arte

Nude Views

nude viewsPersonale di Renée Jacobs, a cura di Salvatore Marsiglione, con il patrocinio dell’Associazione archivio Luigi Russolo, inaugurazione sabato 23 agosto alle 19 alla Mag, in via Vittani 31 a Como, aperta fino al 13 settembre da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.30.

 

«In mostra saranno proposte le famose riprese fatte a Parigi nel 2013 e la nuova esperienza del 2014 a Venezia, oltre che ad alcuni esclusivi scatti, dove la bellezza delle sue modelle è il soggetto e la cornice è il meraviglioso Lago di Como – spiega la presentazione –. Nel suo lavoro, l’artista ci mostra momenti fisici e angoli mentali nascosti, con il suo obiettivo ferma le recondite emozioni delle donne che ritrae, ne rappresenta le esperienze e ci fa pensare ad una parte del loro universo, fatto di pensieri, fisicità, atteggiamenti, emozioni, movenze, eleganza e bellezza. Il bilanciamento dell’immagine non è dato da linee, spazi o campiture che demarcano i piani, non è la geometria delle forme o dei colori, ma l’equilibrio della forza che hanno la bellezza femminile e il paesaggio che la circonda».

Per informazioni tel. 328.7521463, e-mail info@marsiglioneartsgallery.com, Internet www.magcomo.it. [md, ecoinformazioni]

Cosmogonie

Cosmochrome-2003-300x300Mostra di Paolo Barlusconi a S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi, inaugurazione sabato 2 agosto alle 18, aperta da
 martedì a venerdì dalle 15 alle 19, sabato e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19,
fino al 31 agosto.

 

«Si tratta di un progetto culturale interdisciplinare a cura di Michele Caldarelli, avviato nel 2005 in occasione dell’anno mondiale della fisica indetto dall’Unesco per celebrare il centenario della formulazione della Teoria della relatività di Einstein – spiega la presentazione –.
In mostra una serie di opere dell’artista Paolo Barlusconi e il cui argomento è il Cosmo. Un cosmo inteso come multiverso, visto, letto e interpretato mettendo a confronto le più diverse teorie in occasione di incontri, manifestazioni e convegni a carattere interdisciplinare (anche espres-samente organizzati). 
L’intenzione programmatica del progetto, ormai alla sua quindicesima tappa espositiva, è quella di sviluppare un clima di sinergia possibile fra le arti e le scienze che non trascuri alcuna disciplina e ne favorisca ispirazione reciproca proponendo interventi di fisici, astronomi, matematici, architetti, poeti, filosofi, astrofisici, musicisti…»

Per informazioni Internet www.caldarelli.it/cosmogonie.htm. [md, ecoinformazioni]

A’ Design Award

adesignaward-Exhibition-2011-006-300x225Mostra di 750 progetti selezionati, da 78 paesi, inaugurazione domenica 10 agosto alle 18 
al Broletto, in piazza del Duomo a Como, aperta da lunedì a domenica dalle 11 alle 14 dalle 15 alle 18, dal 4 al 24 agosto.

 

Esposizione dei: «Progetti di design premiati nell’anno 2013-2014 nel A’ Design Competition, concorso per designer organizzato da Omc Design Studios di Como.
La caratteristica più importante della mostra è la varietà e la qualità dei progetti provenienti da diverse discipline di design che abbracciano l’arte, l’arredamento, il design industriale, l’architettura, il design d’interni e la grafica».

Per informazioni tel. 031.4491943, Internet www.omcomc.com. [md, ecoinformazioni]

Cortili aperti a Como per il workshop internazionale Archimede

scuola design polimiUna progettazione di allestimenti e arredi per lo spazio urbano cittadino in mostra da venerdì 11 luglio.

 

«Studenti, ricercatori e docenti italiani e stranieri (provenienti da Francia, Spagna, Messico, Iran e Vietnam) la prossima settimana si sono dati appuntamento a Como per partecipare al workshop Architecture & Design Designin with Fabric, organizzato da Archimede (Architettura mediterraneo design), network internazionale nato dalla collaborazione tra l’École Camondo di Parigi, l’Ecole spéciale d’architecture di Parigi, l’Escuela politecnica superior di Madrid e la Scuola del design del Politecnico di Milano, con lo scopo di promuovere iniziative comuni rivolte agli studenti dei corsi di Master of Science – chiarisce una nota –. Il tema del workshop è la progettazione di allestimenti e strutture di arredo temporaneo per lo spazio urbano della città di Como. A partire dalla struttura della città murata, organizzata in isolati urbani compatti che seguono l’andamento del castrum e in cui si aprono le corti e i cortili, gli studenti – sotto la guida dei tutor – dovranno progettare e realizzare delle installazioni e dei sistemi di arredo per le location destinate ad ospitarli, utilizzando materiali di recupero forniti da alcune aziende del territorio (stoffe, legni, corde, ecc.). Materiali non convenzionali, capaci di rappresentare l’idea di progetto “molle”, come «la stoffa, il colore, il clima, la memoria, la luce, che toccano il corpo senza fargli male».

