Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Como di mercoledì 29 aprile 2009

 

cernezzi3La maggioranza evita per un soffio il commissariamento che sarebbe scattato se non fosse stata regolarmente svolta la seduta del Consiglio comunale di Como di mercoledì 29 aprile. Il consigliere del Pd Marcello Iantorno non lascia l’aula come gli altri esponenti della minoranza e garantisce il numero legale che la maggioranza non era in grado di raggiungere. 

Nel Consiglio comunale di mercoledì 29 aprile Dopo gli auspici per l’approvazione della legge sul federalismo fiscale di Giampiero Ajani, Lega, Donato Supino, Prc, ha attaccato l’attuale gestione del gruppo Spt «10 bus e la licenza sono stati venduti a 400mila euro» un prezzo troppo basso per il consigliere comunista che ha rilevato come il presidente della Spt Holding sia anche in predato per divenire consulente della società che si è aggiudicata mezzi e possibilità di svolgere il servizio «questo caso meriterebbe una commissione speciale», ha concluso.

Un piccolo scontro è nato fra Guido Martinelli, Lega, e Carlo Ghiri, Gruppo misto, a partire dall’astensione di quest’ultimo sul Bilancio e sulle appartenenze politiche e i rapporti con la Lega Nord.

«Inutile» così ha definito la nuova legge regionale anti kebab Silvia Magni, Pd, «pone però dei vincoli nuovi all’attività di gelaterie forni, pasticcerie, pizzerie al trancio e, come detto, anche dei kebab. Tra l’altro viene fissato il limite della chiusura entro l’una di notte, più restrittivo di quello delle due previsto per i bar dal Comune di Como». Dato che i fruitori delle “kebabberie” sono per lo più giovani parafrasando il film dei fratelli Coen, Non è un paese per vecchi, la consigliera del Pd ha concluso che se non verranno adottate le deroghe previste dalla stessa legge regionale si potrà dire che «Como non è una città per giovani».

Il consigliere Serrentino, Fi, ha poi difeso il sindaco per la gestione del cantiere in via Mocchetti sostenendo l’impossibilità del primo cittadino di seguire tutti gli sviluppi delle aziende che fanno capo al proprio studio.

Francesco Pettignano, An, ha quindi chiesto nuovamente un parere sull’incompatibilità sulle partecipazioni alle fondazioni da parte dei consiglieri comunali.

Marcello Iantorno, Pd, ha informato il Consiglio della sua proposta di election day per i referendum cittadini da accorpare a quello per la riforma della legge elettorale il 21 giugno, una proposta che è stata accolta d’urgenza dall’amministrazione e che verrà discussa, per permettere questa eventualità nel rispetto dei tempi tecnici, inusitatamente già martedì prossimo.

Una proposta che ha fatto sì che il consigliere democratico restasse in aula al momento dell’appello, alle 21, quando, dato il numero esiguo di consiglieri di maggioranza, i suoi colleghi di opposizione hanno abbandonato l’aula per far venire meno il numero legale.

Un quorum che è stato raggiunto solo grazie alla presenza del consigliere Iantorno che ha permesso di raggiungere le 21 presenze ed incominciare la seduta.

Il rischio era quello del commissariamento del Comune dato che la discussione sul Rendiconto per la gestione di esercizio del 2008 doveva iniziare per legge tassativamente entro il 30 del mese. «Sono radicalmente contrario allo scioglimento del Consiglio – ha dichiarato Iantorno – così come lo ero sulla mozione di sfiducia che avrebbe potata ad una situazione simile e a cui mi sono adeguato per disciplina di gruppo». Il consigliere, in rotta con tutti i gruppi dell’opposizione, ha poi precisato che «la maggioranza non può sempre garantire il numero legale il far venire meno il quorum non è un metodo da utilizzare in maniera indiscriminata – ha aggiunto – ma quando si vede l’insorgere di un atteggiamento di strumentalizzazione della situazione e di mancanza di correttezza da parte della maggioranza».

Si è così iniziata, entro i termini di legge, la prima fase della discussione con precisazioni tecniche sui documenti prodotti. Dopo solo un’ora, alle 22.15, la seduta è stata sciolta e il dibattimento rimandato a martedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 27 aprile

 

cernezzi2Magatti minaccia di andare dal prefetto per sapere cosa è stato fatto per la raccolta dei rifiuti. Nasce il nuovo gruppo del Pdl. Non accolti tre dei cinque ordini del giorno proposti. Approvato senza discussioni il Bilancio comunale.

 Molti interventi alle preliminari del consiglio comunale di lunedì 27 aprile. Mario Molteni, Per Como, ha chiesto chiarimenti sui lavori in corso all’angolo fra via Deledda e via San Giacomo. «Dopo il monte Goi, Garzola, ora viene attaccata via Mocchetti – ha detto Mario Lucini, Pd, – alle disposizioni esagerate del Piano regolatore, la cultura della furbizia sta accrescendo ulteriormente i danni». Il presidente della commissione urbanistica ha quindi chiesto agli uffici competenti «maggiore attenzione nel rilascio del delle concessioni valutando se sono idonee a sopportare i carichi», una preoccupazione che era già stata al centro di altre preliminari per i nuovi interventi a Cardina. Tornando all’attualità Lucini ha chiesto, «al di là di ogni cultura del sospetto», trasparenza sull’intervento in via Mocchetti e il coinvolgimento dello studio professionale del sindaco così come riportato dal quotidiano La Provincia.

Giampiero Ajani, Lega, ha ricordato le adozioni di bambini a distanza, per cui si è ativato negli ultimi anni in Comune.

