
Luca Gaffuri, Pd, ha citato l’interporto e la «scelta scellerata» di tagliare i trasporti pubblici fra i quartieri.
Contrario il sindaco, dato che ha definito come «un po’ demagogica» la mozione dato che i diversi interventi richiesti avrebbero potuto rientrare nel bilancio di previsione da poco approvato, ma che ha comunque detto «di tenere in debito conto delle segnalazioni proposte».
Dopo una replica dl primo firmatario Bottone e il tentativo, bocciato, di proporre un emendamento con una votazione per punti tutte e dieci gli interventi proposti sono stati bocciati dalla maggioranza ed è finita la seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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