Invito Opening Workshop Poli Como«La mostra delle installazioni sarà inaugurata venerdì 11 luglio alle 17 a partire dal cortile del Museo archeologico Paolo Giovio, per poi proseguire in quello del Museo storico Giuseppe Garibaldi, della Pinacoteca civica Palazzo Volpi, della Biblioteca comunale e concludersi nel Chiostrino di Sant’Eufemia – termina il comunicato –. Ad accompagnare i visitatori durante il tour nei cortili ci saranno brevi performance musicali a cura del Conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Como. I concerti di due formazioni da camera (duo con flauto e chitarra e duo con chitarra e percussioni) si terranno presso il Museo archeologico Paolo Giovio e nel Chiostrino di Sant’Eufemia».

Per informazioni tel. 031.3327366, e-mail press.polocomo@como.polimi.it, Internet www.polo-como.polimi.it. [md, ecoinformazioni]

Das Be ist B

Flyerimage ridMostra di Ramon Feller, a cura Riccardo Lisi, alla Sonnenstube, in via Canonica 12 a Lugano, all’interno di Jeunesse d’Ivoire, inaugurazione venerdì 11 luglio alle 18, aperta da giovedì a sabato dalle 18 alle 20, fino a sabato 2 agosto.

 

«Il nuovo progetto espositivo della rada non si svolge a Locarno, ma a Lugano, presso lo spazio espositivo Sonnenstube, nato da poco in via Canonica, ma già resosi noto per qualità ed interesse dell’offerta culturale – spiega la presentazione –. Si tratta dell’esposizione personale Das Be ist B di Ramon Feller (1988), giovane artista operante a Berna e vincitore nel 2013 del premio Kiefer-Hablitzel. È questa la sua prima esposizione in Svizzera italiana e per essa Feller ha realizzato cinque nuove installazioni cinetiche, anche di dimensione rilevante. L’esposizione, nel suo insieme, muterà aspetto man mano, dall’inaugurazione della sera di venerdì 11 luglio fino alla chiusura di sabato 2 agosto, per cui è consigliabile anche visitarla più volte».

«Il tempo, in effetti, è materia prima del suo lavoro. Lungo il suo asse Feller crea ritmi visivi e sonori allocati su registri sovrapposti. Come nella grande e potente installazione appena presentata a Basilea presso Schwarzwaldallee, il lento movimento di un motore sottende l’inverarsi di un punto di crisi irrimediabile, dopo di che l’opera iniziale può essere solo ricostruita mentalmente dai suoi resti – precisa la note –. Ramon Feller opera congiuntamente su principii fisici e su concetti artistici. Il punto di crisi può essere conseguito anche per via di fenomeni naturali progressivi e lunghi ad attuarsi, come l’evaporazione dell’acqua in un acquario».

«In altre opere esposte Feller esplora la natura ondulatoria della luce e del suono, senza cercare nuovi punti critici, ma solo ritmi e dinamiche che contengono anche un discreto contenuto di casualità, o meglio d’indeterminatezza della facies momentanea dell’opera. In effetti questo giovane artista è interessato sia alla teoria dei quanti, che alla musica sperimentale ed a quella elettronica. Ma si dichiara attento anche al cinetismo minimale dei mobiles di Calder – termina lo scritto –. La rada, come Sonnenstube, attribuisce notevole importanza allo scambio tra le varie regioni linguistiche svizzere. L’esposizione di Ramon Feller è la seconda tappa del progetto annuale che coinvolge “giovani leve svizzere”, realizzato dalla rada sotto il titolo globale Jeunesse d’Ivoire (anch’esso volutamente ambiguo), finanziato da Pro Helvetia»a.

Per informazioni tel. 0041.764391866, e-mail riccardo.lisi@larada.ch, Internet www.larada.ch. [md, ecoinformazioni]

Design Furniture 4 food spaces 2014

Design Furniture_4 Food spaces_2014Mostra di studenti di design del Politecnico, inaugurazione mercoledì 9 luglio alle 14 nella hall dell’Aula Magna del Polo territoriale di Como del Politecnico di Milano in via Castelnuovo 7, aperta, da lunedì a venerdì dalle 10 alle 18.30, fino al 15 luglio.