«Un fatto grave e discriminatorio» così Marcello Iantorno, Pd, ha definito la mancata distribuzione del quarto ordine del giorno proposto per il bilancio richiedendone al più presto la diffusione.

Donato supino, Prc, si è lamentato della mancata pulizia della fascia tricolore, da lui utilizzata per celebrare un matrimonio, pronta la reazione del sindaco «richiameremo il dipendente che gliela ha data in quelle condizioni», aprendo così un siparietto con il consigliere di minoranza irritato per la piega presa dall’interpellanza.

«Se non avrò gli atti sarò costretto a rivolgermi al prefetto» ha detto Bruno Magatti, Paco, a proposito della prossima gara per la raccolta dei rifiuti solidi urbani «il 10 febbraio avevo chiesto a che punto era l’iter, non ho avuto sino ad oggi risposta» inoltre «il 27 aprile la Giunta ha dato un indirizzo operativo, chiedo copia dell’atto».

Alessandro Rapinese, Area 2010, è tornato a chiedere chiarimenti sul costo del portavoce del sindaco.

Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto di non tagliare i collegamenti tra Sagnino e Ponte Chiasso limitando il percorso della linea 11 solo alla prima frazione proponendo di accorciare i chilometri di percorrenza ripristinando il passaggio in viale Varese davanti al santuario del crocifisso «è stata tolta una opportunità spirituale».

Il Consiglio ha visto poi la presentazione del nuovo gruppo del Pdl fatta dal neocapogruppo Marco Butti, suoi vice saranno Pasquale Buono e Veronica Airoldi, che riunirà gli ex gruppi di Forza Italia, Alleanza nazionale e dei Popolari liberali (che facevano parte del Gruppo misto di maggioranza).

Una nuova formazione, «il partito più grande in Italia e nella nostra città», che ha ricevuto il benvenuto del sindaco Bruni che si è subito dopo scagliato contro La Provincia «in via Moschetti si sta parlando di 250 metri quadri per un edificio che comprende cinque miniappartamenti», un edificio che è ancora allo stato delle fondamenta e per cui i ricorsi sono stati fatti oltre i tempi stabiliti ha aggiunto il primo cittadino che ha fatto intenderesi tratti di una montatura a sfondo politico dato che a fare il ricorso sia stato «l’acvvocato Spallino, la dice lunga…».

Iniziato il dibattito sugli ordini del giorno per il bilancio, cinque erano quelli presentati, il presidente del Consiglio Mario Pastore ha precisato che era da ritenersi correlato solo il primo, citando il significato di correlato dal dizionario Devoto – Oli.

«Come può non essere correlato il terzo? – ha chiesto Lucini – dato che riguarda l’allegato al Bilancio?». «Esprimo il mio più totale dissenso nel merito e nel metodo – ha precisato Iantorno – non si può proibire la possibilità di discussione» articolando poi il perché della propria protesta fra l’insofferenza crescente dei banchi della maggioranza.

Dopo le precisazioni tecniche del vicesegretario generale Emoroso per quanto riguarda il parere espresso dal proprio ufficio sugli ordini del giorno «il Consiglio comunale può anche infischiarsene , scusate l’espressione», la discussione così come deciso dal presidente Pastore si è svolta solo sul primo documento e sul terzo.

Il primo presentato dal primo firmatario Magatti verteva sull’aiuto per la vita indipendente delle persone disabili ed ha trovato, salvo una piccola modifica, accoglienza da parte dell’assessore competente, il vicesindaco Cattaneo, venendo così approvato all’unanimità.

Il terzo ordine del giorno, presentato da Lucini, sul cambiamento delle tariffe del Telesoccorso non è stato accolto ed è stato bocciato.

Aperta la discussione finale sul bilancio con i suoi emendamenti nessuno ha preso la parola, ci ha provato solo Magati, in ritardo sulla chiusura proclamata da Pastore, e quindi non è potuto intervenire.

Il bilancio è stato così approvato con i soli voti della maggioranza, il voto contrario delle opposizioni, e l’astensione di Carlo Ghiri, Gruppo misto.

La discussione si è portata quindi su un’interpellanza di Alessandro Rapinese sulla vendita dell’area ex Ticosa che ha tra l’altro affermato: «nessuno di noi avrebbe stipulato una preliminare di vendita di quel tipo per una nostra proprietà».

Bruni ha quindi elencato i costi sostenuti sinora per la vendita 2-300 mila euro ricordando che, oltre alla vendita stimata sui 15 milioni, ci saranno anche 34-35 milioni di opere pubbliche complementari.

Poi come chiesto dal consigliere Gianmaria Quagelli, Pdl, prima della fine dei lavori è stato osservato un minuto di silenzio per la scomparsa di Enrico Rosi, abbondino d’oro nel 1996. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como del 20 aprile 2009

cernezzi1Nella seduta bocciati quasi tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni, passa solamente una dichiarazione di principio sulla vita indipendente per i disabili. Gli extracomunitari continueranno a non poter fare “assembramenti” nei parchi cittadini.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 20 aprile Silvia Magni, Pd, ha chiesto la sistemazione della segnaletica orizzontale all’incrocio fra le vie Acquanera e Canturina; «Approvate il bilancio» è stata la risposta fuori microfono dell’assessore Caradonna. «Giovedì scorso ho ricevuto il catalogo della mostra, la lettera del sindaco e sei biglietti omaggio per la mostra di Villa Olmo – ha dichiarato Donato Supino, Prc, – per coerenza non li voglio tenere ma omaggiare il personale che ci ha assistito fino alle 5 del mattino quando c’è stata la discussione sulla mostra». Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto chiarimenti sulla rimozione dei portapubblicità sparsi per la città. «Non c’è ancora l’ordinanza del sindaco per il ritiro» gli ha risposto l’assessore Peverelli. Domenico Serrentino, Fi, ha rinunciato a prendere la parola dato che avrebbe voluto interloquire con l’assessora Sosio, non presente in aula. Il Consiglio ha quindi affrontato i 21 emendamenti prodotti al documento del Bilancio, tutti tranne uno presentati dalle opposizioni. Sostanzialmente assente il dibattito che si è ridotto, salvo un paio di sporadici casi, ad una presentazione del primo firmatario della proposta e ad una risposta del sindaco per il parere di Giunta. L’unico emendamento proposto dai banchi della maggioranza è stato ritirato, «dopo le assicurazioni del sindaco» dal suo primo firmatario Carlo Ghirri, Gruppo misto. I suggerimenti di modifica di Bruno Magatti, Paco, per eliminare dalla Relazione previsionale e programmatica una frase ritenuta «limitante rispetto alla delibera di indirizzo sul ritiro dei rifiuti umidi anche per le utenze private», e per riformulare o togliere la frase contro gli assembramenti di extracomunitari; contrario il sindaco perché saranno operazioni coordinate con le forze di polizia con tutte le garanzie. Bocciata anche la proposta del capogruppo pachista di censire gli alberi monumentali, nata dopo il rischi del taglio delle essenze di Villa Feloi. «Il censimento delle piante pubbliche è già stato fatto» gli ha risposto il sindaco. Fallito pure il tentativo di aprire una discussione sulla cessione, per 99 anni, di un terreno in via Rimoldi sopra l’ex casa dell’Anas che diventerà un posteggio per la stessa. Anche le proposte di Mottola, per la ristrutturazione almeno parziale degli spogliatoi del campo di calcio di via Artaria, dotare di più automezzi e moto la polizia locale, L’esponente del Pd ha poi ritirato un emendamento sulla bonifica dall’amianto del centro civico di Sagnino dopo che il sindaco ha affermato che «entro l’anno interverremo» e «non c’è pericolo al momento per nessuno». Non sono passate nemmeno le proposte di riattivazione delle piscine delle scuole medie di Sagnino e Lora, proposte da Mottola e Mario Molteni, Per Como. Non è stata approvato nemmeno il Parco locale di interesse sovracomunale del Cosia. Mario Lucini, Pd, ha proposto per la seconda volta la proposta di attivare le procedure per istituirlo, così come stanno già facendo i Comuni di Tevernerio, di Albese con Cassano e di Albavilla. Lapidaria la risposta del sindaco «Il parere è contrario rimandando alle motivazioni dell’anno scorso». Un’affermazione che ha fatto sbottare al proponente «mi aspetteri un briciolo di rispetto in più» causando la replica del sindaco «la riproponi ogni anno!». Lucini ha poi proposto di inserire nel Piano previsionale l’intenzione di stilare il Piano reti e servizi per il sottosuolo. Un’opera che sta venendo redatta, seppur con alcune difficoltà, ed «è a buonissimo punto» per l’assessore Caradonna. La Giunta si è espressa comunque in maniera contraria ed il suggerimento è stato bocciato. Così come il posteggio, che ormai da qualche anno dovrebbe essere edificato a Cipiglio, «dobbiamo rifare la valutazione sull’effettiva spesa» ha dichiarato Bruni, interventi per la moderazione del traffico veicolare nei quartieri e la risistemazione del marciapiede vicino al lavatoio di Lora. Bocciata poi la proposta della consigliera Magni per il ridisegno di piazza IV novembre e lo spostamento del monumento ai caduti. Bruni ha assicurato la pulizia della statua, «l’architetto Pappalardo sta già pensando alla ristrutturazione», ma la piazza non è un apriorità. Non è stato poi accettato l’emendamento per la ristrutturazione del centro civico di via Giovane Italia «un intervento che pur essendo necessario, non è tra le priorità» ha spiegato il sindaco, che non si è espresso sulla contrarietà all’acquisizione della ex chiesa di San Lazzaro da parte del Comune. Un intervento che da un paio di anni è indicato come all’interno ad un piano di riqualificazione della zona che però non si è ancora attivato. Non è passata la proposta di risparmiare sulla stampa de Il cittadino, giudicato in maniera molto critica da Lucini «in assenza di contradditorio si magnificano le sorti progressive del Comune di Como», e destinare i soldi risparmiati ad incrementare il fondo anticrisi. «La demagogia regna sovrana in questo emendamento – è stata la risposta di Bruni, che ha aggiunto – difendo questo strumento di comunicazione che può essere migliorato, ma per cui ci siamo impegnati contrattualmente anche con altre istituzioni». Unico dibattito sulla proposta di Roberta Marzorati, Per Como, di istituire dei buoni libro per le famiglie dei ragazzi che iniziano le scuole medie. «Ad esempio a Casnate vengono dati 120 euro a tutti quelli che iniziano le medie e 180 a quelli che vanno in prima superiore» a portato ad esempio la consigliera. Supino ha dichiarato che si sarebbe astenuto per dissociarsi dalle argomentazioni della proponente che aveva citato il fatto che parte dei fondi per le famiglie in difficoltà vadano a famiglie extraconunitari creando risentimento in alcune frange della popolazione italiana. «Verranno promossi e sostenuti i progetti di vita indipendente della persona con disabilità finanziati mediante le risorse rese disponibili dalla legge 162/98» questo è l’unico suggerimento accolto da tutto il Consiglio come modifica alla Relazione revisionale, presentato da Magatti, per cui la Giunta ha lasciato libertà di voto, «in parte è già stato attuato» ha comunque voluto precisare il vicesindaco Cattaneo. La discusione sul bilancio proseguirà lunedì sera prossimo per affrontare quattro ordini del giorno. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 16 aprile 2009

 

cernezziLa maggioranza non concorda su un ordine del giorno delle opposizioni per gli aiuti ai terremotati in Abruzzo. Ricompaiono 50mila euro per i buoni libro.