 

«Seconda edizione delle mostra dei progetti realizzati dagli studenti del Laboratorio di design dell’arredo, tenuto dai docenti Cinzia Pagni e Danilo Morigi, con l’ausilio dei cultori della materia Elena Scarpetti ed Emanuele Lupidi, sul tema dell’arredo interno dei locali di consumo del cibo – spiega una nota –. Partendo dagli infiniti stimoli progettuali che il cibo suscita: dall’alta cucina dei grandi chef, al Food Design di progettisti internazionali, passando per le multinazionali della preparazione e distribuzione del “prodotto cibo”, il Laboratorio di design dell’arredo si è concentrato sulla relazione tra cibo e arredo nei locali in cui viene consumato». [md, ecoinformazioni]

Labirinti

ORIZZONTE,Acrilici, pastelli a olio, cm 100x80, 2014Metafore della conoscenza. Libri d’artista e opere di Emilio Alberti, libri antichi e rari della Biblioteca Comunale di Como

 inaugurazione con i curatori Michele Caldarelli e Chiara Milani, che dialogheranno con Irene Malfatto e Luigi Picchi sul tema dei labirinti nei viaggi e nella letteratura, sabato 5 luglio alle 17 alla Biblioteca comunale di Como, piazzetta Venosto Lucati, aperta fino al 26 agosto da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 19 e sabato dalle 14 alle 19, domenica chiuso.

 

INVITO Alberti«La Biblioteca comunale di Como espone libri d’artista, dipinti, opere su carta dell’artista Emilio Alberti. Le opere dialogano in questa mostra con i libri antichi e rari della Biblioteca – spiega la presentazione –. 
Sono divagazioni e approfondimenti intorno a un tema: il labirinto nelle sue infinite variazioni.L’artista ci accompagna lungo il percorso della sua ricerca, tra meandri e volute tortuose sulle quali aleggia incombente il tempo, che si sostanzia in forma di pendolo, obelisco o piramide, ombra che si allunga, minacciosa scansione di istanti che si fanno eternità. I labirinti di Emilio Alberti sono raffigurazioni ipnotiche che finiscono per rappresentare la vita e le sue diramazioni. Non ci sono soluzioni né scorciatoie. Vie tortuose e intricate come il pensiero che, aggregatore di connessioni alla ricerca di un senso, si fa specchio della condizione umana. Metafora di un cammino, di un pellegrinare alla ricerca di senso. Un senso sfuggente che l’uomo tenta ogni volta di afferrare, tanto che il vagare solitario nel labirinto diventa una luminosa metafora che simboleggia un più astratto non sapere dove stiamo andando nel mondo».

«Pensare, ricordare, vagabondare e mettere tutto in relazione: i segni della realtà esteriore con le storie piccole e grandi del mondo – prosegue lo scritto –. Spesso nelle opere di Emilio Alberti aleggia un senso di mistero. E con questo mistero, da cui si è fatto rapire, l’artista prova a rapire lo spettatore. Siamo mossi dal bisogno di cercare pur sapendo che trovare una risposta definitiva è impossibile e, osserviamo, scaviamo, interpretiamo, sentendoci allo stesso tempo soli e parte di tutto. Perché vagare percorrendo sentieri incogniti risponde in fondo all’utopia di tracciare una mappa dei vasti e invisibili confini dell’uomo. Il labirinto di Emilio Alberti unisce idealmente la dimensione temporale e quella spaziale, dal momento che è prima di tutto un “luogo”, attraverso cui penetrare attraverso un percorso obbligato. Percorrere uno spazio definito è un’altra forma di misurazione del tempo».

Biblioteca-di-Babele-n12«Argomentando sulle opere di Emilio Alberti, possiamo osservare, e più ampiamente ricordare prendendo in considerazione tutta l’ampiezza della sua ispirazione artistica, come nel suo lavoro riflessi e diffrazioni generati dall’acqua e dall’aria siano gli elementi più osservati ed elaborati – scrive Michele Caldarelli –. La loro oscillazione, le metamorfosi cromatiche, gli istanti percettivi che nel flusso del divenire ce ne rivelano la natura fisica e ne permeano l’interpretazione simbolica, si ritrovano in ogni sua opera, espressi dai colori, rappresentati da metafore e simboli compositivi: meridiane, pendoli, gnomoni, labirinti, specchi d’acqua, onde e vortici… in un vero viaggio, anch’esso labirintico, fra gli elementi. In più di un’opera viene evidenziata, a corollario, un’impronta digitale (la sua) impressa/ingigantita sulla superficie della tela… fatta di circonvoluzioni, trasformata in immagine enigmatica che nel suo essere “biologica” nella metonimia identità/verità ricorda il groviglio fisico e funzionale della massa cerebrale come pure le sinuosità delle viscere simbolicamente rappresentate dall’antica effigie del volto di Humbaba, celato da sette veli, custode misterioso della foresta degli dei e ucciso da Gilgamesh. L’epopea di questo eroe babilonese che sfida il divino, prefigura l’avventura di Teseo e la foresta/giardino, luogo oscuramente disorientante, prelude alla costruzione di Cnosso, con un comun denominatore espresso dalla decisionalità eroica. Il labirinto si rivela dunque luogo/logos delle verità e delle contraddizioni fra le quali si snoda il percorso, un percorso fatto di scelte che il filo di Arianna guida».