Anche il Consiglio comunale si è interessato dai presunti volontari violenti che nei giorni scorsi hanno aggredito un ragazzino nel centro di Como con una preliminare del consigliere Mario Molteni, Per Como, che ha chiesto maggiore vigilanza nel Consiglio comunale di giovedì 16 aprile. Solidarietà al vignettista Vauro è stata espressa da Donato Supino, Prc.

La discussione è poi proseguita sul Bilancio comunale con Marcello Iantorno, Pd, che ha riproposto il tema della vendita della Ticosa, che blocca le spese previste fino all’effettiva vendita e chiesto che con le vendite programmate di immobili comunali vengano acquisite nuove abitazioni per il fabbisogno di case popolari della città.

Emanuele Lionetti, Lega nord, ha invece ricordato come gli esercizi fino ai 250 metri quadri «possono stare aperti quando vogliono, a parte 5-6 domeniche all’anno» entrando quindi nella polemica per le aperture al 25 aprile ed al primo maggio.

Alessandro Rapinese, Area 2010, ha invece chiesto se ci siano dei conflitti di interessi per quanto riguarda il bilancio e le opere che vi sono previste.

«La mozione sui buoni libro è stata stravolta – ha affermato Molteni che ha chiesto agli esponenti della maggioranza un moto d’orgoglio – l’avete votata anche voi» mentre la sua compagna di gruppo Roberta Marzorati ha aggiunto «Tutti hanno letto sul Cittadino che ci sarebbero stati i buoni libro ed ora ci chiedono spiegazioni».

Il sindaco nelle risposte ha così precisato che dei 500mila euro per affrontare la crisi 50mila andranno ai buoni libro: «qualcosa si potrà fare. Stiamo valutando con l’assessore Veronelli come distribuire questi buoni pensando soprattutto al passaggio dalla quinta elementare alla prima media».

Una sospensiva, per una riunione dei capigruppo per discutere di un ordine del giorno preparato dalle opposizioni per definire atti di solidarietà per i terremotati in Abruzzo, ha solo aumentato le divisioni.

La maggioranza non ha aderito alla proposta «non è che non siamo intenzionati ad agire in tal senso» ha precisato Marco Butti, An, ritenendola, come ha precisato Bruni, «una forzatura» auspicando il «consenso per un percorso condiviso e rapido per portare aiuto alle regioni del centro Italia».

Alla fine della serata il sindaco ha risposto alle domande rivoltegli piccato per gli attacchi di Rapinese, che aveva posto in forse anche l’utilità delle figure di portavoce del sindaco e di capo di gabinetto. «Tutti i capoluoghi di provincia hanno un portavoce del sindaco ed il capo di gabinetto c’è sempre stato in questo Comune» ha risposto il primo cittadino.

Sulla vendita delle scuole di via San Bernardino ha risposto invece l’assessore Cenetiempo come si sia seguito il parere del settore istruzione del Comune che le ha ritenute troppo piccole, avendo la possibilità di ospitare solo una sezione.

Concluse le repliche il Consiglio si ritroverà lunedì prossimo per iniziare ad affrontare 29 emendamenti proposti al Bilancio e 4 ordini del giorno. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 30 marzo 2009

 

cernezzi5La maggioranza approva nella seduta di lunedì 30 marzo le modifiche statutarie a Csu per permettergli la distribuzioni di merci in città murata.

Dopo le entusiastiche affermazioni sulla nascita del Popolo della libertà di Gianluca Lombardi, Fi, Vincenzo Sapere, Socialisti, ha ricordato la figura di Gigi Meroni, usciere comunale per cui è stato poi osservato un minuto di silenzio.

È così iniziato il consiglio del 30 marzo sull’ordine del giorno presentato da Stefano Rudilosso, Fi, sul cambiamento di statuto di Como servizi urbani per poter permettere all’azienda comasca di gestire anche autotrasporti.

Una modifica in previsione della creazione di una gestione dei rifornimenti in centro storico con mezzi ecologici per evitare l’ingresso di camion soprattutto in città murata, che già nella seduta precedente aveva scaldato gli animi, con dubbi sull’effettiva possibilità di realizzare il servizio.

La proposta di Rudilosso verteva sul progetto futuro di distribuzione, di cui nella delibera non c’era traccia, per avere una relazione del sindaco, anche perché, dopo l’approvazione pura e semplice della modifica allo statuto, l’iter successivo sarebbe di competenza della Giunta e potrebbe non passare più in Consiglio.

Critiche dalle opposizioni per cui se la delibera trattava dello statuto di quello si doveva parlare e non di altri «è pertinente alla delibera questo ordine del giorno?» ha chiesto al presidente dell’assemblea Donato Supino, Prc, «l’ipotesi di consegna delle merci non è contenuta in questo deliberato» ha aggiunto Mario Lucini, Pd.

La proposta è stata quindi approvata dalla maggioranza, più Valli di Area 2010, con l’astensione delle minoranze ed il voto contrario di Rapinese, Area 2010.

 Una «ulteriore seduta al fine di potere approvare la futura attività di autotrasporto» è stata poi approvata, con un voto contrario e alcune astensioni nella maggioranza, con l’ordine del giorno proposto da Luigi Bottone, Udc, che esplicitava nelle premesse «non è stato premesso un progetto reale sui costi da sostenere, non è stato presentata una linea guida sul regolamento da adottare».

La delibera sulla modifica è quindi stata approvata coi i voti della maggioranza più Valli e l’astensione delle minoranze.

L’assemblea ha poi affrontato, e approvato, la revoca di una permuta di stabili fra Comune e la vecchia Usl 5, a cui sono subentrate Asl e Ospedale Sant’Anna che non essendo d’accordo hanno fatto saltare l’intesa precedente.

Con una inversione dell’ordine del giorno si è quindi affrontato il piano di attuativo per un nuovo palazzo in via Morazzone, angolo via Mentana.

Un progetto presentato dall’assessore Rallo con una panoramica sugli interventi edilizi negli ultimi cento anni nell’area.

Bruno Magatti, Paco, ha chiesto di intendere in maniera differente le nuove urbanizzazioni con la possibilità di «immaginare dentro gli interventi immobiliari, invece che monetizzare gli spazi, alloggi per evitare la ghettizzazione di categorie speciali», come anziani e disabili.

Con un emendamento, per la diminuzione da 10 a 5 anni per la validità del piano di recupero, proposta da Vittorio Mottola, Pd, la delibera  stata approvata, con i voti contrari di Prc e Paco e l’astensione delle altre minoranze.

Su proposta del sindaco è stato posticipata, dopo il bilancio, la discussione sul e quindi approvata all’unanimità una delibera tecnica sulla valutazione delle aree. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 23 marzo 2009

Salta per l’ennesima volta la seduta del Consiglio comunale. La maggioranza continua a non essere in grado di garantire la presenza dei propri consiglieri e poter far funzionare l’assemblea di Palazzo Cernezzi.

Dopo gli ultimi interventi per cercare di portare al rispetto dei tempi prestabiliti la maggioranza al Consiglio comunale di lunedì 23 marzo è inciampata nell’ennesima brutta figura. Dopo la solita convocazione alle 20.15, quasi mezz’ora più tardi, sono state fatte due veloci preliminari di Mario Molteni, Per Como, che ha posto il problema del ripristino degli attraversamenti pedonali le cui strisce sono ormai scomparse in via Bellinzona, e di Emanuele Lionetti, Lega, che ha invece ringraziato il sindaco ed il dirigente Saccenti per aver permesso di posteggiare le moto all’interno di Palazzo Cernezzi quando si svolgono le sedute. L’appello è stato quindi fatto alle 20.50, quando molti dei banchi della maggiorana erano vuoti. Le minoranze hanno subito abbandonato l’aula e, nonostante qualche arrivo alla spicciolata e le lentezze ed una specie di contrappello del segretario generale, non si è raggiunto il numero legale con solo 17 presenze su 25 consiglieri della maggioranza. «Quattro delle nostre assenze sono giustificate» ha voluto precisare Pasquale Buono capogruppo di Forza Italia, dato che il suo gruppo ha fatto la parte del leone nel provocare il non insediamento della seduta mancando più di un terzo dei componenti. I quattro giustificati Gelpi, Simone, Arcellaschi e Rudilosso, più due arrivati subito dopo la chiusura dell’appello Lombardi e Caprile. Dichiarata la seduta deserta i consiglieri hanno abbandonato l’aula e tutto è stato rimandato alla settimana prossima. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 19 marzo 2009