Per informazioni tel. 031.252850, e-mail biblioteca@comune.como.it, Internet http://www.emilioalberti.it. [md, ecoinformazioni]

Design for Food Design to Feed

D4F modMostra dei risultati finali del Premio Lissone Design 2013 a Villa Sormani, in via Montebello 36, ingresso da via Palestro, a Mariano Comense, organizzata dal Comune di Mariano in collaborazione con Città di Lissone Museo d’arte contemporanea di Lissone, inaugurazione giovedì 3 luglio alle 20, aperta fino a domenica 27 luglio tutti i giorni dalle 16 alle 19 e in occasione di manifestazioni serali nel parco.

 

«Design e Food rappresentano l’eccellenza del c.d. Made in Italy – precisa una nota –. Il territorio brianteo esprime in particolare l’eccellenza in tema di design ed in particolare nel settore legno arredo, ma non solo. In questo quadro nove Comuni da Lissone a Cantù, passando per Mariano Comense, hanno deciso, in vista di Expo e anche oltre, di attivare, un percorso di conoscenza e valorizzazione del territorio, inteso come luogo del “saper fare”, che, nell’ambito del progetto Brianza Experience, porta oggi ad un’importante collaborazione, tra il Museo d’arte contemporanea di Lissone ed il Comune di Mariano Comense».

«Il 3 luglio, nella splendida Villa Sormani in via Montebello a Mariano Comense, viene inaugurata la mostra Design for Food to Feed, che presenta i risultati finali del concorso internazionale Premio Lissone Design 2013, che ha visto la partecipazione di 93 designer provenienti da 9 paesi – spiega un comunicato –. L’evento, oltre che dare l’occasione di visitare una villa di particolare bellezza, permette di conoscere le soluzioni di design al “rito del cibo” e alla “funzione – anche sociale – del cibo”, non senza interessanti rinvii ai concetti della sostenibilità».

Per informazioni Internet www.marianoeventi.it. [md, ecoinformazioni]

3 luglio/ Il mio nome è Angelo Novi

NOVI_invito-2Immagini di scena del cinema italiano 1960-1990, a cura di Carlo Pozzoni Fotoeditore, al Broletto di Como, con il patrocinio del Comune di Como, in collaborazione con Lake Como Film Festival, da giovedì 3 luglio fino al 27 luglio, da martedì a giovedì dalle 10 alle 20, da venerdì a domenica dalle 10 alle 21.30.

 

«Angelo Novi è stato uno dei più importanti fotografi di scena del cinema italiano e ha collaborato con i maggiori registi contemporanei, da Leone a Pasolini, da Bertolucci a Rossellini – spiega la presentazione –. Questa mostra intende omaggiarlo con un’esposizione di 65 fotografie realizzate e a suo tempo stampate dallo stesso autore. Durante tutta la durata della mostra verrà proiettato il documentario Angelo Novi fotografo di scena di Antonietta De Lillo e Giorgio Magliulo».

Nato a Lanzo d’Intelvi, dove ha voluto essere sepolto, Angelo Novi frequentò l’Accademia di Brera, quindi
la Facoltà di Architettura a Milano, presto abbandonandola per dedicarsi alla fotografia. Nel 1952
iniziò l’attività di fotoreporter per l’agenzia Publifoto. Nel 1956 trafugò da Budapest scatti della rivolta ungherese all’occupazione sovietica.

A Roma, dove si era stabilito, maturò la scelta di dedicarsi alla fotografia di scena: il primo servizio
sul set di un film di Roberto Rossellini, e la mostra allestita al Broletto si apre proprio con
un’immagine da Era notte a Roma(1960) di Rossellini per concludere la parabola temporale con
una serie di scatti de Il tè nel deserto (1990) di Bernardo Bertolucci, con il quale Novi strinse un
legame non solo professionale ma anche di profonda amicizia. In mezzo, oltre a quelle scattate sui
set di Pier Paolo Pasolini, le immagini sortite dal lungo sodalizio con Sergio Leone: le foto dei
western all’italiana consacrarono Novi come maestro della fotografia di scena. [md, ecoinformazioni]

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