cernezzi2No all’election day! La maggioranza a Palazzo Cernezzi decide di non votare nello stesso giorno per le europee ed i referendum comunali. Csu: cambiare lo statuto per gestire i rifornimenti nella città murata.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 19 marzo Francesco Pettinano, An, ha dato la propria disponibilità alle dimissioni dal Cda della fondazione La presentazione se ritenuto necessario dal sindaco dopo un chiarimento a seguito dei pareri del segretario generale, Nunzio Fabiano, e del suo vice, Oliviero Emoroso, in cui venivano vanzati dubbi di legittimità circa la designazione di membri del consiglio comunale a “ricoprire incarichi presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dei relativi comuni”». Sorpresa in aula «Noi non abbiamo visto nessun parere – ha detto Vincenzo Sapere, Socialisti – non facciamo parte del consiglio comunale?». L’ha rassicurato il presidente Pastore che ha dichiarato che già l’indomani sarebbero stati consegnati i materiali ai consiglieri di minoranza. Primo punto all’ordine del giorno la deroga al regolamento comunale per poter votare in unica tornata elettorale, il 6 ed il 7 giugno, per le elezioni europee ed i referendum cittadini per il mantenimento di una cittadella sanitaria nell’area ex Sant’Anna e l’apertura tutto l’anno di un centro per l’accoglienza dei senza tetto. Dopo la presentazione di Marcello Iantorno, Pd, che chiedeva «l’accorpamento per un sensibile risparmio dei costi ed il contenimento della spesa pubblica» ma non solo anche per una gestione migliore delle strutture scolastiche che non dovranno essere chiuse due volte per lo svolgimento delle operazioni elettorali. Precisamente la richiesta era quella di una «deroga in via eccezionale» agli articoli 6 e 12 del Regolamento comunale che impongono altre tempistiche. Dopo di lui nessuno è intervenuto e nessuno ha espresso la propria dichiarazione di voto, così la mozione lampo è stata votata, e bocciata, nel giro di un quarto d’ora con una netta contrapposizione tutta la maggioranza contraria e la minoranza a favore. Differenti le dichiarazioni a margine dei lavori. «I 300mila euro che verranno spesi per le votazioni avrebbero potuto andare ad incrementare il fondo per aiutare chi è in difficoltà per la crisi – ha affermato Donato supino , Prc, che ha poi attaccato il Pd – Se avessero aderito e aiutato nella raccolta firme non ci saremmo dovuti trovare in questa situazione e chiedere una deroga al regolamento». Infatti il sindaco ha dichiarato recisamente «il regolamento o si applica o si cambia». Combattivo Bruno Magatti, Paco, «Se credono che così facendo non si raggiungerà il quorum si sbagliano. Avremo più tempo per sensibilizzare i cittadini e finché saremo in fase referendaria nessun privato s’arrischierà a comprare l’area del Sant’Anna permettendo ai comaschi di esprimere il proprio parere». Iantorno ha sottolineato l’irresponsabilità della votazione e affermato che avrebbe depositato un’altra mozione d’urgenza sull’argomento per poter ottenere la deroga. Il secondo argomento della serata è stato il cambiamento statutario di Como servizi urbani (Csu) a cui aggiungere, fra i vari campi di attività, «autotrasportatore per conto terzi» come ha spiegato l’assessora Molinari. Ne è seguito un dibattito che ha visto schierarsi in maniera trasversale i consiglieri. Una discussione che,come ha detto Mario Lucini, si è concentrata «sull’oggetto occulto della serata al posto che del suo soggetto», valere a dire il progetto di intermediazione per il carico e scarico delle merci da affidare a Csu, con mezzi ecologici, in città murata e nella Convalle in generale. Un’idea proposta dall’assessore Caradonna che è il vero centro della questione anche perché, come affermato dal presidente Pastore, «noi voteremo ora questo cambiamento di statuto e poi l’iter passerà attraverso atti di Giunta e il progetto non lo vedremo più». Sostanzialmente l’idea della Giunta è di fermare i vettori che riforniscono i negozi del centro a Lazzago e da lì proseguire con mezzi ecologici verso il centro città. «Una proposta che interessa sia i commercianti che i trasportatori – ha detto Caradonna – il costo maggiore per i secondi è l’ultimo miglio, una volta usciti dall’autostrada, qui si fermerebbero appena fuori dalla stessa e dopo scaricato potrebbero subito ripartire senza affrontare il traffico del centro». Un progetto che dovrebbe togliere dalle strade cittadine 90-100 camion, seguendo l’esperienza padovana, ma che ha suscitato forti perplessità per la gestione e l’impatto reale. Anche perché come sottolineato da diversi consiglieri non verrebbero interessati l’umido ed i beveraggi, oltre che la grande distribuzione, lasciando quindi da gestire una quota residuale del traffico. Lapidario Alessandro Rapinese, Area 2010, «il Polo delle libertà a livello nazionale predica più privato, meno stato, mentre a livello locale promuove l’esatto contrario». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 2 marzo 2009

 

cernezziTutto come previsto al Consiglio comunale di lunedì 2 marzo, la mozione di sfiducia al sindaco Bruni non passa. Le opposizioni attaccano sulla mancanza di patrocinio dell’incontro con Gherardo Colombo.

Gherardo Colombo a Como

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 2 marzo Bruno saladino, Pd, ha attaccato la scelta di giunta di non concedere il patrocinio all’incontro per le scuole con Gherardo colombo di lunedì 9 marzo. Un appuntamento organizzato dall’Ufficio scolastico provinciale con l’Ipsia Ripamonti ed il sostegno della Amministrazione provinciale ed ospiti, oltre al dirigente scolastico provinciale e all’assessore provinciale all’istruzione, quali il prefetto, il questore, il comandante del Comando provinciale dei Carabinieri e il comandante del Comando provinciale della Guardia di finanza. «Su un convegno sulla legalità è un paradosso che il Comune parli di parzialità – ha affermato Saladino – è pesato il pregiudizio» per quello che il consigliere comunale ha poi definito «un pesante scivolone».

Legalità e rifiuti

Bruno Magatti, Paco, ha invece posto all’attenzione dell’assemblea il fatto che la delibera di indirizzo sui rifiuti è ancora ferma e sarà difficile rispettare i tempi e attivarla entro aprile.

Il consigliere della lista della rondine ha anche affrontato il tema della legalità e delle ronde seguendo la linea di un comunicato che Paco aveva divulgato poco prima: «a Como abbiamo già sperimentato il fallimento totale del primo “esperimento” di ronde, rappresentato dal tristemente famoso “nucleo”, naufragato dopo la quasi-uccisione di Rumesh».

Pedonalizzazione di via Milano alta

«Non è una faccenda solo per i commercianti… Ci sono anche i residenti» ha denunciato Roberta Marzorati, Per Como, a proposito della decisione di pedonalizzaizione dei via Milano alta, dove per la consigliera «si muore, ma di traffico», per cui ha prospettato la possibilità di una nuova raccolta firme.

Di tutt’altro tenore l’intervento di Giampiero Ajani, Lega, che ha affermato in modo stentoreo «il terrorista di Guantanamo a Como noi non lo vogliamo!» riferendosi alle notizie dell’ex prigioniero nel carcere americano in via di dismissione a Cuba che avrebbe intenzione di tornare nel capoluogo comasco. Mentre Stefano Rudilosso, Fi, ha lodato la professionalità delle Guardie ecologiche volontarie.

La mozione di sfiducia

Dopo l’appello è ricominciata la discussione sulla mozione di sfiducia al sindaco. Carlo Ghiri, Gruppo misto di maggioranza, ha ricordato criticamente l’operato dell’amministrazione, sottolineando la necessità dell’approvazione del Piano di governo del territorio: «Non si può andare avanti così, si sta stravolgendo Como sud e si rimandano la Ticosa e le aree ex Sant’Anna ed ex Trevitex». Ma nonostante ciò ha ribadito di avere fiducia nel sindaco e di appoggiarlo. Una posizione in parte simile a quella di Emanuele Lionetti, Lega, firmatario della mozione di sfiducia per permettere la discussione sulla situazione, che ha citato gli esempi del Politeama e del voto trasversale sulle mostre, ribadendo comunque la sua fiducia per Bruni.

Come prevedibile Mario Lucini, Pd, ha invece attaccato l’esecutivo cittadino e la sua amministrazione parlando della mancanza di trasparenza e della difficoltà di accesso agli atti. «Un clima diffuso di disagio e terrore negli uffici comunali» che per il consigliere democratico rasentano «un clima da maccartismo». Deficitaria anche la gestione della Ticosa, riproposta anche da Mario Molteni, Per Como, di cui non si sa ancora il destino e un ricordo per l’ex assessore Colombo, che da più parti nel corso della serata è stato ricordato con parole di apprezzamento.

Magatti si è scagliato contro «l’attitudine al comando» del sindaco e ha sottolineato la disillusione dei consiglieri di maggioranza esautorati delle loro prerogative di scelta dei destini della città che sono passate ad altre mani lasciando loro la mera potestà della ratifica. Donato Supino, Prc, si è accalorato denunciando l’incoerenza dei consiglieri comunali di Forza Italia che avendo votato per la mostra a 400 mila euro, dopo le molte estenuanti sedute, divenuti assessori, hanno abbassato tale cifra a 270 mila.

«Il Consiglio aveva deciso una spesa fino a 400 mila euro la Giunta ha scelto di deliberarne 270 mila non vedo il problema» ha risposto il sindaco Bruni che è intervenuto per difendere il proprio operato ed ha definito come strumentali le lodi fatte all’ex assessore Colombo. «L’occhio si deve fissare sull’obiettivo [la ripresa dell’attività amministrativa], non sul dettaglio» ha precisato attaccando poi le minoranze «forse voi avete una rappresentazione della realtà che non corrisponde al vero o che almeno in parte non corrisponde al vero».

Un dibattito proseguito con un copione prevedibile sino alla mezzanotte quando è stato deciso di continuare i lavori ad oltranza, sino al voto finale.

Al voto, svoltosi per appello nominale e dichiarazione palese di ogni singolo consigliere, solo i consiglieri delle minoranze hanno votato la sfiducia, mentre la maggioranza compatta ha sostenuto Bruni, solo Luigi Bottone, Udc, uno dei firmatari della mozione, ma anche lui per poter permetterne la discussione, si è astenuto. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 16 febbraio

 

cernezzi2Le grandi mostre s’hanno da fare. Dopo otto sedute, di cui una andata deserta, alle 4.30 del mattino di martedì 17 febbraio è stata approvata grazie ai voti della maggioranza del Pd e dei Socialisti la delibera sulle grandi mostre. La città può finalmente vivere serena, riprendere a respirare superare il groppo alla gola che le impediva di deglutire pensando che la Delibera non passasse. Si consuma l’ultimo atto di una farsa vissuta con uguale capacità teatrale da maggioranza e opposizioni.

 

Ricordo trasversale per la scomparsa dell’ex assessore Beppe Santangelo nel Consiglio comunale di lunedì16 febbraio, da Luca Gaffuri, Pd, a Donato Supino, Prc, passando per Vittorio Mottola, Pd, e Alessandro Rapinese, Area 2010, fino ad arrivare al sindaco ne hanno tracciato la figura e l’impegno per la città di Como.

Bruni ha ripercorso la carriera politica di Santangelo ed il Consiglio ha tenuto un minuto di silenzio in suo ricordo.

Un altro lutto è stato ricordato prima dell’inizio della seduta da parte di Supino che ha delineato la storia di Perugino Perugini, esponente dell’Anpi comasca, ex partigiano, uno tra i fondatori del Cna, attivo nel mondo del cooperativismo.

Il sindaco ha affermato di avere le dimissioni degli assessori Gatto e D’Alessandro, ma non ancora quelle di Colombo, che spera siano in suo possesso entro mercoledì, quando scadranno i termini per osservazioni e controdeduzioni e la procedura di revoca degli incarichi sarà perfezionata. «Credo che il sindaco debba comunicare le motivazioni della revoca» ha chiesto Gaffuri, di tutt’altro parer il primo cittadino per cui si è iniziato un procedimento che non ha ancora raggiunto il risultato e la relazione avverrà solo alla fine del tutto.

Anche le aperture nei giorni festivi hanno avuto spazio nelle preliminari «una forzatura – per Gaffuri – perché è intervenuta in un momento di virtuale vacanza dell’assessorato al commercio». Un atto non urgente per i consigliere dato che «l’unica scadenza imposta dalla legge regionale in materia, oltre la quale il Comune non può più decidere circa le aperture domenicali e festive, è il 30 novembre».

Contrario soprattutto per quella del 25 aprile Supino. «Una data da ricordare in maniera assoluta» da togliere dalle aperture «per permettere di partecipare alla festa della Liberazione dal nazifascismo».

Il Consiglio è tornato quindi sulla delibera delle grandi mostre con Lega, An e parte di forza Italia che hanno fatto ostruzionismo, prendendo il più possibile la parola, esaurendo tutto il tempo a disposizione, oltre che presentando subemendamenti.

La maggioranza delle minoranze ha invece sostenuto la parte della maggioranza che ha proposto la delibera ed ottenuto l’approvazione di un articolato emendamento sulla stessa comprendente anche di «avviare un percorso di costruzione di una fondazione» per la gestione degli eventi e di una consulta della cultura «Un accordo palese – per Marco Butti, An – Siamo amareggiati che a noi, membri della maggioranza, non sia stato dato ascolto mentre ad altri sì».

All’opposizione di maggioranza è passato solo un emendamento, proposto da Emanuele Lionetti, Lega, sulla valorizzazione del patrimonio italiano e comasco con particolare riferimento ai razionalisti.

Bocciati gli emendamenti di parte della maggioranza sulla gratuità delle esposizioni per i cittadini comaschi, sulla diminuzione dei biglietti omaggio, sull’istituzione di una commissione di controllo sulle spese dell’assessorato e la maggior parte dei subemendamenti proposti.

Frattura nelle minoranze con Area 2010 e Prc smarcati dal Pd e Supino che ha attaccato «questo modo di fare con un accordo bloccato».

Arrivati alla mezzanotte i liberal di Forza Italia, Carlo Ghiri, Popolari liberali, Per Como, Pd ed il sindaco hanno votato per la continuazione ad oltranza della seduta con 23 voti. Tutti gli altri sono usciti per cercare di far venire meno il numero legale.

Il Consiglio, tutto ripiegato su se stesso e su una bizzarra percezione della realtà che lo ha portato a credere che questo fosse il tema centrale dirimente e quasi esclusivo a cui dedicarsi si è sviluppato sfiorando i confini della realtà, del paradosso e a tratti il paranormale. Certamente una delle pagine meno sensate della vita amministrativa lariana.  Sull’ordine del giorno proposto da Claudio Corengia, An, per interessare il sindaco a chiedere finanziamenti l ministro Bondi per l a mostra, dopo gli apprezzamenti di questi per le esposizioni a Villa Olmo è quindi, alle 3.10 del mattino, venuto meno il numero legale, dopo che An, la Lega, parte di Forza Italia, tra cui il sindaco, Area 2010, Prc, e Pierangelo Gervasoni per i Popolari liberali hanno abbandonato l’aula.

Dopo il quarto d’ora da regolamento grazie a Pd e Vincenzo Sapere per i socialisti, con 21 presenze, è potuto riprendere il Consiglio ed è stata quindi approvata la proposta di Corengia, così come quella successiva per una diversa raccolta degli sponsor da affidarsi ad esperti del settore.

La delibera è stata così votata all’alba delle 4.20 del mattino con i soli voti favorevoli dei liberal di Fi e del Pd. Contrari Prc, Lega, Area 2010, parte di Fi. Astenuto il sindaco. Hanno abbandonato l’aula Gervasoni ed in dissenso con i propri gruppi Corengia e Francesco Pettignano, ultimi rimasti di An, Lionetti, e Mario Molteni, Pd. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Sfiducia

I firmatari della mozione di sfiducia al sindaco Stefano Bruni hanno chiarito giovedì 12 febbraio in una conferenza stampa le motivazioni che li hanno portati a questo passo. Una denuncia dell’immobilismo a cui Palazzo Cernezzi è stato costretto dalle lotte di potere interne alla maggioranza.

«Il sindaco è riuscito ad inimicarsi la stragrande maggioranza dei consiglieri di Forza Italia – ha precisato Luca Gaffuri, Pd – con ormai dieci di loro che si sono staccati dalle linee dell’attuale amministrazione», anche sul reimposto il capogruppo del Pd ha aggiunto che due assessori sono stati rimossi senza aver dato una motivazione ai cittadini senza osservazioni di merito sul loro operato. Lapidario Alessandro Rapinese, Area 2010, «Bruni rappresenta una minaccia per la città» tanto che «per avere il consenso dei suoi consigliere deve comprarlo dando poltrone». Per l’esponente di Area 2010 la mozione poi sarà fondamentale per chiarire chi è a favore e chi è contro all’attuale amministrazione «chi voterà a favore del sindaco poi non si lamenti e taccia per sempre». Il Pd si presenterà con dei banchetti in città nei prossimi sabati e chiederà il parere dei cittadini su questa Giunta, contemporaneamente Rifondazione si attiverà parallelamente il suo consigliere comunale Donato Supino ha rivendicato la primogenitura dell’idea di una mozione di sfiducia e espresso la propria amarezza per il mancato accordo fra le minoranze sulle grandi mostre ancora in discussione. Anche Luigi Bottone, Udc, uno dei due esponenti della maggioranza, l’altro è stato Emanuele Lionetti, Lega, che ha permesso di poter garantire i numeri per presentare la mozione, attacca il sindaco: «Cosa ha fatto il sindaco per la Ticosa, il Sant’anna la Trevitex? Non c’era neanche la comunicazione in maggioranza, avete sentito poi a margine dei Consigli i litigi e gli insulti, e su questo il sindaco non si è fatto un esame di coscienza». Bottone difende l’assessore Gatto che per lui ha avuto il coraggio di rendere pubblici il modo di rapportarsi di Bruni con gli esponenti della maggioranza. «Gatto ha detto di avere intenzione di querelare il sindaco – così Marcello Iantorno, Pd – Vuol dire che ci sarà un altro membro della Giunta indagato. Presenteremo una mozione di sfiducia». Ironico Gaffuri sulle dimissioni richieste a Colombo: «non è né sfiduciato, né indagato, probabilmente non può far parte di questa amministrazione, oltre tutto ha avuto una capacità di dialogo sul Bilancio trovando un accordo con le minoranze su alcuni emendamenti».

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